Quelli che… “La teoria gender è una trovata pubblicitaria”

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«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty con un certo sdegno, «quella significa ciò che io voglio che significhi – né più né meno». «La questione è» disse Alice, «se lei può costringere le parole a significare così tante cose diverse». «La questione è» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – ecco tutto».

Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll

Salve a tutti, o lettori di Croce Via!

Quello che voglio andare a delineare con il presente non è un semplice articolo come gli altri, ma piuttosto una sorta di “enciclopedia”, consultabile da chiunque in qualsiasi momento e posto sul globo terracqueo e soprattutto sfoggiabile contro gli scettici nelle situazioni in cui la dialettica lo richiede.

Il bello di questa enciclopedia è che potrà essere arricchita e modificata man mano dal sottoscritto grazie alle segnalazioni di voi lettori, se conoscete qualche fonte in proposito (l’ideale sarebbe portare direttamente i documenti ufficiali, le direttive, dei fatti accaduti, etc. cosicché non possa reggere l’argomento “ma te credo, la fonte è il solito giornale bigotto di parte!”). Non solo, ma siccome i documenti postati sono spesso lunghi, sono ben accetti consigli su eventuali “stralci significativi”.

Non c’è niente di più ostinato di un fatto, puoi dire che sei d’accordo o che sei contrario, ma non puoi dire che non esiste. Il fatto uccide lo slogan.

Avv. Gianfranco Amato

Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) (scarica pdf)

Vedere in particolare la sezione “La matrice”, da pag. 40 in poi leggere le tabelle sulle direttive per le varie età, in particolare alcuni esempi:

– da 0 a 4 anni si dovrebbe informare su: basi della riproduzione umana, gioia e piacere nel toccare il proprio corpo (masturbazione infantile precoce), diversi tipi di amore, belle e cattive esperienze del proprio corpo/cosa dà una sensazione piacevole? Se l’esperienza non è bella non sempre si deve accondiscendere, norme sulla nudità [?], ruoli di genere; si dovrebbero mettere i bambini in grado di: eseguire pratiche igieniche (lavarsi ogni parte del corpo), acquisire consapevolezza dell’identità di genere, esprimere i propri bisogni, desideri e limiti ad esempio nel “gioco del dottore”, fidarsi del proprio istinto, distinguere tra segreti “buoni” e segreti “cattivi” [?], sapere quali parti del corpo si possono toccare; si dovrebbe aiutare i bambini a sviluppare: curiosità rispetto al proprio e quello altrui, l’atteggiamento “il mio corpo appartiene a me”, la consapevolezza che possono decidere per se stessi;

– da 4 a 6 anni si dovrebbe informare su: (omesse le somiglianze/sovrapposizioni con la categoria precedente, pur presenti): scoperta del proprio corpo e dei propri genitali, amicizia e amore (e relazioni) verso persone dello stesso sesso, diverse concezioni di famiglia; si dovrebbero mettere i bambini in grado di: parlare di argomenti inerenti alla sessualità (competenze cominicative), consolidare (!) la propria identità di genere;

– da 6 a 9 anni si dovrebbe informare su: cambiamenti del corpo, eiaculazione, mestruazioni, l’idea base della contraccezione, i diversi metodi contraccettivi, il sesso nei media (compresa internet [?]), gioia e piacere nel toccare il proprio corpo (masturbazione/auto-stimolazione), rapporti sessuali, matrimonio, divorzio e convivenza; etc. [guardare il resto del pdf]

Educare alla diversità a scuola, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) (scarica pdf)

Questi è uno dei 3 opuscoli (gli altri due parlano delle stesse cose ma le “calibrano” per l’audience medie e superiori) che dovevano essere diffusi nelle scuole nazionali nel febbraio 2014 (poi ritirati su mozione parlamentare), col pretesto di combattere il bullismo e le discriminazioni. Passi significativi:

Nell’elaborazione di compiti, inventare situazioni che facciano riferimento a una varietà di strutture familiari ed espressioni di genere. Per esempio: “Rosa e i suoi papà hanno comprato tre lattine di tè freddo al bar. Se ogni lattina costa 2 euro, quanto hanno speso?” [pag. 8, d’ora in poi si intende la numerazione da pdf ]

Tratti caratteriali, sociali e culturali, come l’età avanzata, la tendenza all’autoritarismo, il grado di religiosità, di ideologia conservatrice, di rigidità mentale, costituiscono fattori importanti da tenere in considerazione nel delineare il ritratto di un individuo omofobo. Come appare evidente, maggiore risulta il grado di ignoranza, di conservatorismo politico e sociale, di cieca credenza nei precetti religiosi, maggiore sarà la probabilità che un individuo abbia un’attitudine omofoba. […] Per essere più chiari, vi è un modello omofobo di tipo religioso, che considera l’omosessualità un peccato; un modello omofobo di tipo scientifico, che la considera una malattia; un modello omofobo di tipo sociale, che la considera una minaccia; e infine un modello omofobo di tipo politico, che cavalca la paura della diversità.  [pag. 13]

Trenta casi di persone punite per il loro credere nel matrimonio tradizionale (scarica pdf)

Traduco l’incipit: La ridefinizione del matrimonio viene fatta passare come misura permissiva, ma ben presto diventerà coercitiva. In effetti ha già cominciato. Troppe persone sono già state punite per aver espresso le loro sincere convinzioni sul matrimonio. Dovunque il matrimonio viene ridefinito, le persone vengono punite per le loro opinioni.

“Sei come sei”, Melania Mazzucco (acquistabile online)

Adottato dal liceo classico Giulio Cesare come argomento di discussione con tema scritto finale come verifica e con tanto di papa Francesco citato a sproposito (“chi sono io per giudicare un gay?”), nell’aprile 2014 fece arrabbiare non poco diversi genitori dei ragazzi coinvolti (e in alcuni casi pure sconvolti) nel progetto. Il romanzo presentava scene esplicite di sesso omosessuale e rivelava di entrarci assai poco con l’obiettivo di lotta discriminazione (il Foglio, coraggiosamente, ci riporta qualche passaggio con una sommaria recensione: scarica pdf). Aneddoto curioso, i passaggi incriminati erano troppo sconvenienti da leggersi in parlamento (qui la risposta del presidente del Senato Pietro Grasso all’on. Carlo Giovanardi, che chiese la lettura): ciò che è osceno e impresentabile ad un audience di adulti vaccinati può diventare educativo e degno di promozione in un’ottica di istruzione adolescenziale. Paradossale, non trovate?

Proposta di legge Scalfarotto (presentata il 15 marzo 2013) (scarica pdf)

Notare che la suddetta vorrebbe contrastare e quindi punire i fenomeni di omofobia e transfobia (parole che compaiono non più di tre-quattro volte, derivati compresi), senza però definire di cosa si sta trattando: chiaro che in tal caso, sarà il magistrato a decretare, secondo la sua visione del mondo, se il caso che ha davanti è punibile per omofobia (e per qualche giudice troppo zelante potrebbe essere abbastanza chi sostiene uno status ontologico differente tra coppie etero e coppie omo).

In particolare leggasi il passaggio:

Ai fini della legge penale, si intende per:
a) « identità sessuale »: l’insieme, l’in-
terazione o ciascuna delle seguenti com-
ponenti: sesso biologico, identità di genere,
ruolo di genere e orientamento sessuale;
b) « identità di genere »: la percezione
che una persona ha di sé come uomo o
donna, anche se non corrispondente al
proprio sesso biologico;
c) « ruolo di genere »: qualunque ma-
nifestazione esteriore di una persona che
sia conforme o contrastante con le aspet-
tative sociali connesse all’essere uomo o
donna;
d) « orientamento sessuale »: l’attra-
zione emotiva o sessuale nei confronti di
persone dello stesso sesso, di sesso opposto
o di entrambi i sessi. [pag. 5]

Cioè qui si sta dicendo che, ai fini penali, il sesso biologico (che prima era tutto) diventa un sottopunto di uno dei quattro punti che dovrebbero invece racchiudere il “vero” tratto distintivo dell’essere umano. E questa divisione dell’ex “dato sessuale” in questi esatti quattro punti non è mica roba nuova: fate una ricerchina e vedrete che ci sono dei veri e propri studi anche vecchiotti su queste cose.

Il caso Barilla

“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale” disse candidamente Barilla in onda su La Zanzara (qui la notizia). Apriti cielo, venne attaccato dalle associazioni LGBT e dai benpensanti e fu costretto a ritrattare e a “convertirsi” (qui il video dell’abiura). Giubilate, nemmeno un “eppur si muove” riesce il pentito a sollevare: ora anche egli finalmente ama il Grande Fratello!

“Gioco del rispetto” in un asilo di Trieste (la vicenda: fonte 1, fonte 2)

Per par condicio, linko anche il sito giocodelrispetto.org: probabilmente la fantomatica parità di genere non verrà più invocata solo il giorno in cui si riuscirà a ottenere più o meno 50% maschi / 50% femmine in tutte le professioni. E se questo non fosse possibile, poniamo caso, per diverse naturali inclinazioni dei due sessi? Andrà imposto con la forza oppure dovremo continuare a vedere grigio per sempre?

Il caso Dolce & Gabbana

Trovate qui l’intervista che scatenò il caso, “gay omofobi” li definì qualcuno ossimoricamente, per aver sostenuto questo: “Guardando le migliaia di scatti che ci hanno inviato abbiamo capito che la famiglia non è una moda passeggera. È un senso di appartenenza sovrannaturale. […] Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Ma lei accetterebbe di essere figlia della chimica? Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni.” Elton John si stracciò le vesti (letteralmente, visto che erano D&G) nella piazza di Instragram e altre stars trasponendo l’esempio su Twitter diedero il via all’internazionale #boycottD&G (qui la vicenda e qualcuno dei cinguettii di fama mondiale).

Dossier riassuntivo di diversi casi accaduti in Italia legati all’istruzione e riportato sul sito ProVita (scarica pdf)
Strategia nazionale LGBT, UNAR (scarica pdf)
Intorno al “mariage pour tous”, Francia 2012

Vedere in proposito: blog di Giorgio Israel (link), lettera del gran rabbino di Francia Gilles Bernheim (scarica pdf)

Raccomandazione CM/Rec(2010)5 (scarica pdf)

«Gli Stati membri dovrebbero assicurare l’abrogazione di qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso, ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra l’età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali; dovrebbero inoltre adottare misure appropriate al fine di abrogare, emendare o applicare in modo compatibile con il principio di non discriminazione qualsiasi disposizione di diritto penale che possa, nella sua formulazione, dare luogo a un’applicazione discriminatoria.» [pag. 4 punto 18]

Qui un’analisi sul blog di Gianni Lannes (link).

I pronunciamenti di papa Francesco

1) “La colonizzazione ideologica: dirò soltanto un esempio, che ho visto io. Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo; sì, con gruppi del popolo, ma non col popolo, e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo i vescovi africani si lamentavano di questo, che è lo stesso che per certi prestiti (si impongano) certe condizioni. Io dico soltanto questa che io ho visto. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono, prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso.”

2) “La crisi della famiglia è una realtà sociale. Poi ci sono le colonizzazioni ideologiche sulle famiglie, modalità e proposte che ci sono in Europa e vengono anche da Oltreoceano. Poi quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che crea tanta confusione. Così la famiglia è sotto attacco. Come si può fare, con la secolarizzazione che è attiva? Come si può fare con queste colonizzazioni ideologiche?”

“Elementi di critica omosessuale”, Mario Mieli, 1977 (scarica pdf)

«Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica.» [pag. 55]

ATTENZIONE! Nei prossimi passi sono contenute volgarità esplicite: deboli/puri di cuore astenersi!

«Le persone “normali” non possono che giudicarci “sporcaccioni”, dal momento che ci piace deglutire lo sperma e prenderlo in culo, e magari ci andrebbe di farlo sul sagrato del Duomo, a mezzogiorno, in mezzo alla gente, con la gente.» [pag. 191]

«Di quel soggetto che, per esempio, mentre si fa penetrare l’ano dal pugno della sorella incula l’amante maschio della sorella e intanto masturba la sorellina dell’amante della sorella e fa un pompino a suo suocero?.» [pag. 34]

END WARNING.

Nota: Mario Mieli è considerato il fondatore dell’attivismo LGBT ed è considerato dalla cultura omosessualista un pioniere, un modello, un combattente per la causa dei giusti, un iniziatore di una cultura, tanto di lui è stato dato il nome al Circolo di Cultura Omosessuale. E gli LGBT sono quelli che poi vengono in molti casi a fare le apposite lezioni “antidiscriminazione” nelle scuole.

EXPO temporaneo francese “Zizi Sexuel” (link a un video riassuntivo qui)

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Forse è vero, la formalizzazione di una “teoria gender” in senso stretto non esiste, non esiste un librone in cui sono incasellate e scritte nero su bianco tutte le nuove definizioni e le presunte mire sociali da ottenere, se questo è quello che ci aspettiamo prima di iniziare a doverci preoccupare (anche se questo non è del tutto vero, si googlino i nomi di John Money e Judith Butler). Ma come chiamare altrimenti queste innegabili, sistematiche e coercitive spinte da diversi fronti dell’istruzione e della cultura in una direzione ben precisa e quantomeno sospetta? È un mero problema di etichette: non chiamatela “teoria gender”, se vi infastidisce. Chiamatela “pippo”. Ma sempre questa roba qui rimane.

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Categorie:Attualità cattolica

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228 replies

  1. OTTIMO… adesso devo trovare il tempo di leggerlo.
    😉

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  2. Ah, ecco!
    Il Sabatini con l’assurda polemica sterile fra i giornalisti di Micromega per cui uno non è nemmeno libero di vestire sua figlia di rosa!

    http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/04/04/fabio-sabatini-lincredibile-scandalo-della-tutina-rosa-di-mia-figlia/

    Starei anche attento a dividere le cose perché moltissimi di questi link non dimostrano che “la teoria gender non esiste” ma bensì che è in atto un sovvertimento antropologico basato su teorie filosofiche nichiliste.
    IN questo post vuoi parlare del sovvertimento o anche di queste teorie? In quest’ultimo caso è necessario linkare gli articoli e i libri più importanti.
    Pensiamoci su!
    Per ora la base dell’articolo è ottima, brao law. 🙂

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    • Entrambe direi: per ora mi interessa però focalizzare l’attenzione ai tentativi di sovvertimento, introduzione di una antropologia ben precisa per i quali non si può accusare le famiglie solidali alla manifestazione di essere visionarie.

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      • Cioè non mi interessano tanto articoli che la descrivano e la smontino. O spieghino chi era John Money e cosa diceva. Quanto piuttosto casi, fatti eclatanti e quantomeno sospetti che possono essere diretta conseguenza di queste spinte antropologiche.

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  3. A proposito della filosofia sottostante ecco un ispirato Introvigne che spiega bene quanto meno la genesi dell’idea antropologica figlia di un triste nichilismo.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lultima-bufala-il-gender-lha-inventato-il-vaticano-13050.htm

    Il dualismo che si vuole superare è già stato superato e alla grande da Aristotele prima e Tommaso poi. Non c’è bisogno di cretinerie contradditorie.

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  4. E Padre Carbone OP ha scritto un libro che dovrebbe esserci in ogni libreria cattolica contemporanea
    Qui l’anteprima (leggersi l’indice e si troveranno un sacco di indicazioni che qui richiedi 🙂 ):

    http://www.edizionistudiodomenicano.it/Docs/Libri/9788870948868.pdf

    Quello che mi pare ben fatto (lo si denota dall’indice appunto) è la classificazione delle influenze. La partenza è di quel … quel, quel Money insomma.
    Da questa idea del c…, insomma da ‘sta idea nascono vari “contributi” suddivisi fra quelli femministi (e ne parla Introvigne) fino all’attivismo gay. Da lì ecco nascere i fatti che qui vai denunciando.
    Bello.

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  5. La Queriniana intanto pubblica un’approfondimento sul tema.

    http://www.queriniana.it/libro/la-questione-gender-2

    Dalla descrizione del sito leggo:

    “opera una distinzione fra ideologia gender e prospettiva di genere, segnalando i limiti della prima e i pregi della seconda. Suggerisce, infine, alcune prospettive antropologiche e indica delle coordinate bibliche essenziali.
    L’idea sottesa alla riflessione proposta in queste pagine è che l’attuale questione gender non è certo priva di pericolose insidie per l’identità sessuata e le relazioni sessuali degli esseri umani. Tuttavia, costituisce anche una sfida antropologica che sollecita una nuova cultura delle relazioni tra uomo e donna, capace di scongiurare la prevaricazione dell’uno sull’altra e di valorizzare, anzi, la loro differente identità in vista del reciproco amore.”

    Da quel che mi sembra di capire queste teorie possono addirittura dare una mano sulla valorizzazione della DIVERSITA’ insita fra i due sessi. Naturalmente partendo da una visione antropologica slegata (totalmente o parzialmente) dalla biologia, la diversità diviene percepibile solo circa “l’identità” (esiste quindi una creazione di molteplici “modi di essere” che dipendono banalmente da come uno si sente?).
    Qui serve Claudio per sbrogliare la matassa, lui di ggente che studia ‘ste cose ne ha conosciute. Sinceramente non ho tempo di addentrarmi in questo momento in queste teorie per smanterlarle alla luce dell’antropologia tomista, dovrei conoscerle bene per fare una simile operazione.

    Detta sinceramente: oltre al tempo manca pure la voglia di conoscere bene certe visioni…

    Don Fumagalli è questo professore qui: http://www.teologiamilano.it/ppd/carriera.jsp?d=13
    Ha studiato alla Gregoriana, dai gesuiti.

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  6. Faccio notare che il sindaco Brugnaro ha fatto levare i libri gender (che non esistono) dalle scuole di Venezia: insomma non avrebbe fatto nulla, a detta di alcuni! 🙂

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  7. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidente e ha commentato:
    <> – Diego Fusaro, filosofo

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    • Questa la citazione che non è uscita:
      Ogni ideologia – Marx docet – si regge esattamente sul tentativo di negare il proprio carattere ideologico: ossia sul tentativo di mostrare la propria “naturalezza”

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  8. Anche Papa Francesco, in celeberrima intervista ‘aerea’, parlò della teoria che non esiste riferendosi ad una vicenda argentina di un libro che…non esiste 😉 ma che fu diffuso nelle scuole….
    (capisco che trattandosi del papa fa parte dei cattivi che hanno inventato la teoria del gender, ma lo riporto lo stesso. Anche per documentare dell’esistenza di un’altra cattiva: la donna, la ministra di cui parla il papa)

    Dalla trascrizione integrale di Radio Vaticana http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/19/papa,_aereo_trascrizione_integrale_del_testo/1119009

    Papa Francesco:
    “La colonizzazione ideologica: dirò soltanto un esempio, che ho visto io. Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo; sì, con gruppi del popolo, ma non col popolo, e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo i vescovi africani si lamentavano di questo, che è lo stesso che per certi prestiti (si impongano) certe condizioni. Io dico soltanto questa che io ho visto. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono, prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso.”

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  9. Dalla Raccomandazione Europea CM/Rec (2010)5, accolta dall’Italia (governo italiano) tramite il documento dell’UNAR Strategia Nazionale Lgbt.
    Tutti i link scaricabili dal blogpost principale di Law.

    Articolo 18
    «Gli Stati membri dovrebbero assicurare l’abrogazione di qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso, ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra l’età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali; dovrebbero inoltre adottare misure appropriate al fine di abrogare, emendare o applicare in modo compatibile con il principio di non discriminazione qualsiasi disposizione di diritto penale che possa, nella sua formulazione, dare luogo a un’applicazione discriminatoria».

    Ma…. non era una strategia contro le discriminazioni??
    Che c’entra l’età? Ehm.
    (domanda retorica)

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    • Dice “reato penale” , evidentemente ci sono stati europei in cui è reato penale il rapporto sessuale omo (elencare prego).
      Però poi lo collega anche , lo stesso reato penale, in relazione all’età dei soggetti. Ed è lì che la cosa inizia a puzzare.

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  10. Sempre da Gianni Lannes (link dal blogpost di Law).

    Da un libro (non proprio sconosciuto, anzi) edito nel 77. Significa che sarà stato diffuso e letto almeno per tutti gli anni Ottanta. Significa che gay (e non gay) oggi non anzianissimi l’hanno letto.

    Gianni Lannes:
    Uno dei fondatori e teorici del movimento omosessuale italiano, Mario Mieli, così scriveva nel suo libro, del 1977, “Elementi di critica omosessuale” (pubblicato da Feltrinelli): «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica».

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    • Grazie Trinity delle analisi, degli stralci e dei nuovi contributi. Appena ho un po’ di relax stai sicura che le inglobo nell’articolo! 🙂

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      • Io no sono stato di alcun aiuto anche se avevo aderito… ma ragazzi in questo momento non so proprio da che parte prendere ( devo anche una risposta priv a Trinity 😐 ).

        Come ben si sa “non di solo blog vive l’uomo… 😀

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        • Ma no, non mi devi niente (avevamo già abbastanza sviscerato a suo tempo il problema). Esentato ufficialmente da risposta privata 🙂

          E poi aderire al progetto di Law significa seguire nel tempo le vicende, senza fretta no? trovare, se capita, documenti, fatti, eccetera. Oltre che dialogare SU questo topic per inquadrare meglio il tutto.

          Uhhmmmm ….e mi sa che tra qualche tempo l’idea che volevo proporre a Law potrebbe essere utile. In pratica dopo l’analisi volevo passare ad una sintesi. (Cioè non io bensì Law. Io penso, Tu lavori ahah).
          Una sintesi di un certo tipo e stile (SE vi piacerà l’idea).

          “Non di solo blog vive l’uomo”…. mi sa che tra un pò sarà quella la versione ufficiale della frase originale 😀
          (OT. sono da poco in possesso di sacre scritture cartacee con le nuove traduzioni di cui sentivo lamentarsi ogni tanto… però finora, leggendo qua e là la bibbia, non sono infastidita dal nuovo stile. Pensavo peggio. Vedremo nel tempo. Anzi con l’occasione di alcuni acquisti librari mi è venuto in mente che ci sarebbe bisogno magari di una rubrichetta che fornisca consigli su case edititrici, edizioni di bibbie, vangeli e analisi degli stessi, gradevolezza grafica, dimensioni dei caratteri, facilità d’uso, qualità/prezzo, eccetera. Ad esempio ho comprato per prova un mini-vangelo economico tascabile, adatto come mini-regalo, editore top del settore, e…. MA A CHI cavolo è venuto in mente di stampare un vangelo con i caratteri più piccoli di un bugiardino dell’aspirina??!! Poi, però sono rimasta colpitissima da un altro editore più ‘popolare’ che ha fatto un vangelino tascabile per bambini ma adattissimo anche per i nonni e gli ipovedenti. Bella idea.)

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    • Aggiungo un appuntino OT sulle teorie dei fondatori del movimento omosessuale, di cui abbiamo un estratto chiarissimo, nero su bianco qua sopra. (A meno che Lannes non abbia falsificato il testo della Feltrinelli??!).

      Un appuntino, appunto.
      In genere i movimenti omosessualisti “ci” accusano di interpretare male la bibbia, di travisare vangeli, sacre scritture e quant’altro si possa travisare tramite esegesi falsificatrici. E stiamo parlando di testi con 1.900, duemila, tremila anni sulle spalle – dunque oltre le difficoltà di interpretazione in senso stretto (e il conseguente non-accesso agli ignoranti) stiamo anche parlando di necessità di riportare culture, lingue, contesti storici biblici alla realtà attuale di un messaggio religioso.

      MA, con un TESTO del 1977 dove un omosessuale famoso, considerato rappresentativo del movimento, scrive una cosa del genere…. QUALE ESEGESI SI DEVE FARE ?
      Che cosa dobbiamo interpretare e capire ?

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      • Per la tua “gioia” ho riportato altri passi cul-turali: non è stato difficile, il libro ne è zeppo. E no, lì non si parla di ermeneutica, temo.

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  11. La butto lì (in questi giorni sono un po’ presa)…potrebbe esserci, a monte, anche Wilhelm Reich (1897-1957).

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    • A me Reich è sempre piaciuto. Calma, non stracciatevi le vesti.
      Nel senso: togli tutte le derive politiche, fantascientifiche, filosofiche, sociologiche, eccetera. Togli anche che con molta probabilità ad un certo punto della vita lui va fuori di testa.
      E tieni l’apporto di alcune sue intuizioni sulla psicologia-psicosomatica. Come le cosiddette “corazze muscolari”. E anche il concetto della sessualità non come mera “scarica biologica” ma come energia più globalmente intesa. Ecco, a me piaceva perché sembrava andare, seppur maldestramente, verso una visione ‘unitaria’ dell’uomo, inglobandovi la sessualità (anche se poi ha esagerato).
      Di seguito info veloci su Reich per i lettori https://it.m.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Reich

      La sua versione sana secondo me è un altro allievo di Freud: Alexander Lowen che parla di “bioenergetica” e la smette di concentrarsi tanto sui genitali come Freud, e come, in definitiva Reich.
      (lo psicanalista che ho linkato l’altro giorno era appunto di corrente Lowen-bioenergetica). Certo tutti gli psicanalisti ‘primitivi’ tendono un pò ad essere monotematici, sia in fatto di scienza che di politica, ma….. quale relazione ci sarebbe con la pedofilia che, ahimè, è fenomeno antico, e non ha molto a che vedere con la ‘liberazione sessuale’ ?

      (E bada che non voglio difendere la psicanalisi. Lungi da me. Però riconosco che studi come quelli di Jung ad esempio sono utili apporti sulla strada della conoscenza, in generale).

      Cioè tu dici che il movimento omosessualista (compresa pederastia) prende le mosse o ispirazione/background da certi psicanalisti? Mah….non so, perché in genere loro si occupavano sempre di rapporti uomo-donna (o ragazzo-ragazza, anche giovani, ma tra loro), rapporti che loro dicevano erano troppo repressi e andavano “liberati”.
      Sinceramente non conosco studi psicanalitici che avallino in qualche modo la pedofilia…però potrebbero esserci, boh.

      Sicuramente c’è qualche pazzo, anche titolato, di solito americano, e più di scuola recente quanto settaria, che cerca di far passare la pedofilia come “orientamento”. E sicuramente questo filone di psicologi fulminati cerca di farsi strada nella legislazione, come appunto si vede dai documenti che abbiamo sotto gli occhi. E sicuramente i legami (che LGBT nega di continuo) tra movimento omosessuale e movimento pederasta, c’è. Non significa tout-court che gli omosessuali sono pedofili. Ma significa che tra loro ci sono elementi che teorizzano l’identità omosessuale-pedofilo.
      La “liberazione” sta diventando libertà di toccare i bambini. E vanno fermati.
      Dicono che la Chiesa per tanti anni ha occultato certi preti?
      E loro?
      Loro hanno pure i teorizzatori sulla carta, nero su bianco.
      Almeno la Chiesa ha sempre condannato (anche se non sempre attivamente applicato la condanna – e questo è gravissimo, oltre che schifosissimo, nessun problema ad ammetterlo)

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      • Servirebbe una intervista a Don Belotti, psicoterapeuta di cui qualche volta qui ho parlato. Nel video che consigliavo qualche mese fa “se la prendeva” con le nuove direttive mondiali dicendo che con i suoi psicoterapeuti (lui è direttore di una Associazione psicologica di Bergamo: http://www.ilconventino.org/ ) ci era stato sopra diverse ore credo per capire al massimo quanto riportato (e riportarlo se possibile in un alveo antropologico quanto meno umano se non cattolico).

        Sarebbe davvero interessante.

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  12. Comunicazione di Servizio: aggiunti alla raccolta cit. di papa Francesco, qualche passo dei già presenti indicati da Trinity e il libro di Mario Mieli.
    PS: propongo di dare una definizione croce-viana dell’aggettivo “gender”. Si accettano consigli, per ora per me è “tutto ciò che vuole delegittimare l’unica possibile famiglia e legittimare/normalizzare invece le più svariate fantasie, perversioni personali sotto il falso manto della lotta alla discriminazione.” Che ne dite?

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    • Certo è che il fin fine del discorso del gender e di chi lo sostiene è proprio sotto la cintura e non va molto aldilà: poter abusare dei bambini piccoli, farne dei pervertiti giovanissimi per la goduria di vecchi porci di ogni tipo.

      Il Gender è l’a-teologia della perversione, il fondamento teorico dell’autogiustificazione di ogni comportamento contro-natura, immorale e anti-umano.

      In Pace

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  13. Stiamo cercando di capirci qualche cosa sull alegge detta “buona scuola” che sdoganerebbe il gender nelle scuole di ogni grado.
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-famiglia-e-scuola-ce-gia-il-primo-tradimento-13076.htm

    Nel frattempo possiamo spulciare anche questo osservatorio stabile web:
    http://gwnblog.lanuovabq.it/

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  14. Ho messo in evidenza il post su facebook, vedremo cosa succede… aiut! 😀

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  15. Law, tra le altre cose informati anche un pò sul sito che si annuncia qui di seguito, non trovo il link… ma probabilmente è dovuto al fatto che NON esistendo la teoria del gender NON esiste il sito che ne parla. Si chiama pdnc, giusto? 😀

    Diritti Lgbt, nasce il primo portale sull’identità di genere
    http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/484950/Diritti-Lgbt-nasce-il-primo-portale-sull-identita-di-genere
    04 giugno 2015 ROMA –
    Un portale che racchiude tutta la documentazione scientifica sui temi che riguardano le persone lgbt. E’ il progetto lanciato oggi a Roma dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’ Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e dal Comune di Torino. L’obiettivo è quello di abbattere i pregiudizi e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale attraverso la conoscenza. Nel sito, che sarà online la prossima settimana, tutti potranno consultare un patrimonio internazionale fatto di ricerche, articoli, banche dati, video e interviste sull’identità di genere.  “Oggi è una giornata importante perché finalmente introduciamo nel dibattito intorno ai diritti lgbt l’elemento della ragione e della documentazione”, ha detto Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità.
    […]
    Il sito è coordinato da un comitato scientifico, di cui fanno parte professore ed esperti. Tra questi lo scienziato Umberto Veronesi, il professore Giovanni Bachelet, il magistrato Francesco Crisafulli, il giurista Stefano Rodotà, le professoresse Marilisa D’Amico e Nicla Vassallo, il Presidente dell’Ordine nazionale degli psicologi Fulvio Giardina, il teologo Vito Mancuso. 

    Sì, la teoria del gender NON esiste. E lo dice pure facebook ! Cioè praticamente la casella libera su fb accanto alla dicitura GENDER significa “il gender? Non esiste e infatti la casellina la lasciamo bianca”.
    http://www.lastampa.it/2015/04/07/tecnologia/su-facebook-lidentit-di-genere-libera-6jPyJPzBhvlhFyFGABUlgJ/pagina.html
    Su Facebook l’identità di genere è libera
    Da oggi, accanto alle opzioni «uomo» o «donna», una casella in cui inserire la definizione preferita

    D’altra parte… anche nel famoso forum che mi ha visto protagonista (ehm, protagonista di censure di interi topic solo per aver esposto, richiestami, la dottrina cattolica in tema di omosessualità) si può evincere che la teoria del gender non esiste. E infatti per accedere alla lettura del “Lessico dell’identità di genere” bisogna essere registrati sul sito. Oh insomma, se vuoi leggere una cosa che non esiste ti dovrai pur registrare, no? Comunque, da non-registrati, si può invece avere accesso alla lettura di un altro lessico: Lessico dell’Attrazione Romantica (aaahhhh l’amore) , che presuppone l’altro Lessico, quello (del gender) che non esiste. Non fa una piega! Vi riporto solo alcune delle definizioni.
    Warning: leggete lentamente e attentamente… altrimenti vi s’ingroppa il cervello.
    L’asterisco che vedete designa il fatto che NON si può mettere (guai a voi!!) la lettera finale “a” oppure “o” (discriminatorio!) e ormai da più parti si auspica che la lingua italiana si adegui. A cosa? Alla teoria che non esiste. D’altra parte…mica di sola Crusca vive l’uom* , cioè volevo dire donn*. Cioè volevo dire din don dan.
    http://www.asexuality.org/it/viewtopic.php?f=60&t=5225
    Androromantic*: (non tradotto perché l’italiano non ha sostantivi neutri). Una persona attratta romanticamente da persone di sesso, genere o figura maschile. Utile soprattutto per chi non si identifica “maschio” o “femmina” e non può quindi usare etero o omoromantico, che indicano attrazione verso lo stesso o l’opposto genere.
    Gynoromantic*: (non tradotto perché l’italiano non ha sostantivi neutri). Una persona attratta romanticamente da persone di sesso, genere o figura femminile. Utile soprattutto per chi non si identifica “maschio” o “femmina” e non può quindi usare etero o omoromantico, che indicano attrazione verso lo stesso o l’opposto genere.
    Panromantic* (o Omniromantic*): Una persona attratta romanticamente da persone di qualunque sesso/genere o anche senza genere (o biologicamente neutre), incluso persone che non si identificano nel sistema binario – ovvero, una persona che sperimenta attrazione romantica indipendentemente dal sesso o genere dell’altra persona. Il corrispettivo romantico della pansessualità.

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    • Trovo una chicca quel “biologicamente neutre”.

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      • Praticamente delle amebe… ,-) 😐

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      • Letto ora questo commento, grazie Trinity. Affascinante le vette di ridicolaggine che si possono raggiungere a insistere nel piegare fatti e realtà alla propria costruzione mentale. Mi viene da pensare che il dialogo non è più possibile, tutt’al più possiamo tentare un “neologo”. Ecco qua, al momento mi vengono in mente due sottocategorie del matrimonio: “veromonio” e “fintomonio”. La legge a breve potrebbe rendere possibili entrambi, quindi la distinzione si renderà necessaria per sottolineare ciò che dovrebbe essere evidente e il nemico insegna che la colonizzazione lessicale può essere utile, usiamola:-)

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      • Eccheccaspita vuol dire attratta romanticamente?!?!?
        Questo è sprezzo del ridicolo!
        Insomma, vogliono stare mano nella mano al chiaro di luna oppure fare sesso?

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        • Si riferiscono alla distinzione “romantico-aromantico”.
          In soldoni il romantico vuole ‘stare in coppia’, mentre l’aromantico no. Sul fare sesso: possono farlo o non farlo, dipende se sono ‘sessuali’ o ‘asessuali’ o posizioni intermedie.
          Praticamente: la polverizzazione della persona in mille definizioni tecniche. Il corrispondente paro paro della medicina riduzionista – che oggi è in piena revisione anche in ambienti ufficiali/accademici. Il fatto è che certa ‘psicologia’, modellata sulla vecchia medicina, rimane indietro sui tempi…. e ancora sta dissezionando.

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          • Questa tua precisazione mi conferma che, owellianamente parlando, si tratta di neolingua.
            E direi anche pseudoscienza. E ribadisco che si cade nel ridicolo, anzi nel grottesco.. Il nazionalismo turco pretendeva che non esistesse l’etnia curda: erano “turchi di montagna” (veniva da aggiungere “che il gusto ci guadagna”). Almeno, in questo definizionismo polverizzante avere la fantasia di inventarsi le parole, senza rendersi ridicoli con termini già troppo connotati…

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    • Quello che non han capito è che proprio concedendo la possibilità di lasciare la casellina bianca CONFERMANO quello che vorrebbero confutare! (Assurdo)

      Un po’ come quelli che negano valore alla metafisica con discorsi metafisici…

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  16. Law, dai un’occhiata anche qui, in fondo trovi dei pdf. Non li ho ancora visionati però il sito è ottimo. 🙂

    http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=37200

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    • Da citare dal tuo primo link:
      “La verità sconcertante emersa dai suoi riscontri fu che la differenziazione tra generi sessuali sia direttamente proporzionale al grado di libertà politica ed economica goduto in un’area. Sicché tutti i paesi con un’elevata percentuale di donne che occupino ruoli tipicamente maschili, sarebbero in realtà paesi poco o non del tutto ‘liberi.‘”
      😀
      In Pace

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  17. Avevo fatto un commento sul tema omosessualità su L’isola di Patmos di Don Ariel, rilevando che parlare di tendenza innata fosse un errore esplicativo, poiché “ci si trova”, non si nasce omo, pur concedendo delle predisposizioni caratteriali in alcuni. E’ stato cancellato una prima volta. Ho chiesto a Don Ariel una spiegazione e se non fosse d’accordo con quanto scritto. Mi ha inviato una e-mail dicendomi che era stato un errore e me lo rimise. Poi mi manda un secondo e-mail dicendomi che aveva dovuto di nuovo annullarlo perché le reazioni erano state talmente violente, assieme ad alcuni apprezzamenti, che ha ritenuto di non poter pubblicare gli interventi per eliminare un dibattito con una piega spiacevole per tutti. Credo fosse dipeso dal tempo che non ha necessario per un dibattito lungo e sfiancante. Siamo al punto in cui non si riesce o non si vuole da alcun permettere di esprimersi liberamente in termini civili. Violenza pura! Credo di non offendere la riservatezza di Don Ariel se che dico pubblicamente il fatto e la e-mail riservata per sua natura.
    Mi scrive Don Ariel “Spiego a lei come ad altri lettori, il motivo per il quale purtroppo non abbiamo potuto pubblicare il suo commento.
    Sono arrivati numerosi commenti altamente insultati e dei commenti altamente lusinghieri per i contenuti dell’articolo.
    Avremmo quindi potuto provvedere a pubblicare gli uni e gli altri.
    Questo non è stato però possibile, perché quelli insultanti avevano dei tali contenuti aggressivi e volgari che la nostra rivista telematica non poteva proprio approvarli.
    Tutto ciò ci ha impedito di pubblicare anche gli altri, ossia quelli di plauso.
    Ecco perché siamo stati costretti a “chiudere i commenti” a questo articolo e a non pubblicarne nessuno per evitare di non dare giusta voce a tutti.”

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  18. @Law
    Riprendendo il discorso sulle idee che avevo in testa…..
    Questa è una prima proposta di un altro possibile lavoro che potresti fare. Ti posto appositamente quella più ‘laboriosa’. Così ci pensi, se ti va ed eventualmente per un futuro impegno.….( Mentre quella più semplice e fattibile in tempi più brevi te la posto un’altra volta).

    Di seguito ci sono link di filmati youtube sulla teoria che non esiste.
    Invasione di ragazzini (e anche qualche adulto) che “si scopre” AGENDER o GENDERQUEER . Ne ho scelto solo alcuni. E dato che ce ne sono tanti e che la teoria NON ESISTE…spunta anche il Gender Therapist.
    Come dire: la teoria psicanalitica (per gli amici ‘psicanalisi’) non esiste però esistono gli psicanalisti (di varie scuole. Proprio come per il gender: per alcuni consta di una manciata di “generi”, per altri sono una ventina, per altri una cinquantina).
    Comunque di sicuro esistono già i destinatari/vittime della teoria: ragazzini che l’hanno recepita benissimo e la diffondono via internet per spiegare agli altri che casomai avvertissero un qualche disagio probabilmente quello dipende dal fatto che sono genderfluid/agender/genderqueer e non lo sapevano.

    E siccome questi devono ancora imparare l’italiano (ma non dubito che presto avremo invasione di ragazzini italiani nelle medesime condizioni che sbarcheranno su youtube) ….se qualcuno volesse fare delle brevi traduzioni da sovrapporre ai filmati oppure dei brevi riassunti delle migliori farneticazioni . Attenzione però: non si può e non si deve attaccare in alcun modo dei ragazzini già pieni di problemi, ma solo registrarne il malessere come documento. Si dovrebbe quindi rendere disponibile eventualmente solo dei documenti ‘di cronaca’, senza giudizi sui ragazzini. Per giungere alle seguenti domande:
    Domanda virtuale ai ‘negazionisti’ della “teoria del gender”: da chi hanno appreso questi ragazzini che loro sarebbero “genderqueer” o “agender” o “genderfluid” ??
    Domanda virtuale (nonché retorica) ai genitori che ancora non hanno sentito parlare di ‘gender’: quanto tempo ci vorrà perché la ‘moda’ arrivi in Italia e vostro figlio/a pretenda il doppio guardaroba? (ci sono anche filmati qui non linkati, appunto sul problema del guardaroba)

    What is agender? http://www.youtube.com/watch?v=eUnYVMAn6uc
    Bigender vs Genderfluid http://www.youtube.com/watch?v=rGa201YNbtg
    Coming out as a genderfluid http://www.youtube.com/watch?v=CiB1wBLY1IM
    Ask a Gender Therapist ! http://www.youtube.com/watch?v=h5MFwdNfDgg
    Misgendering http://www.youtube.com/watch?v=fl9RR779P7E
    Realizing I was genderqueer http://www.youtube.com/watch?v=uN3p2sXsSPQ
    Misgendering genderqeer http://www.youtube.com/watch?v=VkVTvHmeROw
    Explaining Genderqueer http://m.youtube.com/watch?v=DiKBJ6WyUyg

    Fortunatamente, ma raramente, ogni tanto qualcuno lancia a questi (incolpevoli, data l’età) fulminati un commento con una sana provocazione:
    “I don’t identify as human. I feel like I’m trapped in the wrong body. I was coercively assigned human at birth by a homo sapien supremacist but I’m actually a cockroach. Anyone who doesn’t pretend that I’m a cockroach is a bigot. Everyone has to indulge my mental illness and treat it like sanity.”
    Trad. “Io non mi identifico come umano. Mi sento come intrappolato nel corpo sbagliato. Alla nascita sono stato assegnato in modo coercitivo al genere umano a causa della supremazia dell’homo sapiens , ma in realtà io sono uno scarafaggio. Chiunque non finga che sono uno scarafaggio è un bigotto. Tutti devono essere indulgenti con la mia malattia mentale e trattarmi come sano di mente”.

    Come italiani, dicevo, siamo ancora, as usual, piuttosto indietro… Però ho trovato un’avanguardista, nientemeno che del 2009!! Una chicca.
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=youtube%20italiano%20genderqeer&source=web&cd=1&ved=0CCAQtwIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DnMibn3oyCDc&ei=FragVcvyDcX0UOL0srAG&usg=AFQjCNEe3is7nmQURp8RC7z7NWeXfw95mw

    E nell’attesa di talenti italiani del piccolo schermo (youtube)… intanto accontentiamoci di blogger come il seguente https://progettogenderqueer.wordpress.com/

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    • @Trinity,
      salvo poi con le nostre traduzioni asettiche e informative, rilanciare il “messaggio” a tanti possibili emuli salvati almeno dall’ignoranza dell’inglese… Sarebbe il caso di pensarci 😒

      É necessario affrontare certe problematiche, ma attenzione ⚠ a non fare involontaria propaganda…

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    • Mah quarda Trinity penso potrebbe essere abbastanza linkarli e dire di guardare anche i commenti…
      La vedo molto lunga a tradurre ogni video…

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  19. sono l’autore del blog “progetto genderqueer”.
    Ovviamente il nome era presente prima della moda cristiana del “voi diffondete le teorie gender”.
    Il blog fa informazione su temi legati all’identità di genere (persone transessuali e transgender), orientamento sessuale (bisessuali, gay e lesbiche) e ruoli di genere (sostenendo che non sono innati ma spinti dall’educazione.
    Detto questo, il blog parla di tematiche molto tecniche ed è comprensibile da bisessuali, transgender e addetti ai lavori.
    Onestamente tutto avrei pensato, in vita mia, ma che non che fosse citato da un sito di invasati cristiani, che offendono senza neanche approfondire, solo perchè il titolo contiene una parola che a loro non piace, di cui non hanno capito il significato.

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    • “Invasati cristiani” ??

      Nel senso botanico del termine o di chi “offende senza neanche approfondire…”??

      😛 😀 😀

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    • Benvenuto, Nathanael. Perché il blog di sembra di cristiani invasati?
      Perché il tuo blog sarebbe “comprensibile a bisessuali, transgender e addetti ai lavori”? (Agli altri no?)

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      • ogni condizione ha i suoi termini tecnici, perchè approfondisce alcuni temi verso cui quel gruppo di persone ha una spiccata sensibilità o porta una tematica. la persona media non penso si ponga la problematica del binarismo dei ruoli, nè un cisgender (un non transgender) si interroga sul passing. nè un non glbt spesso conosce la scala kinsey e così via.

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    • Ciao Nathanael , ho letto un bel pò nel tuo blog. E in effetti ho fatto male ad associarlo a tutti gli altri links suddetti: certamente il tuo lavoro non è paragonabile ai filmatini dei ragazzetti su youtube. Per alcuni tratti, su alcuni specifici argomenti, ti condivido pure (mentre su alcuni argomenti tecnici ‘ecclesiastici’ sei tu che appari ‘non addetto ai lavori’ e piuttosto disinformato. Scusami ma è così). Quindi prendi con ironia quando ho scritto “intanto accontentiamoci di questo blogger”.
      Avercene di gente intelligente (anche se inca**ata)

      E poi… invasati dai no! 😀
      Che combattiamo il retroterra culturale portato avanti da te , quello sì 🙂

      (Qui comunque si “disputa” e non si distruggono le persone. Sebbene qualche invasato violento verbale, ateo o credente, passi ogni tanto anche qui).

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      • non parlo quasi mai di cristiani. ad ogni modo chi è transgender lo è e basta, e anche chi è insofferente ai ruoli tradizionali. il vostro errore è pensare che chi legge il blog venga convinto di qualcosa. in realtà chi vi arriva è già un potenziale lettore.

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        • A proposito di transgender… se ripassi ti vorrei fare una domanda, solo che ora non ho tempo, devo volare via.

          No, non penso che tu voglia ‘convincere’ nessuno sul tuo blog. Però ogni azione, intervento culturale fa…. cultura. Il tuo come il nostro. Bisogna vedere i presupposti di quella cultura. Dove sono fondati. E SE sono fondati – sia che si tratti di atei che di credenti.
          Ciao 🙂

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          • e sarebbe meglio lasciare da sole le persone transgender senza riferimenti culturali di altri transgender?

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            • Certo che no.
              Però una cosa è trattare un argomento e dare riferimenti culturali per una situazione/condizione specifica. Altra cosa è creare un paradigma che si pretenderebbe applicare a tutti (sulla base, tra l’altro, di una teoria che NON esiste e credo che tu affermi che NON esiste).
              Quindi, ad esempio, dire ai bambini fin da piccoli che la REGOLA è: “NON sai di che genere sei” e “una volta che lo sai tieni presente che comunque potrebbe essere fluido”.
              Guarda, ti faccio un esempio. Io sono celiaca e mi occupo (tra l’altro) di diffondere conoscenza sulla celiachia. Però non posso pretendere che essere celiaci sia considerato NORMA e quindi affermare per la generalità della gente: “NON sai se sei celiaco/a” e “una volta che risulti non celiaco, potresti sempre diventarlo o avere periodi alterni”. Le due affermazioni che ho appena fatto sono rigorose scientificamente nel senso che in generale ogni persona che incontro potrebbe essere celiaca senza saperlo ed è vero che celiaci si può diventare (in molti casi) nel corso della vita e pure avere (in rarissimi casi) una specie di alternanza. Però tu capisci che non posso affermare queste cose (pur scientifiche) sulla celiachia COME SE fossero all’ordine del giorno, molto diffuse e che riguardino la maggioranza. Vero è che c’è tutto un movimento (anche un pò invasato) che riconduce al frumento/glutine tutti i mali del mondo, e vero è che qualche spunto di ragione ogni tanto ce l’ha pure, però capisci che…sarebbe un tantino inappropriato chiamare la gente cereal-normativa. Ecco, tu per me sei un cereal-normativo. Quindi non capisci niente di alimentazione. Quindi ora noi celiaci ci organizziamo e veniamo a spiegarvi come stanno le cose. Cioè non solo non vogliamo essere discriminati socialmente quando rifiutiamo la pastasciutta, ma pretendiamo anche che TUTTI smettano di mangiarla.
              Ehm.

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              • Mi turba il paragone tra le mie tematiche e una malattia.
                In effetti su una cosa che forse hai detto per gioco, hai azzeccato. Esiste anche per le malattie un nome che definisce chi non é in quella situazione. Chi non é autistico é neurotipico, ad esempio.

                Ma uscendo da discorsi riguardanti le malattie, torniamo a noi. Le persone glbt non vogliono mettere in discussione l identità di genere dei cisgender (non transgender) né l’orientamento sessuale degli etero.
                I discorsi che comprendono anche loro sono quelli riguardanti i ruoli di genere, che sono cosa ben diversa, e quelli si che riguardano tutti
                Ma prima sarebbe necessario chiederti se hai compreso la differenza tra ruolo di genere (sociale) e identità di genere.

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            • Scusa, mi è partito il grassetto.
              Ok visto tuo messaggio e tua mail. Grazie 🙂

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            • Non ti turbare, perché molti (davvero molti) affermano che la celiachia non è malattia, ma una condizione fisica. In effetti se io non tocco il glutine non sono ammalata. E il glutine è stato introdotto con l’agricoltura, con i gruppi umani stanziali. Se sceglievano il riso e il mais a livello mondiale i celiaci non esistevano. Personalmente condivido abbastanza questa posizione… cioè proprio non mi sento ammalata. Insomma: dipende dai punti di vista. Però oggi la celiachia è patologia, punto. E condivido pure quello.

              Lo so che probabilmente le singole persone gay, lesb, trans, eccetera non vogliono minacciare nessuno…però fatto sta che ad un certo punto certi movimenti possono arrivare a far approvare cose come la seguente http://www.tempi.it/norvegia-il-sesso-ciascuno-potra-decidere-il-suo-a-partire-dai-7-anni-di-eta#.VZ2Up33OPMK

              Mi chiedi se ho compreso bene le varie differenze. Beh, sono stata ampiamente ‘istruita’ e anche ampiamente censurata su forum Aven Italia (asessuali) . Alcuni utenti mi hanno chiesto di esporre la dottrina cattolica (dato che mi ero dichiarata) e anche dettagli sul perché, per come, eccetera. Quelle spiegazioni sono state giudicate fortemente offensive. Ti spedirò i link dell’articolo che narra l’esperienza.
              Il problema fondamentale rilevato (e che molti non tollerano) è il significato che si dà al termine “contro natura” (riferito a certi atti omo e NON alla persona, fondamentale insegnamento ufficiale della Chiesa sempre ignorato). Viene preso come offesa se si intende nel senso comune. Non esistono persone contro-natura. Ma eventualmente azioni singole contro-natura, per chi aderisce al credo cristiano cattolico.
              Ok, grazie, ci sentiamo prossimamente via mail. La mia domanda mi gira in testa da molto tempo… e magari per te la risposta sarà scontatissima. Grazie. Ciao.

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              • l asessualità , come il poliamorismo, sono modalità erotico affettive. non sono nè orientamenti sessuali (essendoci asessuali eteroaffettivi) nè tantomeno identità di genere.

                avevo chiesto di parlarne via mail, a rapporto 1:1, ma viene preferito il potenziale “uno contro tutti”, vedo di rispondere qui e venirti incontro sperando di non essere come una bistecchina con venti cani….

                non mi hai risposto sulla differenza tra identità di genere e ruoli e stereotipi di genere. la conosci o no?

                una gonnellina rosa, una barbie coi tacchi, un ferro da stiro rosa, non sono giochi “naturali” per chi nasce xx. sono culturalmente dati alle bambine. nei film americani i figli sono tutti campioni e le figlie principesse. non c è nulla di “naturale”in questo. è tutto culturale. non può essere plagio dare a una figlioletta un trenino, il lego, e le pistole ad aria compressa, mentre non essere plagio dare la cucina giocattolo affinchè si identifichi nell essere quella che nella coppia cucinerà per il marito.
                se ogni bambino giocasse con tutti i giocattoli che desidera, senza che nessuno bollasse con “da maschio” o “da femmina” ognuno inseguirebbe le sue attitudini di ruolo, perchè nessun ruolo è “naturale”. lo stesso vale per i molti maschietti che, a causa del machismo, vengono indirizzati verso una figura stereotipata di maschio e diventano repressi nella propria sensibilità.
                qui ovviamente si parla di RUOLI. non di identità. si parla soprattutto di bambini/e non lgbt.

                altra questione è l identità di genere. se serve un chiarimento sulla differenza dimmelo
                in argentina posso cambiare nome e genere su richiesta senza modifiche medicalizzate.

                sul discorso del contro/natura, è un concetto che non ho mai sentito fuori dalle religioni. uno scienziato direbbe “intendi qualcosa che è possibile solo tramite un manufatto umano? “. le persone fuori dalle religioni non si chiedono se ciò che fanno lo faceva anche l uomo primitivo o gli animali. non devono dimostrarlo a nessuno nè a sè stessi. anche il ferro da stiro rosa dato alla bambina è un elemento “culturale”. penso che tutto ciò che esce da questa norma, compresi coloro che tendono a ruoli sociali atipici, sia controcultura piü che contronatura.

                infine, la famosa unar, con cui ho lavorato, voleva togliere dai problemini di matematica il fatto che la mamma guadagna di meno. ma tante donne cattoliche si sono ribellate. questo si che non lo comprendo.

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              • Scusa “bistecchina”, mi pare che nessun “cane” qui si sia avventato sulla tua “ciccia”…

                Nel “canile” eventualmewnte ci sei entrato tu con un simpatico esordio botanico rispetto gli “invasati cristiani” (qui poi alcuni di codesti invasati ti hanno persino dato il benvenuto…)
                Non so se sarebbe lo stesso stando nel canile avverso…

                Quindi qual è il probelma? Non puoi sostenere un “policonfronto” anche sapendo che sarà (che ti meravigli) di segno opposto?
                O sei arrivato per tirare un sasso nello stagno e come si dice “nascondere la mano?

                😉

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              • sono qui solo perchè sono stato citato. sentirmi dare del perverso, secondo uba religione che non è la mia, è uno sport che non mi interessa. con chi vuole farmi domande mi sono già accordato privatamente

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            • @ trinity

              Trinity, non mi pare proprio corretto paragonare la celiachia con l’omosessualità o una qualunque della tante forme di sessualità, secondo me perversa (questa è la mia opinione), di cui parla l’amico Nathanael. La celiachia infatti ha una base fisica, genetica, ben conosciuta, ed è scientificamente accertata; tutte le varie forme di sessualità teorizzate negli studi di genere invece non hanno nessun fondamento fisico, organico, genetico, materiale. La teoria del gender è pura e semplice ideologia, indimostrata ed indimostrabile scientificamente, dato che non si parla di materia.

              Se la teoria del gender fosse roba scientifica, bene farebbero, i fautori del gender, a chiedere una legislazione appropriata che riconoscesse la loro esistenza ed i loro diritti. Ma così non è.

              L’unico discorso serio e corretto che è possibile intavolare con Nathanael è l’annuncio dell’evento cristiano nella storia del mondo: Gesù Cristo morto e risorto per la nostra salvezza. Ogni altro approccio è un cedimento.

              Chiedo anche agli altri autori ed a tutti i frequentatori di croce-via: fermo restando il rispetto per Nathanael come persona, ma davvero ritenete utile un confronto con gente che teorizza cose che sono puro e semplice stravolgimento della Realtà come l’uomo la conosce da sempre? Davvero siete disposti a dare almeno un piccolo credito alla teoria gender pur di poter intavolare un confronto? Lo chiedo senza intenzioni polemiche, anzi, lo chiedo con il cuore in mano, perché, davvero, io non riesco a capire cosa potrebbe uscire di buono da un simile confronto.

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              • scusate. io sono qui solo perché il mio blog è stato citato e lo ha rilevato il mio counter. il blog esiste da molti anni, molto prima che le chiese chiamassero “ideologia gender” la visione pro diritti glbt e contro i ruoli sociali binariamente imposti. non mi interessa parlare della venuta di cristo che non trovo pertinente, e se proprio volessi sentire parlare di cristo andrei altrove

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              • E per curiosità dove (volendo tu sentir parlare di Cristo)?

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              • OTTIMO… speriamo siano di quelli “buoni” ah ah ah 😀

                Se posso, teologia a parte – che è una disciplina FANTASTICA (se poi non lo dico qui, qui mi bannano!) – spero tu conosca anche chi di Cristo ha una esperienza ESISTENZIALE, o se volgliamo una esperienza “diretta”, concreta, essendo Cristo una PERSONA (vivente e operante) non certo una “IDEA”.

                D’altronde porti un nome (o hai scelto uno pseudonimo…) che è tutto un programma NATANAELE (Dio ha dato), colui che portato da Gesù dall’amico Filippo e sebbene Natanaele si domostri piuttosto scettico: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?”, Gesù lo loda: “Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità” e lo sorprende dicendogli dove lo aveva visto (e teoricamente non poteva averlo visto): sotto al fico (immagine allegorica).
                Ciò che Cristo loda in Natanaele è la “sincerità del cuore”, la sua sincera tensione di “ricerca” della Verità, ricerca che giunge al punto di svolta – non potremmo dire “termina” – proprio con il suo incontro con il Cristo, Via Verità e Vita.

                Buona ricerca dunque… Nathanael.

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              • Ciao fra’,

                credo anche che ognuno sia libero di aprire un “confronto” nei temini e con chi creda di farlo…
                anche solo partendo dal rispetto alla persona di cui parli.
                Se una persona che è persona ti interpella anche fosse per chiederti cosa pernsi degli “asini che volano”, la guardi come un matto e la ignori?
                Poi è possibile che starci a parlare per mezza giornata (o anche meno) sia tempo perso, ma non è detto a priori… si vedrà.
                Infine seppure ho usato un esempio estremo, credo in questo caso queste “realtà-non-realtà” hanno una incidenza sulla vita di tanti (che peraltro considerano “realtà-non-realtà” le verità di Fede), quindi forse il confronto – che non è quello che temi, dare una qualche forma di consesno o avvallo – si può avere.

                Io poi personalmente lo lascio (per il momento, nel tema specifico e in qesta sede) ad altri.
                😉

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              • Io ritengo utile concedere temporaneamente degli errori in favore di un dialogo che altrimenti non potrebbe avvenire.

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            • @ Law

              Io ho un’altra opinione. Se concedi, cedi. Dopo non sarà più possibile tornare indietro. Questa gente va “presa” nel momento del bisogno, esattamente come Dio fa con ciascuno di noi. Corrergli dietro è tempo e fiato sprecato. Basterebbe soffermarsi a riflettere sull’inconsistenza ed il vero e proprio delirio dei loro “studi” e delle loro teorie per capire che sono persone completamente perse. L’unico aiuto che possiamo dare loro è essere un punto di riferimento certo e sicuro: quando vogliono, noi ci siamo. E poi, o meglio, prima, la preghiera naturalmente.

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              • Non credo, fra’, sia possibile cedere se uno ha Fede (e vuole sviluppare un rapporto sincero di amicizia) nel Cristo, ha un ragionamento solido e ha amore per la Verità. E CV non fa eccezione visto che il “nostro” pensiero è ben argomentato in diversi post e non manca certo di basi salde.
                D’altronde l’efficacia del dialogo (e quindi una potenziale breccia verso la Verità, pur parziale) la vedi dalle differenti risposte date a te e a trinity.

                “L’unico aiuto che possiamo dare è essere un punto di riferimento certo e sicuro: quando vogliono noi ci siamo. E poi, o meglio prima, la preghiera naturalmente.”
                Su questo mi trovi pienamente d’accordo.

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            • “Lasciare da sole le persone transgender senza riferimenti culturali di altri transgender?”

              Mah… lasciarla da sole certo no, ma quale aiuto sarebbero concretamente i non meglio identificati “riferimenti culturali di altri transgender”?

              Poi scusa, dal mio punto di vista per non fare esempi che potresti ritenere offensivi, è come se io, ai tempi del mio ateismo avessi avuto sempre e solo come “riferimenti culturali” quelli di altre atei… 😐
              Sarà difficile un cieco descriva un paesaggio ad un altro cieco…

              Però comprendo che la difficoltà prima è quella di riconoscere il proprio limite… anzi il proprio stato come tale.
              Il problema è esistenziale e riguarda OGNI aspetto del proprio vivere… sperimento uno stato di sofferenza o anche solo di difficoltà per qualcosa che ritengo mi “appartiene” e non voglio o non posso modificare e individuo la causa del mio disagio, se non malessere, in ciò che sta FUORI di me… (società, strutture, famiglia, amici non-amici, e via discorrendo…)

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              • paragonare l ‘ateismo o il trangenderismo a un handicap, come “non” poter vedere qualcosa che gli altri vedono, è una metafora che non funziona. porta verso la visione secondo cui un “pazzo” non può essere aiutato da un altro “pazzo” a guarire.

                se invece sono tutte condizioni alla pari, allora è piacevole confrontarsi con la propria comunità

                ma io dubito che questo confronto porti a qualcosa. i presupposti sono troppo lontani

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              • Io metto come condizione paritaria l’essere Umani, tutti con i precisi limiti e precise sofferenze (come grandi potenzialità e capacità di gioia e condivisione).

                Sapevo che il mio “dire” poteve portare alla questione pazzi o non-pazzi, sani o non-sani, ma nella mia esperienza non posso neppure nascondere e mentire di avere conosciuto “pazzia e malattia” ed essere stato “sanato”, ma endemicamente, continuamente necessito di un vaccino 😉
                La difficoltà è che questo affermare viene nove volte su dieci, preso come accusa o presunzione…

                Come ho detto, il problema sta tutto lì, per molti come per me per lungo tempo: riconoscere il proprio limite, poi chiamalo come vuoi o non chiamarlo proprio dicendo che non esiste… ma il fatto è che esiste!

                Vuoi il limite che nuessuno (tranne Uno) a superato? La MORTE!
                E giacché non mi pari né uno stupido, né un superficiale, sai benissimo che la morte assume vari aspetti e la sperimentiamo in molti modi…. anche se il nostro cuore continua a battere e il cervello a funzionare (come può, ma funziona…).

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              • ma perchè pensi che essere transgender sia “sofferenza”?

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              • Non ho detto lo sia “matemeticamente” (poi sai di cose di cui uno è “felice” è pieno il mondo…).

                Ma tu in tutta sincerità poi affermare che NON lo sia? O che non sia (anche) un doloroso travaglio?

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              • l ‘elemento che genera sofferenza a qualsiasi minoranza o categoria fragile è il bullismo, che sia causato da razzismo, machismo, maschilismo, omotransfobia…

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              • Immaginavo questa risposta… e mi devo ripetere:

                Il problema è esistenziale e riguarda OGNI aspetto del proprio vivere… sperimento uno stato di sofferenza o anche solo di difficoltà per qualcosa che ritengo mi “appartiene” e non voglio o non posso modificare e individuo la causa del mio disagio, se non malessere, in ciò che sta FUORI di me… (società, strutture, famiglia, amici non-amici, e via discorrendo…)

                Lo dico per esperienza personale e di molte vicende che ho seguito.

                Per altro la tua sarebbe solo una parziale risposta (che non va al cuore ontologico del problema), giacché tale sofferenza si manifesta eventualmente, nel rendersi in qualche modo “pubblica” la problematica, ma questa sofferenza, si manifesta ben prima e ben più nel profondo del proprio essere… prima ancora che le possibili “pressioni esterne” generino i loro contraccolpi (pressioni che non dico siano “fantasie”…).

                La sofferenza generata dal sentirsi una creatura, un Essere (con la E maiuscola) che non si riconosce pienamente nel corpo che “abita”…
                Uso termini improri per facilità di comprensione, in realtà molto ci sarebbe da dire tra il corpo visto come semplice “involucro”, piuttosto che come “estensione” dell’Essere e della correlazione corpo-psiche-spirito.

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              • anche se un individuo che magari si sta scoprendo gay o bisex, ma nessuno lo sa, e non è mai stato bullizzato, è cosciente del bullismo che subiscono i glbt che ha osservato. ha magari visto dare del frocio a un compagno di classe etc etc. è chiaro che si scoraggi

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              • E chiaro… si scoraggia, ne soffre e ne ha anche timore.
                (come un cristiano che viva in realà decisamente avversa 😉 … che è anche qui da noi, senza fare paragoni a ben altre situazioni e luoghi).

                Ma questo aspetto NON è il nocciolo del problema… è il modo più semplicistico di affontarlo e spiegarlo e della stessa cifra, perdonami, saranno le possibili soluzioni.
                Ovvio che qualunque forma di “bullismo”, offesa o emarginazione che leda la PERSONA e da condannare e possibilmente eliminare… ma ripeto, a mio giudizio non è il nocciolo.

                Esempio banale… sai quanto sono stato sfottuto da ragazzino per i miei grossi occhiali e la conseguente postura delle mie orecchie? Banale, ma io ci soffrivo un bel po’…
                Occhialofobia?

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              • ad ogni modo sfottere il ragazzino con gli occhiali spessi, o l ‘apparecchio acustico, o dentale, è bullismo.
                se un mio amico nero fosse bullizzato, gli suggeriresti di entrare in lavatrice e sbiancarsi? :-0

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              • Perché, io che ho detto?

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              • il bullismo omofobico è uno dei tanti tipi di bullismo

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              • “corpo/psiche/spirito” è un trinomio che un materialista non fa. tu analizzo la cosa dal tuo punto di vista.
                inoltre non tutte le persone t vogliono modificare il corpo o hanno un disagio con esso

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              • Il materialista toglierà lo spirito… la psiche lo lasciata apposta… o togliamo anche quella e passiamo allo stato animale? O solo materiale cosa? Siamo solo un corpo? Carne destinata ai vermi per essere matterialmente più precisi. E se siamo solo un corpo da che i nostri malesseri e le nostre gioie, dal fatto che abiamo o meno un callo che ci duole? Suvvia…

                Quel “non tutte” si può usare per “tutto”, ma non risolve il punto.

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              • probabilmente un materialista parla di psiche in modo diverso rispetto ad un cristiano che parla di anima. quindi immagino tu rivolga questa obiezione a chi ha una visione simile alla tua.
                infine, ammesso che esista l ‘anima, un transgender avrebbe un ‘anima maschile in un corpo femminile e viceversa. cosa dovrebbe fare? fingere di avere una psiche/anima diversa per “stare bene” e apparire normale?

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              • Sei tu che pensi io intendessi psiche come anima… avrei detto anima e basta.
                Invece uso psiche come l’userebbe un “materialista”… perché la psiche ha forse caratteristiche se ne parla un credente piuttosto che un non credente?

                Mi pare tu innalzi continuamente barriere di terminologia per NON trovare un punto comune o un terrreno di comune confronto.

                Chi si trovasse l’anima o la psiche in de-sintonia non dovrebbe “fingere”, ma trovare la soluzione nel accordare lo stato biologico – che è un fatto reale – modificando quest’ultimo, non credo sia la soluzione…
                Al di là di questo il problema alla base e “a monte”, è far credere che qualunque turbamento, pulsione, tensione o come lo si volgia chiamare, si manifesti (soprattutto nell’età critica dello sviluppo) possa trovare una spiegazione (e una seguente soluzione) nell’identificazione di una (ipotetica) diversa “identita di genere”.

                Ma è chiaro che su questo non abbiamo convergenza di vedute… su altro forse potremmo, ma se (come credo) tu ritieni la mia visione, viziata da pre-concetti, temo di poter dire lo stesso per te e che anche riguardo a questo “altro”, sia fatica improba.

                Per lo momento quindi, chiamerei “time-out” 😉

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              • tu hai una visione binaria del mondo transgender, ma de factu non è così. non tutti gli ftm, (di sesso femminile ma di identità di genere maschile) vogliono “sembrare” di sesso maschile o che sembri che sono nati maschi. non tutti vogliono modificare il corpo. chi per ragioni di salute, chi spirituali, chi sta bene così.
                poi altri vogliono cambiare aspetto o in parte.
                comunque io sono qui solo perchè sono stato qui citato.

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              • E va beh…

                Ho un visione binaria… e visto quanto raccontato sul mio fanciullesco passato, certamente un po’ miope.
                Tu hai una visioni monocola del mondo cristiano, anzi verosimilmente cattolico…

                E sei qui perché “citato” (in giudizio?), quindi rispondi a “mezzo servizio”… tirato per la giacchetta.
                Non sia mai che qualcuno creda tu sia qui per qualche nascosto interesse!!

                Insomma aveva ragione fra’… tempo sprecato? 😉

                Ciao

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              • ma io non mi esprimo su “i cristiani”. solo su quelli letti in questo blog. per fortuna una esigua minoranza.
                si. confermo che stiamo sprecando tempo

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              • Ti lascio allora a più proficue attività.
                Purtroppo il tempo “sprecato” non torna indietro…

                Terribile accorgersene quando tempo non se ne ha più 😐

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              • qualcuno prima di me lo aveva sprecatl citandomi 🙂

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              • Mo’ l’avviso!

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              • credo ci legga. era x sottolineare che sono qui solo x questo. e che io e lei ci sentiremo via mail x le sue domande. ora posso salutare questo blog. ciao ciao

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              • ATTENTO… anche in via privata si può sprecare taaanto tempo 😉

                Ciao ciao.

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              • rispondere a una domanda non è spreco di tempo. qui lo è xche non sono richiesto

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              • Sei un po’ contradditorio…

                Qualche domanda anche tu l’hai porta a me personalmente (anche io sono qui non necessariamente “richiesto”), come io del resto a te…
                Io non pensavo di predere tempo nel fartela, né nel risponderti.
                Ma probabilmente anche del Tempo abbiamo una diversa concezione…

                Fa lo stesso.

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              • è la qualità del tempo. se vuoi parlare preferisco anche con te via mail
                l ho chiesto fin dall inizio anche agli altri utenti. infatti ho detto “via mail” non “nel mio blog”. non mi interessa proporre una delle due location, che vedrebbe uno dei due interlocutori sfavoriti. via mail si è in rapporto 1:1, come ho già detto.
                qui si dànno per scontato troppe cose. mi sono visto fare una filippica sul peccato omosessuale ma infondo di me non sapete nulla, anche se il blog è li. quindi potreste sapere tutto di me, volendo. ma è più facile immaginarmi uomo sodomita 🙂
                infine, è proprio questo clima da trasmissione” ballarò” in cui si deve stare attenti a non “cadere in contraddizione” (o in tentazione?) , in cui si dice che peccato farebbe uno di cui si ignora il percorso spirituale e io non voglio fare la fine di tanti cristiani glbt che devono “giustificarsi” e “non cadere in contraddizione” con non so quale versetto di un libro che per me potrebbe non essere sacro. tutto qui. la mia mail la sai, se l ‘interesse è sincero. qua no. non avrebbe senso.

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              • Va bene prendo atto…

                Ma in diverse cose che hai scritto in questo ultimo tuo commento io non mi ci ritrovo, o almeno non ritrovo nelle cose che ho scritto… dove avrei detto o supposto o insinato (ad esempio) tu saresti un sodomita?
                L’unica citazione che ti ho fatto riguarda il nome Natanaele, che di per sé mi pareva quasi un complimento…

                Non ti sembra poco rispettoso delle persone fare di tutta l’erba un fascio? Quel rispetto che mi pari chiedere per te o altri…

                Perché questo atteggiamento come se tu avessi qui un scambio come con un’entita che si camuffa sotto vari nomi o pseudonimi, ma ragionerebbe e si proporrebbe al confronto in un solo modo o atteggiamento?
                Perché poi l’atteggiamento positivo o negativo fai tu, dovrebbe cambiare attraverso una mail?

                Certo che non ti conosco, forse tu conosci me? Forse anche tu dai troppe cose per scontate del mio eventuale percorso… In realtà a me è già successo di avere parecchi scambi con alcuni su un blog, poi essere passato alle mail, sino ad incontrarci (pensa)…
                Si va per gradi.. perché se ti avessi incontrato in treno, sarebbe stato diverso?

                Poi a te non va e per te è meglio lo scambio “in via privata”… bon prendo atto.
                Non è detto a me piacca seguire lo stesso percorso.

                Ma per favore non dirmi è per questo o quel motivo, quando né di questo né di quello sono responsabile o ho scritto.

                Ti saluto.

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              • magari non tu. ma altri hanno “chiarito” che io farei atti perversi (neanche sanno se ho una sessualità e di che tipo ma hanno sentito di volerne parlare)
                proprio perchè non sei stato tu, rilancio un confronto via mail. 1:1 .senza interferenze o guardoni giudicanti.
                nè considero la mail più intima. infatti ho dato la mail del blog, non la personale.
                sinceramente non mi sento a mio agio qui

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            • @Nath
              Calma, calma, calma. Non ti ho ancora contattato via mail perché non ho ancora avuto il tempo e probabilmente non ce l’avrò fino alla nottata. Io non sono collegata tutto il giorno e nemmeno ad orari fissi. Oltre al fatto che volevo formulare il meglio possibile la mia domanda, cercando di non essere fraintesa… dato che qualunque cosa dica ormai sono marchiata.
              Comunque, in breve: ti avevo nominato i ragazzi di Aven (pensavo li conoscessi) perché “militano” o comunque sostengono le organizzazioni lgbt – e quindi spiegano con molta precisione tutti i vari ‘incroci’ e sfumature riguardanti generi, sessi, orientamenti, comportamenti, attrazioni e quant’altro. Per la cronaca: loro sostengono che asex è orientamento, proprio come omo e etero (anche se citano che qualcuno dice che non si tratti di orientamento).
              Quindi la mia risposta era: sì, certo che conosco tutte quelle differenziazioni di ruoli, identità, sesso biol, orientamento, libido, attrazione, ecc.

              Sui giocattoli: io ho 40 anni suonati e da piccola giocavo con i più disparati giocattoli. Ad esempio se prevalevano numericamente i maschietti si giocava con ‘robe da maschi’, se stavamo tra femmine si preferivano argomenti più femminili ma non era una norma così rigida. Anche nei vestiti per carnevale io mi sono mascherata con vari ruoli e personaggi, anche maschili… e i maschietti uguale. Certo la prevalenza è giocare e/o mascherarsi con giochi ‘per maschi’ o ‘per femmine’ però io vedo anche i ragazzini di oggi che giocano variamente tutti insieme con quello che gli capita.

              Tematica del contro-natura. Non è presente solo nelle religioni. Prima ancora è presente nelle filosofie (ma qui non sono io l’esperta di filosofia) . In ogni caso, a livello religioso: contro-natura NON si riferisce a ciò che è possibile o non possibile in natura. Nel caso cristiano si riferisce a ciò che viene ritenuto ‘nella natura autentica dell’uomo’, ‘nella natura umana’. Cioè cos’è umano? Che cosa tende alla realizzazione dell’umanità? Ecco, quello è considerato “naturale” nel linguaggio cristiano. Te l’ho fatta breve, forse troppo breve, però al momento i tempi sono questi.

              Non conosco la vicenda delle donne cattoliche che si sono ribellate al guadagnare di più, mi spiace. Ho letto sul tuo blog, tra l’altro, un’interpretazione di San Paolo (sulle donne) che farebbe rabbrividire qualsiasi teologo, anche di primo pelo…. Lo sai vero che non si legge la bibbia ‘alla lettera’? (e questo soprattutto nei passaggi relativi ad eventi culturalmente definiti dall’epoca dello scrivente).

              Infine: quindi tu trovi giusto che si possa cambiare genere sui documenti SENZA verificare in qualche modo (con esame medico o semplicemente psicologico o comunque struttura apposita) SE davvero quella persona si sente in quell’identità – e che non si tratti di altre motivazioni ? Cioè chiunque può DECIDERE se è uomo o donna. Dico ‘decidere’ nel senso che non c’entra nulla per te ‘sentirsi’ uomo o donna? Quindi anche una donna che si sente donna dovrebbe poter ‘registrarsi’ come uomo, a piacimento?

              Ciao, appena posso ti contatto. Nessuna intenzione di farti intervenire per forza in pubblico. Anche se il confronto può essere interessante.

              (Certo, io speravo che in questo frangente Fracentanni cioè Giancarlo fosse in ferie e che non fosse raggiunto da connessioni internet… @Giancarlo: il confronto serve sempre, eccome. Con tutti. Anche con quelli che non credono e/o che non vogliono dialogare su quel piano. E poi, come abbiamo detto molte volte: le perversioni sono tante e riguardano tutti e tutti i settori della vita, non solo quello ‘sessuale’. Quindi Nath non è diverso da me o da te).

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              • io non credo che ci sia nessuna natura “autentica” da ripristinare. il fatto che ci sia tutta questa varietà è la prova che la natura umana è molteplice.
                se una religione vuole proporre un modello morale giusto, lo proponga ai suoi adepti

                su “sentirsi” uomo o donna ho scritto molto. il “si sente” nasce da un linguaggio patologizzante. il pazzo “si sente” napoleone. ma non lo è. mentre la persona nata femmina ma trans ftm “è” di identità di genere maschile. non “si sente”.

                continuiamo via mail.

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            • @ trinity

              Il confronto serve sempre quando è possibile stabilire una base comune, sia pur piccola. In questo caso io contesto che esista questa base ed il confronto non può che tradursi in cedimento, da una parte o dall’altra. Anche una semplice amicizia, che quindi escluda il piano spirituale, ha bisogno di essere costruita su una base comune. Senza base comune, non c’è possibilità di relazione. Tuttavia la base non può essere costruita su territorio avversario. E questo è proprio quello che mi sembra che possa succedere con Nathanael.

              Sul dialogo a tutti i costi poi, proprio il Vangelo di domenica scorza ci ha detto qualcosa: “Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro”. Come vedi, Gesù ci manda a parlare, non ad ascoltare. Sono gli altri che devono ascoltare. Se poi non ascoltano, dobbiamo scuotere la polvere sotto i nostri piedi come testimonianza per loro. Sono parole di Gesù, meglio non scherzare su quello che dice Lui.

              Infine sulle perversioni. Ho forse detto che Nathanael è diverso da me? Ho detto che è perverso? Ho detto semplicemente che certe pratiche sessuali, come l’omosessualità (ma c’è anche di peggio) sono delle perversioni, il che non significa che Nathanael è un perverso. Lo sa lui se pratica la perversione. Per quanto mi riguarda posso dire che io ho lungamente praticato diverse perversioni, forse anche peggiori di quelle che potrebbe immaginare il nostro amico. Il problema non è praticare la perversione l’ho già detto molte volte: gli atti perversi sono semplici peccati che in qualunque momento possono essere confessati e perdonati. Il problema è pretendere di fare della perversione un atto lecito, anzi, buono. Questo richiama le mai abbastanza ricordate parole di s. Paolo nella prima lettera ai Romani: “[26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. [27]Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. [28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, [29]colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, [30]maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, [31]insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. [32]E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa”.

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              • a me sembra folle considerare me avversario vostro o voi i miei. sono qui x via di un link. mi avete mai visto su blog come questo? no. io scrivo per i miei lettori. per alcune religioni magari sarà perverso avere i capelli non rasati 🙂 ciò vi farebbe sentire perversi? tutto è relativo. per i musulmani forse è peccato bere. un cristiano non credo si senta in colpa se lo fa. una donna occidentale non si sente in colpa se non infibulata. ciò che non è lecito per te, che segui una via, per me lo è. e le tue citazioni bibliche, se io non fossi cristiano, non avrebbero alcun peso per me

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            • Nathanael, ti assicuro che non mi sono mai sognato di considerarti un avversario. Penso che tu sia una persona molto disorientata e che tu abbia un sacco di problemi, ma non sei un mio avversario; non nel senso di nemico, almeno. Io ho parlato di terreno avversario perché, oggettivamente, le fantasie che proponi sul tuo blog sono idee che io considero molto pericolose e da combattere con qualunque mezzo lecito. Ma questo non fa di te un mio nemico.

              Sulle perversioni non è affatto vero che tutto è relativo. Noi chiamiamo perverso ciò che va contro la natura dell’uomo, non ciò che va contro le “regole cattoliche”. Non ci sono regole cattoliche, esistono i dieci comandamenti che ci parlano della natura dell’uomo, ma non c’è un libretto di regole da sfogliare prima di mettersi a letto con qualcuno (per fare un esempio).

              Le mie citazioni bibliche, cioè le parole di s. Paolo, ci parlano della natura dell’uomo, ancora una volta, e sono valide per tutti, non solo per i cristiani, naturalmente. Nel cattolicesimo non ci sono regole estranee o contrarie alla Realtà. Tutto quello che ci viene richiesto è perfettamente connaturato all’essere umano, tutto è ragionevole ed armonicamente ordinato alla nostra natura.

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              • ma ti disturba molto che io sia felice e che non ci sia confusione in me? sono laureato, assunto a tempo indeterminato, felice sentimentalmente e sto arredando la casa che ho comprato. le citazioni bibliche non mi toccano. non considero la bibbia un libro sacro nè considero naturali e innaturali i comportamenti secondo le convenzioni (e convinzioni) cattoliche

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          • per domande varie mi trovi su fb. nathan bonnì.
            ps. anche la dicotomia atei/credenti è binaria 🙂

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            • Come pure è binaria la dicotomia tra “invasati” ed “neutrali”, tra “casti” e “non casti”, tra “rasati” e “capelloni”, tra “addetti ai lavori” e “non addetti ai lavori”, tra “esperti” e “non esperti”, tra “vita” e “morte” , tra “interno” ed “esterno”, come presupponi anche tu parlando di “esterni a quella via spirituale”. È binaria pure la “via” (stradale) rispetto al terreno non asfaltato. Insomma qua siamo pieni di binari 🙂
              (L’ultimo binarismo l’ho appena pubblicato nel blogpost “padroni della melonera”, con le parole di Padre Barzaghi: Buoni e Cattivi. Nel prossimo post andrà a smontare quel binarismo).

              Io non sono iscritta a fb, e nemmeno a twitter… sono dei sistemi di comunicazione che non mi piacciono. Li detesto proprio… Ho imparato a cliccare qualcosa sulle pagine ‘pubbliche’ (si dice così?) ma proprio non m’interessano quei ‘social’. Se lo dico di nuovo qui rischio grosso, ma lo dico ancora una volta, dai: a me piacciono i forum 😉 😛
              Quindi magari lascerò la mia domanda qui o sul tuo blog…. ma appunto non volevo “disturbare”… o inquinare il tuo spazio con una domanda abbastanza generica, forse ingenua, e magari così ingenua/naïve da sembrare provocatoria. Mettici anche che sono cattolica (=invasata) e sarà facile coglierla come provocazione….
              Mah… ora ci rifletto. Tra l’altro sarebbe OT.
              Cmq perché formalizzarci sul binarismo OT – IT ? :-D. 😛

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          • Benvenuto anche da parte mia Nathanael. Anche io come trinity ho fretta quindi mi permetto soltanto di sottolineare di nuovo l’obiettivo principe di questo blog: la disputa medioevale, cioè il chiarire l’un l’altro le idee, ripulire dai concetti erroneo verso la Verità che sempre non ci appartiene (notare pellegrini NELLA verità, non della), esattamente il contrario del dibattito contemporaneo che significa letteralmente “di-battere l’altro, combatterlo, prenderlo a pugni”.
            Qui si tenta di chiarirsi, non di convincere. 🙂 a presto.

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  20. http://www.treccani.it/enciclopedia/luisa-muraro/

    La muraro è una filosofa di gender studies di Verona a detta di chi la conosce lontana anni luce dalla Butler. Da scoprire, capire, circoscrivere, coglierne gli errori.

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  21. Mi pare ci sia una notevole confusione filosofica nelle parole di Nathaniel le quali mi appaiono viziate, come spesso capita, da un nominalismo fine a sé stesso che non ha alcun appiglio con la realtà che pretende di descrivere.
    Ad esempio:
    io non credo che ci sia nessuna natura “autentica” da ripristinare. il fatto che ci sia tutta questa varietà è la prova che la natura umana è molteplice.

    L’essere si presenta in molti modi, ma una natura umana “univoca” è necessaria anche solo per poter nomiare un ente qualsiasi come “uomo” cioè facente parte dell’umanità. A meno di non pensare che un cane abbia natura umana oppure che alcuni uomini abbiano più natura umana rispetto ad altri.
    E qui, come vedete, siamo alla solita disputa sugli universali a cui rimando per la sua soluzione (che è quella tomista, cioè quelal che proponiamo noi su questo blog, le altre “soluzioni” sono contradditorie, cioè irrazionali).

    se una religione vuole proporre un modello morale giusto, lo proponga ai suoi adepti

    non esiste giustizia nel relativismo, esiste la morale imposta dal più forte.

    il “si sente” nasce da un linguaggio patologizzante. il pazzo “si sente” napoleone. ma non lo è. mentre la persona nata femmina ma trans ftm “è” di identità di genere maschile. non “si sente”.

    puro nominalismo. Qui farei rispondere il Chesterton di “Eugenetica e altri malanni”. Non anticipo nulla, probabilmente diverrà uno dei nostri aforismi, se non questa frase ” Il pazzo non dice di essere bravo come Shakespeare: questo potrebbe dirlo Bernard Shaw; dice di essere Shakespeare.”

    Resta inteso che ci fidiamo completamente di quanto ti saprà dirti Trinity circa la dottrina cattolica in separata sede. Se ci fossero domande filosofiche siamo disponibili, nel nostro piccolo.

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    • Io infatti non capisco quanto afferma Nathaniel quando scrive: « il pazzo “si sente” napoleone. ma non lo è. mentre la persona nata femmina ma trans ftm “è” di identità di genere maschile. non “si sente”».

      Farei notare infatti che il pazzo “si sente Napoleone” agli occhi del resto del mondo in grado di distinguere il vero dal falso, l’oggettivo dal soggettivo. Ma se lo chiedete al pazzo vi dirà che lui E’ Napoleone, e non “io mi sento Napoleone”. Certo, non lo è e non lo sarà mai.
      E questo nemmeno se una fetta consistente di popolazione si mette d’accordo sul fatto che loro SONO Napoleone, perchè ci sono nate: la realtà è che non lo sono, nè potranno mai esserlo indipendentemente dalle loro convinzioni.

      Questo almeno agli occhi di chi 1. è in grado di “adeguare il proprio intelletto alla cosa” e 2. capire che non è questo il caso di “adeguare la cosa all’intelletto”. Dov’è l’errore?

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      • peccato che la scienza e la medicina consideri il transgenderismo una condizione totalmente diversa da quella del “pazzo che si sente napoleone”.
        E a me della medicina interessa. della dottrina cattolica no.

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        • scusa, parli di transgenderismo o di ‘disforia di genere? o li usi come sinonimi?perche’ la medicina si occupa, che io sappia, solo della ‘disforia di genere’, che e’ una vera e propria malattia che deve essere certificata prima di poter iniziare con gli ormoni etc etc etc.

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          • Mi fai il copia e incolla di ciò che dice in proposito il dsm V ? Non si parla di malattia

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            • Si parla di disturbo https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_dysphoria Ps ovviamente io qua mi riferisco ai FTM e MTF

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              • ti chiedevo il copia incolla del DSM. non di wikipedia.
                “disturbo di identità di genere” è stato depennato dal dsm. Non è presente nel quinto.

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              • guarda, io piu’ che al quinto mi riferivo al quarto:
                di Paola Magioncalda e Linda Vassallo

                L’identità di genere è uno dei fattori psicosessuali che insieme con l’identità sessuale, l’orientamento sessuale ed il comportamento sessuale, vanno a costituire, nel contesto generale della personalità, la sessualità dell’individuo.

                L’identità di genere è la sensazione soggettiva e profondamente radicata che ognuno ha di essere uomo o di essere donna e che generalmente corrisponde al sesso biologico della persona.

                Il Disturbo dell’Identità di Genere è caratterizzato, così come illustrano gli items del DSM-IV-TR, da due criteri principali, componenti che devono essere entrambe presenti per fare diagnosi:

                Criterio A

                Deve essere evidente una intensa e persistente identificazione col sesso opposto, che è il desiderio di essere, o l’insistenza sul fatto di essere, del sesso opposto.

                L’identificazione con l’altro sesso non deve essere solo un desiderio per qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’appartenenza al sesso opposto.

                Criterio B

                Deve esserci prova di un persistente malessere riguardo alla propria assegnazione sessuale, oppure un senso di estraneità riguardo al ruolo di genere del proprio sesso.

                La diagnosi non va fatta se il soggetto ha una concomitante condizione fisica intersessuale (per es., sindrome parziale di insensibilità agli androgeni o iperplasia surrenale congenita).

                Inoltre, per fare diagnosi, deve esservi prova di un disagio significativo sul piano clinico, oppure di compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento….etc etc etc http://www.psychiatryonline.it/node/1247 . Manco un po dall’Italia, ma l’ultima volta ricordo che prima di iniziare la terapia ormonale ci fosse una certa trafila da fare…ora li vendono in farmacia tipo aspirina?

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              • parlare di cose obsolete non ha senso. non è più in vigore.

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              • puoi provarmelo o ti devo prendere in parola?

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              • come già detto, scaricatelo e stampalo. non devo dimostrarti nulla. Ora vado. non mi va di continuare questo assurdo uno contro tutti

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              • vero, non parla piu’ di disorder ma di ‘condition’ e ‘gender dysphoria’. Sempre na roba che deve essere diagnosticata e’!http://www.dsm5.org/documents/gender%20dysphoria%20fact%20sheet.pdf

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            • Ciao a tutti.
              Sulla disforia sito professionale qui http://www.stateofmind.it/2014/03/disforia-digenere-sopsi-2014/
              Il DSM , essendo la bibbia psichiatrica va letta da professionisti (e noj interpretata secondo il linguaggio comune. Anche se solitamente è linguaggio chiaro per tutti).

              @Nath
              Ho già trovato sul tuo blog una risposta alla mia domanda. Ma ti contatterò comunque.
              Una nota: su questo blog non si è ‘fondamentalisti’ o robe simili (anche se possono esserci dei commentatori con toni ‘integralisti’). Lo scopo qui è anzi quello di chiarire (per chi vuole) le posizioni ufficiali della Chiesa, la dottrina cattolica autentica, eccetera.
              Sul fatto politico, sullo stato: c’è chi è più laicista e chi meno.
              Ma anche te allora sei integralista-fondamentalista perché vuoi uno stato regolato su basi atee- Non sei diverso da quelli che auspicano lo stato teocratico. Altro binario?
              🙂

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            • Sarebbe interessante capire anche su quale base epistemologica basi la psicologia.

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            • Mi piacerebbe sapere, trinity, cosa intendi per “toni integralisti” e se puoi fare qualche esempio di “toni integralisti” usati su questo blog.

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        • Nemmeno a me, in questo momento, interessa la dottrina cattolica e infatti non vi ho accennato.

          Comunque, qua la faccenda si gioca sul fatto che la cosiddetta “identità di genere” viene ritenuta distinta dal sesso biologico (andrebbe ricordato però che distinto non significa necessariamente separato, come due facce dello stesso foglio sono distinte, ma non separate), ma non in virtù di spiegazioni scientifiche: è bensì un postulato di partenza.

          La questione sarebbe di pertinenza dell’antropologia metafisica quindi, altro che scienza…

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    • in poche parole, voi pensate che la morale cattolica vada diffusa a chi cattolico non lo è
      non potremmo essere più lontani in questo.
      chi non è cattolico ha il sacrosanto diritto di fregarsene dei dettami del cattolicesimo

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  22. Direi che può bastare la divagazione sul tema personale operata da fracentanni con nat in reply. Interessanti potrebbero essere le risposte filosofiche che fornirebbe a me o a vianegativa, il resto ora è svicolare. Grazie.

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  23. @ fra centanni; complimentoni. Nathanael cercava ‘il kattolico odioso omofobo e pieno di preconcetti’, gliel’hai regalato in manco due commenti…..

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    • ascolta, io ho amici cristiani di varie tradizioni, e non giudico “il cristianesimo” da una persona. sicuramente perà questo sito parla spesso di omosessualità, e quindi è ossessionato su questo argomento, e quindi lo considero, all’interno del variegato mondo cristiano, un sito integralista e fondamentalista. Quindi se il tuo timore era che grazie a “fracentanni” mi facessi una cattiva idea dei cristiani in generale, non preoccuparti, non succederà

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      • Parliamo (anche, non solo) di omosessualita’ non perche’ ci interessi particolarmente cosa fai-con chi lo fai-se lo fai con la tua sessualita’, ma perche’ riteniamo assurde e dannose alcune battaglie, in particolare l’equiparazione tra matrimonio omosessuale ed etero (e conseguente ‘sdoganamento’ di roba tipo l’utero in affitto; a proposito, che ne pensi?). La posizione cattolica ‘ortodossa’ sulla sessualita’ la condividiamo e sappiamo che non e’ ‘facile’, a malapena riusciamo a imporla a noi stessi immaginati se vogliamo imporla a te (al massimo ‘proporla’ e spiegarla, se interessa).

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        • Allora chiedete ai cattolici gay di non sposarsi. Il matrimonio civile non é competenza delle religioni.
          Sulla genitorialitá surrogata sono ovviamente d’accordo a qualunque cosa sia consensuale. Non mi interessa convincere i cristiani, mi interessano solo i diritti civili. Le leggi,lo stato aconfessionale.

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          • Il matrimonio sdogana adozioni e uero in affitto. Consensuale e’ bello, ma c’e’ il piccolo problema che il bambino-a che viene tolto alla madre biologica dopo essere stato ordinato come una pizza non ha praticamente voce in capitolo, e si ritrova praticamente ‘orfano di madre’ in seguito ad un contratto. Anche a noi interessano i diritti, in particolare quelli di chi non si puo’ difendere .

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            • abbiamo idee diverse sulla genitorialità. tu sei molto legato alla genetica, io a chi cresce il figlio. penso lo stesso dei genitori in coppia etero, siano essi adottivi o siano ricorsi alla genitorialità surrogata. Non dobbiamo avere la stessa idea in merito. Non devi convincermi che hai ragione. Sono qua solo perchè citato, non perchè interessato al punto di vista cristiano

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              • non e’ questione di genetica, e’ questione della centralita’ del rapporto ‘madre figlio-a’ nelle prime fasi di vita del bambino. e nota che il cristianesimo non te l’ho citato manco di striscio.Non stiamo parlando esattamente di mi piacciono le bionde-i o i brini e, qua non vale ‘non e’ bello cio’ che e’ bello e’ bello cio’ che piace, qua ci sono vite umane in ballo e non ci si puo’ permettere di mettersi a fare ingegneria sociale su chi non puo’ difendersi . PS ma quando te l’avrei citato sto’ cristianesimo?

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              • quando troverai persone con la tua posizione di religione buddhista, o atee, allora vedremo se la religione c’entra o no 🙂

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              • Ti diro’, ci sono molti atei che hanno la mia stessa posizione (anche omosessuali), e molti “cristiani ‘post moderni’ che hanno la tua…e’ un vecchio pazzo mondo.

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      • Interessante che sembriamo ossessionati. Due anni di blog con 300 e passa articoli e solo nell’ultimo mese ne abbiamo parlato, per altro con pochi post e su più fronti (dal same sex marriage fino al gender ecc). Mi sembra piuttsto poco per dichiararci ossessionati. Di certo non ne parliamo sempre e nemmeno teniamo un blog dedicato a questa tematica. Se riuscissimo a staccarci anche dal tema della religione in questo caso, altro spauracchio fin troppo citato (da chi?), sarebbe il massimo.
        Tranquillizzo dicendo che torneremo presto ai nostri consueti interessi.

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  24. @Trinity il bello e’ che lo Stato che ridefinisce il matrimonio e-o decide ‘per legge’ quale visione etica vada insegnata ai bambini e’ tutto fuorche’ uno stato liberale, e’ lo stato etico caro agli stalinisti e-o ai nazifascisti. Per un cattolico come per i liberali classici , lo Stato riconosce (non crea) il matrimonio e riconosce il diritto dei genitori alla liberta’ di educazione dei figli, in materia religiosa e morale; si tratta di diritti naturali che esistono e ‘pre-datano’ lo stato e che uno stato degno di questo nome deve appunto tutelare. (sto rileggendo un libro sulla relazione tra san Tommaso e gli ebrei; Tommaso si opponeva ad ogni forma di ‘educazione coatta’ dei figli dei non cristiani, i.e. gli ebrei, considerandola appunto una violazione della legge naturale).
    classica, vichiana eterogenesi dei fini, per cui i super liberal in realta’ stanno piu’ o meno inconsapevolmente sostenendo una visione orwelliana dello stato, e in cui i kattolici oscurantisti si ritrovano liberali….

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  25. “Sono qua solo perché citato”.

    Oh, con tutte le volte che citiamo Papa Francesco….. speriamo bene!!! 😉
    😀 😀 😀

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  26. Propongo a tutti un ultimo commento che ricorda quale è la posizione di Croce-Via al soggetto.

    Tutti gli enti reali sono fondati sulla loro propria sostanza che non cambia mai e cioè che fa che quell’ente è quello che è (e nient’altro) e da una “nuvola” di elementi contingenti che sono perfettamente accidentali alla sostanza in questione.

    Quest’approccio che divide la sostanza dall’accidente è il fondamento stesso di tutte le scienze: ogni scienza comincia sempre con il costruire categorie, il che consiste in un doppio movimento di separazione delle varie proprietà degli enti eppoi di distinzione tra codeste tra quelle che sono sostanziali e quelle che sono accidentali: pensiamo ad esempio alla botanica come esempio tipico. Solo in un secondo tempo il discorso scientifico si concentra sugli aspetti sostanziali per costruire la sua teoria e le sue predizioni: ad esempio, in fisica classica, riducendo lo studio del moto dei corpi semplici alle proprietà essenziali (posizione e quantità di moto) eliminandone gli aspetti accidentali ( ad esempio nel vuoto assoluto la forma geometrica dell’oggetto considerato).

    Il fatto di decidere che non c’è più alcuna differenza tra sostanze ed accidenti vuol dire che ci si rifiuta a priori qualunque discorso scientifico reale e che questi diventa semplice gioco di convenzioni e come tale valido solo all’interno di un insieme di regole (sociali) esse stesse imposte solo con la forza (vista l’assenza di ragione) e non più in base ad una riflessione razionale basata sul reale.

    Il discorso tipico del gender qui sopra riportato in un intervento di un utente sulle 50 nuances di gender e di queer è quindi un discorso altamente, non solo a-scientifico, ma proprio anti-razionale: non si fa più alcuna differenza tra quel che costituisce un essere umano e quel che sono accidenti individualizzanti, non si fa più la differenza in seguito tra la norma e quel che sono eccezioni e, in finis, si condannano le persone all’infelicità perpetua in quanto incapaci di distinguere quel che c’è di umano in loro e che va da essere coltivato e quel che è un disordine e che va da essere corretto per poter essere davvero felice.

    Se il fatto di essere cleptomane ha lo stesso significato essenziale che essere un “a-cleptomane”, allora non si possiedono più gli strumenti per aiutare l’umano affetto da tale disordine ad essere un umano a parte intera corrigendone gli accidenti che lo rendono tale o , perlomeno, non esercitando questi accidenti che lo renderebbero ancora più ladro di quanto già lo sia.

    Per questo non è possibile accettare il vocabolario “gender” il quale ha come presupposto ( eppoi come conseguenza) quella di appiattire la sostanza sugli accidenti, impedire un discorso razionale su quelle problematiche, impedire di aiutare chi si trova in quelle circostanze a diventare un giorno una persona felice, cioè a parte intera. Utilizzare quel linguaggio è già una sconfitta ammessa!

    Tale linguaggio LGBT ha perso volontariamente ogni connessione con il reale e con il discorso scientifico, il quale è diventato puramente una sorgente di convenzioni ma non più uno strumento di conoscenza, incapace come è, se i loro concetti fossero utilizzati coerentemente, di distinguere tra l’avere cancrena, avere solo un dito incancrenito, un braccio e cosi via di seguito e, susseguentemente, di curare tale cancrena che è vista solo come uno altro stato normale alla stessa stregua degli “a-incancreniti”. A comprova: proprio sul New York Times qualche mese fa appariva un’analisi della pedofilia come un “semplice” disordine che tocca l’1% della popolazione (N.B. più o meno lo stesso ordine di grandezza del disordine omosessuale) https://twitter.com/lanuovaBQ/status/620899741631672321/photo/1

    Quindi, da ora in poi, solo un linguaggio rispettoso dell’umanità di quelle persone sarà d’obbligo su Croce-Via: qui non ci sono cleptomani o omosessuali, cioè persone che sarebbero identificate con un aspetto contingentale a quel che essi sono per davvero cioè persone umane, qui ci sono persone con tendenze/disordini cleptomani e persone con tendenze/disordini omosessuali (gli “etero” non esistono e comunque non esistono più che esistono gli “a-cleptomani” e gli “a-incancreniti”: “persona umana” ne riassume la sostanza) e nel nostro linguaggio restiamo attenti. Se trovate che ci vogliono troppe parole per descrivere queste persone umane e le loro particolarità accidentali allora non parlatene…

    Con questo chiudiamo questo soggetto che sarà riaperto se e solo se condotto con rigore linguistico, scientifico, filosofico e morale.
    In Pace

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  27. Simon, solo un appunto.
    Hai ragione e tutto il discorso fila benissimo (oltretutto ho appena scritto una mail a Nath che praticamente propone questi stessi concetti, solo che io li ho scritti in maniera molto più semplice, di più non son capace).

    Sai dove secondo me si può ravvisare un problema? Nel perdere molte possibilità di contatto con le persone impantanate in quel linguaggio. Se tu devi spiegare a qualcuno rinchiuso in un linguaggio ghettizzante una lingua non ghettizzante….. come fai se non parti dalle sue condizioni di partenza?
    Ad esempio …anche guardando su youtube conferenze anti-gender, anche lì devono comunque usare certi linguaggi per arrivare a spiegare poi il tutto.

    Altro appuntino sul termine ” tendenza omosessuale”.
    I termini ‘ orientamento, tendenza, condizione’ per le persone omosessuali sono utilizzati anche nei documenti della Chiesa. Mentre “disordine omosessuale” non lo utilizzano. Inoltre il termine che è stato scelto dalle organizzazioni cattoliche (Courage, riconosciuta dalla Chiesa) che si occupano di omosessualità è “persona con attrazione verso lo stesso sesso” (ASS).

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    • Cara Trinity,
      la parola libera, cioè rendere liberi, proprio in quanto è una nuova parola.
      Le parole si riferiscono a concetti (più o meno) precisi. non si possono utilizzare a caso: esse non sono intercambiabili perché non tutti i concetti sono intercambiabili.
      Dire che ci sono persone a-cleptomani e persone cleptomani non è lo stesso che dire siamo tutti umani fatti della stessa pasta, poi, alcuni, hanno tendenze cleptomani. Infatti nel primo concetto non ho alcun modo per voler eppoi stabilire una strategia di uscita dalla cleptomania, in quanto non c’è nessuna differenza, nessuna gerarchia tra i due stati se non sotto forma di mera convenzione: siamo alle solite, colui che ha ragione è il più prepotente, non colui che è davvero e amorosamente attento alla realtà.
      Per noi cristiani è poi molto importante sempre rammentarci che siamo tutti uguali e fatti della stessa pasta e cioè creati da Dio, il che ci dà le nostre insegne di nobiltà, e tutti feriti dal peccato originale e dalle sue conseguenze: non ci sono “razze” di umani differenti, “etero”, “pedo”, “clepto”, “omo”, “zoo”, “Poli” e chi più ne ha più ne metta. Se ci fossero “razze” allora potremmo costruire discorsi razzisti: noi rifiutiamo questo concetto ed evitiamo i discorsi razzisti.

      Insisto quindi: sempre e ovunque utilizzare un linguaggio che rende liberi e sempre rifiutare e non lasciarsi rinchiudere in un linguaggio in-sensato come quello “gender” -LGBT

      Quanto al tuo ultimo commento ti ricordo che l’omosessualità nella dottrina cattolica è definita come come un gravissimo disordine : al numero 2357: “…Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati”…
      Certo che la definizione di quella tendenza è “l’essere attratta da persone dello stesso sesso” Ma questa è solo una definizione: la caratterizzazione morale degli atti/relazioni omosessuali è proprio di grave depravazione e di atti intrinsecamente disordinati.
      Ci sono atti che sono disordinati secondo le circostanze: ad esempio il voler mangiare troppo è un disordine circostanziale del voler mangiare che è cosa buona; gli atti omosessuali sono invece sempre, cioè intrinsecamente, disordinati qualunque siano le circostanze.
      In Pace

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      • Simon, mi sento troppo imbarazzata a … mettermi a spaccare il capello in 4 con te, però c’è una sottigliezza che non puoi non vedere:
        Si dice (sia nel CCC che altrove ‘ufficialmente’) che l’ATTO omosessuale è disordinato, ma non mi risulta che ci siano documenti in cui si usa l’espressione “persone con disordini omosessuali” (come hai scritto nel tuo primo commento) perché quell’espressione esprimerebbe il giudizio che la persona con tendenze/condizione omosessuale pratichi automaticamente atti omosessuali – mentre potrebbe essere casta.
        Quindi in tutti i documenti utilizzano il termine “persona con tendenza/orientamento/condizione omosessuale”. E specificano che la tendenza non determina la ‘persona’ (integrale) disordinata.
        Però potrei sbagliarmi e magari ci sono documenti che non ho ancora letto…. in caso fatemeli conoscere, grazie.

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        • Non capisco bene dove ci possa essere fonte di imbarazzamento, senoché non capisco proprio quel che mi stai dicendo se non , appunto, spaccando i capelli in quattro. 😉

          Nella frase di due interventi più sopra che mi incrimini (” ci sono persone con tendenze/disordini cleptomani e persone con tendenze/disordini omosessuali “) si riferiva all’articolo già citato del NYT che definiva un’altra perversione di “disordine” e non all’insegnamento della Chiesa in quanto tale.

          Forse rileggendo con calma vedrai che ho sempre detto che avere tendenze omosessuali non è peccaminoso per se (anche se gli atti che hanno condotto allo sviluppo di tale tendenza possono esserlo secondo le cicostanze particolari), come non lo sono le tendenze zoofile, pedofile, adulterine, cleptomani, sado-masochiste, suicidali, criminali, schiavistiche, etc etc.

          Infatti, ad esempio, una persona con tendenze cleptomani ma che non ruba non fa niente di male: penso che sia pacifico che siamo tutti d’accordo al soggetto.

          Quel che è peccaminoso e profondamente immorale è il commettere atti/relazioni omossessuali, le quali sono moralmente qualifitati intrinsecamente disordinati e depravati.dalla Chiesa.

          Vi è poi una nozione del CCC che non bisogna dimenticare e che è la nozione di vizio:
          1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.

          Ben vediamo qui che se la tendenza omosessuale è soddisfatta con la ripetizione di atti omosessuali allora tale tendenza si trasforma in vizio e il peccato in questione si riproduce e si rafforza mentre il peccatore rimane perfettamente cosciente dell’immoralità dei propri atti.

          Può anche essere interessante leggersi il punto “1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono « peccati che gridano verso il cielo ». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; 124 il peccato dei Sodomiti; 125 il lamento del popolo oppresso in Egitto; 126 il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; 127 l’ingiustizia verso il salariato. 128

          E soprattutto il punto “1869 Così il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l’ingiustizia. I peccati sono all’origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bontà divina. Le « strutture di peccato » sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un « peccato sociale ».“: questo punto mette indiscutibilmente in rilievo il fatto che la nozione stessa di un’unione tra persone con tendenze omosessuali ( o qualunque altra tendenza disordinata) costituisce una struttura di peccato.

          In altre parole, restiamo sempre delicati rispetto alle persone concrete in quanto non possiamo sapere se hanno solo una tendenza omosesuale loro malgrado, se alcuni tra di loro commettono saltuariamente atti omosessuali, se altri sono invece totalmente incancreniti nel loro vizio, però a livello delle discussioni non facciamo dell’angelismo fuoriposto, blando ed ineffettivo: vorrei sapere io quanti omosessualisti (coloro che promuovono le perversioni omosessuali nella società) si limitano a voler predicare la “tolleranza” verso chi solo ha tendenze omosessuali ma non le pratica!
          A me sembra in realtà proprio l’opposto e cioè che costoro vogliano invece promuovere strutture di peccato a livello sociale che schiavizzano e rendono viziosi sempre più assolutamente il maggior numero di persone. Non lasciamoci prendere per in giro da costoro: non dimenticare che, in quanto sodomiti, sono dei specialisti della presa per i fondelli altrui… 😀

          In Pace

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          • Vi è poi una nozione del CCC che non bisogna dimenticare e che è la nozione di vizio:
            “1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.”

            Ottima cosa Simon aver rproposto questa citazione 😉

            Al di là del fatto che, ovviamente, questa si applica a TUTTI i peccati ed è fondamentale per distinguere ciò che è “caduta” da ciò che diviene “vizio” (mi riferisco possibilmente sempre all’auto-analisi o se preferiamo ad un attento esame di coscienza, piuttosto che iniziare con lo scandagliare i supposti vizi altrui…).

            Ma, senza vole smentire il CCC (ci mancherebbe!) che fa questa affermazione “… ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.” con il preciso intento credo di NON lasciare spazio ad una ipotesi di “assoluzione perché incapaci di intendere e di volere” a seguito dell’ottenebrarsi della coscienza, va anche detto che questo ottenebrarsi è pericolosissimo e può arrivare appunto a spalancare un abisso interiore dove il male diviene “bene” e questa stortura si allarga a tutto ciò che riguarda la concezione morale degli atti e del vivere. In altre parole la coscienza obnubilata non sarà pervertita SOLO su quello specifico atto o peccato, ma arrivando alle estreme conseguenze, pervertirà QUALUNQUE ordine di valori…. da qui al rifiuto totale di Dio per restare prigioniero del Maligno e alle possibili conseguenze per la vita eterna, temo il passo sia breve.

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            • Ottimo commento che condivido pienamente: sia nella sua sotttolineatura alla riferenza a tutti i peccati e non solo quelli omosessuali (anzi!), come anche il fatto che un vizio qualunque intacca tutte le dimensioni della vita umana e non solo quella specifica relativa al vizio stesso.
              A questo si riferisce pure il peccato contro lo spirito, il solo che non possa mai essere perdonato: in effetti quando il vizioso diventa incapace di distinguer eil bene dal male o, addirittura, chiama bene un male, allora non c’è più modo umano di operare una conversione e di uscire dall’inferno nel quale ci si è messi.
              In Pace

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          • “Angelismo”, bello! 🙂

            Massì , ci siamo capiti e siamo tutti d’accordo.
            Solo che…. parlando di linguaggio e di esposizione dei problemi, a me rimane troppe volte la percezione della non accoglienza di certe persone. E quando non le accogli le aiuti a sprofondare ancor più nel peccato (e nel vizio). Allora quando scrivo io non penso agli omosessuali che citi tu (quelli che ti prendono per i fondelli e militanti lgbt) , ma alle singole persone in condizione di fragilità. Sempre a quelli penso quando vado a puntualizzare il linguaggio usato, oppure quando critico il continuo riferirsi agli atti, come se fossero commessi di default. Tutto qua 🙂

            Poi non è che io sono angelica ad oltranza. Ad esempio vedi Nath, all’inizio dialogo e accolgo, poi al massimo porgo l’altra guancia, ma alla fine ci vado giù dura (mi riferisco anche a scambi privati) proprio perché bisogna offrire Verità accanto alla Carità, e non una sola delle due.

            Comunque grazie per gli approfondimenti.
            (L’imbarazzo riguarda il fatto che solitamente sei tu l’addetto a spaccare il capello in quattro in tema di linguaggi usati, oltre al fatto che sezionare il capello lo ritengo lavoro filosofico – e anche qua l’esperta non sono io)
            🙂

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            • P.s. ho un dubbio….
              Quando si parla di ‘sodomiti’ nella tradizione s’intende riferirsi solo a uomini-con-uomini oppure ad una generalità di atti (che quindi potevano riguardare anche uomini-con-donne) ?
              Non ti sto chiedendo che cosa è peccato o non peccato per uomini o per donne, quello si sa.
              Ma che cosa si intendeva per ‘sodomiti’.

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            • Proprio stamattina leggevo questo
              http://bibbia.verboencarnado.net/2015/07/08/linsegnamento-della-bibbia-sullomosessualita/
              Dà qualche piccola indicazione sulla terminologia biblica “in materia”.

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            • Grazie Alessio della tua risposta e del link.
              Purtroppo non tutti gli interpreti e biblisti sono d’accordo con questa analisi e ne propongono un’altra.
              riporto per confronto.
              http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=17&t=5565&p=78217&hilit=+Sodomiti#p78217

              Faccio notare che un conto sono i fatti e un altro l’ermeneutica dei fatti. Leggete con questa affermazione in testa.

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            • Ho letto in parte il commento di Polymetis che hai linkato (quelle lenzuolate di caratteri piccoli piccoli mi uccidono gli occhi, a un certo punto ho dovuto desistere).
              Senza riaprire qui un discorso fatto altrove, lasciami dire due cose. Primo, mi sembra che almeno sull’etimologia delle parole e a che tipo di comportamenti venissero accostate ci sia convergenza. Penso che questo sia comunque un bel pezzo di risposta per tutti, in particolare per trinity che si era posta il dubbio.
              Secondo, d’accordo sulla distinzione fra fatti ed ermeneutica, ma nella risposta in questione vedo solo l’opinione personale di chi scrive “dimostrata” da un pistolotto di ricostruzione storica, da assunzioni arbitrarie e surretizie e salti logici da dare le vertigini, non una vera ermeneutica.

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  28. Trovo sia un problema di difficile soluzione pratica…
    In linea di principio sono d’accordo con quanto afferma Simon, in linea “pratica” con quanto osserva Trinity.

    Si potrebbe utilizzare il classico e banale concetto di “la verità sta nel mezzo”, ma banalità a parte credo che utilizzare termini di senso comune – si badi NON sempre e NON per qualunque argomento, ma impossibile fare una casistica – NON significhi a priori “Utilizzare quel linguaggio è già una sconfitta ammessa!” giacché è dal contenuto del discorso che si porta avanti che risulta evidente quale sia la posizione e la visione che si esprime.
    Tuttalpiù si potrebbe come preambolo ricordare che si assume un linguaggio per necessità di comprensione (ma tutte le volte?)
    Il rischio è anche quello di creare una nicchia per addetti ai lavori (come se questo blog che ha certamente una impronta filosofica e teologica, richiedesse sempre e soltanto l’uso di termini e riferimenti assolutamente corretti ed esatti… un bel club per pochi intimi…).

    Vi è tutta una serie di interlocutori che hanno una posizione schierata a priori e che utilizzano termini fuorvianti da loro stessi coniati a mistificare la realtà – forse più utile a questi ricordare il non-senso di alcuni termini, ma anche interlocutori NON schierati, che oggi per via della imbelle (o schierata) posizione praticamente di quasi tutti i media, assumono una terminologia si mistificante, ma quella hanno oggi nelle orecchie e usare ampie interlocuzioni per efinire ciò che oggi si definisce con una sola parola, non farebbe altro che alzare una barriera PRIMA ancora che il concetto corretto possa arrivare loro al cervello. 😉

    Ciò ovviamente, ma è bene ricordarlo, non significa chiamare buono ciò che non lo è!

    La mia non è né una risposta, né una possibile regola, semmai una riflessione… Credo si tratti come sempre di avere un discernimento e due piani che possono avere approcci diversi, quando si parla con persona direttamente coinvolta in un disordine e/o peccato e quando si parla del disordine e/o del peccato in sé (ma anche qui nulla di nuovo).

    Se poi la regola stringente se la dà questo blog (padrone di farlo chi lo gestisce) pena la bannazione temporanea o la “bannazione eterna”, questo è altro discorso… correrò il rischio e/o porterò le mie banalità altrove 😉

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    • Carissimo,
      francamente non vedo quale sia il problema “pratico”: se un tizio ti dice “tu sei etero ed io omo, tu hai il diritto di sposarti con un altro etero perché non io con un altro omo?” già mi sembra che tu ti trovi in una situazione contortissima per rispondere, in quanto dovrai mostrare che malgrado l’equiparazione formale tra etero e omo fatta da tale interlocutore ci sia lo stesso una differenza nel caso specifico del matrimonio. Cioè sarà la tua spiegazione che andrà fuori contortissima e non convincente.

      Se invece definisci che gli esseri umani sono maschi e femmine e che il matrimonio è l’unione tra un maschio ed una femmina con il doppio scopo di procreare che è un bisogno della specie umana e di aiutarsi mutualmente che è un bisogno dell’individuo umano, chiaramente il discorso davvero contorto sarà quello di colui che intende mostrare che chi ha tendenze omosessuali possa vivere un tale “matrimonio” con un consimile.

      Rispetto alla carità, penso davvero che dire a qualcuno “tu sei un uomo come me e siamo uguali e dobbiamo essere ugualmente rispettati, aldilà delle tue tendenze” è molto più caritatevole che dire “io sono etero e tu omo”, cioè siamo due cose/razze ben differenti e, sotto sotto pensare che “io valgo più di te che non sei manco capace di riprodurti senza schiavizzare donne terze”. L’atto di mettere triangolini rosa a chi ha tendenze omosessuali, cioè chiamarlo omosessuale è un etichettare la cui finalità è stata mostrata in grandezza reale al secolo scorso. L’etichettare “etero” ha per forza lo stesso risultato come già lo mostrano le leggi cosiddette contro l’omofobia che in realtà sono… eterofobe nelle loro applicazioni concrete.
      In Pace

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      • Perfettamente d’accordo…
        Ma questo è solo uno dei centomila casi di terminologie e situazioni discorsive… una di quelli dove appunto non solo è il caso, ma è anche bene, “chiamare le cose per nome”. 😉

        O forse non avevo ben compreso il tuo intervento.
        Ciao

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  29. Un documento da tenere sempre presente
    http://www.giuristiperlavita.org/joomla/PDF-DOCUMENTI/Lessico-6d.pdf

    Faccio notare infine, sul discorso DSM5, che tale documento dichiara oggi la pedofilia come orientamento da distinguere fra chi la pratica e chi la “sente”. Praticamente siamo alla condizione “psicologica” per la pedofilia esattamente come quella che era l’omosessualità nel DSM3, dove – nel 1973 – si stabili di dividere fra l’omosessualità praticata e la tendenza. Questo in velocità (e notevoli lacune di cui mi scuso).

    Detto questo ecco la mia idea della psicologia OGGI: una scienza debolissima senza vere basi epistemiche nel reale tali da potersi descrivere con metodi considerati scientifici.
    Ecco cosa sarebbe carino da parte di claudio o simon, col tempo, la demolizione di questo nuovo scientismo pratico (e utile a certe cause) attuato su questa branca del sapere umano.

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    • Proprio per quello che io vedevo bene, come dissi tempo fa, che psicologia e filosofia allacciassero qualche legame costruttivo.
      Poi….sulla psicologia: il giudizio dipende molto dalle varie scuole…. Viktor Frankl ad esempio è piuttosto ‘amato’ dai noi cattolici, da me tantissimo (e se non erro ci ha fatto la tesi di laurea anche Robert Cheaib).

      DSM5. Il problema sta proprio sulla pedofilia. Comunque finché rimane reato penale, potrebbe (dico potrebbe) essere anche positivo che non sia definito dagli psichiatri come fatto patologico. Così i porci non possono avere la scusa della malattia e magari appigliarsi pure a quello. La pedofilia è un reato penale, deliberato e completamente scelto dal pedofilo. Punto. Senza scuse.
      Preoccupante d’altra parte è che in uno studio medico-psichiatrico dicessero al paziente: “fantastichi pure sui bambini, che finché ci pensa va tutto bene”. È lì il problema grosso. Ed è ancora lì che non puoi fare paralleli con l’omosessualità, secondo me.

      Su omosessualità e DSM: anche per me non è roba ‘patologica’ ed è stato giusto così. Potrebbe esserlo patologica in certi casi.
      Anche qui però c’è da osservare che finché gli omosessuali erano “malati”… perché definirli peccatori? Come sappiamo alcune malattie si guariscono e altre no, anche le statistiche degli psicologi che “curano” l’omosessualità dicono che in tanti casi non è “curabile”. Quindi che fai? Dici al malato che è peccatore?
      Sto ovviamente parlando per assurdo. Ma per dire che per me è giusto (oltre che vero) che la tendenza omosessuale non sia considerata una condizione patologica.
      (Se poi uno sta male, e la percentuale di omosex che stanno male per motivi personali, non sociali, è alta: ci sono medici e psicologi a disposizione. Però io la vedrei in generale come una condizione di fragilità, come tante altre).

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      • Quando si parla di comportamento, come nel caso dell’omosessualità, o della pedofilia, o di una qualunque delle tante parafilie possibili, questo può essere visto sia dal punto di vista psichiatrico e, quindi, eventualmente anche patologico, sia dal punto di vista morale. Non vedo contraddizione o incompatibilità. Un comportamento può essere patologico, ma anche, contemporaneamente, frutto di una libera scelta personale. D’altronde (questa è una mia personale opinione) molto spesso all’origine di una patologia psichiatrica ci sono ben determinate scelte (sbagliate) che poi determinano la patologia stessa. Io non credo che un comportamento umano, per quanto deviato e patologico, possa essere completamente sganciato dalla capacità di giudizio e dalla volontà della persona. Il serial killer ragiona sui suoi delitti, li giustifica, li difende e li ripete. Però non trascura di nascondere le tracce che potrebbero renderlo facilmente individuabile. Il suo comportamento è patologico? Forse si, secondo me si, però, certamente, egli mantiene intatta la sua capacità di ragionamento e giudizio, tanto è vero che, dopo il delitto, egli riprende tranquillamente la sua vita normale di tutti i giorni, fatta di lavoro, amicizie, hobby, magari anche una famiglia. E’ un malato psichiatrico? Ripeto: forse si. Ma questo non lo giustifica affatto dal punto di vista morale. Egli va curato, se possibile e se vuole essere curato; ma, certamente, deve essere anche punito.

        Io applico a tutti i comportamenti umani questo ragionamento, quindi anche al comportamento omosessuale, pedofilo o altro. Nessun comportamento è indenne dalle conseguenze morali, anche se questo comportamento può essere stato sollecitato da certe inclinazioni. D’altronde la capacità morale consiste proprio nel giudicare e respingere non solo i comportamenti sbagliati, ma anche tutti quei fatti contingenti che potrebbero spingere verso quel comportamento; di conseguenza, da un punto di vista morale, anche il solo pensare certi atti omosessuali o pedofili è peccato. Da questo punto di vista l’omosessualità è un peccato anche quando viene pensata, non solo quando viene agita.

        Infine, io non so se l’omosessualità possa essere definita come patologia. Certamente si tratta di un comportamento deviato e che causa grave depressione e problemi di ogni genere alla persone che praticano l’omosessualità. Forse non è un comportamento da curare, certamente è un comportamento da correggere.

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        • Ascolta fracentanni, dobbiamo chiederti una cortesia e dispiace farlo come seguito ad un tuo commento tutto sommato in larga parte condivisibile. Cosa che per i tuoi commenti non succede raramente: spesso infatti ci sono delle cose ottime, altre buone e altre ancora da aggiustare. E’ normale, è per tutti cosi! Si disputa proprio per “pulirsi le idee a vicenda”.

          Ma quello su cui vorrei soffermarmi è il “tono” che passa quasi sempre dal tuo scritto. Quello che passa è un tono secco, senza possibilità di dialogo possibile, una trinity potrebbe dire (mi permetto): “come parlare di persone altrui senza nemmeno aver tentato di mettersi nei loro panni”.
          Questo tono non so ben dire se è dovuto ad un atteggiamento aggressivo nelle frasi, aggravato dalle piccole confusioni lessicali e/o dottrinali, o alle romanzine che spesso fai ad altri utenti (al di là di trinity, vedi ad esempio con law). Quel che a nostra avviso bisogna imparare è dialogare, cercando di venirsi incontro. E se la cosa è abbastanza difficile fra noi credenti, immagina con persone completamente opposte nelle idee e nel retropensiero filosofico (ottenebrate dal peccato? Antirealiste? Non ci interessano queste categorie ora).

          Perché tutta questa tiritera? Presto detto. Il sig. Nat ha pubblicato degli screenshot delle tue risposte sul suo profilo fb, scegliendo deliberatamente proprio quelle tue risposte per veicolare generalizzando il sicuro bigottismo degli altri commentatori (senza citarli e senza nemmenor ispondere alle domande che qui gli sono state poste), dell’articolo (e non si vede come), del blog tutto (passato come ossessionato quando ne abbiamo parlato questo mese praticamente per la prima volta in modo netto) e naturalmente (strano a dirsi) del cattolicesimo in generale. Al seguito like e commenti all’uopo.

          Rispondo per il blog: poco ci tange. Non ci interessa essere chiamati bigotti da chi prende solo quel che gli interessa da una lunga serie di commenti per avallare la sua tesi. Non si può piacere a tutti, certo non potremo mai piacere a chi è preconcettualmente portato a non volerci nemmeno ascoltare.
          Però si è creata questa strana situazione per la quale un dialogo che poteva portare a qualche minimo risultato (non foss’anche sperimentare la fortissima debolezza del pensiero moderno queer), è stato spazzato via da alcuen risposte che hanno permesso la creazione di una scusa sulla quale riforzare le proprie ideologie e svicolare sul resto, ben più importante.

          Ecco allora la nostra richiesta, che scrivo a te ma la scrivo anche per gli altri (e anche per me stesso, è inteso!): cerca di moderare il modo di porti, soprattutto con persone molto diverse da noi credenti che – per fortuna o purtroppo – capitano qui navigando sul web, in modo da non fornire il destro a queste stesse persone di rifuggire dalle conseguenze logiche della loro mentalità, usando la tua aggressività come grimaldello per fare la vittima e dire nel contempo che si ha ragione quando si dice che la religione crea “omofobia” o bigottismo o altre cretinerie assortite.
          Provaci. Dal canto nostro ci fidiamo ancora, non mettendoti in moderazione preventiva. Ho più interesse a leggere te che un qualsiasi proprietario di blog venuto per dirci che esiste anche lui e che bisogna parlarne bene come dice lui e che – ovviamente – non gli interessa parlare in questa sede. Ma veniamoci incontro.

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          • Va anche detto che il “caro” Nat, ha pretestuosamente pubblicato ciò che ha creduto e estrapolato, scegliendo non a caso, ciò che più gli è piaciuto a dimostrare una sua preconcetta tesi, senza dare alcun conto di tutti gli altri commenti di altro “tono” e pensino i saluti di benvenuto su questo blog (intervenuto solo perchè citato!! ha tenuto a riaffermare a ogni piè sospinto…).
            Dimenticando anche che si è qui presentato solo perchè citato!! dando a tutti indistintamente degli “invasati”… (al che anche qualche “ma torna da dove sei venuto!” ci poteve stare…).

            Ciò però NON appartine ad una tipologia di persona riconducibile ad una realtà di pensiero o di modus vivendi, quanto ad una piccolezza di persona, che era già qui arrivata a definirsi appartenente al singolo individuo qualunque sia la sua “filosofia”.
            Statura a parte, certo NON appartiene ad una onestà intellettuale che tanto interessante rende i confronti tematici.

            Detto questo, concordo con la sottolineatura di Minstrel e spero fra’ ne faccia tesoro, giacché credo sia ben conscio che non è la prima volta che ha da confrontarsi con questo tipo di critiche direi costruttive, anche da me mosse seppure non sempre comprese, magari per mio limite nell’esporle

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          • Ok, minstrel, accolgo volentieri il tuo invito a moderare i toni, anche perché so che questo è un mio problema. Ho sbagliato anche a richiamare contenuti religiosi nei miei commenti, anche se il mio intento era di rivolgermi a trinity, non a nath. Ho sbagliato, chiedo scusa. Spero solo che il giudizio di nath sulle mie parole (che sono un bigotto) non sia condiviso anche da voi.

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          • Vorrei anche aggiungere, già che ci siamo, che nessuno qui, neanche il sottoscritto, si è mai permesso di rivolgersi a lui con toni meno che cortesi. Naturalmente io sono abituato a parlare con franchezza e delle sue convinzioni non posso che dire che sono folli; ma questo è legittimo, voglio sperare. E’ giusto rispettare la persona, non è doveroso rispettare anche le idee.

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          • Potrei avere il link del suo profilo facebook per vedere cosa dice in concreto?

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            • @fra’ io lassserei perdere… 😉

              Non l’ho letto neppure io, ma credo ci si faccia solo il “sangue cattivo”…
              Poi se uno lo vuol fare come “penitenza” a esercitare la virtù dell’umiltà… è un altro discorso 😀 😀

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            • Fra’, il nostro simpatico visitatore e i suoi pari hanno talmente pochi argomenti, talmente confusi,sono talmente privo del piu’ elementare rispetto verso gli altri (vedi quel Cristo scritto minuscolo rivendicato con il maturo orgoglio del quattrenne che ha imparato a dire le parolacce all’asilo, per poi non parlare di come sta distorcendo quello che si dice qua; mo ho scoperto addirittura che siamo ‘bigotti-che negano che esista la disforia di genere, laddove sono stato il primo a parlarne!!!!!!) che passare dalla parte del torto parlandoci e’ veramente una roba da solutori piu’ che abili; e tu ci sei quasi riuscito.

              Mettersi a divagare su “perversioni” e “calzari da scuotere”, tuonando roba tipo “L’unico dialogo possibile tra noi, o anima prava, e’ che io ti annuncio il Vangelo e tu lo ascolti” , oltre che totalmente improprio (che ne sai della fede-del vissuto-della vita e della sessualita’ di questa persona???); equivale a diventare il sogno ‘teorico-erotico’ di questi personaggi, il ‘kattolico kattivo’ di cui hanno bisogno per legittimarsi. Ti piace l’idea di essere il sogno bagnato dei militanti estremi LGBTQRSTUWYZ? Immagino di no, quindi confido nella tua-vostra-nostra futura collaborazione (on line e sopratutto offline).

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            • Peccato che Nathan [N.B. se scrivete Nath lo ritiene mancanza di rispetto gravissima in quanto è nome femminile, mi ha fatto capa tanta, continuando ovviamente a scrivere Cristo minuscolo] non abbia pubblicato certi botta-risposta scambiati via mail con me. (Non lo so perché non ho fb ma credo che se ne guardi bene). Vabbè che probabilmente farebbe copiaincolla ad arte e modifiche varie…. però in quelle mail ponevo alcune domande piuttosto interessanti alle quali non ha risposto…oppure rispondendo in modo ridicolo, roba appunto da bambini dell’asilo. Ed è questo che deve essere messo in luce di certi personaggi. Per fare questo, scusa Giancarlo, non bisogna controbattere a nostra volta come bambini dell’asilo. Dici che “ti rivolgevi a me”. Sì certo, ti rivolgevi a me riferendoti a temi portati da lui, non è che ci voleva un genio a capirlo. E infatti l’ha capito. Facendone ottimo uso per la sua propaganda.

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            • Ho visto, ho visto di che razza di argomenti e di quale profondità di analisi sono capaci gli amici di nath. Ho visitato la sua pagina fb. Non che mi aspettassi niente di meglio.

              Posto che concordo con il fatto di aver sbagliato a tirare fuori argomenti di tipo religioso (ma ribadisco di averlo fatto rivolgendomi a trinity e solo successivamente, interpellato da nath, ho affrontato anche con lui alcuni di questi argomenti), per il resto posso solo notare il fatto che nath, per attaccarmi, ha dovuto per forza usare la parole del vangelo, dato che io personalmente non ho pronunciato una sola parola contro di lei. Capisco che qui alcuni di voi si sono illusi per un attimo di riuscire a trascinare nath sul piano della razionalità, ma sarebbe davvero sciocco ammettere che la sua fuga sia stata giustificata dal mio comportamento. Io non l’ho né offesa, né insultata, né aggredita, e la sua “dipartita” conferma solo la nullità, sul piano razionale, delle sue argomentazioni.

              Ripeto, ho commesso un errore di ingenuità a citare quelle parole del vangelo, che hanno fornito l’alibi per la fuga, ma rifiuto in tronco l’ipotesi di essere dalla parte del torto. Io non ho né offeso né minacciato nessuno.

              Comunque resta inteso, per il futuro, che farò più attenzione a quello che dico, a chi lo dico ed in quali circostanze.

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              • Io credo l’ “incidente” si possa considerare chiuso, come anche credo non si sia subita una “grande” perdita e non sia necessario “cospargersi il capo di cenere” più di tanto.
                😉

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            • Tranquillo frà, annamo avanti. 😉

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  30. infatti fra’,tranquillo e amici come prima piu’ di prima. anzi per come si sta evolvendo la situazione,hai accelerato l’inevitabile hence , stica…voli (giusto perche’ c’e’ una moratoria, a mio avviso illiberale, sull’uso del turpiloquio qua su Croce-Via).

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  31. Invasati noi? 😉

    Riflessioni sul fenomeno gender.

    Analisi veloce di una Macchina-Da-Soldi
    Propulsione: utilizzo di Invasati LGBT-Gender Theory

    Profilo sintetico degli Invasati Gender Manipolati

    Ricchi: provenienti da classe medio-alta. Dei poveracci non se ne fanno nulla. (in seguito si comprenderà perché)

    Strategia: “chiagne e fotte”. Si fanno passare per vittime (strumentalizzando anche gli omosessuali con i quali gli Invasati lgbt-gender frequentemente non hanno niente a che fare)

    Inserimento nella struttura sociale: ben introdotti politicamente e in ambienti medici, così ben introdotti da far passare per ‘scientifiche’ delle teorie di 4 esaltati, mai approvate dalla comunità scientifica internazionale.

    Inserimento mass-mediatico: ben introdotti nel mondo della comunicazione, così ben introdotti da far passare per ‘scientifiche’ delle teorie di 4 esaltati, mai approvate dalla comunità scientifica internazionale

    Azione tipica emotiva mass mediatica: improvvisamente personaggi famosi e meno famosi si scoprono transessuali e anche in tarda età procedono ad intervento chirurgico. Narrando in tivù e in testate prestigiose le loro lacrimevoli storie. Ma non essendoci abbastanza true stories: propaganda anche tramite fiction tipo Law&Order.

    Pagamento (come rata anticipata) delle spese per la propria manipolazione, nonché introduzione alla manipolazione (sistema nazista) di soggetti “inferiori” ai manipolati principali: i manipolati principali acquistano (legalmente) ovociti e uteri (a caro prezzo) per metter su la “famiglia felice”.

    Altro pagamento (come rata anticipata) delle spese per la propria manipolazione: far approvare matrimonio same-sex (per mungere le casse pubbliche statali) , anche tramite strumentalizzazione della ‘causa’ omosessuale. Fino a pochi anni fa infatti si predicava negli stessi ambienti “l’amore libero per tutti senza carte e burocrazia”. Ma così non conveniva più a nessuno.

    Perché?
    Scopi sintetici del Potere Occulto

    Scopo del Potere A Monte (la solita money machine, niente di più):

    -implementazione di nuovo business per cliniche di lusso di chirurgia estetica (per transgender , veri o falsi, che vogliono operarsi e ormonalizzarsi)
    -implementazione di business già esistente di uteri in affitto (sia per transgender operati che per quelli trendy-bio che non vogliono operarsi) e di ovociti.
    -vendita di nuovi prodotti farmaceutici ormonali
    -business dell’industria cosmetica, make up, abbigliamento genderqueer
    -fondazione di scuole private per educazione ‘genere neutro’ (scuole per ricchi)
    -implementazione di testi scolastici, iniziative costose e nuovi docenti gender nelle scuole pubbliche (scuole per poveri e classe media) : spese a carico dello Stato
    -business lobby assicurazioni negli Stati dove non c’è assistenza sanitaria completa pubblica tramite rimozione di patologie psichiatriche da DSM
    -business cliniche private specializzate negli Stati dove c’è assistenza sanitaria pubblica, sempre tramite rimozione di patologie psichiatriche dal DSM

    Scopo del Potere A Monte (sempre money machine ma un gradino più alto) : sperimentazione sulla mente umana, che è sempre ottima cosa per tenere la gente alla catena: analisi e studio di quanto si può manipolare la mente umana – quanti bambini si riuscirà a convincere che sono transgender? Se si riesce a convincere che un maschio è una femmina e viceversa…. tutto il resto è facilmente manipolabile. Il potere nazista deve indagare, con moderni mezzi, la percentuale di individui manipolabili e fino a quale punto è possibile manipolarli. L’IDENTITA’ PERSONALE ovviamente è l’ultima frontiera. Smonta quella e non ci sono più limiti.

    Ok…vabbè… forse….
    ma fornisci una prova di ciò che dici!

    Va bene, eccone una. Mi limito a questa perché il tempo è quello che è.
    È solo una pista per chi vuole riflettere.
    I sostenitori della Gender Theory (o Gender Studies, ecc) dicono che un punto cruciale, fondamentale problema sono i RUOLI CLASSICI uomo-donna, socialmente imposti .
    Ad esempio la donna stira, l’uomo guida il tir, eccetera. E bisogna cancellare, annullare, rimuovere tali ruoli. Per essere liberi. E perché vengano alla luce finalmente tutti i bambini transgender finora ignorati dalla società becera-binaria (andatelo un pò a dire alle nonne e bisnonne che hanno fatto la guerra! Ma sono pure ignorantissimi questi qua! Ok, sorvoliamo).

    Particolarmente impegnati (fissati fino all’OSSESSIONE) su questo fronte sono i transgender-travestiti , cioè quelli che non intendono operarsi ma solo “mascherarsi”. (Attenzione: non sto parlando di poveri diavoli che si prostituiscono sulla strada, ma di attivisti e intellettuali).
    Sono uomini che dicono di ‘sentirsi donne’ e donne che dicono di ‘sentirsi uomini’. Non procedono a chirurgia perché non ritengono una malattia la loro ‘disforia di genere’ (sempre che ce l’abbiano) e anzi sostengono che TUTTI i bambini VANNO EDUCATI per “capire se sono maschi o femmine”, al di là del loro sesso biologico. Già al vaglio di parlamenti di paesi occidentali. In Norvegia in dirittura di arrivo la legge.
    Dicevo: predicano con toni ossessivi, facendo minuziosissime analisi di ogni settore della vita, il superamento dei ruoli classici uomo-donna.

    Ecco, ora sintonizzate bene il cervello:
    -i trans uomini (che si sentono donne) non possono generare figli.
    -i trans donne (che si sentono uomini) potrebbero generare figli MA SOSTENGONO che sono uomini e QUINDI NON possono generare.
    Ma come?!
    Ecco questa è la dimostrazione più chiara e semplice che si possa avere.
    Questi manipolati invasati predicano di continuo l’educazione ‘neutra’ e l’interscambio dei ruoli uomo/donna. Allora perché UN UOMO (che è biologicamente femmina) non potrebbe fare un figlio??? Sarebbe un ottimo esempio di interscambio di ruoli, e invece questi Invasati LGBT – Gender predicano che gli uomini NON POSSONO DESIDERARE di rimanere incinti.
    Ma come?! Sono diventati bigotti pure gli LGBT ??
    No, non bigotti: semplicemente Invasati Manipolati dalla Money Machine.
    I figli non si devono generare in coppia e gratuitamente, ma ACQUISTANDO ovociti e affittando uteri. La famiglia oggi si vende e si compra.

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    • Sembra un film di fantascienza? Può essere, nel frattempo faccio notare che i libri che girano gli asili indicano che Tommaso e Franco, che si amano e vogliono fare una “”””famiglia””””, non vanno ad adottare dei bambini, ma fanno di tutto per far lavorare cliniche estere e uteri in affitto da pagare 500 euro.
      Chissà perché.

      Forse perché anche questa balla degli orfanotrofi pieni non è propriamente vera.
      Forse perché c’è un bambino su 20 famiglie disponibili?
      Forse perché in Italia non c’è nemmeno un orfanotrofio oramai visto che i bambini non voluti sono stati abortiti?
      O forse perché c’è oggi si fa esistere questo orripilante “diritto al figlio” e il figlio lo voglio “””””mio””””” come dico io e faccio firmare la clausola che in caso il prodotto sia difettoso l’indiana di turno deve pure abortire?!

      Buon ascolto.

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      • E infatti proprio sentendo quella conferenza ho collegato i pezzi del puzzle che si andava mano a mano formando…. Non capivo perché i transgender omosessuali (formanti coppia maschio-femmina) oppure transgender eterosessuali (cioè 2 trans formanti coppia maschio femmina) non superassero i ruoli tradizionali che tanto detestano. Inoltre so che nel mondo lgbt non si sono mai fatti problemi ,per le lesbiche, a procedere a fecondazione ‘casalinga’ fai-da-te per rimanere incinte. E nemmeno si sono mai fatte problemi le lesbiche ‘danarose’ a chiedere la fecondazione artificiale all’estero. Ma nel mondo trans e queer e omosessuale maschile no: si predicano alla grande uteri in affitto per tutti.
        Senza contare il fatto che le coppie di transgender ‘misti’ (maschio-femmina) possono tranquillamente sposarsi anche in Italia (essendo maschio&femmina) e quindi adottare se volessero farlo…. O perlomeno combattere per quello come facenti parte del genere ‘queer’.

        Quindi mi chiedevo perché…. finché non ho sentito l’avvocato Amato. Oltre al fatto (sempre Amato) che viene pubblicizzata nientemeno che la figlia della celebre attrice angiolina come esempio di genderqueer o simile. In effetti… troppe cose fanno pensare al business.
        (Oltre che alla manipolazione mentale per scopi di potere ancora ‘più alti’)

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        • Scusa trinity, parli di transgender omosessuali e di transgender eterosessuali come se fossero espressioni che abbiano un significato scientificamente accertato o, comunque, pacificamente condiviso. Io mi rifiuto di parlare in questi termini! Non hanno alcun significato! Caspita! Appena due giorni fa Simon ha raccomandato di non usare il vocabolario gender:

          https://pellegrininellaverita.com/2015/06/25/quelli-che-la-teoria-gender-e-una-trovata-pubblicitaria/comment-page-1/#comment-14929
          “Per questo non è possibile accettare il vocabolario “gender” il quale ha come presupposto ( eppoi come conseguenza) quella di appiattire la sostanza sugli accidenti, impedire un discorso razionale su quelle problematiche, impedire di aiutare chi si trova in quelle circostanze a diventare un giorno una persona felice, cioè a parte intera. Utilizzare quel linguaggio è già una sconfitta ammessa!”

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          • guarda, transessuali e travestiti sono sempre esistiti, transgender e’ solo una maniera ‘politically correct’ per chiamare questi ultimi, ci sta. Negare che esistano persone affette da disforia di genere significa negare la medicina e negare anche la sofferenza di queste persone (non dev’essere facile vivere in un ‘corpo che non senti tuo’); dare un significato ‘normativo’ a questa condizione , decidendo che si tratti di qualcosa che vada quasi ‘imposto per legge’, e’ invece un delirio ideologico che dobbiamo combattere con tutti gli strumenti umani e spirituali in nostro possesso (non sono pochi, grazie a Dio).
            a brigante non si risponde sempre ‘brigante e mezzo’; basta solo ricordare la verita’.

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            • La disforia di genere è una gravissima malattia psichiatrica che deve essere curata con la psichiatria, non certo con il “cambio di sesso”, che è pura e semplice ideologia: nessuno può cambiare di sesso. Se vogliamo parlare italiano e se vogliamo usare termini che abbiano un significato vero ed attinente alla Realtà, chi si traveste è un travestito, il gender non c’entra niente!. e farebbe meglio a curarsi (da uno bravo) invece che pretendere di “cambiare sesso”.

              Stiamo alla Realtà! Esistono solo maschi e femmine. Alcuni sono un po’ confusi, come Nath. Non lasciamoci confondere anche noi.

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  32. Fracentanni; questo lascialo decidere… agli psichiatri, che di queste cose si occupano; guarda che terapia ormonale e ‘chirurgia correttiva non si autorizzano con l’autocertificazione, non e’ che vai in farmacia a comprare estrogeni come si fa con l’aspirina o ti fanno la terapia di ‘riassegnamento chirurgico ‘ con la stessa facilita’ con cui si va dal barbiere(“mi faccia un taglio e una sfumatura ai lati”).
    Fra, essu’!
    Ovvio che ‘tecnicamente parlando’ per noi uno nato uomo anche se ha una quinta siliconata da capogiro, trasuda estrogeni e si taglia ‘il superfluo’ e’ …un uomo con la quinta che trasuda estrogeni e che si e’ tagliato il superfluo’; ma dietro queste situazioni ci sono storie difficili,io il dolore e il vissuto di un transessuale non lo posso neanche immaginare, tu neanche, li veramente’ chi siamo noi per giudicare’.

    Nathan qui e’ un’altra storia; ha posizioni estreme pure per i LGBTQ ‘classici’, sta al mondo LGBTQ come gli anarchici insurrezionalisti stanno al PD……

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    • Cos’è che dovremmo lasciar decidere agli psichiatri? La disforia di genere, attualmente, è una malattia psichiatrica , questo è incontrovertibile. Se poi, in alcuni casi disperati, dove esiste il concreto rischio di un suicidio, si decide di intervenire con tutti i mezzi a disposizione per cercare di assegnare al paziente un aspetto opposto rispetto al suo sesso, va bene, questo può essere accettabile. Quello che io trovo inaccettabile è l’uso della terminologia e, con questa, il contenuto ideologico che si vuole far passare. Si parla di “cambio di sesso”, come se davvero fosse possibile cambiare sesso. E’ possibile cambiare aspetto (con risultati da vomito), non certo il sesso.

      Dobbiamo vigilare sull’uso delle parole, altrimenti abbiamo già perso.

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      • Guarda Giancarlo, questi http://www.panorama.it/societa/people/shiloh-pitt-chiamatemi-john/ non usano nessuna parola “vietata” da te, proprio come vuoi tu. E fanno scuola.
        La bambina ‘si sente maschio’. Fine. Nessun intervento chirurgico, niente paura. Nessuna disforia di genere. Nulla. Tutto naturale.

        Non so se hai compreso bene il punto: le posizioni estreme (tipo Nathan&co) sostengono, spingono che una persona possa semplicemente autocertificarsi, e – attento Gian – , mantenendo il sesso biologico farsi fare i documenti (carta identità, eccetera) del sesso opposto. L’intervento chirurgico è anche cosa abbastanza superata (per gente antiquata) e comunque si afferma la libera scelta, senza medici di mezzo: intervento o no, puoi essere del genere che preferisci (indipendentemente dal sesso).
        Ti consiglio tantissimo di vedere la conferenza dell’avv. Amato linkata da Minstrel. Così comprendi meglio la Teoria Gender…che è un pò strisciante e facile a fraintendersi.

        E comunque, ti ripeto: guarda bene la “cultura” che stanno proponendo “dall’alto” tramite gente dello spettacolo che fa “tendenza”. Evitano pure tutte le paroline che tu vieti a me. Dicono “si sente maschio? È maschio”.
        Così anche Giancarlo è contento e non viene diffusa nessuna idea strana. Giusto?

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        • Conosco l’avvocato Amato e le sue conferenze, a cui ho partecipato. E conosco la “teoria gender” e la “cultura” mortifera che genera. Questa “cultura”, proposta dall’alto, è fatta anche di parole senza senso, cominciando dalla parola gender (genere) il cui unico significato vero trova impiego nella grammatica, per distinguere i pronomi, nomi e aggettivi maschili da quelli femminili. Fuori dall’ambito della grammatica questa parola è pura e semplice distorsione della realtà, ideologia. Accettare la distinzione ideologica che loro fanno tra sesso biologico e genere è già inginocchiarsi alla loro “cultura”, significa riconoscere e giustificare il loro punto di vista che è semplicemente antiscientifico e contrario alla Realtà.

          Io non vieto nessuna parola, io distinguo le parole che hanno senso da quelle che non lo hanno e mi rifiuto di usare le parole senza senso. Se questo comporta l’impossibilità di avere un “dialogo” con loro, me ne frego! O rimaniamo sul piano della Realtà, oppure abbiamo già perso. L’essere umano è maschio e femmina (li creò), punto e basta. Questo è quello che dice la bibbia, ma questo è anche quello che dice la Realtà e la scienza che studia la Realtà.

          La storia della figlia di Angelina Jolie è una vergogna che mischia il desiderio di rimanere sempre al centro della cronaca con la necessità di rendere omaggio ai nuovi padroni del mondo. Hai ragione, in questo caso non hanno usato parole senza senso, però hanno utilizzato “criteri” senza senso, cioè il “sentire” della figlia (ammesso che non sia stato un sentire indotto dai genitori, cosa della quale non mi meraviglierei affatto) quale “criterio” indiscutibile per falsificare la Realtà e contrabbandare la menzogna. Vorrà dire che in questo caso noi non rifiuteremo una parola senza senso (che non è stata utilizzata), ma un criterio senza senso, il “sentire”. L’importante è non accettare le loro follie, rifiutare in toto la loro impostazione, le parole, i criteri; soprattutto rifiutare di interpretare la Realtà come se fosse un semplice ammasso di materia, cui ognuno può liberamente attribuire il senso che preferisce: non è così! La Realtà si impone per quello che è, e va conosciuta e riconosciuta come un dato non manipolabile, non come un prodotto della nostra fantasia.

          Muro contro muro, non c’è altra strada xxx.

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          • Vedi fra’, il linea teorica ed in parte “pratica”, il filo del tuo discorso filerebbe (su alcuni punti mi soffermerei a fare precisazioni e distinguo ma non ora…)

            Ma sono queste tue belle frasi (spesso finali – vedi ciliegina sula torta) che mandano tutto in vacca! : “… non c’è altra strada xxx”

            Questo è aggettivo squalificante e dispregiativo NON rivolto ad atteggiamento o filosofia o peccato in sé, ma (puoi girarla come ti pare…) rivolto alle persone ed in più, dato che sopra hai citato singole pesone ben identificabili, tale GIUDIZIO a suddette persone si estende secondo logica.

            E siamo a punto daccapo…

            Poi tu puoi chiedere scusa, fare ammenda (o non farlo … poco mi interessa), ma le parole restano! Non c’è neppure il “verbo volant”…

            Vuoi che te la dica sino in fondo? Visto che la bocca parla dalla pienezza del cuore (e che a scrivere si dovrebbe anche avere un maggior filtro) ecco che tutti i tuoi bei ragionamenti (anche quelli plausibili) vengono irrimedibilmente segnati come una farisaica giustificazione logico-morale al tuo disprezzo (di persone, c’è poco da fare…) che tutto squalifica, non potendosi accettare un discorso, per alcuni versi accettabile, come paravento ad un problema che ritengo dovresti risolvere, come uomo ma soprattutto come cristiano (poi dimmi pure che ti faccio la morale…).

            Personalmente se fossi io a gestire questo blog, cancellerei questo tuo ultimo intervento e ti porrei in moderazione fino a data da definirsi, non in nome di una qual si voglia “censura”, ma del male che fanno certi toni che ricadono sul blog che li ospita e sulla considerazione che presto è fatta su come ragionano i Kattolici.

            😦

            P.S. Giancarlo, fai una cosa, NON scrivere di getto… scrivi su qualunque programma, fai la correzione orto-moral-iros-struttural-dottrinal-evangelica, rileggi un paio di volte, poi pensaci tre/quattro volte…poi (eventualmente) pubblica!
            Oppure apriti un tuo blog… è talmente semplice.

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          • Il tuo problema, fra’, secondo me è l’affermare cose in maniera apodittica, senza dare un minimo di argomentazione. Certo, molto di quello che ci dici è giusto, ma perché è giusto?
            Altro punto, sembra quasi che a stare a sentire le altre tesi si rischi di essere traviati, quasi che le cose che affermiamo non abbiano salde radici o non siano sostenibili razionalmente: ma se così non è, che abbiamo da temere? Argomentiamo e smontiamo, invece di cercare epiteti per definire l’altro (cosa che, anche se si dovessero rivelar veri, non è mai molto nobile).
            Inoltre fregarsene del dialogo la vedo come una scusa come un’altra per non impegnarsi a portare Gesù: “io dico, son gli altri che non vogliono saperne.” E lo so bene perché è una cosa che riguarda anche me.
            Infine in mezzo a quella “gentaccia” ci sono anche persone di buona volontà che mancano degli strumenti per non bersi tutto quello che moda e società impongono. Anche con costoro muro contro muro, appena tirano fuori parole che non ci piacciono?

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