Kasper “Razzista” ; Burke “Critico”; Croce-Via: Ubi Petrus Ibi Ecclesia

469584182Queste del primo Sinodo della Famiglia sono oggettive giornate campali che rinforzano il nostro credere la Chiesa: sia lodato Gesù Cristo.

Abbiamo due casi da analizzare oggi, come sintomatici di due atteggiamenti, a nostro umilissimo parere, poco cattolici e quando dico poco cattolici, in quanto non realizzano questo Ubi Petrus Ibi Ecclesia enunciato nell’insegnamento del Cristo stesso.

Tutti ci ricordiamo le teorie fumose del Card. Kasper sulle possibili ragioni di un accesso dei divorziati risposati alla comunione sacramentale e tutti abbiamo potuto leggere nelle comunicazioni pubblicate ieri delle conclusioni dei Circuli Minores come queste teorie vi siano state spazzate via con fermezza. Ed ecco il nostro Cardinale trattare i propri fratelli nell’episcopato come se fossero cattolici di seconda categoria, come leggibile e udibile sul sito del giornalista, Edward Pewin, che ha fatto l’intervista. Kasper non sa dire Ubuntu, non lo pensa neanche, crede sapere meglio della Chiesa Cattolica, dei Vescovi in unione con il Santo Padre, quel che la Chiesa dovrebbe insegnare: 30 anni che ci prova e ogni volta un “niet” alle sue proposte, ci sarebbe di che interrogarsi su stesso….

Il divertente è che è proprio un cardinale dell’ala “progressista”, teoricamente “democratica”, che critica il pensare genuinamente cattolico dei propri fratelli nell’episcopato e proprio perché “africani”: onta e vergogna a questo poco senso ecclesiale.

Personalmente ho sempre avuto moltissima simpatia per il Card. Burke perché sembrava essere un “vero” cattolico, con una dottrina sicura, ma cosa ci fà? Adesso egli accusa in un’intervista a BuzzFeed News il Santo Padre di voler danneggiare la Chiesa! Niente di meno: colui mandato dal Cristo per confermare i propri fratelli ed essere segno di unità sarebbe lo stesso che vuole danneggiare la Chiesa: certo che questo genera una “Breaking News” mondiale! Orbene sì, il Card. Burke, lo si sa non ufficialmente da più di un paio di settimane, è stato “rimosso” e allontanato dalla prestigiosa Segnatura Apostolica: spiace per lui, in quanto, dal punto di vista delle competenze professionali questo era un posto per lui ad hoc. Ma in una struttura gerarchica come un’impresa, un esercito, un’amministrazione non si possono avere “second thoughts” a proposito della visione, della missione e degli ordini del leader in carica: qualunque persona normalmente costituita, se proprio non si sente in sintonia con il proprio capo, ebbene, prende arma e bagagli e va a vedere altrove, cioè dimissiona. Perché il Card. Burke non è partito di propria volontà? Questo ho personalmente difficoltà a capire. Comunque anche qui , come nel caso di Kasper, abbiamo un vescovo che, con quell’intervista, mostra non aver ben capito cosa sia la Chiesa cattolica, cosa significhi essere in unione con i Vescovi in unione con il Papa.

Anti-simmetricamente a Kasper, con Burke abbiamo un cardinale dell’ala “tradizionale”, teoricamente “autocratica”che critica il Vicario di Cristo nella sua propria funzione, proprio colui scelto dallo Spirito Santo.

Interessante vedere come ognuno, a nome dei propri legittimi valori, viene a negare nell’atto pratico proprio questi valori che dice personificare: chi democratico critica chi la pensa differentemente, chi autocratico critica lo stesso autocrate. Questo vuol dire che né l’uno né l’altro, nel loro foro esterno,  ha ancora compiuto quel passo che va dall’idea personale di Chiesa al vivere la Chiesa; né l’uno né l’altro ha ancora incarnato l’ottima novella che Ubi Petrus Ibi Ecclesia; né l’uno né l’altro sa dire come gli africani (eh si , card Kasper) UBUNTU in Cristo!

In Pace

EDIT: Qui il magnifico messaggio finale dei Padri del Sinodali : ecco la Chiesa che si fa.

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

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42 replies

  1. I due “partiti” contrapposti dentro la Chiesa di cui scrivevo tempo fa: questo è quanto vedo nei due cardinali e in quelli che parlano e agiscono come loro. Due contrapposte dottrine venerate come un idolo, valori astratti contro conformarsi al mondo. Ma il Cristianesimo è l’annuncio che una persona, Gesù Cristo, ci salva. Seguire Cristo.

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  2. Mica vorrai mettere sullo stesso piano i due cardinali?

    Il cardinale Kasper è stato coccolato e vezzeggiato in ogni modo da papa Francesco. A lui è stato chiesto di preparare la relazione introduttiva al concistoro. A lui vanno gli elogi sperticati del papa quando alcuni cardinali provano a ribattere alle tesi di Kasper, il quale non ha il minimo scrupolo a dire di aver concordato le sue tesi con il papa. Ed il papa non smentisce. A Kasper è permesso di svelare le cose da lui dette al concistoro, rilascia interviste come una mitragliatrice, pubblica il contenuto della sua relazione introduttiva. Quando, alla vigilia del sinodo, cinque cardinali, tra cui proprio Raymond Leo Burke, pubblicano un libro in cui confutano in modo argomentato le tesi di Kasper, costui, con tutta la fanfara dei media che lo sostengono, accusa i cinque cardinali di aver voluto colpire il papa.

    Il cardinale Raymond Leo Burke è un uomo di salda e sicura dottrina (altro che Kasper!) che ha l’unica colpa di essere un amante della messa tridentina e, colpa anche peggiore, di aver accolto, in qualità di prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, un ricorso delle suore francescane dell’immacolata contro il commissariamento. Insomma… sta un po’ sulle palle. E infatti è stato azzerato, si dice.

    Il cardinale Kasper gratificato dagli elogi di papa Francesco. Il cardinale Raymond Leo Burke cornuto e mazziato.

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  3. Ma caro Giancarlo Simone vuole come al solito dare un colpo al cerchio e uno alla botte, essere equidistante, non sbilanciarsi , insomma come quelli che dicevano ne’ con lo Stato ne’ con le BR, Simone dice ne’ con Kasper ne’ con Burke, dimenticando come dici tu che frai due c’è una bella differenza!.
    Ma non siamo ingenui per favore!
    BUrke rappresenta se’ stesso e una parte del mondo tradizionalista.
    Ma chi c’e’ dietro Kasper e Forte? Ma davvero voi credete che Bruno Forte si sarebbe permesso di scrivere la Relatio intermedia senza il parere favorevole del papa anzi senza averne avuto specifico mandato dal Papa?
    E lo stesso Kasper non ha detto chiaramente che aveva “concordato tutto col Papa”?

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    • Non do nessun colpo al cerchio eppoi alla botte: onestamente, non sono di Apollo, non sono di Paolo, non sono di Cefa, non sono di Kasper, non sono di Burke.

      Forse questo testo spiega meglio come la penso:
      «E’ forse diviso il Cristo?» (1 Cor 1,13). Il forte richiamo che san Paolo pone all’inizio della sua Prima Lettera ai Corinzi, e che è risuonato nella liturgia di questa sera, è stato scelto da un gruppo di fratelli cristiani del Canada come traccia per la nostra meditazione durante la Settimana di Preghiera di quest’anno.

      L’Apostolo ha appreso con grande tristezza che i cristiani di Corinto sono divisi in diverse fazioni. C’è chi afferma: “Io sono di Paolo”; un altro dice: “Io invece sono di Apollo”; un altro: “Io invece di Cefa”; e infine c’è anche chi sostiene: “E io di Cristo” (cfr v. 12). Neppure coloro che intendono rifarsi a Cristo possono essere elogiati da Paolo, perché usano il nome dell’unico Salvatore per prendere le distanze da altri fratelli all’interno della comunità. In altre parole, l’esperienza particolare di ciascuno, il riferimento ad alcune persone significative della comunità, diventano il metro di giudizio della fede degli altri.

      In questa situazione di divisione, Paolo esorta i cristiani di Corinto, «per il nome del Signore Nostro Gesù Cristo», ad essere tutti unanimi nel parlare, perché tra di loro non vi siano divisioni, bensì perfetta unione di pensiero e di sentire (cfr v. 10). La comunione che l’Apostolo invoca, però, non potrà essere frutto di strategie umane. La perfetta unione tra i fratelli, infatti, è possibile solo in riferimento al pensiero e ai sentimenti di Cristo (cfr Fil 2,5). ”

      In Pace

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  4. Simone dice che i due casi (di Kasper e di Burke) sono sintomatici di due atteggiamenti.
    Io direi invece come spiega benissimo Stefano Fontana che sono sintomatici di due FILOSOFIE:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-vescovi-divisi-colpa-della-cattiva-filosofia-10651.htm

    I progressisti alla Kasper sono figli della filosofia esistenzialisat mutuata da Heidegger che fu il maestri di Karl Rahner. I tradizionalisti restano fedeli alla filosofia di San Tommaso D’Aquino.

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    • mmmm… non mi ricordo di aver mai letto una tesi tomista vicina, anche da lontano, al contenuto dell’ultima intervista di Burke… ma la mia memoria non è sempre perfetta.

      Sono due filosofie differenti? Forse. Io vedo due “ego” giganteschi.
      E tutti e due non sono in unione con il Papa ed i Vescovi in unione con lui: Kasper perché non è con i Vescovi e Burke perché non è con il Papa.
      In Pace

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      • Caro Simone quello che non vuoi capire è che se è vero che Kasper non è coi Vescovi e Burke non è col papa, è sicuro che il PAPA E’ CON KASPER! Quindi dovresti parlare non di due ego smisurati ma di tre EGO smisurati il più smisurato dei quali è proprio l’ego del papa!
        Bergoglio ha elogiato pubblicamente il teologo Kasper al suo primo ANGELUS! (cosa inaudita e mai fatta da un papa precedente). Ha continuato per MESI ad elogiare e sponsorizzare la sua teologia “in ginocchio”
        Bergoglio ha scelto accuratamente un suo uomo di fiducia Baldisseri, l’uomo a cui doveva la riuscita del >Conclave e già premiato col cardinalato, come organizzatore del Sinodo.
        Per essere ancora più sicuro ha piazzato a metà Sinodo sei progressisti per scrivere la Relatio intermedia, fra cui il teologo gay-friendly Bruno Forte.
        Che fetenzìa sia poi risultata tale Relatio e quale sollevazione abbia provocato ,( badate bene non solo nei tradizionali alla Burke! ma anche in miti e pacifici moderati) è stato sotto gli occhi di tutti..
        e con tutto questo si vuole dimostrare che Petrus ha mantenuto un ruolo “super partes”?
        Contro i fatti non valgono gli argomenti!
        Diciamolo a chiare note come hanno detto tutti quelli che non sono ipocriti: questo Sinodo è stato manipolato e pilotato da Bergoglio perchè andasse in un certo modo ( come voleva lui)
        ma ha fatto i conti senza l’Oste.. che poi è Dio.

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        • Per ora il Santo Padre non si è sbilanciato ufficialmente.

          Utilizza le pedine che ha a disposizione, certo ed è normale: se è vero che ha da essere super partes nelle discussioni, si spera lo stesso che abbia una visione e che questa visione abbia da essere implementata nel reale.

          Qual’è la sua visione? È scritta nero su bianco nella Evangelii Gaudium: nella quale non c’è niente da ridire da un punto di vista dottrinale nelle materie in relazione alla fede ed ai costumi.

          È vero che si è sbilanciato a favore del Kasper: ricordiamoci dell’allora Papa Benedetto XVI che si sbilanciava per… Bertone. Embé? Mica è infallibile.

          Obbedire a chi ci piace anche i cattivi lo sanno fare: obbedire a chi non ci piace lì si fa il cristiano.

          Intanto goditi il link al Messaggio dei Padri Sinodali che ho messo su nel post: semplicemente magnifico, profondo, altissima riflessione sul matrimonio. Adottato dai vescovi del mondo intero in unione con il Papa con 158 voti a favore su 174: consenso.
          In Pace

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  5. “Scelto dallo Spirito Santo”? Ma chi ti ha detto che il papa è scelto dallo Spirito Santo? La Chiesa ti ha insegnato questo? Dove? Ovviamento solo un papa è stato scelto da Dio: Pietro. Gli altri sono stati scelti tutti da uomini.

    Il papa naturalmente può dannegiare la Chiesa, lui non è un robot controllato dallo Spirito Santo. È un uomo libero che ha anche il suo buon combattimento da combattere e che può fallire, perchè no?

    Burke va bene! Sta difendendo la vera fede come pochi.

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    • Grande!
      Tenendo presente che ad essere precisi San Pietro l’ha scelto Gesù Cristo, lo Spirito santo non ha proprio nulla da fare. Se penso ai danni che sta combinando chi pensa di difendere la “vera fede” e tenta di distruggere, col suo comportamento, quello che il Signore compie, innalzo le mie preghiere per lui affinché lo Spirito santo gli conceda un meritato riposo non eterno ma al sole, al mare, attorniato da dame e cavalieri che lo aiutino a camminare sostenendo il sontuoso strascico della sua cappamagna

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      • ahahahahahahaah senza cappamagna al sole al mare ke caldo altrimenti………………..

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      • Con tutto il rispetto, rev. Don Manuel, delle considerazioni cosi banali non me le aspettavo da lei. Se ci mettiamo su questo livello, bisognerebbe misurare con lo stesso metro i ben più numerosi preti che fanno strame della liturgia. Ma forse a Lei questi non danno fastidio perchè chiama gli abusi creatività e semplicità lo squallore.

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        • Ti ringrazio veramente per il rispetto che dici di dimostrarmi, anche se avrei gradito un maggior rispetto nei confronti del Papa e della Chiesa che nonostante le tempeste cercano di rinnovare l’annuncio del vangelo nel mondo di oggi.Sulla banalità delle mie affermazioni non ho dubbi: erano il modo per rispondere in modo un po’ più preciso e rispettoso nei confronti dello Spirito santo ad asserzioni precedenti che, ovviamente, non erano opera tua.
          Ho bisogno di un po’ più di tempo per esprimere un giudizio sul Sinodo anche se ho già detto da che parte sto: sono convinto che tra le righe ci siano scritte cose che riserveranno molte sorprese nei prossimi mesi.
          I “conservatori” o supertradizionalisti di questi tempi non hanno fatto una bella figura. Aver coperto di insulti Kasper oppure il Papa, infatti, ha mostrato la scarsa qualità teologica delle loro argomentazioni ed un linguaggio farcito non solo di salamelecchi curiali ma da espressioni che potevano essere tranquillamente proferite da scaricatori di porto. Se poi teniamo presente che nei blogs interessati tali affermazioni sono state anche filtrate e “pilotate” dagli pseudo moderatori di turno ci rendiamo conto del fatto che non sono riusciti a dare un contributo positivo alla loro causa.
          A mio avviso l’errore più grande è stato quello di pensare che l’unico problema su cui combattere fosse quello della comunione ai divorziati risposati: Burke è riuscito nel suo circolo a relazionare sul mantenere la situazione attuale, ma poi si è fermato lì. Qualcuno si è lamentato sulle uscite di Mons. Forte. Ma tutte le novità incredibili che ci sono nel documento finale a riguardo della prassi sono passate nel dimenticatoio. Naturalmente io mi auguro che queste novità senza fare molto rumore vengano approvate in seguito 😉
          PS Sarebbe bello qualche volta discutere sulle differenze tra la Messa VO e NO. Quando ero pic colo vi ho partecipato e le prove per diventare chierichetto le ho fatte con la Messa VO per poi servire quella in italiano. Proprio oggi con qualche anziano ci siamo divertiti ricordando le differenze concrete. Tra le tante… Iniziava la Messa con gli uomini in piazza e si procedeva con la Parola di Dio. Un momento prima dell’offertorio usciva il sacrestano a chiamare gli uomini che correvano in Chiesa un momento prima della “scopertura” del calice (ti risparmio i divertenti termini dialettali): in questo modo avevano soddisfatto il precetto e non avevano “perso Messa” perchè era valida. Poi alla fine se non dovevano fare la Comunione uscivano prima…

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          • Caro don Manuel, spero proprio che possiamo fare questo confronto. Intanto le offro un primo spunto. Lei incomincia questo paragone facendo un riferimento non all’ordo ma alla prassi dell’ordo. Qualcosa da correggere, certo, ma che non riguarda affatto l’ordo in se stesso. Se mettessimo il discorso su questo piano, allora il NO sarebbe da buttare nel cestino domani stesso, dato gli orrori che quotidianamente si registrano nella sua prassi; un esempio a caso l’ho postato qualche giorno fa. Anzi potrei infierire dicendo che se questi sono i frutti del NO, era molto meglio e anche più pertinente quando si diceva il Rosario, che quantomeno è una stupenda preghiera cristologica. Pertanto se vogliamo parlare seriamente converrà metterla su un altro piano, e cioè sul confronto fra i due Messali (e senza limitarsi all’ordo missae). Sarebbe anche opportuno parlare del Breviario. Grazie. Speriamo che gli autori del blog raccolgano la Sua proposta.

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            • Su Croce-Via abbiamo spesso espresso il nostro punto di vista al soggetto e puoi dare ad una lista dei nostro interventi qui: https://pellegrininellaverita.com/category/liturgia-e-sacra-scrittura/

              Per riassumere molto sinteticamente il nostro punto di vista la forma ordinaria è una generalizzazione di quella straordinaria, nel senso analogo a quello di un triangolo scaleno che è generalizzazione di un triangolo isoscele: in questo senso non li possiamo paragonare se non che compartiscono la stessa natura di essere il Sacrificio della Messa nell’unico rito romano della Chiesa latina, alla stessa stregua che sia i triangoli isosceli e quelli scaleni sono delimitati in generale da tre segmenti i cui orli si toccano due per due.

              Quindi credo non si possa e non si debbano paragonare i due messali trovandone uno intrinsecamente migliore all’altro: ci sono contesti storici, culturali e spirituali dove il triangolo isoscele e più adatto che quello scaleno e viceversa.

              Si può però discutere di quanto un triangolo sia eccellente secondo la propria natura: un triangolo supposto equilaterale ma che non lo è perfettamente ha un problema, ma non il fatto che non sia scaleno….
              In Pace

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          • Ritengo tuttavia che la proposta di don Manuel sia utile per esaminare singoli punti e questioni, soprattutto per spazzare via i consueti luoghi comuni che ritornano regolarmente quando si discute di questi temi.
            In aggiunta, mi permetto di dire che, fatta salva la legittimità d’entrambi i Messali, è notare come molti aspetti censurabili della prassi odierna non siano derubricabili semplicemente a cattivi usi, ma discendano in linea retta da caratteristiche e norme insite nel nuovo Messale. Anche chiarire e discutere di questo non sarebbe inutile.
            Inoltre ci sarebbe il tema del Breviario. Il Concilio Vaticano II ha tanto insistito sulla liturgia delle Ore, ma anche qui i risultati hanno lasciato alquanto a desiderare… L’ufficio divino è così importante, ma non ne parliamo mai! Forse anche perchè oggi molta gente gente ne conosce a stento l’esistenza?

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            • In questo caso, perché non proponi un post in modo intelligente, tenendo conto delle osservazioni già fatte sul blog al soggetto ( il che non vuol dire tu debba per forza essere d’accordo con, però) così te lo pubblichiamo e avviamo una discussione che si spinga più in là con manuel2014 e gli altri utenti che potrebbero essere interessati?
              In Pace

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            • Il tempo per me è in questo periodo tragicamente tiranno ma cercherò di buttar giù qualcosa, che eventualemnte valuterete, senza alcun impegno da parte voistra s’intende. Magari anche don Manuel avrà modo e voglia di preparare qualcosa. Grazie!

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        • @Simon
          Mi sono sempre arrangiato in matematica e geometria (questo realmente, non come su altre cose che in questo blog mi servivano per “tirarmela” un po’ ed erano un espediente dialettico per rispondere a determinate provocazioni) ma questa storia dei triangoli scaleni o isosceli mi risulta un po’ ostica per dirimere la questione
          @Gregorius
          Ovviamente non ho problemi a riguardo della tua proposta. Tuttavia ci sono alcune condizioni irrinunciabili.
          La prima consiste nel non avere precomprensioni nei confronti della Messa NO; se si parte con l’idea che questa Messa sia blasfema, oppure invalida e sacrilega, oppure se si pensa che sia alla base di tutti i conflitti mondiali e dei terremoti e delle pestilenze che affliggono l’umanità, io rinuncio ad ogni confronto. Quanto da me affermato non è frutto di esagerazione perché è quanto emerge giornalmente dalla lettura delle considerazioni di quelli che posso chiamare “ultratradizionalisti” che non fanno altro che insultare il Papa e infangare e accusare quelli che partecipano ad una Messa NO di essere la causa di tutti i mali del mondo oltre che dire che io e gli altri sacerdoti (validamente consacrati ed al di sopra di ogni sospetto moralmente parlando) siamo sacrileghi. Non ci vuole una grande mente per rendersi conto che anche con la Messa VO c’erano le catastrofi, le stragi, le guerre, le pestilenze: anzi, adesso ce ne sono di meno anche se non sono scomparse, purtroppo.
          Inoltre da un punto di vista liturgico, tra rito romano e rito ambrosiano ci sono diversità grandissime non solo formali e pertanto non posso mettermi a discutere se è meglio l’uno o l’altro in confronto al VO. Da parte mia mi impegno a dire che la Messa VO è pienamente valida. Non posso andare a confrontarmi con la Messa VO di Monza perché è nello stesso orario della mia, anche se in estate qualche volta ci sono andato. Pertanto le mie osservazioni sono legate all’esperienza personale nei ricordi e nella “attualizazione” di Monza…

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          • Rev. don Manuel,
            non mi sono mai sognato di mettere in dubbio (né mai mi permetterei) la validità della Messa NO, alla quale partecipo praticamente ogni domenica nella mia parrocchia.
            Per le ragioni che andremo a discutere, penso che alcuni suoi tratti abbiano per varie ragioni contribuito a creare alcuni problemi, così come credo che nella Messa tradizionale ci fossero punti passibili di riforma: né l’una né l’altra affermazione dovrebbero destare scandalo, credo.
            Non ho capito il paragone romano/ambrosiano, acui accenna. Per inciso, anche a Milano non tutto è andato bene; del resto, all’epoca già Paolo VI in persona (che grazie al Cielo era stato arcivescovo di Milano) dovette intervenire per bloccare la stampa del nuovo Messale quando si rese conto che l’ansia riformatrice aveva cassato anche una delle più venerabili e preziose peculiarità del rito, l’Avvento di sei settimane. Avendo realizzato il nuovo Lezionario (dopo aver aspettato solo 40 anni, durante i quali i milanesi hanno usato “ad interim” – alla faccia! – il Lezionario romano mischiato di ambrosiano), dovrebbero sistemare anche il Messale e speriamo che mettano a posto un po’ di cose (a proposito, notizie fresche?).
            Mi fa sorridere che Lei ammetta la validità della Messa VO! Lo darei per scontato, no?
            Peraltro non la chiamerei Vetus Ordo o Messa antica, ma Messa tradizionale, essendo quella che si è sviluppata organicamente nel corso di oltre 1500 anni, fino alla creazione della nuova liturgia.
            Infine, mi sembra che Lei si soffermi soprattutto sulla prassi; ma dovremmo ricordare che la realtà odierna e quella della sua infanzia sono molto cambiate e non si può asserire che quel che accadeva allora sarebbe lo stesso oggi. Così come non può essere assurto a paradigma quel che si vede nei ‘ghetti liturgici’ in cui sono confinati i ‘tradizionalisti’ (in contraddizione con la lettera e lo spirito del MP Summorum Pontificum e relativa istruzione applicativa)
            Poveri noi, quanta carne arrosto già negli ‘accordi preliminari’!

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          • @manuel2014
            scaleno o non scaleno vuol semplicemente dire che ognuno si faccia i propri triangoli del meglio che può, cercando la specifica eccellenza e senza stare a paragonare qual’è il “più” migliore.
            Una discussione interessante, ad esempio, è dire cosa ognuno ci trova di bello e giusto nella forma ordinaria o in quella straordinaria, ma senza stare a dire che l’altra non ce l’ha: insomma un triangolo equilaterale ha tutti gli angoli a 60° quello scaleno no, evabbé, tutti e due sono sempre triangoli come Chiesa comanda…
            In Pace

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            • caro don Manuel glielo dico mio nipotino fresco battezzato, quando devo calmarlo indigesto, ucci ucci sento odor di cristianuccio, oltre tutto resto ke mi passa per testa, gli parlo di tutto e di +, gliele canto spesso, bellissima la nonnità e lui spesso si tranquillizza, rasserena, curioso dei suoni, i neonati comprendono moltissimo, ciao tutti, scusate po’ la mia enfasi

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  6. http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/18/0770/03044.html
    pubblicata la relatio conil risultati delle votazioni paragrafo per paragrafo. Solo i due paragrafi sulle questioni divorziati e omosessuali non hanno raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi ma solo la maggioranza assoluta. Omosessuali: massima accoglienza ma niente neanche lontanamente assimilabile almatrimonio per le coppie omosessuali. Risposati: dice che alcunimdicono no e ddà le motivazioni ed altri vorrebbero concedere solo per alcuni ma la questione è da approfondire. Insomma sono daccordo sul fatto che non sono d’accordo.
    Riassunto scritto molto in fretta, per cui non credetemi sulla parola e cliccate il link all’originale.

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  7.  L’intervista del card. Burke può avere un aspetto criticabile, e va bene. Ma tutta l’operazione Kasper è concordata e gestita dall’alto, come ha compreso qualsiasi persona dotata di ben dell’intelletto al minimo sindacale.. E davanti a circostanze eccezionali, ho seri dubbi che il dovere principale di un cattolico  sia di stare zitto. Se penso a quante grandi figure cattoliche, santi inclusi, nella storia hanno difeso la Chiesa alzando critiche ben più forti a questo o quel papa, non vedo tutto lo scandalo. Detto fuori dai denti, trovo più scandaloso il comportamento del potere nei  giorni scorsi
     Al di là delle persone che come noi leggono,approfondiscono ecc., vi rendete conto di quale incalcolabile danno hanno avuto la Chiesa e la dottrina da un anno di kasperate proclamate urbi et orbi? Cosa credete che sia passato ai media? Due cose: una che il papa vuole dare la comunione ai divorziati, aprire alle seconde nozze, benedire le unioni omosessuale; due che i cattivi conservatori cercano di frenarlo. Basta leggere cosa scrive Grillo in questi giorni, e cosa dirà dalla sua cattedra. Pontificia. Dalla quale nessuno lo manderà in esilio a Malta.

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  8. L’unico errore di Kasper, che non e’ certo un grande progressista, e’ quello di non avere una teologia sistematica per cui le sue proposte non sono sufficientemente motivate. Dall’altra parte, molti vescovi che gli si oppongono hanno solo il sistema del catechismo di Pio X, che rispecchia teologie che non integravano la verita’ della Tradizione e del Nuovo Testamento, non certo per cattiva volonta’ ma perche’ gli studi su quei riferimenti della fede erano ancora agli inizi e pertanto incompleti e sospettati.

    Il ritardo di due secoli di cui parlava il cardinale Martini penso che riguardasse proprio la necessita’ di conciliare la teologia con il Vangelo e la Tradizione ed e’ un ritardo che non puo’ essere superato ne’ da un concilio, ne’ da un sinodo, ma richiede un lungo periodo nel quale diventa particolarmante importante il “sensus ecclesiae” e la guida di persone di fede come il presente papa.

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  9. Ubi trascrive il discorso di Papa Francesco ai Padri Sinodali.

    http://vivificat.wordpress.com/2014/10/18/francesco-il-discorso-da-papa-ai-padri-sinodali/

    edit: dall‘irrigidimento ostile al trascurare il “depositum fidei”?! Direi che anche questa volta Simon l’ha azzeccata!

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  10. Per essere piu’ concreto sui due argomenti delle seconde nozze e della comunione.

    Si continua a dire che le seconde nozze sarebbero nulle in conseguenza del principio dell’indissolubilta’ proclamato dal Vangelo, ma e’ una semplificazione eccessiva, come ho gia’ accennato altre volte. Infatti, il Vangelo richiede di non sciogliere il matrimonio, e si contrappone ad una prassi in vigore, ma non sembra che richieda di considerare nulli i matrimoni contratti in base a quella prassi.

    Inoltre contro l’ammissione dei divorziati alla comunione ci si rifa’ all’esigenza di essere in grazia di Dio, secondo l’attuale dottrina della Chiesa, che pero’ difficilmente e’ rintracciabile nelle origini e non era intesa in questo senso da s.Paolo, che viene sempre richiamato. Infatti il richiamo alla coscienza di cio’ che si sta facendo quando si partecipa all’Eucaristia in senso stretto non coincide con la richiesta di essere in grazia di Dio. Ci sono ragioni teologiche per l’attuale dottrina, ma sono appunto “teologiche”, non rivelate, come spesso si crede.

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    • A parte che alla santa messa ci si deve andare comunque, il primo punto merita di essere approfondito, punto che sinceramente non riesco a cogliere.

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  11. ki interessa seconde nozze, ki ha fallito prime e non ne sa prendere giusto carico dell’errore delle prime, poi il meno colpevole creda ke portare croce è già comunione con Cristo…………………….

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  12. novus ordo, certo ke essendo lingua indigena si capisce tutto volendo, poi ki ama il mistero di lingua ke non è corrente, altra storia, mistero esiste già nell’animo anke se espresso in lingua indigena

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