Se Ratzinger scrive a Renzi sul ddl Cirinnà…

Fra il sorriso e il dibattito, il dilemma.

Fra il sorriso e il dibattito, il dilemma.

Si avvicina a grandi passi la data del 28 gennaio 2016, giorno in cui il ddl Cirinnà sulle Unioni Civili in Italia approderà in aula al Senato. Contemporaneamente rimbalzano sulle diverse testate giornalistiche altre due date: il 23 gennaio, giorno nel quale in diverse piazze d’Italia e al Pantheon di Roma i Pro Unioni manifesteranno per l’approvazione di tale legge, e il 30 gennaio, giorno nel quale a Piazza San Giovanni, la stessa nel quale si tenne la grande manifestazione spontanea dove anche Croce-via c’era nella persona di Bariom, si terrà di nuovo il cosiddetto “Family Day”.

Visti i nostri precedenti, inutile ribattere il risaputo per chiarire da che parte stiamo. In questo breve articolo si vuole andare oltre le argomentazioni laiche e filosofiche a cui spesso abbiamo fatto riferimento (ad esempio qui e qui), e analizzare con voi un atto di magistero ordinario autentico, atto che non ho mai visto richiamare dai molti commentatori che si dedicano al tema.

Sto parlando delle “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni fra persone omosessuali”, redatte dal Papa Emerito, approvate da San Giovanni Paolo II Magno il 28 marzo 2003 e pubblicate il 3 giugno 2003. Entriamo subito in medias res.

ANALISI DELL’ATTO MAGISTERIALE

Le poche righe di introduzione già ci fanno percepire il tono del documento: si parla infatti senza mezzi termini, con la classica chiarezza cristallina di Ratzinger che fa comprendere i motivi dell’astio che muoveva nei suoi confronti la cosidetta opinione pubblica, di “fenomeno morale e sociale inquietante”.
Prosegue quindi chiarendo l’intento di questo scritto: nessuna novità dottrinale, ma richiamo dei “punti essenziali circa il suddetto problema” per  “fornire alcune argomentazioni di carattere razionale, utili per la redazione di interventi più specifici da parte dei Vescovi secondo le situazioni particolari nelle diverse regioni del mondo: interventi destinati a proteggere ed a promuovere la dignità del matrimonio, fondamento della famiglia, e la solidità della società, della quale questa istituzione è parte costitutiva.”

L’emerito comincia quindi la disamina della nozione di “Matrimonio”, cercando di delinearne la natura propria, da un punto di vista puramente teologico. I punti 2, 3 e 4 sono quindi complementari ai punti circa la natura antropologico-filosofica del matrimonio che vennero in questa sede trattati in vecchi articoli a cui rimandiamo. La faccenda è subito chiarita: “Dio ha voluto donare all’unione dell’uomo e della donna una partecipazione speciale alla sua opera creatrice” (3). Essendo gli atti omosessuali per propria natura preclusivi “[al] dono della vita” non essendo “il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale”, allora “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia.” (4)
E non c’è spazio per esegesi fantasiose o storicistiche per Ratzinger: “Lo stesso giudizio morale si ritrova in molti scrittori ecclesiastici dei primi secoli (6) ed è stato unanimemente accettato dalla Tradizione cattolica“.

Il capoverso II indugia sugli atteggiamenti da seguire nei confronti del problema. Nelle poche righe emerge questa frase tombale: “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva”. L’atteggiamento da tenere, in teoria, dunque è chiaro. Ma come razionalizza una tale conclusione Ratzinger? Attraverso il capoverso che segue nel quale compie l’analisi degli argomenti razionali “contro il riconoscimento legale delle unioni omosessuali”. Vediamole.

Ratzinger, da ottimo apologeta, mette in campo subito il primo grande “argomento” dei pro:  “come può essere contraria al bene comune una legge che non impone alcun comportamento particolare, ma si limita a rendere legale una realtà di fatto che apparentemente non sembra comportare ingiustizia verso nessuno”?
Interessante i punti che propone come risposta suddivisi in vari “ordini”: morale, antropologico-biologico, sociale, giuridico. Eccoli:

  1. istituzionalizzare il comportamento omosessuale “finirebbe per comportare modificazioni dell’intera organizzazione sociale che risulterebbero contrarie al bene comune”. Inoltre “La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l’oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell’istituzione matrimoniale”.
  2. Tali unioni non posseggono gli elementi biologici e antropologici assimilabili a quelli della coppia coniugale. “Esse non sono in condizione di assicurare adeguatamente la procreazione e la sopravvivenza della specie umana. L’eventuale ricorso ai mezzi messi a loro disposizione dalle recenti scoperte nel campo della fecondazione artificiale, oltre ad implicare gravi mancanze di rispetto alla dignità umana,(15) non muterebbe affatto questa loro inadeguatezza.
    Inutile ripetere che molti degli sforzi dei pro-unioni sono rivolti a demolire questa banale costatazione di fatto. Ritengo anzi interessante far notare la schizofrenia cui spesso si assiste leggendo vari commentatori italiani. Da una parte abbiamo persone che si richiamano a studi scientifici che cercano di smentire che “l’assenza della bipolarità sessuale crea ostacoli allo sviluppo normale dei bambini eventualmente inseriti all’interno di queste unioni” (07), cercando di demolire al contempo studi come quelli di Regnerus o Collins, dall’altra abbiamo personaggi televisivi che – messi alle strette sull’utero in affitto e sull’assenza di complementarietà sessuale nella coppia– arrivano a dire ad uno psicologo “avrai anche tutta la scienza che vuoi, a me non interessa”. Ascoltare per credere.
  3. Socialmente la “ridefinizione del matrimonio, che diventa un’istituzione la quale, nella sua essenza legalmente riconosciuta, perde l’essenziale riferimento ai fattori collegati alla eterosessualità come ad esempio il compito procreativo ed educativo.” e pertanto “il concetto di matrimonio subirebbe un cambiamento radicale”. Arriva dunque in questo punto quel che già parlò il filosofo Hsiao in un post tradotto  per noi da via Negativa: è opposto alla giustizia “attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali”
  4. Infine giuridicamente, Ratzinger spazza via l’argomento della necessità di tale riconoscimento “che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini.” L’Emerito infatti ci ricorda che essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – “al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse. Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale”. (9)

Ci avviamo alla conclusione del documento. Ma prima Ratzinger fa in tempo, mi pare, a chiamare in causa lo stesso Premier Renzi che, oltre ad essere un ex capo scout, da sempre sostiene di essere un cattolico, ovviamente se la mia poca conoscenza di biografie di politici non mi inganna. Ecco le indicazioni magisteriali per Renzi & Co. per trattare il ddl in questione: “Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale.”

Firma Ratzinger, il Magno avalla, Angelo Amato controfirma.
Più chiaro di così.

CONCLUSIONI

E’ vero: correva l’anno 2003. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta in questi tredici anni. Eppure, anche se credessi al mantra tutto contemporaneo che il Magistero ordinario non conta nulla e che comunque può sempre sbagliare a causa della contingenza dalla quale pesca (richiamando ad esempio le tirate di Pio XII contro il comunismo o robe simili), non ho comunque mai letto nuove formulazioni magisteriali su questo tema (al di là del fatto se possano o meno esistere “novità” future al riguardo). Ho letto tante interviste, prese di posizione, opinion leader sfruttati ad hoc, segretari forse troppo eloquenti e frasi strappate dal loro contesto. Ma nuovi atti di magistero con bollo controbollo e apostilla a me pare non ci siano.
E’ vero: abbiamo assistito anche a dei tentativi (falliti) nei Sinodi della famiglia di questi ultimi anni di andare contro la visione stessa di famiglia. Ora si attende il documento del Papa, che alcuni annunciano prossimo, ma non credo possa contenere indicazioni su questo argomento tangenziale, per altro bocciato nei Sinodi dai Vescovi stessi; figurarsi indicazioni tanto precise come quelle che oggi abbiamo presentato.
E’ vero: gli uomini e le donne con tendenze omosessuali « devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione » Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358. Ma questo non può farci dimenticare il giudizio sul Reale.

Su questo ultimo punto voglio essere chiaro: desidererei che gli eventuali commenti a questo articolo facessero proprio questo assoluto: un giudizio non è mai da compiersi sulla persona in sé e, se non si è chiamati a esprimere opinioni di valore morale, nemmeno si possono dare giudizi sulle azioni (spessissimo presunte) di una persona; al massimo si possono valutare criticamente gli enunciati emessi da una persona. Stop. Il vaglio critico non è il giudizio morale. Un conto è sottoporre l’enunciato alla verifica fattuale, altro conto è esprimere un giudizio sulla moralità della condotta dell’altro. Son due cose diverse. Una prima forma di rispetto dunque sarà leggere le argomentazioni, se ci sono, e risponderne, senza becere generalizzazioni da ambo le parti. In questo caso l’articolo parla anche dell’ordine morale e pertanto è necessaria ancora più attenzione da parte dei commentatori per non scadere in luoghi comuni o giudizi temerari, mantenendo se è possibile uno sguardo di amore interessato.

“Noi non abbiamo la vocazione al rispetto degli altri, siamo chiamati ad amare gli altri. Se tu ti limiti a rispettare la persona dell’altro, presto o tardi l’altro ti sarà indifferente. Che l’altro pensi quello che vuole, che l’altro faccia quello che vuole, io lo rispetto standomene a casa mia e siamo due estranei, due stranieri. Noi siamo chiamati ad una attività più alta: l’amore. E se siamo credenti […] Nostro Signore ci invita a dare al nostro simile lo stesso amore che riceviamo da lui cioè l’amore di carità. Quindi il rispetto non dovremmo nemmeno considerarlo: il rispetto presto o tardi conduce ad essere stranieri in casa”
Padre Giorgio Maria Carbone. Educare è salvaguardare. Conferenza del 10/11/2015, Macerata

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Categorie:Magistero

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81 replies

  1. Il 28 gennaio la Chiesa ricorda San Tommaso d’Aquino. Bizzarra coincidenza. 🙂

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  2. Non ho capito come mai non si potrebbe giudicare e, se del caso, condannare il comportamento delle persone. E’ il comportamento, più che gli enunciati, ad incidere sulla carne viva degli innocenti.

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    • Perché non è il caso in questo articolo fracentanni. Se tu sei chiamato in un certo momento della tua vita a giudicare il comportamento personale CERTO di una precisa persona che ti chiede personalmente un consiglio, certo che sei libero di approvare o condannare tale comportamento. Ma in questo caso non c’è nessuno che si mette in campo e chiede una cosa simile. Qui c’è un articolo nel quale si raccolgono considerazioni magisteriali sull’opportunità o meno di sostenere una legge con precise caratteristiche. Si può discutere sulle caratteristiche, sulla legge, sull’opportunità o sulle stesse considerazioni magisteriali riportate, ma altro non mi pare il caso, ben sapendo che Ratzinger fa già il lavoro del teologo morale in questo scritto e lo fa gran bene.
      Tutto qui.

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  3. Aggiungo, all’ottimo articolo, che sappiamo tutti che tale riconoscimento sarebbe un trampolino di lancio per un’approvazione futura delle adozioni gay.
    Un motivo in più per opporsi, quindi.

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  4. Opporsi è anche un atto di Carità cristiana nei confronti degli ipotetici “beneficiari” nell’eventualità venisse approvata tale legge. Basta guardarsi intorno nei paesi dove simili leggi sono già acquisite. Nel mio paese d’origine mi è capitato di osservare in queste persone la delusione di scoprire che avere ciò che si desidera non porta alla sperata felicità. Questa delusione ha come conseguenza una tristezza palpabile e una rincorsa a realizzare desideri sempre più estremi. A Natale ero dalla mia famiglia. Attualmente l’ultimo traguardo è la approvazione di leggi che consentano il cambio di sesso anche ai minorenni. Martellamento mediatico continuo, non si potevano ascoltare i telegiornali. E tutti intorno a me erano come in “trance” e ripetevano consegne e frasi fatte al riguardo. Non si riusciva a stabilire un contatto, figuriamoci un dialogo.

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    • Lidiab ha scritto

      “Opporsi è anche un atto di Carità cristiana nei confronti degli ipotetici “beneficiari” nell’eventualità venisse approvata tale legge.”

      Appunto.
      Anche perché, come effetto domino, poi arriverebbero anche le adozioni, e quindi ci andrebbero di messo pure dei bambini.

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  5. Sarò sempre bastian contrario, ma ho una idea diversa.
    Quando si fa una lotta occorre capire quale è il risultato minimo ottenibile e massimo ottnenibile. Pensare di vincere tutto apre la strada a perdere tutto, ed in questo caso sarebbe terribile.
    Tralascio quindi ogni aspetto religioso o dottrinale, che in questo momento non interessa, ma mi occupo soltanto degli aspetti tattici e strategici delle lotte contro le unioni gay.
    Negli ultimi anni, grazie ad una quantità considerevole di credito accumulato in secoli di discriminazioni, la comunità gay si è accaparrata le simpatie di tante persone non gay.
    Tali simpatie sono purtroppo anche giustificate ed acuite da un forte e, perdurante negli anni, ostracismo dei cattolici verso ogni forma di contratto di unione civile tra persone dello stesso sesso.
    Tralasciando infatti ogni forma di adozione (anche sui figli dell’altro) , e limitando la legge alle sole unioni, è fuor di dubbio che dal punto di vista tecnicoe logico lo stato viene a regolamentare un argomento che aumenta i diritti di qualcuno senza dimunuire quelli di qualcunaltro.
    E’ poco efficace, anzi controproducente, verso l’opinione pubblica una forma di avversione puramente religiosa, camuffata con aspetti sociali che non convincono nessuno. I gay hanno assunto il ruolo di vittima, e su quello puntano.
    Una strategia intelligente e fruttuosa sarebbe stata , già da anni, garantire un forma di contratto di unione civile , senza mai parlare di matrimonio e senza alcuna forma di adozione.
    Questo avrebbe smontato ogni forma di vittimismo della comunità gay, che non si sarebbe più potuta mostrare all’opinione pubblica come discriminata.
    Tra la maggioranza degli italiani c’è infatti simpatia verso le unioni civili, ma scetticismo circa le adozioni , che coinvolgono miniorenni e colpiscono in modo molto più concreto e negativo l’immaginazione dei cittadini.
    Non è un caso che la comunuità Gay voglia l’adozione per i figli del coniuge già in questa legge.
    Essi sanno benissimo che se la legge venisse approvata senza questa opzione, sarebbe impossibile negli anni futuri coinvolgere ancora tante persone “terze” nella loro battaglia, e questa sarebbe l’ultima legge sui diritti civili dei gay in italia per almeno 100 anni.
    Se invece questa legge verrà respinta in toto, l’opinione pubblica rafforzerà la sua simpatia nei confronti dei “discriminati” gay , e da qui a pochi anni verrà presentata una legge con richieste ancora più alte su tanti temi, adozione inclusa, e prima o poi passerà.
    Dobbiamo , come cattolci , decidere se vogliamo vincere una battaglia, e perdere la guerra, o ritirarsi nella battaglia di oggi, vincendo la guerra finale.
    L’incidenza delle unioni civili tra persone dello stesso sesso , sul matrimonio cattolico , è davvero incomprensibie per le persone normali, ed anche per tanti cattolici che non vedono proprio come queste forme di contratto possano “distruggere” la famiglia cristiana.
    D’altra parte in ogni parte del mondo dove queste unioni sono consentite i numeri sono talmente bassi da rendere ridicola la richiesta e decisamente esagerata la reazione.
    E’ il mondo cattolico, chiamando queste unioni “matrimonio”, ad avergli dato dignità di avversario.
    Il matrimonio cattolico è solo uno, le unioni civili che siano tra persone di due sessi diversi o dello stesso sesso, non sono matrimonio cattolico, ma solo contratti tra persone adulte, le quali pur in mancanza di essi continuerebbero a vivere nel peccato.
    La Chiesa avrebbe dovuto snobbare completamente queste leggi negli anni, e lottare strenuamente soltanto contro le adozioni.
    Manifestazioni come il family day , con il loro linguaggio esasperato, non fanno che accrescere la simpatia delle persone non coinvolte, e vengono strumentalizzate proprio per stigmatizzare l’omofobia cattolica.
    Se verrà ottenuto il blocco di questa legge, ma da qui a 5 anni ne verrà approvata una ancora più aperta, coloro che oggi stanno lottando per questo blocco avrebbero, di fatto, ottenuto il risultato opposto, e non potranno dire di non esserne in parte responsabili.

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    • Ma come spieghi il fatto che, ovunque si siano accettate questo tipo di unioni, poi per effetto “slippery slope”, l’effetto del pendio scivoloso, si sia sempre arrivati anche alle adozioni?

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      • fammi qualche esempio del “ovunque”.

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        • Ah, non c’è che l’imbarazzo della scelta https://it.m.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_tra_persone_dello_stesso_sesso
          https://it.m.wikipedia.org/wiki/Adozione_da_parte_di_coppie_dello_stesso_sesso

          Vedendo che, in quasi tutti i paesi dove sono approvate le unioni (matrimoni è una contraddizione in termini) gay, poi vengono approvate anche le adozioni, stai sicuro che non si accontenterebbero, e puoi scommetterci l’anima che, se passasse questa legge, al più tardi da qui a qualche anno (stando LARGHISSIMI, ma proprio LARGHISSIMI, 10 anni) passerebbero anche le adozioni.

          Senza contare che se l’Italia, il “cuore” della Fede Cattolica, subisse questa sorte, puoi ben immaginare negli altri paesi. Già abbiamo paesi nei quali la Chiesa Cattolica locale è allo sbando completo (basti pensare all’Austria), ci manca solo questo che siamo apposto

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          • Molto meno. Fanno un ddl simile perché sanno che alla prima sentenza utile in qualsiasi sede, anche UE, si potrebbe citarlo di discriminazione nato dal cosiddetto compromesso.la “diga” di differenza giuridica fra matrimonio e qualsiasi altro istitutodi unione in Italia ancora regge e la UE e la magistratura può gran poco finché non esiste legge che equipari in qualche modo matrimonio e unioni omo. La manifestazione del 30 credo chieda semplicemente che non si ceda, infatti si parla di ritiro dell’intero pacchetto.

            Per il resto questo ddl mi pare disegni bene la codardia della politica di oggi: “facciamo un pasticcio che cadrà alla prima sentenza utile. A quel punto alzeremo le mani e con rammarico diremo al popolo italiano: ragazzi, ce lo chiede la UE, oppure accidenti la corte costituzionale ha sancito che siamo in difetto e discriminiamo palesemente visti i nuovi principi approvati con… evvabeh, ce la vie” Tsk.

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            • Minstrel ha scritto

              “Molto meno. Fanno un ddl simile perché sanno che alla prima sentenza utile in qualsiasi sede, anche UE, si potrebbe citarlo di discriminazione nato dal cosiddetto compromesso.la “diga” di differenza giuridica fra matrimonio e qualsiasi altro istitutodi unione in Italia ancora regge e la UE e la magistratura può gran poco finché non esiste legge che equipari in qualche modo matrimonio e unioni omo.”

              Esatto. È quello che ho detto a Mentelibera, e sono pronto a scommetterci l’inferno che andrebbe così, qualora dovessimo cedere.
              Mentelibera, io non ho alcun dubbio che tu sia in buona fede, ma credimi, su questo sei un illuso. Se dovessimo mollare su questo poi faremmo la fine della Spagna, della Francia e degli altri Stati di tradizione cattolica che hanno ceduto.

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    • Il ragionamento è condivisibile se si prende in considerazione il costo/opportunità, ma qui, secondo me, siamo chiamati a difendere la VERITA’ non a fare conti… Perderemo? Vinceremo? Non importa, quello che importa è essere saldi nella fede (per chi crede) nella ragione (per chi non crede).

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  6. E intanto qualcuno ha uno sprazzo di lucidità:

    ROMA – La componente cattolica del Pd ha depositato un emendamento all’articolo 5 del dl Cirinnà sulle unioni civili a firma Gianpiero Dalla Zuanna, che riguarda “l’estensione della punibilità delle pratiche di maternità surrogata se realizzate all’estero da cittadini italiani”.

    Secondo l’emendamento, si ha l’obbligo di dichiarare e documentare l’esclusione di tale pratica.

    In assenza della documentazione, “l’ufficiale di stato civile trasmette gli atti alla procura”. Se accertata la maternità surrogata e in assenza di alcun legame biologico, “viene dichiarato lo stato di adottabilità del minore”, e inoltre, in caso di sussistenza di un rapporto di filiazione biologica, nell’esclusivo interesse del minore può essere autorizzata la trascrizione dell’atto di nascita.

    La proposta prevede di aggiungere dopo l’articolo 5 della legge, quello che disciplina la stepchild adoption che “chiunque, al fine di accedere allo stato di madre o di padre, fruisce della pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro. Chiunque organizza, favorisce o pubblicizza la pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro”.

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    • Anche se:

      “Se accertata la maternità surrogata e in assenza di alcun legame biologico, “viene dichiarato lo stato di adottabilità del minore”…

      Bisognerà vedere quanto sarà semplice accertare la presenza di una maternità surrogata e “legame biologico” può benissimo esserci ed essere quindi dimostrato…

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  7. Quello che mi pare emergere con estrema chiarezza dal documento dell’allora card. Ratzinger, e che trovo di grande attualità, sono le considerazioni di “ordine giuridico”, quelle che tu riassumi nel quarto punto.

    Il grande BXVI nega, senza lasciare spiragli, la possibilità di un riconoscimento giuridico, a qualunque livello, di queste “unioni” (unioni?…). Tale riconoscimento, infatti, costituirebbe già uno sdoganamento, un’assoluzione morale, un implicito accostamento all’istituto matrimoniale, un vero e proprio incoraggiamento e promozione di tali “unioni”. Secondo BXVI, non esiste alcun motivo valido per questo riconoscimento; se vi è la necessità di regolare le relazioni tra queste persone, facciano riferimento al codice civile, come qualunque altro comune cittadino. Le persone dello stesso sesso che si “uniscono” in una “relazione amorosa”, non realizzano nessuno dei fini e dei significati propri della famiglia, e per nessun motivo la loro “unione” può essere equiparata, assimilata o anche semplicemente accostata all’unione eterosessuale ed alla famiglia. Per questo motivo non si può immaginare un qualunque tipo di riconoscimento giuridico che finirebbe inevitabilmente per richiamare il matrimonio e, di conseguenza, la famiglia.

    Se queste “unioni” non sono più motivo di vergogna e di disapprovazione, neanche tra la maggior parte dei cattolici, almeno restino prive di qualunque riconoscimento giuridico.

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    • Concordo Fra’.

      Anche perché poi sappiamo bene quali sarebbero le conseguenze a “corredo”.

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      • Certo, hai ragione.

        Ma anche se fosse immaginabile un riconoscimento che non sia poi seguito dal “diritto” all’adozione e dall’utero in affitto; insomma, se le “unioni omosessuali” costituissero “solo” il riconoscimento di alcuni diritti relativi a queste “unioni”, io trovo aberrante anche solo l’idea che queste “unioni” siano pubblicamente riconosciute, come se la loro semplice esistenza non fosse già motivo di raccapriccio e di male per tutta l’umanità. Riconoscere che queste “unioni” esistono va già oltre la tolleranza, è già accettarle pacificamente e quindi riconoscere implicitamente la loro sostanziale bontà.

        Le “unioni” omosessuali sono intrinsecamente malvage. E’ imprescindibile, per i cattolici, combattere con ogni mezzo contro il riconoscimento giuridico di tali cose.

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      • @Vincent Vega

        Qui viene sostenuta esattamente la posizione in cui mi riconosco, come cattolico, rispetto alle “unioni civili”:

        http://www.lanuovabq.it/it/articoli-non-basta-ai-cattolici-dire-no-a-utero-in-affittoe-adozioni-inaccettabili-sono-le-stesse-unioni-gay-15047.htm

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        • Si ma su quello sono d’accordo anche io, Fra’ Centanni.
          Pensa che conosco “”””””””cattolici””””””” favorevoli, oltre che alle unioni civili, anche alle adozioni gay.

          Se è per questo, poi, in un paese dove il 90 per cento si dichiara cattolico abbiamo un 60 per cento di favorevoli all’aborto (!!!).
          Decisamente c’è un problema di coerenza molto grave, perché qui non stiamo parlando di cose da poco.

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  8. La senatrice Cirinnà che oggi preme per dare riconoscimento legale alla pratica dell’utero in affitto è la stessa che una decina di anni fa come delegata del Sinaco di Roma ai diritti degli animali aveva emanato un regolamento che proibiva la separazione dei cuccioli di cane e gatto dalla madre.
    http://leggiamolacroce.blogspot.it/2015/07/e-vietato-separare-i-cuccioli-di-cani-e.html
    Per la Cirinnà è giusto separare i neonati dalla madre, e al tempo stesso è ingiusto separare i gattini dalla gatta.
    Contraddizione? Assolutamente no! La Cirinnà proviene dai Verdi, ossia da quei movimenti ecologisti che sotto sotto considerano l’umanità come un cancro che affligge il pianeta. Ieri come oggi, propugnano un’antropologia ecologista che è agli antipodi dell’antropologia cristiana. Ieri come oggi propugnano quella che il Magno aveva definito “cultura della morte”.

    Il presidente del consiglio Renzi che oggi preme per il riconoscimento delle unioni civili è lo stesso che una decina di anni fa da presidente della provincia di Firenze aveva partecipato al Family Day del 2007
    http://www.tempi.it/quando-renzi-attaccava-chi-voleva-rottamare-la-famiglia-ricordi-matteo#.VqC7tlJ_T-Q
    Contraddizione? Certo, e colossale! Perché è gravissimo che un politico proveniente da movimenti cattolici si sia alleato con movimenti (come quello da cui proviene la Cirinnà) incompatibili con il cristianesimo.

    Signori miei, Renzi è un apostata.

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    • Per ora è solo un politico furbo, degno dei compromessi DC d’annata.
      Vedremo cosa succederà. A ottobre c’è un referendum su di lui (nonostante sia sulla riforma costituzionale): vedremo quanto vuole giocarsi sul banco da poker con un tema ancora così divisivo.

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      • è un politico furbo, astuto, abile. E’ tutto, fuorché cattolico.
        Non si può trascurare il fatto che sia stato proprio Renzi, e non Bersani, a portare il PD in quella congrega di giacobini che è il Partito Socialista Europeo.

        Diceva quel volpone di De Mita che “il grande merito della DC è stato quello di avere educato un elettorato che era naturalmente su posizioni conservatrici se non reazionarie a concorrere alla crescita della democrazia. La Dc prendeva i voti a destra e li trasferiva sul piano politico a sinistra”.
        Renzi è il risultato finale di questa operazione.

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        • L’approvazione di una legge simile in Italia, CUORE del Cattolicesimo, sarebbe un vero disastro. Una Stalingrado Cattolica.

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          • la ciliegina sulla torta di quella stalingrado cattolica che è l’Europa.

            Anche se io comunque non la dipingerei come una sconfitta del cattolicesimo. Ridurre l’intera questione a una lotta gay vs cattolici è funzionale alla strategia della lobby lgbtquerty.
            Parlerei piuttosto di sconfitta della ragione. Eh sì perchè tutte queste leggi gayfriendly sono state approvate non sulla base di argomenti razionali, ma sull’onda del sentimentalismo. Perfino nella sentenza della SCotUS che ha abolito il DOMA non si parla di bene comune, ragione, o cose simili, si parla di “amore”, così come parlano sempre e solo di “amore” i sostenitori di nozze e adozioni gay (“se si amano perchè non possono sposarsi” “famiglia è dove c’è amore” etc etc).
            L’Amore, inteso come Carità, è del tutto estreaneo alla mentalità dell’uomo di oggi. Come ha giustamente detto padre Carbone: “che l’altro pensi quello che vuole, che l’altro faccia quello che vuole, io lo rispetto standomene a casa mia e siamo due estranei, due stranieri”.

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            • Concordo con tutto quello che hai scritto, Franceschiello, ogni virgola.
              Anche io facevo già le tue considerazioni, ma il mio era anche un discorso geopolitico.

              L’Italia, per il momento, è l’ultimo bastione Europeo del Cattolicesimo. Non solo: oltre ad essere l’ultimo bastione è il cuore del Cattolicesimo mondiale, dove la Chiesa di Cristo ha messo le Sue radici.

              Per questi due motivi ribadisco sarebbe una sconfitta disastrosa.

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  9. «Il matrimonio gay precede le unioni civili. Sono due cose diverse e l’una viene logicamente prima dell’altra»
    On. Scalfarotto
    http://www.uccronline.it/2016/01/13/nonostante-la-campagna-mediatica-gli-italiani-restano-contrari-al-ddl-cirinna/

    Nel frattempo Freccero di Fatto quotidiano sfrutta lo slittamento dell’Udienza di Papa Francesco con il Card. Bagnasco per far passare l’idea che il “grande capo” è infuriato per averlo fatto entrare nel dibattito Cirinnà e dalla parte dei contro.
    http://www.gionata.org/il-papa-cancella-bagnasco-sponsor-del-family-day/
    Padre Lombardi smentisce dicendo semplicemente “non faccio io l’agenda”. Succede insomma ed è successo. Amen.
    Nel frattempo Bagnasco, giusto per far capire quanto ci è rimasto male, dichiara che i Vescovi italiani sono uniti sotto la stessa bandiera.
    http://www.corriere.it/politica/16_gennaio_20/unioni-civili-bagnasco-vescovi-uniti-difendere-famiglia-456cc6d2-bfc7-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml
    Olè!

    Infine l’Italia si scopre che non è più omofoba, anzi è apertissima.
    http://www.uccronline.it/2016/01/21/ipocrisia-lgbt-gli-italiani-a-favore-del-ddl-cirinna-ma-non-erano-omofobi/
    Si è ribaltata l’opinione pubblica in soli 2 anni oppure pura ipocrisia arcobaleno seguita a ruota dai giornali in ostaggio?
    Mumble mumble

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  10. Al cospetto della nichilistica marea montante, mi sovvengono le parole del sommo Guglielmo:

    “Noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli”.

    (Enrico: Atto IV, scena III)

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    • Io un articolo di chicchessia, che per titolo o cappello si apre con:
      Il popolo del family-day travolge anche Bergoglio e lo costringe a dare un appoggio (a malincuore) a Bagnasco e alla manifestazione del 30 gennaio (ma conoscendo Bergoglio…)
      lo lascio tranquillamente ad altri chiedendomi cosa poi ci sarà mai di interessante a meno che si sposino i vagheggiamenti travalicanti del caro Socci 😐

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      • Antonio, ritorna…

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      • Be’, insomma, qualcosa è successo se fino ad una settimana fa non c’era uno straccio di appoggio da parte dei vescovi, mentre ora è addirittura papa Francesco che ha deciso di dare la sua benedizione. Socci dà una sua interpretazione, che io condivido; quello che è certo è che qualcosa è cambiato. Ringraziamo Dio.

        A proposito, il trenta sarò a Roma con mio figlio… a scrivere la STORIA. Spero che anche croce-via sarà presente con il suo inviato. Che ne dici, Bariom?

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        • Caro fra’, sto ancora combattendo con una serie di problemi per poter esserci
          Un motivo in più sarebbe il potersi incontrare “vis a vis” (l’anno scorso ci sono riuscito con un altro paio di utenti-altro-blog che non avevo il piacere di conoscere di persona).

          Cmq mi fosse proprio impedito non è detto non si possa fare attraverso un inviato …dell’inviato 😉

          Vedremo

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        • Magari frà. Io ho un casino che non riesco a spostare… quanto all’inviato dell’inviato la cosa, mi intriga! Sentiamoci!

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        • Tanto per mettere il becco, il trenta sarò a Roma con mamma, fratelli e nipote (se Dio vuole, ovviamente 🙂 ). Ci saranno anche quattro pullman da Siena e due dalla diocesi di Montepulciano (un dettaglio che a fra’ dovrebbe far piacere…).

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          • Ottimo! Se volete possiamo sentirci per spedirmi un pò di fotografie durante l’evento o commenti. Il vero problema è che il sottoscritto sabato è impegnato in teatro (altrimenti sarei a Roma pure io!) e quindi mi è impossibile pubblicare tutto al momento.

            Qualcuno vuole mettersi in mezzo e vedere se è possibile gestire il tutto sul blog? Qualche autore che ha tempo sabato pomeriggio per fare questo servizio per la nostra community? Io lancio: fatemi sapere. 🙂

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            • @Minstrel come ho già detto io non di spero ancora di esserci (domani lo saprò per certo).

              Nel caso mi fosse impossibile ho già assoldato un “fotografo” e se credi mi posso occupare della pubblicazione 😉

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              • Sei un grande! Allora è fatta Bariom, ci contiamo! 🙂

                Stavo già “disperando” perché io ho appena capito invece che sabato sarò praticamente tutto il giorno occupato: la mattina ripasso, il pomeriggio monto e prova e la sera spettacolo e smontaggio. Sigh… sarò con l’anima a Roma e se Dio vuole ci scappa pure una battuta improvvisata durante lo spettacolo su Roma! Ahahah (se mi sente il regista…)
                No, però davvero… è un teatro sacro accidenti, riuscirò no?! Io faccio il venditore come personaggio quindi giro parecchio, potrei inserire una battuta tipo: “bloccato qui, e pensare che oggi pomeriggio avrei dovuto essere a Roma!”

                Dai! 😀

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      • Socci ultimamente al massimo fa articoli interessati, non certo interessanti!

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        • Invece Eugenio Scalfari fa articoli interessanti ed interessati …….a dettare la linea della “Nuova Religione Mondiale : in questo editoriale di oggi praticamente ci dice che il papa Bergoglio predica il “Dio unico” e che le differenze fra le scritture e le tradizioni hanno un impatto “assai modesto”.

          “Francesco predica il Dio unico, specialmente tra i tre monoteismi ma per tutte le forme di divinità trascendente. Un Dio unico con scritture e tradizioni diverse, ma unico comunque, sicché le diversità tra le scritture e le tradizioni hanno un impatto assai modesto e sono comunque soggetti a cambiamenti continui che incidono sulla lettera ma non sull’essenza spirituale delle religioni. E questo è tutto per quanto riguarda papa Francesco.”

          http://www.repubblica.it/politica/2016/01/24/news/papa_francesco_sulla_famiglia_non_ha_fatto_nessun_passo_indietro-131923450/?ref=HRER2-1

          Trianello, ma perchè ti affanni a fare l’apologeta della religione cristiana? perchè ti affanni a spiegare
          che credere in Cristo è credere nella verità?’ perchè Trianello, quando il tuo stesso papa, secondo Scalfari, ( mai però smentito dal diretto interessato Bergoglio) predica il Dio unico e sincretista?

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          • Ah beh, capirai, se lo ha detto scalfari…

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          • Scalfari non è Padre Lombardi. Perché il Vaticano non lo smentisce ufficialmente? Perché, come diceva il pastore Russell (fondatore dei Testimoni di Geova) se uno si ferma a prendere a pedate tutti i cani che ci abbaiano lungo la strada, non arriverà mai da nessuna parte.

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            • Ma Scalfari non abbaia Frncesco, ne é il suo interprete. Non di smentisce perche ci sono le prove.

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              • Scalfari scrive cose che sono delle sciocchezze infinite, da un punto di vista teologico. Anche qualora papa Francesco fosse davvero impazzito come ce lo descrive Scalfari, sarebbe un pazzo gesuita e,pertanto, molto più sottile di come lo immagina il nostro canuto giornalista.

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            • Piú o meno sottile teologicamente il fatto sta che il popolo crede che la Nuova Religione Mondiale é meglio del vecchio cattolicesimo e Francesco la sostiene.

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              • Davvero? Perché lo dice Scalfari? Il popolo dovrebbe sapere che quello che pensa il Papa, in quanto Papa, lo si può leggere nei documenti relativi al suo Magistero ordinario e non negli articoli di un vecchio volpone come Scalfari. Voi gli date troppa importanza a questo Scalfari. Machissenefrega di Scalfari. Se non me lo aveste detto voi io nemmeno lo saprei che cosa ha scritto Scalfari, perché, macchicavoloselolegge Scalfari?

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              • Blaspas, se è per questo c’è gente che crede che Ratzinger sia corresponsabile di centinaia di migliaia di morti per AIDS in Africa per via delle sue frasi sul preservativo e della strumentalizzazione delle sue parole fatte dai media. Anche lì, ad essere in malafede, ci sono i fatti (i morti per AIDS esistono e con l’uso del preservativo molti contagi sarebbero evitati). Però il ragionamento del Papa era un filino più ampio e sottile e d’altro canto se uno segue la Chiesa e tutte le parole di BXVI (non solo quelle che fa comodo strumentalizzare) ha la certezza matematica che di AIDS non si ammala (certezza che i preservativi non danno), Da cristiani che vivono in un mondo in cui i media non vedono l’ora di sputtanarci (prima presentando in maniera grottesca BXVI ed ora tirando per la giacchetta Francesco…sono cambiate le modalità ma la strategia è la stessa) ci è chiesto uno sforzo intellettuale in più rispetto a quello del popolo bue o indifferente che si limita a leggere il titolone ed a correre dietro a personaggi patetici come Scalfari (che poi suvvia, siamo seri, ma chi c’è ancora che da tutto questo peso a quel vecchio trombone prima fascista e poi comunista, residuato di un passato morto e sepolto? Boh).

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              • Caro Trianello, Quanti leggono é conoscono quello che dice Scalfari? Quanti leggono un documento magisteriale? Quanti leggeranno il tuo libro di apologetica?

                Una volta la Chiesa si preoccupava della diffusine dell´errore, metteva i libri all´indice. Era una Chiesa piú prudente di questa.

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              • Caro Enrico, io senza nessun dubbio diffendo quel che ha detto Ratzinger sull´aids, non sarei tanto sicuro di diffendere Francesco & cía, perche veramente non so quello che pensa. Non mi sentirei di dire che é contrario a una religione mondiale. Sopratutto dopo aver visto il primo video mensile. E quello non lo ha fatto Scalfari ne nessuno che volesse tirarlo per la giachetta.

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  11. 1. istituzionalizzare il comportamento omosessuale “finirebbe per comportare modificazioni dell’intera organizzazione sociale che risulterebbero contrarie al bene comune”.
    Inoltre “La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l’oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell’istituzione matrimoniale”.
    R: Quali modificazioni comporterebbe il riconoscimento delle unioni civili? Quali valori formali verrebbero oscurati? Nelle società in cui le unioni civili omosessuali sono riconosciute, quali sono stati i problemi introdotti da questo riconoscimento?

    2.Tali unioni non posseggono gli elementi biologici e antropologici assimilabili a quelli della coppia coniugale. “Esse non sono in condizione di assicurare adeguatamente la procreazione e la sopravvivenza della specie umana. L’eventuale ricorso ai mezzi messi a loro disposizione dalle recenti scoperte nel campo della fecondazione artificiale, oltre ad implicare gravi mancanze di rispetto alla dignità umana,(15) non muterebbe affatto questa loro inadeguatezza”.
    R: Nella legge italiana, non esiste nessuna correlazione fra matrimonio e procreazione. Il matrimonio non è un viatico per giungere alla procreazione, né la procreazione (o la disponibilità alla stessa) è un requisito per il matrimonio. Nemmeno il viceversa è valido, la procreazione non ha nessuna correlazione col matrimonio, ma un evento del tutto slegato, la “genitorialità” e regolamentata in maniera del tutto scollegata dal matrimonio. Quindi, quale sarebbe il punto?

    Inutile ripetere che molti degli sforzi dei pro-unioni sono rivolti a demolire questa banale costatazione di fatto. Ritengo anzi interessante far notare la schizofrenia cui spesso si assiste leggendo vari commentatori italiani. Da una parte abbiamo persone che si richiamano a studi scientifici che cercano di smentire che “l’assenza della bipolarità sessuale crea ostacoli allo sviluppo normale dei bambini eventualmente inseriti all’interno di queste unioni” (07), cercando di demolire al contempo studi come quelli di Regnerus o Collins, dall’altra abbiamo personaggi televisivi che – messi alle strette sull’utero in affitto e sull’assenza di complementarietà sessuale nella coppia– arrivano a dire ad uno psicologo “avrai anche tutta la scienza che vuoi, a me non interessa”. Ascoltare per credere.
    R: Lo studio di Regnerus è stato criticato da (fra gli altri) American Medical Association, American Academy of Pediatrics, e American Psychoanalytic Association. In pratica è stato facilmente dimostrato che lo studio di Regnerus è stato falsato e i risultati artefatti andando a prendere le situazioni che più facevano comodo ai risultati che cercava. La American Medical Association concluse che:
    The data does not show whether the perceived romantic relationship ever in fact occurred; nor whether the parent self-identified as gay or lesbian; nor whether the same sex relationship was continuous, episodic, or one-time only; nor whether the individual in these categories was actually raised by a homosexual parent (children of gay fathers are often raised by their heterosexual mothers following divorce), much less a parent in a long-term relationship with a same-sex partner. Indeed, most of the participants in these groups spent very little, if any, time being raised by a “same-sex couple (a voi la traduzione).

    3. Socialmente la “ridefinizione del matrimonio, che diventa un’istituzione la quale, nella sua essenza legalmente riconosciuta, perde l’essenziale riferimento ai fattori collegati alla eterosessualità come ad esempio il compito procreativo ed educativo.” e pertanto “il concetto di matrimonio subirebbe un cambiamento radicale”. Arriva dunque in questo punto quel che già parlò il filosofo Hsiao in un post tradotto per noi da via Negativa: è opposto alla giustizia “attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali”
    R: Detto che l’aspetto procreativo non è essenziale al matrimonio (vedi punto 2), questo ragionamento decade.

    4. Infine giuridicamente, Ratzinger spazza via l’argomento della necessità di tale riconoscimento “che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini.” L’Emerito infatti ci ricorda che essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – “al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse. Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale”. (9)
    R: Affermazione semplicemente falsa. Il diritto comune non permette di avere le stesse caratteristiche di una coppia sposata, assistenza sanitaria e successione in primis.

    Cordialmente.

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    • Copio incollo un intervento appena letto su Facebook di un amico che probabilmente intervisteremo in questi giorni, che ben esprime – in un sunto efficace – quanto si vorrebbe qui esprimere e risponde implicitamente a quasi tutti i punti:

      “Come ha detto la Corte Costituzionale, trattare in maniera differente situazioni differenti non è discriminazione. Lo stato tutela l’unione tra due persone di sesso differente perché essa, rispettando il dimorfismo sessuale umano, è costitutiva dell’ordine sociale sia attraverso la riproduzione che la trasmissione di beni, come si vede dal fatto che il matrimonio è trattato nel diritto di famiglia, assieme alle questioni riguardanti i figli (stessa cosa per la Costituzione). Dunque lo stato riconosce in maniera esplicita il senso del matrimonio come strumento sociale centrale e non come mera tutela dell’affetto, manco fossimo adolescenti cresciuti male a telenovelas di serie B. Il fatto che sposi anche chi temporaneamente o definitivamente non è in grado di generare è semplicemente un modo per sottolineare l’importanza di tale istituto, non lo nega. Questo istituto è talmente importante, e il principio ad esso sottostante è talmente importante, che lo stato concede anche a chi non può generare di sposarsi, proprio per tutelare, con la generalità ferrea, tale istituto e tale principio. Del resto non si può pretendere che il fare figli sia un prerequisito del matrimonio, dal momento che non vi può essere obbligo o diritto in tal senso: procreare è una libertà. Ed è esattamente questo il matrimonio, la tutela di una libertà all’interno di un vivere civile e sociale ordinato. Destrutturare il matrimonio alla radice, scardinando il fondamentale principio del dimorfismo sessuale, significa non solo privarlo di senso, ma attaccare la libertà di tutti. Tuttavia si ha ragione su una cosa, esistono realtà di fatto e da tale elemento dovrebbero partire le organizzazioni omosessuali, non dalla pretesa ideologica, e demenziale, che l’amore omosessuale abbia pari dignità di quello etero, perché tale dignità non significa nulla, né dal punto di vista etero né da quello omosessuale, è un puro costrutto ideologico derivante da esigenze psicologiche, ma il diritto e la vita sociale non possono essere condizionati, e destrutturati, dalle paturnie.”

      Resta in sospeso quello sugli studi che tralascerei perché, a mio umile avviso, ho come la sensazione che per ora siano tutti (tutti) inficiati di ideologia.
      Grazie dell’intervento!

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      • Mistrel : “Destrutturare il matrimonio alla radice, scardinando il fondamentale principio del dimorfismo sessuale, significa non solo privarlo di senso, ma attaccare la libertà di tutti. Tuttavia si ha ragione su una cosa, esistono realtà di fatto e da tale elemento dovrebbero partire le organizzazioni omosessuali, non dalla pretesa ideologica, e demenziale, che l’amore omosessuale abbia pari dignità di quello etero, perché tale dignità non significa nulla, né dal punto di vista etero né da quello omosessuale, è un puro costrutto ideologico derivante da esigenze psicologiche, ma il diritto e la vita sociale non possono essere condizionati, e destrutturati, dalle paturnie.”

        Sinceramente , con tutta la buona volontà , non riesco a capire quale fondamento logico (e non religioso) avrebbero affermazioni del tipo “attaccare la libertà di tutti” o “è demenziale che l’amore omossuale abbia pari dignità di quello eterosessuale”.
        E’ proprio con queste evidenti contestazioni di tipo esclusivamente ideologico che abbiamo portato la situazione a questo limite, ed ora rischiamo una legge che affianchi alle unioni civili anche l’adozione. Ci siamo arrogati , come Cristiani , la presunzione di imporre (e non proporre) un modello di coppia come (secondo noi) non solo Dio, ma la “natura” ha preordinato.
        Peccato che il mondo sia strapieno di eccezioni a questa presunta preordinazione della natura.

        Avremmo dovuto concentrarci sul solo matrimonio esistente, e cioè quello Cattolico, ed alla giusta garanzia che i bimbi siano allevati da un padre e una madre (quindi niente adozioni anomale), lasciando ai vari stati di regolare come volevano tutte le unioni che gli pareva, secondo le forme che i cittadini ritenevano degne di regolamento. Ovvio che se si fosse trattato di cittadini cattolici, gli stessi non avrebbero usufruito di tali possibilità.

        Invece usiamo argomenti di parte , spacciandoli per “scientifici”, per negare l’evidenza, e cioè che ben prima della legge sulle coppie di fatto, esistono le coppie di fatto. Ben prima delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, esistono numerosissime convivenze tra persone dello stesso sesso. E questo è un fatto incontrovertibile, che nulla toglie al Matrimonio Cattolico
        Dire che queste unioni civili tra persone dello stesso sesso sia un attacco alla “famiglia” è talmente illogico da risultare una delle motivazioni dello schieramento di simpatia verso i Gay e le loro istanze, giuste o sbagliate che siano.
        Denota una incapacità atavica di separare ciò che è competenza degli stati da ciò che attiene alla vita eterna, e una volontà di delegare a entità istituzionali terze di trasmettere e difendere i precetti cattolici e la fede. Se ci sono pochi cattolici veri, in giro, la responsabilità è innanzitutto dei cattolici veri e della loro difficoltà di trasmettere in modo efficace una testimonianza di felicità.
        Eppure il linguaggio dei vangeli è molto didattico : “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra” . La formula “Avete inteso” significa : La legge dice di fare, ma io vi dico fate altro” . Lo dico a voi Cristiani, non agli altri.
        Quindi si potrebbe dire : “Avente inteso che due uomini o due donne o un uomo e una donna possono fare un cotratto di convivenza tra di loro, ma io vi dico unitevi solo tra un uomo e una donna e chiamate questa unione Matrimonio”.

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        • Non ho molto tempo, chiedo venia. Attenzione soltanto mentelibera che quando parliamo di natura non si intende biologia o zoologia o etologia o banale costatazione di quel che può avvenire, bensì parliamo di filosofia che sfocia in una precisa antropologia dell’umano.
          cfr. https://pellegrininellaverita.com/2015/07/20/ce-natura-e-natura/

          Per il resto trovi molti appigli filosofici qui: http://costanzamiriano.com/2016/01/26/perche-e-diventato-piu-semplice-spiegare-che-luomo-discende-dalla-scimmia-piuttosto-che-un-figlio-da-un-uomo-e-una-donna/

          La parte dell “eccellenza degli orfanotrofi” è stata per me come un colpo. Avevo già intenzione di scrivere in questi giorni della mia esperienza avuta in un orfanotrofio in Perù, quando andai con la moglie in missione, questo scritto mi ha letteralmente fatto capire che ci ho visto giusto.

          Pretendendo di fondare “la famiglia perfetta sull’amore, l’educazione e la libertà, quello che si fonda, in realtà, non è la perfezione della famiglia ma l’eccellenza dell’orfanotrofio. Non c’è dubbio: in un eccellente orfanotrofio si amano i bambini, li si educa e si rispetta la loro libertà”, ma nessun orfanotrofio modello è una famiglia.

          Nella mia breve esperienza dico: assolutamente si, è così! Un contributo da leggere assolutamente.

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          • Io lo so cosa si intende per ‘naturale’ , ma il 99% delle persone intendono quello che si intende nel linguaggio comune . È’ innegabile che si sia utilizzato questo termine in modo volutamente un po’ ambiguo (secondo natura , contro natura , etc etc ). La cosiddetta famiglia ‘naturale’, che passa il messaggio che un uomo ed una donna siano quasi ‘biologicamente’ creati per vivere assieme, quando invece l’unico atto che certamente devono fare insieme e’ quello riproduttivo. Nel linguaggio , come nel diritto , la forma e’ sostanza. E l’utilizzo improprio del termine naturale e’ molta sostanza. Per quanto riguarda gli aspetti legali delle unioni civli, che sarebbero di fatto inutili , ricordo che La successione non è prevista per i semplici conviventi . Invadiamo la competenza dello stato su temi che non ci toccano come le unioni civili , e così facendo li eleviamo alla importanza che non anno.
            Qualche malizioso potrebbe pensare che Nulla come la lotta contro un nemico comune, seppur immaginario , ha il potere di ricompattare le truppe disperse e disincantate…..

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            • Scusa mentelibera ma anche se fosse vero quello che dici (non ho il tempo e la voglia di approfondire) i semplici conviventi se vogliono il diritto alla successione non devono fare altro che assumersi le responsabilità e sposarsi. In alternativa possono redigere un testamento. C’è questa idea che si devono avere diritti senza assumersi alcun dovere che è a mio parere giuridicamente assurda e simbolo del decadimento intellettuale dei nostri tempi. Oggi la gente ragiona -parlando bene – con le emozioni e l’ammore, -parlando male – con il sudombelico davanti e dietro. Mai pensare ai doveri, mai agli impegni, mai al fatto che ogni scelta ha le sue responsabilità e le sue conseguenze. La scelta di passare la propria vita con un partner dello stesso ha come logica conseguenza l’impossibilità di una fecondità di coppia. Persone serie e responsabili ne prendono atto e non giocano a fare i Frankestein tirando di mezzo dei poveri bambini innicenti che devono saziare i loro desideri. E così dev’essere ovviamente anche per chi sceglie una vita da single. Ho una bimba di 7 mesi e la paternità mi sta facendo apprezzare ancora di più l’importanza per il neonato di avere una fugura maschile e – soprattutto – femminile al suo fianco. Per questo considero letteralmente criminali quelle coppie gay maschili che si regalano dei figli.

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              • Non hai seguito forse la discussione . Qui nessuno (me incluso) sostiene l’adozione per i gay . La discussione è sulla utilità attuale ed in prospettiva di negare le unioni civili (senza adozione) . Io sostengo che se le avessero concesse anni fa oggi nessuno sosterrebbe una legge per le adozioni , e che averle negate e’ alla base delle simpatie verso le istanze gay . Per il resto … Rileggi tutti i post se vuoi …

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            • Ovviamente ‘hanno’ con l’h ….. Scrivere col cellulare e’ complicato ….

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              • Secondo me la tua è una posizione ingenua. Non appena verrà fatta la legge sulle unioni civili, inizierà il battage sulle adozioni (anche a suon di sentenze e di pressioni da parte dell’UE) e nel giro di poco tempo si arriverà anche a quelle. Questo è un destino inevitabile: se l’Italia avesse regolato le unioni di fatto 10 anni fa, semplicemente oggi si sarebbe già arrivati alle adozioni. Ci sono troppe forze in campo a favore di queste cause: le grandi multinazionali, i social e tutti i media tradizionali fanno propaganda ogni giorno, 24 ore su 24 a favore della totale parificazione delle coppie omosex con quelle etero, bollando come fanatici e retrogradi omofobi tutti quelli che solo pongono dei dubbi; a breve (ammesso che non avvenga di già) anche il fatto di esprimere delle perplessità sulle adozioni e sull’utero in affitto porterà a ricevere gli stessi epiteti. Obiettivamente su questi temi osservo un fanatismo ideologico ed una violenza (fortunatamente solo verbale), che non ha nulla da invidiare ai fanatici islamici (i quali però cedono spesso anche alla violenza fisica, il che rende le loro azioni ovviamente assai peggiori e non paragonabili).Lo ripeto, è una guerra persa in partenza, lo dico vedendo le generazioni più giovani; io ho 33 anni, ho vissuto l’infanzia in un periodo in cui ancora i gay erano pesantemente discriminati e presi in giro (basta solamente vedere qualche film degli anni ’80 per rendersi conto di quello che allora era considerato normale, oggi porterebbe alla galera o quasi) ed ho maturato parte delle mie convinzioni (giuste ho sbagliate che siano) in un periodo in cui sulle questioni omosessuali cresceva sempre di più la sensibilità (per fortuna!) ma si poteva ancora ragionare laicamente. Un giovane degli anni 2000, non ha mai sentito altro che la campana (a parte forse l’educazione in famiglia) per cui le coppie omo e sono del tutto uguali a quelle etero (anche sulla questione della crescita dei figli ecc.), ed ha sempre visto chi la pensa diversamente essere screditato e bollato come retrogrado intollerante. E’ evidente che questa generazione sarà all’80%-90% se non più a favore del riconoscimento di ogni forma di equiparazione omo-etero! Da cattolici si può farsene una ragione, evitare gli scontri – che spesso hanno il risultato di veicolare ancora di più l’idea della Chiesa come un’associazione dei no, che impone veti e limita i diritti dei cittadini e non ha nulla di positivo da proporre (immagine che tanto piace ai media) – e provare a far passare le proprie convinzioni con la sola testimonianza personale. E’ l’opzione suggerita da Trinity (mi par di capire) e, che al di là delle parole che scrivo sui blog, faccio mia anch’io. Oppure, oltre a dare la propria testimonianza di vita, ci si può anche battere pubblicamente perchè certe leggi non vengano approvate, perchè qui non si tratta solo del nostro quieto vivere, ma anche dello sfruttamento di terzi innocenti o in situazione di difficoltà (bimbi adottati per appagare il desiderio di normalità delle coppie omosex, madri che prestano il loro utero per ricevere denaro ecc). Lo ripeto, alla fine personalmente non scenderò in alcuna piazza ed in genere sono molto cauto nell’espormi in pubblico su queste tematiche: preferisco mostrare come la scelta mia e di mia moglie di seguire (con inevitabili piccole cadute) il magistero della Chiesa nel modo in cui siamo arrivati a formare la nostra famiglia e nel modo in cui la stiamo portando avanti, per quanto possa sembrare anacronistica, sia in realtà fonte di felicità e di pieno appagamento. Preferisco insomma dare una testimonianza in positivo, evitando invece di pormi come una persona che si mette in contrasto. Ma ho più di qualche dubbio che questo sia il modo più evangelico di affrontare le questioni: Gesù, quando si trovava di fronte all’ingiustizia, ci andava giù duro senza alcuna paura di risultare impopolare ed è anche sulla sete di giustizia che saremo giudicati. E’ un pò quello che penso sia successo negli anni ’70 con aborto e divorzio: le “lotte” fatte dai cattolici contro quei “diritti” sono risultate del tutto inutili, ma non me la sento proprio di dire che chi si spese quegli anni fosse dalla parte del torto, anzi (quanti bambini da allora non sono mai nati? quanti hanno sofferto per la separazione e la mancanza d’amore dei propri genitori?).

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            • @Mentelibera65

              Scusami ma sei stato tu che hai usato il termine “natura” in modo ambiguo e improprio, nel messaggio delle 15.25, come sinonimo di “foresta”, quindi cerca anche tu di non alimentare ulteriormente questo equivoco.

              La sessualita` “per sua natura” e` feconda e complementare, senza eccezioni.

              Potrebbe infatti esistere una sessualita` che non sia basata sulla differenziazione sessuale o sulla riproduzione, non dico in qualche palude o boscaglia, ma come possibilita` metafisica ? Senza sesso (sessuazione) e senza riproduzione puo` esistere *logicamente* la sessualita` ?

              Secondo e contro natura sono corretti termini filosofici aristotelici: kata physin e para physin), sono ambigui solo se non hai frequentato il liceo classico 😉

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          • Famiglia perfetta fondata su amore, educazione, libertà….eccellenza dell’orfanotrofio. Uhm… secondo me il problema sta nell’aver messo in contrapposizione i due concetti. La famiglia naturale non è forse la realizzazione di quella famiglia perfetta fondata su amore (appunto quello vero) , educazione e libertà (appunto quella vera) ?
            E non è appunto basandosi su quel modello (naturale) che si può sviluppare qualsiasi VERA famiglia? (vedi adozioni ed affidi, ma non solo).
            Forse il problema è da capovolgere: forse è la cosiddetta famiglia naturale che non ha più proposto, da anni, da decenni, da secoli?, alla società quello che doveva proporre, cioè la realizzazione concreta dell’amore familiare.
            (O magari ho studiato troppo fino a questa ora tarda e non ho ben compreso il tuo punto, Minstrel).

            In generale tendo a concordare con MenteLibera: per troppi anni si è evitato di fornire una soluzione possibile (secondo me ampiamente possibile anche senza far ricorso a formule ‘omosessuali’ ma semplicemente fornendo delle alternative legislative-giuridiche di ‘aggregazione sociale’ dei singoli, con conseguenti soluzioni per le successioni/eredità). Ora il problema è diventato enorme e, soprattutto per disattenzione annosa cattolica, c’è rimasto ben poco da fare sul piano politico, cioè in parlamento intendo.
            E concordo sempre con MenteLibera: pochi cattolici veri in giro, e ancora meno cattolici veri che offrono testimonianza di felicità, testimonianza di fede nella sua realizzazione matrimoniale e familiare. Il problema sta solo qua e non altrove. Le unioni civili presentate come lo sono oggi in Italia e interpretate come lo sono dalla maggioranza della gente….sono solo la conseguenza diretta, banale e normale, di ciò che noi cattolici abbiamo realizzato (o non realizzato) negli ultimi decenni.
            Notte.

            P.s. MenteLibera hai sbagliato in pieno l’interpretazione-esegesi di “occhio per occhio” e quindi di tutto il passo….ma fa niente 😀 😉

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            • Che poi tutto questo fa parte del particolare periodo storico in cui viviamo in Occidente, in cui sta venendo progressivamente meno il cattolicesimo come forza maggioritaria e quindi in grado di permeare le leggi del mondo, per ridiventare (come nei primi secoli) minoranza che si distingue dal mondo per il proprio modo peculiare di vivere all’interno dello stesso ma che non ne detta più le regole. Per opporsi alla barbarie che ri-avanza (perchè di questo si tratta, in un’ottica cristiana), ha allora ben poco senso tirar su muri e sperare che la resistenza di una legge ci salvi. Il processo democratico, basato sui numeri, la travolgerà inevitabilmente ed il cristiano – come ai tempi della Didachè – saprà affermare i propri valori solo con la testimonianza della propria vita e non con giochini nel retrobottega della politica. Per questo non sono neanche tanto convinto che sia utile fare il Family Day. Ma la verità va comunque detta, ossia che fare una legge sulle unioni civili è un errore.

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            • Grazie Trinity , ho sempre grande difficoltà a farmi capire qui , e sono molto consolato dal fatto che tu mi abbia capito appieno.
              Citando l’occhio per occhio, intendevo solo fare l’esempio di come più volte Cristo abbia utilizzato la terminologia “avete udito che…., ma io vi dico…”. Sempre Cristo parla alla persona in modo diretto, e sempre dice a quella persona cosa deve fare o non fare, anche l’addove il mondo gli consenta di fare diversamente. Poter fare non significa Dover fare, e solo se si ha la libertà effettiva di peccare, si può poi godere della grazia di non farlo.
              Mai nei vangeli Cristo si rivolge ai discepoli dicendo “dovete far fare agli altri”, ma sempre dicendogli quello che devono fare loro. Mai Cristo si rivolge ai discepoli dicendo “dovete impedire agli altri di peccare”, ma sempre dicendo “non dovete peccare voi”.

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              • “Mai nei vangeli Cristo si rivolge ai discepoli dicendo “dovete far fare agli altri”, ma sempre dicendogli quello che devono fare loro. Mai Cristo si rivolge ai discepoli dicendo “dovete impedire agli altri di peccare”, ma sempre dicendo “non dovete peccare voi”.

                Questo vale solo quando non ci sono terzi di mezzo. Una persona se è adulta può fare ciò che vuole col proprio corpo e con la propria anima, ma non si può accettare che ci vadano di mezzo terzi, come i bambini.
                Mai e poi mai si può accettare l’idea delle adozioni, e questa legge mira proprio a questo, nel lungo periodo.

                La verità, Mentelibera, è che la Bestia è stata legata per 1700 anni anche grazie al potere della Chiesa, ora ciò che dicono Papi e Cardinali non ha più alcuna autorità, e stiamo risprofondando, come ha fatto notare Giacomo, nel neopaganesimo.

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            • Trinity, bentornata.

              Purtroppo sbagli il presupposto. La famiglia naturale (l’unica vera famiglia) non si fonda affatto sull’amore, ma sul libero consenso di un uomo ed una donna a scegliere di vivere insieme per tutta la vita. Fabrice Hadjadj lo spiega con chiarezza: “…E’ perché un uomo ha conosciuto una donna e dal loro abbraccio, per sovrappiù, sono stati generati dei figli, che esiste il nome di padre, di madre, di figlio, di figlia, di sorelle e di fratelli”. La famiglia è il luogo dove si articolano la differenza dei sessi e la differenza delle generazioni. Tutto il resto, l’amore, l’educazione, la libertà è tutto grasso che cola, ma non è essenziale per la famiglia. L’amore, in particolare, lasciamolo ai professori del gender, a quelli che dicono “love is love”, a coloro che sostengono che “basta l’amore”. Non basta affatto l’amore, altrimenti io potrei sposare il mio cane.

              L’essenza della famiglia sta nella differenza tra i sessi. L’amore, quello vero, quando c’è e se c’è, è solo grazia di Dio.

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        • @Mentelibera, decisamente libera interpretazione e piuttosto arbitraria la tua interpretazione del passo citato (occhio per occhio).

          Non è proprio ortodosso fare citazioni piegate al proprio pensiero …semmai meglio l’esatto contrario 😉

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    • Ah no, manca anche la parte dei diritti individuali (Non matrimoniali!) già previsti per tutti. Ecco qui:

      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/05/22/da-dublino-a-roma-manuale-per-il-perfetto-matrimonio-omosex/

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  12. Ieri sera Charamsa in diretta da Barcellona per una trasmissione su Rete4 (non guardatemi male, mia moglie dormiva, io facevo altro sul tablet e la tv è restata accesa… spero di essere scusato) disse, in uno dei consueti spot propaganda che i media propinano ad ogni ora in questi giorni, più o meno così: “le unioni civili sono assolutamente doverose e saranno soltanto il primo passo verso la definitiva equiparazione fra unioni, è solo uno step, da farsi senza ma e senza se”. L’ultima parte, con lo scambio del modo di dire, è ripresa paro paro.
    Andate avanti voi ora.

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  13. Comunque vada il Family Day, la battaglia per il matrimonio -sacramento contro il matrimonio-contratto o contro le unioni di fatto, l’idea di un vincolo indissolubile e sacro fra un uomo e una donna è già, da anni, una battaglia persa in modo sistematico nell’Europa ex-cristiana ed ampiamente anche se non apertamente neo-pagana.Non credo si possa parlare che di disfatta completa su questa linea. Il matrimonio e la famiglia sono già distrutti , nella pratica, da molt. anni. Lo dico per esperienza , essendo una persona che di professione fa il pediatra ed è a contatto giornalmente con le ex-famiglie, con gli ex-padri e le ex-madri e i problemi sempre più atroci dei bambiini, vere vittime di tale disfacimento.
    Infatti coll’ammettere il divorzio e soprattutto con il fare del matrimonio una specie di contratto sulla base solo della scelta individuale e sentimentale e solo sul piano umano tipica della mentalità piccolo-borghese , “finchè stiamo bene insieme” “finchè ci vogliamo bene” quando non solo brutalmente sessuale, ( tipico il divorzio di tanti uomini sulla cinquantina e il risposarsi con una più giovane partner perchè colla vecchia moglie non riescono più a scopare) si è già lontani anni luce dall’idea di matrimonio sacramento della dottrina tradizionale cattolica.
    Partiti dal proposito di sacralizzare il profano, praticamente si è finiti col profanare il sacro.
    il significato vero, tradizionale del matrimonio indissolubile come Sacramento di trova adombrato in San paolo
    Efesini V, 31-32: Sacramentum hoc magnum est, ego autem dico in Christo et in Ecclesia.

    Il fatto è molto semplice: non si crede più nella dottrina tradizionale. anche coloro che a parole si dicono cristiani non sono più nei fatti cristiani. Il Vangelo è interpretato e piegato alle mode dell’epoca e alle proprie individuali opinioni ( Vedi Mente Libera)
    Come disse molto saggiamente Benedetto XVi: la crisi è soprattutto una crisi di FEDE.
    Qundi la morale, i Family day, possono poco fare. La Fede viene PRIMA della morale.
    Se la fede è incerta, vaga o del tutto assente, che morale volete che vi sia?
    vige la morale di Eugenio Scalfari: ognuno faccia quello gli detta la sua coscienza.

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  14. Giacomo , concordo con quello che dici relativamente alla fede (anche quando dici che interpreto il vangelo secondo individuali opinioni, con il punto di attenzione che le mie opinioni sono tutt’altro che individuali ma spesso collettive, e sono spesso provocatorie per cercare di stimolare qualcuno a cercare di comprendere come pensa il mondo).
    Non fare però lo stesso errore che denunci : non è dal divorzio si arriva alla disgregazione, ma è dalla mancanza di fede che si arriva al divorzio. Il divorzio è una conseguenza , non una causa. E’ proprio nell’affidare alle leggi dello stato il compito di difendere i precetti cattolici che è derivato il grande vulnus iniziale che ha portato a tutto questo.
    Pensare di surrogare con la legge la mancanza di fede è una follia, e pensare di affidare allo stato la difesa delle nostre convinzioni, invece di convincere le persone con l’esempio, è una stortura.
    La legge costringe le persone in una certa situazione, apparentemente ordinata, ma alla lunga nessuna legge può trattenere ciò che non si trattiene da solo.
    Se hai avuto occasione di leggere altri miei post, avrai letto che da sempre dico che il problema è la fede, e la mancanza della stessa.
    La vera sfida della Chiesa del secondo millenio è confrontarsi con un mondo in cui i fedeli con la F maiuscola non sono più scontati.
    Se per secoli la Chiesa ha potuto confidare su una società cattolicistica, dove la fede (sentita e meno che fosse) era data per assodata, ora il mondo è cambiato e quella società non c’è più.
    C’è necessità di cristiani autentici che testimonino con la loro vita quotidiana, e sopratutto nelle loro scelte quotidiane, la bellezza e la felicità di essere cristiani, nonostante le mille difficoltà, alcune spesso derivanti proprio dalle scelte cristiane! (perchè non rubare, pagare tutte le tasse, non sparlare di quel collega per metterlo in cattiva luce col capo, non fare quell’abuso edilizio anche se tutti i vicini lo hanno fatto, non farsi raccomandare per quel posto i lavoro, ha un costo in termini di benessere, e bisogna far vedere che nonostante tutto si è felici e sereni e non eternamente arrabiati!)
    Ma se i cristiani sono meno autentici (se il sale perde sapore, con che lo si salerà ?) come si può pretedere che altri, attraverso loro, incontrino Cristo e si innamorino, e diventino fedeli ?
    E se non ci sono più i fedeli (sempre con la F maiuscola) come si può pensare di imporre la morale cattolica , o modi di vivere e rinunce?

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    • Noi cristiani siamo qui per cambiare il mondo, non per sculettare per strada sperando che qualcuno ci noti.

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      • No caro fraCentanni, non siamo quiper cambiare il mondo. Siamo qui per lodare e servire Dio ed andarci da Lui. Cercare che tutti gli uomini arrivino a Lui e non si perdano. Se questo cambia il mondo sará solo un beneficio collaterale. Il Logos che l´ha creato é venuto al mondo é non lo ha cambiato Perché dovremmo farlo noi?

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    • Mi pare che sbagliate obbiettivo. Voi avete ragione che il problema dell´uomo di oggi é un problema di Fede. Ma il problema della bontá o meno del decreto Cirinna non é necessariamente un problema di Fede. Romani e greci che godevano dei piaceri sodomiti mai avrebbero riconosciuto come matrimonio l´unione di due uomini. É una questione di senso comune. La discussione deve essere portata a discutere se alla societá conviene che aduna coppia omosessuale vengano riconosciuti pari sostenimento che ad un matrimonio eterosessuale.

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