Metafisica for Dummies! – Lezione 1: Sul termine “Metafisica”

Prendono il via da oggi una serie di articoli introduttivi alla scienza Metafisica, sulla scorta di personali appunti presi durante le splendide lezioni di Padre Giuseppe Barzaghi OP, appunti non revisionati né approvati dal docente. Gli articoli si atterranno, nell’impostazione generale (termini, struttura del corso, approccio), all’impianto pedagogico di Padre Barzaghi, mentre la forma e la riscrittura saranno personali.

Non si tratta insomma di un lavoro di sbobinamento, quanto una riproposta di contenuti autorevoli e sistematici mediante una modalità adatta ad un blog. Personalmente inoltre cercherò, nei limiti della mia competenza, di immettere brevi aggiunte personali, soprattutto in termini di citazioni e/o bibliografia.

Le lezioni sono reperibili on line presso l’Accademia del Redentore , “blog” che desidero ringraziare per lo splendido lavoro pluriennale portato avanti da Don Carlo Moro e dai suoi amici.

Ringrazio altresì Padre Barzaghi OP per concedere da anni a questa Accademia la pubblicazione delle sue lezioni in mp3 e dunque, implicitamente, di poterne ricavare eventuali dispense come la presente. Credo sia inutile precisare che la stessa è offerta palesemente in forma gratuita e con due scopi precisi: in primis far entrare più gente possibile in contatto con la ricchezza di questi contenuti di una materia imprescindibile, offerti da un grande insegnante; secondo, fornire un appiglio argomentativo forte ed autorevole di fronte alla barbarie anti-metafisica che imperversa in questi tempi “assurdi” (nel vero senso della parola).

Questi scritti sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons Attribuzione al blog e autori coinvolti (Barzaghi in primis)-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported.

Benvenuti dunque a:

Metaphisique du role!

Metaphisique du role!

METAFISICA FOR DUMMIES!

A mò d’introduzione

 

01: Sul termine “Metafisica”

Metafisica oggi è un vocabolo equivoco.

Il vocabolario Treccani enumera quattro modi di utilizzo del medesimo termine: il primo filosofico e gli altri tre per estensione semantica. Ma nella pratica moderna se ne possono individuare ben più di questi.

Aristotele, come ben si sa, nemmeno sapeva cosa fosse ed chiamava la branca della conoscenza che oggi viene definita “metafisica” con il termine “teologia”.

Ancora oggi fra i filosofi che accettano il concept metafisico si usano i termini “metafisica”, “ontologia”, “teologia razionale”, “teologia” come fossero sinonimi. Questo non aiuta nell’altrui comprensione.

Non è finita: il termine viene spesso utilizzato in ambito accademico come sinonimo di sofisma, soprattutto quando a parlare sono filosofi post-kantiani, cioè antimetafisici per propria… “metafisica”.

E ancora: De Chirico è un pittore “metafisico”, cioè un pittore che propone immagini fantasiose che vanno “oltre la natura” osservabile.

Ancora: viene usata per definire la propria “visione del mondo personale” (appioppando cioè al termine una forza pari a quella dell’opinione).

E infine oggi, soprattutto in ambiti web (dove l’ignoranza regna abissale e lo spirito della saccenza aleggia sul vuoto), si è soliti utilizzare il termine affrancandolo alla fantasia più becera. Da qui confusioni lessicali terribili, riscontrabili nelle stupide discussioni di gruppi più o meno chiusi presenti in social network come facebook (ad esempio questo). Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: la “metafisica” sono i miti e le storie degli antichi greci con i quali i vegliardi spiegavano i fenomeni naturali; sono “metafisica” le visioni fantasiose dei credenti che si illudono nei miracoli; è “metafisica” qualsiasi affermazione sganciata dalla realtà, ovviamente intendendo con “realtà” la mera somma dell’aspetto degli enti comprensibile mediante metodo empirico, assurto (…metafisicamente) a unico metro di conoscenza.

E come non citare la assioma per cui Metafisica sia l’assurdo “tentativo irrazionale” da parte di un fedele di spiegare l’inspiegabile della sua credenza, rendendo così tale scienza del tutto assimilabile alla religione. Ma:

“la Metafisica differisce anche dalla religione , dal fatto che la prima è puramente una ricerca intellettuale o speculativa per saggezza sul significato dell’universo , mentre la seconda comporta una risposta del cuore di ordine pratico che si attua con l’impegno di tutta la persona a vivere secondo il piano di, cercare l’unione con, quella che viene definita Realtà Ultima.”

Norris Clarke, WilliamOne and the Many, pag. 7. Traduzione personale.

Metafisica oggi è dunque un vocabolo molto equivoco!

Urge dunque definirlo in modo preciso e successivamente, mediante lezioni successive, comprenderlo a pieno.

Direi dunque di fare una prima definizione che sarà quella che verrà utilizzata qui.

Si utilizzerà il termine “metafisica” come unione di due discipline fittiziamente divise sulla scorta di quanto avveniva già nelle scuole medievali:

1 – La Transfisica (dal I° libro all XI° di Aristotele): nella quale si traccia il quadro d’insieme, si comprende lo strumento e la prospettiva d’indagine propria di questa scienza. E’ quello che tratteremo in queste prime lezioni che andranno sotto il nome moderno di Ontologia, cioè lett. “Studio di ciò che è in quanto è”. Per dirla in termini aristotelici: Scienza dell’ente in quanto ente.

2 – La Teologia Razionale (dal XII° libro di poi): nella quale si “aziona” lo strumento della transfisica sul reale constatabile. Viene chiamata “razionale” perché è la cosiddetta “scienza di/su Dio” indipendente dalla Rivelazione. Sinonimo di questa disciplina è anche, infatti, “Teologia naturale”.

Dunque ora tratteremo del punto 1, cioè della Ontologia, quale scienza dell’ente in quanto ente.

Cercheremo di svilupparne la definizione e far comprendere quindi il carattere scientifico intrinseco nella disciplina, la sua necessità di sviluppo e ovviamente, più avanti, le conclusioni proprie in termini universali.

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

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24 replies

  1. Buonasera minstrel! A quanto pare tutti stanno ancora litigando al piano di sotto…

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    • Quale fra i vari piani? 😀 Non mi sembra di essermi perso niente.
      Tornando IT spero ti possa piacere quel che scriverò in queste lezioni, naturalmente sperando di non scrivere baggianate. 🙂

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  2. Io addirittura sto ancora in cantina dibattendo con Gaspare 😀
    Intanto benvenuta a questa nuova rubrica

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  3. “Ma… ma… come fai a mettere nella stessa frase “teologia” e “razionale”?! Non ti accorgi che è un paradosso, un’assurdità?!” (cit)

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    • Cos’è? Una domanda seria ( com’è possibile che lo sia?) ? Un desiderio di discuterne il punto a fine apologetico nella palude culturale contemporanea? Un atto di trollaggio? Chi o cosa si (cit)? Perché sarebbe un paradosso? Perché sarebbe un’assurdità? Spiegaci con razionalità questo tuo intervento.
      In Pace

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      • Tranquillo Simon. Jdm sta solamente citando una delle domande più sceme che mai ci sia stata rivolta all’interno di quel gruppo di Facebook che ho citato in questa primissima lezione.
        A tale proposito dovevi proprio esserci in quel gruppo perché prima di incazzarti di brutto, per l’ignoranza che ivi vi abita innalzata a supponenza, ti saresti fatto delle grasse risate. 😀

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      • Come dice Minstrel, Simon.

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        • Spero comunque che tu abbia salvato molte delle assurde domande che abbiamo ricevuto. Una risata non la si nega a nessuno! 😀

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          • Tiè: beccatevi il Vincenzini (autore di molte delle domande assurde) che si scotra contro leonetto e Masiero su CS.
            http://www.enzopennetta.it/2014/06/il-caso-a-meta/
            Risate garantite! 😀

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          • Gran sculacciata ha ricevuto tal Vincenzini…. LOL
            In Pace

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          • Riporto questo contributo di Giorgio che condivido totalmente:

            “La (duplice) definizione di caso assoluto, o 1) come effetto di due fenomeni indipendenti (ma lo sa il Nostro che non esistono fenomeni indipendenti, dopo la scoperta dell’entanglement in fisica quantistica?!) o 2) come risultato del principio di Heisenberg (ma che cosa c’entra il principio di Heisenberg?! Lo scrivevo appena qualche giorno fa che, ogni volta che si deve supportare un’idea strampalata si tira fuori la MQ…), è comica.
            Il “caso” non esiste in fisica:
            1) Esso non rientra in nessuna formalizzazione della fisica quantistica, nemmeno nella prima quantizzazione della MQ di Dirac, Heisenberg, ecc. Vorrei invitare i lettori che non conoscono la MQ (e anche il Nostro che dimostra di non conoscerla) a vedere se essi trovano la parola “caso”, nell’assiomatizzazione di Dirac (nei famosi Principles of Quantum Mechanics) o in quella di von Neumann (che possono trovare pubblicata qui: https://www.mat.unical.it/~nistico/dispense/VonNeumann.pdf )
            2) Come spiega bene Pennetta, il concetto di “caso” non potrà mai rientrare in scienza perché è per definizione inquantificabile e infalsificabile! E ciò che non è sperimentalmente misurabile né controllabile non può far parte della scienza naturale, ma solo della speculazione filosofica.”

            Conciso e scientifico.
            In Pace

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          • Ahahah Appena ho letto la conversazione inviata JdM ed è comparso il Vicentini mi è proprio venuta in mente quella sua retata su CS (sito che btw ha cambiato Look! Whoa! 😮 )

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    • Ce l’hai ancora nel gargarozzo quella discussione su facebook, vero JdM? 😀

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  4. Sapete che la passione allunga la vita? L’ultimo numero di Focus spiega che se il cervello si infiamma, ci regala un’ora di gioia in più al giorno, e ci allunga la vita. Le passioni possono essere il propulsore di una vita più lunga e felice…

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    • Certo bisogna amare la vita se si vuol vivere: passione, interesse, desiderio, ricerca, tutti atteggiamenti di fronte alla vita che, se motivati, sostenuti e compiuti da una vivida volontà, allungano la vita.
      Infatti noi siamo la nostra volontà….
      In Pace

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      • Agostiniano.

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        • Non è agostiniano. La volontà , l’intenzione attiva e reattiva , dirige ragione e poetica, l’animo e l’anima, nel mezzo, in definitiva, compiendo sacrifici interiori, qualora si sia umili e seri figli della Chiesa, ossia ritualità interne, nel discernimento. Il nocchiere.
          Anche il giudizio è pur sempre rituale difatti.
          L’intelletto osserva e comprende, è il secondo nocchiere, l’altro cavaliere. In tutto ciò il corpo è il corpo, nervi oltre che carne, ed il sangue dal cuore al centro dell’umano.
          In questo caso mancherebbe la terza descrizione e tripartizione su piano spirituale nell’umano, ma si sopperisce con la gerarchia angelica.

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    • Focus. Hanno parlato proprio di infiammazione? ….no vero?
      Perchè se si tratta del discorso endorfine tutto ok.
      Ma una qualsiasi infiammazione del cervello, anche minima, in base alla scienza medica è deleteria….

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  5. Andó sta Claudio? Claudiooooo!!
    Mi avete fatto sorgere un dubbio sul principle of charity.
    Ha un ambito di applicazione limitato e quindi esclude alcuni ambiti ?
    Ad esempio, presumo che in un simposio medico quel principio non sarà ammesso perché non si può sparare un termine/concetto al posto di un altro e pretendere che i colleghi ti comprendano (anche se potrebbero comprendere comunque). Quindi il principio non si applica in discussioni specialistiche? O è applicabile in qualche modo anche a quelle? (beh…sì, io comunque penso che “in certo qual modo” con limiti diversi è applicabile universalmente).

    Quello che mi risulta ben chiaro è che la charity vada applicata ad esempio da un filosofo che ascolta e risponde a me. Quindi tra persone con percorsi formativi diversi.
    Quindi, pensavo: nell’affermazione ridicola che avete riportato (che risulta ridicola perfino a me che ne so poco di certi argomenti) …..non era evidente che il soggetto intendeva “come fai a mettere nella stessa frase RELIGIONE-RELIGIOSITA’ e razionalità”?
    E dunque mi chiedo: va chiarito, quando si parla in internet se la discussione è specialistica o popolare? E se non viene chiarito a monte, tipo “warning: qui è ammessa solo la categoria di specialisti xy”…..andrebbe usata charity per procedere agevolmente nella discussione (magari correggendo esplicitamente l’interlocutore: “forse tu volevi dire religione”) e non girare e rigirare a vuoto? O magari, si girerà a vuoto lo stesso (in caso di ideologia) ma almeno la discussione assume un senso più costruttivo.

    Perché, a ben pensarci….il principle of charity è “charity” verso gli altri ma è pure “charity” che torna indietro a sè stessi in quanto evita inutili perdite di tempo e discussioni sterili.

    …..sbaglio? O qualche briciola di verità l’ho beccata?

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  6. la giusta passione x le giuste cose per ideali moralmenti corretti coerenti ke non inficino libertà, felicità altrui………………………

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