Blog dei blogs: breve rassegna web – 19

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E’ un periodo di “stanca” in molti dei blog che insieme visioniamo in questa rubrica. Tant’è che il mio percorso di lettura/approfondimento di questa settimana se n’è andato diretto nelle conferenze inserite nel sito Accademia del Redentore dove ho scoperto una chicca davvero splendida che mi ha fatto riscoprire la nouvelle theologique di De Lubac. Ma andiamo con ordine, vediamo cosa presentano i soliti blog oggi, in velocità:

Chiesa e post Concilio
Mic ritiene che la forma sostanziale del Papato quale Vicario di Cristo passi anche attraverso l’utilizzo completo e senza remore di tutte le prerogative dell’essere capo di Stato del Vaticano quale stato sovrano a sé stante. Peccato che fra le prerogative ci sia anche il fatto che Francesco non perde certo la cittadinanza e può decidere di farsi il passaporto che vuole dall’autorità che vuole.
Della serie: di cosa sparliamo oggi?

Andrea Carradori
Spara 3 articoli fra cui uno che mi ha colpito, dedicato alla demolizione dell’uomo in quanto uomo che si sta compiendo in Belgio. Mi ha colpito perché Andrea cita la riflessione della congregazione buddista belga la quale ha accolto con favore la nuova legge. Leggiamo da ImolaOggi: “Koen Vermeulen, segretario dell’Union Bouddhique Belge (UBB), che rappresenta circa 100 mila praticanti e simpatizzanti della filosofia orientale nel paese, ha detto all’AFP che ”l’obiettivo del buddismo e’ quello di guardare a cio’ che e’ fonte di sofferenza per andare oltre. Se non c’e’ possibilita’ di ridurre la sofferenza, in circostanze eccezionali, l’eutanasia resta la sola opzione sensata”.
Si può dire? Si, si può dire: se questo è l’obiettivo della “filosofia” buddista, tale obiettivo è contradditorio e oggettivamente anti-umano! Poiché infatti se l’obiettivo è osservare la “fonte della sofferenza” PER quindi SUPERARLA, ma contemporaneamente l’uomo può provare stadi di sofferenza “misteriosi”,  – cioè dove anche guardando alla fonte della sofferenza, tale sofferenza non è possibile superarla- si evince che tale superamento cercato, anche qualora avvenga (?!), non è che pia illusione! Inoltre è chiaro che il superamento della sofferenza è impossibile all’uomo poiché l’uomo nella sua interezza è chiamato a sofferenze che superano la possibilità di eliminarle, dunque proporre una disciplina che punta ad eliminarle è proporre una EMERITA CAZZATA!
Accidenti, l’ho detto?
L’ho detto eccome.

Magister
Traccia in un ottimo articolo il fittissimo calendario di febbraio della Santa Sede. Vediamolo insieme:
da lunedì 17 a mercoledì 19 si riunisce il consiglio dei cardinali nominato dieci mesi fa da Jorge Mario Bergoglio per farsi aiutare nel governo della Chiesa universale e nella riforma della curia.
Giovedì 20 e venerdì 21 febbraio si riuniranno poi in Vaticano tutti i cardinali, compresi i nuovi che riceveranno formalmente la porpora sabato 22 per la pastorale famigliare! Relazione di Kasper e poi brain storming (cioè guerra su tutti i fronti!)
Sabato 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, papa Francesco creerà i primi nuovi cardinali del suo pontificato e il giorno dopo, domenica 23, celebrerà con loro una messa solenne in San Pietro.
lunedì 24 e martedì 25 febbraio si riunirà il consiglio della segreteria generale del sinodo dei vescovi sulla famiglia, coordinato dal neocardinale Lorenzo Baldisseri do ve si presenteranno i questionari (it’s war: AGAIN!)
Ne vedremo delle belle!

Matias Augé
Dà spazio a Melloni che strilla contro il ritorno ad una esteriorità del sacro. Della serie: attiziamo la polarizzazione! Più polariziamo, più “siamo”. Naturalmente Augé lo fa richiamando quanto riferito dal Papa sul VO (“è una moda”). Ecco quello che scrive Grillo: “Nessuno sa se questa moda è finita col 2013 o c’è stata solo una pausa nella cultura che credeva che quattro pianete, sei candelabri e qualche latinorum avrebbero riportato le cose là dove le avevano lasciate nei loro vent’anni.”
Mi pare il “dissertare a zonzo” futile, come dice Don Chiarini. ‘namo avanti.

Messa in Latino
Ha cambiato vestito anche il blog MiL (pur mantenendo il “giallo paglierino”…). Parla di Gregoriano in Kenya e di Rufus Wainwright a Sanremo 2014. A tale proposito, cioè a proposito di Rufus, sono personalmente contrario ad azioni come quelle dei papaboys che si appellano al diritto. Il diritto può anche cambiare, soprattutto in questi tempi fumosi, e dire ai fautori del “politically correct secondo la logica odierna” che sono Fazio-Littizetto che possono andare incontro a problemi legali significa:
1 – far pensare che il diritto è ancora dei tempi antichi e prima o poi bisognerà cambiare;
2 – far pensare che in Italia siamo ancora schiavi del Vaticano e prima o poi bisognerà cambiare;
3 – far cantare a Rufus una canzone diversa da quella per la quale è conosciuto spingendo le persone a cercare chi è questo cantante ascoltandolo proprio solo quella canzone;
4 – far pubblicità gratuita ad un carrozzone musicalmente inutile che bisognerebbe semplicemente abortire (questo si!), se non fosse che dà da mangiare a molti orchestrali italiani che meritano;
5 – ci si fa prendere per i fondelli da una Littizetto che è intelligente quanto spiritosa e sa come trattare chi fa la voce grossa con argomenti piccoli.
Come si doveva fare? Ascoltare le canzoni di Rufus e farne una recensione musicale per capire se c’è qualcosa di nuovo e di “bello” nel suo codice artistico; e leggere i testi di mooolte canzoni per capire se questo signore dice qualcosa oltre alle solite menate anticristiche che sinceramente oramai non toccano nient’altro che le balls. Fermarsi alle baracconate di Rufus significa proporre baracconate come contro-argomento.

Critica Scientifica
Il fisico Giorgio Masiero propone un brevissimo articolo dedicato ai fondamenti teologici della scienza moderna. Bello, ma molto breve e come tale accenna solo il discorso, anche se la brevità è utilissima nel web.

Lanzanos
Heroquest 25 anniversario ha raggiunto 1179% di finanziamento e pertanto questo nuovo gioco con miniature dovrebbe veder la luce entro Natale 2014 e… ops, scusate, mi son fatto prendere dall’euforia perché un piccolissimo sogno di quando ero ragazzino si sta concretizzando! Va beh, basta, avete capito che ho finito le cartuccie altrui.
Andiamo direttamente a:

L’IMPRESCINDIBILE

Accademia del Redentore
Padre Salvioli OP ci guida alla lettura del libro da lui curato per le edizioni ESD di John Milbank: “Il fulcro sospeso”. Milbank ripropone la lettura teologica di Henri De Lubac in maniera radicale poiché, come si evince dall’introduzione dello stesso Salvioli, solo utilizzata in modo radicale questa teologia rientra pienamente nel Magistero cattolico. Leggo dall’introduzione dell’opera: “Al centro del volume di John Milbank si trova, infatti, l’imprescindibile questione dei rapporti tra la grazia e la natura, declinata in modo da offrire una visione integrale della realtà, a differenza dell’opzione dualista e separatista propria del pensiero moderno.” Tale separazione è ovviamente quella che intercorre fra la natura dell’uomo spogliata dal rapporto con Dio e la natura sovrannaturale di tale rapporto. Rapporto che sarebbe visto ora come una “ciliegina sulla torta”: che se c’è è meglio e se non c’è poco cambia. Nella radicalità post-moderna della teologia di De Lubac invece si prevede che l’unica natura umana è quella che si rapporta a Dio!
E la Humani generis che demoliva Lubac? Salvioli dice che non è vero e spiega il perché. Ma da dove nasce questa separazione di nature? Milbank con Lubac e Salvioli dicono che nasce dalla teologia tardoscolastica (che ha tradito la scolastica)! E cosa ha fatto nascere? Il secolarismo! E come ci si salva dal pensiero pelagiano di questo periodo? Riformulando antichi modi di vivere il rapporto uomo-Dio consapevoli che  il Cristianesimo permea PER ESSENZA ogni dimensione della vita: non si dà alcuna realtà neutra o indifferente rispetto all’opera della grazia divina! Una introduzione chiarissima – nata in seno ad una riflessione teologica tipica della Bologna contemporanea dove si sta sviluppando una riflessione teologica onnicomprensiva sulla scorta delle leziondi del Cardinale Biffi e Barzaghi autori della Scuola di Anagogia –  sulla cosidetta “Radical Theology” neoscolastica che ritengo sia importante conoscere.
Il cambio di rotta della cosidetta “Scuola di rottura di Bologna” data da Biffi a quanto pare sta dando questi frutti. E a me sembrano frutti gran buoni!

Concludiamo al solito: avete altre segnalazioni da farci? Beh, i commenti sono aperti; postatele lì senza alcun problema. Grazie!

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83 replies

    • P. Cavalcoli o.p. mi è simpatico in quanto sento una vicinanza con lui negli obiettivi che ci interpellano.
      Però, però, la sua concezione di “infallibilità” mi sembra un abuso di linguaggio come lui lo applica al Magistero ordinario del Santo Padre.
      Il concetto di “infallibilità” moderno è proprio legato alla nozione di verità espressa in modo definitiva e definitoria come definito durante il S.S. Concilio Vaticano I, ed estenderlo tale e quale a tutti gli atti di Magistero petrino quando si pronuncia in materia di fede ed i costumi mi sembra inappropriato, ambiguo e conducente a possibili confusioni.
      Invece è vero che al Magistero Autentico, anche quando non si vuole definitorio e definitivo si deve “religioso ossequio della volontà e dell’obbedienza” dato che esso non può sbagliarsi né indurre in errore.
      Per questo preferisco la nozione di inerrabilità a quella di infallibilità: non essere in errore e non poter indurre in errore non vuol dire essere infalllibile e perfetto nelle definizioni usate né nella definitività del giudizio.
      In Pace

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  1. Quanto al blog Chiacchere e Pettegolezzi Calunniosi ( C&PC), chissà perchè non sono stupito che ora basa i suoi sviluppi teologici (!) anti-papisti e anti-cattolici sul fatto che il Santo Padre, di nazionalità argentina, si faccia rifar ei documenti argentini, come se Benedetto XVI non fosse rimasto tedesco, il Beato Giovanni Paolo II polacco ed il Servod di Dio Albino Luciani , italiano….: C&PC è peggio peggio di un sito dei TdG!!!

    Ottimo l’articolo di Andre e concordo coll’essenza delle sue osservazioni.

    Quanto a P.Augé non capisco proprio perché si senta così vicino al Grillo di servizio: caduta di stile o innavvertenza: questo signore è parte di quella gente che ama le idee , mica la liturgia, a mio umile parere.
    In Pace

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    • scusate ma l’umile parere di simon cmq detto e ben eclatante mi fa sorridere diplomatici o finanzieri,
      la mia ironia sfasata, scusate fratelli
      ricordami pf simon epikeia ho letto ma non memorizzato
      e minstrel to ke sono pf grazia a tutti e 2
      son ank’io figlia del Padre Nostro
      ciao

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    • Purtroppo, a furia di battere la testa sulle ossessioni che si sono autofabbricate seguendo cattivi maestri o per situazioni esistenziali che non sappiano, ossessioni che sono esplose subito a partire dall’abbigliamento del Papa appena eletto, può capitare a certi nostri poveri fratelli di arrivare ora a chiedersi per via del passaporto… ” a questo punto mi domando seriamente se quest’uomo stia bene.”
      Al che viene da preoccuparsi seriamente. 🙂

      Occhio a internet, ragazzi; sono chine difficilmente controllabili.

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  2. Un proverbio dice… gli amici dei miei amici sono miei amici. Io parafraso: i nemici dei miei nemici sono miei nemici!
    E’ vero MIL sta diventando sempre più vomitevole e continuo a prendere censure e insulti vari. Ovviamente, come dicono a Roma… nun me ne po’ fregà de meno… Mi spiace che un cretino (per usare un eufemismo) oggi si sia scagliato contro Simon. Mi spiace ancora di più perché l’ha fatto in un post in cui non c’entrava nulla e per il fatto che ha sarcasticamente ironizzato sulla sua malattia e sul post presente in questo blog…. Naturalmente Andrea Carradori ha fatto finta di nulla: censura solo i miei post…
    @simon hai la nostra solidarietà: riposati e guarisci

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  3. giuseppe ki è l’uomo ke magari non sta bene
    vorrei capire meglio
    cmq internet è piena di Kiesa a rovescio
    ci so tizi ke voglion preteggià
    lavorino ke magari qualcosa di valido società apportano
    po’ di sudore pure sulle loro fronti non guasterebbe

    cmq saluta massima dopo crisi a Simon dopo tempesta arriva sereno
    ciao

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  4. Premetto che ho sempre le medesime difficoltà tecniche a intervenire sul blog, mi scuso per la frammentarieta’, perché dovro’ diluire il discorso in più pezzi…

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  5. Forse vale la pena, nella rassegna di Minstrel, attraversare questo dibattito apertosi a partire dall’appello dei foglianti al Santo Padre.

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  6. In sintesi, disapprovo totalmente l’approccio di Ferrara e mi stupisco della buona reputazione che gode in certi ambienti cattolici…

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  7. E la vogliamo dire tutta? Ci sono ottime riviste cattoliche on line, ma che a mio parere sono diventate inguardabili per la denuncia quotidiana del “male”…

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  8. Mi spiego, il “male” denunciato è male (cultura trangender, distruzione della famiglia)…

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  9. …..ma vederlo tutti i santi giorni così ben documentato mi produce un senso di ripulsa non solo verso il male…

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    • bello rosanna quel ke dici
      cmq i moduli gender stampati soldi pubblici co grandi sprechi e molta poka avvedutezza non son per nulla richiesti perkè infatti fatti stampare da simil depravati
      le vicissitudini personali particolari devon esser gestite co intelligenza no porsi a pubblico ludibrio
      se Dio ci ha fatti per amarci e generare maschio femmina i figli han diritto madre padre
      poi la coscienza non la passione indikerà la giusta via
      ciao

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  10. …ma anche verso il mezzo (la rivista) che quel male vuole denunciare. Sono riuscita a spiegarmi?

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    • Cara Rosanna,
      capisco quel che vuoi dire: a forza di parlare di schifezze ce le fanno entrare in testa.ed è esattamente quel che vogliono gli ambientacci che li propongono.
      In questo senso, concordo con Papa Francesco: la Buona Novella non può essere ridotta al solo contemplare queste immoralità fosse anche per controbatterle.
      Questo deve essere fatto a proposito e non ossessivamente.
      In Pace

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    • Grazie rosanna, e mi dispiace che il tuo problema non si sia risolto con il template nuovo. Temo a questo punto sia una impostazione del tablet.
      Comunque si è compreso benissimo il tuo discorso.

      Piuttosto ti ringrazio dei link. Mi permetto, visto il tuo interessamento, di invitarti a diventare per noi colei che segue questo dibattito o addirittura sarebbe bello che tu fossi una persona che ci aiuta nella comprensione di ciò che succede nella galassia web. Basta ad esempio che mi mandi link in privato (basta che vai sulla pagina Contattaci https://pellegrininellaverita.wordpress.com/contattaci/ ) che ritieni importanti e se riesco a trovare il tempo per leggerli finiranno nella rubrica.
      Naturalmente mi piacerebbe riceve anche eventuali scritti al rigaurdo, magari tue analisi che potrei benissimo postare per te. Robe simili insomma. Croce-via infatti è un blog apertissimo a sollecitazioni esterne, ma non voglio far sentire in obbligo nessuno pertanto mi fermo qui.
      Insomma per ora grazie! 🙂

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  11. Considerando questo spazio una breve rassegna web settimanale, mi permetto di usufruirne per esprimere una mia considerazione.
    Ho letto da qualche parte che sarà il cardinale Kasper ad aprire, giovedì mattina in Vaticano, i lavori del Concistoro con una relazione sul “Vangelo della Famiglia”. I temi sono quelli che si discuteranno nel Sinodo straordinario di ottobre e in quello del prossimo anno: matrimonio, famiglia, accesso ai sacramenti per i divorziati risposati, coppie gay, fecondazione assistita, maternità surrogata …
    Kasper, che non ama l’ecclesialese, quando parla di questi temi dice con chiarezza quel che non va: «Il problema oggi è che Dio per molti non è più un problema. Sembra che non interessi più, c’è indifferenza. E ciò che è sconcertante è che quelli senza Dio non sono più cattivi e non sembrano essere meno felici rispetto a chi crede».
    Non ho difficoltà a concordare con la prima parte della valutazione del cardinale e cioè che oggi Dio non fa più mondo. Non è una novità ma l’evidente realtà. Mi è difficile invece perfino comprendere la parte conclusiva.
    Mi chiedo infatti, perché mai dovrebbe apparire sconcertante rilevare che le persone che non credono in Dio o che mostrino indifferenza per l’argomento non siano più cattivi o meno felici di chi invece coniuga una fede? Vivono ugualmente bene o male come tutti quanti gli altri, con gli stessi affanni e gli stati d’animo conseguenti a ciò che la vita concede a caso. Se davvero costoro sentissero l’esigenza di credere in Dio o in qualcosa d’altro lo farebbero, nessuno sta lì con un bastone a impedirglielo. Non comprendo quindi e non giustifico lo sconcerto del cardinale il quale, avendo superato felicemente gli ottant’anni, dovrebbe avere una percezione più attenta del mondo che lo circonda.

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    • Come la presenti tu, caro Gaspare, in effetti, non si vede bene cosa ci sia di “speciale”: detto ciò,il Card. Ksper il suo discorso non ha ancora pronunciato e da quel che ne ho capito la sua presentazione sarebbe più il proporre le problematiche contemplate per riassestarle nella loro cornice teologica che proporre delle soluzioni pastorali che emergeranno nei prossimi due anni lungo i due Sinodi.

      In questi giorni sto rileggendo, anzi la sto proprio usando come base per meditazione spirituale, la Lumen Gentium: questo testo che è una riflessione della Chiesa su Se Stessa, nella Sua relazione alla Trinità, in particolare il Cristo e lo Spirito Santo, e nella Sua relazione con l’umanità intera, mi sembra già dare l’orizzonte della risposta. Bisognerebbe un po’ spingere la riflessione mistica e teologica inclusa in LG per trovare, forse non una risposta, ma uno sguardo veramente cattolico, nel senso di universale, A queste domande circa i non credenti e gli indifferenti nostri contemporanei.
      In Pace.

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      • Non vorrei apparire polemico, caro Simon, ma non si tratta di come la presento io, ma di come la racconta Kasper.
        So bene che non ha ancora pronunciato il suo discorso propositivo: lo farà all’apertura dei lavori giovedì, e quindi domani, ma non è su questo che mi sono soffermato.
        Ho anche letto che Kasper preferirà un approccio teologico alla discussione con la speranza, tutta da verificare, di evitare lo scontro tra progressisti e conservatori. In un certo senso vi è costretto, perché un eventuale muro contro muro va fermato sul nascere: sarebbe difficilissimo governarlo e c’è il rischio concreto di far volare in piazza molti panni sporchi e se accadesse non rafforzerebbe di certo la già ridotta credibilità della Chiesa.
        Kasper dimostra quindi di essere persona accorta e conoscitrice delle cose del mondo e allora perché prova sconcerto nello scoprire che chi non crede o è indifferente non è più cattivo e meno felice di chi ha fede? Dovrebbe aver capito da tempo che tutti hanno una coscienza e la stessa non è prerogativa di chi ha una fede.

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        • Nessuna polemica, caro Gaspare: se siamo qui è per discutere sapendo di non essere sempre d’accordo, mica per polemizzare per polemizzare.

          Il muro contro muro va da essere evitato perché qui c’è rischio di scisma oggettivo : le questioni sul matrimonio sono sempre state nella storia della Chiesa radice di scismi ed eresie. All’epoca per difendere i mal comportamenti del sovrano di turno, ma oggi forse è anche la stessa cosa ma visto che il “sovrano” è il popolo “democratico” nei paesi occidentali.

          Per me, trovo più sconcertante che il cattivo, il malvagio, colui che sfrutta gli altri o incita alla perversione altrui viva tranquillamente sotto il sole: ma è la stessa domanda etica dell’ebreo biblico….
          In Pace

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          • Beh, stavolta siamo un pò più d’accordo!
            Lo sono in toto nel trovare sconcertante che il cattivo, il malvagio e compagnia bella, vivano tranquillamente sotto il sole, ma questo dipende da noi uomini, incapaci di organizzare al meglio la comunità umana.
            Lo sono in parte sul rischio di scisma oggettivo. Perché in parte? Perché il rischio di uno scisma oggettivo c’è, è concreto ed è bene evitarlo, ma lo scisma cui fai riferimento è lo scisma “ufficiale”, il malaugurato distacco di una grossa e significativa fetta dell’edificio cattolico da Roma. Scisma che tuttavia non avverrà, a meno di trovare qualcuno capace di segare il ramo sul quale è appollaiato.
            Nella realtà invece, è noto che uno scisma strisciante è in atto da cinquant’anni se non da sempre, e riguarda l’indifferenza oggi certificata e la poca permeabilità del gregge agli insegnamenti del pastore sui temi sensibili che riguardano la morale, l’etica, la famiglia e tutte le problematiche della vita a due, comunque realizzata.
            Su questo “sconcerto” è bene si soffermino i vari Kasper, cercando di limitarlo se ci riescono, piuttosto che preoccuparsi dello sconcerto che può generare la vista di un non credente non malvagio e per giunta felice.

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          • Ecco, appunto Gaspare! Perché c’è questo scollamento? Perché per l’uomo oggi non è necessario essere imitazione di Cristo per sentirsi uomo! Basta “comportarsi bene” ed ecco che il tuo essere uomo è soddisfatto, la tua natura UMANA – anche senza rapporto con Dio – è soddisfatta.
            C’è chi dice: “non pretendo di essere come Cristo, mi basta essere un uomo e seguire la mia coscienza…”
            Ma la pretesa cristiana può pensare di basarsi su questa finalità naturale totalmente umana che esiste anche senza rapporto divino?

            Queste sono le riflessioni che compio in questi giorni. Io non so se la “radical theology” sia la soluzione, non sono un teologo e non so quale altra soluzione proponga la neoscolastica per mantenere i “due piani” e salvaguardare la bellezza del rapporto divino in modo che non sia una ciliegina superflua su una torta che esiste comunque. Boh, più ci penso, più mi sembra che molto del problema sia qui.

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        • Speriamo che il discorso sia leggibile piuttosto, in questo modo riusciremo a comprendere la teologia del Kasper che certamente egli ha esplicitato nei suoi libri (sono 3 tomi nei quali ha illustrato la sua visione) in modo spero sintetico e chiaro.
          Sapendo poi che Kasper è uno di quelli che spingono al cambiamento che Simon NON auspica si potrebbero comprendere gli appigli teologici che argomentano le pretese progressiste.

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          • In realtà non me la sentirei di fare un processo di intenzioni al Card. Kasper a priori: è comunque un grande teologo cattolico e quel che ha scritto nel passato può essere molto condivisibile.
            Aspettiamo di vedere cosà dirà, se sarà pubblicato, eppoi ci faremo la nostra opinione concreta: ad ogni modo ci sarà sicuramente molto di buono da prendere.
            In Pace

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          • Mi trovi d’accordo su tutta la linea Simon. Infatti il tuo “se sarà pubblicato” era il mio “se sarà leggibile”. E ribadisco: lo spero, in modo che potremo comprendere quanto meno da dove parte il Sinodo.

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          • C’è un articolo su Vatican Insider sulla posizione del Card. Kasper, nel quale questi ribadisce:
            «Per me – ha detto testualmente – non è immaginabile che se uno cade in un buco, per lui non c’è alcuna uscita. Questa immagine non è conciliabile con la misericordia. C’è un’uscita per colui che si pente e si converte. Ma un buco senza uscita è per me impossibile»

            E come non essere d’accordo con lui: per chi si pente e si converte ci deve essere una via d’uscita. Ma convertirsi vuol dire girarsi via dal peccato nel quale ci si trova e se quel peccato è l’adulterio smettere l’adulterio o perlomeno incamminarsi seriamente verso la sua fine.

            Da un lato, tali interventi un po’ populisti mi innervosiscono in quanto fanno sembrare simpatico chi pronuncia tali frasi sulle spalle della dottrina della Chiesa, mentre in realtà non hanno detto niente di nuovo e ancor meno proposto niente di concreto che sia valido.

            In Pace

            http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/kasper-divorziati-divorciado-divorced-32194/

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    • Grazie Gaspare.
      Tu chiedi “perché mai dovrebbe apparire sconcertante rilevare che le persone che non credono in Dio o che mostrino indifferenza per l’argomento non siano più cattivi o meno felici di chi invece coniuga una fede?”
      Mai come questa volta il link “imprescindibile” è stato tanto imprescindibile. 🙂
      La tua domanda infatti sottintende una visione dualista fra natura e grazia, esattamente come pretende la neoscolastica post tridentina guidata dalla cosidetta “dottrina di antropologia teologica dei due piani”.
      Cito, per esplicarti questo dualismo che anche il tuo ragionamento utilizza, il mitico Mondin il quale, come al solito, è chiarissimo: «la teologia post-tridentina, per tutelare il carattere gratuito del sovrannaturale, aveva sviluppato la “teoria dei due piani”. In tale teoria, la grazia (il sovrannaturale) è intesa come qualcosa di estrinseco, applicato alla natura dall’esterno per santificarla. La natura, viceversa, viene intesa come qualcosa che si muove in modo autosufficiente entro confini suoi propri, con una sua propria finalità, e tanto la natura quanto la sua finalità possono essere conosciute per via d’esperienza e di riflessione filosofica. La potentia oboedientialis (cioè la capacità che la natura ha di ricevere il soprannaturale) è concepita solo negativamente, come un rapporto di non opposizione alla elevazione a tale stato.
      Contro la teoria dei “due piani” il De Lubac sostiene la tesi dell’unicità del fine dell’uomo e , di conseguenza, afferma che la natura umana, in quanto tale, comporta il desiderio della visione beatifica di Dio. […]
      Tuttavia De Lubac stesso riconosce che la tesi dell’unità del fine ultimo urta contro una grossa difficoltà: una volta ammesso che il fine ultimo dell’uomo (quello sovrannaturale della visione beatifica) e che egli già vi tende naturalmente in forza dell’apertura del suo spirito si può ancora dire che la visione è un dono e non un diritto?»

      Nel link che ho messo Padre Salvioli risponde a questa obiezione dichiarando che l’esistenza stessa dell’uomo, cioè il suo essere, il suo porlo nell’essere da parte di Dio, è DONO e pertanto tutto viene donato gratuitamente fin da subito e questo non contrasta con il dogma della gratuità del dono della grazia la quale deriva dalla gratuità del dono dell’esistenza.

      Ma tutto questo cosa centra con la tua domanda? Ovviamente il ritenere che esista una natura umana SGANCIATA dal rapporto con DIO (che è esattamente il terreno nel quale la tua domanda nasce) è per la teologia di De Lubac (e seguaci) un errore teologico che ha portato al secolarismo per il quale si può essere uomini A PRESCINDERE da Dio e la grazia divina è semplicemente una ciliegina su una torta che è già buona di per sè. Invece la pretesa cristiana, secondo questa teologia univoca per lo meno, è che l’uomo è tale solo IN RAPPORTO CONTINUO con il creatore e solo nella grazia egli trova risposta al suo desiderio intimo di comprensione del reale poiché tale desiderio non è nientaltro che, appunto, “desiderio della visione beatifica di Dio”.

      Non conosco la teologia di Kasper, ma so che fu assistente di Kung negli anni 60 (prima della condanna ovviamente) e Kung era uno che seguiva bene quel che De Lubac andava dicendo. Che sia da leggere in questi termini dunque la sua frase, cioè secondo una visione antropologica/teologica univoca e non dualista?

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      • dualismo, bene male, medaglie fronte retro, giano bifronte, contradditori
        la via è nell’equilibrio, la libra, la bilancia
        i senza fede devon essere supportati da semplicità assurde, idiots savants
        kiediamoci come e perkè, sarà il caso
        e cmq rendere noti panni sporki ci può condurre capire situazioni imbarazzanti
        la verità può sempre essere compresa e non ripetere l’errore diabolico di gente ke dovrebbe essere esemplare nei modus comportandi

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      • Grazie Minstrel, grazie davvero!
        Non amo la teologia e di conseguenza poche volte le ho dedicato il mio tempo. Questa volta però farò un’eccezione. Ho già utilizzato sia link dedicato al “mitico Mondin”, sia l’ “Imprescindibile” e ho scoperto anche di avere molti punti esteriori in comune con padre Salvioli.
        Ha la barba integrale, fuma la pipa e ha una figura imponente, spero sia alto e ami il cognac e quindi mi è simpatico e lo ascolterò volentieri.
        La domanda da me posta non voleva sottintendere nulla, semplicemente riaffermare ciò che ho sempre pensato e riscontrato sul “terreno”, guardandomi attorno e cioè che si può essere uomini retti, prescindendo da qualsiasi credo. Se poi questo corrisponde a un pensiero teologico o filosofico ne sono lieto.

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        • Grazie a te! Matteo Salvioli è un gran figo e sinceramente visto che la sua età è mooolto simile alla sua prima o poi piglio la macchina e vado a trovarlo, così ti faccio sapere se gli piace il cognac! 😉

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          • Volevi forse dire alla tua di età?
            E se è così a quale decade se non sono indiscreto?

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          • Già volevo scrivere “della mia”!
            Lui è del ’76. Invece al mio anno di nascita ci hanno fatto un Symbolum… 😛 😉

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          • io di uomini non me ne intendo…. 😉
            Ma forse ho anche sbagliato persona… Si tratta di P. Matteo Salvioli o P. Marco Salvioli?

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          • Vediamo di risolvere quest’equazione a tre variabili.
            Salvioli è del ’76 e la sua età è mooolto simile alla tua. Nel tuo anno di nascita hanno fatto un Symbolum. Tu sei un musicista appassionato di Canto Gregoriano e di musica sacra e quindi, semplificando e risolvendo si giunge al “Symbolum 77” di Pierangelo Sequeri.
            E quindi il tuo anno di nascita è il 1977.CVD.

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          • Lui è del ’76. Invece al mio anno di nascita ci hanno fatto un Symbolum… 😛 😉

            Ovviamente l’ha fatto Sequeri…

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          • MARCOOOO MAAAAARCOOOOOOOOOOOOOOO! Accidenti, ma sto perdendo i colpi nonostante la mia età?!? Oh porc… Grazie manuel! 😀

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          • Gaspare, sei un figo anche tu. 😉

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          • Sono un gran barbuto anch’io e mi piace il cognac pure come anche un ottimo single malt se ha almeno 29 anni di età e non disdegno un paio di volte all’anno un cubano numero cinque.
            Sono un figo pure io? 😛
            (adesso facciamo il club dei barbuti fighi)
            In Pace

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          • SImon, ovvio che lo sei!

            Come è ovvio che se ci incontrassimo un giorno tutti insieme partiremmo disputando su tutto, ma alla fine ci ritroveremmo a guardare semisbronzi in silenzio il tramonto: in mano il nostro superalcolico, lo sguardo in fuga, il sorriso nel cuore, il cervello annebbiato, il pensiero vigile, l’anima in festa.
            E sapete perché?

            Esatto! perché siamo figh… si, ok, direi che è abbastanza. 🙂

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    • Kasper poi è l’autore del libro “Misericordia” decantato a inizio mandato da Papa Francesco.
      http://www.queriniana.it/libro/misericordia/1981

      Secondo me prima si comprende il retroterra della teologia di Kasper, prima si possono comprendere le posizioni iniziali del Papa. Ovviamente non si pretende che siano quelle finali del Sinodo, ma potrebbe essere un buon inizio. Purtroppo il sottoscritto non ha letto nulla del Cardinale Walter…

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  12. Nell’articolo postato si attribuisce a Grillo un articolo di Melloni apparso sul blog del rev. p. Augé. E’ vero che quest’ultimo è ormai una specie di proprietà privata di Grillo che si ripubblica i propri inteventi e se li commenta pure, ed è vero che i due hanno posizioni sovrapponibili (con le debite proporzioni: Melloni, per quanto altrettanto arrogante, ha ben altro spessore e preparazione), ma si dia a ciascuno il proprio.

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    • Grande Gregorius almeno quanto la mia defiance! Ho corretto il post, grazie ancora e benvenuto!

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      • Molte grazie. Peraltro sul blog Augé l’articolo è attribuito ad A. MELONI. Destino cinico e baro, quello di quest’articolo…

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        • Però quel blog è insopportabile: non c’è nessun rispetto per chi non la pensa come un paio di certi maleducati carati, tra i quali non faccio pena immaginare che ci sia il tale Grillo.
          Peccato perché a me piacerebbe partecipare a quelle discussioni, ma non ne vale la pena in quanto non c’è ricerca di verità negli scambi.
          In Pace

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          • In una battuta: c’è dibattito e non c’è disputa.
            Il dibattito è di-battere, è prendersi a pugni, a pedate nel sedere.
            La disputa, di-sputa, è “separare per rendere netto”, è tomismo puro perché è distinguere per chiarire! E’ la ricerca comune di due persone della verità nella verità, è pellegrinare nella verità appunto.
            Ed è quello che vorremmo tentare qui, quanto meno.

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          • Di questo vi sono grato; spero di trovare il tempo per partecipare in modo costruttivo, con i miei limiti, in questi frangenti per me un po’ difficili da decifrare e qualche volta da accettare.

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          • In fin dei conti, il tomismo vero ( non la tarda scolastica) non è un metodo di ragionamento, ma un saper rimanere aperti e capaci di stupefazione di fronte al reale. E’ come essere essere aristotelico: mica significa prenderne le teorie fisiche ormai sorpassate ma aver quel atteggiamento che dà sempre la precedenza al reale rispetto a tutte le altre considerazioni.
            In Pace

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          • La filosofia quale “disciplina della vita vista con gli occhi di un santo moribondo” (Barzaghi OP).

            Raro concedit, numquam negat, semper distinguit 🙂

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          • Esatto, Minstrel, e se analizzi i problemi che riscontrano quelli come Grillo o quelli come “mic” vedrai che non sono problemi nel e del reale ma problemi di sguardo che non sa più guardare il reale.
            Anche perché il reale ci rimanda noi stessi in faccia…
            Amassimo il reale!
            In Pace

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          • siete dei bontemponi dai termini po’ desueti e dialettici da non seriosi filosofi quali volete apparire terribile club maschilista di sognatori paradisi isole caraibike? sognate cubani e redarguite ki cerca verità nei prossimi cantaufilosofali

            graticolate ki vive realtà graiticolanti di caste minime e ringraziate mondano ke ci partecipa suo testamento

            kissà ki si salva

            mi augurerei riuscire lasciarvi crogiolare nel vostro
            non diffamo nessuno se non mi attaccano nel mio sentire terridudinario
            umilmente scherzo un po’
            scusate e ciao

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  13. Molto interessante la tua domanda, Minstrel.
    «Perché c’è questo scollamento? Perché per l’uomo oggi non è necessario, essere imitazione di Cristo per sentirsi uomo! Basta “comportarsi bene” ed ecco che il tuo essere uomo è soddisfatto, la tua natura UMANA – anche senza rapporto con Dio – è soddisfatta».
    Dare una risposta univoca ed esaustiva al tuo quesito è difficile. Molteplici e varie sono le dinamiche che portano allo “scollamento”.
    Io posso esprimere ciò che penso a riguardo, ma le risposte sono tante e tutte valide.
    Innanzitutto lo scollamento c’è sempre stato, anche se oggi il fenomeno ha assunto una rilevanza di primissimo piano, perché investe quasi i 2/3 della popolazione del mondo evoluto, che forse tanto evoluto in fondo non è, ma questo è un altro discorso.
    Per voler essere imitazione di Cristo e vivere in modo autentico il rapporto con Dio è necessaria, secondo me, una premessa essenziale, altrimenti il proposito non si realizza: credere che Dio esista e che si occupi davvero del destino dell’uomo. Due assiomi che pochi accettano o di cui non colgono la reale portata.
    La domanda che invece andrebbe fatta è un’altra: se l’uomo credesse davvero nell’esistenza di Dio e nell’insegnamento che la Chiesa diffonde da due millenni, potrebbe mai agire come fin qui ha fatto?
    Certamente no ed io sono convinto che questa miscredenza non trovi ospitalità soltanto nel mondo laico, ma anche in quello religioso e sia consistente.
    Il discorso non si esaurisce certo qui, perché a ruota si affaccia un’altra domanda: perché oggi non è facile accettare quei due assiomi?

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  14. Caro Minstrel, tu ti sei chiesto, come tanti altri, me compreso, perché per l’uomo oggi non è più necessario, essere imitazione di Cristo per sentirsi uomo.
    Domanda legittima per carità, frutto di profonde riflessioni e anche di una romantica visione del mondo, ma del tutto anacronistica, secondo me, perché giunge ormai fuori tempo massimo.
    Perché fuori tempo massimo?
    Perché la realtà incombe e spazza via tutto. Di fronte a notizie come quella di questa mattina apparsa sulle prime pagine di tutti i giornali del pianeta e cioè che un “trentenne”, Zuckerberg, divenuto ultramiliardario nel giro di qualche anno per aver creato qualcosa di immateriale, decide di spendere 19 miliardi di dollari per acquistare “WhatsApp”, l’applicazione che ormai fa comunicare il mondo. E siamo di nuovo di fronte a qualcosa di impalpabile, un semplice software.
    C’è qualcuno che a quest’ora del mattino si rende conto di che cosa sono 19 miliardi di dollari?
    Capisco sia difficile ma corrispondono a circa 14 miliardi di Euro e tornado alle vecchie lire per rendere più comprensibile la conversione ai non più giovani, si tratta di 28.000 miliardi di lire.
    Sì, Ventottomilamiliardi di lire!
    Ha scritto un giornalista che quella cifra corrisponde al PIL del Nepal, un paese di 30 milioni di persone fatte di carne e ossa, che comprendono anche i loro sogni, come i nostri. E tutto questo è avvenuto in una domenica pomeriggio, in cui forse Zuckie si annoiava e ha deciso di lasciare a bocca aperta il mondo intero.
    E noi siamo qui a chiederci perché l’uomo d’oggi per sentirsi tale non ritiene più necessario imitare Cristo o se un matrimonio è indissolubile?

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    • Caro Gaspare, lascio rispondere da un punto di vista etico/morale nella finanza (e non) a Simon che ha certo più numeri del sottoscritto. Potrei risponderti secondo una logica metafisica, ma voglio risponderti invece per immagini.

      Hai visto “the wolf of Wall Street”?
      Ecco una delle scene più belle:
      lacrime di lupo

      Hai visto quella narrazione di coito individuale, onanismo personale interrotto, che è Social Network di David Fincher?
      Ecco la scena madre:
      lacrime di lupo

      Perché? Perché qui la signorina pare dire (dice!) al signor Mark Z. : taggami tutta se ne hai il coraggio! E lui di rimando si inventa FB?!

      Io non so se il signore in questione abbia tutti questi soldi, o siano semplicemente numeri su un computer. Quello che sento è che l’ontologia umana con le sue peculiarità (libertà, caritas, male ecc) non passa di lì nemmeno “di sfriso”. 🙂

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    • Oppure ti rispondo mediante la letteratura?

      “Amare significa decisamente essere vulnerabili. Ama ogni cosa, e il tuo cuore certamente verrà tormentato e probabilmente spezzato. Se vuoi essere certo di mantenerlo intatto, non devi dare il tuo cuore a nessuno, nemmeno ad un animale. Avvolgilo con cura con hobby e piccoli lussi; evita tutte le complicazioni; mettilo al sicuro in un cofanetto o nella bara del tuo egoismo. Ma nel cofanetto – al sicuro, al buio, immobile, senza luce – cambierà. Non verrà spezzato; diventerà infrangibile, impenetrabile, inguaribile. L’alternativa alla tragedia, o almeno al rischio della tragedia, è la dannazione. L’unico posto al di fuori del cielo dove puoi essere del tutto al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell’amore è l’inferno.”

      Lewis, Clive Staples. The four loves, Bles, London 1960 (tr. it. M. E. Ruggerini, I quattro amori: affetto, amicizia, eros, carità, Milano, Jaca Book, 2001) p. 111

      🙂

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      • Bada Minstrel, che la mia non voleva essere una futile polemica di bassa lega, tutt’altro. Il mio è un grido di dolore generato dalla consapevolezza di poter fare davvero poco per invertire questa forma di pazzia nella quale siamo tutti immersi.
        Parlare di “ontologia umana” andrebbe bene se vivessimo in una società umanistica, ma non è più così, oggi viviamo in una società governata dalla tecnica che possiede valori diversi e hai ragione quando dici che in quello scenario l’ontologia non ci passa nemmeno di “sfriso”.
        Perfino la morale laica di Kant, che diceva che l’umano va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo, nella realtà non si è mai realizzata.
        Se arriva un immigrato, per il solo fatto di essere un uomo non ha diritto di cittadinanza, la ottiene soltanto se si inserisce in quel generatore simbolico di tutti i valori che si chiama denaro. Se l’immigrato produce denaro, ha diritto di cittadinanza, il fatto che sia un essere umano non è interessante.
        Nella società attuale non è “morto” soltanto Dio – l’indifferenza e il disinteresse di cui parlava Kasper – è morto anche l’uomo e il suo primato è finito.
        A ben vedere, la nostra stessa condizione non è migliore di quella dell’immigrato, perché anche noi quando siamo occupati, siamo considerati nella misura in cui concorriamo alla produzione di quel generatore che si chiama denaro. Soltanto in quel caso la società ci considera e ci ritiene utili, altrimenti non siamo titolari di nessun interesse. Per rendersene conto è sufficiente osservare come sono trattati oggi i padri di famiglia disoccupati e come i giovani disoccupati temono il futuro.
        L’umanità si trova in uno scenario a-finalizzato, privo di un orizzonte di senso, perché oggi il mondo della tecnica, non più umanistico, garantisce soltanto lo sviluppo rappresentato molto bene dalle “App” che valgono decine di mld di dollari, ma non il progresso che è altra cosa.

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        • Tocchi IL punto, carissimo.

          “Il maligno non potendo opporsi a Dio, si oppone alla creazione e all’apice della creazione”.
          Giovanni Paolo II

          E’ la sfida di oggi per noi cristiani infatti: l’uomo.
          Problema: i cosidetti tradizionalisti dicono che i progressisti sono tutti incentrati sull’uomo e l’antropologia teologica è l’annullamento di Dio. Erroraccio.
          Ovvio che i progressisti non possono pensare all’uomo rispetto alle dinamiche umaniste disegnate dall’umanesimo postilluminista, secolare! Errorissimo!

          “Il cristianesimo è un umanesimo, altrimenti viene frainteso: ne va della realtà dell’incarnazione. L’umanesimo secolare, d’altronde, è l’antitesi assoluta del Vangelo”

          John Milbank

          Con Nietzche si è denunciata la morte di Dio e Foucault ha mostrato come questa sia la denuncia della morte dell’uomo.

          Perdonami se la mia risposta ti è sembrata diminuire l’importanza della tua considerazione e della tua IMMENSA domanda. Cedo la palla a Simon che so essere certo un grande al riguardo. Grazie della tua esortazione alla riflessione.

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        • Piuttosto, se ti va di scriverci qualche cosa al riguardo sarei felice di pubblicare una tua riflessione in merito. Senza obbligo ovvio.
          In fondo tutto oggi nella Chiesa è finalizzato proprio a ritrovare l’uomo. E la teologia che descrivevo ritiene che si possa ritrovare soltanto ritrovando il rapporto con Dio. Ma il primo obiettivo è ritornare all’uomo, alla vita. Direbbe Simon: ritornare al REALE.

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  15. E intanto, a proposito di quanto volevo dimostrare nella mia ironica stroncatura dell’azione miscuola dei cosidetti “papaboys”, a quanto pare il Rufus ha mostrato a tutti i cantanti italiani invitati all’Ariston come si canta al pianoforte.
    Della serie: usiamo la pubblicità di quattro sbraitanti e poi facciamo vedere che classe ha questo omosessuale che pare essere il demonio in terra e invece è un angelo che manco Jeff Buckley.
    Bravi ragazzi, ci siete cascati in pieno.

    Ed ecco il corriere di oggi:
    “E finalmente giungeva il momento di Rufus Wainwright: la sua apparizione in Riviera era stata preceduta dalle stupidità assortite di qualche fanatico per via della sua dichiarata omosessualità. Rufus volava alto e solo al piano regalava due splendidi brani, specie la versione della celebre beatlesiana «Across the Universe» che restituiva magia alla serata e spazzava via spiacevolezze di ogni genere (musicali e no).”

    Alè.
    Personalmente il Wainwright lo conoscevo da 4 anni, ma non l’ho mai seriamente ascoltato perché a mio avviso c’è gente ancora più “malata”, cantautori di lingua inglese ancora più comuni-cattivi, gente che vale la pena seguire nel suo delirio esistenziale perché urlano la ricerca e il desiderio di divino che hanno e non capiscono; che ne so: Steven Wilson, Jonathan Wilson, Fagen o la meravigliosa Anna Calvi che per sfondare deve andare in America e diventare quella che è diventata.

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  16. Rufus-
    Primo album nel 1998 di solo pianoforte e voce. La critica entusiasta. Corista per Elton John per poco, continua a sfornare dischi ricchissimi di arrangiamenti davvero preziosi. Tutti in Italia lo avevano già ascoltato perché era il cantante dell’Halleluja di Cohen contenuta in Shrek del 2001, ma chissene. Inguaribile melanconico adora la morte lieta dei lied di Schubert. Negativo nel positivo, positivo nel negativo. E’ uno sguardo in fuga. Probabilmente verso il vuoto, certamente in corsa.
    Canta Judy Garland alla Carnegie Hall. Le stesse pareti newyorkesi dove risuonarono le note memoriabili della nona di Dvorak e l’americano a parigi di Gershwin (e running hard dei Reinassance).

    Siamo chiamati a incontrarli nella loro caduta e mostrare il nostro sguardo in fuga. Lieti nell’obiezione più dura. Altrimenti si è sterili, piccoli, minuti, pretenziosi, tutt’altro che affascinanti e come tali tutt’altro che affascinati.

    Buuuuuu!

    Ci faccio un post.

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    • be la vostra vulnerabilità passa dal dire grazie a ki insulta Papa Francesco
      la vulnerabilità di ki e’ a mezza strada della vita
      mi pare ke l’invenzione di zuc……. qui la utilizzate bene anke voi
      sognate tramonti co sigari e cikketti
      non credo ke i Signori ke kiudon la loro territudine ambiscano simili gradevolezze
      credo ke siate molto fuori da realtà durissime
      siete presi da musike e teologie perkè ne avete chances
      io non ho girato i 5 continenti e non son tanto anonima come alcuni
      mettetevi in gioko di + sporcatevi
      non giokate solo col greco aramaico e altro
      viva il Card Martini
      mi avete detto ke so maleducata poi avete kiesto perdono
      ciao

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      • L’arte è per anime insoddisfatte nonostante nulla a loro manchi. Ma sempre qualcosa manca.
        Naturalmente si filosofa guardando le nuvole, come la cesta di Socrate. Eppure anche chi è nella cesta è uomo e non si può tacciare di falsa profondità che non tocca la “territudine”.
        Tutti, cara lieta, siamo chiamati al buio.
        Ma è la nostra colonna sonora nel pensiero a trasfigurare questo buio.
        E’ lo sguardo con il quale lo affrontiamo
        Hai un nick meraviglioso (lieta) perché è l’essenza della speranza.
        Noi ti ringraziamo per i tuoi commenti e la tua presenza. Grazie dei tuoi richiami al pragmatismo, permettici altresì di invitarti, a volte, se possibile, a lasciarti andare, a volare, prendere un bel respiro e immergerti in profondità.

        Volare in profondità.

        Non sto dicendo niente? Eppure io sto tanto bene quando mi escono questi paradossi. E il nulla produce nulla, ho quindi questa illusione che forse qualcosa sto dicendo. Buon cammino! 🙂

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  17. 🙂 avete fatto arrabbiare lieta e non va bene…

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  18. grazie giuseppe caro ahahaah
    cmq credo ke prima da sistemare le gerarkie KIESA e collusi folli ciao

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    • e credi il mio nik è la ricerca delle vere gioie anke della vita terrena nonostante le oscenità umane anke di quelli co la talare cui mi sono rivolta
      capisci perkè kiedo ke la prima da spazzare sia la Kiesa ke pulita farà gran bene puzzolente delle pecore non dei caproni cornuti

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      • volo volo credi stanotte so rimasta sveglia insonne ho letto libro semplice ma positivo
        per me i libri ke riesco leggere so evasioni domiciliari da na vita agra da sempre
        non mi posso immergere troppo non so ne’ nuotare ne’ volare
        al buio ci siamo perkè zavorre ci trattengono
        il dovere dell’esempio anke in situazioni di subita totale autonomia, cercando forze per continuare al meglio anke dopo aver subite e poi bypassate violenze tutte
        la solitudine in cui ti riprovi perkè alla fine si passa per folli
        si’ sono folle per la verità
        i giovani vogliono esempi testimoni non maestri lo diceva Martini e guarda un po’ lo dice anke scola adesso
        parto per le mie tangenti (pragmatike non so quanto) quanto voi per le vostre
        ciao

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  19. Chissà chi ha fatto sparire su PapalePapale gli articoli critici su S.E. mons. Dal Covolo e S.E. mons. Stella…

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  20. http://www.ilfoglio.it/singole/459
    ….una degna risposta a Ferrara

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  21. Il fatto è che c’è una certa differenza tra l’essere cristiani (Pichetto) e l’essere cristianisti (Ferrara).

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  22. grazie Rosanna
    dar degli ignavi a ki prende atto della supremazia del Papa e non fa ingerenze nei cattolici veri
    ke quaggiu’ non son definiti mitici, i teologi delle crociate odierne con quello penne incisive insultanti scarificanti, come le frecce lanciate nel martirio a San Sebastiano, verso l’Eletto dallo Spirito Santo il nostro Papa Francesco.
    per me molto + di questi presunti intellettuali, definiti colti co titoli ke non so come possano appicciarglieli preferisco
    a esempio intervista Gino Rigoldi su corriere oggi
    o guido oldani la botola del cielo avvenire la jasnaja poljana
    scrivono di cose sante senza farciture inutili la sostanza la qualità non ha bisogno di aggettivi fuorvianti e manco di km di parole inutili ke sono solo parole alla fine se si riesce perdere tempo in insulsaggini solite
    ciao

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  23. il video della bimba ke scarta regalo e trova nello scatolone papà tornato dalla guerra

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