Odifreddi , la Shoah e la Chiesa : del valore della testimonianza

Odifreddi.. sempre incontinente?

Odifreddi.. sempre incontinente?

L’ottimo Dr Tornielli ci fa il piacere in un suo post di riportare una polemica sorta in queste ultime ore circa la seguente affermazione del noto matematico e polemista italiano sulla Shoah: “Non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse “so” appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal “ministero della propaganda” alleato nel dopoguerra. E non avendo mai fatto ricerche al proposito, e non essendo comunque uno storico, non posso far altro che “uniformarmi” all’ opinione comune. Ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti”.

Nota con giustezza il Dr Tornielli che tale atteggiamento applicato da tale signore inverso la Chiesa cattolica non ha mai sollevato tali polemiche: infatti applicando questo ragionamento, solo perché l’informazione è stata trasmessa dalla parte vincitrice allora, non essendo lui uno specialista della questione, non gli resta che allinearsi e fare scendere, da un punto di vista epistemologico, un fatto realmente avvenuto al rango di semplice opinione. Lo stesso ragionamento di Odifreddi può essere fatto, mutatis mutandis, per dedurne che la fede nella resurrezione è semplice opinione.

Il Dr Tornielli ci ricorda che secondo il vaticanista del “Corriere della Sera” Gian Guido Vecchi, “Odifreddi mostra sulla Shoah la stessa competenza e il medesimo rigore morale che applica alla Chiesa. Una prece”: sono d’accordo coll’affermazione nella misura in cui si riconosce che tale competenza è minima e il rigore morale ad essa relativa  nullo, ma ambo utilizzati alla stessa stregua nei due casi. Infatti, per quanto mi concerne, Odifreddi si è sempre mostrato profondamente incompetente in tutte le materie altre che la pura matematica della sua formazione iniziale: incompetenza blatante  e più volte dimostrata sui piani epistemologici,  storici,  filosofici e, ovviamente, religiosi.

In realtà il problema è molto più profondo di una semplice disputa sull’opinabilità di un fatto: bisogna mostrare  perché un cattolico non può essere negazionista senza danno per la propria fede e perché, in fin dei conti, proprio l’anti-cristiano Odifreddi prende quella posizione.

L’Odifreddi nell’affermazione sopra citata, parte dai seguenti indimostrabili presupposti che lui ritiene assoluti:

(1)il fatto di sapere qualcosa da una terza persona fa sì che quel che se ne sa sia meno certo che se fosse conosciuto di prima mano: questo presupposto è epistemologicamente  errato perché sono convinto che lo stesso Odifreddi, che non è un fisico, crede veridico che la terra giri intorno al sole basandosi sugli studi di altri e senza averlo mai lui stesso dimostrato.

(2) il fatto che un’informazione sia di parte la renda dubbiosa di per sè:  questo è errato in assoluto, in quanto dipende di che “parte” si parli, ad esempio lo stesso Odifreddi non ritiene dubbiosa la teoria dell’evoluzione basata sul caso, mentre è una semplice ipotesi professata da “parti” .

(3) Odifreddi sottomette il suo giudizio all’opinione della maggioranza in un tempo dato come essendo un’atteggiamento normale: mi chiedo di che partito questo signore sarebbe stato negli anni 1922-1943 se fosse davvero onesto moralmente quando fa questo tipo di affermazioni.

(4) L’Odifreddi ne deduce che, visto quel che precede, allora non esiste più il fatto oggettivo della Shoah ma solo un’opinione verosimile: siamo in pieno costruttivismo.

Qui il cattolico non ci può stare perché il cattolico si deve di essere realista e attenersi al reale e una testimonianza, qualunque essa sia, fa parte del reale alla stessa stregua di un fatto che possiamo sperimentare alla prima persona. Tutto lo scibile umano è un continuo apparire e tramandare di testimonianze: un fatto testimoniato è tanto vero quanto un fatto direttamente sperimentato, anzi è addirittura liberato dall’aspetto soggettivista e intrasferibile dell’esperienza personale. Un fatto testimoniato è intellettualmente apprensibile quanto quello direttamente sperimentato e un giudizio di vero o falso può essere legittimamente esercitato in ambo i casi.

La questione è che è intellettualmente disonesto far scadere un fatto veridico a livello di fatto verosimile solo perché si passa dall’esperienza diretta a quella mediata della testimonianza: la questione non è qui di giudicare il fatto all’origine ma la qualità della testimonianza e del come tale testimonianza ci sia tramandata. Era il primo testimone in posizione e capace di sperimentare il fatto? E’ questo testimone unico o multiplo? Sono questi testimoni onesti e sufficientemente virtuosi per tramandare del meglio che possono l’esperienza fatta? Ci sono testimonianze terze corroboranti? Quali sono i meccanismi che garantiscono che tale testimonianza sia tramandata e interpretata correttamente? Rispondendo positivamente a queste domande non si può dire che il fatto avvenuto e testimoniato è verosimile ma non veridico: chi si sognerebbe di dire che Giulio Cesare non sia mai esistito, oppure che è verosimile che sia esistito ma che è solo un’opinione? E’ qui che sorge il problema di onestà intellettuale.

I cattolici che provano tentazioni negazioniste verso la Shoah sappiano che utilizzano argomenti che applicati tali e quali, se fossero intellettualmente onesti, alla religione cattolica ne farebbero di questa un’insieme di opinioni verosimili ma non il Corpo di Cristo che annuncia la Verità del Kerygma.

Non per niente troviamo molti negazionisti e reduzionisti tra le fila di movimenti extra-ecclesiali in particolare nel tradi-protestantesimo dove la  Fede nella Chiesa, Sposa di Cristo, è al suo minimo.

In Pace

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Categorie:Cortile dei Gentili, Sproloqui

9 replies

  1. Stre-pi-to-so!
    Ti inviterei a perdere del tempo e leggere i commenti che girano su messa in latino. Ma abbiamo entrambi una vita da vivere e cerchiamo di viverla leggendo cose decenti.
    Come questo tuo splendido scritto.
    E invitanto i lettori del blog a leggere il libro che anni fa tu mi consigliasti sulle pagine di Tornielli; consiglio che prontamente seguii (anzi, feci totalmente mio regalando il libro anche ad altre persone fra le quali Barbaglia che sull’argomento stava cercando riferimenti bibliografici):

    accattatevillo!

    Antonio Livi, Logica della testimonianza, Lateran University Press

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    • Eh sì. Noi cristiani, siamo testimoni come Cristo è Testimone del Padre. Allora … che nessuno ardisca svalorizzare la testimonianza!
      Questo libro va da essere letto da tutti!
      In Pace

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    • Salve

      Leggo tutti questi articoli e commenti sui siti cattoloci italiani. Sembra essere una guerra di religione 2.0

      Questo non augura niente di buono per la chiesa cattolica in Italia perche polarizzazione significa divisione et divisione significa indebolimento.

      Ciao a tutti

      Zacck dagli USA

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      • La Chiesa è attaccata da quando il Suo Capo si incarnò.
        Gli ateisti cercano argomentazioni solitamente sprovvedute con poco senso razionale.
        Purtroppo, alcuni che si dicono cattolici, hanno in realtà mentalità ateiste nei fatti: critica costante, idealizzazione della Chiesa, rifiuto del Reale. Durerà fin quando piace a Dio.
        Grazie per la visita, Zacck.
        In Pace

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  2. Su MiL dopo gli entusiasmi provocati da Enrico che chiama il Papa semplicemente ” Bergoglio ” è comparsa, senza che NESSUNO l’abbia censurato, un nuovo chierichetto che , basta fare una semplice ricerca con Google, è un’organizzazione neo-nazista … Ringrazio chi me l’ha segnalato dalla Questura …

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    • @Andrea
      Io comunque non capisco ancora… Infatti “passano” diversi post assurdi ed offensivi anche nei confronti del Papa: i miei invece vengono censurati. In realtà uno è passato dalle strette maglie della censura: ricordavo la frase di Gesù (neanche del Papa) in cui si dice “tu sei invidioso perché io sono buono?” Peccato che subito dopo mi è apparso un commento in cui c’era scritto: “E tu sei scemo!” La questura da che parte sta???

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