Settimana Enigmistica: (III)

Si è sparata nelle gambe...

Si è sparata nelle gambe…

Gli altri giochi li trovate qui e qui.

Continua (e speriamo finisca qui…) il divertente gioco della settimana, nel quale il lettore deve confrontare due scritti e trovarne le piccole differenze, SE ci sono!

Sine Timore citando Radiocristianidad in un commento di Chiesa e Post Concilio trascrisse:

«Nel testo delle dimissioni si legge: “Dichiaro Successoris ministero Sancti Petri Romae Episcopi, mihi per manus Cardinalium commissum die 19 Aprilis MMV renuntiare” (tradotto: “Dichiaro di rinunciare al ministero del Vescovo di Roma, successore di san Pietro , che è stato affidato dalle mani dei cardinali il 19 aprile 2005 “).
Quella frase è totalmente incomprensibile, in quanto contiene un errore grammaticale, perché “commissum” che dipende da “ministero”, è complemento del verbo “renuntiare”, per cui dovrebbe essere in dativo, in concordanza con esso, per cui si dovrebbe dire “commisso”.
Ora, in diritto canonico, tutti gli scritti legislativi che contengono un errore di Latino sono nulli! Come avvenne con Papa San Gregorio VII (cfr. Registrum 1.33), che annullò un privilegio accordato a un monastero dal suo predecessore Alessandro II, “a causa della corruzione del testo latino”.
Un altro esempio. Nell’epistola “Ad audientiam” di papa Lucio III, che si trova nel corpo del diritto canonico (cfr. Epistole Decretali di Gregorio IX, di Rescriptis, c. XI) afferma che “la falsa latinità annulla un decreto papale.” In questo decreto, il Papa proibì di dare credito a qualsiasi documento pontificio “se contiene un errore di costruzione evidente.”
La nota (nel testo ufficiale pubblicato per ordine di Papa Gregorio XIII nel 1582) spiega perchè un decreto papale “non deve contenere nessun errore”, e perché un errore nell’uso del latino costituisce una tal presunzione di invalidità “che alcuna prova contraria può essere ammessa”.
Affermare che un decreto è nullo non significa necessariamente che si tratta di un documento falso. Però si rivela un errore che può essere palese o “occulto”, cioè il Papa Benedetto XVI può aver redatto il resto con noncuranza, oppure può aver camuffato con il suo errore il vero messaggio nascosto, essendo state le sue delle dimissioni sotto costrizione.
La prima eventualità è piuttosto improbabile, poichè si può supporre che un testo così importante sia stato rivisto dal Papa non una ma più volte.
In conclusione, non ci pare che l’errore di latino commesso da Benedetto XVI sia stato una svista, ma piuttosto un deliberato proposito, per cui staremmo parlando non solo della nullità assoluta del decreto papale, che è un dato di fatto, ma anche delle pressioni che lo avevano motivato; è quasi come una porta sul retro che Papa Benedetto avrebbe lasciato aperta….»

Joanne K. Rowling a pagina 122 (ebook version) di Harry Potter e la Pietra filosofale scrisse:

«Non dimenticate quel grazioso movimento del polso che ci siamo esercitati a ripetere!» strillò il professor Vitious, arrampicato, come al solito, sopra la sua pila di libri. «Agitare e colpire, ricordate, agitare e colpire. Un’altra cosa molto importante è pronunciare correttamente le parole magiche… Non dimenticate mai il Mago Baruffio che disse ‘s’ invece di ‘z’ e si ritrovò steso a terra con un orso sopra il petto».
Era molto difficile. Harry e Seamus agitarono e colpirono, ma la piuma che avrebbero dovuto mandare verso l’alto era sempre li sopra il banco. L’impazienza di Seamus fu tale che il ragazzo la stuzzicò con la bacchetta magica e le appiccò fuoco… e Harry dovette spegnerlo con il cappello.
Ron, nel banco accanto, non aveva maggiore fortuna. «Wingardium Le-viosa!» gridò agitando le lunghe braccia come un mulino a vento.
«Lo stai dicendo sbagliato» Harry udì Hermione sbottare. «Wing-gar-dium Levi-o-sa: devi pronunciare il ‘gar’ bello lungo».
«E fallo te, visto che sei tanto brava!» la rimbeccò Ron.
Hermione si rimboccò le maniche della tunica, agitò la bacchetta magica e disse: «Wingardium Leviosa!»
La piuma si sollevò dal banco e rimase sospesa in aria a circa un metro e mezzo sopra le loro teste.»

Facciamo notare che una vincitrice c’è già stata a suo tempo.
Fu la stessa Mic, in un certo qual modo, a frenare dietrologie: lode ed onore.

Ma a quanto pare c’è chi ancora oggi ha voglia di giocare… e allora giochiamo!

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Categorie:Risposte a critiche web

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3 replies

  1. Tipico esempio di chi pensa che la forma disincarnata sia efficiente per propria virtù: magia o kabbala….
    Grazie Kerygmatico
    In Pace

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  2. In realtà, come spesso succede, gli opposti hanno in comune almeno qualcosa.
    In questo caso, è il pregiudizio normativistico, che va a spulciare fino all’infinitesimo nelle pieghe del testo, come se giustizia e legge scritta fossero totalmente coincidenti.
    Tra parentesi, è stato il modo con cui si è affossato o si è tentato di affossare il Motu proprio di Benedetto XVI sulla liturgia tridentina…

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