
C’è una forma di pensiero che ricorda, canta, e custodisce; e un’altra che ordina, distingue, e chiarisce. Già oltre dieci anni orsono mi interrogavo su questo blog sul rapporto tra mythos e logos, tra la parola che evoca e quella che spiega, tra la memoria profonda e la chiarezza che rischiara. Ma siamo davvero sicuri che la scienza moderna, nella sua forma più pura, appartenga solo al secondo? O non porta anch’essa i segni di una narrazione, di un racconto che plasma il mondo e ne svela la trama?
Ho ripreso questi temi in un breve riflessione pubblicata nel mio blog Serendipity and Virtue—più ampio, meditativo, e radicale. Un invito a rileggere la scienza non come antitesi del mito, ma come suo erede trasformato.
Per chi, come me, sente che la parola non è mai solo strumento, ma anche oracolo, e che ogni logos ha un’origine che non si lascia dominare, questo è un invito per andare a leggere quelle riflessioni al link diretto seguente → Link
In Pace
Categories: Simon de Cyrène

L’Incarnazione, nel Cattolicesimo segna il passaggio dal Mythos al Logos.
Mythos dell’Antico Testamento e Logos del Nuovo?
« C’è una forma di pensiero che ricorda, canta, e custodisce; e un’altra che ordina, distingue, e chiarisce. »
« Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. » (Mt 5.17)