Popolo Traditionis Custodes: Biglietto d’Umore sui Talebani

Il 23 giugno passato circa il Secondo Emendamento della Costituzione Americana, il Presidente Biden osservò: “If you think you need to have weapons to take on the governement? You need F15s and maybe some nuclear weapons. The point is, it’s always been… to rationally limit the type of weapon that can be owned” (“Pensate di aver bisogno di armi per affrontare il governo? Aveste bisogno di F15 e forse anche di alcune armi nulceari. Il punto è sempre stato… limitare razionalmente il tipo di armi che si possono possedere””).

La questione verte sulla possibilità, garantita nel Secondo Emendamento, per l’appunto, data dai Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, di poter detenere liberamente armi, in particolare, per poter permettere alla popolazione di rivoltarsi contro un sempre possibile futuro governo tirannico. La risposta di Biden, inserita in questo contesto prende tutto il suo significato: ma a che vi servirebbe detenere armi a casa quando, ormai, per lottare un governo americano moderno avreste bisogno di F15 e addirittura di armi nucleari?

Ieri, 15 agosto, Biden ha avuto la risposta sotto forma di una smentita dalla Realtà: con l’entrata dei Talebani in Kabul e la fuggita del presidente afgano dal paese, si è visto che bastano qualche fucili e qualche pick-ups per sbandare gli eserciti di tutto il mondo in sei giorni come se fosse una scena biblica degna dei tempi di Mosé o dei salmi e ciò dopo venti anni di un conflitto che ha costato migliaia di vite umane e migliaia di miliardi di dollari, con l’uso di tutte le tecnologie anche spaziali le più avanzate. Eppure c’era tutto un network di collaborazionisti politici, militari, civili che sostenevano questa infrastuttura imposta dall’Occidente. Da una generazione, ormai: 20 anni sono una generazione.

Qual’è stato l’errore di Bush, Obama, Trump e ora di Biden? Cos’è che non hanno capito? Ebbene costoro erano, e sono tuttora, convinti che “il tempo è superiore allo spazio“, che i processi temporali messi in moto possono cambiare la Natura delle cose.

Ebbene, gli Afghani, popolo con midollo osseo e colonna vertebrale, non hanno cambiato la loro natura malgrado i mezzi immani mossi contro di loro: cambiamento dei vertici politici, cambiamento degli organi di polizia, nuovo esercito destinato a combatterli, anaffiamento con soldi e corruzione varie della popolazione, indottrinamento propagandistico contro di loro, segregazione dal resto del mondo. Tutti questi sono stati processi temporali che si sono fracassati contro la realtà e cioè la natura stessa di quel popolo: il Tempo non è superiore alla Natura delle cose, perché è semplice epifenomeno, catena di causalità accidentali.

Questo ci insegna la realtà e questo disastro degno di Saigon nel 1975 di cui ho ancora un ricordo vividissimo e i cui parallelismi sono devastanti per coloro che credono che il tempo sia superiore allo spazio!

Questo insegnamento ce lo dobbiamo applicare a noi stessi, Popolo “Traditionis Custodes”: qualunque cosa tenti l’Empio contro la Natura stessa della Santa Chiesa mettendo in moto processi temporali a corto e lungo termine destinati a farLa sparire, a deformarLa nella pervertita speranza di renderLa altra cosa di quella che è, è destinata a fallire, anzi, è già fallita.

Questo perché, semplicemente, non ci batteremo mai per cambiare la Natura della Chiesa, ma, al contrario, lotteremo per viverne della Sua Natura che è Tradizione Viva, Liturgia nella nostra vita: i nemici della Chiesa, che vogliono una “nuova” chiesa, alla stessa stregua di chi voleva un “nuovo ” Afghanistan, hanno già perso, potranno nominare nuovi vescovi ligi al nuovo credo, tentare di impedire il passaggio della fede cattolica alle nuove generazioni con libri liturgici trafficati che faranno passare per “uniche” lex credendi anche l’adorazione di improbabili pachamame, inventare nuovi processi politici sinodali, propagandistici, preparare i fedeli della nuova religione a perseguitare i cattolici, ma hanno già perso, perché la nostra Natura è avvinghiata a quella della Santa Chiesa contro la Quale le porte dell’inferno non prevarranno.

Perché noi, Popolo “Traditionis Custodes”, siamo nella continuità: siamo noi stessi gli elementi di “Una catena di fede senza rottura o contraddizione, una catena di preghiera e liturgia senza interruzione o disconoscimento” (Card. Sarah)

Anche se chi vuole distruggere quel che è il fondamento stesso della nostra Natura utlizzasse F14 e bombe nucleari e satelliti spaziali e droni e spie e traditori e persecutori, egli/essi non ce la faranno mai: perché la Nostra Natura di Tradizione Viva (cf. Card. Sarah) non è epifenomeno temporale ma è dell’ordine dell’Essere anzi, pure, dell’ordine della Grazia soprannaturale.

Se i Talebani ce l’hanno fatta, quanto più ancora noi ce la faremo che abbiamo lo Spirito Santo che ci sorregge? Deus Vult!

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, For Men Only, Magistero, Simon de Cyrène

6 replies

  1. Quello che è successo in Afghanistan mette in piena luce la boiata ideologica che si nasconde dietro alla frase “il tempo è superiore allo spazio“: grazie Simon per avermelo fatto notare.

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    • Le spiegazioni circa la superficialità di tale affermazione le abbiamo esposte sul piano teorico in lungo ed in largo molte volte sul nostro blog durante gli ultimi anni: ma nulla vale meglio che un’applicazione concreta come in questo caso che permette di toccare con il proprio dito la bruta vanità di tale convinzione.

      In Pace

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      • « Qual’è stato l’errore di Bush, Obama, Trump e ora di Biden? Cos’è che non hanno capito? Ebbene costoro erano, e sono tuttora, convinti che “il tempo è superiore allo spazio“, che i processi temporali messi in moto possono cambiare la Natura delle cose. »

        Qualcuno potrebbe dire che il fallimento dei signori succitati sia dovuto al fatto che hanno cercato di occupare spazi di potere (politica, polizia, esercito ecc) invece che avviare processi di evangelizzazione e/o di pace e/o di dialogo al fine di far uscire quel popolo dalle tenebre medioevali islamiche.
        Asserendo la validità del postulato.

        Il problema è che quel postulato, per come è enunciato, non ha alcun senso; intrinsecamente non fornisce informazione o conoscenza, né criterio di giudizio, che sia morale o intellettuale; e lo si nota in primis da una irreale e violenta separazione tra le due dimensioni (che lo spaziotempo sia einsteniano oppure no, è evidente che noi le viviamo contemporaneamente) e poi dalla spiegazione confusa e ambigua che viene fornita dallo stesso autore/inventore.
        Qui in Italia si chiama supercazzola
        (cit cinematografica).http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1631_Meiattini_Tempo_superiore_allo_spazio.html
        E per esprimere quel che io ipotizzo volesse esprimere, bastava il più semplice « dare tempo al tempo ». O magari non voleva dire questo… Chi lo capisce?

        I fatti di Kabul, a mia modesto parere, non sconfessano ne asseverano il postulato. È infalsificabile.
        Infatti se uno vuole, come ho scritto all’inizio, lo può usare come meglio crede.

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  2. Ho scritto ieri un intervento che non mi è stato pubblicato.

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