Meditazione Sul Cristo Ed Il Suo Vicario

“In ogni caso, il papa è, in fin dei conti, un padre – anzi, è ancora il Santo Padre di tutti i cattolici, tradizionalisti compresi. E mentre la Chiesa permette di criticare i papi in determinate circostanze, questo non può essere fatto se non con umiltà, rispetto e moderazione. Il papa non è un qualche politico o dirigente d’azienda che potremmo ritenere opportuno deridere o licenziare o votare per farlo decadere dall’ufficio. Egli è il vicario di Cristo e non ha un superiore sulla terra. Possiamo rispettosamente esortarlo a riconsiderare alcune azioni, ma se si rifiuta, allora dobbiamo lasciare che sia Cristo a risolvere il problema nel modo e nel momento da lui scelti.

Inoltre, poiché è il papa, dobbiamo in questo caso ancor più che in qualsiasi altra situazione seguire il comando di Cristo di porgere l’altra guancia e pregare per coloro che ci fanno del male. Dobbiamo essere disposti ad abbracciare la sofferenza che questo comporta e ad offrirla per gli altri – compreso lo stesso Papa Francesco.” Conclude con giustizia e giustezza Edward Feser nel suo ottimo articolo “Pope Francis’s scarlet letter.

“Egli (il Santo Padre, SdC) è il vicario di Cristo e non ha un superiore sulla terra”: questo è uno degli elementi fondanti che fanno di noi dei cattolici veraci.

E qui, la nostra umanità, con le nostre idiosincrasie, emozioni, sentimenti, osservazioni, riflessioni deve scontrarsi con questa realtà di fede e permettere lo scaturire di un incontro con il Cristo stesso nelle nostre vite: sennò sia la lettera è morta, sia siamo noi i morti.

Quale dovrebbe essere la ragione spiritualmente la più profonda, quella che dovrebbe toccare il mio essere nel mio intimo il più personale, aldilà dell’affermazione “burocratica” che egli è il Vicario di Cristo?

Ebbene, che il Cristo abbia avuto la profondissima umiltà, un atto di kenosys incredibile, di sceglierlo come Suo viso per rappresentarLo in terra in questo momento preciso: e non ha scelto il viso di un Santo questa volta, ma quello di uno che ha commesso l’apostasia, che irride i Suoi insegnamenti facendo dire loro il contrario di quel che Lui ha insegnato, che agisce per pura cattiveria, per assenza di misericordia e con malignità contro chi Gli è fedele da secoli, se non millenni oramai, nella Dottrina della Buona Novella e negli atti sacramentali della Sua Chiesa.

Com’è possibile caricarsi quel viso lì e quei peccati lì talmente antitetici a Chi Lui È per rappresentarLo in terra? La domanda è terrificante: alcuni negano che sia possibile che pecchi, mentre altri verranno sù con invenzioni varie di sedevacantismo, sedeprivazionismo, anti-papismo et similia pur di non dover ammettere questa possibilità.

Eppure Nostro Signore Gesù, il Cristo, lo fa e lo ha già fatto innumerevoli volte: Lui che è stato giudicato Ostico da tutta l’umanità, che Lo ha crocifisso per la Sua Buona Novella; umanità che, ancora oggi, tenta di eradicarLo dalla Terra e dalle società umane insegnando dottrine mondane, forzando pensieri unici, creando vie di salvezza alternative ecologiste, trans-umaniste, genderiste; ebbene Lui decide, in questo momento storico dove è specialmente odiato, di farSi rappresentare da una personalità che Gli è umanamente completamente opposta.

Ma se Cristo stesso lo fa, allora chi siamo noi per non chinare il capo di fronte a chi Lo rappresenta?

In aggiunta, la questione qui è sapere se lo dobbiamo chinare questo capo nostro a dispetto o proprio in merito alla personalità umana che Lui ha scelto di rappresentarLo.

Leggiamo e meditiamo Isaia 53, 1-5

1 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
2 È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto
.
3 Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima
.
4 Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
5 Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Nel Santo Padre Francesco, oggi, e ancora, si realizza questa profezia: questa volta nel Suo Vicario peccatore, apostata, cattivo, eretico, Cristo ci salva perché è quando Lui si carica della sua bruttezza, della sua disistima, dei suoi delitti, delle sue iniquità che tutte assieme sono buone ragioni per noi della Sua mancanza di attraènza, di bellezza, di splendore ma al contrario ragione di reiezione, disprezzo, che Lui Si crocifigge col suo castigo, con la sua umiliazione, con le sue percosse e dove si realizza pienamente 2 Cor 5,21: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio Lo fece peccato in nostro favore, perché in Lui noi potessimo diventare giustizia di Dio”.

Cristo salva e rende giustizia a Dio, proprio perché il Suo Vicario, il Suo Rappresentante in terra, il Capo della sua Chiesa visibile, ha un viso che deturpa il Viso e rende attuale e concretissima la profezia di Isaia e la parola di Paolo.

Non possiamo quindi fare altro che profondamente rispettare non solo il Papa in quanto Dio stesso lo ha voluto insindacabile da ogni essere umano, non solo in quanto è una persona umana e quindi intrinsecamente rispettabile perché la sua natura è ad immagine e somiglianza di Dio ma, soprattutto, perché è l’icona stessa di Cristo che si fa peccato a causa di lui, con lui e per lui.

Genesi 4:15: “Dio rispose: “Perciò, chiunque ucciderà Caino, egli sarà punito sette volte». E l’Eterno mise un marchio su Caino affinché nessuno trovandolo, lo uccidesse.”

Chiunque non rispetta il Santo Padre a causa delle sue decisioni cattive e maliziose, atti peccaminosi pubblici come la Pachamama, insegnamenti eretici e chi più ne ha più ne metta, non tenendo conto del marchio di Cristo che egli porta per volontà dello Spirito Santo, avrà quindi da essere punito sette volte.

Ma è ben facile criticare Papa Bergoglio: guardiamoci noi stessi, perché egli ci rinvia in faccia i nostri stessi peccati, peccati che deformano l’immagine di Cristo in noi, in un modo ben più incommensurabile che l’immagine di Cristo è deformata dal peccato del Vicario di Cristo. Anche noi siamo brutti, anzi, bruttissimi, anche noi prendiamo decisioni cattive e maliziose, anche noi adoriamo idoli, anche noi ci inventiamo le nostre piccole eresie per accomodare Dio ai nostri gusti. Non possiamo terminare felicemente, dal punto di vista di Dio, questa meditazione se non siamo capaci di trasporre volontariamente l’orrore e la sofferenza che proviamo al pensiero che il Cristo vuole avere il viso del Suo Vicario attuale a noi stessi, i cui visi sono ben più abominabili. Rispettiamo profondamente, quindi, il Santo Padre Francesco perché lui è come noi ma in meno peggio.

Il Cristo in Croce, ci insegnano Isaia e San Paolo, porta il nostro viso e questo è il Sommo dell’ingiustizia e la ragione del Suo Castigo e della nostra Redenzione nella Sua Risurrezione.

In Pace



Categorie:Attualità cattolica, For Men Only, Simon de Cyrène

60 replies

  1. Grazie Simon, felice che l’articolo che linkai ti abbia mosso simili riflessioni, sulle quali potrei ancora dire la mia, ma che sostanzialmente mi trovano d’accordo.

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    • Optime, grazie!

      Cito: Per questo non è proibito ad alcuno, con i dovuti permessi, celebrare la Messa vetus ordo, né quella del 1962, né quella di San Pio V, né quella di Innocenzo III, né quella di Gregorio VII, né quella di San Giovanni Crisostomo. Il Papa ha il dovere di comandare a tutti l’accettazione della lex orandi in vigore, ma a chiunque, con i dovuti permessi, è consentito di celebrare la Messa antica che vuole, purché approvata nel passato dalla Chiesa, così come a nessuno è proibito – contento lui – di viaggiare con un’auto del 1920 o del 1940.

      YEAH

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      • Lascia stare il buon P. Cavalcoli: già ha una concezione papa-latrica che va aldilà del cattolicesimo ad esempio quando afferma erroneamente che i papi avrebbero la facoltà anche di abolire tradizioni precedenti anche antiche.
        Molto più seria la posizione presentata nel nostro blog circa la posizione di un vescovo e cardinale di Santa Romana Chiesa, canonista, R. Burke quando ricorda che un papa non ha un “potere assoluto” tale da poter cambiare la dottrina o sradicare venerande discipline liturgiche soprattutto poi con una veneranda almeno dai tempi di Papa Gregorio Magno.

        Per giunta il Papa ha affermato, con ragione, che lex orandi “uguale” lex credendi, e che la lex orandi che lui riconosce come la sola unica sarebbe quella dell’Usus Recentior escludendo quindi quella dell’Usus Antiquour, cioè per semplice logica, egli ha di fatto dichiarato che la lex credendi legata all’Usus Recentior esclude la lex credendi legata all’Usus Antiquor cioè alla lex credendi di 2000 anni di Chiesa: (1)questo nessun papa può dirlo validamente, (2) vuol dire che c’è rottura tra la Chiesa di sempre e la Chiesa attuale , (3) raggiunge nella pratica la posizione di Mons Lefebvre, anche se specularmente, e quindi incorre nello stesso giudizio di “concezione eretica della Tradizione” denunciata da San Giovanni Paolo Magno in Ecclesia Dei.

        Lascia perdere questi ragionamenti di P. Cavalcoli che sono solo un’arrampicata sugli specchi ad usum delphini (i suoi superiori)

        In Pac

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        • Simon tu ti sforzi di vedere le leggi in sè mentre dovremmo parlare di quel che possono produrre nella loro portata misinterpretativa peerché visto il personaggio il problema non è a stupidità ma il desiderio neanche affato a mio dire di combattere o bistrattare. In realtà mi sembra un motu proprio ottimo per chiamare alle armi il nemico tradizionalista, che per quanto mi riguarda, gratta gratta, è tanto pernicioso come il modernista d’accatto.
          E’ sempre la solita manovra a tenaglia…

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          • Caro Daouda, è vero che io dò poco importanza alle portate interpretative di leggi e processi temporali, semplicemente perché non mi interessano (più alla mia età) il circostanziale, l’accidentale, l’accessorio. Solo mi interessa quel che struttura l’essere stesso.
            Come te non ho nessuna simpatia per il tradizionalista (nel senso che rifiuta il SSCVII ed il Magistero Autentico susseguente per via di un’errata concezione della Tradizione) e, ovviamente, neanche per il modernista (che come i primi rifiuta il SSCVII et il Magistero Autentico susseguente con, in aggiunta, l’aggravante della menzogna e della perfidia di far finta di appellarsene, cf. Papa Francesco).
            Ma quello di cui dobbiamo essere sicuri è che chi di noi è contato tra gli Eletti è già salvato, qualunque siano le leggi ed i processi temporali messi in moto da chi vorrebbe, se potesse, dannare quella parte del popolo di Dio di cui è, umanamente, in carica.
            In Pace

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        • Papa Francesco non ha escluso completamente il VO. Occorre capire la correlazione tra Lex orandi e Lex credendi. Con tutti i cambiamenti avvenuti nei secoli qualcosa non quadra se lo interpretiamo in modo vincolante. Del card. Burke non mi fido molto. Ha detto, ad esempio, che fare la comunione con l’ostia nelle mani è sacrilego! Sul potere del papa non mi pronuncio non avendo competenza sufficiente. Di quale dottrina parla il Cardinale? « venerande discipline » perchè non dovrebbero cambiare? E’ successo varie volte nella storia della chiesa! Boh

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  2. Mi dissocio dalle accuse di eresia, scisma, idolatria ecc ecc rivolte al Santo Padre, ma condivido tutto il resto. Aggiungerei di pregare per noi e per il Santo Padre. Il Signore va oltre tutte le nostre idee. In veritate fr Gabriele OP:)

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  3. Anche io mi dissocio dalle accuse rivolte al Santo Padre, ma mi fa piacere che il buon Simon sia venuto a più accorti consigli dopo una serie di articoli che ho preferito non commentare per non correre il rischio di rovinare la nostra antica amicizia.

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    • Figuriamoci: questo è un luogo laico dove incrociamo argomenti razionali. Ad esempio se pensi che adorare la Pachamama circondata di priapi sulla tomba di San Pietro sia cosa buona che i cattolici devono fare, sei invitato a discutere: forse che è un cammino santificante farlo.
      La nomenklatura vaticana, la pravda in primis, ci hanno già provato a fare questa dimostrazione convincendo solo chi sguazza in questo neo-cattolicesimo, ma forse hai argomenti migliori.
      Se è giusto per dire che non sei d’accordo e basta, penso che questo non abbia nessun interesse per nessuno, perché affermazione apodittica, non costruttiva e financo umanamente offensiva, direi, perché sembrerebbe che i tuoi interlocutori non valgono manco la pena di uno sforzo intellettuale: mi dirai che è proprio così che fa Francesco con i suoi critici, anche quando sono cardinali con tanto di dubia, ma tant’è.
      Grazie per aver espresso la tua opinione anche se non circostanziata.
      Quanto all’amicizia non vedo perché dovrebbe essere intaccata da prese di posizione differenti anche se su materie importanti, non è come se tu mi obbligassi o se io ti obbligassi di pensare contro conscienza.
      Ciao e a presto!
      In Pace

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      • Sulla questione della Pachamama, lo sai benissimo, sono persuaso che si sia trattato di un errore pastorale: di un tentativo di inculturazione del Vangelo che però per i suoi destinatari ha più il sapore di un sincretismo. D’altro canto. ritengo che voci ostili al Santo Padre abbiano anche sparso un sacco di disinformazione sulla materia ed abbiano mosso accuse gratuite allo stesso. La cosa, quindi, è meno grave di come è stata dipinta dai seminatori di zizzania.

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        • Difficile credere a disinformazione: le video e le foto sono chiare e un oggetto che rassomiglia ad una mela, ha il sapore ed il colore di una mela è una mela.
          Questa novella lex orandi che impone Papa Francesco intorno alla pachamama ( giusto un esempio, tra tanti altri) andrà bene ai neo-cattolici ma non coinciderà MAI con la lex credendi di un cattolico.
          In Pace

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        • No Trianello, il fatto della pachamama non é un errore é un atto coerente con tutto il suo pensiero. Il problema per lui é che alle azioni é piú difficile applicare l’interpretazione secondo il principio de caritá.

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  4. Questo e’ un punto di vista molto teorico: se andiamo a vedere la Storia della Chiesa non possiamo negare che in certe epoche vi siano stati papi e antipapi. L’ uno il vero papà era il vero Vicario di Cristo, l’ altro, l’ antipapa, un impostore, Eppure gli antipapi. Avevanonanche essei un largo seguito di fedeli. Era difficile per i fedeli sapere con certezza chi foss il vero papà. Per questo l’ elezione di un papa si deve fare con certe regole, cioe’ il Conclave deve essere valido.
    Molti pensano che Bergoglio sia un antipapa. Cioe’ qualcuno che non e’ stato eletto regolarmente e che quindi non e’ realmente il Papa.
    Costoro portano svariati argomenti: le dimissioni invalide di Benedetto XVI , il risultato del Conclave preparato in anticipo da una cordata di cardinali ( la Mafia di San Gallo) , alcune irregolarita’ verificatesi durante il Conclave stesso.
    Io non ho come credo nessuno di noi le competenze per dire se vi siano delle ragioni obbiettive per considerare Bergoglio un antipapa . In ogni caso questo spiegherebbe molte cose: l’ evidente mancanza della “ grazia di stato” cioe’ d8 quella particolare grazia che Cristo dono al suo Vicario e che non solo lo rende infallibile sul piano dottrinale , ma lo rende anche mogliorecsul piano umano. Io sinceramente questa grazia non la vedo in nessuna azione, parola, atteggiamento di Bergoglio. Eh pare anzi afflitto da mala-grazia, maldrestraggine, pasticcioneria.
    Certo questo non basta a dire che sia un antipapa. Pero’ non si puo’ escluderne assolumente la possibilita’ visto che nella storia della Chiesa vi sono stati degli antipapi e visto che le condizioni di questo papato sono particolari, il predecessore e’ ancora vivo, spesso parla, e spesso parla non in accordo col regnante.

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    • Non è un antipapa ma proprio il papa, purtroppo per lui stesso prima ancora che per noi: in quanto noi, semplici fedeli cattolici, almeno abbiamo sempre la bussola che lo Spirito Santo offre alle nostre coscienze con il Magistero e la Liturgia della Sua Chiesa la Quale crediamo per e con Fede.
      Non concordo con te circa la possibilità che sia anti-papa, per realismo: però, sicuramente corrisponde alla figura letteraria in Malachia di Petrus Romanus che fa l’opposto di Pietro.
      L’evidente assenza di grazie di stato e di virtù teologali provengono da una sua scelta personale e libera contro l’eccesso di grazie di cui beneficia di per la sua vocazione al seggio petrino.
      In Pace

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      • Sì ma se si considera il papa il Vicario di Cristo , un padre, spiegatemi come puo’ il Vicario di Cristo ,un padre, dare le dimissioni. Potra’ darle per il governo dello stato ma non certo per il munus « petrino, che e’quello che Gesu’ ha dato a Pietro e ai suoi successori e che certo non puo’avere una data di scadenza, cioe’Benedetto lo avrebbe avuto fino al giorno delle dimissioni e poi no? ( si cade nel ridicolo)
        E infatti Benedetto lo ha detto chiaro e tondo che non ha rinunciato al « munus » .Che Non poteva rinunciare al munus , come un padre non puo’da una certa data in poi dire io non sono piu’tuo padre. Una volta papa e’ »per sempre » anche questo ha detto Benedetto chiaro e tondo.
        Dunque adesso abbiano due papi che hanno entrambi il « munus petrino » ,due papi entrambi viventi,entrambi investiti da quella grazia sovrannaturale che Gesu’promise a Pietro . Come e’possibile ? Oppure, se un papa puo’dare le dimissioni e davvero non essere piu’ papa da una certa data in poi,,dal giorno delle dimissioni gli viene ritirata la grazia? Una grazia a scadenza? E il giorno delle dimissioni chi avverte lo Spirito Santo ?
        Non si esce dalla cumulo di contraddizioni e
        dalle aporie di una simile situazione :le dimissioni di Benedetto che ha rinunciato al governo ma non al munus fanno del suo successore un vero e totale Vicario di Cristo ?
        Che succede se i due non sono d’accordo su una questione importante per la Chiesa ?
        Insomma se e’vero che il papa non e »il capo di una azienda che possiamo licenziare,allora a maggior ragione non e’ eppure il capo di una azienda che puo’dare le dimissioni.
        Non vi rendete conto della contraddizione? Cosa chiedete ai fedeli ? Chiedete ai fedeli di avere una concezione altissima ,spirituale, quasi mistica della figura d l papa, il Dolce Cristo in Terra , e poi i papi stessi de-sacralizzano la propria figura ? Il Dolce Cristo in Terra da’le dimissioni? Come potete chiedere che i fedeli abbraccino questo cumulo di contraddizioni ?

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        • Il problema è stata questa sacralizzazione indebita della figura papale risultata dalla convergenza di due fatti: il dogma dell’infallibilità e il fatto che abbiamo avuto una successione ininterrotta di papi giganti spirituali.
          Penso che lo Spirito Santo ha permesso BXVI eppoi lo strazio attuale per farci tornare ad un cattolicesimo meno « magico », meno « papalatrico », più centrato su quel che la Chiesa insegna che sull’ideologia di chi è papa in un momento preciso.
          Anche io sono passato attraverso questa « passio » spirituale e dovendo scegliere tra la Chiesa ed un papa la scelta mi è apparsa chiarissima in coscienza.
          Ma alcuni ancora credono che essere cattolici sia essere papalatra.
          In Pace

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        • Forse potrebbe aiutare a porre la questione nella corretta prospettiva, il notare che per ben 1200 anni, ossia fino ad Innocenzo III, nessun papa si insignì del titolo di Vicario di Cristo.
          Approfitto per dire che il travaglio spirituale di cui ha parlato Simon, a proposito della rivisitazione delle proprie precedenti convinzioni intorno al papato, è stato anche il mio, ed è stato particolarmente doloroso, ma – sarà senz’altro un limite – , personalmente non ce l’ho fatta a continuare a far lo struzzo dopo pachamama.

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          • Credo serva una revisione anche su come intendere il magistero autentico ( o meglio la cosa dovrebbe esser chiara da sè ma a quanto pare ) visto che anchei papai precedenti il vigente hanno avuto delle sviste seppur marginali, forse.

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            • Il Magistero Autentico non è per forza « inerrabile » e ricopre anche il terzo comma.
              In Pace

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              • Basterebbe distinguere il magistero in infallibile ed autentico, laddove il primo è l’ordinario dovunque, da sempre, da tutti creduto, il secondo è lo straordinario.
                In tal senso poi stare a perdere tempo sui dogmi è anche depistante. Tutti crediamo quel che dobbiamo credere ben al di là e ben prima di un dogma sancito, come sovente sappiamo come comportarci ben prima di un canone esplicito…d’altronde quel che è dogma sarebbe da intendersi di per sè come giudizio e decreto imposto dall’assise dei detentori di sacra potestas o dal massimo referente giurisdizionale non solo come chiarimento dottrinale ma anche in campo liturgico/sacramentalee o di disciplina.
                Sarebbe interessante discuterne.
                Ma tralasciando questo il magisterio autentico può essere meramente autentico laddove non sia più con riverenza e tremore da ossequiarsi, ma del tutto vacuo se non peggio, erroneo.
                In tal senso la lunghezza delle encicliche è foriera di espressioni alquanto dubbie molto spesso, oltre che a manifestare spesso solo un desiderio inconsulto di rendersi comprensibili, cosa che, se non si cura lo Spirito nei propri fedeli, è del tutto stupido a farsi, anzi è proprio il segno che non si faccia giust’appunto. Come ho sostenuto rispetto la PDV di Giovanni Paolo II ha una teologia del sacerdozio mistificatoria questo per dire che non è che uno si sveglia la mattina contro Francesco…paghiamo dazio ancora delle probabili giuste reazioni di Gregorio VII, ma ciò non di meno il cardinalato è e rimane un obbrobrio e ricordare questo può far passare da modernista per certi tradizionalisti ben più politicanti.
                Ben venga.

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          • Mi permetto di portare all’attenzione, se non l’ha già fatto qualcun altro, questo intervento del prof. Kwasniewski, che personalmente trovo pertinente al tema e ben argomentato.

            https://rorate-caeli.blogspot.com/2021/08/the-popes-boundenness-to-tradition-as.html

            Mi ha fatto riflettere il contenuto della Professione di Fede papale prevista dal Liber Diurnus Romanorum Pontificum in uso nel Medioevo, perché è evidente che i contorni della concezione dottrinale del Papato che vi è sottesa, e che doveva essere senso comune per la coscienza cristiana dell’epoca, di fatto non è la medesima che si dà per scontata da almeno 160 anni: oggi, come già al tempo di Leone XIII, nessun cattolico avvertirebbe la necessità che il papa di compia un atto del genere.

            Trovo coerenti a questo dato le recenti pubblicazioni del blog TraditioMarciana, che dischiudono a chi, come il sottoscritto, non è addetto ai lavori, un orizzonte di riflessioni fino a poco tempo fa inimmaginabile.

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  5. « Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. » (Gv 11.49-52)

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    • In realta’ la frase di Caifa e’ per ironia del destino ( o ironia di Dio) la descrizione del CONTRARIO di cio’ che poi storicamente e’ avvenuto: la morte di un solo uomo ha portato
      alla rovina dell’ intero popolo dei giudei. Cioe’ hanno ammazzato un uomo , Gesu’, come capro espiatorio , credendo cosi’ di allontanare dal popolo di Israele il pericolo, e si sono dati la mazza sui piedi: proprio per questa uccisione l’ intero popolo di Israele e’ andato in rovina.

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  6. Indovina chi ha detto:
    « Gesù cambia la prospettiva: lo invita a non pensare ad assicurarsi l’aldilà, ma a dare tutto nella vita terrena, imitando così il Signore. »

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  7. Mi sembra che a forza di esaminare il tema si finisca per renderlo ancor più complesso di quello che , almeno a me, sembra . E quindi provo a razionalizzarlo , attraverso una serie di semplici domande che si pongono in sequenza.

    1) Il Papa attuale è stato validamente eletto ed è il Papa della Chiesa Cattolica Romana ?
    2) In caso affermativo, ed al di la dei termini utilizzati, rientrava e prerogative del Papa emettere un motu proprio che regolamentasse la liturgia, posto che
    – la stessa è un tema pastorale
    – egli non ha abolito le precedenti liturgie ma ne ha soltanto subordinato l’applicazione alla approvazione dei vescovi
    – che nei 2000 anni che ci precedono gli schemi e lingue liturgiche sono stati più volte modificati ?
    3) Pur essendo ovviamente lecito dissentire dalle decisioni di cui al punto 2, è però anche lecito per un esponente ordinato della Chiesa Cattolica disobbedire ed invitare a disobbedire ad una lecita decisione papale, continuando al contempo a definirsi cattolico ?
    4) Pur essendo ovviamente lecito dissentire dalla decisioni di cui al punto 2, è lecito per un fedele cattolico diffondere ed approvare gli inviti alla disobbedienza rispetto ad una decisione papale lecitamente presa?

    Credo che sia più che opportuno rispondere a queste domande, più che al merito della questione che resterà ovviamente sempre controverso.

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    • (1) Certo
      (2) (a) il tema NON è meramente pastorale ma anche dogmatico e attenente alla nostra fede: questo lo dice lo stesso Santo Padre quando ricorda che lex orandi e lex credendi si tengono la mano
      (b) questo è fumo negli occhi: in realtà basta leggere che ai vescovi è stata data briglia libera solo per annullare e vietare e non per concedere
      (c) sempre la liturgia è evoluta in continuità in effetti; ma in questo caso nell’articolo uno si impone una rottura nella lex orandi e nella lex credendi
      (3) Ovviamente è perfettamente lecito quando c’è abuso da parte del superiore o quando ne va della salus animarum
      (4) Une delle grandi riflessioni del S.S. Concilio Vaticano II è di aver soppresso la netta cesura tra Chiesa Docente e Chiesa Discente e aver messo in evidenza che anche i laici partecipano al Magistero tramite quel Sensus Fidei dei fedeli che vivono della vita della Chiesa, tramite la conoscenza della Sua Dottrina, la pratica dei Suoi sacramenti (ovviamente non in modod sacrilego), l’esempio di carità che danno nelle loro vite (famiglie, etc etc) e ricordato quanto anche i laici partecipassero ai munera sacerdotali, profetici e regali per grazia del Santo Battesimo: quindi la risposta ormai è sì e cioè se chi dovrebbe essere il Pastore si spruzza l’odore di pecora su di sé per ingannare le pecore essi hanno il dovere di denunciare il lupo per la salus animarum delle persone di cui sono in carica e vi è obbligo morale di disobbedire (si chiama anche obiezione di coscienza) e di insegnare quel che la Chiesa insegna.
      In Pac

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  8. Scusami vaindante ma cosa significa che la liturgia sia reputabile come pastorale?
    Inoltre un conto è sviluppare la liturgia, un conto è inventarla disprezzando il depositum fidei…

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    • @Simon : Perché nella parte finale della suo scritto Feser dice testualmente che si può esortare il papa a cambiare idea , ma poi bisogna arrendersi e porgere l’ altra guancia (che significa obbedire, altrimenti di che « guancia » parliamo ?).
      Io lo interpreto così.

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      • Ah! OK grazie per la precisione. Direi che se io fossi il solo ad essere l’oggetto della “misericordia” bergogliana potrei, infatti, zittirmi e porgere l’altra guancia.
        Però, queste sue inique decisioni impattano la vita spirituale ed eterna di altre persone, in particolare verso le quali mi sento parzialmente responsabile e non aiutarle a scampare dalla trappola pontificale equivarrebbe a non assistenza a persona in pericolo. La Salus Animarum obbliga sempre a fare di tutto, a tempo e a controtempo, per la manifestazione della Verità, cioè l’insegnamento della Chiesa nella Sua integralità.
        Ecco qui.
        In Pace

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    • @daouda : Veramente non mi risulta che Francesco abbia inventato alcunché . Il NO non lo ha scritto lui . Quindi non capisco cosa intendi per inventare.
      Per quanto riguarda la liturgia non sono un esperto ma non mi pare che si tratti di magistero (a parte la parte relativa alla eucarestia , dove si seguono le parole di Cristo « fate questo in memoria di me ». Tutto il resto è opera umana , che nei secoli si è evoluta su uno schema che dai Padri della Chiesa è arrivato fino a noi , ma che di certo non è dogma ne magistero. In tutte le liturgie che si sono succedute ovviamente mai si sono dette cose diverse da quanto previsto dal magistero , ma se farlo prima o dopo o farlo in latino o in francese, se volgersi a oriente o a occidente o inchinarsi qui e lì non è certamente una indicazione risalente ai vangeli ed a Gesù.
      Essa (la liturgia) è la risposta a Dio più adeguata per il tempo in cui viene promulgata , ed agli uomini a cui viene proposta.
      Non a caso qui tutti discutono dell’ effetto che la liturgia ha sulle persone (e nessuno si chiede se essa sia quella più gradita a Dio, che tutto sommato sarebbe parte in causa…).
      Quindi la liturgia è principalmente per le persone , ed infatti nonostante i cambiamenti , dall’anno zero ad oggi, nessuno può dire che coloro che sono diventati Cristiani durante i primi secoli (con liturgie che non conosco..) o durante i secoli post concilio di Trento o dopo il CVII non siano tutti egualmente Cristiani.
      Spero di aver spiegato la mia posizione…mi scuso per le inesattezze…

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      • CCC1124 La fede della Chiesa precede la fede del credente, che è invitato ad aderirvi. Quando la Chiesa celebra i sacramenti, confessa la fede ricevuta dagli Apostoli. Da qui l’antico adagio: « Lex orandi, lex credendi » (oppure: « Legem credendi lex statuat supplicandi », secondo Prospero di Aquitania [secolo quinto]).55 La legge della preghiera è la legge della fede, la Chiesa crede come prega. La liturgia è un elemento costitutivo della santa e vivente Tradizione.56
        1125 Per questo motivo nessun rito sacramentale può essere modificato o manipolato dal ministro o dalla comunità a loro piacimento. Neppure l’autorità suprema nella Chiesa può cambiare la liturgia a sua discrezione, ma unicamente nell’obbedienza della fede e nel religioso rispetto del mistero della liturgia.

        In Pace

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      • Preciso:

        -quando parlavo di Francesco e sua pastorale intendevo far presente come affermasse un principio ormai comune ed assodato ossia che il diritto determina la liturgia, oltre che a chiedere come fosse possibile che la liturgia sia materia pastorale, cosa che non comprenderò mai credo.
        Ad ogni modo non mi riferivo a lui riguardo l’invenzione liturgica, davo per scontato che mi si comprendesse

        -la Chiesa non compie azioni solamente umane MAI. Inoltre la liturgia è l’apice della Tradizione che con Magistero e Scrittura formano il deposito della Fede ( ma ci sarebbe da parlare anche della mistica contemplativa per dire ). Un conto dunque giustamente è riordinare, riarmonizzare, adattare, un altro è inventarsi, archeologicamente od innovazionisticamente è uguale, le cose in sfregio dell’eredità ricevuta.
        Fai bene però a ribadire che il Verbo incarnato ha istituito direttamente solo i sacramenti. Questo ci aiuta a ridimensionare la questione ed adattarla e non fare di certe posizioni bandiere ma il problema è che più un rito è fatto male ed è scialbo e non si fonda in sè traendo linfa dagli apostoli, più il fedele alla Santa Messa sarà dissuaso o distratto, il che lo porterà solo in qualche caso a comunione proficua, nella maggioranza dei casi a comunione « inutile », alle volte al sacrilegio visto che non serve e non basta soltanto essere in Grazia e preprarvisi convenientemente per giovare della santissima Eucarestia, cose che ovviamente si danno per scontate.

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        • La liturgia è la risposta dell’uomo a Dio. Nei secoli però , e tutto quello che si dice in questi giorni lo conferma pienamente , ha assunto anche una funzione verso gli uomini. Nella sua funzione verso Dio è evidente che tutte le liturgie correttamente approvate negli ultimi 2000 anni sono identicamente valide per due ragioni : 1) Dio non è cambiato 2) se una di esse fosse “migliore” delle altre significherebbe implicitamente che le altre sono peggiori e quindi la Chiesa che le ha autorizzate avrebbe sbagliato.
          Nella sua funzione verso gli Uomini , che è spirituale e di rafforzamento della fede (non trovo le parole giuste ma certamente ci sono) , la liturgia invece si adatta agli uomini, e poiché gli uomini in 2000 anni sono cambiati assai (per cultura innanzitutto) è normale che anche la liturgia si adatti a questo per essere sempre al passo con questi cambiamenti .
          In questa sua seconda accezione quindi la Liturgia diventa essa stessa come una “pastorale” , cioè uno strumento per la trasmissione e rafforzamento della fede. Forse il termine “pastorale” non sarà corretto ma rende l idea di un qualcosa che si adatta allo stesso obiettivo di sempre (l’evangelizzazione) con un linguaggio e delle gestualità e simbolismi sempre attualizzati.
          Che poi tutto questo sia più efficace dei precedenti è tutto da capire , ma sta alla Chiesa stabilire questi parametri e definire se quello che può sembrare un fallimento a breve termine non sia invece una strategia profetica a medio e lungo termine.
          Il giudizio che si dà su questo Motu Proprio è infatti sull’effetto che sugli uomini ha la liturgia , apprezzandone di fatto gli aspetti estetici e coreografici ed il teorico rafforzamento della fede in chi l’ascolta.
          Pertanto è evidente che la accezione “tradizionalista” è altrettanto moderna delle altre, perché non pone l’ l’accento sulla risposta a Dio (come i padri della Chiesa indicavano) quando dell’ effetto sui fedeli (quanto è bella, quanto mi piace , quanto mi appassiona , quando mi converte).
          Occorre quindi, nel giudizio , cambiare paradigma.

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          • Questo tuo intervento è perfettamente condivisibile, salvo, forse (dipende come lo si legge) il tuo ultimo paragrafo: nel senso che la forma può anche essere sostanza.

            Ti dò un esempio (giusto un esempio non una disquisizione teorica al terzo grado e senza cercare di dire cosa sia meglio o cosa sia peggio) molto ristretto: ammesso che il momento centrale della messa è il sacrificio stesso che ha luogo sull’altare e rimane lo stesso in differenti contesti liturgici e quindi non discutiamo della validità del sacramento stesso, ci possiamo lo stesso trovare in due configurazioni accidentali differenti, ad esempio vi è un gruppo dove tutti guardano all’Est , lì dove il sole sorge e da dove Cristo ritorna, e quando dico tutti compreso il sacerdote, in questo caso abbiamo l’immagine di un popolo che avanza al seguito del suo pastore, che ne fa parte e che lo guida, quest’assemblea è decentrata da essa stessa ed è aperta, in movimento verso il suo Salvatore, e come trascinando con se le genti che il Cristo attira a Sè, questo popolo non cessa di partecipare molto attivamente con il canto del coro, con genuflessioni e segni di croce; poi abbiamo un’altra configurazione dove tutti sono seduti in tondo, si guardano gli uni gli altri, non c’è direzionalità, spesso il sacerdote guarda in senso opposto al popolo, non c’è espressione di moto, la dinamica à ricambiata con una situazione statica dove addirittura si sa solo restare in piedi o essere seduti.

            Ovviamente, se siamo molto cerebrali possiamo dire che tanto a Dio non cambia niente e manco la forza del sacramento in sé, ma nella realtà quel che vivono i partecipanti al primo tipo di celebrazione (che sia Pio V o Paolo VI è irrilevante per l’esempio) sarà quello di far parte di un popolo che avidamente tenta di stabilire una relazione con un Dio trascendente che viene a loro per incontrarli, mentre nel secondo caso abbiamo una situazione di un gruppo di persone che, in fin fine, credono di essere Dio, visto che quel che guardano verso cui “tendono” è loro stessi, ed infatti non compiono più nessun gesto significante e alla lunga devono inventarsi nuovi codici propri al loro gruppo, quindi non più ricevuti dalla Chiesa per Tradizione ma generati dalla loro assemblea che rimpiazza la divinità ma che chiameranno Spirito Santo.

            Alla fine, non è questione di aspetti estetici e coreografici, ma di teologia che si esprime: il cattolicesimo è una religione del Trascendente che compiendo la Sua kenosys viene dall’Est per raggiungere l’uomo in marcia verso di Lui perché attirato da Lui, oppure il cattolicesimo è una realtà chiusa su se stessa, che genera in modo immanente il proprio Cristo? Presso i fedeli che frequentano il primo tipo di celebrazione una frase del genere “« Gesù cambia la prospettiva: lo invita a non pensare ad assicurarsi l’aldilà, ma a dare tutto nella vita terrena, imitando così il Signore. » è semplicemente satanica, per i secondi è divina perché sono il loro dio.

            Se poi qualcuno ti dice la lex orandi della chiesa è quella del cerchio ed è la sola (quindi ad esclusione della prima) ovviamente non stiamo parlando della stessa Chiesa: perchà nella seconda non c’è più nessuna attrattiva per un aldilà che non ha valore ma che tutto ha nella via terrena, mentre nella prima la salvezza delle anime in vista dell’aldilà e la subordinazione della vita terrena a quella celeste, come la Buona Novella che il Cristo Gesù ci annuncia, è cosa la caratterizza.

            Mentre nella prima c’è posto per tutti i lebbrosi in ogni tempo ed in ogni luogo, nella seconda manco se sei in buona salute, manco se sei in stato di grazia, ma non sei vaccinato, puoi andare a messa dal Papa, perché la vita terrena ed il suo conforto, sono diventat i veri e soli valori assoluti e superiori al Sacramento stesso e al Divino Sacrificio.

            Spero aiuti
            In Pace

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          • Quel che scrivi mi trova concorde ed è lodevole ma preciso una cosa che deve rimanerci fissa nella mente e nel cuore:

            Il corpo mistico celebra la divina liturgia come membra vive del Cristo laddove LUI , Capo, nel sacerdote, compie la cena eucaristica. Di conseguenza è DIO che si rivolge a DIO, la sola vittima degna che si può offrire a DIO è DIO stesso in un certo senso, e chi la offre è l’insieme de Figli incorporati in DIO, figli divinizzati, figli reali pur se adottivi, con il sacerdote a presiedere in nome della Chiesa e a compiere in Cristo il sacrificio poiché il solo abile a farlo.
            Alla luce di questo lo sviluppo, il riordino e l’armonizzazione ( ossia l’adattamento ai tempi, ai modi, ai luoghi ) che la stessa varietà liturgica dimostra e gli stessi ritocchi all’interno dellescuole liturgiche palesano, non possono portare ad un adeguamento ed un rincorrere l’umano che anzi è chiamato alla theosis non certo a poter vantar alcun tipo di pretesa di qualsivoglia genere davanti questo dono, soprattutto perché tale deposito cultuale non può non rifarsi agli apostoli dichiarando dunqu che ogni invenzione ( archeologica od innovazionista che sia ) non tenendo conto del trasmesso giust’appunto, quella stessa trasmissione che lo Spirito ha suscitato, mina la Chiesa stessa.

            Piace a 1 persona

  9. Viandante , secondo me tutto si chiarifica rispondendo alla domanda 1 :
    Il Papa attuale e’ stato validamente eletto ed e’ il Papa della Chiesa cattolica Romana?
    Non e’ sicuro, ci sono dubbi fondati che NON sia stato validamente eletto e che NON sia il Papa

    Quindi manca della della grazia di stato, quindi non e’ infallibile in materia dottrinale quindi puo’ essere ( come sembra essere) apostata, eretico, idolatra , tirannico,
    E soprattutto come penso io da fedele , non da’ alcuna prova di essere un pastore dedito al bene del suo gregge, non da’ alcuna fiducia ai fedeli , da’ bastonate continue ai buoni cattolici, mentre strizza l’ occhio e ammicca oscenamente con tutto cio’ che e’ anticattolico .
    Se esiste un sensum Fidel del fedele cattolico , direi che il fedele cattolico ben formato non solo non ha fiducia in questo papa ma ne diffida profondamente , ne ha paura, vive nell a continua angoscia di cosa potra’ dire o fare e prova ripulsa , una ripulsa che va altre la razionalita’ , come verso qualcosa che ha in se il demoniaco.
    Questo vuol dire qualcosa?

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    • Non concordo con te circa la tua posizione a proposito del suo papato, ma concordo per dire che anche io lo risento come un personaggio spiritualmente demoniaco. Condivido sensazioni, non faccio nessuna affermazione.
      In Pace

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    • Un momento. Un papa può benissimamente essere eretico o compiere abusi , l’infallibilità non è magia.

      Per il resto continuare a dar credito a Ratzinger oggi, quando da Benedetto XVI non si è curato di scrivere bene una lettera di dimissioni aprendo alla folle distinzione fra munus e ministerium papale o nel SP ha lasciato travisarsi nel far ritenere che non potendosi abrogare il messale del 1962 equivelasse a non aver abrogato la legge che lo imponeva come liturgia pubblica del santo sacrificio, beh, se non si coglie la melevole presa in giro, non me ne volete, c’è ben poco da fare allora.

      Se oggi Francesco è talmente decisivo per la propria Fede, credo che se fossimo vissuti al tempo di Benedetto IX ci saremmo suicidati allora…

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  10. Esempi di demoniaca distruzione (puo’ essere papa, anzi puo’ essere un pastore misericordioso un uomo simile?)

    1) Si trattava un delizioso vigneto di appena pochi filari, poetico e simbolico al tempo stesso. In un angolo di giardino molto caro a Papa Benedetto XVI, in cui amava passeggiare e pregare tra le piante, facendo due passi nelle afose sere d’estate alla ricerca di aria buona, durante i soggiorni nella villa pontificia di Castel Gandolfo. Proprio in queste settimane quell’area dei giardini è stata stravolta e a farne le spese è stato il povero vitigno di Ratzinger che è stato divelto, sradicato e spianato. In Vaticano nessuno vuole parlarne.

    2)” In questi sei anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia famiglia religiosa (frati, suore, laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del padre fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II… », a parlare è padre Paolo Siano la « voce coraggiosa » dei frati francescani dell’Immacolata.
    Papa Francesco ha commissariato la comunità francescana in questione autorizzando un decreto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata: era l’undici luglio del 2013.

    Io non posso credere che un uomo simile che denota una volonta’ di distruzione demoniaca in vari ambiti , possa essere il vero papa. Penso che piu’ che dalla Spirito Santo sia stato messo dove e’ dalla Mafia di San Gallo.

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    • Può essere Papa: mysterium iniquitatis. Il Male è incomprensibile.
      In Pace

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      • E vabbe’, facciamo finta di avere a che fare con un vero papa, con un cattivo papa, ce ne sono stati tanti nella storia della chiesa di cattivi papi , di uomini cattivi diventati papi. Facciamo finta che sia cosi’ e tiriamo a campa’ come si dice a Napoli « addappassa’a’nuttata »
        Ma la Storia ci chiedera’ conto della nostra scelta.

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        • Onestamente, che scelta abbiamo mai avuto?
          In Pace

          "Mi piace"

          • Credo di essere facile profeta nel dire che le dimissioni dei Papi saranno un evento sempre più frequente .
            La medicina consente oggi di tenere in vita per anni persone che un tempo sarebbero morte dopo pochi mesi di malattia. Tenere in vita non significa però mantenerle nella condizione di essere autosufficienti nel corpo e lucidi nella mente.
            È una situazione completamente nuova , che tante persone vicino sulla prioria pelle con i genitori anziani , e che nel caso del Papa non cambia.
            La Chiesa non si può permettere di mantenere una vacatio di fatto per anni , perché ovviamente in quel periodo non sarebbe di fatto il Papa a governare ma quel sottobosco di curia vaticana mai eletta ed incontrollata. Chi ha governato la chiesa durante gli ultimi 2 o 3 anni della vita di GPII ?
            BXVI ha saggiamente scelto di ritirarsi ai primi accenni di incapacità , proprio perché la Chiesa ha bisogno di un Papa nel pieno delle sue energie e funzioni.
            Quando poi sia il momento giusto poi…essendo Papi ..si spera che in qualche modo lo Spirito li guidi.
            È un grande gesto di amore e cura per la Chiesa quello di ritirarsi quando ancora si è in grado di farlo. Immaginate cosa accadrebbe se , per esempio , un Papa divenisse invalido psichico e qualcuno dovesse accertarne la situazione e rimuoverlo. Altro che invocazione del « golpe » e chi più ne ha più ne metta.
            È poi inconcepibile che al Signore possa piacere di mantenere Papa una persona che manifesti la volontà di non esserlo più, come se al mondo non ci fosse altro degno di esserlo. Tra l altro sarebbe estremamente pericoloso perché significherebbe investire una persona di una alea « magica » come se essa non potesse impazzire e dare di matto.

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  11. Ci sono tanti illustri canonisti, per esempio il professor Antonio José Sanchez Baez professore di diritto all’ Universita’ Di Siviglia, che spiegano pazientemente come le dimissioni Benedetto XVI siano invalide. Non voler neppure approfondire gli argomenti di costoro e’ una precisa scelta: la scelta di considerare comunque il Conclave del 2013 valido, senza neppure ascoltare chi produce dubbi ( documentati) . Il fatto e’ che se Bergoglio non e’ papa, i Cardinali da lui nominati non sono validi, quindi il collegio cardinalizio che eleggera’ il prossimo Pontefice nn sara’ valido quindi anche il prossimo papa sara’ un antipapa e così via. E questo solo la Storia a un certo punto lo smascherera’, ma rimane la nostra responsabilita’ di contemporanei che abbiamo voluto mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi .
    “ La stragrande maggioranza dei cattolici pensa che il card. Bergoglio sia un cattivo papa, ma in fondo il papa. Criticano i suoi deliri, ma lo considerano un padre. E questo lo rafforza di più. Altri sono semplicemente cattolici mondani, contenti delle sue innovazioni. Infine, altri sospettano che Francesco sia un impostore, ma non osano parlarne in pubblico”.prof. Antonio J.Sanchez Baez

    Io sono tra quelli che sospettano che Bergoglio sia un impostore.

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    • Io sono di quelli che dei cardinali non sò che farmene…e che afferma che Benedetto XVI abbia scritto apposta malamente la sua rinuncia per far parlare i tradizionalisti riguardo Fransceco che li fa sbroccare, essendo i due pappa e ciccia. Obiettivo: favorire la polarizzazione della Chiesa e dunque lo scontro, chiaramente avendo pedine di qua e dillà.

      Ad ogni modo qual problema vi da un papa ignobile od eretico? Papa invalido? Conclave invalido? Irregolare volevi scrivere semmai…pfff…la stragrande maggioranza dei sacerdoti che abbiamo è illecita ed irregolare giacché i canoni prescrivono che, se non uxorati, devono essere vergini.
      Frega qualcosa a qualcuno?
      No.
      Figurati…

      "Mi piace"

    • Io credo che troppe persone si arroghino surrettiziamente di conoscere il parere della stragrande maggioranza dei cattolici, ed allo stesso tempo di giudicarne la cattolicità in base ai propri parametri.
      In realtà alcuni argomenti, che sui blog o tra gli studiosi sembrano il centro dei pensieri di tutti , per molti altri sono semplicemente invisibili. Tra tutti gli argomenti trattati dal Papa, e molto « discussi » in questi anni, l’unico che abbia avuto un vero impatto è quello meno teologico , e cioè l’accoglienza agli immigrati.
      Gli altri …mi dispiace…ma sono argomenti di nicchia per la stragrande maggioranza dei fedeli.
      Eviterei poi di dare ascolto a chi (teologi o altro), per mestiere, guadagna anche dalla vendita di libri e articoli ed ha tutto l interesse a « curare » quella parte di lettori più disponibili a spendere soldi per pubblicazioni complottiste . Questi scritti rasentano il « fantasy » riutilizzando la stessa matrice di interesse che a suo tempo fece il successo del « codice da Vinci », che Socci (col suo « non è Francesco ») ha reinagurato.

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