Liturgia Apocalittica

Desidero riproporre ai nostri utenti queste riflessioni del lontano 2013, otto anni fa, su quel che è la “sola” Vera Liturgia che si svolge hic et nunc, ieri, oggi e domani per l’eviternità.
Buona meditazione.
In Pace


In alcuni post precedenti, provando di andare oltre alla stringata e, in questo caso, un po’ ottusa visione di P.Augé, peraltro rinomato e acuto liturgista e confratello bloggista,  che vede nella presenza di varie forme del rito romano una competizione nefasta per la Chiesa abbiamo proposto la ricerca di un massimo comune moltiplicatore  per vivere la forma ordinaria e quella straordinaria con spirito di eccellenza per ciascuna chiedendo ai Pastori di conservarle, di incrementarle e di dar loro un nuovo vigore.

Proprio in questi giorni ci è annunziato il ritorno ufficiale del rito anglicano nella Chiesa latina e vediamo che questi è visto dai nostro Vescovi come un arricchimento per la Chiesa latina: questo ci conferma nel nostro atteggiamento in direzione di un bi-formalismo totalmente assunto e senza complessi che sposi con allegrezza i bisogni pastorali e spirituali delle varie culture e delle varie chiese che compongono la realtà cattolica.

In questo lungo post, vorremmo proporre e vedere  questo massimo comune moltiplicatore di TUTTE le liturgie al di là delle ideologie va da cercarsi nella Liturgia celeste descritta con potenza nell’Apocalisse di Giovanni e per tentare di dimostrarlo ci appoggeremo sull’eccellente libretto di facilissima lettura di Scott Hahn, “THE LAMB’S SUPPER THE MASS AS HEAVEN ON EARTH” (Darton,Longman & Todd Ltd, 01 feb 2003, ASIN:  B0092JFE6U). Armatevi dell’Apocalisse…

Già i Padri della Chiesa avevano visto nell’Apocalisse la chiave della liturgia e nella liturgia la chiave dell’Apocalisse, ma dopo quasi 14 secoli ecco la SacroSanctum Concilium  ricordarci:

8. Nella liturgia terrena noi partecipiamo per anticipazione alla liturgia celeste che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio  quale ministro del santuario e del vero tabernacolo; insieme con tutte le schiere delle milizie celesti cantiamo al Signore l’inno di gloria; ricordando con venerazione i santi, speriamo di aver parte con essi; aspettiamo come Salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, fino a quando egli comparirà, egli che è la nostra vita, e noi saremo manifestati con lui nella gloria.

E questo ancora precisa il Catechismo della Chiesa Cattolica:

2642 La rivelazione delle « cose che devono presto accadere », l’Apocalisse, poggia sui cantici della liturgia celeste, 131 ma anche sull’intercessione dei « testimoni » (martiri). 132 I profeti e i santi, tutti coloro che furono uccisi sulla terra per la testimonianza da loro data a Gesù, 133 l’immensa folla di coloro che, venuti dalla grande tribolazione, ci hanno preceduto nel Regno, cantano la lode di gloria di colui che siede sul trono e dell’Agnello. 134 In comunione con loro, anche la Chiesa terrestre canta questi cantici, nella fede e nella prova. La fede, nella domanda e nell’intercessione, spera contro ogni speranza e rende grazie al Padre della luce, dal quale discende ogni dono perfetto. 135La fede è così una pura lode.

2643 L’Eucaristia contiene ed esprime tutte le forme di preghiera: è « l’oblazione pura » di tutto il corpo di Cristo a gloria del suo nome. 136 Secondo le tradizioni d’Oriente e d’Occidente, essa è « il sacrificio di lode »”.

Nell’Apocalisse, come nella messa, nella sua unità ci sono due parti ben distinte: i primi undici capitoli si concentrano sulla lettura alle sette chiese e nei primi tre capitoli c’è ben otto volte un richiamo di Cristo alla penitenza delle Chiese ,  per poi convergere sull’apertura del Libro . Dal dodicesimo capitolo in poi, si apre il Tempio di Dio nei cieli e la celebrazione del festino delle nozze dell’Agnello vi culmina.

Vi è un Tempio[11, 1]Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: “Alzati e misura il santuario di Dio e l’altare e il numero di quelli che vi stanno adorando

Vi è un altare[8, 3] Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono.

Vi è un gran sacerdote[1,13]e in mezzo ai candelabri c’era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piediecintoal petto con una fasciad’oro

Ci sono sacerdoti[4, 4]Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo.

Il celibato consacrato vi è celebrato[14, 4]Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello.

Il Sacerdozio dei fedeli vi è descritto : [1, 5] … A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,[1, 6]che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Vè il Segno della Croce: [14, 1]Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo.

Il rito pentenziale occupa i capitoli 2 e 3

Si canta il Gloria[15, 3]cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello: “Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio Onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! [15, 4]Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati”.

Lettura delle scritture : capitoli 2, 3 ,5 e 8

L’alleluja è cantato: [19,1]Dopo ciò, udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva: “Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; [3]E per la seconda volta dissero: “Alleluia! Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!”. [4]Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio, seduto sul trono, dicendo: “Amen, alleluia”. [6]Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: “Alleluia. Ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio, l’Onnipotente.

C’è l’incenso[8, 3]Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono.[4]E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi.[5]Poi l’angelo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco preso dall’altare e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto.

Il Libro è aperto: [ 5,1]E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.

L’Ostia: [2, 17]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve

Calici: Tutto il capitolo 16: [1]Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: “Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio”….. [19]La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente.

Incenso di nuovoIncenso: [5, 8]E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi.

Sursum corda[11, 12]Allora udirono un grido possente dal cielo: “Salite quassù” e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici.

Sanctus: [4, 8]I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!

Sacerdoti [14, 3]Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.

[19, 4]Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio, seduto sul trono, dicendo: “Amen, alleluia”.

Agnus Dei[5, 6]Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato.[12]e dicevano a gran voce: “L’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione”.  [13]Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: “A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli”.

Preeminenza della Vergine: [12, 1]Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.

Intercessione dei Santi e degli angeli[6, 9]Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. [10]E gridarono a gran voce: “Fino a quando, Sovrano, tu che sei santo e verace, non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?”.

[8, 3]Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono.[4]E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi.

(N.B.: quel che è interessante a proposito delle anime sotto l’altare è che il rito si compie solitamente sulle reliquie di santi e che sono 24 i santi e grandi vegliardi che sono ricordati nel canone romano : beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum: Petri et Pauli, Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomǽi, Matthǽi, Simónis et Thaddǽi: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni)

Contemplazione silenziosa[8,1]Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora.

Di nuovo il sacerdozio dei fedeli[20, 6]Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

Festino delle Nozze dell’Agnello[19, 9]Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”. Poi aggiunse: “Queste sono parole veraci di Dio”.

[19, 17]Vidi poi un angelo, ritto sul sole, che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo:[18]”Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni dei capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi”.

San Michele arcangelo[12, 7]Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. …

Un suggestione fraterna: prima di bisticciarci su quale rito è migliore dell’altro, meditiamo l’Apocalisse e vediamone l’eccellenza nella sua attuazione…

In Pace

Croce-Via

Il Festino delle Nozze dell'Agnello dell'Apocalisse di Giovanni Il Festino delle Nozze dell’Agnello dell’Apocalisse di Giovanni

In alcuni post precedenti, provando di andare oltre alla stringata e, in questo caso, un po’ ottusa visione di P.Augé, peraltro rinomato e acuto liturgista e confratello bloggista,  che vede nella presenza di varie forme del rito romano una competizione nefasta per la Chiesa abbiamo proposto la ricerca di un massimo comune moltiplicatore  per vivere la forma ordinaria e quella straordinaria con spirito di eccellenza per ciascuna chiedendo ai Pastori di conservarle, di incrementarle e di dar loro un nuovo vigore.

 

Proprio in questi giorni ci è annunziato il ritorno ufficiale del rito anglicano nella Chiesa latina e vediamo che questi è visto dai nostro Vescovi come un arricchimento per la Chiesa latina: questo ci conferma nel nostro atteggiamento in direzione di un bi-formalismo totalmente assunto e senza complessi che sposi con allegrezza i bisogni pastorali e spirituali…

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Categorie:Attualità cattolica, Liturgia e Sacra scrittura, Simon de Cyrène

2 replies

  1. Grazie Simon. Capirai subito che per me la postilla sul celibato sacerdotale non è congrua io la devierei sui grandi monaci.
    Inoltre il sacerdozio è riferito al popolo ed al Cristo, esplicitamente. Ad ogni modo illuminante. grazie

    Piace a 1 persona

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