Coronavirus e Chiese chiuse: la disposizione del Vescovo di Bergamo

In attesa dell’articolo di commento annunciato nei commenti, inseriamo su blog l’integrale disposizione del Vescovo di Bergamo, Mons. Francesco Beschi, per avere un quadro preciso di quanto veramente stabilito da una delle autorità competenti riguardo al caso di chiusura delle Chiese che sta facendo discutere i fedeli.
Partiremo nda questa ordinanza nella riflessione che verrà pubblicata a breve.


Disposizioni del Vescovo

La Diocesi di Bergamo si attiene responsabilmente alle indicazioni precauzionali date dalle Autorità civili e sanitarie per la tutela della salute di tutti.
(scarica l’ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con il Presidente della Regione Lombardia)

Alle misure cautelari indicate si aggiunge un particolare invito alla preghiera per gli amma­lati e le loro famiglie, per il personale sanitario e per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza sanitaria.

Il Vescovo Francesco esprime in modo accorato la sua vicinanza invocando con la sua benedizione la protezione del Signore su tutti e su ciascuno, mentre segue con attenzione la situazione mantenendosi in stretto contatto con la Prefettura e le Istituzioni pubbliche sanitarie, sociali, civili e militari, a cui rivolge un particolare ringraziamento per la qualità e la premura del loro servizio alla nostra comunità.

Senza cedere ad allarmismi e paure, ma aiutando con responsabilità le comunità ad affrontare questo momento delicato, i sacerdoti sono tenuti all’osservanza rigorosa di tutte le disposizioni.

Come pastori offrano particolare sollecitudine verso gli anziani, aiutandoli con equilibrio nell’incontro personale circa una valutazione della situazione e nella gestione di legittimi dubbi e preoccupazioni. In quest’ottica rientra la visita a domicilio anche attraverso i ministri straordinari dell’Eucaristia.

Per la validità di queste norme, le autorità prevedono un tempo minimo di una settimana, perciò fino a lunedì 2 marzo escluso, termine che potrebbe essere prorogato in base all’evolversi della situazione di contagio, anche solo per alcune zone. In tal caso saranno puntualmente date nuove indicazioni.

La rigidità delle norme è atta a riguardare in modo particolare i minori e gli anziani o gli assembramenti più numerosi di persone e con maggiore variabilità di presenze. Come comunità cristiana questo ci interpella direttamente.

Pertanto, il Vescovo Francesco, in considerazione delle circostanze in evoluzione del contagio da Covid-19 (Coronavirus), in accordo con il Prefetto di Bergamo, secondo l’ordinanza della Regione Lombardia e nel rigoroso rispetto delle norme sanitarie precauzionali indicate dalle autorità competenti, dispone:

  • le chiese restino aperte solo per la preghiera personale e si abbia l’accortezza di togliere l’acqua lustrale;
  • tutte le celebrazioni con concorso di popolo siano sospese, incluso il Mercoledì delle Ceneri e i momenti di preghiera quaresimale della comunità (come via crucis o liturgie penitenziali) o di gruppi specifici; non sono ammesse nemmeno celebrazioni o momenti di preghiera all’aperto, né in santuari o in cappelline;
  • ogni sacerdote celebri in forma privata in chiesa a porte chiuse o in altro luogo adatto, per evitare concorso di popolo; si suggeriscono, ad esclusione del Mercoledì delle Ceneri e delle Domeniche di Quaresima, alcuni formulari particolari:
    • “Per qualunque necessità” (formulario 2), MR pag. 827;
    • “Per gli infermi”, MR pagg. 822-823;
    • Dalle Messe della Beata Vergine Maria, si suggeriscono i seguenti formulari:
    • Madre della consolazione, pag. 133;
    • Mediatrice di grazia, pag. 99;
    • Salute degli infermi, pag. 142.
  • poiché domenica 1 marzo non è possibile celebrare l’Eucaristia, i fedeli sono dispensati dall’obbligo del precetto festivo e invitati a santificare la festa con un momento di preghiera personale o familiare, oppure seguire la Messa attraverso la televisione o la radio;
  • per il sacramento del Battesimo, si inviti a rimandare la celebrazione; qualora ci fossero fattori contingenti e bisogni familiari, si celebri in modo il più possibile ristretto, invitando alla presenza dei soli parenti;
  • per il sacramento del Matrimonio, si celebri in modo il più possibile ristretto, invitando alla presenza dei soli parenti;
  • per la celebrazione dei funerali: si svolgano in forma privata, cioè senza suonare le campane per la Messa, evitando i cortei dalla casa e al cimitero; la celebrazione è consentita invitando a circoscrivere la partecipazione ai soli parenti;
  • nell’eccezione della celebrazione per funerali o matrimoni, a scopo precauzionale, si chiede di non invitare al gesto dello scambio di pace e di distribuire la comunione solo nelle mani secondo le norme vigenti;
  • per la celebrazione del sacramento della riconciliazione, non sono permesse le preparazioni comunitarie, né per adulti, né per i ragazzi; se qualche fedele chiede singolarmente, non si usino i confessionali, ma preferibilmente luoghi areati come ad esempio la sagrestia o la navata;
  • tutte le iniziative comunitarie e oratoriane siano sospese: catechesi, incontri di preghiera, ritiri spirituali, incontri di gruppo, riunioni, conferenze, gite, pellegrinaggi, iniziative o uscite culturali o aggregative;
  • gli ambienti oratoriani siano chiusi: bar, sale della comunità, cinema e teatri, cortili, campi da gioco o sportivi, come pure altri luoghi di ritrovo di pertinenza parrocchiale o religiosa;
  • gli spazi parrocchiali non vengano concessi per feste o incontri privati.

Nel medesimo provvedimento si stabilisce la chiusura di tutte le scuole di ogni grado, quindi rientrano tutte le scuole paritarie.

Per facilitare questo:

  • viene proposta una preghiera come invito a vivere intensamente un momento personale di comunione spirituale; si suggerisce ai sacerdoti la possibilità che la medesima orazione sia lasciata nelle chiese
    (scarica la preghiera);
  • per il Mercoledì delle Ceneri viene proposto uno specifico schema di preghiera in famiglia o personale
    (scarica la preghiera);
  • il Mercoledì delle Ceneri il Vescovo Francesco attraverso Bergamo TV proporrà a tutti i fedeli un momento particolare di preghiera e di riflessione (*saranno forniti dettagli e indicazioni entro domani);
  • si può suggerire di seguire la Santa Messa su TV2000 (canale 28) ore 8.30, o su Telepace come pure altre proposte di preghiera (ad esempio il rosario);
  • i parroci che avessero una radio parrocchiale possono usare di questo strumento per collegarsi con i fedeli nelle case, secondo le indicazioni relative alla celebrazione della Messa sopra indicate;
  • si può inoltre suggerire ai fedeli la celebrazione della liturgia delle ore; a questo riguardo c’è la comoda APP della Conferenza Episcopale (scarica la versione Android – scarica la versione Apple) che in modo facile ha anche il supporto audio.

I Carabinieri chiedono di farci tramite per avvertire di possibili truffe, soprattutto ai danni degli anziani, ad opera di falso personale sanitario (scarica la nota stampa).

La Curia diocesana è a disposizione per ogni eventuale chiarimento necessario: è possibile contattare il segretario generale don Giulio Dellavite (tel. 035/278.242).

Gli uffici della Curia restano aperti, si consiglia però di chiamare per verificare la presenza del direttore o dell’addetto dell’ufficio competente.



Categorie:Attualità cattolica

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14 replies

  1. In Diocesi di Modena-Nonantola più o meno la stessa cosa.

    Nessuna Celebrazione delle Ceneri, o meglio una a “porte chiuse” celebrata dall’Arcivescovo e trasmessa su TV locale.

    Entro Giovedì si saprà qualcosa sulle Messe Domenicali.

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  2. l’intento del post è quello di approfondire se sia nelle prerogative di un Vescovo una iniziativa simile , penso.

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    • Che lo sia nella forma è pacifico Mentelibera, vorrei chiarire se davvero dietro c’è quello che paventano in molti (ateismo o peggio) o se invece non c’è un’altra spiegazione perfettamente in linea con il catechismo e la Tradizione. Insomma l’intento è chiarire da un punto di vista puramente catechistico le domande implicite che formano poi le riflessioni e le opinioni finali: cosa è la messa? Cosa è l’Eucarestia? Che valore ha il popolo in questo sacramento?
      Chiarito quello, si chiariscono anche le opinioni finali, capendo dove sbagliano o esagerano.

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      • Se mai Dio non voglia, questa situazione dovesse veramente volgersi in una pandemia, si vedrebbe subito come le chiese dovranno riaprire “a furor di Popolo”, e non solo quello del Popolo dei Credenti…

        Perché quando l’Uomo riscopre la sua fragilità, la sua impotenza, ecco che Dio (qualunque dio in verità) torna ad essere “d’attualità”!

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        • Caro Bariom,
          so che lo spirito del tuo intervento non è quello di contrariare le disposizioni precauzionali dei Vescovi, quindi ci colgo – e lo condivido appieno – l’auspicio autenticamente evangelico che questo tempo di prova aspra ravvivi e rinfocoli in tutti l’amore per i Sacramenti, acuisca in tutti la consapevolezza che siamo tutti dei poveri fragili bisognosi radicalmente della guarigione integrale che viene solo da Dio…

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  3. Bella la preghiera inserita nella comunione spirituale suggerita, guarda caso del nostro amato Tommaso d’Aquino. La riporto.

    O Dio nascosto,
    ti adoro presente in questi segni:
    a te il mio cuore si affida e godo nel contemplarti.
    Non ti vedo né ti sento ma la tua parola mi convince:
    credo quanto hai detto, o Figlio di Dio,
    nulla è per me più certo.
    O viva memoria della morte del Signore,
    Pane vivo che dai vita, fa’ che il mio spirito
    gusti la tua dolcezza.
    Sulla croce non appariva che eri Dio,
    qui non si vede che sei uomo: te, Dio e uomo io prego
    come il ladro pentito sulla croce.
    Non vedo le tue piaghe come Tommaso incredulo,
    ma con lui ti proclamo “Dio mio”:
    fa’ che creda sempre più, ti ami e speri in te.
    Come il pellicano, Signore Gesù,
    ci nutri col tuo sangue:
    solo una goccia può bastare a salvare il mondo intero.
    Ora ti contemplo nel mistero della fede,
    ma desidero tanto contemplarti a viso aperto
    nella tua gloria senza fine.

    S. TOMMASO D’AQUINO

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  4. Uno dei tanti motivi per cui tralascio la questione da un punto di vista politico è ben esplicato dai commenti che sono apparsi su twitter sotto la solita solfa di Spadaro.

    https://www.marcotosatti.com/2020/02/23/coronavirus-il-popolo-del-web-castiga-i-preti-politicanti/

    Non è il momento, non è il caso.

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  5. Infine, per ora, rispondo indirettamente a mentelibera per far capire che il tenore dell’articolo non potrà discostarsi di molto da quello che qui linko il quale, da un punto di vista sia storico che teologico, è praticamente perfetto:

    https://www.breviarium.eu/2020/02/24/colera-1854-angelo-ramazzotti-giulio-arrigoni/

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    • Bellissimo articolo, che di fatto archivia la questione.
      Grazie del link.

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    • Infatti secondo me, troppi discutono sul nulla: è perfettamente lecito e, anzi, doveroso procedere con cautela.

      In fin dei conti non esiste un “diritto” all’accesso ai sacramenti: chi lo pretenderebbe non avrebbe capito proprio il senso stesso della parola “grazia”. Che i vescovi utilizzino misure tali queste per tentare di frenare la propagazione di un’epidemia è cosa di buon senso e che dimostra nella pratica concreta che non vi è nessun “diritto”.

      E il Signore di sicuro darà le Sue grazie a chi, invece di ribellarsi, si sottometterà alle decisioni delle autorità civili ed eccelsiastiche e compenserà con un accresciuta vita spirituale privata l’impossibilità di poter parteicpare a quella pubblica.

      State tutti prudenti carissimi amici.

      In Unitate Orationis con voi tutti

      In Pace

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      • Non si parla di “diritti “ ma di poter lasciare la possibilita’ ’ ai credenti di poter effettuare il loro culto. Voi credete forse che gli ebrei non andranno in sinagoga sabato o i musulmani non si riuniranno per pregare venerdi? Ne’ ebrei ne’ musulmani accampano nessun “ diritto” ma nessun rabbino o imam vieterebbe loro di riunirsi nei loro giorni festivi.
        Il clericalismo bigotto di cui e’ infarcito l’ articolo postato di Breviarium fa raggricciare la pelle : frasi come “ sterile propensione alla contestazione di sapore tardo-patarino verso le gerarchie ecclesiastiche “ sarebbe gia’ stata ridicola se pronunciata cento anni fa.
        Perbacco! Dopo anni in cui tutti potevano fare tutto , anche in Chiesa , compreso negare il Credo , fare balletti omosessuali ecc, se ora se alcuni cattolici protestano perche’ hanno sospeso la Messa, allora sono rei di “ Insolente atteggiamento di disobbediente dissenso”
        Un tale discorso da parte delle “ gerarchie ecclesiastiche “ mi pare nello stile del “ Noi siamo noi e voi non siete un ca…o”

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        • Sai che cosa stride, caro Gian Piero?

          Breviarium ha sempre e coerentemente plaudito agli insistiti incitamenti del Papa regnante Francesco ad assumere ed applicare uno stile ecclesiale sinodale, in cui il Pastore, più che troneggiare alla testa del gregge, lo conduca affiancandolo, mescolandovisi, prestando premuroso empatico ascolto a ogni esigenza e dubbio e remora, condividendone appieno la concreta vita quotidiana.

          Leggere ora su Breviarium una perorazione fervorosa all’obbedienza assoluta, incondizionata e integrista del gregge all’insindacabile dettame del Pastore, a tacitazione perentoria di qualsivoglia doglianza, fa davvero sorridere…

          Ma non ti arrabbiare, caro Gian Piero, un sorriso è sufficiente.

          Stiamo uniti in Cristo in comunione di preghiera e in pace!

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    • Quanto all’articolo postato, non c’è dubbio che il fedele debba osservare docilmente le disposizioni dei Pastori e non fomentare disobbedienza, considerando oltretutto la gravità dell’ora.
      Per quanto mi riguarda, che il sottoscritto non arroghi a sé né ad altri un “diritto” al Sacramento è reso patente dal fatto che, nell’ora in cui sconsigliatamente si discettava su una sorta di “diritto” delle genti d’Amazzonia di partecipazione alla celebrazione dell’Eucaristia (fino a ipotizzare, per conseguire l’effettivo esercizio del diritto presunto rivendicabile, l’accesso al sacerdozio di coniugati) ero tra quanti ricordavano che questo “diritto” non c’è.
      Detto ciò, inviterei a non sconfinare nel massimalismo opposto, quello di scambiare per atto eversivo nei confronti dell’autorità episcopale ogni ragionevole, pacato, prudente suggerimento rivolto in spirito di obbedienza filiale all’ordinario, altrimenti finiamo per fare della Chiesa una istituzione in cui il vescovo comanda e i fedeli zitti e rigare come muli, qualsiasi cosa l’ordinario dica e disponga.
      Con questo spirito ho sommessamente invitato a vagliare più accuratamente se il divieto di concorso di popolo alle Sante Messe feriali, considerata l’abituale sparuta partecipazione alle medesime, sia provvedimento precauzionale congruo o eccedente la reale entità dell’insidia imminente.
      Anche sulla ricezione della Comunione sacramentale si potrebbero fare pacate, rispettose, filialmente deferenti osservazioni.
      Ribadisco, e poi la chiudo qui rimettendomi senza remora e docilmente alle determinazioni del mio ordinario: la Chiesa non è una dittatura, qualche buon suggerimento al Vescovo, fatto privatamente e senza dare scandalo, potrebbe giovare e non può essere pareggiato a un atto di improntitudine perniciosa.
      Chiuso per me l’argomento.

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      • Sei chiarissimo, come credo lo sia stato anche Padre Scardocci OP da me intervistato all’uopo. Ho appena pubblicato il contributo con il suo imprimatur e credo (e spero) che potrà essere sia di giovamento che di possibile disputa fra opinioni legittime e diverse, pur nei limiti della rispettosità che qui ha (quasi eheh) sempre regnato.
        Grazie a tutti!

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