Messiah: Verità O Precisione?

Una serie intitolata Messiah, appena lanciata su Netflix, sta facendo scorrere molto inchiostro al punto di essere vietato in Giordania e condannato dalle udienze musulmane (qui) : nel nostro blog la useremo come alibi per una riflessione più alleggerita di un mio commento del post precedente circa le nozioni non opposte, ma neanche sovrapponibili, di verità e di precisione. Ovviamente se non avete visto la serie, e non ne desiderate alcuna anticipazione, meglio vale non leggere, per ora, queste righe.

Questo nuovo “thriller” rassomiglia nei suoi tratti generali ad un’altra serie che ebbe molto successo a suo tempo, intitolata Homeland (qui): nei due casi abbiamo una persona che viene dal mondo musulmano e che si introduce negli Stati Uniti e dove lo spettatore è lasciato nel dubbio di sapere se essa è genuina oppure se è un pericoloso terrorista con motivazioni politico-religiose; nei due casi abbiamo una donna dalla psicologia problematica, membro dei servizi segreti, che è convinta che il personaggio sia un impostore ma è, al tempo stesso, come affascinata dallo stesso; nei due casi la cooperazione-competizione tra i servizi americani e israeliani giocano sempre un ruolo “chiaro” ed “intelligente”; nei due casi la prima stagione finisce lasciandoci nel dubbio.

Il personaggio principale si fa chiamare Al-Masih, il Messia, e sembra sorgere da nessuna parte ma è capace di attirare folle che lo seguono attraversando il deserto per entrare, letteralmente, nella Terra Promessa, Israele; ma egli è anche capace di apparire durante fenomeni naturali straordinari come un tornado che distrugge un villaggio americano intero oppure di camminare sull’acqua in un luogo pubblico davanti a migliaia di testimoni ; infine dopo un crash di aereo è capace di sopravvivere come se nulla fosse e di risuscitare dai morti proprio due dei suoi persecutori.

In controparte l’inchiesta della C.I.A. scopre che Al-Masih è figlio di padre ebreo e di madre cristiana, orfano abbastanza giovane, avendo vissuto assieme al fratello con uno zio prestidigitatore e imbroglione, in realtà molto intelligente e avente scritto un libro sul caos sociale come fonte di rinnovamento, già con antecedenti all’ospedale psichiatrico in quanto fin da più giovane si riteneva essere il messia ed, infine, con contatti con la (cattiva) Russia.

La capacità che al-Masih ha di citare il Corano in arabo, le Scritture in ebraico ed in inglese, girando i due testi religiosi per porsi lui stesso come il messia è stato percepito da molte comunità islamiche come blasfematorio ed è la causa di certe condanne come già citato più sopra.

Le domande che si pongono, spesso in modo confuso, gli spettatori sono possibilmente tre: è al-Masih il Messia che è tornato come promesso nelle Scritture? oppure è l’Anticristo ? oppure è un impostore con fini politici venuto per sovvertire l’ordine stabilito?

A favore della terza tesi ci sono gli antecedenti del personaggio, ma durante lo svolgimento della serie, anche se vi sono affermazioni del tipo che “si può far sembrare che qualcuno cammini sull’acqua“, concretamente non è mai mostrato come lo avrebbe fatto in quel contesto pubblico; oppure non si spiega come al-Masih sarebbe stato concretamente capace di così ben conoscere i suoi interlocutori dei servizi segreti americani o israeliani al punto di svelarne tutti i segreti personali; oppure non ci si dice come avrebbe potuto sopravvivere ad un crash aereo; e così via di seguito. Mai è mostrato come tali truffe ed inganni avrebbero potuto essere montati ma solo ci si limita a tentare di discreditare il personaggio in questione.

A contrario, quel che le immagini ci mostrano sono avvenimenti che hanno almeno l’apparenza di essere miracolosi, come quelli già citati qui sopra: è allora lui un messia o un anticristo, compie lui miracoli o prodigi? Come distinguere con gli elementi cinematografici della serie, per defizione manipolazioni di quel che dobbiamo e non dobbiamo sapere per i fini della tensione che ogni buon thriller ha da mantenere al costo di essere un fiasco risibile?

È vero che al-Masih è capace di metter in moto migliaia di palestinesi verso la Terra Promessa, Israele, attraverso il deserto, ad immagine di Mosé : ma mentre a Mosé non è stato dato di entravi per volontà di YHVH e questo fu concesso solo al suo popolo dopo la sua morte, all’opposto, in questo caso, al-Masih entra nella Terra Promessa ma lascia il “suo” popolo fuori, da solo, aldilà del filo spinato, popolo che in seguito, deluso dopo una lunga attesa, se ne ritorna nel deserto in preda di chi gli propone soluzioni violente.

È vero che, tale un Elia, egli appare in un tornado per, apparentemente, salvare una ragazza epilettica in un villaggio nel mezzo del nulla americano, ma in realtà tale cittadina è completamente distrutta e se i suoi seguaci, dopo un viaggio fino a Washington, lo vedono camminare sull’acqua, nessuna persona buona sofferente che gli chiede guarigioni è miracolata mentre , invece, tutte finiscono morendo per causa della loro malattia, oppure nella disperazione o nella vergogna.

Al contrario, al-Masih non esita a far risorgere dai morti, dopo il crash aereo da cui ne esce misteriosamente indenne, due criminali israeliti membri dei servizi segreti, ma non risuscita i membri dell’equipaggio ; in un altro episodio non esita ad ammazzare con un colpo di fucile un cane irrecuperabilmente ferito davanti ad un bambino; o, ancora, non esita a dare consigli ai suoi più prossimi seguaci tali che li condurranno verso estremi che essi non possono assumere con successo.

La dottrina di al-Masih insegna che tutte le religioni, in particolare quella islamica ed il cristianesimo, sono volute da Dio, mentre egli stesso non è mai visto in ginocchio a pregare o adorare, ma rimane sempre ritto, capace di stare per ore in una posizione da yoghi; al-Masih sembra non voler mai indicare una direzione futura ma solo pretende mettere in moto processi temporali che si sviluppano secondo le proprie loro stesse intrinseche dinamiche ma che gli permettono di occupare nuovi spazi e aumentare il proprio potere sulle persone : quella di al-Masih è quindi una specie di religione sincretista che si propone non senza qualche forma di teismo illuminista.

Che al-Masih non sia il Messia è quindi dato per definitivamente scontato alla fine della prima stagione: la questione che rimane aperta è sapere se lui è l’Anticristo o un manipolatore di genio come lo fu Nicholas Brody in Homeland. Vedremo come gli sceneggiatori ci rigireranno la frittata nelle prossime stagioni.

Quel che è interessante è notare, appunto, come questi sceneggiatori trattano della problematica del miracolo, del prodigio, dell’inganno in modo da coinvolgere credibilmente noi spettatori.

La serie in realtà riprende tanti miracoli della vita di Gesù che sarebbero come replicati in modo caricaturale da al-Masih e ne propone una messa in dubbio sistematica sia supponendo che essi siano pure coincidenze, sia che siano inefficaci a parte un effetto placebo immediato ma poi vanificato , sia che possano essere l’oggetto di prestigi e manipolazioni, sia che i testimoni dell’avvenimento presunto miracoloso non siano attendibili e sovrinterpretano in realtà quello al quale hanno assistito : in pratica però mai ci è mostrato come funziona concretamente l’inganno. Però il dubbio si installa con le rivelazioni sul passato di al-Masih che peraltro egli stesso non rinnega ma assume: la macchina del fango è proposta come strumento di discernimento.

In fin dei conti è con quel procedimento che gli ebrei, fin dai tempi stessi di Gesù, tentaroro di sminuire il vero Messia: non potendo andare contro la realtà di fatti miracolosi, apodittici per natura, si chiedevano se nulla di buono poteva mai venir fuori da Nazareth, oppure se quel che Gesù faceva era manipolazione e magia satanica senza, ovviamente, mai essere capaci di mostrarlo.

Perché qui risiede la questione: se è un miracolo, esso scampa ad un’analisi sottomessa alla precisione dei dati, in quanto intrinsecamente apodittico e non misurabile, mentre invece, se è truffa ed inganno, esso può essere messo al vaglio di una falsificazione basata appunto sulla misura e quindi la precisione.

Un miracolo è l’espressione di una realtà apodittica che lo spirito umano, illuminato dallo Spirito Santo, riconosce come vera, misteriosa quindi sempre da riscoprire più profondamente: ad esempio la Risurrezione, ma anche la transustanziazione delle Speci durante il Santo Sacrificio. Il S.S. Concilio di Trento ha voluto definire il momento preciso quando essa avviene cioè pronunciandone le parole, ed era nelle Sue competenze di farlo e ben ha fatto a farlo, ma, oggettivamente, di per sé non ci sarebbe alcun bisogno di definirlo in quanto la descrizione di quel che è necessario compiere è sufficiente anche senza entrare nella problematica del momento preciso, delle percentuali di vino e di acqua e delle posizioni astrali, o in altri dettagli del come e del percome: ad esempio presso i nostri fratelli ortodossi o di di rito orientale non c’è questa preoccupazione della precisione che è, in fin dei conti, molto rinascimentale.

La vita e la verità non hanno nessuna dipendenza dalla “precisione”: porsi domande dello stile di sapere se qualcuno che ha peccato dieci anni o dieci minuti o dieci millisecondi prima di morire possa essere salvato, è incongruo rispetto alla natura delle cose e che nulla ci dice sulla verità della salvezza dell’anima in questione.

Il prodigio o la truffa hanno invece bisogno di una “ricetta” , di un come e di un quando, e di un’estrema precisione per la loro messa in opera, in quanto essi devono esprimere non la realtà bensì l’inganno, sono i frutti dell’ingegno umano e, quindi, oggetto potenziale di discorso scientifico: per smontarli bisogna usare di ancor più precisione in quanto, dopottutto, chi di spada ferisce, di spada perisce.

In Pace



Categorie:Cortile dei Gentili, Simon de Cyrène

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9 replies

  1. Non ho visto la serie, ma questo spunto di attualità merita di essere taggato come si deve! Ci penso io ai metatag di wordpress, intanto grazie SImon. Dopo ti leggo!

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  2. A me la serie è piaciuta.
    “Il confine,” dice al giudice, ” è un concetto inventato da coloro che sono fortunati per tenere fuori quelli che lo sono di meno”.

    E Trump muto. 🙂

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  3. Premessa la seguente distinzione:
    https://www.amicidomenicani.it/qual-e-la-differenza-tra-miracoli-segni-e-prodigi/
    alla Transustanziazione io credo per atto di fede, ai segni conosciuti come « miracoli Eucaristici » io credo per analisi razionale delle spiegazioni possibili;
    alla Resurrezione io credo per fede nelle parole di coloro che, dopo aver visto Gesù morto, lo hanno visto vivo, alla formazione miracolosa della Sindone io credo perché, mentre la scienza ha specificato in cosa consista l’immagine, non riesce a spiegare come si sia formata.

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  4. Solo oggi ho potuto mettere la mano alla correzione dei tantissimi i refusi: purtroppo avevo pubblicato per errore ma ieri esssendo stata una giornata campale non ho avuto il tempo di occuparmene.
    Vi prego di scusarmi.
    In Pace

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