La Nomenklatura Bergogliana E La Chiesa Cattolica: Autoritarismo Contro Autorevolezza

Sintomatica la reazione del quadrato pretoriano dei turiferari intorno a Bergoglio ogni volta che un vescovo o un cardinale tenta di affermare una verità oppure la Dottrina della Chiesa stessa: che sia nel caso di Viganò, in quello della lotta contro l’omosessualismo nella Chiesa o semplicemente che sia un semplice rammentare l’Insegnamento di Cristo ricevuto dalla Sua Chiesa e tramandato e approfondito da duemila anni come nel caso del Manifesto del Card. Müller, la risposta è sempre e solo un attacco alle persone che le hanno espresse, ad esempio demolendo la persona di Viganò, caricaturando chi è contro l’agenda omosessualista come nemico del Papa come ha fatto Kasper, oppure affermando che chi ripete la dottrina della Chiesa è contro la dottrina del Papa (dandosi al passaggio un’ovvia zappata sui piedi, in quanto la dottrina del Papa non è per forza la Dottrina della Chiesa e che quel che conta per il cattolico, se avesse da scegliere, è quest’ultima e non la prima) come pubblicano Repubblica o Vatican Insider: mai è presentato un argomento  sul fondo ma sempre e solo attacchi ad hominem blatantemente tentando di sviare il discorso in quel che sarebbe davvero essenziale e cioè il non usare di strumenti intrepretativi del magistero francescano che non siano in sintonia con il Magistero della Chiesa stessa.

E, infatti, se ci fosse un discorso sul fondo dei vari problemi denunciati o sulla ricezione delle interpretazioni para-cattoliche del Magistero contemporaneo, la Nomenklatura bergogliana in questione sa che avrebbe già perso: sola gli rimane la prevaricazione violenta come strumento di potere a scanso di ogni dialogo intelligente tra credenti sinceri con sempre possibili opinioni lecitamente diverse.

Abbiamo visto nell’articolo sul Cosa fare quando un Vescovo svia che la Pastores Gregis del Papa San Giovanni Paolo II sottolinea l’importanza di un’armonia necessaria tra l’autorità e l’autorevolezza del vescovo quando si precisa che “La testimonianza della vita diventa per un Vescovo come un nuovo titolo d’autorità, che si accosta al titolo oggettivo ricevuto nella consacrazione. All’autorità si affianca così l’autorevolezza. Ambedue sono necessarie. Dall’una, infatti, sorge l’esigenza oggettiva dell’adesione dei fedeli all’insegnamento autentico del Vescovo; dalla seconda, la facilitazione a riporre la fiducia nel messaggio. Mi piace riprendere, a tale proposito, quello che scriveva un grande Vescovo della Chiesa antica, sant’Ilario di Poitiers: «Il beato apostolo Paolo, volendo definire il tipo di Vescovo ideale e formare con i suoi insegnamenti un uomo di Chiesa completamente nuovo, spiegò qual era, per così dire, il massimo della perfezione in lui. Affermò che doveva professare una dottrina sicura, consona all’insegnamento, onde essere in grado di esortare alla sana dottrina e di confutare quelli che contraddicono […]» “

Con il termine autorità di una persona o di una organizzazione ci si riferisce alla legittimazione, alla giustificazione ed al diritto di assoggettare individui o altre organizzazioni per raggiungere gli obiettivi comuni di cui ha la responsabilità. Contrariamente alla responsabilità che non è mai delegabile a terzi, l’autorità può esserlo.

L’autorevolezza invece non discende da un processo legale, politico, organizzativo o storico che lo legittima ma dalle qualità morali o alle competenze che dimostrano umanamente riconosciuta accuratezza o eccellenza e che fanno della persona autorevole una persona altamente affidabile. È proprio una cataratteristica centrata sulla capacità che ha la persona o l’organizzazione autorevole di creare un legame di fiducia nel campo della propria autorevolezza.

L’autoritarismo è una ipertrofia dell’autorità quando quest’ultima è eretta a principio di valore supremo: l’autorità è naturalmente sottomessa al raggiungimento degli scopi comuni, mentre l’autoritarismo vede come primo scopo supremo di tutta l’organizzazione che gli è circostante la sola sua propria autorità.

Quando all’autorità legale si accosta anche l’autorevolezza, allora si garantisce la migliore adesione possibile dei membri dell’organizzazione, la loro motivazione e si accresce la capacità del suo successo. Qualora vi è presenza di sola autorità senza autorevolezza personale di chi è in carica, si rimane nel quadro di un’obbedienza formale, spesso inefficace e certamente sempre inefficiente, e può essere addirittura controproducente per gli scopi organizzativi prefissati.

Per questo la Chiesa nel Suo Magistero circa i vescovi vede come necessario che questi ultimi  aggiungano all’autorità formale della carica data loro via la loro elezione formale e la loro consacrazione episcopale la loro propria autorevolezza, in quanto da Buon Pastori devono essere riconosciuti dal Gregge per quello che sono con una piena sintonia tra la loro funzione vescovile e un reale autorevolezza e “professare una dottrina sicura, consona all’insegnamento, onde essere in grado di esortare alla sana dottrina e di confutare quelli che contraddicono” assieme ad essere un esempio di carità ineccepibile.

E ancora lo ricorda ultimamente l’eccellente Card. Müller nel suo Manifesto: “La mediazione della fede è inscindibilmente legata alla credibilità umana dei suoi annunziatori: essi, in alcuni casi, hanno abbandonato quanti erano stati loro affidati, turbandoli e danneggiando gravemente la loro fede. Per loro se realizza la parola della Scrittura: “non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci” (2 Tim 4,3-4).

Il binomio autorità-autorevolezza è fondante: quando questo viene a rompersi allora rimane solo un obbligo formale rispetto all’autorità ma non si può chiedere ai membri dell’organizzazione che gli fa capo di avere una relazione di fiducia personale e, quindi, una fiducia nel messaggio che l’autorità, ormai depotenziata dalla sua autorevolezza non può più esigere. In altre parole, si rispetta la funzione formalmente finché si rimane nell’organizzazione ma non c’è più l’obbligo morale o semplicemente umano di fargli fiducia.

Ad esempio, si può continuare ad aver fiducia nell’impresa della quale si è impiegati, e quindi rimanere nell’impresa, anche se nello specifico dipartimento nel quale si lavora chi ha l’autorità è senza autorevolezza personale; in altri casi si lascerà l’impresa e si troverà un lavoro altrove.

Nel caso della Chiesa, noi cattolici ovviamente facciamo fiducia allo Spirito Santo quand’anche vescovi e papi non avessero autorevolezza personale, il che giustifica, di per sé, che accettiamo la loro autorità formale anche se, in una tale situazione, non li seguissimo se non dopo aver controllato che qualunque cosa che dicano o ci chiedano di fare sia verificato a causa della mancanza della relazione di fiducia che fonda ogni autorevolezza.

Quel che ci caratterizza in quanto cattolici è proprio l’essere in unione con il Successore di Pietro e la sua autorità è un’autorità gerarchica e di comunione: ma non abbiamo nessun obbligo morale di trovarlo autorevole salvo quando la Chiesa stessa ci dice che lo è in quanto riflette dell’autorevolezza della stessa Chiesa che è quella dello Spirito Santo, in particolare quando insegna quel che la Chiesa insegna e che, quindi, il suo Magistero è Autentico.

La Nomenklatura bergogliana non ha più nessuna autorevolezza in campo dottrinale e risponde a questo con accresciuto autoritarismo mandando il suo quadrato pretoriano di turiferari nei media demolire le persone e le reputazioni e falsando i messaggi, come un “braccio secolare” moderno : infatti lì dove la ragione non ha più presa in quanto il pensiero unico dominante è, de facto ed implicitamente, il relativismo intellettuale e morale, lì non c’è più spazio per un dialogo ma solo vi rimane la violenza del più forte (autoritariamente, mediaticamente, fisicamente ) per risolvere ogni controversia.

La Nomenklatura bergogliana, a causa del contratto di fiducia rotto tra lei ed i cattolici rimasti con un sensus fidei vivo ed intatto, non ha certo più nessun’autorevolezza ma può sempre, anche se solo, avvallarsi della sua autorità formale, canonica (legale) pur sempre legittima, alla quale tutti i cattolici si devono sottomettere finché, e fintanto, non sfocia nell’autoritarismo, nel qual caso, ovviamente, anche la disobbedienza diventa virtù per necessità.

In pratica ciò vuol dire che ogni insegnamento che questa Nomenklatura ha proposto o ormai proporrebbe deve essere vagliata esplicitamente dal popolo dei fedeli che ha ancora quel sensus fidei (fidelium) intatto prima di essere recepita: cioè tutto il suo insegnamento deve ormai essere preso cum grano salis prudenziale da noi tutti setacciandolo alla luce del solo Magistero Autentico.

Il che non toglie che rimaniamo sotto l’autorità di Pietro, in questo momento P.P. Francesco, in unione con lui nella preghiera, nella liturgia e pregando ancora più per lui e le sue intenzioni anche se non ha l’autorevolezza necessaria per richiedere ed imporre la nostra adesione immediata ai suoi insegnamenti qualora non ovviamente riflettenti il Magistero Autentico, il quale è quel che la Chiesa stessa insegna.

Ubi Petrus Ibi Ecclesia

Oremus et pro Papa nostro Francisco

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Magistero

53 replies

  1. Ottimo articolo, permettimi una riflessione

    “Il binomio autorità-autorevolezza è fondante: quando questa viene a rompersi allora rimane solo un obbligo formale rispetto all’autorità ma non si può chiedere ai membri dell’organizzazione che gli fa capo di avere una relazione di fiducia personale e, quindi, una fiducia nel messaggio che l’autorità, ormai depotenziata dalla sua autorevolezza non può più esigere. In altre parole, si rispetta la funzione formalmente finché si rimane nell’organizzazione ma non c’è più l’obbligo morale o semplicemente umano di fargli fiducia.”

    Non solo: quando il binomio autorità-autorevolezza cessa di esistere, si instaura un vero e proprio circolo vizioso ( nel senso letterale del termine) fondato sui rapporti di forza che si instaurano tra il Grande Capo e i nani morali di cui si circonda.

    Si, perchè comune a tutti i sistemi autoritari, senza eccezioni, è la loro tendenza a servirsi di persone umanamente e moralmente di basso conio, al fine di poterne, conoscendone gli scheletrì nell’armadio, ricattarli e quindi averli in pugno.

    Uomini moralmente retti vanno poco lontani nei sistemi fondati sull’autoritarismo invece che sull’autorevolezza. Perché? Perchè, banalmente, non sono ricattabili e quindi sono una minaccia ai rapporti di forza tanto cari a chi, non avendo autorevolezza, solo si serve della propria autorità facendola degenerare in autoritarismo.

    Questo poi crea innumerevoli problemi, perché i nani umani e morali (De Andrè ha qualcosa da dire sui nani 😂) di cui si circonda il Grande Capo, poi, a causa della loro bassezza morale sono causa di sempre maggiori sofferenze per gli sventurati che capitano nelle loro grinfie e, infine, vanno a ledere l’intero sistema corrotto e corruttore, basato sui rapporti di forza, di cui sono pedine sacrificabili e, allo stesso tempo, preziose (per via del discorso fatto sopra sul fatto che persone integerrime sono meno controllabili).

    Questa poi è la ragione per la quale i sistemi basati sull’autoritarismo, anche se spesso hanno un inizio folgorante, poi hanno vita breve.

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  2. il cardinale Walter Kasper ( ha attaccato il Manifesto della Fede del cardinale Ludwig Müller.

    Il testo di Kasper è stato pubblicato dal sito dei vescovi tedeschi, katholisch.de (10 febbraio).

    Nel suo attacco, Kasper lamenta che il cardinale Müller definisca la dottrina della Santissima Trinità una “differenza fondamentale” che separa la Chiesa da Ebrei e Musulmani. Per Kasper, questa posizione mette in pericolo la “pace mondiale”. Pertanto, la chiama una “mezza verità”.

    Per Kasper non è nemmeno accettabile la dichiarazione di Müller che “il sacerdote continui sulla terra l’opera di redenzione”, perché (non è uno scherzo) tale dichiarazione urterebbe la sensibilità delle vittime di molestie.

    È ovvio che Kasper contraddice l’insegnamento Cattolico, riaffermato dal cardinale Müller, che i divorziati risposati non possano ricevere la Santa Comunione.

    Alla fine, Kasper gioca la carta emotiva dicendo di essere “totalmente inorridito” dal fatto che il cardinale Müller citi “l’inganno dell’Anticristo” (2 Ts 2,10). Questo riferimento innocente e vero a San Paolo ricorda a Kasper “quasi letteralmente le argomentazioni di Martin Lutero”. Da quando citare San Paolo è “Luterano”?

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  3. Come ricorda Strumia nel saggio “Scienza e teologia a confronto”: “se non sono in grado di dimostrare la validità di quello che dico, non ho altre ragioni per farmi capire e convincere gli altri, se non la forza”

    E la forza di questi intelligentoni pare essere una figuraccia, lontanamente paragonabile a quella che faceva colui che aveva torto secoli fa in Cina dove poteva capitare che un malcapitato girasse il villaggio urlando ad esempio “maledetto chi mi ha rubato la gallina!” con il risultato che a volte, offeso, il ladro rispondesse a tono. Taaak. Ce lo ricorda in un gustosissimo articoletto Tosatti: http://www.marcotosatti.com/2019/02/10/la-tattica-cinese-del-cardinale-muller-e-ha-funzionato/
    Se c’è qualche cosa che non apprezzo di queste poche righe del Vaticanista per altro, è il ribadire subdolamente che sotto sotto l’idea di Muller è comunque di seminar discordia mediante tattiche.

    A me pare invece, pur riconoscendomi in questo forse ingenuo, che il Cardinale abbia tracciato le linee guida di fondamento su cui tutti devono trovarsi d’accordo e sulle quali poi si può costruire una rinnovata ricostruzione di fede. Nessuna tattica precedente.Anche se è innegabile che alla fine le urla scomposte siano ridicole. Qui per altro la faccenda è ancora più subdola rispetto al parallelismo stiracchiato ma divertente fatto prima. Qui sembra quasi che Muller abbia girato per il villaggio cattolico dicendo: “benedetti tutti noi perché crediamo in questo questo e quest’altro!” e quelli più benedetti siano saltati dalla sedia, infuriati.
    Come si fa a non sorridere…

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    • A livello di precedenti penso che sia un caso piuttosto eclatante. Non si tratta di Socci o un Viganò qualsiasi ma di un (ex) prefetto della congregazione per la dottrina della fede.

      Il Papa pensa davvero che bastino i tweet di 2+2=5 Spadaro per far tornare tutto in silenzio?

      Per una volta potrebbe anche dire una parola gentile nei confronti di chi è shoccato..

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    • È certo che grazie a questo Manifesto si sono svelati alla faccia di tutti quelli della Nomenklatura per i quali la Dottrina di Cristo è in odio.
      In Pace

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    • Arriveranno a vietare la recita del “Credo” alle Messe perché potrebbe interpretarsi come “attacco contro il Papa”? 🙂

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    • @Minstrel
      Bellissima la risposta a Faggioli quando gli chiede “sta dicendo forse che Papa Francesco segue una dottrina diversa da quella Cattolica?”.
      Lì lo metti proprio in un cul de sac, perché se risponde “no, ovviamente”, la controrisposta è “e allora perché mai questo sarebbe un attacco contro Papa Francesco? Semmai è un attacco contro alcuni teologi eretici che lo circondano”, se risponde si (che purtroppo secondo me è la risposta corretta) allora le conseguenze le conosciamo.
      In entrambi i casi, tale lamentela si rivela demenziale e squalificante per chi la fa.

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  4. Il card. Kasper, teologo tra i più autorevoli della “Nomenklatura Bergogliana”, sembra abbia ideato una nuova teologia: la teologia delle mezze verità.
    Questa teologia afferma che è prioritario non creare motivi di contrasto nella società e nelle persone piuttosto che annunciare la Verità tutta intera:
    – La Trinità? Potrebbe mettere in discussione la pace con ebrei e mussulmani.
    – La Transustanziazione? Potrebbe mettere difficoltà l’ecumenismo con i protestanti.
    – Il sacerdote continua l’opera di salvezza sulla terra? Potrebbe mettere in crisi le vittime di sacerdoti pedofili.
    – Ribadire quanto afferma il CCC? “potrebbe solo portare a confusione e divisione. Questo scardinerebbe la Chiesa cattolica”.

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    • La teologia di Kasper va considerata in ginocchio: così da farsi meno male cadendo quando si ha un infarto leggendo i suoi testi.
      In Pace

      P.S.: Sembrerebbe che Francesco quando disse che bisognava leggerne la teologia in ginocchio si riferisse al fatto che bisognava essere in ginocchio con le due mani appoggiati ai bordi di un cesso a causa dei conati di vomito che un cattolico prova alla lettura dei testi kapseriani…. Onestamente non credo sia vero, e che mi sembra una lettura illlecita delle intenzioni di quel che Francesco voleva dire, ma cosi mi è stato riferito: personalmente credo di più nella prima versione data qui sopra.

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      • La vera domanda è: come ha fatto un simile personaggio a ricevere la berretta cardinalizia?
        Eppure S.Giovanni Paolo II era senz’altro al corrente della sua ostilità alla Tradizione e al Magistero!

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  5. Ti chiedo scusa se ritorno ancora a toccare AL:
    non ti sembra, leggendo il documento di Kasper, che la sua spinta non indifferente a far accedere alla comunione i divorziati risposati fosse finalizzata all’intercomunione?
    Ma se i cristiani ben intenzionati possono accedere all’Eucarestia, perché allora non potrebbero accedervi anche i non cristiani, ovviamente kasperianamente ben intenzionati?

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  6. La “reazione pronta, intollerante e aggressiva in modo sbalorditivo” con cui il cardinale Kasper ha respinto il Manifesto della Fede del cardinale Müller mostra che una chiara professione della verità divina spesso non viene tollerata nella chiesa di oggi – Questo ha scritto il vescovo ausiliario del Kazakhistan, Athanasius Schneider.

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    • “una chiara professione della verità divina spesso non viene tollerata nella chiesa di oggi”

      Credo che la chiesa con la c minuscola non sia scritta a caso qui (assumendo che Monsignor Schneider l’abbia davvero scritta in tale modo). Non perché la Chiesa abbia cessato di esistere, ma perché è certamente oscurata in qualche modo dall’attuale impostura (vedere CCC 675).

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  7. La Nomenklatura Bergogliana si rinforza: il Card Farrell, ex Legionario di Cristo ai tempi di Maciel, che è stato vicario generale e vescovo ausiliare, nonchè condividente la stessa residenza … , dell’ex Card McCarrick Farrell pedofilo, efebofilo, abusatore omosessuale di seminaristi notorio, e che è il responsabile attuale del Dicastero per la famiglia e del flop del Sinodo dei Giovani e del flop delle ultime GMG, è stato nominato Camerlengo da Francesco…

    No Comment.

    In Pace

    https://www.lastampa.it/2019/02/14/vaticaninsider/il-cardinale-farrell-nominato-nuovo-camerlengo-8qUEuEecMU777kAzbaCz6I/pagina.htm

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    • Io l’ho sempre detto che umanamente è quello che è…

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    • Diciamo un “Camerlengo” adatto , per storia personale e stile, al Pontefice attuale e al futuro Conclave.
      Siamo solo all’ inizio, nei prossimi dieci o venti anni ne vedremo delle belle.

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    • E adesso abbiamo il nunzio in Francia con il procuratore che lo indaga per comportamento abusivo su maschi…
      Certo è che non possiamo aspettarci dalla combriccola che oggi governa il Vaticano di andare alla radice del problema: ancora tanti maschi e maschietti saranno oggetto di turpitudini nei prossimi anni a causa di questi criminali che fanno finta di non vedere.
      In Pace

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      • Concordo. E purtroppo sostenere l’estraneità di Papa Francesco a questa cricca di criminali e che non ne faccia egli stesso parte è ormai operazione che presenta un coefficiente di difficoltà pari a quello che vi sarebbe se volessimo sostenere che Valeria Messalina potrebbe invero essere presa come modello dalle Orsoline.

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        • Prendo atto che su questo blog si permette ai commentatori di dire che il Papa della Chiesa cattolica , Vicario di Cristo , è un “criminale” .

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        • È, comunque, un’illazione, WW: quanto affermi è molto grave e irrispettoso.
          Come immaginare che il Santo Padre possa sapere e coprire questa lobby omosessualista? È impensabile.
          Secondo me lui si concentra sul problema primordiale e essenziale dei migranti e deve aver delegato questo soggetto per lui un po’ secondario della pedofilia ed efebofilia ad altri in cui ha riposto la sua fiducia e che non può giudicare visto che (ha giudicato che) cercano Dio.
          Opinione mia personale, intendiamoci.
          In Pace

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          • Commento fantastico, Simon 😂😂😂😂

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            • Be Simon raccogli applausi da le stesse persone che trolleggiano da anni con vari Nick su vari siti . Evidentemente quello è diventato il tuo pubblico di riferimento.
              Volevi fare VincentVega come Simon, hai finito per fare Simon come VincentVega. Chi vuol intendere intenda.

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              • ML65, se ho detto o scritto qualcosa di errato: mostralo e soprattutto dimostralo.
                Sennò, perchè tenti di offendermi?
                In Pace

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              • “Be Simon raccogli applausi da le stesse persone che trolleggiano da anni con vari Nick su vari siti . “

                Io cambio nick solo quando vengo censurato, qui non succede più quindi non ho più bisogno di farlo.

                Per il resto lasciati dire che le tue offese mi scivolano addosso, visto che non sei in grado di rispondere nel merito a quello che scrivo.

                Simon sotto ha scritto “intanto, coprendo, se ne fa complice a parte intera”, il che è esattamente ciò che intendevo dire io col mio commmento di sopra.

                Se ritieni che lui non copra nulla e che le evidenze siano tutte false non hai che da dimostrarlo, di certo non puoi permetterti di accusare di trollaggio chi è arrivato a certe conclusioni a causa dei fatti che gli si sono parati innanzi.

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              • Sei forse anche tu tra quelli che, invece di correggere, scusano o addirittura approvano il comportamento di talune persone anche se “Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi”?

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          • http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/01/21/promemoria-per-il-summit-abusi-per-francesco-i-peccati-%E2%80%9Csotto-la-cintura%E2%80%9D-sono-%E2%80%9Ci-piu-leggeri%E2%80%9D/

            Secondo me ha ragione Magister: non è che copre con la consapevolezza di coprire, semplicemente le considera cose poco gravi. Ha una concezione del sesso piuttosto terra terra e fa rientrare i peccati in questa sfera nel moralismo piccolo borghese che non gli piace e che combatte.

            Dimentica che sesso e sentimenti sono molto legati e i comportamenti sbagliati possono ferire profondamente le persone.

            Lo si capisce analizzando le sue omelie (soprattutto quelle del mattino) .

            Secondo me.

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          • @Simon

            “Secondo me lui si concentra sul problema primordiale e essenziale dei migranti e deve aver delegato questo soggetto per lui un po’ secondario della pedofilia ed efebofilia ad altri in cui ha riposto la sua fiducia e che non può giudicare visto che (ha giudicato che) cercano Dio.”

            Radicalmente d’accordo, Simon. Del resto sarebbe evidente a qualunque persona che vive di Cristo e che ha sviluppato le quattro virtù cardinali che occuparsi di migranti giovani, maschi, con smartphone e un palato più raffinato di quello di Carlo Cracco https://m.youtube.com/watch?v=r5a50AZJskY https://m.youtube.com/watch?v=GaSsc4fSIAI&t=83s non possa che avere la precedenza su innocui casi di pederastia.

            Eppoi voglio dire, come disse l’Arcivescovo Bergoglio in quel di Buenos Aires, chi ci dice che non siano calunniatori?

            “L’opera fu commissionata dalla Conferenza Episcopale argentina quando il card. Bergoglio ne era presidente. […….]
            Nel 2010 la Conferenza Episcopale argentina commissionò una contro-inchiesta sul caso di Julio cesar Grassi, sacerdote notissimo di Buenos Aires, che dirigeva un orfanatrofio. La giustizia civile, in seguito alle denunce ricevute, lo condannò a quindici anni di galera per abusi sessuali. Non si trattava di un libretto: duemilaottocento pagine divise in due tomi. Dice il documentario: “Un testo legale interno della Chiesa argentina”, che accusava i ragazzi di “falsità, menzogne, inganno e invenzione”. Scopo del testo, secondo il documentario, era quello di “ribaltare il giudizio del tribunale di primo grado”. La controinchiesta fu inviata ai giudici d’appello poco prima delle sedute in cui dovevano decidere in merito alla prima sentenza.“ Da qui https://www.marcotosatti.com/2018/09/17/bergoglio-il-caso-del-pedofilo-padre-grassi-e-un-video-imbarazzante-e-sconcertante/

            Voglio dire, è evidente che i problemi culinari dei migranti vengano prima, no?

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  8. Sul sito Isola di Patmos un ottimo post ci ricorda che la decadenza dell’ antica civilta’ romana si accompagno’ fino all’ ultimo, fino ai Vandali alle porte, ad una incredibile distrazione dai problemi reali e da un nevrotico immergersi nei piaceri pur di non pensare alla realta’ . “ Roma moriva ridendo” sintetizzo’ uno scrittoredell’ epoca. Mentre una parte di coraggiosi difensori moriva combattendo, l’ altra parte, piu’ numerosa, si dava ai giochi circensi, ai banchetti , alle orge.
    Cosi’ la nostra civilta’ cattolica si sta avviando alla sua decadenza nel rifiuto di prendere sul serio i problemi e del desiderio di pascaliana “ distrazione” . Tutto fa brodo per non pensare alle cose serie e perdersi in autoreferenziali e narcisistici convegni su questo e quello, giornate della gioventu’ , balli in chiesa, banchetti nelle cattedrali, la Cattedrale di Vienna trasformata in discoteca ecc. Anche il prossimo convegno sugli abusi sessuali sara’ temo un vuoto esercizio di retorica . Mentre alcuni seri ed onesti cercano di fare petizioni e sperano che davvero e non per burla si faccia qualcosa di concreto per gli abusi sessuali e in generale per la corruzione sessuale che corrode il clero cattolico, dal vertice del convegno si butta acqua sul fuoco dicendo di non aspettarsi nulla di particolare . Mentre personaggi discutibili come Mons. Ricca e ora il card. Farrell godono di buoni posti e rispetto, chi combatte per la verita’ della fede cattolica come il card. Müller e’ cacciato via sbeffeggiato ridicolizzato.
    Roma moriva ridendo, si potrebbe dire che la Roma cattolica morira’ godendo dei piaceri di Sodoma e mettendo la testa sotto la sabbia, mentre i difensori della fede saranno fatti fuori nell’ indifferenza generale. I media acclameranno il buon papa che da’ panem ai migranti et circensem agli uomini moderni desiderosi di piaceri . Tutto va bene madama la marchesa.

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    • Ecoo l’immagine della Chiesa di oggi : la Cattedrale di Vienna profanata dal concerto rock di un attivista gay , col consenso del cardinale Schoenborn :
      http://www.lanuovabq.it/it/quella-tassa-non-la-pago-piu-e-ora-mi-negano-la-comunione

      una immagine che fa accapponare la pelle e fa pensare alle parole di Gesù . quando vedrete l’abominio della desolazione …

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      • La maschera che Schoenborn ha portato sotto Woytila e Ratzinger è caduta assieme all’ascesa di Bergoglio visti i suoi interventi negli ultimi sei anni.
        In Pace

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      • @Gian Piero

        Sia la Chiesa tedesca che austriaca negano i Sacramenti, scomunicando de facto, chi non paga le loro esosissime e vergognose tasse.

        E Bergoglio cosa fa? Nulla, in quanto specie la Chiesa tedesca è stata ed è ancora uno dei principali sponsors delle imprese bergogliane, con alcuni suoi cardinali di spicco (tipo Kasper) che fanno parte della cricca di San Gallo.

        Tutto questo dopo che questo Pontefice si è venduto, e continua a vendersi, come Papa povero per i poveri, e dopo che poco tempo fa, su questo blog, un bergogliano ebbe il coraggio di dirmi che l’opposizione a Papa Francesco nascerebbe per motivi economici, essendo il Papa, secondo questa brillante persona, andato contro gli interessi economici dei cardinali grassi, ricchi, cattivoni e di destra, che non sopportano l’esposizione del puro Vangelo inadulterato fatta dal Papa buono per eccellenza.

        E infatti si è visto come il Papa povero per i poveri ha attaccato la Chiesa tedesca.

        Che dire…

        Non posso che ripetere quello che scrissi poco tempo fa

        “ il vero problema è l’ateismo di fondo di molti di questi impostori. Essi vedono la Chiesa come una realtà meramente immanente, si che possa essere modificata e cambiata anche nelle sue strutture e dottrine essenziali.

        Parlano di Tradizione ma segano il ramo su cui sono appollaiati. Parlando di Dio ma hanno perso la Fede in Lui, o forse non l’hanno mai avuta. Parlano di poveri, a cominciare dal Pontefice regnante, ma poi fanno pappa e ciccia con Chiese, come quella tedesca, per le quali l’appellativo “filthy rich” sarebbe perfino eufemistico, con l’aggravante che tale Chiesa letteralmente scomunica i fedeli che non vogliono o non possono pagare la tassa ecclesiastica.

        È una commedia triste e un po’ macabra, questa. Speriamo finisca presto.”

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  9. A proposito dell’isola: Cavalcoli ha trovato qualche collocazione?

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  10. “Sotto i pontificato del Santo Pontefice Giovanni Paolo II e del Venerabile Pontefice Benedetto XVI, che pure non sono stati esenti né da errori di governo né da scelte rivelatesi poi persino letali negli anni successivi, abbiamo vissuto la nascita di tante belle amicizie cristiane e sacerdotali; ci siamo uniti in tanti valori, scopi e missioni comuni, pur nelle nostre diversità umane e intellettuali. All’interno della Chiesa si parlava e si dibatteva, a volte in modo anche acceso, ma restando nella sostanza uniti dall’essere comunque il cristiano e cattolico Popolo Santo di Dio, il Collegio Sacerdotale ed il Collegio Episcopale, liberi di parlare e di servire la Chiesa. Ciò perché, sulla Cattedra del Beato Apostolo Pietro, c’erano uomini tutt’altro che perfetti, incluso Giovanni Paolo II, oggi venerato santo per la eroicità delle sue virtù; eroicità che non hanno però mai implicata la perfezione. E questi Sommi Pontefici hanno custodito con sapiente gelosia l’unità della Chiesa. Sotto gli ultimi due pontificati, la Santa Chiesa ha conosciuto la massima pluralità, anzitutto nelle nomine episcopali, posto che i vescovi sono il cuore motore del Corpo della Chiesa, assieme ai loro presbìteri. Nelle varie conferenze episcopali, in quei tempi si radunavano vescovi che erano — per usare dei termini del tutto impropri tratti dal lessico dei giornalisti e non da quello degli ecclesiologi —, delle personalità conservatrici, altri personalità progressiste, altri personalità ultra progressiste. E tutti, uniti dal fine comune, erano parte viva e attiva del Collegio Episcopale. […..]
    Perché, durante i passati incontri, i vescovi non esitavano a discutere su certe scelte pastorali del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II e del Sommo Pontefice Benedetto XVI, mentre oggi, in questo clima di cosiddetta grande apertura pastorale, di apertura verso il dialogo, la collegialità, l’accoglienza delle diversità, l’includenza e via dicendo a seguire, nessuno osa fare mezzo sospiro contrario? Lo sappiamo perché nessuno osa proferire un sospiro contrario, ma in ogni caso lo ricordo: perché oggi nella Chiesa regna un terrore paragonabile a quello del regime venezuelano di Nicolas Maduro ed a quello boliviano di Evo Morales e perché si è instaurato un vero e proprio regime dopo un colossale golpe. E che nella Chiesa fosse in atto un colossale golpe, io lo scrivevo e lo spiegavo nel 2010, sempre a mio rischio e pericolo, s’intende.” https://isoladipatmos.com/la-grande-decadenza-e-il-silenzio-degli-innocenti-quando-per-proteggere-la-madre-e-la-famiglia-i-figli-devono-superare-la-grande-prova-di-fede-vivere-e-soffrire-come-se-il-padre-non-esis/

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    • Perché, durante i passati incontri, i vescovi non esitavano a discutere su certe scelte pastorali del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II e del Sommo Pontefice Benedetto XVI, mentre oggi, in questo clima di cosiddetta grande apertura pastorale, di apertura verso il dialogo, la collegialità, l’accoglienza delle diversità, l’includenza e via dicendo a seguire, nessuno osa fare mezzo sospiro contrario? ”
      Si pero parlano loro che hanno appena cacciato padre Cavalcoli su due piedi.
      Dai…. Se Atene piange Sparta non ride.
      Purtroppo per noi.

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      • “Si pero parlano loro che hanno appena cacciato padre Cavalcoli su due piedi.
        Dai…. Se Atene piange Sparta non ride.
        Purtroppo per noi.“

        Beh la situazione di un Pontefice che cerca (riuscendoci) di creare un collegio espiscopale e cardinalizio a sua immagine e somiglianza, estromettendo tutti gli elementi validi nel processo, non mi pare proprio speculare ai dissidi tra due ottimi sacerdoti che gestiscono un blog insieme.

        Nel secondo caso vi sono dissidi che hanno portato ad una separazione, nel primo caso vi è il tentativo di riplasmare il corpo di Cristo stesso secondo la mens bergogliana.

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        • “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto” Se non si riesce a trovare un ragionevole accordo tra 3 persone che gestiscono un blog come può avvenire tra un miliardo e passa di persone che compongono la Chiesa?

          Gli errori si correggono con la verità e la giustizia non con altri errori (magari di segno contrario).

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          • “Se non si riesce a trovare un ragionevole accordo tra 3 persone che gestiscono un blog come può avvenire tra un miliardo e passa di persone che compongono la Chiesa?“
            Non si tratta di trovare un accordo, i cattolici non l’hanno mai pensata tutti al medesimo modo, si tratta di non cercare di mutare la Chiesa dall’interno facendola diventare altro.
            Cosa che la cricca al potere sta cercando di fare.

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  11. Ottimo e lucido padre Ariel, come sempre.
    Se la Storia e’ Magistra Vitae, prendiamo speranza da alcune vicende storiche: anche in Francia dopo la Rivoluzione Francese ci fu un periodo nominato “ Terrore” nel quale una minoranza estremista con a capo Robespierre fece tabula rasa di tutti i moderati . Ma alla fine anche il Terrore e Robespierre ebbero fine. Nella Russia Sovietica ci fu il Terrore staliniano, ma anche quello poi crollo’ per forza di cose. Non si puo’ governare a lungo solo col Terrore ci vuole anche il consenso. E infatti le dittature sudamericane prima o poi cadono. Sotto il peso della loro stessa odiosita’. Per questo anche il “regime” di oggi nella Chiesa cattolica avra’ fine prima o poi, bisogna pazientare e come dice padre Ariel non perdere la fede.

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    • Verissimo, Gian Piero. Questo regime non può che cadere per i motivi che scrissi qui https://pellegrininellaverita.com/2019/02/11/la-nomenklatura-bergogliana-e-la-chiesa-cattolica-autoritarismo-contro-autorevolezza/comment-page-1/#comment-37784
      “Uomini moralmente retti vanno poco lontani nei sistemi fondati sull’autoritarismo invece che sull’autorevolezza. Perché? Perchè, banalmente, non sono ricattabili e quindi sono una minaccia ai rapporti di forza tanto cari a chi, non avendo autorevolezza, solo si serve della propria autorità facendola degenerare in autoritarismo. Questo poi crea innumerevoli problemi, perché i nani umani e morali (De Andrè ha qualcosa da dire sui nani 😂) di cui si circonda il Grande Capo, poi, a causa della loro bassezza morale sono causa di sempre maggiori sofferenze per gli sventurati che capitano nelle loro grinfie e, infine, vanno a ledere l’intero sistema corrotto e corruttore, basato sui rapporti di forza, di cui sono pedine sacrificabili e, allo stesso tempo, preziose (per via del discorso fatto sopra sul fatto che persone integerrime sono meno controllabili).Questa poi è la ragione per la quale i sistemi basati sull’autoritarismo, anche se spesso hanno un inizio folgorante, poi hanno vita breve.”
      Tuttavia i morti e i feriti spirituali da questo regime non si conteranno nemmeno, da tanti che saranno. C’è solo da sperare che finisca presto oppure in un ravvedimento, come detto da Padre Ariel.

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  12. Ho letto in rete
    http://www.marcotosatti.com/2019/02/17/clamoroso-sodoma-martel-scrive-che-il-papa-sapeva-di-mccarrick/
    alcune anticipazioni del libro “Sodoma” di Frederic Martel che ha affermato di essere stato ospite in Vaticano e di essere stato aiutato a scrivere il suo libro da almeno quattro stretti collaboratori del Santo Padre.
    Vi si afferma esplicitamente che mons. Vigano informò il Papa del fatto che cardinale McCarrick aveva avuto rapporti omosessuali con seminaristi, ma che ritenne di non condannare tale comportamento.

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