Card Müller conferma Croce-Via

muller

S.E.R. Gerhard L. Cardinale Müller

Oggi Magister riporta alcuni elementi di un’intervista del Card Mueller che appare oggi sul Timone e che costituisce una chiara risposta ai quattro cardinaloni autori dei cinque dubia.

E, come suo solito, il Cardinale responsabile della CDF rimette il campanile nel centro del villaggio cattolico, ricordando a tutti i mestatori , che siano di “destra” come di “sinistra” come vada letta Amoris Laetia e cioè come Croce-Via, al vostro servizio, ha sempre fatto.

(A) Egli ricorda che nel caso dell’adulterio siamo  SEMPRE in presenza di materia grave: un adulterio compiuto in cognizione di causa è sempre peccato mortale e una coscienza individuale, senza lo sguardo oggettivo del sacerdote nel quadro del Sacramento della Penitenza,  non può risolvere questa contraddizione

“D. – Si può dare una contraddizione tra dottrina e coscienza personale?

R. – No, è impossibile. Ad esempio, non si può dire che ci sono circostanze
per cui un adulterio non costituisce un peccato mortale. Per la dottrina cattolica è impossibile la coesistenza tra il peccato mortale e la grazia giustificante. Per superare questa assurda contraddizione, Cristo ha istituito per i fedeli il Sacramento della penitenza e riconciliazione con Dio e con la Chiesa.”

(B) Bisogna sempre usare del “Principle of Charity” leggendo il Magistero, cioè interpretare un documento sempre tenendo conto del contesto dell’autore: qualunque interpretazione di Amoris Laetitia che non tenga conto del fatto che il suo autore è il Papa della Chiesa cattolica e che non tenga conto esplicitamente della Dottrina cattolica non è corretta. In questo rimanda spalla a spalla i vescovi tipo i quattro cardinaloni che hanno creato dubia da niente, ma solo dal loro  volontario mancato uso di questo “Principle of Charity” , come anche quelli dirimpetto a loro sulla sponda opposta che si creano delle fanta-interpretazioni tipo lasciar fare completo

“D. – È una questione di cui si discute molto a proposito del dibattito intorno all’esortazione post-sinodale “Amoris laetitia”.

R. – La “Amoris laetitia” va chiaramente interpretata alla luce di tutta la dottrina della Chiesa. […] Non mi piace, non è corretto che tanti vescovi stiano interpretando “Amoris laetitia” secondo il loro proprio modo di intendere l’insegnamento del papa. Questo non va nella linea della dottrina cattolica. Il magistero del papa è interpretato solo da lui stesso o tramite la Congregazione per la dottrina della fede. Il papa interpreta i vescovi, non sono i vescovi a interpretare il papa, questo costituirebbe un rovesciamento della struttura della Chiesa cattolica. A tutti questi che parlano troppo, raccomando di studiare prima la dottrina [dei concili] sul papato e sull’episcopato. Il vescovo, quale maestro della Parola, deve lui per primo essere ben formato per non cadere nel rischio che un cieco conduca per mano altri ciechi. […]”

(C) Ricorda un punto che da quattro anni abbiamo sempre ribadito su questo blog e cioè che il matrimonio è l’espressione della partecipazione dell’unità tra Cristo sposo e la Chiesa sua sposa e che non è una vaga analogia!

“D. – L’esortazione di san Giovanni Paolo II, “Familiaris consortio”, prevede che le coppie di divorziati risposati che non possono separarsi, per poter accedere ai sacramenti devono impegnarsi a vivere in continenza. È ancora valido questo impegno?

R. – Certo, non è superabile perché non è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è costitutivamente elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti. La confusione su questo punto riguarda anche la mancata accettazione dell’enciclica “Veritatis splendor” con la chiara dottrina dell’”intrinsece malum”.  […]  Per noi il matrimonio è l’espressione della partecipazione dell’unità tra Cristo sposo e la Chiesa sua sposa. Questa non è, come alcuni hanno detto durante il Sinodo, una semplice vaga analogia. No! Questa è la sostanza del sacramento, e nessun potere in cielo e in terra, né un angelo, né il papa, né un concilio, né una legge dei vescovi, ha la facoltà di modificarlo.”

(D) Da la ricetta a tutti i mestatori che lottano contro l’unità della Chiesa  e rimanda ai loro studi chi come i vari Grillo (e altri personaggi di una certa comunità monastica laica conosciuta in Italia per la debolezza delle sue posizioni dottrinali) anche ieri venivano su con teorie sballate sulla morte del sacramento legata a alla morte dell’amore.

Ricorda anche che il ruolo dei cardinali, vescovi e sacerdoti non è di aggiungere confusione alla confusione ma, ancora una volta, è di rileggere  tutta Amoris Laetita e tutto rimettere nel suo contesto cattolico 

“D. – Come si può risolvere il caos che si genera a causa delle diverse interpretazioni che vengono date di questo passaggio di Amoris laetitia?

D. – Raccomando a tutti di riflettere, studiando prima la dottrina della Chiesa, a partire dalla Parola di Dio nella Sacra Scrittura che sul matrimonio è molto chiara. Consiglierei anche di non entrare in alcuna casuistica che può facilmente generare malintesi, soprattutto quello per cui se muore l’amore, allora è morto il vincolo del matrimonio. Questi sono sofismi: la Parola di Dio è molto chiara e la Chiesa non accetta di secolarizzare il matrimonio. Il compito di sacerdoti e vescovi non è quello di creare confusione, ma quello di fare chiarezza. Non ci si può riferire soltanto a piccoli passaggi presenti in “Amoris laetitia”, ma occorre leggere tutto nell’insieme, con lo scopo di rendere più attrattivo per le persone il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Non è “Amoris laetitia” che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa. Tutti dobbiamo comprendere ed accettare la dottrina di Cristo e della sua Chiesa e allo stesso tempo essere pronti ad aiutare gli altri a comprenderla e a metterla in pratica anche in situazioni difficili.”

Quest’ultima frase del Cardinale ci riconforta nel lavoro che Croce-Via ha sempre fatto da anni: “Tutti dobbiamo comprendere ed accettare la dottrina di Cristo e della sua Chiesa e allo stesso tempo essere pronti ad aiutare gli altri a comprenderla e a metterla in pratica anche in situazioni difficili”

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia, Sproloqui

65 replies

  1. un adulterio compiuto in cognizione di causa è sempre peccato mortale

    Ma CV sostiene (sosteneva?) che chi si “sentiva obbligata” a compierlo non era colpevole.

    Ricorda anche che il ruolo dei cardinali, vescovi e sacerdoti non è di aggiungere confusione alla confusione ma, ancora una volta, è di rileggere tutta Amoris Laetita e tutto rimettere nel suo contesto cattolico

    Ma CV difende i vescovi di Malta che aggiungono confusione.

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    • Senza libertà di scelta non v’è peccato. Fine. Le ricordo il dialogo avvenuto sulla luna di Giove fra il sottoscritto e Simon.

      https://pellegrininellaverita.com/2016/12/21/disputa-galattica-su-amoris-laetitia/

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      • Ergo…anche Eichmann che mandava a morte gli ebrei in quanto “obbligato” dagli ordini di Hitler era innocente…

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        • ma certo caro Pio: anche io se per esempio se divorzio perchè mio marito me lo impone con la forza e poi risposo un mio spasimante perchè questo tizio è talmente invaghito di me che se non lo sposo minaccia di ammazzarmi , e poi ho rapporti sessuali con un terzo energumeno che se non sto con lui ammazza i miei figli … e poi dico falsa testimoninza al processo per mafia perchè se dicessi il vero la mafia mi ammazzerebbe ….non commetto peccato . non lo sapeva? si informi ! la povera Maria Goretti non lo sapeva per questo è morta piuttosto che frasi stuprare!

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          • Certo. Eichman era innocente. Non hai letto quello che ha scritto qualche post fa Simon? Se rubi perché hai fame, non commetti peccato, perché preservi un bene maggiore (la vita) rispetto a uno minore (la proprietà della persona alla quale hai rubato). Nel caso prospettato di Cristina, invece, si tratta di peccato. Perché? Perché, sempre per Simon, il peccato sessuale è il peccato per eccellenza, e la purezza sessuale è un bene maggiore anche della vita. Tutto questo vale per i cattolici alla Simon, ovviamente, cioè per i cattolici non cristiani.

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            • Figuriamoci: lo stesso discorso vale sempre la responsabilità del peccatore dipende dalle sue circostanze, valutate da un terzo , ovviamente, cioè il sacerdote.
              È dottrina da sempre nella Chiesa che il sesto comandamento è sempre di materia grave.
              Se non ti piace, chiedi a Gesù e allo Spirito Santo perché insegnano questo tramite la Sua Chiesa.
              In Pace

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        • Se mancante di uno dei 3 presupposti per il peccato mortale, non era in peccato mortale, da non confondersi con l’essere innocente in sede penale o giudiziale. Poi, stai tu a vedere se era mancante di uno dei presupposti oppure no, mai stato confessore di nessuno, figurati di Eichamnn…

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      • La tesi Scorsese (o del Papa a Santa Marta?) pecchiamo pur che facciamo il “bene”.

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    • Quelli che aggiungono alla confusione sono stati i quattro cardinali con i loro dubia che non hanno ragione di avere se avessero letto come consigliato da Mueller ( e da CV) e sul’altra sponda i Grilli e quelli di Bose ad esempio.
      Nessuno parla di Malta qui se non nell’immaginazione di Magister.
      In Pace

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      • Oggi i vescovi tedeschi annunciano la loro applicazione di A.L. forse che Mueller si riferisce anche a loro oltre che ai quattro cardinali e agli estremisti come Grillo e Bose.
        Vediamo…
        In Pace

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        • Vedo che almeno nel comunicato ufficiale che i tedeschi non si sbilanciano più di tanto:

          “Für die Frage nach dem Empfang der Sakramente sehen die Bischöfe in Amoris laetitia keine allgemeine Regel und keinen Automatismus. Erforderlich sind nach ihrer Überzeugung vielmehr differenzierte Lösungen, die dem Einzelfall gerecht werden. Mit Amoris laetitia gehen die Bischöfe von einem Prozess der Entscheidungsfindung aus, der von einem Seelsorger begleitet wird.

          In ihrem Dokument empfehlen die Bischöfe, den Weg von Ehe und Familie mit der Kirche zu gehen und dabei die wegweisenden und lebensnahen Worte von Papst Franziskus zu bedenken.”

          Bisognerà leggere il loro documento nel testo per avere un’idea più precisa: sarei alquanto stupefatto che la mentalità germanica non cerchi di essere più direttiva nei dettagli…

          In Pace

          http://www.kath.net/news/58366

          AGGIORNAMENTO: Ecco il testo del loro documento! http://document.kathtube.com/42291.pdf
          Ecco un paio di frasi che non mi fanno tremare molto:
          ” Amoris laetitia bietet in dieser Frage keine allgemeine Regelung und kennt keinen Automatismus in Richtung einer
          generellen Zulassung aller zivilrechtlich wiederverheiratet Geschiedenen zu den Sakramenten. ”

          “Die Anmerkung 336 (zu AL Nr. 300) macht deutlich, dass die Unterscheidung, die „erkennen kann, dass in einer besonderen Situation keine schwere Schuld vorliegt“, zu differenzierten Konsequenzen auch auf dem Gebiet der Sakramentenordnung führen müsste. Anmerkung 351 (zu AL Nr. 305) weist zudem darauf hin, dass man auch in einer Situation, die objektiv irregulär, subjektiv, aber nicht oder zumindest nicht völlig schuldhaft ist, „in der Gnade Gottes leben kann, dass man lieben kann und dass man auch im Leben der Gnade und der Liebe wachsen kann“ (AL Nr. 305), wenn man die Hilfe der Kirche und in gewissen Fällen auch die Hilfe der Sakramente bekommt. Auch dies spricht für dieMöglichkeit des Sakramentenempfangs in diesen Situationen.”

          “Am Ende eines solchen geistlichen Prozesses, dem es immer um das Eingliedern geht, steht nicht in jedem Fall der Empfang der Sakramente von Buße und Eucharistie. Die individuelle Entscheidung, unter den jeweiligen Gegebenheiten nicht oder noch nicht in der Lage zu sein, die Sakramente zu empfangen, verdient Respekt und Achtung”

          “An die Stelle solcher extremer Haltungen soll die Unterscheidung (lat. „discretio“) im persönlichen Gespräch treten. Wir sehen es als unsere Aufgabe an, den Weg der Gewissensbildung der Gläubigen zu vertiefen.”

          In parole povere, un documento molto diplomatico e non eretico o scismatico come si sarebbe potuto temere sapendo da che sponde viene

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      • Scusa Simon: d’accordissimo che il card. Muller non cita Malta. D’accordo che la lettura di Croce-Via era più articolata del documento maltese. Diplomaticamente d’accordo sul fatto che non è il caso di cercare di cogliere in contraddizione l’interlocutore (Croce-Via, in questo caso).
        Rimane il fatto che la frase di Muller da voi citata al punto C, confligge in modo evidente anche con l’interpretazione col famoso “non si potrà negare l’eucaristia” di Mons. Grech e Scicluna.
        Non importa che Muller pensasse o no a loro, importa ora che Mons. Grech e Scicluna (e non solo il card. Caffarra) si leggano bene le parole del prefetto.

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        • Condivido in questo senso: tutti noi leggiamoci “bene le parole del Prefetto” e riflettiamoci sopra come ha ben fatto Simon qui.
          Ci farà bene. 🙂

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          • Sì condivido. Aggiungo anche che questa presa di posizione del Prefetto (finalmente!) mi fa davvero respirare.

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            • Ah scusa Minstrel aggiungo: da estimatore (in genere) di Magister devo ammettere che la notazione finale sui vescovi argentini poteva risparmiarsela. Muller ha parlato per togliere un bel po’ di zizzania, non era il caso di aggiungerne. La mia speranza (preciso che però trattandosi di intervista e non di parere della CDF, è solo una speranza) è che dietro le parole espresse con libertà di spirito e cuore da Mons. Muller, ci sia stato anche un dialogo fruttuoso con la persona le cui parole egli contribuisce a tutelare. Speriamo, speriamo che sia così.

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              • Magister piace molto anche a me, soprattutto per la ricchezza dettagliata dei suoi articoli, ma è innegabile che le sia spesso estranea l’idea di creare e cercare unità comunque e sempre…

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  2. “Non mi piace, non è corretto che tanti vescovi stiano interpretando “Amoris laetitia” secondo il loro proprio modo di intendere l’insegnamento del papa. Questo non va nella linea della dottrina cattolica. Il magistero del papa è interpretato solo da lui stesso o tramite la Congregazione per la dottrina della fede. Il papa interpreta i vescovi, non sono i vescovi a interpretare il papa, questo costituirebbe un rovesciamento della struttura della Chiesa cattolica”. Da incorniciare.

    Non far dire a AL quello che non dice. Se non lo dice, vuol dire che non si può dire. Perché vuoi farglielo dire al Papa? Studia la dottrina e mettila in pratica, cos’altro deve dirti?

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  3. Si può dare una contraddizione tra dottrina e coscienza personale?

    R. – No, è impossibile. Ad esempio, non si può dire che ci sono circostanze
    per cui un adulterio non costituisce un peccato mortale.

    e che ne è della interpretazione di CV per cui ci invece ci sono delle circostanze attenuanti in cui l’adulerio non è un peccato mortale?

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  4. Nel frattempo anche Vatican Insider getta la maschera. Titolo: “Muller, così io leggo Amoris Laetitia”. (eh certo, la legge lui, interpretazione soggettiva…) Sottotitolo: “Il cardinale tedesco” (attenzione! non il prefetto della CDF, il cardinale tedesco) “affida a una rivista la SUA interpretazione del documento papale” (sua, vogliamo dire che è quella ufficiale? No! Mai sia!). Corpo dell’articolo: Muller “ripropone la sua lettura del documento papale rispondendo alle domande della rivista Il Timone, spesso critica verso il magistero dell’attuale Pontefice. Nell’intervista, peraltro, il Cardinale ribadisce concetti già espressi in sue precedenti interviste.” L’intento riduzionista e svilente (vedansi gli accostamenti) è evidente.
    In genere non sono così perentorio, ma mi auguro, dopo un articolo del genere, che qui non si ignori più che Vatican Insider ha assunto (e da tempo) una posizione ben precisa nella disputa, e che in barba al giornalismo generalista di cui parrebbe portavoce (la Stampa) è ben evidente. Mi auguro soprattutto che non si plauda più a presunte analisi oggettive di VI: qui non siamo di fronte a qualcosa di oggettivo, ma a una parte in causa.

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  5. Marco N,

    ‘Titolo: “Muller, così io leggo Amoris Laetitia”. (eh certo, la legge lui, interpretazione soggettiva…)’

    Beh, non è scorrettissimo, questa è un’intervista, non un pronunciamento ufficiale.

    ‘Sottotitolo: “Il cardinale tedesco” (attenzione! non il prefetto della CDF, il cardinale tedesco)’

    Il testo dell’articolo inizia chiamandolo Prefetto della Congregazione…. A me risulta che spesso il giornalista scrive l’articolo e altri fanno titoli e sottotitoli (che devono essere più corti dell’articolo).

    ‘(sua, vogliamo dire che è quella ufficiale? No! Mai sia!)’

    Ufficiale? Ufficiale è quella del Papa. O quella di un documento della Congregazione. Al massimo poteva scrivere ‘ l’unica possibile’.

    ‘L’intento riduzionista e svilente (vedansi gli accostamenti) è evidente.’

    L’articolo è formato in grandissima parte da citazioni di Muller ed il giornalista non fa riferimenti a vescovi o cardinali per cui direi: mah!

    Io non leggo VI, da citazioni di altri (anche di CV) deduco che per Tornielli è valida la presunzione di innocenza per qualsiasi cosa dica o faccia il Papa, ma da questo articolo non capisco proprio da che parte sta VI.

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    • Le tue osservazioni possono essere condivisibili (io stesso ho scritto “mi rassicurerebbe un parere ufficiale”), ma vanno girate anzitutto a Simon, che ha osservato che il card. risponde in tal modo ai mestatori di destra e di sinistra su quella che deve essere la ricezione di AL. Se ritengo che si risponda in tal modo, intendo che si sia esposto non un cardinale tedesco, ma il prefetto della CdF. Fare queste osservazioni soltanto a me, e soltanto a questo punto del dibattito, è scorretto dal punto di vista dialettico.

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      • Vorrei precisare. In genere tendo a non essere brutale, e non vorrei sembrare essermi permesso troppo con Enrico. Quello che intendo dire, Enrico, è che la portata decisiva del contributo del card. Muller, in quanto non “semplice cardinale” come suggerirebbe invce VI, fa parte del “core” del post stesso di Simon. Quindi nel momento in cui si ritiene che la posizione di VI (Muller cardinale tedesco che già in qualche intervista aveva detto…) è logica e perfettamente sostenibile, bisognerebbe però fare i conti non solo con l’analisi interna dell’articolo, ma anche con un contesto (prima di tutto di questo post, ma anche al di fuori) che pensa il contrario.
        Né io né te lo potevamo sapere mentre scrivevamo, in ogni caso in questi minuti è uscito anche un commento furioso di Andrea Grillo, che (anche lui) a differenza di VI mostra comunque di dare molto peso all’intervista di Muller: http://www.cittadellaeditrice.com/munera/ma-il-card-mueller-ha-letto-amoris-laetitia/ .
        Naturalmente sono il primo a sapere che siamo di fronte a un intervento “a mezzo”, cioè della massima autorità della CdF, che si è espresso serenamente, però su rivista e non con bollo della CDF stessa. Leggerò con attenzione altre tue riflessioni in merito.
        Quanto all’obiettività di Vatican Insider, è sempre il solito discorso. L’importante non è l’imparzialità, che non esiste, l’importante è la correttezza nel dichiarare le proprie posizioni. A me leggere un quotidiano online di carattere religioso che riporta un giorno sì e l’altro pure solo e soltanto le idee e le interpretazioni di P. Antonio Spadaro, Mons. Viganò, Mons. Fernandez, Mons. Sorondo.. va benissimo. Va davvero benissimo. Ovviamente l’imparzialità è un’altra cosa. E se richiesti, sarebbe deontologia professionale ammetterlo.

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        • Grillo… niente, per questi il Magistero ordinario non solo è liquido, non solo errabile, ma è proprio errato! Tant’è che, con una meraviglia nominalistica, salta fuori che certi insegnamenti sono “forzature recenti nella dottrina comune”.
          Grillo… discussi una volta con lui su facebook, mi sparava risposte che erano semplicemente illogiche per una forma mentis “classica” come la mia. Certamente un mio limite…

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        • Grazie per i chiarimenti.
          Mi pare che tu veda nell’articolo più di quel che c’è, però è chiaro che io parto diversamente da te: io sono disinformato, tu hai già una tua idea chiara su VI.
          Muller. Tre articoli sullo stesso tenore mi dicono questo.
          1) Quello che dice (che AL è ok) lo pensa veramente, non siamo di fronte a ipocrisie per salvare il posto di fronte a domande impreviste o altro.
          2) L’intervista non è un documento ufficiale, però a questo punto secondo me ci sono due possibilità:
          a) Muller ne ha parlato col resto della Congregazione e il suo pensiero, per quanto in maniera ufficiosa, rispecchia quello degli altri membri;
          b) Muller non ne ha parlato, ma lui E’ la Congregazione, ossia quel che dice lui viene ripreso e accettato dagli altri membri.
          Ora vado a leggermi cosa ha detto Grillo

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    • Amoris Laetitia non ha da essere interpretata: ha da essere applicata.
      L’interpretazione è del solo Magistero del Papa e dei Vescovi in unione con lui.
      Quel che conta ora è l’applicazione di tale documento quasi un anno dopo la suapubblicazione nel mondo intero.
      In Pace

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      • Divertente questa pretesa di Simon :l’AL non va interpretata va applicata. Ma come?0Prima di applicare bisogna capire!Un generale da’degli ordini che possono essere interpretati in maniera contradditoria:e c’e’chi grida bisogna obbedire agli ordini!Si,ma gli ordini quali sono?Bisogna o non hisogna dare la comunione ai divorziati risposati?Muller dice no, Scicluna dice si. Simon dice bisogna applicare l’AL. Credo che sia una situazione vicina alla pazzia.

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        • Potresti dirmi dove sta la contraddizione tra Scicluna e Mueller? Qualcosa ovviamente che noi qui non abbiamo già discusso: sennò non ti pubblico.
          Mi fate ridere: sempre i più ignoranti aprono la bocca per dire niente. Mi fai pensare a quell’ottuso di fra 100anni.
          In Pace

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          • Forse posso rispondere io.
            La contraddizione l’ha spiegata lo stesso Muller dicendo che Schicluna e tutti gli altri dovrebbero smetterla di interpretare, limitandosi ad applicare la dottrina. Quanto basta per porsi su una posizione di disaccordo, formale o sostanziale che sia. Dice in pratica Muller, per evitare di scendere in polemiche: al di là di quello che dite, è la premessa di dover interpretare che è sbagliata. Non voglio neanche discutere l’interpretazione in sé, perché è vero che il documento è pastorale, ma se mi metto a interpretare, qualunque interpretazione prevarrà sull’unica interpretazione possibile che è quella dottrinale.

            Aggiungo di mio che l’aver esternato questo richiamo informale a tutti i vescovi testimonia una sua personale preoccupazione (e non solo sua, per la verità) che le interpretazioni circolanti, ancorché nominalmente in linea con la dottrina – come insiste a ripetere Simon – di fatto non lo siano.

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          • P.S.: per chiarire ancora meglio il giudizio di Muller su tutta la situazione, aggiungo anche queste testuali parole tratte dalla sua intervista a il Timone: “non è Amoris Laetitia che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa”.

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  6. Io non capisco come Simon possa dire che Müller conferma Croce-via quando questa frase

    ““D. – Si può dare una contraddizione tra dottrina e coscienza personale?

    R. – No, è impossibile. Ad esempio, non si può dire che ci sono circostanze
    per cui un adulterio non costituisce un peccato mortale. Per la dottrina cattolica è impossibile la coesistenza tra il peccato mortale e la grazia giustificante. Per superare questa assurda contraddizione, Cristo ha istituito per i fedeli il Sacramento della penitenza e riconciliazione con Dio e con la Chiesa.””

    È materialmente eretica.

    Infatti affermare che non esistono circostanze nelle quali l’adulterio non costituisce PECCATO MORTALE significa affermare che:

    1) l’adulterio è intrinsecamente mortale;

    2) in ragione di ciò è l’unico atto in materia grave a cui non si applicano gli altri due requisiti (ovvero piena avvertenza e deliberato consenso) necessari perché ogni peccato sia mortale.

    Inoltre negare che non possa esserci conntrasto tra la dottrina e la coscienza personale significa negare la possibilità di ignoranza invincibile, che è una dottrina cattolica e definitiva.

    A me sembra che qua siamo all’errore speculare è opposto a quello di Grillo, il quale nega addirittura che l’adulterio sia un atto intrinsecamente malvagio (affermando quindi che ci sono circostanze che rendono tale atto “buono in se”..

    In altre parole abbiamo queste posizioni:

    1) da un lato i relativisti, secondo i quali, in alcune circostanze, l’adulterio è un atto buono è giustificabile in se, quindi non intrinsecamente malvagio;

    2) dall’altro gli assolutisti kantiani, secondo i quali non solo l’adulterio è un atto intrinsecamente malvagio, ma è sempre peccato mortale.

    Poi ci sono i cattolici che affermano che l’adulterio è un atto intrinsecamente malvagio, che non viene mai giustificato in se da circostanze, intenzioni o attenuanti, ma che le circostanze, intenzioni e attenuanti l’unica cosa che fanno (quando ci sono) è diminuire la colpevolezza di chi lo commette, rendendolo non imputabile di peccato mortale per mancanza di piena avvertenza (ignoranza invincibile, perché i cattolici la norma la conoscono) o deliberato consenso (mancanza di libertà di agire diversamente, ad esempio non poter sfasciare la nuova famiglia per il bene dei figli).

    A me sembra che con questa intervista Müller si spost chiaramente nel secondo ambito.

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    • Senti, Teofane, una cosa è certa: Mueller non farebbe un errore così grossolano!
      Visto che si tratta di un’intervista, le espressioni capite dal giornalista possono essere state straviate.

      È sicuro che in quanto peccato l’adulterio è sempre mortale! E non ci sono circostanze in cui un peccato mortale non possa più essere mortale! Chi affermerebbe il contrario sarebbe lui si eretico: cioè in questo caso tu.
      Eppoi sì, l’adulterio è intrinsecamente mortale !!! Sempre e in qualunque circostanza

      In questo passo dell’intervista Mueller NON parla della colpevolezza/resposnabilità di chi commette questo peccato: non è perché una persona ha circostanze attenuanti che ne riducono o in alcuni casi addirittura annullano la responsabilità che l’atto compiuto diventi buono o neutro: rimane sempre orribilmente cattivo! E è questo che dice Mueller e nient’altro: dottrina di sempre!

      In Pace

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  7. E per finire, Simon, Müller non ha affatto detto questo

    “Egli ricorda che nel caso dell’adulterio siamo SEMPRE in presenza di materia grave”

    Se avesse detto questo sarebbe impossibile non essere d’accordo. No, lui ha detto che NON ESISTONO CIRCOSTANZE NEL QUALE L’ADULTERIO NON SIA PECCATO MORTALE.

    Perché ho scritto che è una proposizione materialmente eretica? Semplice, perché lo è.

    Poi Müller non voleva dire questo e voleva dire che è sempre materia grave essendo in intrinsece malum e che le circostanze non modificano la natura morale dell’atto ma solo l’imputabilità di chi lo commette?

    Ovvio che voleva dire questo. Ma sta di fatto che le sue parole NON dicono questo, e infatti la massa di bigotti giudicanti che godono all’idea di milioni di risposati con un piede già all’inferno sta già giubilando.

    Le parole hanno un significato.

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    • Appunto perché le parole hanno significato e un peccato è un atto se tale atto è cattivo in sé esso resta sempre cattivo: ciò non ha nulla a che vedere con la responsabilità della persona.
      Io mi chiedo perché sto a parlare con te da mesi, se sempre ritorni con cose che non hai digerito.
      A mio parere: fidati della Chiesa e sii un buon cattolico. Lascia perdere questi soggetti che chiaramente ti sorpassano sempre un poco.
      Buona serata
      In Pace

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      • E, bythewa, questo https://pellegrininellaverita.com/2017/02/01/card-muller-conferma-croce-via/comment-page-1/#comment-29576 commento di Cristina conferma in pieno quello che sto dicendo sull’interpretazione che verrà data alle parole di Müller.

        Se poi vuoi fare finta che sia io a non capire cosa voleva realmente dire fai pure.

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        • Ti dirò anche di più: (1) le parole di Mueller non vanno contro la posizione formale dei vescovi tedeschi e (2) la posizione di Grillo non è quella della posizione formale dei vescovi tedeschi.

          Se la gente legge con paraocchi invece che con il cervello non ci posso fare niente : non c’è discontinuità tra Mueller, tedeschi, argentini, maltesi, Papa e Dottrina cattolica

          Gli estremisti come Grillo e quelli di Bose e Vatican Insider da un lato o i mercanti di loglio come i Socci , Magister , Burke dall’altro: costoro sono tutti in rottura con la dottrina della Chiesa e per pure motivazioni “politiche” fanno apposta di seminare zizzania facendo tutto per travisare i contenuti e le intenzioni altrui.

          Noi cattolici restiamo al disopra di queste dispute di basso conio intellettuale e sempre uniti al Papa ed ai Vescovi uniti a lui.

          In Pace

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          • @Simon

            “Ti dirò anche di più: (1) le parole di Mueller non vanno contro la posizione formale dei vescovi tedeschi e (2) la posizione di Grillo non è quella della posizione formale dei vescovi tedeschi.”

            Ma IO (al contrario di quello che tu hai detto, secondo cui non avrei ancora digerito questi concetti, che mi “sorpasserebbero sempre un poco” ecc) ho capito perfettamente che non vanno contro la posizione dei Vescovi tedeschi, argentini, italiani ecc.

            Quello che sto dicendo è che le parole di Müller si prestano alla lettura che gli ha dato Cristina, è la maggioranza dei cattolici, che prendendo il “si si no no” evangelico alla lettera hanno una idea della Fede e della dottrina estremamente semplificatoria (anche dove la materia è complessa), daranno proprio quella lettura.

            Che la lettura di Grillo non sia quella dei vescovi tedeschi, argentini e così via è ovvio, infatti Grillo nega l’esistenza di atti intrinsecamente malvagi (ovvero che sono sempre materia grave) e questo è eretico.

            Quello che sto dicendo è che i cattolici conservatori tendono alla posizione speculare e opposta a quella di Grillo, ovvero a pensare che non solo gli atti intrinsecamente malvagi esistano (cosa dottrinalmente ineccepibile) ma che siano sempre peccato mortale per chi li commette (cosa sbagliatissima). Dal relativismo all’assolutismo kantiano, insomma. Nulla di nuovo.

            Nel mezzo c’è il cattolicesimo.

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            • Ah va beh! Allora sono io ad averti capito male.
              In Pace

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              • Figurati, nessun problema. 🙂

                Fin dall’inizio quando ho letto le parole di Müller mi son detto “bella li, adesso coi conservatori kantiani è finita”. Come ho detto, loro sono l’esatto opposto speculare di Grillo. Relativista lui, assolutisti kantiani loro. Purtroppo.

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              • se Teofane il recluso alias Vincent Vega sul blog UCCR alias Marco sul blog STILUM CURIAE è il “MODELLO” di vero pensatore cattolico io sono Santa Teresa d’ Avila dottore della Chiesa! 🙂
                Teofane da’ di “kantiani” a destra e a manca. ormai questo insulto “kantiani” lo usa a proposito e a sporposito.
                “Uno dice ” Oggi piove” e teofane/ Vincent gli risponde “Ma stai zitto kantiano, non si può definire se piove o fa bello, è un aut -aut inaccettabile, !
                Ridikkulus al cubo!

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              • ROFTL

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  8. A proposito di Grillo… lo sto rileggendo con più attenzione e c’è da sorridere.
    Primo: per lui il magistero ordinario è dottrina comune per altro errata. Questo è chairo.
    Ora, prendiamo la sua prima invettiva contro “l’analogia” fra matrimono lui – lei e matrimonio Chiesa Cristo che Muller dichiara non essere affatto “Vaga”. Difende la sua visione contro quella del Prefetto della Congregazione sottolineando che AL ai nn. 72-73 che parla rispettivamente di “segno imperfetto” e di “analogia imperfetta” per definire la relazione tra il sacramento del matrimonio e le nozze tra Cristo e la sua Chiesa.
    Pronti al boom?
    Ebbene: “analogia imperfetta” deriva da una Catechesi di Papa Francesco del 2015 che, lasciatemelo dire, vale come il due di picche se sono considerabili “forzature recenti nella dottrina comune” le parole scritte in FC e altri documenti magisteriali papali. Dunque, il “magistero ordinario” sbaglia oppure è da considerare?! Banalmente potrei dire che quella parte di AL è una “forzatura recente nella dottrina comune”.

    Ma la realtà è che è certamente vero che l’analogia è “imperfetta” perché QUESTA è la cifra SOSTANZIALE dell’ANALOGIA: L’IMPERFEZIONE nella descrizione!
    Non ci vuole un genio per capirlo, ci vuole piuttosto “genio” a rigirare la frittata in senso improprio.
    E ancora: AL scrive “amore coniugale come segno imperfetto dell’amore tra Cristo e la Chiesa SEGNO IMPERFETTO”. Apriti cielo per Grillo: signori, è segno IMPERFETTO!!!
    Certo… perché il tuo amore è perfetto come quello di Cristo? Ami come Dio? Tutto nell’uomo è IMPERFETTO, è immagine e somiglianza IMPERFETTA della perfezione divina.
    Non ci vuole un genio per capirlo, ci vuole piuttosto “genio” a rigirare la frittata in senso improprio.

    Non continuo. E’ chairo che la mia forma mentis, limitatissima dalla troppa logica che seguo, non mi permette di comprendere a pieno il grande insegnamento (errabile?!) del Magistero grillino.

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    • Concordo totalmente con la tua analisi.
      Questi fanno politica e non teologia e P. Livi ben ha fatto di sottolineare in suo tempo questa frode intellettuale che è chiamare teologia cattolica i discorsi sconclusionati di questi personaggi!
      In Pace

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    • Come ho detto nel mio articolo, usando del Principle of Charity, non possiamo assumere che Mueller abbia fatto un tale errore pacchiano non distinguendo tra la qualificazione del peccato e la responsabilità del peccatore.
      Anche per Mueller bisogna sempre supporre che conosca la dottrina della Chiesa e ch eè il sottofondo di ogni suo discorso.

      Ron, tedeschi, Papa, Mueller, Vallini noi stiamo tutti dicendo la stessa cosa.

      In Pace

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      • Si Simon, ovvio, ma sta di fatto che il significato prossimo delle parole di Müller è quello evidenziato da Ron Conte e da me in questo post (ben prima che Conte pubblicasse l’articolo) https://pellegrininellaverita.com/2017/02/01/card-muller-conferma-croce-via/comment-page-1/#comment-29600

        Perciò non è in discussione ciò che Müller pensa, nemmeno io credo che sia materialmente eretico.

        Ma sta di fatto che quella proposizione lo è, e se per me, te, Conte, Minstrel e in generale chi si interessa di teologia non è un problema, perché andiamo subito ad inquadrare la cosa nel suo proprio contesto, per chi non si occupa di queste cose l’unica cosa che balza all’occhio è il significato palese di quelle parole.

        Ne hai una prova su questo blog con commenti come questo https://pellegrininellaverita.com/2017/02/01/card-muller-conferma-croce-via/comment-page-1/#comment-29576 e questo https://pellegrininellaverita.com/2017/02/01/card-muller-conferma-croce-via/comment-page-1/#comment-29565

        Insomma, i conservatori non aspettavano altro che un bel “gancio” per il loro semplicismo assolutista e “overly judgmental” ed ecco che, magicamente, detto gancio è arrivato.

        Perciò che vogliamo dire? Diciamo semplicemente quella che mi pare la palese realtà: Müller ha usato parole infelici e che si prestano ad interpretazioni eretiche. Non mi sembra di affermare il falso, se dico questo.

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        • Vedi … finché non si usa di Principle of Charity nell’applicazione di qualunque interpretazione di qualunque testo di qualunque autore, cioè senza tener conto di chi è la persona in questione, di cosa rappresenta, di cosa parla, a chi si indirizza, non si farà che dire imbecillità su imbecillità.

          Personalmente mi rifiuto di interpretare le parole del Card Mueller al di fuori della Dottrina della Chiesa e di tentar ecdi fargli dire il contrario di quel che la Chiesa insegna: che sia tu, Ron o qualunque altro ossesso tradi-protestante.

          In Pace

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  9. Mi sembra che nessuno vi abbia finora segnalato che Padre Cavalcoli è stato sospeso a divinis (va precisato però: dai superiori dell’Ordine). Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=SXysFByM-xM

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    • Sono shockato.
      Qualcuno ne sa di più su elementi fattuali?
      In Pace

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      • Si dovrebbe trattare del noto discorso su radio Maria sulle conseguenze del peccato anche a livello delle catastrofi naturali, con riferimenti anche alle unioni civili, tenuto se non erro a fine estate.

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    • Il sito opportune importune riporta quanto segue:
      “La notizia diffusa dal prof. Giovanni Zenone di Fede & Cultura non parla di una sospensione a divinis in senso stretto – da come si può evincere dal video del comunicato – ma di una serie di provvedimenti disciplinari, quali il divieto di celebrare pubblicamente la Santa Messa, di confessare, di predicare, di tenere conferenze e di pubblicare articoli.
      Il prof. Zenone mi ha confermato di aver appreso la notizia direttamente da padre Cavalcoli, che ne avrebbe parlato anche ad altri. Potrà forse non trattarsi una sospensione a divinis canonicamente intesa, ma di certo si tratta di un provvedimento gravemente persecutorio che dovrà esser giustificato da chi se ne è reso responsabile”.

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  10. Debbo per onestà riportare subito quanto ha detto P. Giorgio Carbone (per onestà anche verso il blog che ha subito difeso P. Carbone in caso di attacchi analoghi): “A tutt’oggi non ha alcun riscontro ufficiale la falsa notizia della sospensione a divinis del domenicano padre Giovanni Cavalcoli. Oltre ad essere assente la motivazione, la notizia di tale provvedimento, che può essere preso solo dal padre Priore Provinciale Fausto Arici, che la dovrebbe comunicare a tutti i Padri della Provincia di San Domenico (Nord Italia), non è stata data. E’ pertanto inesistente. Dire il falso è peccato”. Naturalmente il video della casa ed. di Cavalcoli, che ho postato, voi lo vedete bene. In ogni caso mi pareva giusto rimediare anche con l’altra voce. Buonanotte.

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  11. Mi vedo nell’obbligo di cestinare direttamente alcuni interventi di alcuni utenti, i quali intervengono ripetendo sempre le solite cose già discusse qui sul blog.

    Si leggano i testi e le riflessioni già avvenute e riflettano se portano su un vero contributo: finora ho solo visto tesi già smontate alla grande.

    Su Croce-Via non c’è spazio per slogans imbecilli: mi dispiace per coloro che se ne accontentano per il loro nutrimento intellettuale e spirituale.

    In Pace

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  12. Padre Cavalcoli ha scritto sul sito Facebook che gli sono state tolte le restrizioni del novembre scorso. Chi ci capisce qualcosa?

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    • All’inizio tramite Introvigne si è detto questo a seguito della denuncia di Fede e cultura.

      《Questo il comunicato di Padre Cavalcoli:
      La mia sospensione, che è parziale, si configura in questi termini:
      – divieto di presiedere alla Messa e quindi di fare l’omelia;
      – divieto di confessare pubblicamente ex-officio;
      – divieto di esercitare il ministero fuori del convento;
      – divieto di pubblicare, rilasciare interviste e fare conferenze.
      Comunque ho ricevuto notizia dai Superiori che entro Pasqua queste misure saranno tolte”.》

      Poi è stato lo stesso Cavalcoli che con un video, anche da noi condiviso sul nostro facebook, dichiarava quel che hai detto tu Vincenzo. Le restrizioni che conoscevo erano che non poteva più insegnare in pubblico e quindi nemmeno scrivere per l’isola. Non pensavo avesse anche altre limitazioni come quelle elencate da Introvigne.

      Resta comunque una pagina enigmatica e IMO nerissima di provvedimento esageratissimo.

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      • Resta comunque un atteggiamento umile ammirevole da Padre di P. Cavalcoli cosi raro in questi giorni: nell’obbedienza, anche se forse c’è sopruso, risiede la Carità.

        Meditare la Passione di N.S.G.C. e la Sua sottomissione alla Volontà del Padre che si esprimeva attraverso l’ingiusta legge umana e la sua applicazione ancor più nefasta.

        Tutto il mio sostegno morale e spirituale a P. Cavalcoli ringraziandolo per la sua obbedienza e mitezza verso l’autorità che ci deve essere a tutti da modello.

        In Pace

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  13. Vorrei riportare qui la contribuzione di un eccellente vescovo qui in Isvizzera Mgr Vitus Huonder, che presenta la sua applicazione di Amoris Laetitia ai suoi sacerdoti; è quindi una direttiva pratica che si indirizza ai confessori per guidarli nelle circostanze di penitenti divorziati risposati.

    Un approccio sistematico che mette esplicitamente l’accento, come si deve, sul legame matrimoniale lungo tutto il percorso di discernimento e di penitenza del penitente (“Ausgangspunkt der Begleitung, Unterscheidung und Eingliederung muss die Heiligkeit des Ehebandes (die Bindung) sein.”)

    Mette l’accento, come richiesto da AL su una relazione personalizzata con il penitente (” Erkennt ein Beichtvater bei einer Beichte eines unbekannten Pönitenten (bei einer „Gelegenheitsbeichte“) Fragen bezüglich des Ehebandes, welche der Klärung bedürfen, wird er den Pönitenten bitten, sich einem Priester anzuvertrauen, welcher mit ihm einen längeren Weg der Umkehr und Eingliederung gehen kann, oder er wird sich mit ihm selber außerhalb der Beichte in Verbindung setzen.”) e senza esitare a prendere tutto il tempo che ci vuole (“Das bedeutet, dass ein längerer, Geduld verlangender seelsorglicher Weg beschritten werden muss”)

    Per noi ci Croce-Via fa piacere vedere la messa in evidenza della necessità di una valutazione oggettiva della situazione del divorziato risposato e che non si può lasciarlo all’opinione del penitente (“Der Empfang der heiligen Kommunion der zivil wiederverheirateten Geschiedenen darf nicht dem subjektiven Entscheid überlassen werden. Man muss sich auf objektive Gegebenheiten stützen können (auf die Vorgaben der Kirche für den Empfang der heiligen Kommunion).”)

    E, ovviamente, conclude circa l’importanza che il penitente capisca che deve significare la ferma volontà di vivere in osservanza del vero vincolo matrimoniale in fedeltà allo sposo (” Der Pönitent wird den festen Willen bezeugen müssen, in Achtung vor dem Eheband der „ersten“ Ehe leben zu wollen.”)

    In Pace

    http://www.bistum-chur.ch/infoblatt/die-heiligkeit-des-ehebandes-wort-zum-nachsynodalen-apostolischen-schreiben-amoris-laetitia/

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  14. Ma non s’era detto basta interpretazioni confuse (Muller)? Per es, la frase “la ferma volontà di vivere in osservanza del vero vincolo matrimoniale in fedeltà allo sposo” a quale sposo si riferisce, al primo o al’ultimo? Se al primo, perché Huonder non dice subito che il penitente deve accettare di vivere astenendosi dai rapporti matrimoniali con il convivente attuale? Se all’ultimo, non sta sbarellando?

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    • Comunque, più che il documento svizzero, sarebbe interessante conoscere il parere di Simon su “La gioia dell’amore che viene vissuta nelle famiglie è anche la gioia della Chiesa” (sottotitolo “Introduzione ad una rinnovata pastorale delle nozze e della famiglia alla luce dell’Amoris Laetitia”), pubblicato il 1 Feb dal Consiglio permanente della Conferenza Episcopale tedesca, in cui il concetto del discernimento operato dal sacerdote viene già accantonato prima ancora di entrare in servizio, ed è sostituito tout-court dalla sottomissione della Chiesa al giudizio della coscienza individuale. Le preoccupazioni di Muller si cominciano a materializzare.

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  15. Se non ho interpretato male quanto scritto nel “De Malo”, ogni adulterio, a parte l’ignoranza invincibile, la non volontà e l’involontarietà, è sempre peccato mortale.

    L’ignoranza invincibile si ha quando una persona non sposata ha rapporti sessuali con una sposata credendola non sposata o quando una persona ha rapporti sessuali con chi non è il coniuge legittimo credendo di averli con il coniuge legittimo: se ci rende conto dell’errore e si prova pena per quello che si è fatto, il peccato resta veniale; se ci si rende conto dell’errore e si prova piacere per quello che si è fatto, il peccato diviene mortale.

    La non volontà si ha si ha quando si è obbligati da altri a commettere adulterio: se si prova disgusto per quello che è successo non c’è peccato, se si prova invece soddisfazione per il piacere sessuale pur non voluto, il peccato è mortale.

    L’involontarietà si ha quando l’adulterio è conseguenza di un nostro comportamento poco accorto quale potrebbe essere l’abuso di alcolici: se l’abuso è incolpevole il peccato è veniale, se l’abuso è colpevole, il peccato è mortale.

    Se un battezzato sposato ignorasse che l’adulterio è peccato mortale, l’ignoranza è colpevole ed il peccato è mortale.

    Se si commette adulterio per compiere una “buona azione”, il peccato è mortale perché è volontario con l’aggravante della malizia e ed più grave dell’adulterio compiuto con azione d’impeto in quanto predispone al peccato contro lo Spirito Santo.

    Infine, che il voler perseverare a vivere in adulterio, pur affermando di farlo a fin di bene, rimanga sempre un peccato mortale, lo affermano implicitamente anche i Vescovi tedeschi quando, autorizzando ad accedere all’Eucarestia coloro che, pur uniti in matrimonio hanno rapporti sessuali con chi non è il coniuge legittimo, scrivono che “il sacerdote rispetterà il giudizio della coscienza individuale, che quella persona ha raggiunto dopo aver esaminato la propria coscienza convincendosi che il suo accesso alla Santa Eucarestia può essere giustificato davanti a Dio”: non si parla infatti di Confessione e di assoluzione dal peccato di adulterio, ma di convincimento della persona di “essere giustificato davanti a Dio”.

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