FELICE COLPA…

Gustave_Dore_The_Vision_of_the_Valley_of_15670Leggevo con attenzione i commenti e in particolare quello di Simon sulla questione della “Felix Culpa”…

Io non ho sufficienti conoscenze per girarla in modo filosofico, ma esperienziale credo si e vorrei dare un contributo sul tema della Felice Colpa che meritò un così grande Salvatore.

La presa di coscienza della “colpa”, dell’errore che si badi bene di per sé è già Grazia, ci pone di fronte al nostro umano limite, ci libera dall’eterna illusione di perfezione, di bontà, di capacità e se vogliamo portare l’idea agli estremi, di essere noi stessi “dio” (quanto meno dio della nostra stessa vita).

La scoperta, la presa di coscienza, la esperienza della colpa (o del peccato se vogliamo) e una scoperta amara, carica di sofferenza, che porta la nostra coscienza (se non è del tutto obnubilata) ad un desiderio di riscatto, anche di perdono, alla possibilità di “riaggiustare” le cose, giacché la nostra colpa spesso infligge sofferenze anche ad altri e comunque distrugge quell’armonia, quell’equilibrio che tanto faticosamente cerchiamo di mantenere…
Ma anche di ciò facciamo fallimentare esperienza… talvolta il riscatto, il perdono, il ricomporre l’armonia ci è DEL TUTTO IMPOSSIBILE! Ci è precluso.

Ecco che l’esperienza è quella del più profondo degli abissi, dell’inferno interiore (ricorda qualcosa detto di recente?), della profonda amara totale esperienza della nostra incapacità, inettitudine… il disgusto di noi stessi.

A volte è solo in questo annientamento ontologico, in questo buio profondo che la Luce di Cristo riesce a farsi scorgere…
Talmente siamo continuamente accecati da mille luci o dalla luce che pretendiamo da noi stessi rifulga,che abbiamo bisogno della profonda cecità, per scoprire che è Lui che ci sporca gli occhi di fango e ci invita ad andare al lavacro, abbiamo bisogno di mendicare. a volte inconsapevoli. il Suo aiuto, che mai ci è negato ma che di fatto rifiutavamo nel nostro delirio di onnipotenza.

Ed eco che FINALMENTE torna a noi la Luce, sperimentiamo il Perdono, veniamo RIABILITATI, scopriamo che c’è la possibilità di REDENZIONE, di RIPARAZIONE anche del male fatto, che il PENTIMENTO ci apre i forzieri della Grazia e della Misericordia Divina… Che se GRIDIAMO a Dio, Dio ascolta!

FACCIAMO PASQUA, gustando la Resurrezione!

Eh si… felice colpa, che mi ha meritato un così grande Salvatore… Felice colpa, che mi ha riportato alla mia realtà di Creatura, creatura decaduta, ma creatura infinitamente amata, creatura benedetta e redenta dal Preziosissimo Sangue di Cristo!
Beata colpa che Dio a permesso perché finalmente, denudato delle mie stesse membra, lorde e destinate ai vermi della terra, fossi rivestito delle Membra di Cristo, alimentato dal Corpo di Cristo, abitato dallo Spirito, così che si potesse compiere la Parola:

«La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.»

Ezechiele 37, 1-14

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Categorie:Sproloqui

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19 replies

  1. OT:

    Qualcuno vorrebbe rispondere per le rime a questo scritto che trasuda confusione fra piani diversi (biologia vs metafisica), epistemologia ridicola e banalità riduzioniste di becero materialismo?

    Riporto uno stralcio:

    “Che altro vuol dire dare protezione all’embrione umano, di per sé accostamento azzardato e non veritiero, se non bollare l’aborto come un delitto e dare dell’assassina alla donna che deve ricorrere, per ragioni terapeutiche, all’aborto?

    E come si può conferire l’aggettivo “umano” a uno sostantivo “embrione” quando è appurato da tempo, grazie ai progressi della scienza, essere un ammasso di cellule indistinte che in prospettiva possono differenziandosi diventare feto che, a sua volta, diventa solo con la nascita, al termine dei nove di gravidanza quando viene espulso dall’utero come fosse un corpo estraneo, essere umano?

    Di fronte a queste assurdità scientifiche, è ampiamente dimostrato che nell’embrione non si è ancora formato il sistema nervoso centrale, si registra il silenzio preoccupante della politica, specie di sinistra, nonché degli intellettuali, dei filosofi, dei letterati e degli scienziati: è il prezzo che si paga all’imposizione del nuovo ordine mondiale fondato sulla credenza religiosa che dietro il fine e subdolo linguaggio gesuita arriva fino a teorizzare che il bambino battezzato non è simile al bambino non battezzato. ”

    http://www.huffingtonpost.it/carlo-patrignani/non-ce-nulla-di-rivoluzio_b_7619518.html

    Guzzo ha già detto la sua, ma manca una demolizione filosofica vera e propria.
    http://giulianoguzzo.com/2015/07/02/lenciclica-che-piace-a-tutti-finche-non-la-si-legge/

    Anyway: what a balls….

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    • Io vorrei solo sapere per iscritto quante donne necessitano dell’aborto per “ragioni terapeutiche” e quali sono le suddette.

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      • Praticamente le ragioni terapeutiche riguardano quei casi in cui sai con certezza che ad un aborto spontaneo che si sta per verificare corrisponderà non solo l’aborto spontaneo ma anche la morte della madre. Ad esempio, se ricordo bene, si possono citare i casi delle gravidanze extrauterine in cui si sa che la situazione nel momento in cui precipita hai tipo 10-15 minuti per intervenire chirurgicamente, altrimenti la donna è morta , che significa che se non si trova in ospedale (ma anche se ci si trova) non ha nessuna possibilità di salvarsi (e il feto neppure, come già spiegato).
        Certamente le ragioni terapeutiche ci sono davvero e non sono nemmeno rarissime. Però non raggiungono sicuramente neanche alla lontana il numero di aborti oggi praticati.

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    • Beh, assassine sono.

      In cosa l’autore stesso non è un ammasso di cellule lui stesso?

      Perché il problema sarebbe scientifico?

      In Pace

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    • @minstrel
      Ma è perché tu magari non hai letto questa http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=72950 e poi, sempre lei, questa http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=70027
      Da un pò mi chiedo COME rispondere, cioè non rispondere alla Merla, ops Merlo, ché il reply non funziona (forse bisogna registrarsi) MA come si affrontano certi argomenti con certa gente. Uno dice “demolisci filosoficamente”, uno dice “distingui i piani”. Ma come si fa con gente che della filosofia se ne infischia e di distinguere i piani ancora meno. Per incapacità? Per cattiva volontà?
      Non saprei e me lo chiedo. Come già detto io non ho avuto nessuna formazione a scuola per la filosofia …. però ad esempio leggo la Merla (che dal suo scritto pare una ex insegnante) e mi rendo conto che in due passaggi demolirei il suo discorso, senza citare filosofi o pensieri filosofici particolari, senza citare ideologie. Senza nemmeno citare la religione. Ma ok: appena apriamo bocca facciamo filosofia, solo che qualcuno non lo sa. La Merla sicuramente non lo sa.
      Può essere quindi che la risposta sia: rispondere con la filosofia senza dire che fai filosofia. Altrimenti ti dicono: “eh ma tu la butti in filosofia! Mentre io parlo di vita reale”.
      Il sottinteso infatti è sempre quello: la filosofia non c’entra niente con la realtà.

      Dunque forse, con certa gente, si deve fare filosofia in incognito.

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    • “Come si può conferire l’aggettivo umano ad un sostantivo embrione?”

      Come si può conferire l’aggettivo ‘umano’ ad un sostantivo ‘cuore’ pronto per il trapianto e trasportato in un frigo per pic-nic? A me quello sembra un ammasso di cellule effettivamente….. Non so nemmeno se, non essendo medico, distinguerei un cuore da un rene o da un fegato….

      Come si può conferire l’aggettivo umano ad un sostantivo ‘sangue’ contenuto in sacche, oppure ad un sostantivo ‘piastrine’ contenute in sacche e poi utilizzate per le trasfusioni? Boh, a me sembrano tutti ammassi di cellule indistinti….

      Può essere, però, che li dicano ‘umani’ perché erano contenuti in un essere umano ? e se non li tiravi fuori restavano lì e continuavano ad essere umani ? (umani secondo il significato aggrovigliato del Patrignani).

      Ma un dubbio mi rimane: se perdo un capello e poi lo raccolgo dal lavandino (che stress)… quello è un capello umano oppure…. un ammasso di cellule con cheratina?
      Quindi, a proposito di violenza sulle donne: se un uomo prende per i capelli una donna e li strappa ….può dire poi davanti al giudice “ma no, ma no, le ho solo strappato un ammasso di cellule indistinte e indifferenziate, di che si lamenta? Vede, in prospettiva forse potevano essere capelli umani, ma, avendoli io strappati ora sono solo cellule che certamente non formeranno una donna” ?
      Eh beh, non farebbe una piega, no?
      Certi intellettuali sono così divertenti…. se non fosse che con le loro teste vuote determinano delle realtà tragiche.

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  2. OT: meanwhile, il prof. Masiero ci fornisce altri motivi per dubitare del riduzionismo, l’insieme di meccanismi che accadono durante la vista sono la vista stessa? Ecco le conclusioni di Wald.
    http://www.enzopennetta.it/2015/07/la-soluzione-di-wald/

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  3. Mo perché stiamo tra di noi…però…pé ddì…se uno dice “felice colpa” può anche dì “maledetto eden” essendogli correlativo.
    Ciò in fedeltà del fatto che l’Eden era un inizio, non un fine, essendo che da lì si doveva comunque salire a Dio.

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  4. OT
    Segnalo app iclesia http://iclesia.com/
    Gratis. Installata, provata, funziona bene. Molto semplice.
    Si può accedere anche se non si è registrati.
    Funzione “cerca iclesia”: inserire il Comune ed escono le iclesie relative, anche se non è detto che siano utilizzate al momento.
    Da registrati si viene definiti “Voce” e si possono tenere memorizzate le chiese (iclesie) , o anche solo la chiesa corrispondente alla propria parrocchia (sempre che il parroco o chi per lui utilizzi iclesia per informare i parrocchiani).
    Ci sono fondamentalmente due ‘luoghi’ virtuali: Bacheca e Sagrato.
    Nella Bacheca vengono messi annunci, appuntamenti, orari, foglietto settimanale scaricabile (alcuni la usano solo per il foglietto).
    Nel Sagrato… si mette quel che si vuole: eventi, foto, racconti, pensieri, auguri, eccetera. Mi sembra di capire che, oltre ai responsabili/parroci che attivano iclesia, possono intervenire tutti, autorizzati o senza autorizzazione secondo il tipo di intervento: presumo che la Bacheca sia riservata a parroco e stretti collaboratori, mentre ovviamente i commenti ai ‘post’, sono aperti a tutti i registrati, come pure il Sagrato credo.

    Carino il filmino di presentazione della app.

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    • Splendida! La provo al volo pure io! 😀

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      • Ho fatto un giro per le ‘iclesie’ d’Italia. La app viene usata ancora poco e a macchia di leopardo (un leopardo poco maculato). Con modalità molto diverse, secondo i casi: chi la usa ogni tanto, chi tutte le settimane, chi offre documenti da scaricare, chi invece li pubblica direttamente, chi mette foto, chi no. Chi usa prevalentemente la Bacheca e chi prevalentemente il Sagrato. Chi affida la iclesia parrocchiale al prete e chi ai laici (necessaria comunque è l’autorizzazione, previo controllo credenziali, dallo staff di iclesia.com e una volta nominato l’amministratore sarà necessaria la sua autorizzazione).

        C’è chi pubblica telegraficamente e chi ci scrive dei mezzi romanzi (ma chi li legge?). Chi ha molti iscritti e poco materiale, chi ha pochi iscritti e molto materiale.
        Due esempi di usi moderati, ma abbastanza diversi:
        Dalla app:
        Selezionare Bologna
        Cliccare poi Basilica di San Francesco
        Selezionare Milano
        Cliccare poi Convento Sant’Angelo

        Nella mia opinione è un app che si potrebbe davvero usare in modo proficuo per ricordare incontri ed appuntamenti, oltre che per mettere online documentazione scaricabile. Ci faccia un pensierino chi sta lavorando sul GENDER: un posto in più dove essere visibili con articoli e documenti. (se però in parrocchia nessuno ha installato la app… nessuno leggerà).

        Ho visto che c’è anche sezione “sostenitori”. Con un contributo (credo libero) le aziende possono pubblicare la loro pubblicità nell’apposito spazio. (aperto solo ad aziende che operano in settori compatibili con la morale cristiano cattolica).
        Attualmente sul google store segna “oltre 1000 download”. Quindi direi pochini… no?
        Fine recensione.

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