Papa Francesco in linea con Croce-Via (e viceversa)

Carissimi utenti ed amici,

fantastica notizia, sembrerebbe che Papa Francesco si sia dato la pena di leggere tutti gli articoli di Croce-Via sul Sinodo della Famiglia e, cosa più importante, di averne tenuto conto!  😉

Nella sua ultima intervista concessa alla giornalista Valentina Alazraki dell’emittente messicana Televisa, di cui potete trovare l’integralità in formato PDF su Vatican Insider, ha fatto un paio di affermazioni che sono perfettamente in linea con quanto da noi affermato su questo blog da due anni in qua. Una prova supplementare, se bisogno ci fosse, dell’integerrima sicurezza dottrinale del vostro blog preferito!

Questo Papa vi svela quel che già affermavano nel nostro primo post in assoluto al soggetto “Il Sinodo per la Famiglia : alla barba dei soliti mesti tradi-protestanti e dei soliti illusi progressisti”  già il 7 novembre 2013. Ad esempio quando ricorda: ” credo che il Signore voglia che noi affrontiamo questo: preparazione al matrimonio, accompagnamento di coloro che convivono, accompagnamento di coloro che si sposano e conducono bene la loro famiglia, accompagnamento di quelli che hanno avuto un insuccesso nella famiglia e hanno una nuova unione, preparazione al sacramento del matrimonio, non tutti sono preparati. E quanti matrimoni che sono fatti sociali sono nulli! Per mancanza di fede.”  Il centro è quindi proprio quello che avevamo già notato fin dall’inizio quando concludevamo “Più nessuno può dire che la Chiesa cattolica del pontificato di Francesco non annunci la buona novella sul matrimonio e sulla vita.”

Ma il passaggio il più bello è quello dove il Papa sembra quasi ripetere, papale papale, quel che noi affermavamo in “Farisaismo te(cn)ologico” il 25 gennaio 2014 e cioè quando ci ponevamo retoricamente la domanda se “C’è davvero bisogno di strumentalizzare la Comunione e la Confessione e farne degli amuleti magici, nuova tecnologia e antica superstizione?”. Ecco cosa ci risponde il Santo Padre: ” Come integrare nella vita della Chiesa le famiglie replay? Cioè quelle di seconda unione che a volte risultano fenomenali…. mentre le prime un insuccesso. Come reintegrarle? Che vadano in chiesa. Allora semplificano e dicono: «Ah, daranno la comunione ai divorziati». Con questo non si risolve nulla. Quello che la Chiesa vuole è che tu ti integri nella vita della Chiesa. Però ci sono alcuni che dicono: «No, io voglio fare la comunione e basta». Una coccarda, una onorificenza. No. Ti devi reintegrare”

E poi quando il Santo Padre continuando la sua riflessione afferma ” C’è bisogno di integrare. Se credono, anche se vivono in una situazione definita irregolare e la riconoscono e l’accettano e sanno quello che la Chiesa pensa di questa condizione, non è un impedimento. Quando parliamo di integrare intendiamo tutto questo. E dopo di accompagnare i processi interiori sembrerebbe, almeno a me, andare nella direzione della nostra proposta, in linea con il card. Schönborn, ultimamente ancora espressa in  “Divorziati Risposati: la Proposta di Croce-Via per una Unione di Grazia” il 12 ottobre 2014. Dalla lettura dell’articolo ne deduciamo che ci sarà spazio per le conferenze episcopali, asseconda delle peculiarità locali, se accettare o meno un padrino divorziato risposato, ma non sulla questione dell’Eucaristia.

Con questa intervista il Santo Padre riquadra tutte le false aspettative di chi si lascia ammaliare dal Scilla modernista rappresentato dall’episcopato tedesco ed i satanici timori di chi si lascia separare dalla Chiesa di Cristo dal Cariddi dell’eresia tradi-protestante di stampo scismatico lefebvriano.

Meglio capiamo ora il perché delle affermazioni disordinate che avevamo ultimamente denunciato in “Il Card. Marx: Tentativo di Anschluss Germanico del Vangelo?”Chiaramente quel che desidera il Cardinale non è quel che vuole Papa Francesco.

Questa intervista ci riconferma la giustezza della nostra acclamata felicità alla fine del Sinodo straordinario del 2014 sulla famiglia, in “Primo Sinodo della Famiglia: Happy End” .

Credo la Chiesa, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica.

Oremus et pro Pontefice nostro Francisco.

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

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25 replies

  1. Scusate se faccio l’ “avvocato del diavolo” : ma allora i tanti che si aspettavano dei “cambiamenti della prassi” , delle novità sostanziali, delle aperture della “pastorale”, insomma la comunione ai divorziati risposati, e magari l’ammissione nella Chiesa delle coppie conviventi non sposate e magari omosessuali, si chiederanno. valeva la pena fare il Sinodo , con grancassa mediatica al seguito, fiumi di inchiostro scritti dai vaticanisti, libri scritti dai teologi , litigi fra cardinali, per lasciare le cose sostanzialmente come stanno?
    Scusate ma se il Papa non voleva cambiare NULLA, sul tema dei divorziati risposati e della famiglia , avrebbe indetto il Sinodo della famiglia? Un contentino dovrà pur darglielo ai riformatori o no?
    Purtroppo i cambiamenti ci saranno, caro Simon, vedrai che ci saranno. cambiamenti radicali spacciati per cambiamenti “pastorali”. Troppe aspettative, troppa carica emotiva e simbolica sono state caricate su questo Sinodo per poter concludere”Andava bene quello che la Chiesa ha insegnato e fatto fino ad ora proseguiamo così”. No qualcosa si dovrà cambiare per forza, lo esige lo “spirito dei tempi” al quale il papa Francesco sembra essere molto sensibile.

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    • Penso che valeva la pena di fare i sinodi perché bisogna rimettere i riflettori della Chiesa sulla famiglia in quanto tale.
      Quanto alla direzione che il Santo Padre sta indicando non c’è niente che infici le fondamenta della nostra fede e si focalizza sulla reintegrazione di chi desidera, ma senza guardare alla Comunione come a qualcosa di dovuto, o ad una panacea universale (cioè è ormai pubblicamente chiaro che non segue più l’estremo Karsperian-Marxista). Certo ci saranno grandi libertà lasciate alle conferenze episcopali per valutare il significato di integrazione in ogni caso: ma per Papa Francesco la vera integrazione è la conversione profonda dei cuori di tali divorziati risposati, questo è ormai chiaro e lo seguiamo completamente su questa linea.
      Ancora una volta, come già espresso in altri blogposts secondo noi tutta questa “manovra” era necessaria per permettere alle istanze centrifughe come quelle tedesche di esprimersi e di sentirsi ascoltate, ma al tempo stesso di rendersi conto quale è la Fede cattolica di tutta la Chiesa universale.
      Se si evita lo scisma colle Chiese tedesche ossessionate dal Kirchensteuer, allora tutto ciò ne valeva la pena.
      In Pace

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  2. Muchas gracias a Su Santidad por el honor que nos concede! 😉
    Caro Giacomo, ribadire il Magistero e dare alla Chiesa l’occasione di approfondirlo non è esattamente lasciare le cose come stanno. Non so se Papa Francesco sia sensibile allo “spirito dei tempi”, dalle sue parole traspare semmai che sia affezionato al Magistero. Non prevaelebunt.

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    • Infatti.
      “Qualcosa dovrà cambiare”.
      Probabilmente cambierà che i cattolici dovranno capire meglio magistero, dottrina e quant’altro serve per dirsi cattolici.
      E probabilmente cambierà che si troverà il modo migliore di spiegarglielo tramite i pastori ed accorgimenti vari.
      E probabilmente cambierà che molti pastori dovranno confrontarsi senza scusanti con l’insegnamento verace della Chiesa, e non con interpretazioni “creative”.
      Il tutto ribadito in diretta mondiale e ri-spiegato ai contemporanei.
      Nel 2015.
      Probabilmente cambierà anche la visione della legge: forse si riuscirà a far comprendere meglio la sua valenza d’amore per l’uomo e non punizione.
      Non praevalebunt
      (e spero di averlo scritto giusto).

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  3. Si puó, sorvolando certe azioni di Francesco, rispondere a Giacomo che il realtá quello che lui critica sia stato solo la “tattica” del Papa per affrontare certa parte della gerarchia che voleva mettere in pericolo la dottrina. Si puó rispondere a Giacomo di fronte ai suoi timori sul futuro, che nel Sinodo I nonostante tutti gli sforzi le cose siano andate dritte. Si puó pensare, lasciando da parte che cosa vuol dire “integrare” alla chiesa i divorziati risposati, che la proposta di lasciarli fungere da padrini nei battesimi sia una strategia pastorale che potranno valutare i nostri nipoti. Quel che non capisco Simon e che tu riproduca senza nessun commento (e dal titolo quasi facendo tua ) questa affermazione:

    “E quanti matrimoni che sono fatti sociali sono nulli! Per mancanza di fede”

    Questo in bocca del Papa é gravissimo. E come se il capo della polizia dicesse Quanti dei nostri arresti sono sbagliati perche crediamo a testimoni falsi! e non facesse niente. Ci voglono due sinodi sulla famiglia, dove l´attenzione va alle famiglie, fallite per prendere provvedimenti su questo problema? E per caritá fraterna dimentichiamo quale importanza dava alla Fede per ricevere i sacramenti il precedente vescovo dei Buenos Aires.

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    • Non è gravissimo per niente: si rifà ad un’opinione sostenuta anche dall’allora Papa Ratzinger.
      Dato che il matrimonio sacramentale ha bisogno dei due ministri, che sono gli sposi, per poter essere celebrato, ancora bisogna che tali ministri abbiano l’intenzione di fare quel che la Chiesa vuole che sia fatto, e questo può davvero essere messo in dubbio se essi non hanno la fede.
      Personalmente sostengo questa ipotesi anche perché sono convinto che la vita sacramentale sponsale è un cammino vocazionale al quale chiama personalmente il Cristo tramite la sua Chiesa: e in effetti la Chiesa deve testimoniare della validità di tale appello.
      Comunque su queste cose il Magistero non si è ancora pronunciato e forse non è ancora il tempo che si pronunci: noi abbiamo fiducia nello Spirito Santo che guida la Sua Chiesa.
      In Pace

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    • Chi è Basilio Petrà? (autore dell’articolo)
      http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/petra-famiglia-familia-family-35228/
      Vatican Insider dice “don Basilio Petrà, sacerdote che insegna Teologia morale nella Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze e di Teologia ortodossa presso il Pontificio Istituto orientale di Roma, è il massimo esperto in Italia dello studio del tema della condizione dei divorziati e risposati nella Chiesa e nelle Chiese, in parallelo tra la disciplina delle Chiese orientali e della Chiesa cattolica”.

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      • Mi sto chiedendo….è possibile che un esperto del genere commetta certi errori di interpretazione rilevabili perfino da me che di teologia e di Sinodi ne so quanto di…astrofisica ? o_O

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    • Ma figuriamoci: quella è quell’altra tendenza progressista specularmente tanto poco cattolica quanto i tradizionalisti criptolefebvriani.
      Stesse tendenze che tale Grillo che racconta che il sacramento del matrimonio muore quando gli sposi non si amano più: insomma questo è il livello.Nihil novum sub solem: non è con questi approcci “svitati” rispetto alla Chiesa cattolica, che si potrà fare avanzare il discorso e trovare soluzioni ortodosse alla giusta problematica sollevata dal Santo Padre.
      In Pace

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      • L’intervista messicana unita all’omelia di Santa Marta di oggi secondo me fa capire piuttosto bene il pensiero di Papa Francesco
        http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/santa-marta-39794/
        E questa «storia», ha denunciato Francesco, capita «tante volte» anche oggi: «Un uomo – una donna – che si sente malato nell’anima, triste, che ha fatto tanti sbagli nella vita, a un certo momento sente che le acque si muovono, c’è lo Spirito Santo che muove qualcosa, o sente una parola o… “Ah, io vorrei andare!”… E prende coraggio e va. E quante volte oggi nelle comunità cristiane trova le porte chiuse: “Ma tu non puoi, no, tu non puoi. Tu hai sbagliato qui e non puoi. Se vuoi venire, vieni alla Messa domenica, ma rimani lì, ma non fare di più”. E quello che fa lo Spirito Santo nel cuore delle persone, i cristiani con psicologia di dottori della legge distruggono».

        «Tu chi sei che chiudi la porta del tuo cuore a un uomo, a una donna che ha voglia di migliorare, di rientrare nel popolo di Dio, perché lo Spirito Santo ha agitato il suo cuore?».

        In vari interventi Francesco incoraggia i cattolici lontani a rientrare nella Chiesa (e le comunità ad accoglierli pienamente) in maniera “più attiva” – in modo da favorire una conversione e la comprensione che si è nella Chiesa anche ci si trova in posizioni irregolari. In nessun intervento si rileva che Francesco voglia intendere che quella maniera “più attiva” sia distribuire a chiunque la Comunione. Anzi, dice praticamente: rientra e datti da fare. E a quelli belli perfetti con la puzza sotto il naso dice: accogliete e aiutate questa gente che ne ha bisogno.

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        • Infatti, quel che il Papa ci dice è occuparsi di chi desidera reintegrarsi sul serio.e che reintegrazione non significa comunione automatica, ridotta a medaglia al valore: poi al seguito di questa reintegrazione ognuno evolve personalmente e spiritualmente coll’aiuto della Chiesa e ad ogni sacerdote, come già adesso, di giudicare ogni caso particolare con misericordia e, in certi casi, concedere assoluzione e comunione, ad esempio se vivono come fratelli e sorelle.

          Quel che non capisco però, è dove mai il Santo Padre possa mai aver incontrato sacerdoti che chiudono la porta in faccia a chi si vuole reintegrare: sembra che in Argentina ci siano strani comportamenti clericali che noi non conosciamo in Europa.

          In Pace

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          • Secondo me non si rivolge tout court ai sacerdoti, ma alle comunità parrocchiali in generale e vuole mettere l’accento su atteggiamenti variamente osservabili (vedi anche online) di chi si preoccupa di sapere se tal persona o tale coppia è in regola o no, se sta peccando o no, eccetera (cosa di cui dovrebbe occuparsi solo il parroco).
            Questo atteggiamento può determinare nella pratica che delle persone non vengono invitate di proposito a partecipare a certe attività parrocchiali (varie ed eventuali) alle quali vengono ammessi solo “i perfetti”.
            (di certo non si potrà invitare un divorziato risposato a condurre un corso di preparazione al matrimonio…ma ci sono tante altre cose da fare in parrocchia, tanti contesti che possono aiutare una conversione. Inoltre chi si trova in quella situazione potrebbe anche portare la sua testimonianza in corsi di preparazione matrimoniale…perché no?)

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            • Eh, si, purtroppo la “polizia parrocchiale” è sempre abbondante e attiva. Capita in ogni gruppo indipendentemente di quanto siano sane le interazioni tra i soggetti: c’è un codice non scritto, tutti sono tenuti ad aderirvi e a modo di esempio e deterrente si individua all’interno del gruppo un capro espiatorio, tutto ciò senza mai essere verbalizzato. Il Papa prima di Natale aveva dedicato un’omelia a S. Marta al “servizio che diventa potere” (se la trovo la linko) in cui trattava se non ricordo male queste dinamiche. Sta’ al buon senso del Parroco disinnescare questo meccanismo perverso mettendolo in luce. Nel caso dei divorziati risposati,va fatto ben presente ai parrocchiani, soprattutto a quelli più “dentro” alle attività della comunità, che l’unica strada per la conversione del peccatore è proprio la partecipazione alla vita parrocchiale e che ciò che si persegue è proprio la conversione. Ma a tanti “buoni cristiani” non va proprio giù che il Signore possa fare più festa per un peccatore pentito che per 99 giusti.

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            • Secondo me state raccontando un film che io non ho mai visto. Nessuno vuole i perfetti in chiesa, quello che non si vuole è dare la comunione ai divorziati risposati. Questo è il problema, sollevato da Kasper e compagnucci vari al sinodo. Altri problemi non ne ho mai sentiti.

              Mio fratello è divorziato risposato e non si è mai lamentato del fatto che non è accolto in parrocchia, anche perché sarebbe ridicolo se solo provasse a lamentarsi. Si lamenta, invece, del fatto che la chiesa non dà la comunione a quelli come lui. La comunione è il problema, non altro. E, francamente, proprio non capisco quello di cui sta parlando papa Francesco.

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          • No caro Simon qui in Argentina i preti fanno festa quando qualcuno entra in Chiesa. Siamo sempre gli stessi ogni settimana piú vecchi. I giovani vengono per i sacramenti e poi spariscono fino l´evento sociale del matrimonio, poi il battesimo dei bambini e in último forse andranno alla capella del cimitero prima di essere seppelliti.
            Mi spieghi cosa sia la reintegrazione alla Chiesa?

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            • G. : “un film che io non ho mai visto”
              Probabilmente è per questo motivo che Papa Francesco insiste su una maggiore partecipazione delle donne nella vita della Chiesa.
              Guarda caso io e Lidia siamo donne e il film l’abbiamo visto.
              (Anzi…spero di non essere indelicata verso di lui….ma veramente questa storia l’aveva scritta pubblicamente e l’ha vista direttamente sulla pelle di sua madre un ragazzo che ogni tanto interviene su Croce-via. E che ad un certo punto della vita è diventato ateo. Ok decisione SUA e responsabilità SUA. Comunque qualche aiutino da qualche cattolico perfettino ce l’ha avuto).
              A me interessa vedere dove sbagliamo noi “dal di dentro”. Come possiamo migliorare, come accogliere i lontani. E trovo sensato ciò che dice il Papa. La cosa non riguarda solo i divorziati risposati. Certi andazzi esistono indubbiamente. Poi ci sono molte differenze tra parrocchia e parrocchia, esperienze buone ed esperienze cattive, però….chi non ha mai assistito a “quel film”….secondo me dovrebbe farsi una visita agli occhi.
              O forse al cuore.

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            • @ trinity

              Chiacchiere destituite di ogni fondamento. In che cosa sarebbero discriminate o punite le persone divorziate e risposate? Non ho mai sentito cose del genere, non esistono, sono falsità. La stessa cosa vale anche per le persone omosessuali, che non sono MAI state allontanate per la loro omosessualità.

              Non ho mai visto cattolici perfettini che allontanano qualcuno dalla chiesa. Vedo, invece, qualche cattolica in vena di fare la morale e di esprimere giudizi sulle persone, come al solito. Io non mi sono MAI permesso di farti la morale, tanto meno di esprimere giudizi sulla tua persona. Vedi di fare altrettanto, sarebbe già un buon inizio.

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              • Ma dai Giancarlo… non hai mai visto cattolici alontanare ecc. ecc.
                Beato te (mi pare che vedi questo o quello a seconda delle opportunità… certo ti è più facile vedere i limiti dell’azione e del dire del Santo Padre…).

                C’è modo e modo di allontanare le persone che non sia fisicamente o con un pubblico atto di libello… 😦

                Occhiate di traverso, risposte acide, giudizio palpabile, bisbigli dietro le spalle e la lista si allungherebbe.
                O credi che “noi” cattolici nelle nostre parrocchiette (perché di quelle parliamo…9 siamo esenti da simili umane bassezze?

                Beh cmq tieniti forte… io si ne ho fiste persone allontanarsi (se non allontanate,,,) per motivi simili o anche di ben più gravi e seri, che non mi pare proprio il caso di riportare…
                Da noi si dice “scendi dal pero”… 😉

                Poi attento con “io non mi sono MAI permesso”… forse rispetto trinity, ma potrei riportare dei tra virgolette di tuoi infelici passaggi (come tu probabilmente di alcuni miei…).
                E’ sempre rischioso porsi dalla parte di chi è senza peccato e per questo chiede di essere trattato con rispetto… (non l’hanno fatto neppure con Nostro Signore… sei tu meglio di Lui?)

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            • oh, io ho frequentato Messe in tre paesi, Italia Uk e qui in Brasile; le Messe desertiche le ho viste solo in Italia. Letteralmente stracolme in Uk (prevalentemente immigrati nigeriani e polacchi di prima o seconda generazione) e qui in Brasile(autoctoni a parte il qui scrivente e qualche altro latinoamericano di passaggio che recita il Padre Nostro in portunhol) , nonostante la concorrenza spietata di evangelici e vari altri culti strambi (dai classici tipo umbanda e candomble’ ai nuovi arrivi che manco sapevo esistessero; tipo qua va tantissimo lo spiritismo di tal Kardec).

              Approfittando del real favorevole conto di venire in visita pastorale a Buenos Aires, verifichero’!

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