For Men Only in Quaresima: Croce Portata e Croce che Porta

lacroce

Dalle mie parti si distingue(va) il cattolico dal protestante asseconda della croce che porta(va): se c’è il crocefisso allora abbiamo un cattolico se invece non c’è allora abbiamo un protestante. Eppure, secondo me, bisognerebbe sempre avere a casa, in un angolo privato, una croce in legno senza crocifisso, nel senso che quella dovrebbe simboleggiare la croce nostra propria, che dovremmo amare e non fuggire, abbracciarla e portarla con solerzia: ovviamente con spirito sportivo e non piagnucolante, visto che siamo nella categoria For men Only, dopotutto.

Ma prima torniamo al Deserto: è tempo di Quaresima e noi maschi dobbiamo tornare nel Deserto delle nostre origini maschili con Gesù e assieme a Gesù dobbiamo ivi lottare contro il desiderio di sensualità rappresentato dal cibo offerto da Satana, contro il desiderio smoderato di successo e contro il desiderio di potenza e di non obbedire a Dio stesso e non renderGli culto. E qui, noi uomini veraci, capiamo in modo assolutamente unico queste tentazioni alle quali troppo spesso ci sottomettiamo con tutte le buone scusanti del mondo: quanto ci disperiamo per l’insicurezza del lavoro; a quante negoziazioni colla nostra coscienza ci lasciamo andare per giustificare colla necessità del cibo da riportare a casa i nostri comportamenti spesso immorali per piacere ai superiori o ai clienti; o se siamo senza lavoro quanto ci lasciamo andare alla tristezza e alla passività!

Anche la seconda tentazione ci parla moltissimo: siamo tutti alla ricerca della riconoscenza dei nostri pari, il nostro successo professionale si identifica con il nostro “io”, la carriera è il nostro idolo e uccideremmo padre e madre per arrivare alla nostra meta e se questa meta ci è tolta per via delle circostanze della vita, allora ci sentiamo come svuotati dal di dentro e come aventi perso significanza ai nostri stessi occhi; e la terza tentazione, quella del potere e di prendersi per degli dei, rifiutando l’obbedienza che ci sembra essere come una svalorizzazione  di chi noi siamo, eminenti scimmioni capo`tribù; mentre il rifiuto di ammettere una regola al disopra di noi che ci informi è anche tipicissima, specialmente quando rifiutiamo gli scacchi nella vita di cui le prime due tentazioni sono simbolo.

La risposta di Gesù è sempre la stessa nei tre casi: rimettersi totalmente a Dio senza condizioni e senza aspettarsi niente in controparte, infatti nel Vangelo non è pane che Dio ci darà per forza ma la Sua Parola; non ci garantisce nessun successo personale, ma l’evitare l’ira di Dio; e non ci evita nessuna autonomia da Dio, ma, bensì, la realizzazione della Sua Volontà.

In altre parole per riprendere una riflessione già compartita con voi: andare virilmente in Quaresima ( e nella vita “reale”) vuol dire realizzare che non c’è nessun dovere per Dio di risolvere i nostri problemi e che noi non abbiamo nessun diritto di pretenderlo, vuol dire diventare adulti responsabili nella fede, cioè maschi veri, uomini del deserto che non piagnucolano ma che cercano di capire quale sia la Volontà del Padre a prescindere ogni altra considerazione e a fare di tutto per metterLa in pratica. Andare in Quaresima vuol dire lasciar perdere papà “Stato” e mamma “Buona Sorte” per finalmente incontrare spavaldamente quella croce senza crocefisso che ci aspetta.

Non riusciamo a risolvere tutti i problemi che ci capitano sulla testa, e nessuna teoria li risolverà, ma rimaniamo coscienti che il Signore ci accompagna, mentre da adulti responsabili sappiamo che le croci non ci saranno per forza tolte un giorno e forse dureranno tutta la vita: il Signore non ci toglie sempre le croci ma sempre pianta la Sua in mezzo alle nostre e ci indica un segreto che vorrei compartire con tutti voi cari amici:

se portiamo le nostre croci con passione, sportivamente e virilmente, di sicuro un giorno tale fatica ci sarà risparmiata: sarà la nostra stessa croce a portarci fino alla fine e oltre.

In Pace

 

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Categorie:For Men Only

85 replies

  1. Grandioso post , Simon. Condivido ogni virgola. Perché la vita è dura e mai nessun comunismo o ideologia di qualunque provenienza riuscirà mai a ristabilire quel paradiso in terra da cui un giorno siamo stati cacciati. E, però, la vita è anche bella, caro amico; dura, che ti fa piangere qualche volta (anche se di nascosto!), ma bella. Si, perché è bello vedere i propri figli che crescono forti e sani sotto la tua protezione, mentre la moglie tira avanti la casa con serenità e dando gioia a tutta la famiglia. Bella, anche quando ci si accorge che passano gli anni e non si è più quelli di prima. Bella, anche quando capisci che non riuscirai mai a realizzare tutti i sogni che avevi a lungo coltivato. Perché ormai sei un maschio vero ed i sogni di bambino li hai abbandonati per dedicarti all’unica cosa che conta: rendere gloria a Dio offrendogli te stesso, i tuoi figli e tutta la tua vita.

    A proposito di vita offerta, di maschi veri, di quaresima e di croce: invito tutti a guardare con profonda ammirazione, gratitudine e venerazione a tutti i cristiani, uomini e donne, che in questi giorni vengono uccisi in ogni modo dagli indemoniati dell’isis. Che il sangue di questi nuovi martiri possa fecondare e riportare all’antico splendore la chiesa e la civiltà cristiana. Che possano essere per noi di esempio.

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  2. ma la croce è quotidiana non è solo in Quaresima…………………………

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  3. Caro Simon, le tue bellissime riflessioni sullo “spirito maschile” non suscitano, a quanto pare, molta attenzione. Eppure sono pregnanti, profondamente vere. Provo a riproporre alcuni dei concetti che ho sentito risuonare nel tuo post.

    Una volta, quand’ero bimbo, ero solito sentir dire dai nonni: “Siamo nel mondo per patire!”. Ecco, oggi non si sente più dire questa cosa; abbiamo perso la coscienza della nostra condizione esistenziale. Abbiamo dimenticato che siamo stati cacciati da quel paradiso in cui non c’era fatica, non dolore, non lacrime, e tutto era in piena armonia con il nostro essere. Oggi si crede che la peggiore sciagura sia essere povero o, comunque, sofferente; e si pensa di avere diritto al benessere, alla salute, alla felicità. NON E’ COSI’. E’ vero che Dio ci ha creati per la gioia Sua e nostra, ma, per colpa nostra, noi abbiamo perso la nostra natura originale e siamo diventati dei poveri mortali. LA SOFFERENZA, cui noi tutti siamo sottoposti, E’ LA MEDICINA che Dio ci ha dato per aiutarci a recuperare la salute spirituale. Ecco allora come risultino molto sagge le tue parole, quando senza mezzi termini, ci ricordi che LA CROCE CI ASPETTA!

    Ci aspetta tutti, naturalmente, uomini e donne. A noi uomini ci aspetta nel deserto, per salvarci dalle tentazioni di satana che vorrebbe toglierci la sofferenza, la fame, la solitudine, la preghiera, la relazione con Dio. Vorrebbe illuderci, satana, che la sofferenza è inutile, che non è giusto soffrire, che è da stupidi soffrire. Noi, uomini veri, sappiamo invece che a volte è necessario soffrire. E’ ineludibile la sofferenza, e bisogna amarla quando viene da Dio. Non cercarla, non invocarla, ma amarla quando viene. Perché è il mezzo per la nostra salvezza. Si chiama SACRIFICIO, altra parola oggi abbondantemente dimenticata, ed è una SPECIALITA’ PRETTAMENTE MASCHILE. Ma sono tante le specialità maschili oggi dimenticate, per non dire disprezzate, che invece dovrebbero costituire il bagaglio culturale e morale di ogni vero maschio. Ne parlavo, qualche giorno fa, in questo commento rivolto a trinity, ma nessuno ha sentito il bisogno di rispondere:
    https://pellegrininellaverita.com/2015/02/01/nel-deserto-di-adamo-for-men-only/comment-page-1/#comment-11579

    Sacrificio, dicevo, ma anche senso del dovere, regole, giustizia, educazione, repressione, uso della forza, onore, coraggio, giuramento, fedeltà, gerarchia, potere, autorità, responsabilità. Che fine hanno fatto, oggi tutte queste cose? Qualcuno si preoccupa di insegnarle ai propri figli maschi? Guai! Ai maschi, oggi, si insegna ad abbassare i toni, a rinunciare, a fuggire la guerra anche quando necessaria. Si insegna loro a mostrare i propri più intimi sentimenti, ad aprirsi, a pavoneggiarsi addirittura. Si intima loro di imparare dalle femmine e, qualcuno, si spinge fin quasi a chiedere scusa di essere maschio. Essere effeminati oggi è un pregio, qualcosa in più. Se coltivi una personalità forte, risoluta, aggressiva quando serve, sei subito un fascista, uno da emarginare, da disprezzare o, al massimo, da compatire. Non importa se sei al servizio della giustizia, della verità. Non importa la sostanza, ciò che conta è la forma. E deve essere una forma femminile, naturalmente.

    Responsabilità, l’ultima delle specialità maschili. Perché essere maschio non significa non sbagliare mai; anche noi sbagliamo, come le femmine. Più delle femmine, forse. Ma sappiamo farci carico, sappiamo rispondere delle nostre scelte. E SANNO PAGARE, I MASCHI VERI, LE CONSEGUENZE DEI LORO SBAGLI.

    Adulti responsabili, diceva Lidia in un bellissimo post. Sono i maschi veri, aggiungo io.

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    • Beh, For Men Only va contro 2 e tot secoli di tendenze femminilizzanti: è il prezzo della clericalizzazione nella Chiesa e dello Stato hegeliano moderno, concepito in modo materno.

      Una società che non fa più figli è una società che non è più maschile, che non vuole continuarsi ma vuole socialmente e storicamente suicidarsi: non per niente aumenta la propaganda del figlio unico e dell’omosessualismo, tutte teorie destinate a terminare la società occidentale post-cristiana che si odia profondamente.

      Ma, nessuna paura: musulmani, cinesi ed indiani prenderanno il posto e convertendosi daranno nascita a nuove civilizzazioni cristiane nei prossimi secoli.

      Quanto a noi, facciamo dove siamo quel che dobbiamo fare con Carità, vivendo della virtù della Speranza.
      Grazie Giancarlo per i tuoi positivissimi commenti 🙂
      In Pace

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      • Carissimo Simon, scopro comunanza di vedute con te che non osavo sospettare.

        Tornando in topic, niente di nuovo sotto il sole. La situazione storica attuale non è diversa da quella crepuscolare della fine dell’impero romano. Come gli antichi romani, siamo una civiltà molle e corrotta fino al midollo ed i popoli che sono fuori, ai nostri margini, se ne stanno accorgendo. Non credo che scherzino i musulmani quando dicono che vogliono invaderci e sottometterci. Non hanno fatto i conti con l’Oste però. Come gli antichi barbari, una volta penetrati fin dentro le nostre istituzioni, resteranno abbagliati dalla bellezza della nostra civiltà e, di fronte al vicario di Cristo, si inginocchieranno e si faranno cristiani. Nuovi popoli, nuova energia che riscuoterà dal suo torpore la gloriosa civiltà cristiana. E sarà una nuova era di pace.

        Purtroppo siamo nati con un secolo di anticipo sull’era di pace profetizzata a Fatima.

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    • mi spiace se le femmine sbagliano è dall’incrocio di maschio non valorizzante
      e tutti sbagliamo okkei maschi e femmine il peccato è similmente cosparso credo, cmq le donne le femmine son maggiormente dotate di tenerezze e amorevolezze al di là di visioni terrestri, son + caritatevoli negli ambiti prossimistici profetesse in patria in casa dove è + difficile portare giogo dovere amore carità……….

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    • E che cosa ti dovevo rispondere Giancarlo??
      A parte che a volte mi sfuggono dei commenti ma….che cosa vuoi che ti dica? Che secondo me hai frainteso molti blogpost della serie For Men Only? Per me tu fraintendi molto in senso maschilistico.
      Se ogni tanto ci infili una frase giusta, non significa che hai capito il senso di “virile”.
      Perciò capisco bene quando Lieta interviene e protesta.

      Vuoi sapere quello che ti rispondo io? Leggi quello che ti risponde Lieta: sottoscrivo TUTTO.
      E poi Giancarlo, non capisco: qui dovete dialogare tra uomini o no?
      Qualche commento femminile è “facoltativo” e non dovrebbe determinare la direzione delle discussioni.
      Che cosa volevi sapere esattamente da me?

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      • Ma, cara trinity, anch’io sottoscrivo i commenti di lieta in questo post. Come Simon, anch’io credo che la femmina sia il culmine della bellezza della creazione, più perfetta del maschio in tutto. E’ la femmina che porta il maschio sulle alte vette, non il contrario.

        Se oggi la maggior parte dei maschi è maschilista, schifosamente effeminata, vile, prepotente, violenta ed irresponsabile, questo, secondo me, è dovuto al femminismo che ha voluto portare la relazione maschio/femmina sul piano dello scontro per la conquista del potere. Scontro che il maschio ha perso da molto tempo ormai, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

        Diciamo la verità, era meglio quand’era peggio e le femmine stavano sottomesse. Ma ci torneremo, grazie a Dio.

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        • “se oggi la maggior parte dei maschi è maschilista, vile, violenta e irresponsabile questo è dovuto al femminismo”

          Ecchelo là. Adamo docet.

          Cmq non ho ancora capito che cosa volevi sapere da me (che ti lamentavi della mia non-risposta)

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          • “femmine sottomesse”
            Sottomesse a chi? A uno che piagnuccola che il femminismo gli ha fatto la bua?
            Svegliaaaaaaaaa 😀

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            • Trinity, a me il femminismo non ha fatto alcun male. perchè io sono un vero maschio. Italiano, per giunta. Si può chiedere di più?

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  4. e basta coi maschi adulti responsabili, lo sottolineate sempre perkè le femmine responsabili lo son fin dalla nascita di solito. è qua ke la sottolineatura del gender mi rompe, da adulti maschi e femmine si sa ke si deve essere responsabili, ke voi maschietti ve lo dovete ricordare a kiakkiere lo si sa, siatelo anke nei fatti reali, concreti.
    o almeno la maggior parte non lo è in visa di effetti erotici inappellabili ke li dispensan dalla ragione, e di solito irresponsabili lo son quelli ke lo proclamano virilità a parole, i fatti dovrebbero essere azioni vere e silenti concrete…………………

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    • Beh… sì!
      In Pace

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    • ke voi maschietti ve lo dovete ricordare a kiakkiere lo si sa

      AMEN!!! Lieta, vedi questi post così: una serata fra maschi che, fra un bicchiere di rosso strepitoso e una fetta di salame d’altura, sorridono al futuro picchiandosi pugni sulle spalle e ricordandosi il proprio essere al mondo.

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      • Secondo me ci devi ancora entrare nel post.

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        • Probabile. Come mi sembra certo che certe cose sull’ “essere responsabili” ci piace un sacco dircele, mentre le donne tutto d’un pezzo di solito non parlano di quel che è normalissimo per loro.

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          • certo non sono d’un pezzo sono a pezzi mentre voi siete fortissimi virilissimi e se ti pare normale subire meschinerie scusate siete tutti uguali, pensavo di poter parlare n’attimo e portare croce pesante dati egoismi, e cmq quelle ke portan fardelli pesantissimi non so quanto sia normale doverne poi soccombere……………………. la vita aspetta tutti al varco

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      • ameennnnnnnnnnnnnnnn

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  5. Carissimi,
    Onestamente tutta questa discussione maschilista/femminista mi sembra un pochetto OT.
    Quel che mi premeva è la lettura delle Tentazioni nel Deserto come solo un uomo la può capire da “dentro”, eppoi sottolineare il lato virile di lasciarsi portare dalla Croce, crocefissi.
    In Pace

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  6. Quando, anni fa, proponevo a preti temi di teologia “al maschile”, mi si rispondeva con tranquillizzanti svolgimenti di teologia “della coppia”. Facile, facile, come buttarla in corner. Oggi, invece, in diverso clima, la risposta comporterebbe, dagli stessi preti, svolgimenti sul versante di “conflitti di coppia”, quando non di “uscite dal rozzo biologico”.
    Un po’ quel che sta succedendo qui…

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    • Sembra ottimo questo libriccino!
      Grazie per farcelo notare!

      Questo passo mi convince: ” Nella fede gli uomini vogliono trovare la loro vita reale, impegnare la loro forza e aggressività. La fede degli uomini deve essere più arcaica, più ritualizzata, più solenne e coinvolgente. Non deve escludere il piacere e la sensibilità. I loro modelli sono i santi che hanno avuto qualcosa da farsi perdonare, oppure Gesù che è forte, esigente, adirato, che porta il fuoco sulla terra e vuole che arda”
      In Pace

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      • Questo tenderebbe a spiegare perché per noi maschi la recita del Salterio, o il rito della Messa in quanto tale, ci appella di più che la meditazione psicoanalizzante individuale…
        In Pace

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      • ognuno ha la fede ke può dal vissuto possibile ke ha, quante menate con la storia di personaggi virili. santi peccatori magari anke assassini

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  7. al solito spariscono commenti,così decide pontifex sfizzero

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  8. @Lieta che succede… non posso allontanarmi un attimo… 😉 😐

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    • L’animata discussione mi ha fatto venire in mente l’ultimo scritto di Soloviev, “I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo”.
      In genere, anche grazie al grande card. Biffi, si conosce “Il racconto dell’Anticristo”.
      Bene sarebbe conoscere anche i dialoghi che lo precedono.
      Interessantissimi sono gli scambi di vedute tra il Principe (sostenitore della posizione pacifista), il Generale (decisamente militarista) e l’Uomo Politico (sostenitore della realpolitik).
      Dalla lettura dell’intero libro, si può non difficilmente ricavare la posizione di Soleviev.
      Il quale, se condanna senza appello la posizione pacifista, altrettanto è scettico e disincantato verso le tesi del Generale.
      Davvero istruttive sono quelle pagine in cui, al Generale che ricordava con nostalgia una micro-battaglia vinta eroicamente e con sprezzo del pericolo, l’Uomo Politico ricordava gli esiti a lungo andare eterogenetici di quella stessa micro-battaglia…
      Il tutto potrebbe servire anche qui, fra di noi.

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  9. Ognuno ha il suo carattere e il suo modo di interpretare e vivere le cose.
    Parlo di me, ad esempio, non commenterei mai in un post “For women only”.
    Un titolo o un tag cosi lo vedo come i simboli stilizzati fuori alle porte dei bagni.
    Se è per sole donne lo lascio a loro, alla loro intimità, al loro universo, alla loro libertà. E’ una attitudine al ruolo proprio del sesso di appartenenza, una forma di rispetto dell’altro.
    Mi premeva dirlo.

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    • Pure un blog cattolico, con titoli sempre chiarissimi, tag, eccetera, io lo vedo come simbolo stilizzato sulle porte dei bagni. Corrisponde a For Catholics Only. Di conseguenza, forma di rispetto verso l’altro vorrebbe che non si attaccasse il Papa e che non si commentasse esponendo punti di vista che col cattolicesimo niente hanno a che fare.
      Se qualcuno si sente in diritto di farlo, cioè di intervenire su un blog cattolico con storielle che cattoliche non sono, non vedo perché poi dovrebbe fare certe osservazioni sulle donne che lasciano qualche commento in thread “maschili” – anzi il perché ce lo vedo bene: attaccare una persona precisa. Lo trovo inaccettabile.
      Mi premeva dirlo.

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      • Nessuno attacca nessuno: almeno io non lo vedo.
        Però, malgrado il titolo For Men Only, farebbe piacere che tutti coloro che vi partecipano, lo facciano fuori dagli schemi maschilisti/femministi.
        Idealmente, si dovrebbe parlare solo di spiritualità e volentieri la compartiamo con l’altro sesso alfine, anche, di farci meglio capire nella nostra specificità.
        Eppoi, non è neanche detto che tutti gli uomini siano d’accordo con quanto espresso: siamo tutti differenti e con sensibilità differenti.
        Ma di certo non è perché ci limitiamo ad uno aspetto che non consideriamo bene la metà la più bella e la più nobile dell’umanità, cioè quella femminile.
        Dài, Trinity 😀
        In Pace

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        • Guarda Simon, per capire capisco.

          I tuoi post For Men Only, mi sembrava di averlo già scritto, sono molto belli. Direi di più: alcuni sono proprio splendidi. Leggendoli non ho mai avuto il benché minimo sentore di maschilismo o di non considerazione del mondo femminile. (Anzi).
          I miei interventi polemici si riferiscono a Giancarlo che, per me, costantemente deforma tutto in senso maschilistico – quindi riduce ad una barzelletta quella spiritualità maschile di cui stareste parlando. A quel punto, barzelletta per barzelletta (e sicuramente sbagliando) sono intervenuta anch’io.
          Poi….ti arriva pure il guardiano dei bagni a far la predica sul “rispetto verso l’altro”, mentre evidentemente vuole solo bacchettare Lieta.
          (Non ho compreso se voleva bacchettare anche me: la cosa non mi tange proprio)

          Io son serena, perché tendo a buttarla sull’ironia 🙂
          Ma magari Lieta non riesce bene a tollerare certe sparate…eddaaiiii come darle torto.
          Quindi tutto bene e go on.
          Se poi potessi leggere anche qualche commento pertinente di qualche commentatore intelligente, magari apprezzerei meglio questa spiritualità maschile….che senza dubbio MANCA.
          Però, caspita, in questo modo continua a mancare.
          E quest’ultima frase è il mio contributo al thread: per me certa virilità continua a mancare. Non sto leggendo niente di nuovo o di interessante che sviluppi i tuoi blogpost.

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          • Guarda che questo è un’esperimento: e penso che dobbiamo tutti ri-educarci a guardare l’esperienza religiosa come qualcosa che ci è davvero specifico personalmente e a cominciare dalla nostra specificità sessuale non è mica un cattivo punto di partenza.

            Quel libro citato da Lycopodium, almeno da quel che ne dice il quarto di copertina, ne dà un’idea: incarnare la nostra fede in quel che siamo è il primo passo fuori dall’ipocrisia del discorso convenuto ma che non ci tocca in fondo in fondo.

            Comunque, vedi, io capisco Giancarlo, anche se non esprimerei le cose proprio così: per questo qui è For Men Only, cioè non vorrei censurare un discorso da uomo a uomo solo perché non in linea con quello che si ha l’abitudine di sentire dire. Secondo me Giancarlo è un uomo che è “fedele” e questo è il valore stesso di Dio verso tutta l’umanità. Ma questo lo posso capire io e altri uomini senza problemi, non sono sicuro che sia immediatamente percepibile dal gentil sesso….
            In Pace

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            • O anche da altri uomini… che puoi sapere? O automaticamente codesti “dissidenti” divengon “femminucce”?
              😐 🙂

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            • Ma dài! Non fare apposta! 😉
              In Pace

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            • “Guarda che questo è un’esperimento: e penso che dobbiamo tutti ri-educarci a guardare l’esperienza religiosa come qualcosa che ci è davvero specifico personalmente e a cominciare dalla nostra specificità sessuale non è mica un cattivo punto di partenza.
              Quel libro citato da Lycopodium, almeno da quel che ne dice il quarto di copertina, ne dà un’idea: incarnare la nostra fede in quel che siamo è il primo passo fuori dall’ipocrisia del discorso convenuto ma che non ci tocca in fondo in fondo.”

              ….sì, solo che fin qua mi sembra la scoperta dell’acqua calda….
              Se i maschietti ancora devono ri-educarsi a questo che dici…boh, sperimentate ‘sto esperimento 😛

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          • Cara trinity, in diverse occasioni mi hai dato del maschilista. Bene! Può essere che lo sia senza esserne cosciente. In questo caso ti sarei grato se tu volessi mettere in evidenza i passaggi (tratti dai miei commenti) dai quali si evince il mio maschilismo.

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    • Si Ubi, sono d’accordo: noi uomini non dobbiamo entrare nei luoghi per sole donne, perchè noi siamo dei bestioni incapaci della raffinatezza femminile. Però le donne possono entrare tranquillamente nei nostri luoghi, perchè sono il dono di Dio per noi. Sono fatte apposta per noi e non possono farci male.

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  10. Lieta, rimani…..se puoi.
    Certi commenti di certo utente sono deliranti, e io stessa ho sbagliato a rispondere alle sue provocazioni e ai suoi inviti a rispondergli.
    Basta non badarlo.
    Rimani Lieta.

    Mó arriva pure quello delle toilette 😉

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  11. Ci sarebbe poi da capire come si possa portare la Croce “sportivamente”… con le Nike ai piedi forse… 😐

    Si può essere sportivi sin che si vuole, ma la croce è simbolo di morte e morte paventa e ci ricorda, così “virilmente” certo, ma anche “spavaldamente” mi sa più di fanatico che di Cristiano, giacché per quel che ricordo Cristo non fu nell’Orto degli Ulivi – né tanto meno sul legno della croce – né spavaldo, né “sportivo”… (?)

    Mi si obietterà che non ho afferrato il senso ultimo di questo dire (può essere…), ma le parole hanno un peso ed un senso e parlando di Croce – soprattutto quella che ci assimila a nostro Signore – se Dio ce ne dà la forza che altrimenti puoi essere sportivo sinché ti pare e persin virile – eviterei terminologie che sanno di burletta o per l’appunto di “bar dello sport”.

    Termini a parte, il senso ultimo di questa riflessione non mi sfugge e in buona parte condivido.

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    • Ovviamente, la nozione di Croce è usata come sinonimo a quella di Prova.
      E la nozione di sportività si riferisce al fatto che il vero sportivo quando casca, coll’aiuto di Dio, si rialza e non rimane schiacciato.
      Eppoi è chiaro che se Cristo non pianta la Sua Croce tra le nostre prove non c’è speranza oggettiva di farcela.
      Le immagini agonistiche e sportive sono certificate cattoliche e ritrovano riscontro nelle lettere di San Paolo ad esempio in modo esplicito: non credo che facesse del Bar Sport.
      Anzi, a scanso di ogni volontarismo ben specifico alla fine del post che è la Croce che porta e non noi che la portiamo!
      Ma capisco che tale linguaggio possa scioccare: anzi è uno degli obiettivi che mi sono fissato, e cioè uscire dal discorso convenuto moscio.
      Grazie per il tuo commento: solo così possiamo andare avanti!
      In Pace

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      • Caro Simon, conosco bene le simbologie sportivo agonistiche di San Paolo, quindi non ti offenderai se ti dico che le trovo ben distanti… diversamente proposte le tue similitudini o metafore più similmente a quelle si Paolo appunto, le avrei certo gradite (non me ne volere…)

        Ne trovo il linguaggio “scioccante”, ci vuole altro… se poi pensi non vi fosse altro modo per evitare il convenuto discorso moscio, non so che dire…

        Ah si …rileggiti San Paolo 😉 😀 ahahahah

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  12. Simon scrive: “capisco che tale linguaggio possa scioccare: anzi è uno degli obiettivi che mi sono fissato, e cioè uscire dal discorso convenuto moscio”. Shockante,oggi dato che si è passati da un tempo in cui parlare (esprimersi, pensarsi, immaginarsi…) era neutro, ad un altro in cui non è più neutro, ma è appannaggio di tutti i 27 gender MENO UNO.

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    • Lyco, non è scioccante. Nel 90% dei casi è banale, stupido e semplicemente maschilista. Per me: maschilista=contrario di virile. Mi sa tanto di immaturità. È un linguaggio che ho sentito ovunque (in ambienti non particolarmente cattolici o cristiani o religiosi – io sono “rientrata” l’altro ieri nella Chiesa) e proveniente da uomini che di certo non frequentavano ambienti “spirituali”. L’ho sentito da cattolici “della domenica”, l’ho sentito da anti-cattolici, l’ho sentito da muratori, l’ho sentito da imprenditori, l’ho sentito da professionisti…tutta gente per nulla interessata ad essere cristiana o cattolica….L’ho sentito dappertutto, e lo riconosco quando lo leggo.
      È questo il…..rinnovamento scioccante?

      Capisco la tua/vostra prospettiva….solo che è davvero una prospettiva di nicchia: qua nel mondo reale 😀 i maschilisti della prima ora ancora ci sono, anche senza fede. Se quindi riusciste a differenziarvi un minimo da tali individui, magari riesco ad apprezzare questa avanguardia cattolica 🙂

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  13. Trinity,
    è troppo provare accettare di distinguere (nella testa, nel dire e nel fare, in ultimo nella carne) che ogni identità è sessuata e che ciò vale per tutti, maschi e femmine?
    Ancora, non è troppo stridente che – a rappresentare il 47% dei (potenziali) credenti – ci sia solo una nicchia di pazzi deliranti?
    Nei libri, nei media, nei talk show à la page etc.
    ciò è letto come una tronfia manifestazione di potere, che si pone ma non si spiega…
    Ma se fosse – come a mio parere OGGI è –
    la plastica manifestazione che il 47% dei (potenziali) credenti non ha una propria peculiare voce
    e/o non sa di averla?
    Comunque sia, sgombriamo il campo:
    nessun machismo e nessun maschilismo [veri o presunti tali],
    ma neppure obliterazione (teologica, liturgica, spirituale, culturale…) della DIFFERENZA.

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    • Lyco.
      Certo che ogni identità è sessuata. E certo che non deve essere obliterata la differenza. Se però nelle buone intenzioni c’è VIRILISMO e nel linguaggio si va a comunicare o a raccattare MASCHILISMO….non vedo proprio dove si possa giungere o_O
      Vogliamo ancora attirare e rappresentare “pecoroni” che al primo vento contrario o al prossimo falso profeta se ne vanno altrove??

      Comunque…il libretto che proponi può essere anche interessante, solo che faccio una piccola osservazione sul testo di presentazione (che magari non rappresenta l’effettivo contenuto del libro) :

      “Gli uomini non credono in qualcosa di diverso rispetto alle donne, ma credono diversamente, hanno altri approcci alla loro religiosità e spiritualità. Molte cose nella Chiesa sembrano agli uomini troppo armoniche, troppo sante, troppo «pie». La fede degli uomini è scarna, monosillabica. Nella fede gli uomini vogliono trovare la loro vita reale, impegnare la loro forza e aggressività. La fede degli uomini deve essere più arcaica, più ritualizzata, più solenne e coinvolgente. Non deve escludere il piacere e la sensibilità. I loro modelli sono i santi che hanno avuto qualcosa da farsi perdonare, oppure Gesù che è forte, esigente, adirato, che porta il fuoco sulla terra e vuole che arda.”

      A parte il termine “aggressività” e forse anche il termine “monosillabica” (per ovvie ragioni heheh) ….tutto il resto potrebbe applicarsi benone, anzi ottimamente anche all’approccio femminile alla fede – soprattutto considerando il fatto che, ieri come oggi, sono sempre state le donne, nelle comunità cristiane e meno cristiane, ad occuparsi dei momenti della NASCITA e della MORTE, mettendoci materialmente le mani – oltre che, lo ricordo, essere protagoniste in prima persona nel dare alla luce nuove vite (sai, quei momenti in cui molti uomini “machi” svengono e devono essere raccattati da terra in sala parto da infermiera spazientita)
      Tutte ‘ste donne “sante, pie, raffinate, tutto-spirito e magari un pò deboli”, tranquillo che non ci sono.

      Dunque mi permetto di suggerire:
      – esaltare le reali differenze e non contare sui soliti luoghi comuni
      – trovare linguaggio, immagini, metafore che non siano confondibili con infantile ed immaturo maschilismo

      Per il resto, mi rallegro che stiate cercando “una via” 🙂

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  14. Vi lascio intanto un “souvenir” dal sito “Progetto Gionata” in merito a cristianesimo e genere. Notare l’espressione “le Chiese”.
    “…Così le Chiese soffrono di questi stereotipi di genere, ma possono anche promuoverli, spesso basandosi sul concetto di “complementarietà”, dicendo cioè che i generi sono uguali ma differenti, in quanto donne e uomini offrono ognuno ciò che manca all’altro. Così il documento preliminare per la conferenza che viene organizzata dal Pontificio Consiglio per la Cultura in Vaticano la settimana prossima su “culture femminili” sostiene che “c’è una prospettiva femminile sul mondo e su ciò che ci circonda, sulla vita e sull’esperienza”. Sostiene che ciò si riscontra in tutte le culture e in tutte le società – nella famiglia e nel lavoro, nella politica e nell’economia, nell’arte e nello sport, e perfino – ignorando qualsiasi evidenza del contrario – nella moda e nella cucina.
    Questo promuove la supposizione basata sullo stereotipo che alcuni attributi umani siano per natura maschili e altri per natura femminili.
    Ciò rafforza il condizionamento che sia qualcosa di deviante ed effeminato che un maschio mostri qualità che dalla cultura sono etichettate come appartenenti soprattutto alle donne, e viceversa. Per ironia, molte di queste qualità che vengono ritenute femminili – intuizione empatica, gentilezza, compassione, attenzione materna – non sono specifiche di un genere, ma di tutti i cristiani. Il cristianesimo può essere il peggior nemico di se stesso.” Progetto Gionata “Le qualità cristiane non dipendono dal genere” Editoriale pubblicato sul sito del settimanale cattolico The tablet (Inghilterra) il 29 gennaio 2015

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    • Come sempre lunguaggio tendenzioso che non si rende conto dell’uso di categorie ideologiche.
      È certo che essere compassionevoli è cristiano e no specifico all’essere maschio o femmina: ma la compassione è esercitata da un maschio in un modo specifico e differente che da una femmina.
      Tanto per dare un esempio un uomo è più incline alla compassione dopo la propria vittoria e discende da una forma di magnanimità.
      La compassione femminile discende direttamente dall’empatia che prova.
      Non per niente ai piedi della croce c’erano solo donne e un fanciullo…
      In Pace

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      • “Ma questo ce lo dice il fanciullo…” (cit.) 😀

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      • “Tanto per dare un esempio un uomo è più incline alla compassione dopo la propria vittoria e discende da una forma di magnanimità.”

        A me viene in mente la misericordia, che è altro sia dalla compassione (profonda condivisione empatica) che dalla magnanimità (generosa condiscendenza) che cade dall’alto (e resta da vedere dall’alto di cosa…).
        La Misericordia (rachamim) viene dal luogo generativo delle viscere materne: il famoso lato “materno” di Dio…

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        • Vero Icabod,
          Comunque la misericordia ha due significati: uno più specificamente femminile che è quello di provare compassione delle miserie altrui, avere pietà degli altri e aiutarli e un’altro più specificamente maschile, al quale mi riferisco e che è quello che vediamo esercitare dal Dio della Bibbia che è la misericordia intesa come grazia e perdono concesso inverso chi si potrebbe punire.

          YHVH è colui che potrebbe sempre punire (e spesso punisce!) e non esita a farlo eppure per misericordia, che in questo caso discende dalla sua magnanimità, non va fino in fondo alla sua punizione ma offre una grazia, manda Suo Figlio riscattare.

          Una misericordia di YHVH “materna” non avrebbe mai punito e ancor meno mandato Suo Figlio riscattare con Magninimità i peccatori: si sarebbe arrangiata altrimenti.

          D’altronde è anche chiaro che questa cresciuta prevalenza nella sensibilità del corpo ecclesiale, questa “femminilizzazione” della Chiesa dei chierici in questi ultimi tre secoli, è la ragione per la quale un Card. Marx non riesce neanche più a capire il nesso tra Eucaristia e Santo Matrimonio o l’impossibilità per un vizioso consentente di essere salvato o neanche capire più cosa sia il peccato originale., etc etc…
          Grazie.
          In Pace

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          • @Simon “Una misericordia di YHVH “materna” non avrebbe mai punito e ancor meno mandato Suo Figlio riscattare con Magninimità i peccatori.”

            Mah… mah… Avrei parecchi dubbi su un’affermazione così perentoria…
            Mi sfugge (e continua a sfuggirmi – limite mio…) il senso – il senso ultimo e profondo e la sua reale utilità – di questa specie di lienee di demarcazione sul “pensiero e/o l’agire di Dio” sino ad arrivare a distinguerlo in quello “pre e post” Gesù Cristo… visione che per più di un motivo presenta derive “scivolose”…

            Anche il solo termine “misericordia” appare nella Scrittura 205 volte e ben 163 di queste sono nell’Antico Testamento (certo i Salmi contribuiscono parecchio…).
            Sappiamo poi bene quante figure dello stesso AT siano prefigurazione dello stesso Gesù Cristo… ma, come detto, forse sono io che non “afferro”.

            😉

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            • Caro Bariom,
              come ho detto non intendo fare o rifare teologia, giusto esprimo come io, in quanto maschio, “capisco” ( si fa per dire) l’agire di Dio. La misericordia “femminile” la capisco benissimo intellettualmente, ma non risuona con chi io sono: quel che invece risuona perfettamente è l’altra dimensione quella “maschile” quella che discende dalla grazia di chi ha il potere.

              La parola Rahamim o ελεηµοσυνη in greco (elemosina) può avere una matrice (sic) femminile come icabod ricorda ancora bisogna mostrare in quali contesti è utilizzata nel testo: e quelli di cui mi ricordo di memoria sono contesti “maschili”

              Ancora una volta, non dico che questa sia la sola lettura possibile, ma è certamente quella naturale o perlomeno quella che mi è naturale.

              Non desidero convincere nessuno: se a te il Sacrificio di Cristo sulla Croce voluta dal Padre ti sembra essere un atto eminentemente materno che capisci e provi benissimo nella tua spiritualità, chi sono io per giudicare?
              Eppoi cosa ci sarebbe da giudicare?

              In Pace

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              • D’altronde il temnine Rahamim, se non erro, indica pure le viscere materne e più precisamente l’utero (rehem) – il che è tutto dire… 😉

                Ad ogni modo anche i miei interventi erano di dialogo/discussione, seppure apparentemente di segno contrario… né giudizi, né ho il minimo dubbio tu voglia (o possa..) scardinare la sensibilità altrui… semmai far riflettere. io ho riflettuto e sono intervenuto.

                Sul mio “sentire” giacché ipotizzi, potrei dirti che il Sacrificio di Croce di Cristo lo vedo com altamente Virile da parte di Cristo stesso (di quella virilità di cui sono capaci anche le donne) e non sento di dover dare una connotazione di tipo (o di genere) specifico alla Volontà di Dio Padre…

                Certo, ma vorrei vedere chi possa sostenere il contrario, l’ Opera Somma di Misericordia!

                Sempre… in Pace

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  15. Resto solo in topic e commento la parte finale dell’articolo con questa breve osservazione:
    il problema è che l’uomo del deserto ha spesso, se non sempre, la sindrome del “figlio unico”.
    E’ tipico del maschio.

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    • Ovviamente dato che “si dovrebbe parlare solo di spiritualità”, parliamone:
      la spiritualità del figlio unico è complessacontorta e spesso, se non sempre, erronea…

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    • Del figlio unico o del primogenito?
      Un figlio unico non è “normale”: non è “normale” avere solo Isacco, non è “normale” avere solo Gesù. Ovviamente capita spesso, ma non è qualcosa che puoi volere per te stesso o per tuo figlio.
      Il maschio è tribale: bisogna riscoprire questa dimensione.

      Se essere figlio “unico” non è “normale”, invece la primigenia è cosa iscritta nell’ordine delle cose: la riflessione sul significato dell’essere un primogenito mi sembra importantissima. Finalmente Isacco e Gesù si ritrovano essere anche loro primogeniti archetipali.

      Già. C’è un mondo da discutere.
      Grazie Ubi
      In Pace

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      • E’ un bene che mi chiedi un chiarimento, mi fa piacere spiegare più a fondo (ieri visto l’orario del commento non credevo fosse il caso).
        E’ quel sentirsi figlio unico proprio come Adamo, plasmato direttamente dalla mano di Dio.
        Adamo è il più grande di tutti gli uomini, Giovanni Battista è il più grande “tra i nati di donna”,un gradino sotto ad Adamo (qui chiariamo subito, a scanso di equivoci per chi li va cercando, che è una spiegazione della Scrittura e non c’entra niente maschilismo-femminismo; chiusa parentesi). E’ questo sentirsi Adamo che ci fa sentire sia unigeniti che primogeniti. E’ quel sentirsi perno unico della Creazione, quasi si fosse l’unico figlio di Dio, che reclama gli occhi di Dio solo per se stesso, e che ci fa sentire gli altri più figli nostri che fratelli nostri, e quindi come tali come “un gradino sotto” nella creazione. E’ quell’egoismo della unicità che reclama tutto per se egoisticamente l’amore del Padre e vede gli altri come competitori.
        E’ proprio quel sentirsi archetipo da cui tutti discendono che induce spesso la spiritualità del maschio in errore. Insomma: il deserto come il pollaio, di gallo uno solo altrimenti… guerra continua.
        Un saluto “For Men Only”.

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  16. Portare la croce ha per me un unico significato. Lo si scopre rispondendo alla domanda: dov’è che si porta la croce? Verso il luogo della propria morte. Se dobbiamo affrontare un discorso di spiritualità virile, parliamo da uomini di morte perchè nel mondo di oggi la parola è stata cancellata (anche qui che si parla di croce compare poco) ed è impossibile avere qualche idea sensata della vita se non ci si è chiariti l’idea della morte.
    Noi uomini cristiani ricominciamo a parlare della morte, moderno tabù, è più facile in un omelia sentir parlare di sesso che di morte, riportiamo i moribondi a morire nelle proprie case, la loro vita ( e la loro agonia) durerà forse qualche giorno o qualche settimana di meno ma gli ultimi giorni ( o settimane) saranno più dignitosi che trascorsi in un Ospedale o in un Hospice.A chi ha una malattia mortale sappiamo trovare le parole per comunicarlo. A una madre non si può chiedere di dire al proprio figlio che ci sono ragioni per cui la vita che lei gli ha dato va rischiata e sacrificata. Questo è un compito educativo che spetta ai padri.
    Chiederei un favore a chi volesse commentare: per parlare della gioia della Resurrezione aspettiamo la Pasqua.

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    • Commento e riflessione magnifica. Grazie Francesco G!

      Quando ho scritto sarà la nostra stessa croce a portarci fino alla fine e oltre proprio questo intendevo: reintrodurre la nozione di morte.

      E la nostra croce è proprio il ponte tra il di qua e il di là : è quella che ci permette di passare senza soluzione di continuità attraverso la morte fisica da questa vita alla vita in Cristo.

      Per questo non cesso mai di sottolineare in questi posts For Men Only sul fatto che tutte le nostre vittorie al di qua, non sono mai vere vittorie, perché mai totali ed assolute e che la sola vera vittoria dev’essere realizzata con un piede nell’aldilà, attraverso la morte.

      Ed è la nostra croce che ci garantisce questa vittoria: legno che portiamo ma che alla fine ci porta.

      Possiamo aver paura del modo di morire, che è anche parte della croce, ma non della morte stessa che è invece la sicurezza della Vittoria se condividiamo questa nostra Croce con quella di N.S. Gesù Cristo, il Primogenito.

      Dobbiamo individuare la nostra propria croce, quel dolore lancinante che ci umilia e con il quale moriremo e farne lo scafo del passaggio all’altra vita: abbiamo tutta la vita per prepararci!

      Eppoi sì, bisogna reintrodurre il momento il più importante di una vita nella vita quotidiana e familiare: suggerire ai più giovani (e non solo a loro) di andare dal nonno morente per chiedergli di portare a Gesù, o certi Santi, o ad altri membri della famiglia già morti messaggi di affetto, di richieste e di ringraziamento. Rendere nuovamente socialmente utile e spiritualmente feconda per tutta la famiglia la morte dell’amato: arricchirlo di senso .

      Grazie ancora Francesco G
      In Pace

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    • “A una madre non si può chiedere di dire al proprio figlio che ci sono ragioni per cui la vita che lei gli ha dato va rischiata e sacrificata. Questo è un compito educativo che spetta ai padri,”
      Chissà: il più bel esempio è la madre dei Maccabei… e anche la Vergine Maria. Ma sono eccezionali.

      Però è vero che nel nostro ruolo educativo paterno c’è anche il dovere di tagliare il cordone ombelicale…
      In Pace

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  17. Ad ogni modo quando sento parlare di “croce portata e croce che ti porta”, non posso che riandare a questa bellissima antica Omelia Pasquale (Melitone di Sardi ?):

    La croce gloriosa del Signore risorto
    è l’albero della mia salvezza
    di esso mi nutro, di esso mi diletto,
    nelle sue radici cresco,
    nei suoi rami mi distendo.
    La sua rugiada mi rallegra,
    la sua brezza mi feconda,
    alla sua ombra ho posto la mia tenda.
    Nella fame l’alimento, nella sete la fontana,
    nella nudità il vestimento.
    Angusto sentiero, mia strada stretta,
    scala di Giacobbe, letto di amore
    dove ci ha sposato il Signore.
    La croce gloriosa del Signore risorto
    è l’albero della mia salvezza
    di esso mi nutro, di esso mi diletto,
    nelle sue radici cresco,
    nei suoi rami mi distendo.
    Nel timore la difesa,
    nell’inciampo il sostegno,
    nella vittoria la corona,
    nella lotta tu sei il premio.
    Albero di vita eterna,
    pilastro dell’universo,
    ossatura della terra, la tua cima tocca il cielo,
    e nelle tue braccia aperte
    brilla l’amore di Dio.
    La croce gloriosa del Signore risorto
    è l’albero della mia salvezza
    di esso mi nutro, di esso mi diletto,
    nelle sue radici cresco,
    nei suoi rami mi distendo.

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    • Davvero Magnifico!
      Grazie davvero!
      In Pace

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      • Grazie a Dio che ha certamente ispirato questa parole all’Autore (tra l’altro qualcuno sa darmene certezza, sull’autore intendo…)

        E scuste l’errore del doppio riporto del primo periodo. Il testo correttamente termina con: ” …e nelle tue braccia aperte brilla l’amore di Dio.”

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  18. Insomma, questa riflessione sulla “spiritualità maschile” sembra non voler decollare. Bloccata, in parte, dalle polemiche ma, soprattutto, non sentita, non interpretata con coraggio, come invece meriterebbe.

    Io dico una cosa: in questi anni, in questi mesi ed in questi giorni, sotto i nostri occhi, stanno avvenendo cose di una malvagità abissale. In tutto il mondo, in Medio Oriente, in India, in Africa… i musulmani stanno massacrando i cristiani a causa della loro fede. Lo fanno in modo spettacolare, diffondendo i filmati del loro genocidio, arrivando a minacciare apertamente Roma e tutti i crociati. Ogni giorno, decine o centinaia (migliaia?) di cristiani vengono scannati come capretti, arsi vivi, sepolti vivi, costretti a fuggire nella migliore delle ipotesi. Sotto i nostri occhi melensi, capaci di commuoversi per “l’amore omosessuale”, ci sono cristiani capaci di dare testimonianze meravigliose di coraggio e di fede nel Signore Nostro Gesù Cristo , capaci di lasciarsi scannare dai demoni musulmani per non abiurare, gridando a gran voce Gesù mentre muoiono. Il loro sangue è sangue di martiri, che non mancherà di fecondare la chiesa e l’umanità intera.

    Ma noi, uomini (maschi?) occidentali, cristiani per fede e per cultura da oltre due millenni, che dovremmo essere il punto di riferimento per tutta la cristianità… dico, ma nessuno di noi sente un fremito dentro, un ribollir di sangue, un moto dell’animo, qualcosa… perdio!? Uno scatto d’orgoglio, foss’anche una bestemmia alla fine, ma QUALCOSA CHE DICA CHIARAMENTE: ORA BASTA! Niente, nessuno, neanche nascosto dalla tastiera di un anonimo computer, ha il coraggio di dire che dovremmo intervenire. In qualunque modo, con o senza il papa (altro che ospedale da campo, SONO I CAMPI DI GUERRA CHE DOVREBBERO CALCARE I CRISTIANI OGGI!), con o senza l’ONU (meglio senza!), ma INTERTVENIRE! Almeno sul piano culturale, per cominciare, almeno dalle pagine di un blog, almeno sollevare il problema, almeno dire chiaro e forte che tocca ai maschi cristiani bloccare i demoni musulmani.

    Niente! Silenzio. A poche centinaia di chilometri da noi il sangue dei nostri martiri viene versato ad ettolitri, e qui da noi, a Roma, ci si prepara a parlare di cazzate come fossero cose serie. Come se davvero il problema della chiesa oggi fosse quello di ascoltare il “grido di dolore” dei divorziati risposati che non possono fare la comunione (COSA FALSA, la possono fare benissimo, basta che si confessino e promettano di non peccare più!) o, peggio ancora, il “gridolino di dolore” degli invertiti perversi che chiedono la benedizione della chiesa per potersi dare tanti bacini.

    Bene! Complimenti “maschi” cristiani. Proprio bene state messi! Mi raccomando, sempre attenti a non offender le femministe e gli invertiti, che poi vi sculacciano il sederino.

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    • Tutti i Salmi finiscono in Gloria…

      E quasi tutti i tuoi interventi Giancarlo finiscono in accuse all’altrui pensiero o atteggiamento, quando non sfiorano persino l’insulto… Complimenti!

      Non si capisce perché poi ciò che TU ritieni buono (seppur condiviso da altri…), debba essere buono per TUTTI e se qualcosa “non decolla”, poveri gli altri debosciati della cui fede è anche lecito dubitare…

      Fai un po’ di sana Quaresima Giancarlo che è meglio! … e pensa a qualche tuo peccatuccio (mancanza di umiltà? Non so butto lì…) piuttosto che a quello degli altri. 😉

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    • Non ti preoccupare Giancarlo sui “bloccaggi” a questi ci pensiamo noi i moderatori: è certo che la discussione maschilista/femminista non mi interessa per niente.

      La sola cosa che intendo fare in questa serie For Men Only, e non sono il solo, è di ridare dignità ad una spiritualità prettamente maschile, che guarda caso, è quella che risalta immediatamente dalla lettura della Bibbia e dei Vangeli, fermo restando che sempre si rimane nell’alveo dell’insegnamento magisteriale autentico della Chiesa.

      Quanto ai martiri essi sono veri uomini, e i nostri fratelli copti ci hanno indicato la via: pronunciando il Nome del Nostro SIgnore Gesù hanno perdonato.

      Essere virili vuol dire esercitare la virtù della temperanza in primis: un coraggio intemperante non è virtuoso ma temerario.

      Nella faccenda dell’ISIS sono anche io del parere che bisogna intervenire in quanto nazioni civilizzate che non accettano tali barbarie sul nostro piccolo pianeta, ma non bisogna davvero farne una lotta di religione: questo è fare il gioco loro, ma qui la cosa sarebbe finita per tutti.

      Una guerra cristiani contro musulmani al XXI secolo sarebbe un disastro immane: ormai i musulmani sono i nostri vicini di casa, la guerra non sarebbe tra blocchi ma tra vicini, una guerra intestina che renderebbe la guerra tra protestanti e cattolici in Irlanda ridicola a paragone.

      Quindi sì a ciò che le nazioni vadano rimettere dell’ordine in quei paesi lì: no a fare stupidamente il gioco del nemico e farne una guerra tra religioni.

      In Pace

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      • ” Non ti preoccupare Giancarlo sui “bloccaggi” a questi ci pensiamo noi i moderatori: è certo che la discussione maschilista/femminista non mi interessa per niente.”

        Comunque Giancarlo mantiene la discussione unicamente su quel piano.

        E ora inneggia pure alla guerra di religione. Al pari di un qualsiasi mentecatto dell’IS.

        MA SCHERZIAMO??

        Mi permetto di chiedere ai moderatori, se lo ritengono opportuno, un richiamo leggermente più vigoroso verso un utente che non si dimostra più cattolico di un qualsiasi ateista “urlante” di passaggio sul blog.
        Inoltre, se non l’aveste notato, è arrivato a certi eccessi progressivamente, dopo che tante e tante si sono fatte passare, non solo in questo topic.
        E non è che IO non mi rivedo nelle posizioni di Giancarlo o che non capisco la spiritualità maschile”: è che qua c’è uno che vuol vendere per cattolicesimo ciò che non lo è.
        La Chiesa virile deve dare anche un bel calcio virile anche a chi la deforma a suo uso e consumo.

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        • E sarà una progressiva iperbole cara Trinity (film già visto…)

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        • Finché un utente si esprime senza fare il troll e rispettosamente verso tutti, penso che bisogna lasciarlo esprimere con “parresia”.

          Io non concordo con quel che scrive Giancarlo sulla guerra di religione e lo ho già espresso nel mio commento, ma ciò non toglie il fatto che la temperatura sta scaldando a questo soggetto: secondo me è meglio lasciare tutti esprimersi eppoi dialogare razionalmente.

          Per il resto ognuno è responsabile dell’immagine che offre e questo non è in niente una mia preoccupazione personale.
          In Pace

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          • “eppoi dialogare razionalmente”…. vedremo 😐

            Lo so… sempre la mia poca fede di prima 🙂 😛 ( ma non quella sui “moderatori” 😉 )

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          • Certo, “ognuno è responsabile dell’immagine che offre”, ma siccome spesso si fanno le pulci ad ogni minima immagine che offre perfino il Papa (e questo lo fanno regolarmente qui alcuni utenti) – anch’io mi preoccupavo dell’immagine che potrebbe dare il blog se non si fanno dei forti richiami su questioni fondamentali. (Non intendevo censure o cancellare i post – anzi: lasciare gli scritti è importantissimo, come sarebbe importante rispondere non con un semplice “non concordo”, ma magari, qualche volta, a fronte di grosse sparate, anche con risposte come “la Chiesa ti sconferma del tutto” oppure “questa non è in nessun modo una posizione cattolica”.

            Altrimenti può anche accadere (come è accaduto) che in altro luogo virtuale mi si dica (niente di grave eh, io so difendermi) che sono quella del blog cattolico dove si chiamano le persone con tendenze omosessuali “quelli dediti al lurido vizio”, “luridi viziosi”, o frasario similare utilizzato da Giancarlo in certi commenti.
            Volevo solo sottolineare l’importanza di prendere sempre molto bene le distanze (come Chiesa, prima ancora che come moderatori di blogs) da certe affermazioni che possono entrare a far parte, agli occhi dei lettori, nelle posizioni del Blog Crocevia.

            Tutto qua.
            (oltre alla mia irritazione di leggere un utente sparare cavolate via via sempre più grosse, che passano per normali “opinioni di un cattolico”)
            Concordo con Bariom: ora starò a vedere come Giancarlo arriverà a “dialogare razionalmente”.

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      • Caro Simon, ti ringrazio di avermi dato atto che IO NON OFFENDO NESSUNO. Da parte mia posso dare atto a te di non avermi mai censurato e di avermi sempre lasciato piena libertà di esprimere le mie opinioni, anche se questo non piace ad alcuni, sempre pronti a dare o togliere patenti di “vero cattolico” a tutti. Anzi, senza vergogna, arrivano a chiedere la purga, in perfetto stile staliniano. Complimenti davvero a questi misericordiosi utenti.

        Per il resto, mi fa piacere che tu concordi con me sulla necessità di un intervento che, me lo consentirai, a questo punto non può che essere un INTERVENTO MILITARE, che altro sennò? Il problema è che qui ormai stanno passando i mesi e stiamo cominciando a contare anche gli anni, ma di questo intervento non c’è traccia. Neanche una richiesta chiara ed esplicita da parte della chiesa, se si eccettuano gli accorati e disperati appelli dei vescovi colpiti dall’avanzare dell’isis.

        Comunque, non è in questa sede che mi interessa parlare di come in concreto si potrebbe intervenire contro gli indemoniati dell’isis. Sarei semplicemente interessato a sottolineare, richiamare, mettere in risalto certi temi di ambito prettamente maschile, quali, ad esempio, l’uso della forza, l’attitudine all’azione, la difesa della propria terra e della propria gente, l’attenzione alle richieste di aiuto che provengono dai nostri amici; temi verso i quali io, come maschio, mi sento particolarmente chiamato in causa, perché li sento miei, li sento vibrare dentro di me e mi farebbe piacere sentire risuonare anche in altri maschi questo interesse.

        Non so se questo genere di argomenti rientri a pieno titolo nella riflessione sulla spiritualità maschile che tu ci vuoi portare a fare, però mi sembrerebbe impossibile parlare di virilità senza accostarsi a questi aspetti, così importanti e qualificanti dell’essere maschio.

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        • “Patenti di vero cattolico”
          Beh, certo, detto da uno che qualche tempo fa si è definito “più cattolico del Papa” e ad ogni omelia trova errori nel cattolicesimo di Papa Francesco.
          Questi sono i farisei che tanto ateismo hanno creato e continuano a creare. È profondamente sbagliato offrirgli continuamente una difesa, anche attraverso toni tiepidi.
          Io continuerò a denunciarlo.
          Dalla Chiesa io sono già uscita, per gente come questa.
          Ora è tempo che escano loro.
          Sarebbe, DAVVERO, tempo di virilità.
          E quanto speravo di leggerla QUI.

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        • Guarda che parli a uno che ha passato 22 anni nell’esercito, con differenti gradi e che ha quasi pianto quando a 42 anni, raggiunta l’età limite per il servizio attivo ha dovuto rendere tutto il materiale, fucile e pistola compresi: sempre le scarpone sono li.

          E ho un vecchio principio: in un paese c’è sempre un esercito, se non è il tuo è quello del nemico.

          Quindi, certo, difesa legittima nel quadro dello stato: noi maschi capiamo che dobbiamo difendere la famiglia, la terra, e, come direbbe il Papa, l’onore della mamma.

          Detto ciò, mentre capisco benissimo che i cristiani locali si organizzino localmente per difendersi: nei nostri paesi non chiamerei ad una crociata per le ragioni su esposte.

          E all’Isis bisogna dare una batosta ma è il ruolo delle nazioni non dei cristiani: dopotutto un musulmano serio e maturo non si deve riconoscere in quell’organizzazione.

          Discssioni da bar, qui: però. 😉
          In Pace

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          • Ci sarà sempre un esercito sinché il cuore dell’Uomo resterà quello che è…

            Poi niente contro l’Esercito in sé ( nonno Colonnello 😉 ), né la Polizia, né i Carbinieri, ecc. ecc.

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            • Figuriamoci, neppure io contro l’Esercito. Fin da piccolina andavo ai campeggi estivi dell’AM (italiana) sotto le tende verdi, con le foglioline di plastica mimetiche…. Simon militare….no, un altro militare no, non ce la posso fare

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            • Si, Trinity, ma mica professionale: giusto miliziano. 😀
              È d’obbligo ancora oggi dalle nostre parti per i maschi in buona salute psico-fisica. 😀
              In Pace

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        • …e allora “vibranti maschi unitevi” !!

          Armatevi …e PARTITE 😉 (con o senza patente… patente de che??)

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    • Comunque per chi è interessato a sostenere i cristiani che si battono per la loro sopravvivenza questo sito potrebbe interessare:
      http://www.restoreninevehnow.org/

      Bisognerebbe verificare fino a che punto hanno il sostegno dell’episcopato locale però cosa che non ho avuto il tempo di fare.
      In Pace

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