Interprete: Roberto. Autore: Dio

Un Doré contemporaneo!

Un Doré contemporaneo!

Autore: Dio.
È ciò che ha affermato di continuo implicitamente ed esplicitamente Roberto Benigni (RB) presentando al cosiddetto grande pubblico i Dieci Comandamenti. Ce l’ha detto con le parole, con l’anima e col corpo. E mi è piaciuto. A questo punto dovrei forse specificare che io in passato ho apprezzato l’artista Benigni non molto oltre il film “Non ci resta che piangere” (visto e rivisto in tivù tra gli anni Ottanta e Novanta) e che lo apprezzai principalmente perché al suo fianco c’era Massimo Troisi, uno dei miei attori preferiti. Qualcuno mi farà presente che poi il Roberto ha anche vinto un’Oscar, mica bazzecole…..ma che vi devo dire? ..A me non ha mai fatto impazzire più di tanto, fatta eccezione sicuramente per le sue irresistibili gag in qualche spettacolo serale qua e là. Simpatico mi è simpatico, ridere mi fa ridere, ma non ho fatto una piega né con il “suo” Dante né con la “sua” Costituzione.
Mi sono inchinata davanti ai suoi Dieci Comandamenti: BRAVO !

Un’altra premessa che è una garanzia del lavoro di Benigni.
Sul sito di Gad Lerner http://www.gadlerner.it/2014/12/16/benigni-aldo-grasso-e-le-dieci-parole-ridotte-a-idolatria si legge che il nostro “ha deluso anche Mancuso”. Ok !! Ottimo! Ora abbiamo la garanzia che ci serve: se non è piaciuto a Mancuso siamo sulla strada giusta.
I Dieci Comandamenti di Benigni, ne deduciamo, hanno quindi una base teologica. Ok, sarà pure spicciola, come osservato da Minstrel, ma almeno qualcosa di teologico c’è – quel tanto che basta per non piacere a Mancuso.

In linea di massima condivido le due recensioni su Avvenire http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/benigni-ci-mette-anima.aspx e su UCCR http://www.uccronline.it/2014/12/17/caro-benigni-solo-la-chiesa-difende-la-bellezza-della-sessualita/
E non entrerò nel merito delle inesattezze, esplicite ed implicite, espresse durante l’esposizione del sesto.
(Potrebbe essere interessante invece, tempo permettendo, un’analisi-risposta a Benigni da parte di Simon, dato che è effettivamente l’unico comandamento che non ha approfondito come gli altri, facendo entrare in scena il “clown”, come osservato da Avvenire).
Potrei magari tentare una umanissima (satirica heheh) giustificazione per Robertino: forse un pò tutti noi, prima o dopo, abbiamo tentato di interpretare in modo personalissimo il sesto comandamento  – quindi ok Roberto ti possiamo capire ma non ti possiamo dare del tutto ragione sulla sostanza, e tantomeno possiamo riconoscerti una buona analisi, come quella che hai fatto per gli altri comandamenti. Fine della leggera critica dissenziente.

SUPERFICIE

La cosa che più mi è piaciuta della presentazione di RB è l’indiretta DEFINIZIONE di Dio che si è formata via via con lo svolgersi del decalogo. Tramite l’arte ha veicolato quello che molti filosofi e teologi tentano di veicolare ad ascoltatori spesso sordi e chiusi in recinti mentali ed ideologici. Mi fa riflettere che molte persone (come Samuele ed altri commentatori in rete) vi abbiano visto una “libera interpretazione” di Benigni: una poesia ispirata ad un testo che ne è privo, una poesia ispirata ad un ipotetico dio che ne è privo…..Molti hanno visto ed ammirato una Grandezza ed una Bellezza “costruita” ad arte da Benigni, “solo” da Benigni, anche se alcune volte lui stesso ha affermato con tono sincero “non dovete applaudire me, ma l’Autore”…
Molti, in rete, sembrano dire “Ok, nel comandamento ci sono scritte due parole e Benigni ne ha aggiunte altre duemila di poesia liberamente tratta. Molto bello: aahh se Dio fosse davvero quello che dice Benigni!”
Qua risponderei, con Avvenire che ad un certo punto lo riconosce “esegeta”, che DIO È quello descritto da Benigni e anzi…..ora prendetelo e moltiplicatelo pure all’infinito in Bellezza e Poesia. RB non stava facendo solo “personale interpretazione” come è normale che sia per qualsiasi uomo e artista, ma stava facendo corretta interpretazione. Si è ancorato alle Scritture, alle fonti, ha avuto i suoi “tecnici” per questo. Poi…. ha affidato il tutto alla sua anima di credente e artista.
Poesia che interpreta. Interpretazione corretta che diventa poesia. Interpretazione corretta che apre e scopre quello che è il Comandamento: vita, amore, bellezza, infinito, libertà. Roberto: “Dio non è carino. Dio è profondo”.
Questo ha espresso RB e questo esprimono i Comandamenti, completati dal Comandamento dell’Amore di Gesù, correttamente ricordato.
E tutto ciò non lo dico io in vena di romanticismi natalizi: lo dicono i padri della Chiesa, lo dicono i Santi, lo dicono i filosofi, lo dicono i teologi, lo dicono i biblisti, lo dicono e lo sperimentano i cristiani veraci. Quello che ha descritto il nostro comico toscano, accolto con molti apprezzamenti anche dai non credenti, è il “minimo sindacale” di Dio.
E già vi è piaciuto….

PROFONDITA’

Vediamo ancora perché è stato bello il percorso biblico guidato dell’esegesi benigniana.

Che cosa fa Dio rivelandosi all’uomo?
Che cosa fa Dio quando si presenta all’uomo con una struttura intelleggibile-leggibile, quale possono essere considerati i Comandamenti ?
E perché Dio si presenta così? Quale il suo scopo? Che cosa vuole da noi?

Tutto questo si chiede Roberto Benigni, tra le righe, accompagnando quanti “tra le righe” intendono chiedere proprio questo davanti alla parola “Comandamenti” o magari direttamente davanti alla parola “Dio”.
A che cosa servono i Comandamenti ?

Ad un certo punto Benigni ce lo dice esplicitamente con una frase che strappa l’applauso:

“Dio ci ha allargato il cuore mettendoci dentro la libertà, ci ha allargato la testa mettendoci dentro l’infinito!”

Dio parla direttamente al cuore e all’intelletto dell’uomo. E inizialmente, ci racconta Roberto, prima di parlarci ci attira come ha fatto con Mosè: è il fuoco che arde nel roveto senza estinguersi (Esodo 3,1-6).
Roberto: “E che cos’è che arde e non consuma? L’amore! Quando siamo innamorati si brucia, si arde, ma non si consuma”
Dio per la prima volta si presenta per ciò che primariamente ed essenzialmente è: Amore. E poi dice il Suo Nome. E poi ci insegna le Leggi che ci renderanno la Libertà del cuore e dell’intelletto. Amore. Personale. Libero.

Roberto: “Essere liberi non è facile. La libertà è faticosa, vuol dire essere responsabili delle proprie scelte, per questo tanti non la vogliono. Dio, invece, vuole che noi impariamo la libertà”.

E se l’uomo non rispetta alcuni comandamenti?
(Ottima anche la distinzione fatta esplicitamente da RB tra i Comandamenti che riguardano il comportamento verso Dio e quello verso gli uomini propri simili, non credo che tutti gli italiani ne siano al corrente)
Roberto ci parla della bontà di Dio: se si arrabbia, lo fa per 3-4 generazioni e poi gli passa. Ma se facciamo bene ci benedice per 1000 generazioni (che significa infinito).

Sì, ma chi ci dice che quello là buonissimo e bellissimo non ce lo siamo inventati noi? Benigni ha dato, lungo tutto lo spettacolo, molti indizi ai non credenti, soprattutto riferendosi alle “sorprese” , ai “regali” e alle “rivoluzioni” contenute nella Bibbia e nel Decalogo.
Mentre oggi ci possono sembrare delle ragionevoli norme morali/sociali (ad. es. Non uccidere) Roberto ci ricorda, analizzando la storia, che 3000-3500 anni fa quei comandamenti costituivano praticamente qualcosa di incomprensibile ai più, di originale, di controcorrente. Di inaudito. Gli idoli erano attesi e accettati. Dio era inaspettato.
“Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

Molto utile a questo punto anche la specificazione di Benigni sul “non ti farai idolo né immagine “. Roberto ci spiega che non significa buttare a mare l’arte. Quello che è vietato è trasformare le immagini in idoli. È vietato fare un culto sulle immagini. L’idolatria è vietata da Dio!
Anche questo è grandioso: perché Dio ci dice subito quello che non è e che non vuole essere per noi. Un “dio” (minuscolo) idolatrato è la schiavitù. Dio è la libertà e ci insegna a raggiungerla personalmente e come umanità intera.

E che dire del comandamento “Ricordati di santificare la festa” ?
A più riprese Roberto richiama la Creazione e il Giorno in cui Dio si ferma e guarda e si compiace e dice “Che bellezza!” e dice “Ora vai!”. Usciamo dalle mani di Dio e tutto ha inizio.
Siamo liberi di riconoscerlo oppure di non riconoscerlo, di andare verso di Lui o lontano da Lui.

Per chi vuole andare verso di Lui (e senza considerare per il momento l’evento cristiano come “avvertiti” anche da Benigni nel corso di brevi accenni) : fermandoci una volta alla settimana, e facendo silenzio, noi ammiriamo la creazione come l’ha ammirata Dio e ci ricordiamo del miracolo della vita che continua. Ci ricordiamo di chi è Lui e di chi siamo noi.
Silenzio.
Inchino.

GRAZIE ROBERTO

Per chi volesse leggere altre recensioni e citazioni dallo spettacolo:

Recensione positiva su Aleteia http://www.aleteia.org/it/arte/articolo/amore-e-liberta-i-volti-del-dio-di-benigni-5878588670738432
Recensione sul blog Una casa sulla roccia, critica al punto giusto http://unacasasullaroccia.com/2014/12/17/i-10-comandamenti-di-benigni-parte-2-promossa-o-no/ – Sono d’accordo con la tesi che si può così riassumere: “ok Benigni non è stato perfetto e anche molte altre cose, MA per la situazione in cui versa oggi l’anima della gente….è stato sicuramente ispirante”
Una seconda recensione di Avvenire “Roberto e il dono ridonato” http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/ROBERTO-E-IL-DONO-RIDONATO-.aspx

Ho letto in giro che lo show verrà replicato il 25 e 26 dicembre, su rai5. Notizia da ricontrollare.

Concludo con Papa Francesco. No, non parlo della telefonata 😉
Con l’occasione faccio un collegamento “didattico” tra i Comandamenti e il Santo Natale, l’Incarnazione di Gesù.
“Dio ha voluto salvarci nella storia”
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/santa-marta-38151/

E ritorniamo, per chi vuole, al roveto ardente di Roberto….
http://www.zenit.org/it/articles/cinque-simboli-del-roveto-ardente

***********************************************************
Sempre con l’occasione vi copio-incollo delle citazioni natalizie che mi ero salvata per dei biglietti di auguri.

“L’inaccessibile volle essere raggiungibile, Lui che esiste prima del tempo cominciò ad essere nel tempo, il Signore dell’universo, velando la grandezza della sua maestà, prese la natura di servo”  (san Leone Magno)

“La venuta di Cristo dirada le tenebre del mondo, riempie la Notte santa di un fulgore celeste e diffonde sul volto degli uomini lo splendore di Dio Padre”
(Benedetto XVI)

“Egli viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all’uomo e farsi trovare là dove l’uomo trascorre i suoi giorni nella gioia o nel dolore”
(Papa Francesco)

Buon Natale
Trinity

Annunci


Categorie:Attualità cattolica, Sacra Arte

Tag:, , , ,

18 replies

  1. Grazie, carissima Trinity, per questo post sullo spettacolo di Roberto Benigni.
    Purtroppo non l’ho visto per quattro ragioni: (1) non sapevo che esistesse, (2) non vivo in Italia, (3) non ho televisore, (4) in queste ultime settimane ho avuto pochissimo tempo libero a disposizione 😦
    Mi chiami in ballo sulla questione del sesto, ma non posso davvero commentare non avendo visto lo spettacolo e credo davvero che la recensione da te citata dell’UCCR risponda alla questione.
    Sennò, molto indirettamente, del sesto ne ho parlato proprio qui: https://pellegrininellaverita.com/2014/12/19/humanae-vitae-ermeneutica-della-riforma-o-della-rottura/comment-page-1/#comment-10395
    Secondo me, comunque, uno spettacolo è uno spettacolo, cioè un momento di divertimento e di convivenza, non un corso di teologia o di proselitismo forzato.

    In Pace 😀

    P.S.: Tutti i comandamenti sono centrati sulla nozione di fedeltà, quella stessa fedeltà che Dio ha verso gli uomini e che è richiesta agli stessi inverso Dio e tra di loro. I Dieci Comandamenti (salvo il primo, il secondo ed il quarto) sono espressi in modo simmetrico mentre la novità della Buona Novella, come il discorso della montagna e il comandamento datoci da Gesù, sono espressi in modo asimmetrico: il simmetrico calcante più sulla negatività e l’asimmetrico più sulla positività delle azioni, il primo esprimendo di più una costrizione il secondo di più una motivazione.
    Ne avevo discusso in marzo in questi due posts:
    https://pellegrininellaverita.com/2014/03/07/la-buona-novella-asimmetrica/
    https://pellegrininellaverita.com/2014/03/09/la-pastorale-asimmetrica-e-papa-francesco/

    Mi piace

    • Grazie a te Simon.
      Mi hai fatto ricordare che anche Benigni nel corso delle spiegazioni faceva la distinzione tra i comandamenti “non” e gli altri.
      Spettacolo: sì, c’era molto dedicato allo spettacolo e mi è piaciuto che sia stato ben coniugato con la parte seria. Ad esempio, prima di entrare seriamente nel “non rubare” ha scherzato sul fatto che il comandamento fosse stato scritto da Dio direttamente in italiano (da alcuni anni e anche nelle ultime settimane siamo sommersi di notizie di scandali in varie amministrazioni italiane) e che Mosè chiedesse spiegazioni perché non capiva 😀

      Sul sesto, direi che una buona risposta potrebbe essere quella che hai postato a Sam spiegando che cosa è o non è “sessuofobia”. L’ “accusa” di Benigni (alla Chiesa cattolica) era di aver creato inutili sensi di colpa agli adolescenti impegnati in attività autoerotiche, inserendo qui il Benigni vari aneddoti divertenti (ecco perché Avvenire dice che là l’esegeta lasciava la scena al clown). L’altro punto, richiamato da UCCR, era sul fatto che i cattolici hanno tradotto per molto tempo “atti impuri” laddove era scritto “non commettere adulterio”.

      Liked by 1 persona

      • Beh un atto “impuro” è un adulterio nell’ordine della fedeltà nella speranza.

        A proposito del non rubare, mi fai pensare ad una barzelletta raccontatami da un mio caro amico ebreo da 38 anni…. e che ben spiega perché ci sono ben due tavole della legge

        Un po’ prima dei tempi di Mosè, quando Dio decise di proporre le tavole della legge all’umanità, si presentò dapprima presso un profeta cattolico:
        -Profeta, farò di te una persona perennemente famosa, se accetti di propagare questa tavola sulla quale c’è la Mia legge
        Il profeta cattolico chiese:
        -Ma è permesso commettere l’adulterio colla Tua legge?
        Al che Dio precisò ovviamente di no e il profeta cattolico Gli rispose che la tavola in questione non lo interessava più di tanto.

        Dio andò allora da un profeta mussulmano e gli fece la stessa domanda posta a quello cattolico, al che il profeta musulmano rispose chiedendo:
        -Ma è permesso mentire colla Tua legge?
        Ovviamente Dio gli rispose di no e il profeta musulmano si disse non interessato.

        Infine Dio andò da un profeta ebreo:
        -Profeta, farò di te una persona perennemente famosa, se accetti di propagare questa tavola sulla quale c’è la Mia legge
        Al che il profeta rispose interessato:
        – E quanto costa?
        – Nulla, rispose Dio
        Allora il profeta ebreo, ancor più interessato, esclamò:
        – Allora dammene due!

        In Pace

        Liked by 2 people

  2. Benigni vuole fare il suo solito pippotto sulla libertà e l’amore e per questo decide questa volta di appoggiarsi al libro di esodo ( la volta scorsa l’aveva fatto praticamente uguale col risorgimento ). Mai scelta può essere considerata più insensata. Benigni legge Esodo e arriva a leggere fino a Esodo 20 che è il passaggio in cui Dio consegna i famosi dieci comandamenti e qui si ferma. Su questo ( pealtro forzando l’interpretazione di alcuni punti in maniera intollerabile ) arriva a stabilire diversi punti tra i quali secondo Benigni:

    1 – Dio parla a mosè perchè è l’ultimo tra gli ultimi e lo aiuta a liberare gli schiavi perchè odia la schiavitù.
    2 – Dio consegna i dieci comandamenti agli uomini perchè nella sua infinita saggezza sa cosa è giusto per noi.
    3 – guai a fare le guerre in nome di Dio perchè Dio non vuole questo.

    Ora, se io prendo come riferimento per un discorso di etica e morale un libro questo libro deve essere veramente speciale e soprattutto mi aspetto una certa coerenza altrimenti se semplicemente prendo le cose che mi fanno comodo e trascuro quelle che non mi fanno comodo posso fare la stessa cosa con Hitler e dire che era un uomo buono perchè ha preso una germania dove erano tutti disoccupati e poveri e ha dato a tutti un lavoro. Se faccio una cosa del genere però giustamente TUTTI mi dicono “fermati, e il fatto che abbia dato inizio alla seconda guerra mondiale e abbia ucciso 6 milioni di ebrei dove lo metti?” E allora Leggiamo allora Esodo:

    Esodo 21, il paragrafo immediatamente successivo a quello letto da Benigni ( fate attenzione che non devo andare a pescare in altri passaggi della bibbia a migliaia di pagine di distanza, devo solo CONTINUARE A LEGGERE DA DOVE SI FERMA LUI ):

    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ri…toOn=1&mobile=

    sempre Dio comunica tutta una serie di leggi a Mosè e gli spiega come trattare i propri schiavi.
    E qui se ne va a ramengo il punto 1 di Benigni, perchè Dio stando ad esodo non è contrario alla schiavitù ma è contrario alla schiavitù del suo popolo che è il popolo eletto. Quindi dio non ama tutti gli uomini, ama i suoi uomini e gli altri li stermina impunemente. Il suo popolo invece schiavi ne può tenere quanti ne vuole, a determinate condizioni che lui pone. Logica incompatible con la nostra attuale morale, incompatibile con la morale che un Dio buono e giusto dovrebbe avere e con il Dio amorevole che benigni ci disegna e che ama gli oppressi ( ma compatibile con la mentalità sociale dell’epoca, che ne tradisce un origine più terrena che divina )e incompatibile soprattutto con il discorso con cui benigni ci fracuglia i maroni per due ore.
    continuando a leggere esodo 21 Dio ci dice quando e chi è giusto uccidere e sono tante le persone che si possono uccidere e sono tanti i motivi per cui è doveroso uccidere in suo nome ( se non rispetti lo sabbat, se mangi certi cibi e via discorrendo ).

    Esodo 21.20 è particolarmente illuminante ( tenete presente che è sempre dio che parla e detta le sue leggi ) “quando un uomo colpisce con il bastone il suo schiavo o la sua schiava e gli muore sotto le sue mani, si deve fare vendetta. 21 Ma se sopravvive un giorno o due, non sarà vendicato, perché è suo denaro.”

    E se ne va a ramengo quindi anche il punto 2 di Benigni.

    per quanto riguarda il punto 3 sempre in Esodo ( Esodo 30 ) Dio spiega a Mosè che ucciderà chiunque si ponga sulla strada del popolo di Israele e che la loro terra sarà loro per sempre ( insomma proprio nella profonda moralità del testo citato da benigni si gettano le radici del conflitto israelo palestinese, questo per dire quanto sia PERICOLOSO citare testi di 3000 anni fa come fonte insindacabili, in quanto parola di Dio, di diritto e morale odierni ) e continuando a leggere si ci si imbatte in:

    Esodo, 32:27 – Alla vista del vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu compiaciuto.

    e così crolla il terzo punto di benigni, quello che “guai a uccidere nel nome di Dio perchè Dio non lo vuole”.

    Senza considerare che esodo mi pare si concluda con Dio che indica a Mosè la valle dove andare esortandolo ad uccidere chi già ci abita, a prendere come spose le donne sotto i nove anni, come schiave le altre e uccidendo tutti i maschi. Ma potrei confondermi con la storia di Abramo qui quindi quest’ultima prendila con le molle perchè ora il discorso che voglio fare non è telogico in senso generale ma un puro discorso di coerenza tra il discorso che fa benigni e la fonte su cui si basa per portare avanti questo discorso.

    LOGICO
    i dieci comandamenti non hanno di fatto nulla di speciale. Fin dal catechismo ti dipingono un quadro di barbarie e desolazione in cui poi l’uomo riceve i dieci comandamenti da Dio sul monte Sinai e diventa socialmente morale. Nulla di più insensato e sono i comandamenti stessi che ce lo dicono. Di dieci la metà sono di contenuto teologico e di fatto inutili a livello puramente utilitaristico ( onora il tuo dio, non avrai altro dio, santifica le feste ) mentre i comandamenti diciamo sociali ( non uccidere, non rubare, non mentire ) sono una cosa ridondante al concetto di società stesso.
    E’ insito nel fatto che già esistessero delle società ( e che società, l’impero egizio, gli ittiti, i babilonesi, i sumeri solo restando nel medioriente ) che comandamenti di quel tipo fossero già assunti e rispettati. Non puoi costruire una società in cui la gente si uccida impunemente tra di loro o rubi l’un l’altro senza che questa società collassi su se stessa.
    Comandamenti di questo tipo si trovano già in opere come il codice di Hammurabi che non ha nulla di divino o di rivelato ed è antecedente ad esodo. E come si vede in esodo i comandamenti di esodo 21 riflettono più una etica e una legalità tipica del codice di Hammurabi che non della legge di amore universale di Dio. Ergo cosa è più probabile? Che queste leggi siano state influenzate dalle culture e civiltà contemporanee e adiacenti o che Dio abbia rivelato realmente a Mosè quando è giusto uccidere un proprio schiavo?

    Mi piace

    • Penso che, più che Hammourabi, in questo caso preciso quelle leggi siano state ispirate dal corpus giuridico egizio: ma non sono uno specialista.
      In Pace

      Edit: ho trovato in linea questo testo egizio:
      “Un libro dei morti del XVI sec. a. C. ha le seguenti dichiarazione d’innocenza al
      dio Anubi, simili al Decalogo dato al popolo ebraico che usciva dall’Egitto:
      -O corridore di Eliopoli, non ho commesso iniquità.
      -O splendente, che vieni dalle sorgenti del Nilo, non ho rubato.
      -O faccia tremenda, che vieni da Rosetau, non ho ucciso.
      -O spezzatore di ossa di Eracleopoli, non ho dato testimonianza falsa.
      -O malvagio, che vieni da Busiri, non ho desiderato la roba d’altri.
      -O vedente, che vieni dal macello, non ho fornicato con la donna d’altri.
      -O comandante, che vieni da Nu, non ho bestemmiato.
      Ma ho dato pane agli affamati, acqua agli assetati, vestiti agli ignudi

      http://www.bibbiaweb.net/bibbia54.pdf

      Mi piace

      • Giusto, anch’io ho portato solo un esempio con un testo che conoscevo un pochino meglio (l’ho ripreso in storia della logica) ma ovviamente non sono uno storico giurista.
        Perfetto esempio quello che porti.

        Liked by 1 persona

    • Ciao Andrea.
      Starei attento a semplificare in modo così drastico le possibili letture di una scrittura che ha su di sè, sedimentati, più di 2000 anni di storia e molteplici riletture sotto i più svariati aspetti.
      La tua analisi antropologica ad esempio riflette la tua cultura laica e antigiusnaturalista e semplicemente fai la stessa cosa che imputi agli altri: ermeneutica soggettiva su uno scritto che lo permette.
      Se si vuole tentare un minimo di obiettività, nel limite della stessa, è necessario prima comprendere sotto quale aspetto si fa ermeneutica di un testo e con quale pensiero ci si avvicina allo stesso. Successivamente si comprenderà quindi quel che quel testo può dire sotto quella precisa ermeneutica, senza dimenticare che tale approccio non sarà né esaustivo e forse nemmeno perfettamente lucido da un punto di vista storico. Sarà il tuo approccio personalissimo, valido probabilmente come pura opinione e come tale pertanto nulla di scientificamente rilevante. A meno che tu non abbia dalla tua degli studi approfonditi di filologia, di storia (semitica soprattutto in questo caso) e di lingue (semitiche). A questo punto è ovvio che gli aspetti che potrai illuminare con il tuo approccio saranno molti e tutti molto profondi. A quel livello scoprirai pertanto la possibilità di leggere tale scrittura sotto l’approccio sincronico o diacronico oppure osservando il tutto sotto l’aspetto della formazione del canone oppure sotto l’aspetto delle influenze possibili per un popolo geloso della loro originalità come quello ebraico oppure ancora sotto l’aspetto tematico (libro “storico”, libro di profezia, libro poetico…) e così via.
      Certo saprai anche tu, come ti ha ben mostrato Simon, che non puoi pensare di scrivere questo per spaventarci con due nozioni alla Zeitgeist (fra parentesi, è chiaro che da un punto di vista storico biblico le stronzate di quel video sono di immane portata?!) sperando che esse provino la discendenza umana di tale scritture.
      E non c’è bisogno di scomodare il catechismo per ricordare che la Bibbia, sotto la visione cristiana, è un cammino verso una maggiore comprensione di un Dio che si mostra mediante l’agiografo e la sua cultura. Ma sarebbe solo un ulteriore aspetto di ermenetica possibile sullo stesso scritto, anch’esso con un retropensiero preciso che andrebbe percepito per comprenderla meglio.

      Il “retropensiero” di Benigni è: Dio esiste; Dio ha parlato dietro queste parole intrise di cultura dell’agiografo; è possibile rintracciare un profilo modalmente umano di Dio dietro queste parole.
      Considerali degli apriori che non possono essere toccati a meno di non “tradire” l’asse portante dell’operazione. Apriori che lui mai ha voluto difendere, ma su cui ha voluto costruire.
      Non voleva impegnarsi in una nuova via di prova razionale o meno dell’esistenza di Dio. E nemmeno osannare al giusnaturalismo con inconfutabili prove storiche. Forse nemmeno fare pura esegesi biblica nonostante si sia comunque avvalso di teologi, giustamente.
      Tant’è che qui non abbiamo mai parlato di eventuali “errori” di comprensione teologica o storica o esegetica del Benigni. Abbiamo compreso da dove nasce e come ha gestito l’operazione.

      Voleva fare poesia. Si, quella che non dice niente perché può dire tutto.
      Ma guarda caso questo dire nulla ha dato fastidio a chi in quella poesia ci ha letto essenzialmente altro.
      Forse perchè quando si fa ermeneutica di un messaggio, sia esso scritto come la Bibbia o orale come la trasmissione di Benigni, raramente si pensa sotto quale aspetto lo si sta analizzando.
      Forse perché qualcosa d’altro c’era davvero ed è la passione pura e semplice per un mistero che rimane tale anche se analizzato sotto tutti gli aspetti “tecnici” possibili e che forse solo la conoscenza analogica della poesia e della passione può pensare di sfiorare.
      E a me piace pensare che sia questo che da fastidio: la potentissima conoscenza che dà la poesia, il poetare, il modo di approcciarsi che pare irrazionale, ma che se ben calibrato (leggi utilizzo di teologi per indirizzare le intuzioni verso della fondamenta condivise dalla conoscenza di oggi), tocca corde precise e smuove gli animi! Sveglia dal torpore, non fa restare addormentati, impone la veglia, domanda. E ovviamente, come nel tuo caso, fa pure incazzare.
      Perché la poesia è il linguaggio usato al massimo della sua potenzialità espressiva e, esattamente come la mistica, va compresa all’interno di un preciso ambiente.
      E il richiamo alla mistica è voluto!
      Ciò che dice un mististico, definito nel suo ambiente (in gergo si dice letto “in ambiente divino”), diventa il massimo della speculazione! Come se il linguaggio sensibile in bocca al mistico sia l’esempio più perfetto di cosa si deve significare con quella parola rispetto a Dio. Se non lo dice il mistico quella parola lì potrebbe essere una bestemmia.
      Tipo: Dio è il sole! eeeeh, idolatra!
      Ma se ce l’ha in bocca il mistico e capisci il modo in cui te la rappresenta dici “si, è vero”.

      Non voglio dire che Benigni ha fatto il mistico, ma che per la prima volta una poetica biblica è apparsa per il grande pubblico e ha fatto la sua porca figura. Non leggerlo sotto una analisi che tradisce chi parla e pure te stesso e le corde che inevitabilmente ti ha mosso. Se proprio se ne vuole parlare parliamo di quelle corde.

      Liked by 2 people

      • Superlike Minstrel post ore 10.33

        Mi piace

      • Guarda ad essere sincero non mi ha toccato molto perchè non l’ho neanche visto per intero, ma a spezzoni, e quello era un mio commento a quegli spezzoni su un forum e cadeva a fagiolo anche col post di trinity.

        A me sembra solo molto ipocrita leggere messaggi che sono diammetralmente opposti alle pagine che si vanno a leggere.
        Di nuovo sono i versetti IMMEDIATAMENTE SEGUENTI quelli in cui si parla di schiavitù, guerre e sterminio.
        E tu mi fai uno spettacolo a dirmi quanto Dio, con questi bei comandamenti, non vuole schiavi e guerre? O_o

        Posso convertire in poesia anche una pagina del Mein Kampf e parlare di come Hitler voleva la pace nel mondo, ignorando le parole immediatamente seguenti in cui diceva che la via per farlo era lo sterminio delle razze inferiori.

        Mi piace

        • Fallo, Andrea. Vediamo se è vero e se tocchi certe corde. 🙂

          Mi piace

          • C’è chi lo fa, e c’è chi viene toccato, purtroppo, da tali corde… E’ appunto questo il problema, la gente che dice cose a cazzo ma emoziona.

            Io non sono ipocrita, ed evito di fermare a leggere a metà di un capitolo. Cioè si sta fondamentalmente discutendo se è giusto dire cose a cazzo, basta “emozionare”?!

            Cioè con tutte le cose belle che puoi dire sull’antico e in particolare sul nuovo testamento, con tutte le cose buone, belle e giuste che il cristianesimo ha messo sul piatto in secoli, qui abbiamo un tizio che si è messo a dire “questo ci dice che nessuno deve essere schiavo e l’uomo è libero” quando LA FRASE DOPO da quella in cui si è interrotto si parlava di come trattare gli schiavi (con perle del calibro che va bene bastonarli e lasciarli agonizzanti per qualche giorno, basta non ucciderli, d’altronde è “suo denaro”) però va bene perchè “emoziona”…

            E’ ovvio che ci siano stati fior di studi biblici volti anche a sconfessare tale pratiche morali, a contestualizzare ad approcciarli dai più disparati approcci… ma non c’entra nulla.

            Non fai uno spettacolo in cui parli, citando una frase, di come questa parli di libertà se NELLA FRASE DOPO si parla esplicitamente di schiavismo.
            dai su… un minimo di coerenza… minimo…

            Mi piace

            • Ho capito il tuo punto Andrea!
              Il discorso è che lui lo legge alla luce del NT (Benigni è stato seguito fra gli altri da un metodista, se non sbaglio) e non in modo letteralista. Ed è proprio l’antiletteralismo l’unica modalità di lettura possibile per non tradire l’ermeneutica di una scrittura tanto stratificata.
              La tua accusa regge logicamente, è ovvio, ma andrebbe mossa a degli Ebrei ortodossi letteralisti che si permettono di dire quel che dice Roberto. Naturalmente quest’ultimo non è ne uno nè l’altro e nè quell’altro.
              E altrettanto ovviamente gli Ebrei ortodossi letteralisti non direbbero mai quel che Roberto dice.

              Aggiungo in conclusione che in prospettiva cristiana (quella di Benigni) i Comandamenti sono letti nell’alveo della tradiizone della Chiesa la quali li ha accettati non perché rientranti in un corpus “sacro” da sempre (l’AT presente nelle varie Bibbie è creazione della Chiesa Cristiana ed è solo dopo questo impulso che anche gli ebrei hanno cominciato ad adottare un canone fisso di libri!), ma perché erano le scritture che Gesù stesso leggeva e commentava (a suo modo!) al Tempio. I comandamenti (le 10 parole) sono importanti per il Cattolico perché la Chiesa li ha inglobati e li ha inglobati sotto la sua visione ed interpretazione (che è poi quella “che il Signore ci ha insegnato” come si suol dire). E con questo rispondo anche a Benigni (o meglio al Pastore che gli ha consigliato questa tirata d’orecchi a ROma che non fa mai male…), il quale durante la descrizione del sesto comandamento si è “lamentato” che la Chiesa ha “cambiato le parole”. Certo che l’ha fatto, le ha reinterpretate e alla grande.

              In brevis: la tua critica è perfettamente lucida ovviamente, solo non in questo caso. 🙂

              Mi piace

        • Comunque ripeto, il problema della violenza nell’Antico Testamento è tutt’altro che un problema perché dipende dall’interpretazione che se ne dà. L’interpretazione letteralista è scartata da tutti gli esegeti che vogliono definirsi tali, imporsi una interpretazione letteralista (come tu fai dando a tutti i versetti un valore assoluto e di pari grado) significa voler leggere quei testi tradendoli, cioè reinterpretando quello che essi hanno significato nei secoli nei quali sono stati scritti e nelle tradizioni che hanno fatto nascere.
          Una di queste tradizioni interpretative ad esempio è il Cristianesimo, dove questa presunta violenza divina (che fa molto un Dio antropomorfo che naturalmente è irrazionale all’ennesima potenza) non fa certo problema poiché tali scritture vanno lette con il grimaldello del cosidetto NT.
          Ti lascio due letture che nella loro semplicità (semplificazione) forse fanno male il loro lavoro “apologetico”, ma d’altra parte se la mia biblioteca di ebook conta nella categoria dewey 220 (Bibbia e dintorni) circa 300 libri (e quella di Barbaglia uno 0 in più…) un motivo non sarà solo la passione per il prolisso dei biblisti e dei filologi di tutto il mondo… 😉

          http://www.uccronline.it/2012/07/12/i-passi-violenti-dellantico-testamento-e-le-furberie-laiciste/

          http://www.uccronline.it/2013/11/21/come-spiegare-le-espressioni-violente-dellantico-testamento/

          Mi piace

  3. Visto che siamo all’ante-vigilia di Natale penso sia giunto anche il momento opportuno per fare a tutti gli Auguri di buon Natale. Quindi Auguri di buon Natale a TUTTI. (Mi sia concesso un pensiero particolare a Claudio -che non so se sia nelle umide nebbie inglesi o nella nostra Italia per queste festività- col quale condivido la “emigrazione” o pendolarismo -per me ormai ventennale- per motivi di lavoro. Un cordiale abbraccio!).

    Per quel che riguarda il tema del post, riporto il mio pensiero in merito, già precedentemente riportato in un altro blog:
    “Io ho visto le due puntate. E credo di averle prese per quello che erano. Lo spettacolo di un comico -il migliore, se non l’unico nel panorama italiano- che ha saputo misurarsi col limite di parlare come laico e come comico dei Dieci Comandamenti. E da laico e da comico ci è riuscito benissimo.
    Ovvio che, volendo, il credente preparato può fargli la tara, ma credo non sia giusto, era uno spettacolo televisivo di un comico, nulla di dogmatico che si svolgesse in ambito chiesastico e/o solenne.
    Non credo meriti “critica” negativa in quanto tale, e se proprio uno ci tiene offre una opportunità di evangelizzazione, “perfezionando” -anche gli altri- in certe interpretazioni. Ma non si può criticare il laico e il comico per aver fatto e detto quanto…”

    Liked by 4 people

  4. Nei seguenti link un’interessante recensione del Benigni Show.
    di Robert Cheaib in 10 punti. 7 argomenti a favore, 3 contro. In due brevi articoli:

    Primo
    http://www.theologhia.com/2014/12/dieci-comandamenti-Roberto-Benigni-Rai-Uno.html

    Secondo
    http://www.theologhia.com/2014/12/dieci-comandamenti-Roberto-Benigni-Veronesi-Rai.html

    Collegato al dibattito con gli atei, una visione che condivido, sempre di Cheaib.
    Da dove nasce il rifiuto di Dio
    http://www.theologhia.com/2014/12/dove-nasce-il-rifiuto-di-dio-una.html
    Come guarire un’immagine distorta di Dio?
    http://www.theologhia.com/2014/12/guarire-immagine-disorta-Dio-ateismo-emotivo.html

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: