La diabolica persecuzione dei Francescani dell’Immacolata

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Penitenziagite!

Pubblichiamo la traduzione di The Scandal of the Franciscans of the Immaculate, articolo scritto da Padre Angelo Maria Geiger FFI sul suo blog personale .

 

Rorate Caeli ha recentemente pubblicato uno ‘scoop’ riguardante la storia delle sospensioni di sei consacrati del nostro Istituto, che hanno lasciato le loro case religiose senza permesso per “rifugiarsi” presso “ vescovi comprensivi.” Ci sono diverse cose da considerare nell’interesse della giustizia.

Molti sono giustamente scandalizzati. La domanda è perché?

Dati mancanti

RC afferma che i frati siano partiti senza permesso perché “l’atmosfera all’interno dell’Istituto era diventata insopportabile e soffocante per loro, con effetti estremamente gravi, sia fisici che psicologici.” Per amor di discussione, ammettiamo per ipotesi che questo sia vero. Ma d’altra parte, la partenza dei frati dalle loro case religiose senza permesso potrebbe anche dimostrare che ci fossero validi motivi per l’intervento della Santa Sede. Forse-ma forse- ciò che ha portato alcuni frati a rivolgersi alla Santa Sede è stata proprio la preoccupazione per l’esistenza di una mentalità para-ecclesiale all’interno dell’Istituto .

Ho recentemente visitato tutte le nostre case negli Stati Uniti e in Australia. Neppure un frate in una delle sette case ha lasciato l’Istituto o chiesto una dispensa. Sicuramente, nessuno è fuggito dai suoi superiori ecclesiastici o dalla casa religiosa cui è stato legittimamente assegnato. Tutti stiamo soffrendo nell’Istituto, a prescindere da come ci si senta per la situazione. Bisogna fare attenzione ai pettegolezzi diffusi da individui che non hanno neppure il coraggio di firmare ciò che postano nella blogosfera.

P Volpi ha sospeso dal ministero singoli sacerdoti attivi che vivono, per loro stessa scelta, fuori delle loro case religiose, senza un superiore, in contrasto con il loro voto di obbedienza. Nessun Superiore maggiore (o ordinario) responsabile per i sacerdoti potrebbe mai consentire ai singoli chierici di lasciare la sua giurisdizione senza permesso e continuare ad esercitare il ministero sacerdotale.

Segnali di pericolo

Non si tratta di quanti avvertimenti abbiano ricevuto i frati. Il loro ordinario ha semplicemente detto, “a meno che non siate disposti a vivere sotto la mia autorità, io non ho intenzione di assumermi la responsabilità per l’esercizio del vostro ministero.” Se ritorneranno e decideranno di adempiere gli obblighi più elementari che hanno liberamente contratto con voto solenne a Dio, allora la loro situazione cambierà.

I vescovi “comprensivi” presso i quali questi frati hanno cercato rifugio non sono i loro superiori e non hanno (né non possono avere) la loro responsabilità canonica. L’ordinario canonico è responsabile di tutto ciò che riguarda l’esercizio del ministero sacerdotale dei consacrati. Quella persona per questi frati è p Volpi. Fino a quando decideranno di vivere fuori del convento, in contrasto col loro voto di obbedienza, lui non si assumerà la responsabilità dell’esercizio del loro ministero sacerdotale e li ha quindi sospesi fino a quando non rispetteranno le esigenze più elementari del loro voto d’obbedienza.

Riflettete su queste domande: e se, per esempio, cinque di questi frati fossero della stessa giurisdizione nazionale e la loro defezione stesse causando gravi problemi ai superiori locali e al buon ordine della giurisdizione? E se il fatto di aver ricevuto delle monizioni (avvertimenti scritti) consegnati in modo tempestivo non derivi proprio dal loro vagabondare? E se, almeno in un caso la sospensione non derivasse da tale vagabondaggio ma da motivi più gravi e pressanti?

Ma si potrebbe rispondere: “Padre, non potrebbe essere più esplicito e illuminarci con i dettagli se abbiamo torto? “ Risponderei: “No, non voglio replicare in dettaglio a pettegolezzi che provengono da gente con vendette personali da compiere e che non ha neanche il coraggio di assumersi la responsabilità di quello che dice”. L’unica cosa che potrebbe avere una possibilità di soddisfare questi indignati sarebbe mostrare in pubblico maggiore sporcizia. P Volpi non intende discutere la questione in pubblico; è stato New Catholic a farlo.

New Catholic non era e non è in possesso di tutte le informazioni. E se anche le avesse non le pubblicherebbe, per lo stesso motivo per cui non linka le persone in disaccordo con lui, o per il quale ha menzionato l’affaire di P. Urrutigoity solo quando gli è stato praticamente impossibile ignorarlo. Rorate Caeli non pubblica nulla che non serva per portare avanti i suoi piani. Non è un’agenzia stampa. Si tratta di un blog.

Altre Lacune

Ipoteticamente, potrebbe essere vero che i frati desiderino lasciare l’Istituto perché è diventato repressivo; o magari i frati stanno agendo contrariamente ai loro voti, perché loro sono i veri problemi nell’Istituto per cui la Santa Sede è giustamente intervenuta. In quest’ultimo caso, allora non solo sono le sospensioni sarebbero comprensibili (l’ordinario ha tutte le ragioni di temere che chi si rifiuti formalmente di obbedire possa essere un rischio nell’esercizio del suo ministero), ma sarebbe anche comprensibile che la Santa Sede desideri risolvere il problema internamente e non sia disposta a permettere ai frati di partire per altre giurisdizioni o comunque sanzionare la costruzione di un nuovo istituto.

Non potete sapere quello che non potete sapere, e le fonti di parte non vi diranno mai tutto ciò che non serve per i loro piani. Rorate Caeli continua a suggerire che questi frati non avranno altra scelta che lasciare il sacerdozio e si augura la soppressione di tutto l’Istituto, se le cose non andranno come desiderano loro. Questa non è informazione. Questa è propaganda.

Anche in questo caso, ipoteticamente, la Santa Sede, sotto l’autorità del Papa Francesco, potrebbe star perseguitando dei religiosi che non hanno fatto nulla di male ed essere intenta alla distruzione di un ordine religioso sano, perché i rappresentanti del Papa sono modernisti e massoni. Oppure potrebbe darsi che i blogger pseudonimi che sono stati a lungo legati alla parte lesa di questa faccenda stiano strumentalizzando delle persone per i loro scopi personali. Roberto de Mattei e altri hanno a lungo incoraggiato i frati e le suore a disobbedire alla Santa Sede e New Catholic ha più volte suggerito che le uniche possibilità per i consacrati siano la creazione di un nuovo Istituto o lasciare il sacerdozio.

Non tutti i tipi d’informazione portano alla conoscenza. Distinguete tra giornalismo e propaganda. Fate questo per il bene di tutti coloro che hanno un vero –e non meramente virtuale-interesse nella questione.

Crassa ignoranza

E questo è l’aspetto più frustrante di questi pettegolezzi; principalmente vengono da persone con precisi interessi in questa faccenda, molti dei quali hanno poca o nessuna conoscenza diretta di come sia la nostra vita in un particolare convento. Sono saltati fuori con un certo numero di dati che si adattano alle conclusioni che hanno raggiunto molto tempo fa, con prove scarse o inesistenti, e tralasciano comodamente qualsiasi informazione che possa mettere in discussione la loro narrativa.

Un commentatore mi ha scritto quanto segue:

I vostri scritti sul tradizionalismo sono a volte illuminanti. Ma questa è una situazione per cui vale il “dai loro frutti li riconoscerete.” Il Commissariamento ha portato frutti tremendi nel vostro Istituto.

Che cosa sa questa persona di come fosse veramente la nostra situazione prima del Commissariamento? Quale esperienza diretta può avere della vita dei nostri conventi, prima e dopo l’intervento della Santa Sede? Vero, nel corso dell’ultimo anno abbiamo perso complessivamente delle vocazioni. Ma qualcuno ha idea di quante vocazioni abbiamo perso negli ultimi dieci anni? O di quanti religiosi e sacerdoti siano ritornati alla vita secolare in quel periodo?

Importa a qualcuno, per esempio, che in America abbiamo ancora, anche quest’anno, la stessa media delle vocazioni dell’ ultimo decennio (in questo momento cinque aspiranti)? Non dovrebbe avere qualche conseguenza sulle valutazioni di chicchessia?

E che dire della nostra “decimata” vita? Tutti sanno che abbiamo subito delle limitazioni per quanto riguarda la celebrazione della Forma Straordinaria della liturgia. Ma cosa realmente si sa per esperienza diretta e non per qualche pettegolezzo su Internet ? Abbiamo smesso di indossare l’abito? Abbiamo smesso di pregare in comune per cinque ore e mezzo al giorno? Abbiamo smesso di recitare il Rosario in comune? Abbiamo forse sospeso l’Adorazione Eucaristica e le Benedizioni quotidiane? È la nostra formazione religiosa, spirituale e intellettuale è davvero diventata modernista e progressista? Avete prove? Qualsiasi prova?

I libri che pubblichiamo presso l’Accademia dell’Immacolata, o il nostro apostolato su Internet sono diventati perversi? I nostri sermoni non sono più ortodossi e tradizionali? Qualcuno sa quanti libri abbiamo pubblicato quest’anno? A qualcuno interessa saperlo?

Nell’ultimo quarto di secolo siamo sempre stati conosciuti per la nostra riverente, teocentrica celebrazione della Sacra Liturgia. Davvero non sarebbe più un valore della nostra communita’? Qualcuno ha anche uno straccio di prova reale che possa suggerire che quest’aspetto della nostra vita sia cambiato? Non ci inginocchiamo per la Santa Comunione , o non la riceviamo sulla lingua? Nei conventi in cui per anni abbiamo celebrato Messa ad orientem, non abbiamo continuato a farlo? C’è qualcuno che abbia qualcosa da dire, a parte ripetere dei pettegolezzi ascoltati da una manica di codardi?

All’inizio di quest’anno, ho incontrato molti dei nostri benefattori italiani per le strade di Roma, convinti che l’Istituto fosse diventato un Inferno a causa del Commissariamento. Purtroppo, la mia conoscenza dell’italiano è ancora molto scarsa, quindi non sono stato in grado di dire granché’. Vorrei essere stato in grado di replicare, perché un tizio che sembrava “sapere” di più sulla nostra situazione mi disse qualcosa del genere: “Sa, in realtà il problema non è il rito tridentino o il Vaticano II. Il problema è L’Immacolata . Odiano la Madonna.”.

Quest’affermazione è simile alle altre di cui sopra; ed è una dannosa bugia .

Assumersi Le Proprie Responsabilità

Sono entrato nei Francescani Conventuali nelle Filippine per la Madonna; chiesi la dispensa e mi unì al nuovo Istituto per la Madonna. E chi si è recato presso la Santa Sede, l’ha fatto per una sola ragione, perché voleva vivere la spiritualità di san Francesco e di san Massimiliano Kolbe; ovvero l’ha fatto per la Madonna.

Papa Francesco ci ha detto che siamo soggetti ad una persecuzione satanica a causa del nostro carisma mariano. Ma la Chiesa non ci sta perseguitando.

Un’altra ipotesi: potrebbe essere vero che chi tra di noi ha fatto appello alla Santa Sede dovrebbe riconoscere che ha creato scandalo e distruzione. Ma questo sarebbe vero solo nel caso in cui i pettegolezzi, che come la maggior parte degli uomini di buona volontà sa non costituiscono tutta la storia, siano veri. Tuttavia, se coloro che spettegolano, come New Catholic, e coloro che diffondono i pettegolezzi, , come Pat Archbold e Tantumblogo , sono nel torto sono dunque responsabili di un grave scandalo e di un grande danno contro il bene comune.

So cosa direbbero: che dovrei avere compassione di tutti coloro che nella blogosfera sono giustamente preoccupati per la situazione. Forse. Ma non si tratta comunque di una scusa valida per sedersi dietro un computer dandosi delle arie, senza giustizia o carità, e cliccare sul pulsante Pubblica. Quest’atteggiamento è loro totale responsabilità. E quelli che potrebbero essere maggiormente danneggiati sono quelli che dicono di voler proteggere.

Non sono mai stato più convinto del fatto che appellarsi alla Santa Sede sia stata la cosa giusta da fare di quanto non lo sia adesso.

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Categorie:Attualità cattolica

73 replies

  1. Non è sbagliato inserire nella categoria sproloqui questo testo, che impiega cosi tanto spazio per non dire niente di meglio che il governo dei FI (insediatosi a seguito di un complotto) è vittima di un… complotto (dei blog! Che agiscono secondo misteriosi “interessi”!!).
    P. Geiger sembra un tipo simpatico e fa una certa tenerezza il suo tentativo di convincerci che va tutto bene, e che negli Stati Uniti il trend vocazionale è costante; forse avrebbe potuto dirci che cosa accade fuori dagli stati uniti, ma certamente non avrà avuto i dati sottomano.
    Egli ci informa che molti uscivano negli anni scorsi. Ma ė sempre stato così nell’ordine francescano: ancora vivente Francesco, il rigorismo originale dell’ordine ha trovato oppositori all’ interno dell’ordine. Il francescanesimo rigoroso non è per tutti. Quelli che ora escono non è per cercare comodità, ma perché quel rigorismo sarà stravolto. Non hanno contestato alle suore di pregare troppo e stare in clausura troppo stretta? Vedete, è la solita storia che si ripete periodicamente nell’ordine francescano, fin dalle origini. Oggi, in più, un ordine fiorente come questo era un vivente atto d’accusa contro la degenerazione e la secolarizzazione degli ordini religiosi dopo il concilio vaticano II.
    Tornando a p. Geiger, la sua simpatia e il suo modo divertente di scrivere vorrebbero essere il volto buono e offrire un’immagine rassicurante della situazione interna ( che sarebbe idilliaca, non come dicono i blog reazionari complici del complotto internazionale ecc.).
    Peccato che il quadretto riceva la più sonora delle smentite dal suo confratello e portavoce ufficiale del nuovo governo dei FI, che pubblica sul loro sito un articolo talmente isterico, sopra le righe e quasi demenziale, da far pensare a una persona che ha perso il controllo in preda a una crisi di nervi: 
    http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/298-sospensioni-a-divinis-o-sospensione-della-verita
    Dal testo emerge in tutta evidenza un senso di atmosfera allucinata e isterica (vi sembra scritto da un frate? Incredibile!), che potrebbe esser dovuta al fatto che i congiurati interni abbiano calcolato male le loro truppe e si aspettassero di essere seguiti da un maggior numero di confratelli.

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    • Questo mostra soprattutto quanto la “formazione” manelliana sembra non si concentrasse sull’essenziale nella vita di un religioso: l”obbedienza ai legittimi superiori nella Chiesa e ciò anche quando “non piace”. Abbiamo già parlato in questo blog del caso di un frate, molto conosciuto nell’area trady italiana, che se ne è stato per causa “malattia” a casa sua e a passeggio a Roma, nella disobbedienza, fino, in questo caso, a quel che sembra un ravvedimento, felice, finale.
      Tra l’altro dallo stesso testo da te citato si evince che il Manelli sia quello rema contro il proprio istituto (!) e questo non è nuovo visto che è stato lui stesso a depauperarlo dei suoi beni…
      In Pace

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      • Dai avete rotto le palle co st’obbedienza servilista. Ecco perché ce trovamo na manica de cattolici froci.

        Grazie a sti concetti idioti, avremmo solo creato na caterba de lapsi potenziali pronti a divenire effettivi a tempo debito.

        Secondo il diritto della stessa Chiesa di Cristo, una miriade di vescovi, eretici professi e immorali rispetto al codice, invece di essere ridotti allo stato laicale ancora gigioneggiano.
        E non è più grave il comportamento de la sacra gerarchia?
        E quanti altri ordini fanno macello e stupidaggini ed incresciosità?

        Prendetevi i canoni che parlano di come debba comportarsi il vescovo e di ciò che non deve fare. Ebbene…stamo a parla de li stessi che ” gni strada na Chiesa, gni casa na mignotta”.

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        • Obbedienza servilista? Chi mai ha parlato di questo tipo di obbedienza? Qui proprio non ci siamo.

          Nella Chiesa e nella vita spirituale, che si vuole cristiformante, si parla di obbedienza filiale : non capire e non vivere questo vuol dire non aver capito un’acca del cristianesimo stesso che si impernia sul “fiat voluntas Tua” di Gesù dalla Sua Incarnazione fino alla morte sulla Croce passando per Getsemani e che recitiamo nel Pater Noster.

          Cattivi vescovi disobbedienti de facto? Problema loro: di certo non voglio farmi apposta disobbediente e cattivo come loro per imitarli…
          In Pace

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        • “Dai avete rotto le palle co st’obbedienza servilista. Ecco perché ce trovamo na manica de cattolici froci.”

          Attento! E’ in arrivo Scalfarotto!!!

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          • A zi ste cose le sò. Ma la gestione simoniaca della gerarchia ( gerarchia che è ipso facto delegittimata ) e con l’assenza di un popolo che stia lì a prepararsi alla difesa della Chiesa istituzionale nella sua legittimità ( ossia popolo servilista ) i risultati sò froci.
            La tyua è pappa sentimentalista.

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            • La simonia esiste dai tempi di Simone il Mago: parliamo di roba da duemila anni, anzi si può senz’altro risalire a Giuda a cui numerose parabole di Gesù erano indirizzate per aiutarlo a ravvedersi.

              Gentile daouda con ripetuto uso del termine “froci” scadi però un poco, perché utilizzi l’insulto al posto degli argomenti che , pure, sei capace, solitamente, di portare su.

              Io non so se tu hai mai avuto umanamente parlando responsabilità di un gruppo umano, famiglia con figli, responsabilità e autorità su altrui al lavoro, o nella Chiesa, o all’esercito. Ma se tu ti proiettassi in queste funzioni avendo come obiettivo strumentale quello che tecnicamente si chiama “esprit de corps” e come obiettivo finale il bene comune del gruppo di cui sei in carica e di chi compartecipa del suo successo, allora capiresti meglio quel che fanno i Commissari, i capi di Congregazione ed il Santo Padre. Forse potrai , legittimamente, non essere d’accordo ma non potrai giudicarli con quelle parole fortissime che usi nei loro riguardi, perché ben sapresti che nelle cose umane alle domande generiche la miglior risposta è, generalmente, “dipende…”
              In Pace

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            • Forse non ci capiamo. Il superiore non può essere mai giudicato, ma se è illegitimo, và finanche preso a calci in culo giacché se occupa abusivamente il suo scranno travia tutti.
              Quindi si può adire una protesta contro il gerarca solo se si discosta dalla retta fede, dalla retta liturgia e dalla retta morale, per il resto, pippa e si obbedisce.

              Visto che alcuni gerarchi ( e ricordiamo che gli unici gerarchi nella Chiesa sono coloro che sono investiti del sacramento dell’ordinazione + la missio canonica, un prete normale non fà parte della gerarchia ecclesiastica ma fà parte del popolo di Dio ) sono illegittimi, il fatto stesso che non si faccia nulla per mandarli al paese dove meritano, quel paese là, è talmente triste che i vostri perbenismi fanno solo sorridere così come i piagnistei dei gallicani pseudo tradizionalisti che con veramente superbia e cattiveria ancora vi ostinate a chiamare tradi-protestanti od addirittura trady bla bla.

              Ora non trovo tutti quei canoni che vietano determinati comportamenti ai vescovi ( affari secolari, prerequisiti per divenire tali, usura, rapporti con lo stato e via discorrendo ) ma comunque riporto questo testo del concilio di costantinopoli I

              “Se, quindi, uno ha dei motivi privati, personali, contro il vescovo, perché sia stato defraudato, o perché abbia dovuto sopportare da parte sua qualche altra ingiustizia, in questo genere di accuse non si guardi né alla persona dell’accusatore, né alla sua religione. E’ necessario, infatti, assolutamente, che la coscienza del vescovo si conservi libera dalla colpa e che quegli che afferma di essere trattato ingiustamente, quali che possano essere i suoi sentimenti religiosi, ottenga giustizia. Se, però, l’accusa che si fa al vescovo ha attinenza con la religione in sé e per sé, allora bisogna tener conto della persona degli accusatori. In questo caso, primo, non si permetta agli eretici di formulare accuse contro i vescovi ortodossi in cose riguardanti la chiesa (per eretici intendiamo sia quelli che già da tempo sono stati pubblicamente banditi dalla Chiesa, sia quelli che poi noi stessi abbiamo condannato; sia quelli che mostrano di professare una fede autentica, ma in realtà sono separati e si riuniscono contro i vescovi legittimi). Inoltre, quelli che sono stati condannati, scacciati o scomunicati per vari motivi dalla Chiesa, sia chierici che laici, non possono accusare un vescovo, prima di essersi lavati della loro colpa. Analogamente non possono accusare un vescovo o altri chierici, coloro che siano sotto una precedente accusa, se prima non abbiano dimostrato di essere innocenti delle colpe loro imputate. Se, però, vi è chi senza essere eretico, né scomunicato, né condannato o accusato di alcun delitto, ha delle accuse in cose di chiesa contro il vescovo, questo santo sinodo comanda che questi presenti la sua accusa ai vescovi della provincia e dimostri davanti a loro la fondatezza delle accuse. Se poi i vescovi della provincia non sono in grado di correggere le mancanze di cui viene accusato il vescovo, allora gli accusatori possono adire anche il più vasto sinodo dei vescovi di quella diocesi (cioè il sinodo patriarcale), che saranno convocati proprio per questo. Non può però, essere ammesso a provare l’accusa, chi non abbia prima accettato per iscritto di subire una pena uguale a quella che toccherebbe al vescovo se nell’esame della causa si constatasse che le accuse contro il vescovo erano calunnie. Se qualcuno, disprezzando ciò che è stato decretato, osasse importunare l’imperatore, o disturbare i tribunali civili, o il concilio ecumenico, con disprezzo di tutti i vescovi della diocesi, la sua accusa non deve essere ammessa, perché egli ha disprezzato i canoni, ed ha tentato di sconvolgere l’ordine ecclesiastico.”

              Quando scrivo quindi che i fedeli non ci sono più…e che il clericalismo è un problema…

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            • canone 58 delle costituzioni apostoliche :

              “Se un vescovo o un presbitero trascura il suo clero o il popolo e non li educa al timor di Dio, deve essere scomunicato e se insiste nella trascuratezza o negligenza deve essere degradato”

              canone 70

              “Se un vescovo o un chierico digiuna con gli Ebrei o celebra con loro le feste, per esempio gli azzimi o qualcosa di simile, sia deposto; se è laico sia scomunicato”

              Credo bastino per poter adire proteste formali verso molti della nostra gerarchia. CHI LO FARA’ ?

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            • senza dimenticare il fatto che ovviamente il Vescovo deve vigilare e far applicare ANCHE il diritto canonico.
              Il fatto stesso che possano leggere le sacre scritture individui privi di imposizione delle mani, addirittura donne, che distribuiscano la comunione non consacrati o che si dia il permesso per la costruzione di cessi spacciati per templi, privi delle sacre reliquie che sono obbligatorie dovrebbe farci ripensare molto riguardo la nostra gerarchia.

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    • @ Gregorius:
      1) si, Padre Angelo e’ proprio simpatico. Il che e’ gia’ una piacevole variazione ed un motivo per dargli spazio, in un dibattito perlopiù’ monodirezionale e dominato da livorosi-e angoscianti-e angosciati-e prefiche e pregamorti, che vedrei meglio in qualche settarella millenarista che non nella Catholica;

      2) oltre ad essere indubitabilmente simpatico, personalmente mi sembra anche abbastanza sul pezzo il nostro frate https://pellegrininellaverita.com/2014/07/08/linganno-cripto-lefebvriano-un-francescano-dellimmacolata-risponde-a-de-mattei/ (poi magari potresti leggerti anche gli altri articoli che abbiamo dedicato ai FFI; contengono dati, che piacerebbe veder confutati con altri dati )

      3) Non dice affatto che ‘va tutto bene’ padre Angelo; anzi, come papa Francesco non esita a parlare di persecuzione diabolica dei FFI. Il problema sta tutto nel capire chi siano i veri persecutori; l’autorità’ legittima o tutta una varia umanità’ che, più’ o meno in buonafede, invita alla disobbedienza-straparla di complotti etc etc etc, spesso e volentieri (vedi i nostri articoli) distorcendo palesemente la verita’ ?

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    • Guardi Gregorius che se c’é un testo che pare scritto da una persona che ha perso il controllo dei nervi questo è il suo, che con il solito ritornello di accuse, giudizi, strilletti ecc. invece di analizzare quello che P Bruno ha scritto, ovvero i gravissimi comportamenti di Religiosi Sacerdoti membri di un Istituto di Diritto Pontificio, tenta con un bel po di fumo di impedire che le persone giungano alla verità.
      In tutto ciò va prima di tutto ricordato che il portavoce dei FI non dà tanto per dare questa notizia, bensì risponde ad un articolo (l’ennesimo) di Rorate Coeli pieno di imprecisioni, fandonie e invettive contro l’autorità dell’Istituto -P Volpi- e molto critico e insolente verso il Papa.
      A questo articolo,ripreso poi da alcuni Blog, P Bruno ha risposto dettagliando i fatti e riportando tutta la vicenda nella realtà di quanto è accaduto.
      Dei 5 sacerdoti filippini 3 risiedevano in conventi in Italia e all’improvviso sono scomparsi dalle loro comunità, all’insaputa dei loro Superiori, per poi rifarsi vivi dopo giorni dalle filippine: come ci sono andati? quando? chi ha Pagato? perché? Perché non sono andati in Convento laggiu? ecc. Capisca bene che lei che tenta di coprire e giustificare l’ingiustificabile comportamento di membri religiosi, di Professione Solenne, per di più Sacerdoti e quindi come tali bisognosi obbligatoriamente secondo il Diritto Canonico di una previa accoglienza di un Vescovo per poter passare da una Diocesi ad un’altra, nonché della concessione dell’Indulto da parte della Congregazione dei Religiosi per poter lasciare l’Istituto di cui si è membri, ed in mancanza di queste almeno di essere nell’obbedienza e quindi con l’autorizzazione del Padre Generale dell’Istituto P Volpi Commissario che invece era totalmente all’oscuro di questi spostamenti così come lo erano i loro diretti Superiori, lei capirà bene Gregorius che se difende questi comportamenti i casi sono tre: ho è uno di questi 6, oppure lei non conosce niente di vita Religiosa, di diritto Canonico, di Consacrazione a Dio nella Chiesa per mezzo dei Voti
      in particolare l’Obbedienza, oppure è lei in malafede
      frate felice

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      • @ Padre Felice. Purtroppo è chiaro che in Rorate Coeli e nei vari blog che hanno fatto da cassa di risonanza non sanno cosa vuol dire “voti religiosi” . Però pronti a citare il diritto canonico interpretato a modo loro per denigrare. La cosa si seria per persone che vogliono trattare questi argomenti senza la dovuta conoscenza. I voti equivalgono a un giuramento per la vita, se sono perpetui. Quello di obbedienza è fondamentale per la vita comunitaria oltre ecclesiale. Si obbedisce al superiore legittimo, qualunque esso sia, come espressione della volontà di Dio senza il quale non vi è alcuna comunità religiosa. Solo il Vaticano come concessione per gravi motivi può sciogliere i voti, lasciando alla responsabilità del singolo di fronte a Dio la giustificazione. E lo fa nei tempi e modi che ritiene opportuno, vagliando e cercando di rimettere in careggiata il religioso in ogni modo, per salvare la sua coscienza soprattutto. Questo da sempre. Qui abbiamo religiosi che se ne vanno dove e come vogliono e vengono giustificati, anzi viene condannato chi prende provvedimenti. Non c’è nessuno in questi siti tanto amanti della Tradizione e delle Leggi che si renda conto della gravità di questi comportamenti? Dove vivono costoro? Di cosa parlano?Pazzesco! Qui si pensa che un religioso dal mattino alla sera possa uscire dal convento e disobbedire come cosa normale e legittima. Diversamente dove è la libertà, vero? Se non gli piace il convento o il superiore se ne deve andare subito., sembrano sottintendere i Tradizionalisti! La comica. Anche il Vescovo che li accoglie…un incompetente ad essere buoni.

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      • Questo delirante intervento di Frate Felice, che arriva addirittura a adombrare il sospetto che io sia uno dei frati scappati nelle Filippine o chissà dove (siamo direi oltre la follia!!!!!), mi sembra un esempio rivelatore della situazione da delirio che probabilmente si verifica all’interno dell’ordine. con tutto il rispetto…. secondo me siete un po’ matti. Non so se più i superiori di prima o quelli di adesso o tutti e due, ma mi sa che vi manca qualche rotella…

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        • Bah, il buon frate Felice di opzioni ne ha date tre Gregorius:
          “i casi sono tre: ho è uno di questi 6, oppure lei non conosce niente di vita Religiosa, di diritto Canonico, di Consacrazione a Dio nella Chiesa per mezzo dei Voti
          in particolare l’Obbedienza, oppure è lei in malafede” escludendo il primo caso, restano gli altri due: ignoranza o malafede?

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        • Per continuare la risposta datati da Claudio, personalmente concluderei, caro Gregorius, che non hai idea di cosa sia la vocazione religiosa.
          Il miglior consiglio da dare in questo caso è sempre quello di occuparsi delle proprie faccende che di mettere il proprio naso nelle famiglie altrui: penso che l’analogia colle famiglie dovresti meglio capirla.

          Se tu vedi una coppia sposata che non va bene, consigli loro di separarsi o piuttosto di pregare e, semmai c’entri indirettamente per qualche ragione, di aiutarli a ricomporsi? De Mattei e altri siti di quelle movenze demoniache invece sono come gente che vedendo un marito e una moglie bisticciare invece di acqua porgono benzina per spegnere il fuoco…
          In Pace

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          • Sorvolando sulla maleducazione di Claudio e frate felice, ho risposto per errore alla fine della discussione in atto… Quindi cercate sotto. Grazie!

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  2. Ringrazio il nostro Claudio per la traduzione di quest’ineccepibile analisi di p. Geiger.

    Vorrei anche suggerire i nostri cari utenti di fare un salto sul sito ufffciale dei FFI dove precisioni interessantissime sono date che confermano quanto già espresso qui da p. Geiger e che mostrano ancora una volta come certe movenze bloggistiche che osano trattare gli ultimi Papi di buffoni, siano esse stesse delle buffone, comari e propagatrici di calunnie, e pettegolezzi, al solo fine di fare del male alla Chiesa stessa e ai suoi membri davvero fedeli.
    http://www.immacolata.com/index.php/fr/35-apostolato/ffi-news/298-sospensioni-a-divinis-o-sospensione-della-verita
    Qualche estratto:
    “NIGERIA
    Il provvedimento riguardante il Religioso nigeriano è stato adottato in relazione con le sue responsabilità nella rivolta scoppiata il 20 e 21 agosto scorsi nella Casa Mariana di Sagamu, durante la quale numerosi seminaristi – essendosi ammutinati – hanno sottoposto a vessazioni il loro Padre Guardiano, preso in ostaggio con la sottrazione delle chiavi della sua autovettura e del telefono cellulare che lo privavano, checché se ne dica, di ogni libertà di movimento e di comunicazione verso l’esterno.
    Questo in rappresaglia alla destituzione del precedente Superiore, che aveva permesso numerosi abusi alla disciplina conventuale, omissioni nella formazione pedagogica e complicità verso Frati indisciplinati, non ultimo un Sacerdote del Ghana venuto in Italia malgrado l’interdizione formale e sorpreso poi a chiedere soldi senza nessuna autorizzazione.”

    FILIPPINE
    I cinque Religiosi filippini, infatti, non si trovavano più – come essi stessi hanno ammesso nei rispettivi ricorsi in opposizione – nelle Case Mariane cui erano assegnati, ed una notifica presso il loro domicilio abusivo nel territorio dell’Arcidiocesi di Lipa, costituendo la loro presenza in tale luogo uno dei motivi sia delle anteriori ammonizioni, sia della successiva sanzione, avrebbe potuto essere invocata – sia pure impropriamente – come una sanatoria o una implicita approvazione dell’illecito da loro commesso.

    In conclusione, le Autorità dell’Istituto ritengono di avere provveduto in piena aderenza con il Diritto Canonico, agendo per la salvezza dei corpi, per la salute delle anime e per il bene supremo della Chiesa.”

    Tre osservazioni:
    “In base alle stese testimonianze di frati che non hanno ceduto a forme di plagio o promesse messianiche di facile studio e rapida Ordinazione presbiterale, è il Fondatore in persona che li invitava a non rinnovare i voti [grassetto mio, ndr], coadiuvato da ex formatori a lui legati e notoriamente in opposizione al Commissario.

    Quanto ai Vescovi che appoggiano la cinquantina [LOL, ndr] di dissidenti di cui il Papa – secondo i blogghisti – sta chiedendo la lista, non ce n’è nessuno in Africa, uno [1!,ndr] solo nelle Filippine e quanti le dita di UNA mano [5, ndr] in Europa dove quasi tutti accetteranno comunque le disposizioni finali della Santa Sede.

    E’ altrettanto falsa la notizia del numero crescente di Religiosi dell’Istituto che chiedono la dispensa dai Voti.

    Oltre a darsi il caso di chi, dopo aver aperto gli occhi o essersi pentito, ritorna indietro e denuncia chi lo ha indotto a chiedere la dispensa dai Voti, con il mese di settembre si è finalmente pervenuti alla stabilizzazione della situazione: chi non era convinto di perseverare nel cammino tracciatogli dalla Provvidenza preferendo seguire – come Ulisse – le sirene umane, si è assunto la responsabilità di lasciare l’aratro nel solco francescano dell’Immacolata e volgersi indietro.”

    Nella nostra, ormai quasi proverbiale, neutralità in questa faccenda, non potevamo non fare, nel nostro piccolo, da cassa di risonanza a questi interventi per ripareggiare la verità in favore di chi è stato leso dalle demoniache persecuzioni contro la Chiesa malmenando quest’Istituto da parte dei tradi-protestanti e altri filo-lefebvristi già scismatici de jure e de corde.
    In Pace

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  3. queste sofferenze,caro Padre Angelo Maria, e queste lacerazioni continueranno,caro Padre Angelo Maria,fino a quanto resterà inaccessibile alla Comunità Cristiana,di ritornare a servire.E questo servizio viene identificato specialmente in occasione degli Incontri Eucaristici,in favore sia dlle vedove elleniche che di quelle ebree!
    Chicco,voi frati dell’Immacolata,don Fabrizio e tanti altri,siete dei tentativi,che denotano il malessere della Chiesa che vorrebbe riscoprire la Tavola del Signore imbandita per ringraziare Gesù che si é sacrificato per noi,affinché sacrifichiamo a questa Mensa il nostro egoismo e viviamo la fraternità,non con formulette e posizioni meridiane,ma sedendoci a Tavola per partecipare i beni,condividerli,riconciliarci e riparare i nostri peccati e le nostre deviazioni.In ogni messa si riscoprirà l’efficacia della Memoria del Sacrificio,quando si presenteranno i vari Zacchei pronti a restituire il maltolto(la crisi é anche frutto del peccato e della corruzione e il Papa ha detto di non dare loro la Comunione,se non riparano e non siconvertono in pubblico,in quanto ladri pubblici) e le varie Maddalene pronte a cambiare vita.La Comunità cristiana (Atti ,2,42,46) si distingueva,ed era ammirata,per la gioia e per la mancanza di poveri).Oggi una Chiesa che rivivrebbe questa testimonianza,salverebbe l’umanità dalla crisi e dalla deriva.Il resto é vuota litrurgia,con l’a minuscola che fa litigare e fa emergere i veleni e le frustrazioni.Aiutiamo Papa Francesco nella sua ricerca di una Chiesa al servizio e alla riscoperta di un’Eucarestia vissuta e che salva dal peccato(odio,corruzione,lussuria da basso impero,decadenza generale,ignoranza di Gesù perché lo presentiamo male o parziale).Vorrei aiutare Papa Francesco ad organizzare almeno una volta la settimana,un’Eucarestia come la capirono e vissero gli Apostoli,invitando i poveri,gli stranieri e gli esclusi di Roma,appoggiandosi a turno ad una Parrocchia di Roma,coinvolgendo i movimenti,nelle profonde motivazioni cristiane, nel servizio e nella logistica.Salviamo il mondo,riscopriamo il senso cristiano e salvatore dell’Eucarestia.Altrimenti insisteremo nelle formulette e ne farci del male,svuotando la liturgia e dando spazio a velleità d’ogni sorta,e che senza volerlo rinforzano la schiera dei carrieristi,dei mercenari e dei funzionari intrufolati nelle Istituzioni della Chiesa e sono costoro il vero ostacolo,il vero scandalo,Per scoprirli il Papa chieda loro il conto in banca e di quali amicizie si nutrano.

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    • È anche vero che il Padrone di casa ad un punto dato si era incavolato nero perché quelli che dovevano venire al Banchetto non lo facevano e, allora, aprì larghissime le porte di casa Sua ai vagabondi e altri pezzenti: questo è il Regno e cioè quel luogo dove c’è un Padrone che quando si arrabbia fa venire senza remore anche e soprattutto chi non ne vale più la pena, umanamente parlando.
      Papa Francesco, Vicario, sembrerebbe provare lo stesso tipo di “incavolatura” che il suo Padrone.
      In Pace

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      • Simon, tu dai credito illimitato all’informazione ‘ufficiale’. Dal tono di questi testi, in particolare quello di p. Bruno, che sembra un delirio (leggi la scombiccherata parte finale, è imbarazzante!!!), io ci andrei piano prima di buttare la croce addosso a Manelli, divenuto tutt’a un tratto un mostro. Lo sai che vicende del genere ci sono sempre state, soprattutto nei Francescani.
        Stiamo attenti! Non diamo credito illimitato né a una parte né a un’altra.
        Secondo me non si aspettavano tanta resistenza interna e si sono trovati in un mare di guai.
        Su, Simon, siamo seri: secondo te, se le cose fossero chiare come dicono, dedicherebbero tanto tempo a confutare panzane (se tali fossero) che uscissero qua e là nella rete?

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        • Do più credito a chi ha l’informazione, cioè, in questo caso, ai superiori che non a chi passa il suo tempo con notizie di quinta mano e prevenzione ideologica.

          In seguito do più credito alla legittima autorità che a chi disobbedisce.
          In Pace

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        • Beh, a questo punto scusate se stiamo con il Papa; solo ci piace vincere facile…

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  4. Che pena! Dove son finiti la misericordia e il dialogo? Poi mi stupisce che i provvedimenti siano stati presi nelle perifierie dei FI: Filippine e Nigeria. Sono sempre gli ultimi a pagare…

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  5. mancanza di umiltà e coerenza ai voti assunti………….se non ne son + all’altezza rispettarli kiedano in modo corretto eventuale x aiuto o defezione ove si possa e si sappia riordinare l’arcano…………………

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  6. Dalla lettura un poco troppo sarcastica su Immacolata-on line si comprende come P. Bruno ne abbia le scatole piene di pettegolezzi, insinuazioni e bordate indecorose da parte di certi tradizionalisti. E ha pienamente ragione. Ripeto quanto già detto: il Vaticano conosce bene la situazione, ma non può mettere i panni sporchi in pubblico, giustamente. Ha le mai legate e di questo se ne approfitta da parte di troppi. Non vi è alcuna congiura, è fuori posto. Occorre per forza dare fiducia al Vaticano, diversamente non se ne esce. Anzi , il rischio certo è che a pagarla per la destabilizzazione mediatica siano i FI impedendo la ricomposizione e l’armonia. Una responsabilità tremenda da parte di chi si erge a giudice senza avere il quadro completo della situazione. In questo modo certamente non difendono i Frati, tentano di affossarli. Se ne stiano fuori, per favore, dopo aver unicamente manifestato la loro ammirazione per Manelli e i FI. Se diamo ascolto a persone che sembrano affidabili sembra che Manelli da Santo sia passato a Santone ed ha grosse responsabilità. Due fatti fanno pensare negativamente: Manelli rifiuta per mesi di incontrare Il Commissario, e aliena beni , fatto gravissimo ed immotivato. Poiché di vita religiosa qualcosa ne so, perché edotto a suo tempo e per esperienza personale, l’atteggiamento di Manelli in questi frangenti e quelli dei frati girovaghi e quelli sospesi a divinis sono inaccettabili e contro i voti solennemente emessi. Basta questo per giustificare i vari provvedimenti e quanto ci sia a rimettere a posto in seno ai FI. Troppi non ne capiscono la gravità, a partire da De Mattei che ha per primo invitato alla disobbedienza. Con questo atto De Mattei dimostra come poco ne capisca sia di vita religiosa e di Chiesa. Si è definitivamente dato la zappa sui piedi. Punto. Nessuno nega i meriti grandi di Manelli e tanti frati, ma….sembra che il diavolo abbia fatto realmente un brutto scherzo. Alla Santa Sede cercare di rimediare, non assolutamente altri.

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    • Da quando nella Chiesa non si potrebbero lavare i panni sporchi in pubblico? Torniamo a fare gli stessi sbagli fatti coi preti pederasti e con Maciel? É meglio che corrano voci é non fatti?

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      • 😀
        Mi sa che il problema qui non è tanto che si lavino o no i panni sporchi in pubblico, ma che c’è gente che viene a sporcare i panni altrui…
        In Pace

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        • Se mostrassero i panni sporchi di Manelli, nessuno potrebbe sporcare quelli dei commissari.

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          • Penso molto più cristiano non mettere proprio nessuno alla pubblica gogna: né Manelli né i Commissari.
            In Pace

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            • Il sospetto é molte volte peggio della gogna. Della gogna uno puó anche diffendersi, del sospetto no.

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            • Concordo con te Blas, per cui è proprio odioso il “lavoro” che fanno certi siti rinomati per calunniare e spargere pettegolezzi dal lato del tradi-protestantesimo: spargono sospetto come loglio. Da dove la necessità di ripareggiare lasciando la parola a chi ha l’autorità o chi vi si conforma filialmente.
              In Pace

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    • Vincenzo, ti faccio notare che di congiura parla l’articolo di p. Geiger: complotto dei blog per fare “i loro interesse”. Mah… Sinceramente, come ho detto sopra, sono anche un po’ svitati (cfr. intervento frate Felice).
      Continuo a pensare che nell’ordine ci fosse una compattezza maggiore di quella che si aspettavano i congiurati; tanto più fra le suore; così che oggi questi ultimi si trovino in difficoltà.
      Ma vorrei cercare di riproprorre con serietà una chiave di lettura storica in parallelo a tantye analoghe vicende già accadute nell’ordine francescano e mi meraviglio che non sia ancora stata fatta; anzi non me ne meraviglio perché la vicenda è stata subito attirata nella polarizzazione polemica tra “progressisti” e “tradizionalisti”.
      Ne riparleremo nei prossimi giorni.

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      • @Gregorius. Gli “interessi” di certi blog sono facilmente identificabili, o no? Padre Felice ha fatto un ottimo intervento chiarendo cosa vuol dire l’essere religioso con voti, come anch’io ho fatto. Se non si parte di qui non si comprende quanto Padre Manelli non abbia ben formato, come detta da Simon, alcuni suoi confratelli che ora fanno i contestatori contro il Vaticano. Va sempre tenuto presente che un intervento così grave in una congregazione è pesante da sopportare e i meno formati rischiano la deriva. Quindi è necessaria molta tranquillità. Questi interventi mediatici sono un veleno per i FI nel momento in cui si tifa contro la Santa Sede. Questo crea enorme confusione nella coscienza di molti frati. Veda lei la irresponsabilità di certi siti. Non sono interessato ad alcun schieramento e come tutti non ho elementi di giudizio. E’ essenziale per la pace di questi frati difendere il Commissario, anche se eventualmente errasse nei tempi e modi.

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        • Di fatto tu hai
          giò stabilito chi ha torto e chi ha ragione; e auspichi il silenzio stampa tranne che per le veline ufficiali. Mio caro Voncenzo, la storia è piena di cantonate o peggio (anzi molto peggio) prese dalla S. Sede contro ordini religiosi: ho ricordato poco tempo fa il caso di s. Giuseppe Calasanzio e degli Scolopi, che sembra la fotocopia di questo. Te l’ho detto, non è che un cattolico debba essere bue.
          A volte ho l’impressione che i tratti più oppressivi della Chiesa del passato siano messi in atto proprio dagli “innovatori”….

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  7. Credo interessante da leggere su “amicidellaverita.wordpress.com quanto dice Don Ciriaco Vozella amico dei FI per cui si spese per il riconoscimento e poi critico sui metodi e non solo prima ancora che vi fosse il Commissariamento. Una testimonianza preziosa per capire come sia cambiato Manelli…

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    • Leggendo quella lettera di Don Ciriaco finisco per credere che veramente il problema é la Messa in rito straordinario. Supponendo che le regole dell´ordine erano state approvate e chi voleva entrarvi le conosceva non capisco perché si dica che sono trppo rigide o non concordi col Vangelo. Sarebbe da valutare se la formazione era un “lavaggio di cervello”. Ma un commissariamento per aggiustare quello mi sembra esagerato.

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      • Intanto quella formazione non ha funzionato per alcuni FFI che erano in uno spirito di obbedienza servile verso il fondatore ma non di obbedienza filiale verso la Chiesa.
        In Pace

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        • D´accordo. É il rimedio proporzionato alla malattia? Si puó applicare, si applica in tutti i casi?

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          • A quanto pare l’obbedienza servile lo voleva Manelli.

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            • No, ragazzi, adesso…con la calma. Io ho detto che ha ragione o l’uno o l’altro? Io ho detto due cose di elementare buonsenso:
              a) che la storia e anche la cronaca non si fa ripetendo e dando a priori per verità assoluta la versione ‘di regime’; altrimenti dovremmo chiederci com’è che l’Italia risulta aver perso l’ultima guerra quando la radio ci ha sempre spiegato che le nostre truppe respingevano invariabilmente tutti gli attacchi nemici; forse dovevamo ascoltare anche Radio Londra, per farci un’idea. Ora si può anche rifiutarsi di pensare e dire, come ha scritto minstrel, “io sto col Papa” e punto. Io, dato che qui non stiamo a parlare di verità di fede, sinceramente non è che in quanto cattolico debba  bermi qualsiasi velina esca dal Vaticano su qualunque argomento e tantomeno quelle prodotte dagli accusatori del fondatore di un ordine religioso che hanno fatto carriera a seguito della loro denuncia. Tantopiù quando hanno un tono e uno stile come quelle del p. Bruno, che immaginerei scritte da chiunque tranne che da un religioso e che mi danno del loro autore un’impressione più che negativa (sotto ogni aspetto, da quello stilistico a quello morale). Tantopiù quando sono speculari a quelle dei blog tradizionalisti nel gridare al complotto demoplutoblablabla. Tantopiù quando i toni e il contenuto smentiscono patentemente l’immagine di ordine serenità e armonia interna che vorrebbero far passare.
               Io, miei cari amici, non credo aprioristicamente né agli uni né agli altri. Credo, come ho detto fin dall’inizio, che sia una brutta storia, molto complicata, in cui ci sono probabilmente ragioni da entrambe le parti, e che credo sia sfuggita di mano a coloro che l’hanno sollevata.
              b) trovo, scusatemi se ve lo dico, scandaloso che abbiate dato pubblicità e credito al delirante sproloquio del sito che riporta la lettera di don Vozella. E peggio ancora ė la lettera di costui,  una vera summa di quel travisamento del concilio vat II in senso cosiddetto ‘progressista’ che qui dite di combattere tanto quanto il ‘tradiprotestantesimo’. Frasi come “Nella liturgia rinnovata dal Concilio, noi dobbiamo sempre usare la nostra lingua, perché dobbiamo esprimere e ricevere all’unisono e in maniera immediata, senza traduzioni interposte, il Messaggio Divino” non hanno bisogno di commento. E anche l’altra critica, quella di una vita troppo rigida, è esattamente quella che ha portato interi ordini religiosi a una secolarizzazione che li ha resi sterili.
              Cari amici, San Francesco in vita fu oggetto di questa stessa critica e questa è la problematica che lo ha sempre spaccato. Come ho detto, si è fatto molto fumo sulla liturgia, ma i problemi sono anche e soprattutto altri, secondo me. Ho promesso che ne parleremo e scriverò qualcosa in merito al più presto.

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            • Quello secondo Don Ciriaco. Perche nelle motivazioni del commissariamento non si parla dell´obbedienza servile voluta da Don Manelli?

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  8. @gregorius. Non si offenda, ma lei ha una particolare predisposizione a soffermarsi sulle forme e toni dimenticando la sostanza e concludere così negativamente. Padre Bruno ha usato un sarcasmo forse fuori luogo, ma la sostanza è piena e consone al suo ruolo. Don Vozella ci da una testimonianza preziosa per il suo personale coinvolgimento. Interessante che, già prima del Commissariamento, Don Vozella abbia rivelato il “non cum ecclesia” con un esempio significativo , pur non esaurente, e i metodi di regime con cui Manelli vuole fare dei “puri” che non si devono mescolare con gli altri. Nella lettera a Manelli comprensibilmente Don Vozella non intende fare un trattato, solo mettere in guardia. Ci ha azzeccato? Don Vozella, pur accogliendo volentieri sacerdoti religiosi ne noti le pretesa sottile di costoro di essere quasi superiori ai sacerdoti diocesani. Per chi ha esperienza dice molto…una nota civettuola….Si legga gli articoli su Amicidellaverità. Non per fare i partigiani, ma per difendere l’operato del Commissario ecc. e del papa. saluti

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    • Caro Vincenzo,
      le forme e i toni sono molto importanti: religiosi che chiamano i loro confratelli “i manelliani” e che si esprimono come si esprime p. Bruno a me danno un’impressione molto poco religiosa e soprattutto mi fanno pensare che, fra le fazioni in lotta, il tema del “sentire cum ecclesia” sia l’ultimo degli ultimi.
      Curiosamente, poi, tu dici che mi fermo alla forma e poi difendi la lettera di don Vozella partendo dal piano formale: non è un trattato.
      Bene, non è un trattato ma qemana il puzzo inconfondibile del conciliarismo “progressista”, espresso nel tipico linguaggio degli anni ruggenti del postconcilio che vedeva il latino come il fumo negli occhi e impedimento al popolo di ‘partecipare’, e via di questo passo.
      E qui veniamo al punto cruciale del “sentire cum ecclesia”: condividere il linguaggio e il contenuto della lettera del Vozella significa condividere la forzatura in senso “progressista” del Concilio Vaticano II.
      Penso che questo blog sia equidistante dai “tradiprotestanti” quanto dai “progressisti” (mi spiace usare questo termine che ha una valenza positiva: dovremmo trovarne un altro, equivalente di tradiprotestanti, quale potrebbe essere?): non capisco come si possa trovare condivisibile l’ideologia che si legge in filigrana. Ma può darsi che tu apprezzi il blog solo quando parla male dei tradiprotestanti.
      Non vorrei che alla fine si scoprisse che la colpa dei FI era di “non sentire” con questa ideologia.
      Riguardo alle note “civettuole”, ti dico che abbassarmi al pollaio dell’ecclesia non m’interessa e trovo penosetto scendere a considerazioni di tal fatta.

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      • @Gregorio. Va bene. Vedo che usiamo linguaggi e pesi diversi. Pazienza. Non posso che confermare quanto detto sopra. Don Vozella ha rimproverato a P.Manelli una imposizione del VO non conforme alle norme del Motu Proprio. Sbaglia? Che poi ritenga per una comunità che si debba usare solo la lingua madre, salvo eccezioni secondo norma, è solo stare ai dettami sia conciliari come vaticani. Sono pienamente d’accordo con lui e con la Chiesa, se vogliamo. Per questo deve essere considerato progressista? Non splafoniamo. I progressisti sono ben altri…Le ricordo che P.Manelli impose il VO come esclusivo per i seminaristi. Assurdo! Impose il breviario in latino. Altro assurdo ecc.
        Ai miei tempi già nella media si studiava bene e molto il latino. I preti facevano il ginnasio e il liceo classico acquistando padronanza della lingua. Ora la formazione sacerdotale in genere non è più quella. Per sentirsi forse speciale P.Manelli impone il latino a tutti. Non ho nulla contro il Latino che ho amato, ma certe imposizioni sono fuori luogo e creano difficoltà. Don Vozela critica la troppa rigidità con alcuni esempi chiarificatori. E’ difficile dargli torto per una congregazione non di clausura e sicuramente era a conoscenza di altri tipi di rigidità E’ quello che sta venendo fuori. Legga bene la parte in cui il Manelli , secondo Don Vozela, si erge a padre-eterno testimoniato da altri non secondo lo spirito evangelico. Curioso il fatto che, sempre secondo Don Vozela, P.Mameli ha cambiato atteggiamento e imposto pesi enormi solo dopo l’approvazione della sua Congregazione. Si può non condividere tutto della lettera di Don Vozela, ma quanto vi ha azzeccato in tempi non sospetti! Vedo che ha preso male le note “civettuole”
        Anche l’ambiente ecclesiastico non è privo di piccole miserie, come del resto la mia vita. Non sono un “duro e puro” ,magari lei sì. Eppure a volte sono proprio le piccole miserie che rendono la vita più interessante e su cui si sorride umanamente, senza ergersi a giudici. Veda lei.

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        • Mi farebbe piacere in quale documento del Concilio Vaticano II si trova il dettame di usarein una celebrazione solo la lingua madre della comunità. Grazie.

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          • Quanto al resto, egregio signore, si vede come sono ridotti gli ordini religiosi che hanno abbandonato il rigore che Lei e il Vozela chiamate rigidità, severità ecc.

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            • Vorrei dire infine che a me non piace che ci sia da parte di alcuni, come Vincenzo e Claudio, l’emissione di una condanna preventiva: loro hanno giò deciso che Mannelli era un mostro, un tiranno, un personaggio abominevole che manipolava le menti di centinaia di frati e suore, che finalmente sono stati liberati grazie gli eroici congiurati, perciò meritoriamente promossi da un giorno all’altro ai vertici dell’ordine.
              Io penso che la situazione non sia affatto chiara e pacifica come vorrebbero farci intendere. Non dico affatto che Mannelli possa non avere compiuto errori, ma nemmeno credo incondizionatamente a come ce la raccontano le veline ufficiali.

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              • @Gregorius; ti fossi dato la pena di leggere gli articoli che abbiamo dedicato all’affaire FFI, ti renderesti conto che ci siamo andati non con i piedi di piombo; di più’. ed ancora adesso ti sfido a trovare dei post in cui abbiamo definito Padre Manelli un ‘mostro’; anzi, abbiamo spesso e volentieri ‘editato’ e moderato gli articoli che ci venivano mandati sul tema. Gli attacchi indiscriminati contro Padre Volpi, contro i ‘dissidenti, contro ‘La Chiesa modernista di Papa Francesco tenera con tutti tranne che con i veri cattolici’ e boa boa boa non li abbiamo scritti noi; abbiamo solo mostrato come si tratti di propaganda interessata, e non di informazione. Padre Volpi e’ matto, Padre Angelo un simpatico cazzaro, noi avremmo già’ condannato Padre Manelli…fai tutte queste affermazioni apodittiche e te la prendi con la mia ‘maleducazione’?????Leggiti sti’ benedetti articoli, chiediti perché’ i FFI non potessero essere ‘difesi’ dicendo semplicemente…la ferita’ invece di essere strumentalizzati con mille e una menzogna, poi eventualmente riparleremo della questione…
                PS per me Padre Manelli non e’ un mostro. Ma credo che sia stato pesantemente strumentalizzato, e che la sua gestione ne abbia pesantemente risentito.

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          • @Gregorius. Ho parlato di Concilio e Vaticano. Il Concilio ha permesso la lingua volgare, Paolo VI (Vaticano ed esecutore delle norme conciliari) ha imposto il N.O. Papa Benedetto con Motu proprio ha permesso a certe condizioni in V.O. Cose che sa anche lei. o no? Perché pasticcia chiedendomi dove il Concilio chiede di usare SOLO la lingua madre? – Approfitto per ringraziare Claudio per il suo intervento e ribadire che nessuno vuole quasi per ripicca descrivere P.Manelli un mostro, come altri hanno fatto del Commissario , P. Bruno ecc. Ribadisco che il mio o nostro intento è difendere il diritto della Santa Sede di intervenire per i motivi che ho già ripetuto troppe volte, cercando di trovare versioni diverse dei fatti accaduti tra i FI. e personaggi implicati. Ne accusatori, né giudici.

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  9. Timora’, che tu ci creda o meno, umanamente e’ dai tempi di Tornielli che mi stai simpatico; ciononostante, ho conosciuto abbastanza persone ‘diversamente razionali’ nella mia vita e tu, credimi, sei tra i primi posti della classifica. Se ti do simpaticamente del matto, lo faccio per servizio alla verita’ ed anche in spirito di carita’ (hai visto mai che ne vai a parlare con uno bravo); non segui uno straccio di filo logico, sia pure tenue, sei capace di sostenere tutto e il contrario di tutto nel giro di tre interventi senza neanche o chiedere scusa o spiegarti meglio (e anzi dai del bugiardo a chi ti fa notare le tue incongruenze); nella FSSPX questo probabilmente ti qualifica come profeta, dalle mie parti si chiama ‘personalità’ schizofrenico-paranoide’. Detto questo: i tuoi commenti non li pubblico perche’ sei piu’ ‘diversamente razionale’ del solito, pubblico pero’ il link che gentilmente ci proponi
    http://www.riscossacristiana.it/la-sospensione-divinis-di-sei-frati-francescani-dellimmacolata-risposta-al-comunicato-di-p-alfonso-m-bruno-di-fabio-cancelli/

    sai perché’? Perché’ si tratta di un ottimo esempio della letteratura spazzatura che viene servita dai ‘difensori’ dei FFI; non uno straccio di prova, non una accusa sensata, solo congetture ed ad hominem. Che lette da persone palesemente disturbate, fanno danni, e tanti, alle anime. Mi chiedi se io penso alla morte; certo che ci penso, Timorato. E questi mestatori di professione, questi scandalizzatori di piccoli seriali, pensano ai danni che stanno facendo, e del fatto che prima o poi ne dovranno rispondere?

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  10. Ma dove siamo? In una contesto di affermazioni alienate ed alienanti? Ma come si può permettere ad un personaggio come il sedicente Gregorius di venire a sputare sentenze offensive e incivili senza mai uno straccio di dimostrazione che si agganci a dati concreti. L’argomentazione è quella dell’esagitato: 1) questo testo è solo sproloqui; 2) un articolo isterico … quasi demenziale; una persona in preda ad una crisi di nervi; un senso di atmosfera allucinata e isterica”. L’intervento di Fra Felice, così calibrato e preciso, per costui sarebbe “delirante” /…/ un esempio della situazione da delirio che probabilmente si verifica all’interno dell’ordine. /…/ Secondo me siete un pò’ matti. /…/ Mi sa che vi manca qualche rotella…”. Ma dove siamo? Nei regimi comunisti dove, senza argomenti e senza prove, si dichiarava il dissidente malato di mente e lo si inviava in ospedale psichiatrico?
    Qua l’unico che sembra aver perso la testa e i nervi sembra proprio solo il sedicente Gregorius. Le sue reazioni abnormi e sgangherate ad articoli che espongono solo fatti, dimostrano che il suo è solo un ultimo tentativo maldestro, disperato e sconclusionato, per non dover riconoscere fatti gravissimi – super gravissimi – (come ha giustamente sottolineato Fra Felice) accaduti soprattutto in Nigeria. Su questi fatti gravissimi non dice una parola: segno forse che li condivide in pieno.
    L’articolo di Rorate (ha ragione Fra Felice) è pieno di imprecisioni, fandonie e invettive contro l’autorità dell’istituto (i manelliani, stranamente, qui non parlano di livore!) e molto critico e insolente verso il Papa. Dobbiamo ringraziare l’Istituto che, attraverso P. Bruno, ci ha messo al corrente, in modo dettagliato, dei gravi fatti di cui si sono macchiati i manelliani.
    Chi tenta, in qualche modo, inutilmente, di coprire e addirittura giustificare l’ingiustificabile comportamento di quei pessimi membri religiosi – di fatto – è anche lui complice di quelle azioni indegne, non solo di religiosi ma proprio di cattolici! Per noi non ci sono dubbi sul fatto che il personaggio in questione è principalmente in malafede. Mai una parola di condanna per i fatti vergognosi della Nigeria! È anche un doppiogiochista: prima dice che “non bisogna dare credito illimitato né da un parte né a un’altra”, ma poi sta sempre a sputare veleno, vergognosamente, solo contro p. Bruno e P. Volpi!!
    Ricapitoliamo un attimo i fatti. In Nigeria, a Sagamu, il 20-21/8/2014, c’è stata una rivolta all’arma bianca: seminaristi manelliani ammutinati (quelli normali non lo avrebbero mai fatto!); preso in ostaggio il superiore sottoposto a vessazioni e sequestrato, in rappresaglia contro la destituzione del precedente superiore (manelliano) che aveva commesso numerosi abusi e orchestrava la campagna di disprezzo e di ribellione contro le legittime autorità. In questa sommossa ci sono stati addirittura tafferugli, si è verificato l’intervento della polizia locale per sedare la rivolta. È dovuto intervenire anche il Vescovo locale per ben otto ore per placare gli animi. Il sospeso a divinis, oltre ad essere l’organizzatore e il principale responsabile della sommossa, aveva detto di voler andare a trovare la madre malata e, invece, mentendo, si è recato a Sagamu. La violenza sulla persona del padre guardiano, anziano fondatore della Missione, costituisce non solo un delitto canonico, ma anche un reato previsto e sanzionato dalle norme penali di ogni Stato. Ora il guardiano non ha voluto sporgere denuncia e invece di ringraziarlo, i manelliani vanno dicendo che siccome non c’è stato l’arresto della polizia, allora i fatti non sono andati come raccontati. Occorreva dunque intervenire con urgenza per fare cessare una situazione di violenza e di illegalità, ma soprattutto di pericolo per il Padre Guardiano. Dalle testimonianze raccolte, scritte e registrate dai visitatori e da testimoni oculari, è accertato l’intento divisorio e il proposito di violenza indotto dal sacerdote sospeso. Egli aveva accolto vocazioni ritenute non idonee dai precedenti ex formatori. E, guarda caso, si tratta degli stessi giovani che hanno capeggiato la rivolta. Si è scoperto che costoro conducevano una vita dissoluta in Convento, abusando di alcool e agendo con bullismo verso altri Seminaristi. Un mini esercito di balordi alle dipendenze di un Sacerdote problematico,

    La legge italiana, come quella della Nigeria, avrebbe comminato una pena detentiva di 8 anni circa, più le aggravanti delle percosse, a quei frati ammutinati che hanno segregato il loro superiore (“sequestro di persona”). Cosa si può pensare dei fuggitivi scappati dai conventi, pur così amanti del rito latino? I frati sospesi dovevano finire in carcere.

    Tre dei frati-preti filippini erano in Italia. Hanno lasciano un biglietto sul letto e sono spariti. Si ritrovano in Filippine, insieme ad altri due e si rifugiano, senza alcuna autorizzazione canonica, presso il vescovo di Lipa. La Santa Sede ha ingiunto al vescovo di restituire i frati al loro legittimo superiore.
    P. Fidenzio Volpi: “Lo svolgimento dei fatti risulta dalla relazione di tre religiosi mandati “in loco” dall’autorità dell’istituto per svolgere una approfondita inchiesta, le cui conclusioni sono state trasmesse integralmente alla competente congregazione dei religiosi affinché le valuti e – se lo ritiene necessario le verifichi”.
    “In base alle stese testimonianze di frati che non hanno ceduto a forme di plagio o promesse messianiche di facile studio e rapida Ordinazione presbiterale, è il Fondatore in persona che li invitava a non rinnovare i voti [grassetto mio, ndr], coadiuvato da ex formatori a lui legati e notoriamente in opposizione al Commissario” (Simon de Cyrène).
    P. Alfonso: “C’è il caso di chi, dopo aver aperto gli occhi o essersi pentito, ritorna indietro e denuncia chi lo ha indotto a chiedere la dispensa dai voti”.
    Mestieranti della disinformazione. Insomma il sequestro di persona, le percosse, la rivolta, l’intervento della polizia e del vescovo, per il personaggio che scrive non avrebbero nessuna importanza. L’unica cosa sarebbe il disguido nelle monizioni, per altro dovuto al fatto che i religiosi abbandonando il convento senza permesso, non si sa dove risiedono e non si sa dove spedire la posta. Ha ragione P. Geiger: “Questa non è informazione ma propaganda”, è il mestiere della disinformazione. Il personaggio dica con chiarezza – su questi fatti – da quale parte sta: se giustifica tutta questa sporcizia, se interviene solo per coprire vergognose azioni, è evidentemente, indegno di un contesto civile oltre che religioso. Il problema di questi seguaci di manelli è che dietro i fatti documentati dall’Istituto c’è una mentalità settaria e di sovversione che è anche più grave dei fatti, pur gravi!!! Questa mentalità settaria è stata affermata anche in interventi riportati addirittura in blog tradizionalisti, interventi già documentati da fatima1960, su questo blog nei suoi articoli. Abbiamo più volte denunciato il fariseismo e il fondamentalismo dei manelliani: loro credono solo in manelli. Tutto il resto se serve alla divinizzazione di manelli è accettato, se la contrasta è rifiutata, compreso i legittimi superiori della Chiesa. I superiori sono solo i loro ex superiori rimossi e quindi decaduti (cfr. 2 Tm 4,3-4); tutti gli altri sarebbero relativi a manelli. Il problema è che questi seguaci di manelli, fino a quando il loro padrone era manelli non andavano neanche a fare pipì se non chiedevano il permesso, adesso che la Chiesa ha cambiato i superiori essi non obbediscono a nessuno se non al “manelli dai cinque cellulari” che, come un centralinista – dirige il traffico della ribellione. Quelli che agiscono così, evidentemente, sono falsi frati. I VERI FRATI SONO SOLO QUELLI CHE OBBEDISCONO AL LEGITTIMO SUPERIORE CHE LA CHIESA RICONOSCE ED APPROVA. Chi non si comporta così, ha nella sua testa, una mala-formazione settaria. Non si può obbedire solo ai superiori che ci fanno comodo e quando ci fanno comodo: questo era la mala pianta dei “figli dei fiori”, non può essere quella dei veri religiosi che, se hanno questa sgangherata filosofia, non sono …… religiosi.
    Ha ragione vincenzodatorino: “Si obbedisce al superiore legittimo, qualunque esso sia, come espressione della volontà di Dio senza il quale non vi è alcuna comunità religiosa”. /…/ Qui abbiamo religiosi che se ne vanno dove e come vogliono e vengono giustificati, anzi viene condannato chi prende provvedimenti. E gli amanti della tradizione come possono giustificare questi gravi comportamenti? Dove vivono costoro? Di cosa parlano? Pazzesco! Qui si pensa che un religioso dal mattino alla sera possa uscire dal convento e disobbedire come cosa normale e legittima. /…/ Anche il Vescovo che li accoglie… un incompetente ad essere buoni”.
    I manelliani, hanno tutti “obbedienza servile verso il fondatore ma non obbedienza filiale verso la Chiesa” (Simon de Cyrène).

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    • Caro Pienaluce mi sono permesso di cancellare le parti del tuo commento nelle quali dichiaravi tutto quello che, secondo quel che tu sai, è successo in Nigeria. Le ho salvate in caso esistano delle notizie ufficiali in merito, soprattutto sui particolari effettivamente gravi di cui tu parli ma che sinceramente non ho riscontrato ufficialmente da nessuna parte.
      Questo non significa che te li sei inventati totalmente o parzialmente ne che non mi fido delle tue fonti, ma che preferisco – come da linea editoriale – rimanere a quanto richiesto a suo tempo dagli stessi vertici dell’Istituto: silenzio stampa sui particolari.
      NAturalmente se questo silenzio viene interrotto dai vertici stessi ritengo sia doveroso parlarne e quindi sottolinearne le ragioni, in contrasto con le legittime opinioni degli altri (magari meno fondate). PErtanto se esiste documento ufficiale con tutti i particolari ripristino il commento originale, altrimenti credo vada bene così. Si capisce la tua versione e non si spargono notizie che i vertici non vogliono pubblicizzare.
      In bocca al lupo per il blog!

      edit. ripristinato l’intero commento dopo le delucidazioni offerte. Riporto per mia comodità le parole dell’autore stesso: 1) Quella di P. Alfonso dal titolo “Sospensioni a divinis o sospensione della verità”.
      Ecco il link: http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/298-sospensioni-a-divinis-o-sospensione-della-verita

      2) Quella di P. Fidenzio Volpi dal titolo: “NOTA UFFICIALE DELL’ISTITUTO – Risposta a Fabio Cancelli”.
      Ecco il link: http://www.immacolata.com/index.php/it/62-uncategorised/300-nota-ufficiale-dell-istituto-risposta-a-fabio-cancelli.

      IL MIO RIASSUNTO ATTINGE LARGAMENTE ALLA PRIMA RISPOSTA DI P. ALFONSO, perché più ricca di notizie specifiche, precise e circostanziate.

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    • Resto esterrefatto davanti all’isterismo che questa vicenda riesce a scatenare in entrambe le fazioni, i cui toni trovo assolutamente speculari. Per ultimo questo Pienaluce, che mi definisce sedicente Gregorius: sedicente, certo, quanto lui è il sedicente Pienaluce e Simon il sedicente Simon de Cyrene. Questo per dire il livello del ragionamento.
      Da quel che capisco, Pienaluce o è un agente della CIA o è un FI inserito nel o vicino al nuovo governo fratesco, o comunque qualcuno che ha diretto accesso alle ‘segrete cose’ dell’ordine nuovo. Questo mi basta per dare ai suoi interventi il valore di una testimonianza importante, ma pur sempre di parte.
      Non dico che non sia vera o sincera. Dico che non si fa la storia ascoltando solo una campana e certo facendo processi sui blog, né pro né contro Manelli.
      Fin dall’inizio ho detto che questa vicenda era oscura e più complessa di come veniva presentata dalle due parti, e ne sono sempre più convinto.
      Scusatemi se non prendo posizione.
      L’unica cosa chiara, secondo me, è che all’interno la situazione è tutt’altro che sotto controllo come si vuol dare a vedere. Ma è una mia sensazione e come tale la presento.

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  11. @ Gregorius. Ho esaurito la pazienza con lei. Non c’è. Punto. Tanto capisce, se capisce, solo quello che le fa comodo a fine polemici per partito preso.

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    • Caro Vincenzo, mi dispiace, ma anch’io non riesco a capirla. Continuo a non capire dove stia scritto che una comunità religiosa debba usare la lingua volgare. Vorrà dire che prossimamente saranno commisariate decine di abbazie, conventi e interi ordini che utilizzano il latino quale lingua liturgica o perfino – orrore! – la FS.

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      • Continua imperterrito a semplicemente provocare. Non mi interessa colloquiare con lei. Non ne vale la pena. Punto.

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        • Non capisco perché ritenga una provocazione chiederLe un chiarimento su un’affermazione che, sinceramente, non ho capito. Sarà un mio limite, ma non l’ho capita. Stia comunque sicuro che non La disturberò oltre. Di gente isterica ce n’è già fin troppa.

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  12. C’è stato un problema tra il IX ed il XIII secolo: lo slittamento e quasi l’incrociarsi di due significanti semantici che, purtroppo, mi sembrano produrre nella mente contemporanea gravissimi problemi rispetto all’assoluta necessità dell’Unità della Chiesa come Bene supremo.

    Il Corpus Verum da San Paolo , lungo tutta la patristica fino ala fine del primo millennio era la Chiesa Stessa e il Corpus Mysticum era l’Eucarestia: nozioni che si sono invertite nei secolo seguenti il Corpus Verum diventando le Specie Consacrate e quello Mysticum la Chiesa stessa.

    Aldilà dell’analisi storica dell’evoluzione di alcuni concetti, rimane però il fatto stesso che la Chiesa è il Vero Corpo di Cristo e che, quindi, non ci si può comunicare se siamo separati da questo Corpo: l’Eucaristia fa la Chiesa e la Chiesa l’Eucaristia.

    Queste considerazioni portano a riflettere con quel che succede intorno ai F.F.I. e negli ambienti tradi-protestanti o vicini a quelli scismatici econiani: coloro che spingono alla disobbedienza alla Chiesa e ne minano direttamente o indirettamente l’Autorità non fanno la Chiesa e quindi non possono partecipare all’Eucaristia.
    In Pace

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  13. i seminazizzania……………..buntemp de la mariana

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  14. Quel che è avvenuto con questi frati “manellianI” che “sequestrano all’arma bianca” il proprio superiore è inaccettabile come essere umano, come cristiano, come religioso: chiaramente Darwin è blatantemente sconfessato visto che non c’è stata evoluzione nella specie umana dai tempi di San Benedetto o di San Filiberto che subirono tentativi di assassinato dai loro propri monaci, di per se in-credibili ma grazie ai “manelliani” comprovati possibili. Sospensioni a divinis? Ma questi meritano solo riduzioni allo stato laicale e denunzia alle autorità civili!

    Tutto questo ci mostra anche il poco senso di ricerca della verità presso quell’ambiente dematteiano e consorti che nella blogosfera va propalando informazioni destinate ad aizzare all’odio in giro e quando, dopo un po’, la verità viene a galla se ne stanno zitti zitti senza neanche aver il coraggio di chiedere scusa per il male fatto colle loro calunnie ed il loro spirito di comare malata.

    Non valgono di più che gli ammutinati, anzi, ne compartiscono le responsabilità.
    In Pace

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  15. e’ ora ke diciate cosa sono costoro, altro ke teologi so esseri del cavolo, ammantati di cotanta superbia ke non mettono in dubito manco na briciola della loro infamia…………………

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    • Follia è di quelli che spingono attivamente alla disobbedienza dei religiosi tenuti al voto di obbedienza.

      Il punto di vista espresso da Tosatti mi sembra molto impregnato di mentalità laicista: se l’obbedienza non va più che chiedano la loro riduzione allo stato laico.

      Sul fondo dell’articolo,mi sembra poi normale che i vescovi si mettano in contatto con il superiore dell’ordine di un religioso che vuole andare a spasso: a te non sembra normale?
      In Pace

      P.S.: Questo tipo di pseudo.informazione polemica non trova il suo giusto spazio sul nostro blog.
      Piuttosto dovresti andare a metterlo sui blogs gestiti da mono-ossessionati al limite della malattia mentale che si specializzano nello sporcare papa, vescovi e tutti quanti e che si rivolgono ad utenti altrettanto malati: almeno loro ne ricaveranno una gran gioia morosa.

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