Sinodi : Credo in Quantisticam Ecclesiam

Credo

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Alla vigilia dell’apertura del primo dei due Sinodi sulla Famiglia voluta da papa Francesco, sono d’accordo, nell’essenziale,  con questa teologa che la nostra “Trinity” ci ha linkato nel post  precedente sui Sinodi da venire e cioè che bisogna smetterla di focalizzarsi sul problema della comunione ai divorziati-risposati.

Quel che abbiamo sempre chiesto in questo blog è una teologia rinnovata e tesa verso l’Alto del sacramento del Matrimonio: non una teologia al ribasso come quella di Kasper che non ha fede nella forza del  sacramento stesso, né una teologia che ribadisce senza fiato e senza approfondire e andare aldilà, sempre nella continuità ovviamente.

Sarà però quest’epoca “capace” di questo approfondimento dal punto di vista dottrinale, capace in quanto istante storico e culturale? I dubbi sarebbero legittimi: troppi uomini di Chiesa fino ai livelli i più alti della gerarchia non hanno un pensiero forte e capace di sintesi, non c’è neanche più un vocabolario comune, come lo darebbe un approccio filosofico realista, ma i teologi oggigiorno più rinomati connettono poco con il reale, restando fermi e paralizzati davanti ai “fenomeni” senza capacità di interpretarli e ancor meno capacità di informarli, trasformarli e dinamizzarli rinchiusi come sono in forme variegate di idealismo degenerato.

Eppure la famiglia è oggigiorno attaccata violentemente dallo stato e dalle varie istituzioni pubbliche e private di cui non ultimi i mass-media: urge  una risposta forte da parte della Chiesa e una risposta che non sia né il ripetere di discorsi antichi tali e quali né il lasciarsi sommergere dal pensiero unico de-moralizzante, in senso proprio e lato, che ci circonda e di cui troppi sono impregnati.

A guardare bene siamo in una situazione tipica dei tempi di eresia e di scisma: abbiamo chi lotta per la giustizia e chi lotta per la misericordia come se ci fosse opposizione,  chi guarda alla dottrina e chi oppone la prassi alla dottrina, chi rimane fedele alle dottrine da sempre enunciate e chi se ne vuole emancipare. Questo è segno di discordia, è segno della presenza di chi vuole separare invece di unire, di chi cerca il bisticcio invece della comunione, di chi va contro la preghiera sacerdotale di Cristo stesso, di chi è del dia-bolos.

Queste dicotomie non reggono di fronte al reale e mi si permetta un’analogia colla meccanica quantistica: nel discorso della fisica classica ci sono da un lato particelle e dall’altro onde, se una cosa è un’onda non è, ovviamente, una particella; dal secolo scorso invece ci si è reso conto che quel  che si ritenevano particelle asseconda come venivano misurate si comportavano “come” onde e il fisico di quei tempi  dovette ammettere che ci sono realtà, chiamate quantistiche che non hanno le limitazioni dell’onda né hanno le limitazioni delle particelle, sono cioè più semplici di ciascuna di codeste, cioè senza le loro limitazioni, anche se, quando le si osserva all’opera e quando le si sperimenta, ne possiamo vedere solo uno dei due aspetti alla volta.

La Chiesa deve esercitare Giustizia o Misericordia?  La Dottrina si oppone alla Prassi o il contrario? La Chiesa è Santa o è Peccatrice?  La Tradizione si oppone al  progresso della teologia?  Dio è Trino o è Uno?  Gesù è Uomo o è Dio? Maria è Vergine o è Madre? La Chiesa è Gerarchica o è Sinodale?  Etc.

Tutti gli eretici di tutti i tempi hanno mostrato una preferenza intellettuale per uno dei due termini e tutti gli scismatici una scelta pratica per uno solo di questi termini: ma la Chiesa è “Quantistica”, Essa esprime una Realtà più semplice, non limitata da questi termini, Essa è più semplice che Giustizia e più semplice che Misericordia; più semplice che sola Dottrina o sola Prassi, più semplice che Santa e molto più semplice che Peccatrice;  più semplice che la Tradizione e più semplice che Progressi teologici; più semplice che l’essere Gerarchica e più semplice che l’essere Sinodale: Essa è, molto semplicemente, il Corpo di Cristo Animato dallo Spirito Santo.

Se la Chiesa non è il luogo dell’Aut-Aut ,  Essa non è neanche il luogo dell’ “Et-Et”: Essa è il luogo della Semplicità che trascende le manifestazioni particolari e non ne è la loro somma.

Certo, le situazioni concrete della vita della Chiesa nel Suo insieme o nel particolare dei Suoi membri, esattamente come un’esperienza in fisica quantistica mette particolarmente  in evidenza un aspetto particellare o ondulatorio dello stato più semplice quantistico, metteranno in risalto più la dimensione di giustizia o più la dimensione misericordiosa, più il suo aspetto santo o più quello peccatore, più quello dottrinale o più quello pastorale, più l’aspetto tradizionale o più l’aspetto pratico quotidiano, più quello gerarchico o più quello sinodale e così via di seguito, esattamente come a volte Dio si presenta a noi nella Sua unicità, a volte nella sua Paternità, o Maria a volte più come la Vergine e a volte più come la Madre.

Penso che dobbiamo tutti vivere questi Sinodi non con paura, ma con la ferma fede che la Chiesa è qualcosa di molto più semplice, anzi di essenzialmente più semplice, che tutti gli aspetti che ne percepiamo: Essa si nutre direttamente alla Sorgente,  alla Semplicità di Dio stesso, Pane e Corpo, Vino e Sangue, Sinossi e Sacrificio.

Credo in Unam, Sanctam, Catholicam, Apostolicam et  Quantisticam Ecclesiam.

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

36 replies

  1. Caro Simone de Cyrene, leggiti l’intervista del Card. Baldisseri , segretario del Sinodo, al Corriere della <Sera di oggi.
    TITOLO: IL PAPA APRIRA' SULLE FAMIGLIE.
    SOTTOTITOLO: NO ALLE PORTE RIMASTE FINORA CHIUSE.

    Nell'intervista ilCard. Baldisseri non manca di porgere il proprio omaggio allo storicismo e all'immanentismo:

    "E poi c'è anche uno sviluppo teologico, tutti i teologi lo dicono. Non è tutto statico, noi camminiamo nella storia" "se neghiamo questo restiamo a duemila anni fa"

    Insomma il Card. Baldisseri nominato capo del Sinodo da Papa Francesco, ci dice già quali saranno le conclusioni del Sinodo. In nome dello "storicismo", del camminare nello spirito dei tempi.
    Non si può rimanere a duemila anni fa !!! quando un folle ( che per altro non si sa se sia mai esistito storicamente) ha detto "non divida l'uomo ciò che Dio ha unito!
    Certo che no, la storia è cambiata le circostanze storiche sono cambiate. Il mondo è cambiato. Le aspettative del mondo sono diverse. Cosa aspetta la Chiesa cattolica ad adeguarsi?
    Il Cardi. Baldisseri dice :
    Il contesto attuale della famiglia è differente da quello di trentatrè anni fa ai tempi della "Familiaris consortio"
    Come dire che la Familiaris Consortio è superata.
    Capito caro Simone? Un Cardinale di Santa Romana Chiesa dice che l'insegnamento della Chiesa di trentatrèanni fa non è più valido , è superato,perchè i tempi sono cambiati!
    E Baldisseri è stato fatto cardinale da Bergoglio subito dopo il Conclave e gode della suo appoggio!
    Insomma caro SImone, dovrai piegarti allo storicismo ed hegelismo della Chiesa sotto Bergoglio !

    oppure cominciare anche tu a pensare colla tua testa e a dire : questi ( a cominciare da <Bergoglio) semplicemente non sono cattolici!

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    • Ma dài, Giacomo! Utilizza il “principle of charity” quando leggi qualcosa: non forzare la peggiore interpretazione possibile! Oppure fai parte del club di certe buffone che trattano gli ultimi papi di buffoni? Qui non c’è posto per tali atteggiamenti profondamente irrispettosi e totalmente fuori dal sentire cum Ecclesia.

      È chiaro che c’è uno sviluppo teologico che dipende dalla storia: San Tommaso non dice quel che dice San Agostino e la Chiesa insegna anche cose altre che quel che San Tommaso affermava ad esempio sulla schiavitù. E “altre cose” non signfica per forza esistenza di contraddizione, ma sviluppo e approfondimento.

      Certo che c’è stata un’evoluzione (negativa) nella concezione della famiglia nella società negli ultimi decenni ed i challenges pastorali sono oggigiorno differenti: bisogna pure rispondervi.

      Tra l’altro sarebbe interessante per i Pastori della Chiesa di chiedere a coloro che da 30 anni hanno vissuto secondo Familiaris Consortio e Humanae Vitae cosa ne pensano: secondo me sarebbe più interessante questo che chiedere l’opinione al soggetto a coloro che non hanno mai tentato o che si sono lasciati scoraggiare: ma questo è un altro dibattito.
      In Pace

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    • LOL
      Ma che sia il solo metodo realistico, dopottutto, in questo basso mondo?
      😉
      In Pace

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      • L’ho già detto in un altro thread, lo ribadisco pure qui:
        “La verità è superiore alla realtà”.
        🙂 🙂 🙂

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        • Non ha senso: sa di idealismo.
          Preferisco: la verità sussiste pienamente nella realtà.
          In Pace

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          • Se la Verità (prima avevo dimenticato la maiuscola) come dici tu “sussiste pienamente nella realtà” allora Dio è uno sgozzatore, un violentatore, un pedofilo, un assassino ecc
            poichè questo avviene in quello che chiamiamo realtà!
            Invece la Verità è al di sopra, ed è poi capace di calarsi nella realtà con l’azione taumaturgica del “Perdono” e della “Grazia”.
            E pure questo già lo dissi su questo blog.
            Solo che magari a te non piace essere contraddetto o magari di accorgerti che “non ci avevi pensato (e poi, magari ti appoggi pure al fatto che questa.brutale fesseria l’ha detta qualcuno dall’alto…).
            Ti lascio quindi la replica con annesso rumore di unghia al diamante sugli specchi. 🙂 🙂 🙂

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            • Ma dai! Se la verità non sussistesse pienamente nella realtà, allora vorrebbe dire che parte della verità non sarebbe reale (sic). Per altro questa “mia” (si fa per dire) espressione permette ad una parte del reale di non essere nella verità, il che è quel che constatiamo.
              In Pace

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          • In realtà la verità è molto più reale della cosiddetta realtà

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  2. ci son modalità tutte diverse in tutte le situazioni e condizioni
    le famiglie ke si perdono gravate da grandi problemi necessitano nel loro smarrimento di sostegni tanti, in primis vero ascolto e dare parole di concretezza per uscire dai guadi ove in certi tempi ci si ritrova tutti. parole semplici concrete, assemblare a erranze parolone porta solo a ulteriori disagi e ki le usa non so quanto sia in realtà immerso in familiarità vere…………………………………

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  3. il mondo è basso per ki vuol solo vedere negatività e non vede ia esempio in vite nascenti il modulo continuo della vita e futuro speranzoso in visioni reali positive gradite vissute senza troppe complicanze e inficiamenti.
    prendere semplicemente il buono e il giusto ke nella comunicazione ci si trasmette a esempio
    senza crearci esagerati scrupoli di coscienza, essere lievi nella gioia……………

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  4. OT: alla luce degli ultimi avvenimenti forse potrebbe essere opportuno aggiornare di tanto in tanto sulla fine dei francescani dell’immacolata:
    http://www.lastampa.it/2014/10/02/blogs/san-pietro-e-dintorni/ffi-al-rogo-persecuzione-continua-J53vmwEjynLqpb9UE5F21H/pagina.html

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    • È una non-notizia, Gregorius: qui Tosatti parla di cose che non sappiamo se sono avvenute da fonte certa. Sembrano le solite farneticazioni masochiste di quegli ambienti che vogliono fare della Chiesa di Cristo il loro campo di gioco politico personale.
      Anche se fossero avvenute, nessuno sa come sono avvenute.
      E per concludere, non ho nessuna simpatia, ma proprio nessuna, per la disobbedienza: se codesti sono davvero stati sospesi a divinis lo sono di sicuro per grave disobbedienza ai loro stessi voti.
      Se questa fosse davvero una notizia, allora vorrebbe dire che tanti anni di vita religiosa sotto “Manelli” ha giovato a questi frati nulla, neanche la virtù dell’obbedienza ai legittimi superiori.
      Riparleremo dei FFI quando ci sarà davvero qualcosa da dire.
      Il mondo tradi-protestante e quello dei media che gli ronza attorno sembra come spastico e preso dalla febbre e di meno in meno credibile.
      In Pace

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      • Io spero sinceramente che sia cosi, e ne sarei consolato. Dall’altra parte mi sembra un po’ strano che sistematicamente tutte e notizie riguardanti i frati e ora, ancor più drammaticamente, le suore, siano soltanto farneticazioni e manipolazioni. Impedire qualsiasi dispensa per tre anni vuol dire mettere in prigione la gente. Non so se ci rendiamo conto, ma il collasso della Chiesa postconciliare conta, fra l’altro, circa 100.000 abbandoni di preti e religiosi. Ti sembra normale che questi invece vengano tenuti per forza? Li manderanno in un gulag per rieducarli, nel frattempo?
        Ripeto, speriamo sia tutto inventato, ma non vorrei che notizie vere siano considerate solo le veline degli accusatori ora promossi sul campo. Come ho detto piû volte, la storia non si fa solo con i bollettini dei vincitori.
        E poi , che dire? Fra il sinodo, questi e tutto il resto, qua ormai siamo qui solo a toccar ferro dicendoci speriamo che non sia vero, speriamo che non vada cosi ecc. Non mi sembra una situazione normale…
        E i ragionamenti di Baldisseri?
        Amici, datemi retta: questa stagione sarà la zampata finale della Chiesa “conciliare”. Ne vedremo di tutti i colori, ma se la barca riuscirà a non affondare del tutto, avremo generazioni di preti molto diverse da questa.

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        • Non dico che sia “tutto” inventato: solo che è una “non” notizia.

          Quanto al fatto che ne lasciano alcuni andare facilmente e si tengano più strettamente altri, penso davvero che noi qui non possiamo giudicare in quanto non abbiamo l’autorità dei superiori per farlo né le corrispettive grazie di stato.

          In generale, per un religioso e un chierico, l’obbedienza a Cristo si esprime sempre nell’obbedienza concreta ( e non solo “ideale”) ai propri superiori, alla regola del loro istituto, al Codice di Diritto canonico: e non c’è nessuna virtù nell’obbedire solo quando “piace”, il vero merito è nell’obbedire quando non “piace”, come Gesù a Getsemani.

          Ma anche in quanto laico che lavora in un’impresa questo è comprensibile: si obbedisce sempre agli ordini dei superiori anche se non piacciono e se davvero questi ordini portano problema si cambia impresa. Se come funziona la Chiesa che Cristo ha voluto non piace, allora uno se ne va, ma non fa ( o non dovrebbe fare) l’ipocrita e dire che vuol rimanere ma alle proprie condizioni secondo le proprie idee: niente di cristiforme in ciò.

          Quanto all’intervento di Baldissieri l’ho già commentato nella mia risposta qui sopra a “giacomo”.
          In Pace

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          • Caro Simon, ora leggo la risposta citata. Quanto al fatto di rimanere a condizione che, sono d’accordo; evidentemente, se uno fa domanda di dispensa, non intende rimanere, intende uscire. Insomma, caro Simon, capire come stanno andando oggi le cose sembra molto complicato. Io continuo a pensare che siamo ricapitati in una fase che ha moltissimo in comune con l’immediato postconcilio, cioè con il decennio/ventennio seguente all’assise. Con la differenza che i giovani leoni di allora, ora sono ai vertici. Mah… l’è düra!!!! Devo dire che il tuo lavoro qui è un’ancora se non di salvezza, di speranza. E sperèmm!

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            • Concordo, caro Gregorius: ed è perché le cose sono oggettivamente molto complicate che è meglio mantenere una certa distanza e lasciare il tempo decantare le cose.

              Anche a me certe cose che vedo, leggo o sento a volte non mi piacciono rispetto a chi sono, a come penso, a come vivo: cerco però di vedervi un appello alla mia conversione personale, cosciente, dopotutto, che è chi ha l’autorità che ha la responsabilità davanti a Dio dei propri atti e che non mi sbaglierò mai se obbedisco con il dovuto ossequio dell’intelligenza al Magistero Autentico.

              Penso che l’Unità del Corpo di Cristo è un valore che non è negoziabile e questo a livello della Chiesa tutta, della Diocesi, della Parrocchia, dell’Istituto religioso o laico, della Famiglia: dobbiamo essere fautori di unità e, nel contesto di questo post, aggiungerò che questo lo si può fare solo via la nostra “semplificazione” personale.
              In Pace

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          • Ah no, riguardo Baldisseri l’uscita che mi aveva colpito di più non era che un documento di 30 fa fosse superato: ma che fosse superato quello di 2000 anni fa. Tanaì liberi tutti!

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  5. Non ho capito perché aggiungere quantisticam alla formula del Simbolo. Puzza pure, sinceramente, perché con certe cose non si scherza…

    Comunque sia io non ho capito se è un concilio ecumenico o cos’è. Simon mi ha risposto , lo ringrazio, ma non è stato molto chiaro.
    Non parlatemi di temi , non temi, io voglio sapere che tipo di costituzione abbia.

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  6. @daouda
    Da wikipedia copio-incollo

    Sinodo dei Vescovi

    “È una riunione a cui non partecipano tutti i vescovi, ma solo alcuni, secondo il criterio della rappresentanza. Si differenzia dunque dal Concilio ecumenico. Nella Chiesa moderna si configura come un’istituzione permanente, creata da papa Paolo VI il 5 settembre 1965 con il motu proprio Apostolica sollicitudo, per rendere stabile e reale il vincolo di comunione tra i vescovi e la loro corresponsabilità nella guida della Chiesa. In seguito è stato disciplinato dai canoni 342-348 del Codice di diritto canonico e dal canone 46 del Codice dei canoni delle chiese orientali.
    I canoni stabiliscono che il sinodo è formato da vescovi ed è sotto la diretta autorità del Pontefice;
    si riunisce:
    -in assemblea generale ordinaria, quando sono convocati vescovi rappresentanti di tutte le Conferenze episcopali del mondo.
    -in assemblea generale straordinaria, quando sono convocati solo alcuni vescovi a motivo della loro specifica competenza, per trattare questioni che richiedono una soluzione rapida.
    -in assemblea speciale, quando sono convocati i soli vescovi appartenenti ad una particolare regione o continente, per il quale il Sinodo viene indetto.”

    L’ho preso da qui http://it.m.wikipedia.org/wiki/Concilio dove si parla di distinzioni terminologiche tra concilio e sinodo che possono a volte coincidere, a volta no.

    Anche se mi pare che in quel link manchi una definizione dei Sinodi sui temi particolari, come in questo caso che si tratta specificamente della Famiglia.

    Comunque, in ogni caso, all’inizio della pagina dicono che sia i sinodi che i concili sono riunioni in cui si parla :
    o di materia di fede
    o di materia pastorale
    Quindi possono approfondire in vari sensi.
    Poi fanno un report.
    Noi lo leggiamo / ascoltiamo.
    E poi obbediamo.

    A me sembra abbastanza chiaro 😉

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    • A me sembra un concilio ecumenico camuffato

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      • Se il papa chiama tutti i vescovi è un concilio ecumenico. Inoltre a Nicea è stato stabilito che sotto una provincia gestita da un metropolita, esso debba dirigere 2 sinodi all’anno, e non mi pare che il papa c’entri qualcosa.

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      • LA cosa buffa è che se un papa indicesse un concilio ecumenico e non vi acconsentisse uno dei tre patriarchi orientali ( cattolici intendo ) , non varrebbe ugualmente, e da noi ancora si ciancia solo del papa e dei peli del suo naso.

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  7. Riflessione. Tutti sembrano preoccupati che alcune decisioni di conduzione pastorale vadano “nei fatti” a toccare la dottrina o comunque a provocare fraintendimenti dottrinali nei fedeli. Ma una cosa che non si dice mai è la seguente. Dato che le decisioni che usciranno dal Sinodo (nel 2015) su alcuni temi “controversi” saranno (e non possono essere altro che) pastorali, nel caso si verificassero alcuni temuti “errori” da parte dei padri sinodali…..che cosa succederebbe in tale ipotesi? Succederebbe che si avrebbe una prassi “sbagliata” – ok proviamo a fare questa ipotesi che alcuni fanno.

    Io dico: se la Chiesa per, diciamo, 10 anni porta avanti una pastorale inadeguata e, come temuto da alcuni, “lassista”…..e questo provocasse delle cattive conseguenze……che si fa? Tra 10 anni possono sempre riunirsi di nuovo e decidere di “stringere la cinghia” pastorale su diverse questioni.

    C’è sempre la presunzione che il movimento sia costantemente da un “rigorismo” verso un indesiderato “permissivismo”.
    Ma non è così. Utilizzando quelle stesse categorie (che comunque NON condivido) può verificarsi anche il contrario.

    La Chiesa cammina. Un passo dopo l’altro, regolando di volta in volta il passo.

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    • Scusa, Trinity, ma descritta così la faccenda sembra una barzelletta. Peccato che intanto i danni che si possono produrre con una pastorale ‘sbagliata’, come inevitabilmente sarebbe una prassi contraddittoria con la dottrina, sono incalcolabili. Ma scusate, cinquant’anni di pastorale fallimentare postconciliare non sono bastati? Si deve insistere ad oltranza?

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      • ma non esiste la pastorale, esiste il governo o la carità ( ossia i fatti quelli che nessuno vede ), e dov’è la carità in un vezzo egoistico? Se ti vuoi unire col Signore cambi parrocchia e nun te fai sgamà, oppure inizi, magari, finalmente, a pregare un po’ di più e vivere un po’ di più la Fede in supplenza di questa mancanza e fai comunioni spirituali.

        Stiamo parlando di cristiani già fatti. Tra un po’ parleranno pure l’assassini, ah , no, quelli o sò sepolti in Chiesa o je se fermano ne le processioni in fronte a casa.

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      • Sì, Gregorius hai ragione, io sono consapevole che spesso scrivo in maniera che può sembrare semplicistica…e quindi puoi dire che sembra un pò una barzelletta.
        In realtà dovresti interpretare le mie parole in base all’ultima mia frase: per me la Chiesa è in cammino costante e costantemente regola il passo. Quindi in realtà non si può parlare di allargare o stringere la cinghia. Per far capire questo ho tentato un’ipotesi che poteva essere concepita da chi “teme” questo Sinodo e ho usato la metafora “allarga/restringi”. Quindi quando dicevo “prassi sbagliata” non intendevo una prassi che io credo sbagliata, ma sarebbe sbagliata per alcune frange della Chiesa. A quel punto facevo notare che una via d’uscita ci sarebbe comunque, se hai quella visione.

        Sui danni non sono d’accordo. Per me i danni possono provenire solo da incontri reali con persone che non testimoniassero il Vangelo con la propria vita e non possono provenire da dettagli pastorali, né da sinodi, né da concili…..ma solo da comportamenti pratici e reali. Se il cristianesimo è l’incontro con una Persona e quello continua….non ci saranno danni.
        E infatti non ci saranno.

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        • Oh beh, messa così, la Chiesa può tranquillamente non esistere.

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          • (nel senso di: mettendo così il discorso, si potrebbe dire che la Chiesa…)

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            • Gregorius, secondo me è là che ti sbagli. Se la Chiesa non è “le persone che hanno concretamente incontrato una Persona” e tramite la propria testimonianza e la propria carne continuano l’incontro con l’altro, l’opera di incontro con gli altri…….quali sarebbero le FONDAMENTA della Chiesa? Poi possiamo chiacchierare di gerarchie e di strutture, di organizzazione, di tutto ciò che vuoi…….ma senza le fondamenta crolla tutto davvero……
              E appena sopra al livello delle fondamenta ci sta il livello “obbedienza” secondo me. “Obbedienza” in base al livello (di responsabilità) in cui ti trovi nella Chiesa.

              Quindi, ad esempio, non sta a me dire se “hanno fatto bene o male” a indire un sinodo. E poi, qualunque “cosa” esca dal sinodo io la devo rispettare, anche qualora non si confacesse alle mie aspettative o idee.

              In realtà questo rispetto attiene più che altro all’atteggiamento. Molti dicono di rispettare e amare la Chiesa ma poi, nei fatti, spendono parole ed energie per remare contro!
              Mentre altri (e spero di farne parte) affermano anche idee a volte un pò dissonanti rispetto alla dottrina o altro, ma si mantengono sempre in una prospettiva “CON” la Chiesa, in difesa della Chiesa. Quella di Papa Francesco (ora che c’è Francesco), quella di Benedetto (quando c’era Benedetto), e via così.

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  8. penso ke per alcuni la cinghia e’ già sciolta, come sempre stato, dati permessi da sacerdoti non so quanto al corrente effettivamente degli scandali ke costoro a cinghia sciolta danno, o conniventi per empatia…………..

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  9. Cerde! Poi, “io speriamo che me la cavo…”

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  10. Se Simone crede nella chiesa quantistica,
    Il card. Ravasi addirittura crede in una Chiesa evoluzionistica
    http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RSt201410/141005ravasi.pdf

    Quantismo, evoluzionismo, immanentismo, storicismo, esistenzialismo ma non più semplice e pura FEDE nella UNA SANTA APOSTOLICA.
    Aveva ragione Ratzinger il problema della nostra epoca è un problema di Fede.

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    • LOL 😀 😀 😀

      Intanto però il Card. Ravasi si china su una problematica che abbiamo già sollevato su questo blog tempo fa e che è l’assenza di considerazione che si ha ancora nella Chiesa circa il “transumanesimo” che, secondo me, è ben più pernicioso e pericoloso se non affrontato correttamente che le gender theories di cui tutti si riempiono la bocca.

      Per il resto non concordo circa il suo apprezzamento positivo delle affermazioni di Kasper durante il Concistoro dello scorso febbraio.
      In Pace

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