Radio Crocevia: la playlist dei capolavori! – 01

zuzenean

In memory to “il desiderio di Claudio di saperne di più
che dopo aver visto cosa ha creato si sarà certamente nascosto”

Benvenuti a tutti gli ascoltatori di Radio Croce-via!
Prima di iniziare è d’obbligo la …

SIGLA

“Sei un cristiano e non hai mai sentito ‘sta roba qua? Nun va bbene.
Sei un appassionato di musica e non sai chi è quell’autore lì? Devi rimedià!
Sei un cattolico quindi non ascolti Bach? Ba(c)h!
Sei un ortodosso e dal 1100 non ti sei più mosso? Nun fare il gradasso!

Nooononononoooooo Nun fare il graaadaaassoooo!

Sei un tradizionalista e pensi che dopo Palestrina la musica è andata a rotoli? Nun fammé ridè!
Sei quello che Frisina è il non plus ultra dei sacri moderni? Ti prego, dimmene ‘n’altra che me faaai mmorì!

Dundaduuun dadaaaaa me faaaiii morììììì!
Dundaduuun dadaaaaa me faaaiii impaziiiiii!!!”

PROLOGO

Ciao a tutti!
Eccoci dunque ad una nuova rubrichetta del blog Croce-via!
Una rubrica gggiovane come la musica che vuole trasmettere. Eh si cari ragazzi e ragazze (soprattutto!) all’ascolto! La nostra è musica always young perché è semplicemente eterna! E visto che l’eterno – ci dice il nostro Tommasino – è assenza di Tempo basta fare 1+1 e il gioco è fatto. Sperando ovvio che si accetti la logica.
Ma bando alle ciance e chiariamo cosa stiamo facendo!

#eccobravo!

Dunque come ci è venuta questa idea?
Complice una mail privata di Claudio in cui si chiedevano consigli d’ascolto di musica sacra e la richiesta di Andrea Carradori di pubblicizzare sul blog il suo evento dedicato alla “Bellezza nella liturgia”, nella quale la musica ha rilevanza imprescindibile, abbiamo preso la palla al balzo.

#bellescuse…

Non vogliamo incantare nessuno con elucubrazioni da musicologia di primo liceo o tediarvi con dissertazioni di storia della musica sacra nella valle seriana agli inizi del millennio in corso. Non siamo in accademia e non siamo nemmeno fessi: siamo in una radio ggiovane che racconta storie musicali eterne.
A noi il piacere del lancio musicale, agli altri l’onere dell’approfondimento cul-turale!

#battutacretina

Hai ragione #regia! Ahah, andiamo avanti…

#deogratia!

Lo scopo di  questa nuova rubrichetta è dunque far conoscere ai lettori la musica sacra che a nostro umilissimo avviso è imprescindibile e lo faremo tramite una playlist personale di spotify, pubblica, seguibile ovunque/sempre/da tutti!
Vive la tecnologì!

#quevivaanchelelinguestraniere…

Dunque ecco l’unica regola della radio: tre pezzi (perfect number!) per ogni puntata. E si indicherà di UN solo autore UN solo suo singolo pezzo imprescindibile e indicando UNA SOLA interpretazione che a nostro umilissimo avviso risulta la migliore sul mercato. Prima di ogni singolo faremo una brevissima disertazione sul perché questa musica è eterna, quando questo pezzo di eternità è venuta alla luce e per quale contesto è stata scritta. Il tutto rigorosamente casuale ma con giudizio! Cerchiamo insomma di presentare autori diversissimi, di epoche diversissime, ma che insieme fanno una bella playlist d’ascolto!
Come ultima cosa la spiegazione del plurale majestatis usato finora, non siamo naturalmente la reincarnazione di Pio XII…

#madai…

… semplicemente la playlist è compilata da minstrel e dal suo amichetto Franz! Yeeeeeee… va beh.
Di minstrel sapete già tutto (cioè nulla), di Franz, che già scrisse per “Crux and go”

#ohmy…

ecco il CV: uomo, organaro, direttore di cor(r)o, pianolista e hammondista, compositore alla corte dei netturbino!

#siamoacavallo

PUNTATA

1.
E ora via con il primo brano in scaletta. Naturalmente non poteva non essere il capolavoro di quel genio di Palestrina! Un canto per la litugia da cantarsi durante la passione tratto da quel lamento straordinario che è il Salmo 137.
“Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre!” e se qualcuno sente risuonare il Quasimodo di “alle fronde dei salici” non ha tutti i torti!
Ma cosa ha di eterno questa song? A parte la struggente malinconia ricreata dalle sole 4 voci che entrano piano piano in un gioco di incastri che ci ricordano come da una lacrima scende piano un pianto intero; a parte il motivo parola che ritorna ciclicamente eppure in modo sempre nuovo; a parte lo stretto finale sulle parole “suspendimus organa nostra” che pare una preghiera sempre più straziante innalzata a Dio che porta ad un finale inconsueto; a parte che l’armonia è agli apici e c’è solo che da godere; a parte tutto, nulla.
Versione dei Pro Cantione Antiqua diretti da Bruno Turner. Go!

2.
Saltiamo di qualche secolo e giungiamo nella Francia di inizio 900. Qui Poulenc presentava il suo dolente Stabat Mater dopo la perdita dell’amico Christian Bérard…

#cheallegria

Silenzio ‘gnurant! Dicevamo… dunque… ach, ci ha fatto perdere il filo porc… insomma da questo capolavoro estraiamo il Fac ut ardeat nel quale viene gestito un tipico esempio di Cantus firmus: la melodia iniziale ai soprani, passa ai tenori e ritorna più volte a volte variata nell’armonia. Nel mezzo delle vere e proprie strappate orchestrali che sbalestrano l’ascoltatore, racccapricciano,  mostrano il mistero di un’anima che cerca, lacerano il cuore del mistico in cammino sulla salita del Carmelo, fanno implodere…

#boom!!!ebbbasta!

… (sospiro). L’edizione scelta è dal cd di Daniel Reuss e Coro di Amsterdam: bel tempo lento, canto del coro vigoroso, strappate orchestrali oh yeah!

3.
La nostra ultima proposta non poteva che essere il genio più genio del genio geniale elevato al genio. Bim bum Bach! E cosa scegliere fra le millemilapagine del genio più genio del genio ge…

#taglia!

… niale? Ovviamente iniziamo con “Suscepit Israel” dal Magnificat cilindrata 243 nel quale si intersecano 3 voci femminili di sua composizione. Sembra la solita meravigliosa tiritera e invece a metà salta fuori uno strumentino che si mette a fare quello che sembra un controcanto… no! Quello strumentino (chiamasi oboe) inizia il cantus firmus del “tonus peregrinus” tedesco cioè la melodia gregoriana su cui si canta il Magnificat in tedesco; in quel momento si scopre dunque che le tre voci iniziali non erano che dei controcanti a questo cantus implicito tradizionale!

#cioèquestoiniziaconicontrocantidiunmotivochevienedopo?!

Esatto #regia, hai capito il genio più genio del…

#aaaargh

…eugenio?! Va beh, diamoci dentro con Gardiner ragazzi!
E uan e ciù e uan ciù trì fò:

Alla prossima puntata ragazzi, grazie per averci seguito e mi raccomando non trattenetevi nel proporre nuovi brani nei commenti. La nostra esperta giuria di esperti vedrà se metterle nelle prossime trasmissioni.

Stay tuned!

#madavveroneh!

Annunci


Categorie:Sacra Arte

Tag:

16 replies

  1. 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀
    FANTASTICOOOOO!!!!
    BIIIIIIIS!!!!

    Liked by 1 persona

  2. un pizzico di dolce sereno paradiso

    Liked by 1 persona

  3. Povero Frisina 😦
    Costituisce il 90% circa del repertorio della nostra corale a 4 voci…
    Tende a ripetersi, ma qualche pezzo non è male… 😉

    Liked by 1 persona

    • Vediamo come si evolve la nostra radio, intanto raccogliamo gli imprescindibili assoluti e per questo è probabile che per un pò il 90% del repertorio odierno sia escluso… ahah 😉

      Mi piace

  4. credo proprio che seguirò questa rubrica con molto piacere 😀

    Se posso permettermi, suggerirei la Messa dell’Incoronazione di Mozart, eseguita dal grande von Karajan in San Pietro in occasione della Messa celebrata da san Giovanni Paolo II per i Santi Pietro e Paolo del 1985.
    Se proprio devo scegliere un pezzo, scelgo il Credo: lo stupore all’ “incarnatus est”, la commozione al “passus et sepultus est”, l’esplosione di gioia al “et resurrexit tertia die”…

    Liked by 1 persona

  5. Buondì, sapreste consigliarmi qualche compositore contemporaneo (ma anche non) di cui ascoltare le gesta per arricchire il repertorio a 4 voci della mia parrocchia?
    Unico vincolo: buona eseguibilità per dilettanti (note non troppo acute please! 🙂 ).

    Ad esempio le canzoni di Frisina sono ben eseguibili, ma tendono a esplorare le stesse armonie (sia nelle tonalità, sia nei passaggi, sia nei ritmi) quindi abbiamo bisogno di un po’ d’acqua fresca!

    Alcune canzoni che a me personalmente piacciono molto in questo senso (pur essendo purtroppo rari casi “isolati” di altri compositori) sono:
    – Alleluia lode cosmica (Puri) [un tantinello alta per i solisti, in verità 😦 ]
    – Gesù Signore (Paterlini)
    – In notte placida (Couperin)
    – Ecce Homo (Sequeri) [la versione ufficiale su youtube fa pietà, ma se si riadatta un po’ rispettando le 4 voci da spartito e se si canta un po’ meglio viene mooolto carina: i diminuiti ruleggiano! 🙂 ]

    Rivolgo la domanda principalmente a Minstrel, ma chiunque si senta libero di arricchire! 🙂

    Alla luce di questo, che me consijate? 🙂

    Mi piace

    • E il sottoscritto la gira a Franz che come direttore di coro ne ha dovute cercare di partiture decenti ma soprattutto fattibili! Con lui ho aiutato a cantare una messa di un autore sconosciuto (a me ovvio) che era facile e davvero ben fatta, ma chi si ricorda l’autore (mi sembrava dell’est comunque).

      Insomma Franz, batti un colpo! 😀

      Mi piace

      • E allora attendiamo tutti con trepidazione! 😀

        Mi piace

        • Eccomi, ciao 🙂
          Arricchire il repretorio di una corale è sempre una bella sfida, complimenti per l’intento. Innanzitutto la messa a cui su riferiva Minstrel è la “missa brevis et facilis” (lo dice il nome) di Rihovsky, reperibile facilmente online: è un po’ impegnativa per i soprani ma per il resto va via tranquilla, armonia semplice ma non banale, momenti piacevoli…e soprattutto facile da imparare, sullo stesso livello della “Messe in C” di Gounod che pure ti consiglio.
          Per il resto io ho trovato molto interessanti, tra gli autori del ‘900, i mottetti di Terenzio Zardini: lo trovo semplice ma incisivo nella scrittura e soprattutto molto attuale. Sono anche composizioni di un certo livello secondo me, che non danno al coro l’impressione di “facciamo questo perchè non siamo in grado di fare altro”, ma anzi stimolano l’apprendimento: con poche note ben piazzate si ottiene un buon risultato. Salendo poi per difficoltà, ma sempre restando alla portata dei cori parrocchiali e nei tempi e le forme della liturgia del nostro tempo, ci metterei Luigi Molfino, impegnativo ma di grande qualità.
          Poi, vivendo nella diocesi di Bergamo, gli archivi della mia corale sono pieni di brani di don Pedemonti: devo dire che qualcosa di bello c’è, è un autore che propongo spesso e che riscuote sempre consensi anche tra i coristi: basti dire che una sua messa a due voci è fissa nel repertorio del mio coro, dove fino a poco fa scendere sotto le quattro era blasfemia. 🙂
          Poi gli autori cosiddetti “minori” sono veramente un sacco, ci sono piccole perle sparse in giro che val la pena di cercarsi. Sulle riviste di musica corale sacra (tipo “Celebriamo”) si trovano tanti validi spunti, mai scontati. A me piace molto anche Armando Antonelli, ma qui andiamo ad un livello di difficoltà superiore per estensione e articolazione dei brani: tuttavia, la sua messa “San Carlo” resta per me un piccolo gioiello.
          Visto poi che parlavi di contemporanei e poi mi hai messo Couperin io ci aggiungo anche…Listz! (Questo è matto!) No, in verità l’ultimo Listz ha lavori sacri molto poco conosciuti, dall’armonia stupenda e dai contenuti tosti ma dalle forme semplici. Risultato: al coro risultano familiari le strutture, imparano alla svelta e in due mesi hai pronto un pregevolissimo “Ave Maris Stella” o un “O Salutaris Hostia”. Provare per credere. 🙂

          Liked by 1 persona

          • Capito cosa intendevo? 😀

            PS: e io ci farei pure un post con un commento simile, thinkin’ about it Franz 😉

            Mi piace

          • Non ho capito niente, ma mi è piaciuto questo post ed questo tipo di conversazione: qui si parla di musica e di musica liturgica con uno sguardo lontano da assunti ideologici.
            Continuate così! Bellissimo.
            Grazie
            In Pace

            Liked by 1 persona

          • C’è poco da capire Simon, c’è da cantare come si deve (e parlo per noi) e ascoltare (e parlo per voi). Il resto è davvero una sovrastruttura spesso inutile, a volte pure dannosa. 🙂

            Mi piace

          • Davvero una risposta ricca, grazie Francesco! 🙂
            Esplorerò i consigli con un ascolto approfondito. 🙂
            Complimenti invece a Croce-Via per la davvero ottima – e niente affatto scontata – iniziativa, come da suggerimento me ne starò ben tunato! 😀

            Mi piace

  6. mi piace ke anke Simon umanamente non capisca niente………….ciao amigos de le tierre azul

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: