Ottenebramenti

Sentire cum Ecclesia

Sentire cum Ecclesia

Ribadiamo che ciò che conta sono e saranno solo ed esclusivamente le conclusioni, espresse in documenti ufficiali, che la Santa Sede indicherà al termine del Commissariamento apostolico e quindi, sin da ora siamo pronti ad accettarle in pieno. Fino a quando la Chiesa non si pronuncerà ufficialmente come è lecito che i discepoli di Manelli ne parlino sempre e solo in termini di esaltazione e di elogio, in questo momento e fino alla conclusione delle indagini è altrettanto lecito, per chi ne ha esperienza o conoscenza, produrre testimonianze, riflessioni, documentazioni e opinioni personali  sui punti negativi dell’Istituto e sostenere con vigore la necessità, la giustezza e la piena legittimità del  commissariamento, opponendosi anche ad una illecita canonizzazione in vita che non rientra nella Tradizione della Chiesa.   Inoltre affermiamo che noi distinguiamo nettamente il De Mattei professore di storia dal De Mattei  pubblicista, per cui le nostre osservazioni riguardano solo la produzione giornalistica del De Mattei pubblicista.

Due articoli sono apparsi su Corrispondenza Romana questa settimana: uno del Prof. De Mattei (http://www.corrispondenzaromana.it/sint-ut-sunt-aut-non-sint/) e l’altro della Professoressa Siccardi (http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/linvito-di-p-volpi-allammutinamento-e-la-nostra-supplica-ai-francescani-dellimmacolata/)
Ambo articoli hanno alcuni punti in comune, ma uno salta immediatamente agli occhi di chi li legge impassibilmente: l’assenza di logica e di fattualità nelle dimostrazioni che vorrebbero compartire con i loro lettori.
Nel primo articolo, il Prof De Mattei comincia con ricordare la storia dei Gesuiti tra il XVIII ed il XIX secolo sperando di stabilire un parallelo con quello che succede oggigiorno con i Frati Francescani dell’Immacolata (F.F.I.) : purtroppo per lui l’analogia non è applicabile in alcun modo, infatti (1) l’ordine dei gesuiti fu sciolto e non commissariato come i F.F.I.; (2) la ragione ne era l’influenza degli stati assolutisti dell’epoca sul papato, mentre circa i F.F.I. la causa è interna alla congregazione stessa; (3) i gesuiti erano fedeli al Magistero contro i vari gallicanesimi dell’epoca, il problema attuale dei F.F.I. è invece l’opposto in quanto sembrano aver mostrato sufficientemente “diminuito sentire cum Ecclesia” per provocare la reazione della legittima Autorità; (4) non c’è nessun desiderio da parte di Quest’ultima di sopprimere i F.F.I. come perfidamente, falsamente e minacciosamente suggerito dall’autore.

Partendo dall’ipotesi di questa (mancata) analogia il Prof De Mattei si lancia in seguito, senza conseguenza logica, in una diatriba vertente a voler convincere gli ignavi della sua propria opinione personale e cioè che l’obiettivo del commissariamento sarebbe di far lasciare l’abito religioso ai F.F.I., di farli vivere nella rilassatezza morale e nel relativismo dottrinale oltre che di far perdere loro la specificità mariana.

E, su questo presupposto inventato di sana pianta, il Professore invita quindi, in un gran finale, i Frati alla disobbedienza alla legittima Autorità, a spergiurare i loro voti di obbedienza e, implicitamente, di entrare nello scisma.

Nel secondo articolo la Professoressa Siccardi si accinge alla stessa opera ma non stabilendo la legittimità della propria argomentazione su presupposte (false) analogie storiche come il Prof De Mattei, ma nell’analisi del testo pubblicato dall’odierno commissario dei F.F.I., P. Volpi ofmcap (leggibile qui: http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/fi-news/235-messaggio-professioni-perpetue%20) .
Anche in questo caso l’analisi è ottenebrata fin dall’inizio da uno sguardo volutamente e letteralmente bieco su quel documento: (1) si fa credere al lettore che il fatto di citare quel testo di v. Balthasar sia un incitamento ai F.F.I. di perdere la loro identità, mentre, invece, quel che il P. Volpi vuole è l’eliminazione di certa autoreferenzialità che ha fatto sì che il diminuito “sentire cum Ecclesia” apparisse e non certo, come suggerisce la Siccardi, affinché si perdano i carismi propri alla fondazione; (2) vuol far un processo di intenzioni a P.Volpi perché questo sembra riferirsi “solo” a Scritture e Magistero “dimenticando” la Tradizione, Lei stessa dimentica del fatto che quando il Magistero si esprime lo fa sempre in coerenza colla Tradizione anche se implicitamente, come anche quando cita le Scritture, mentre nell’articolo oblitera le referenze al Beato Egidio di Assisi, al Beato Massimiliano Kolbe, al Beato Giovanni Paolo II; (3) giudizi temerari ed attacchi ad hominem emergono quando la Professoressa si permette di giudicare il foro interno di P.Volpi dichiarandolo in malafede ed insinuante, sulla base che questi non metterebbe sulla piazza pubblica i problemi interni dei F.F.I.; (4) si procede ad un gioco degli specchi volendo far ingoiare a chi la legge che si obbedisce di più disobbedendo ai propri legittimi superiori che obbedendo sic et simpliciter.
Alla fine di questo lungo articolo si ripete la richiesta del Prof. De Mattei questa volta sotto forma di “supplica” molto sentita: disobbedite, disobbedite, disobbedite.
Questi due articoli ed i loro autori hanno una cosa in comune: hanno capito che sono proprio le loro stesse posizioni teologiche che mancano assolutamente del religioso ossequio dell’intelligenza e della volontà dovuto al Magistero del S.S. Concilio Vaticano II nelle materie relative alla fede ed ai costumi, che sono definitamente espulse dalla dottrina della Chiesa in quanto incompatibili colla Tradizione, le Scritture ed il Magistero e ciò attraverso il riassestamento dei F.F.I. nel senso di un verace “sentire cum Ecclesia”.
Quel che la Chiesa, Mater et Magistra, sta facendo è proprio di purgare questi atteggiamenti tradi-protestanti dal Suo Corpus Magistrale annullando le infiltrazioni ideologiche eretizzanti di cui De Mattei e Siccardi sono noti esponenti in Italia. Il loro richiamo alla disobbedienza dei F.F.I. è dunque un appello a non esser lasciati soli nella loro lotta contro il Magistero della Chiesa Cattolica, da dove il loro uso di ogni argomento possibile soprattutto se non ragionevole ma solamente affettivo, verosimile ma non veridico.
In Pace

Annunci


Categorie:Attualità cattolica, Liturgia e Sacra scrittura

Tag:, ,

14 replies

  1. Ottimo Simon!
    Riporto intanto alcuni commenti che si leggono in Chiesa e postconcilio dopo queste analisi spregiudicate dello scritto del Volpi:
    Luisa: E’ TEMPO DI DIRE BASTA!! Come i subalterni hanno il dovere di rispettare i loro superiore, così lo stesso HA dei doveri VERSO i subalterni. Il superiore non può impartire ordini ingiuti e non può imporre che questi vengano eseguiti. Non dimentichiamo la 4° ipotesi di S. Bellarmino, uno dei più grandi difensori del Primato di Pietro.

    Fortuna che mic ricorda che la 4° ipotesi è un’ipotesi teologica (arrgh, ma non devono far orrore i teologi?)

    hpoirot: tutti a Ecône per conservare il tesoro più grande: il dono della fede

    e a Daniele che gli risponde “Si deve soffrire Nella Chiesa caro hpoirot .. non fuori .. altro che Econe!!” ecco Agnese: “Commenti come questi, denotano una malafede da guinnes dei primati. Pare non sia la prima volta che lo stesso scrive la medesima cosa, quando sente solo nominare o riferire alla Fraternità S.Pio X. Sembra uno uscito dal blog di Tornielli…” e così via.

    e ancora
    bernardino: Cari fratelli della FSSPX, invocate a braccia aperte N.Signore ed aprite le porte ai confratelli dei F.I. che in questo momento si trovano molto probabilmente in grosse difficolta’. Chiedete loro di venire da voi e davvero sarebbero considerati in pieno sentire cum Ecclesia. E si che potrebbero celebrare la S.Messa Apostolica in piena liberta’ come dal M.P. Summ. Pont.

    wow. Nient’altro da dire se non: wow!
    Queste dichiarazioni non sono che la prova del nove di quanto scrivi Simon.

    segnalo invece un anonimo commento che sempre lì dichiara queste cose:
    Sono molto turbato e leggendo tanti commenti sui FFI sto combattendo con me stesso se inviare oppure no un invito. Oggi ho deciso di farlo : ” Invito alla prudenza e tappare le bocche di tanti sapienti sul caso FFI Tutti dichiarano di conoscere e intrattenere amicizia con i FFI, cosa che può essere ci mancherebbe, ma i panni sporchi si occultano quando arrivano gli ospiti , gli armadi in disordine vengono chiusi (N.d.R.)….Troppo facilmente avete o hanno voluto tacitare, occultare le dichiarazioni di P. Giulio Scozzaro per concentrare tutta la vicenda sulla proibizione della celebrazione VO…Proibizione che è solo il pretesto scellerato del vaticano, scaturita da una richiesta di aiuto di religiosi sani e fedeli, che vedevano il loro Istituto diversificarsi sempre più dall’originale, accettando parrocchie, cosa che non esiste nel loro carisma…Vedasi ordinamento iniziale approvato dal vescovo locale e poi da GP2. Ora li chiamano dissidenti, demoni….e già !! Purtroppo questi frati “dissidenti” non hanno tenuto conto che la richiesta è stata fatta a Roma dove più che in altri luoghi è concentrato l’odio al loro Istituto e alla Messa Cattolica . A questi esperti conoscitori dei FFI chiederei : ” Avete intrattenuto rapporti con i frati che sono usciti negli ultimi anni e giorni ? Vi siete mai presi la briga di intercettarli prima e dopo essere usciti (visto che li conoscete tanto bene) per sapere dove sono in giro per l’italia e sapere le loro tristi storie ? E aiutarli ? O voi conoscete solo i superiori, i teologi quelli che scrivono libri….fanno dotte conferenze ? ”
    Guardate che ci sono anche i fraticelli, sia sacerdoti, professi solenni e professi semplici, le braccia forza lavoro….che hanno vissuto e provato la bella esperienza che P. Scozzaro ha descritto…. E posso dire con assoluta verità che le parole di P. Scozzaro ognuno di loro le avrebbe scritte e/o sottoscritte. Chiedete al Padre responsabile per le missione d’Africa se ha la coscienza tranquilla difronte alle defezioni dei frati africani ai quali mai ha risposto quando a lui (Superiore Maggiore Referente) porgevano richiesta di aiuto, sostegno, consiglio e spiegazioni o anche solo un colloquio…..era troppo impegnato in altre faccende affaccendato….Chiedetegli nell’ultimo scorso settembre al rinnovo annuale dei voti semplici come ha liquidato chi in coscienza si sentiva in difficoltà a emetterli, rinnovandoli …..Chiedetegli se sa dove ora vagano per Italia. Altro che Messa VO…altro che liturgia cattolica….. Con tutto questo leccamento da parte di questi “conoscitori, frequentatori dei FFI”, apprezzamento più che giusto riguardo alla loro fedeltà teologica, dottrinale…ma gli scheletri sono altri e trascurandoli si fa della crisi dei FFI un grande male ignorando le vere cause, compreso il male alla tradizione e alla Messa , il cavallo di Trioia…di questo sciagurato tempo e di questo pontificato inqualificabile. Fatevi dare l’annuario dei frati (non quello taroccato) e scoprirete che potrebbero essere più del triplo di quanti sono. E’ vero che hanno fin ora avuto molte vocazioni, ma il numero delle defezioni è superiore e ripeto l’emorragia continua e a tutti livelli sacerdoti, professi solenni, studenti e professi semplici. Il problema non è la Messa VO.
    Scusate so di non essere all’altezza culturale vostra e dei vostri interventi, ma anche l’onestà morale della verità havrà pur necessità di essere ascoltata.

    Non che ci creda a questo anonimo (da quando un anonimo in web ha validità di testimonianza?!), ma già che stiamo assistendo ad un coro di campane stonate insieme ad altre intonate, aggiungerne un’altra non comporta chissà che caos in più.
    Capirci qualcosa insomma è dura. Per questo l’unico modo è fidarsi della Chiesa. E prudenza!

    Mi piace

    • L’anonimato non è un problema fintanto che non si usa di argomento di autorità in questo caso irrilevante.
      Il bello dell’anonimato è che obbliga ad essere molto preciso sulle referenze utilizzate da un lato, ineccepibile nei fatti e ferreo nella logica . :-
      Quanto a quei commenti lì sono tipici di quella movenza che si trova ai margini dottrinali della Chiesa cattolica.
      In Pace

      Mi piace

  2. E intanto il Commissario Volpi ha concesso ai Frati francescani dell’Immacolata di Firenze di poter di nuovo celebrare la S. Messa in rito antico.
    Ovviamente in alcuni commenti in calce qualcuno spera sia merito delle lettere e delle petizioni online…

    Qualcuno che dica che forse Volpi sta facendo seriamente il suo lavoro e forse è meglio lasciarlo lavorare?

    Mi piace

    • Credano quel che vogliono, “quelli in calce” .
      Questo dimostra semplicemente che il commissariamento dei F.F.I. non era contro la forma straordinaria, come i soliti noti volevano fare ingoiare al loro popolo bue per nascondere il fatto che il vero problema era il “sentire cum Ecclesia”.
      Quanto al fatto che permessi di celebrare con il V.O. erano possibili in seguito a richieste sensate era già contemplato nello stesso documento originale di commissariamento.
      Ma, certo, alcuni devono solleticarsi sotto le ascelle per convincersi della propria utilità nella faccenda… 😉
      In Pace

      Mi piace

  3. Mi lascia sempre perplesso e direi erroneo il considerare la scelta del VO come carisma. Preferenza lo posso capire, carisma no. Cosa sottintende? Il richiamo alla disobbedienza è quanto di più anticattolico si possa fare. I santi non hanno mai disobbedito alla chiesa , anche quando potevano avere ragione. Far sentire le proprie ragioni nei modi e nei luoghi giusti è lecito, disobbedire mai. Mi piacerebbe chiedere a costoro se ai papi preconciliari era lecito disobbedire. De Mattei purtroppo non è nuovo a certe sbandate dialettiche e non.

    Mi piace

    • E’ vero che non ho mai sentito parlare una nozione di “carisma” di fondazione legato ad un rito particolare della Santa Messa: ad esempio, la messa cartusiana originaria della Diocesi di Grenoble nel secolo XI e praticata ancora oggi in Certosa è sicuramente una caratteristica dell’ordine certosino, ma se, per assurdo, fosse deciso che i monaci celebrino, ad esempio, la forma ordinaria del rito latino, ciò non toglierebbe niente al “carisma” cartusiano in quanto tale.
      Un soggetto da “scavare” ulteriormente.
      Grazie per lo spunto.
      In Pace

      Mi piace

  4. Ottima lettura su cosa ne pensano i F.F.I. circa i “tradizionalisti e altri cryptosedevacantisti” che hanno cercato di sviarli da un retto cattolicesimo:
    http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=5510

    Una frase magnifica in conclusione, ma tutto l’articolo vale la pena di essere letto:
    “A p. Stefano M. Manelli, nostro fondatore, dopo decenni su decenni di nostro servizio, in Italia e all’estero, confermiamo il nostro affetto e la nostra fedeltà, assicurandogli altresì la difesa dai personaggi che ci hanno condotti al commissariamento e che utilizzano ancora una volta la nostra famiglia religiosa per i loro biechi fini credendosi i salvatori dell’umanità.”

    In Pace

    Mi piace

    • Accidenti, che portale hai trovato Simon. Sembra proprio un articoletto fatto ad uopo! 😉 Articoletto che però, mi permetto, mi sembra soffrire un pò troppo di superficialità (che è peggio di essere tacciati di “modernismo…”)
      Due sottolineature veloci.
      Ade esempio quando scrivono: religione, dal latino “religare”, significa legare insieme, mettere in contatto l’immanenza con la trascendenza.
      I Musulmani credono nella trascendenza, e anche noi ci crediamo.

      D’accordo, ma non dimentichiamo che per loro Dio può tutto, anche l’assurdo poiché TOTALMENTE TRASCENDENTE. Il nostro non è totalmente trascendente, anzi è addirittura sceso in terra!
      Queste piccolezze di normalità di pensiero mi sembrano quelle che scavano i solchi insanabili! Per gli autori dell’articolo sembra NORMALE parlare dicendo che puntiamo tutti al trascendente senza guardare alla differenza di (passatemi il termine!) quantità di trascendenza.
      Agli altri invece sembra NORMALE parlare continuamente e solo delle differenze fra le due religioni (trovo mortificante pensare il cristianesimo come sola religione, ma in questo caso consideriamolo così…).
      Non sarebbe forse ora per i primi fare in modo di non scadere in una generalizzazione superficiale che non serve a nessuno (bastava scrivere “e anche noi, anche se in modi diversi, ci crediamo”) e ai secondi pensare che i primi non sono mai completamente a digiuno di catechismo e che ribadire il risaputo non fa che scavare solchi di misunderstanding inutili per tutti?

      E infatti dopo cosa scrivono?
      “lo sappiamo benissimo e non abbiamo bisogno che i professoroni tradizionalisti ci facciano ripassare il catechismo: consigliamo piuttosto noi a loro di riconsiderare quelle sue parti in cui si definisce il ministero petrino, ed il dovere di osservanza che ad esso vincola tutti i Cattolici; se lo facessero, eviterebbero di esortarci a trasgredire il voto di obbedienza sul loro blog.”

      ta daa. Come dargli torto…

      Grazie della segnalazione Simon!

      Mi piace

    • Piuttosto Simon… quando sul finale scrivono “assicurandogli altresì la difesa dai personaggi che ci hanno condotti al commissariamento” è la prova del nove che il Commissariamento è dovuto alle idee interne traditorialiste (passatemi il neologismo dai, non è male :-P).
      Aspettate che lo sappiano alcuni blog italici che poi vedrai che fuoco di fila…

      Piuttosto, la questione VO su richiesta. Alcuni blogs dicono che è perché per Roma il VO non è più simbolo di “unica messa di sempre blabla”, bensì rito di separazione e rottura. E qui hanno gioco facile a dire che “quindi abbiamo ragione a dire che il VO è diverso da NO, ma se il VO ha alle sue spalle duemilamillenni di vita propria come si può pensare che per tremilamilioni di anni la Chiesa abbia sbagliato celebrando un rito che divide” ecc.

      Ovvio, sto semplificando, ma il gioco spesso è questo. Gioco che nasconde a mio avviso un piccolo sofisma, ma prima… voi cosa ne pensate? Perché il VO è sottoposto a richiesta?

      Mi piace

      • Hai ragione: il VO è visto come rito di rottura e di divisione da parte dei tradifondamentalisti, andando contro alle buone intenzione di papa Benedetto. E’ questo il vero guaio. Secondo me anche nei F.I è stato visto questo pericolo e si è corso ai ripari. Lo dimostra il fatto assurdo di chiamarlo “carisma” per coprire forse altre intenzione e possibili deviazioni.

        Mi piace

  5. Concordo in pieno con questo accurato commento. Il pessimo articolo di Cristina Siccardi, è un articolo-delirio, costituito solo da insulti al Commissario, senza serie e vere motivazioni, solo fanatismo ed esaltazione del Manelli-totem.

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: