Cosa Vuole Francesco: Chiave Di Lettura Di Un Omosessualista Notorio

Riporto qui la traduzione in italiano fatta con DeepL di un articolo di Lifesitenews il cui originale è leggibile qui.

Perchè ho trovato che ne valga la pena? In quanto è lo sguardo di un autore omosessuale e omosessualista, Frédérick Martel il quale ha fatto un grandissimo ed esteso lavoro di inchiesta, intervistando 1500 persone nell’arco di quattro anni, visitando 30 paesi diversi e venendo in Vaticano un numero grandissimo di volte e che ha pubblicato proprio questi ultimi giorni un libro sconcertante con il titolo italiano di “Sodoma”.

E su CroceVia ci sembra interessante avere punti di vista varî quando questi sono comunque basati su uno sforzo di comprensione reale anche quando non lo condividiamo per forza in tutto o in parte.

Come constaterete quest’articolo si riferisce ad un capitolo molto preciso del summenzionato libro intitolato “Il Sinodo” che vuole spiegare il “piano segreto” di Papa Francesco e che non è privo di interesse anche se deve essere letto cum grano salis , ma offre una chiave di lettura molto semplice e che ha il fascino del rasoio di Occam: “entia non sunt multiplicanda sine necessitatem”.

Buona lettura e fruttuosa discussione.

Oremus et pro Papa nostro Francisco

In Pace

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21 febrraio 2019 – Il dottor Frédéric Martel, l’omosessuale francese autore del nuovo libro “[Sodoma]”, ha affermato nel suo capitolo intitolato “Il Sinodo” come Papa Francesco ha lanciato il suo “piano segreto” per guidare la Chiesa verso l’accettazione dell’adulterio e dell’omosessualità durante i due Sinodi sulla Famiglia.

Martel ha sottolineato il ruolo cruciale nei sinodi del cardinale Walter Kasper, che annovera tra i “cardinali più aperti e gay-friendly”. Il cardinale Lorenzo Baldisseri viene citato per aver detto, a proposito della forza trainante dei sinodi, che “la nostra linea era essenzialmente quella di Kasper”.

Martel ha anche affermato in questo capitolo che Papa Francesco – con l’aiuto del cardinale Kasper – ha invitato un autore a scrivere un libro utilizzando San Tommaso d’Aquino nel tentativo di approvare le relazioni omosessuali, e poi ha fatto distribuire il suo libro ai partecipanti al secondo Sinodo sulla famiglia nel 2015.

Il cardinale Baldisseri ha detto a Martel che il “metodo” per i sinodi 2014 e 2015 sulla famiglia è “importante”. Il papa voleva aprire porte e finestre”, ha spiegato il prelato, secondo Martel. Secondo questo metodo, “il dibattito doveva svolgersi ovunque”, anche nelle diocesi e tra i fedeli. “Il popolo di Dio doveva scegliere”, dice il cardinale. Baldisseri è il segretario generale del Sinodo dei vescovi ed è stato posto in questa posizione da Papa Francesco nel settembre del 2013.

Questo capitolo del libro di Martel è particolarmente significativo perché Martel stesso, a causa del suo background omosessuale e di sinistra, ha probabilmente avuto più accesso di molti altri giornalisti ad alcuni degli organizzatori dei sinodi e ad alcuni dei più stretti collaboratori del Papa – come Baldisseri, Spadaro e Kasper. Spesso cita gli attori principali in quelle che, a suo dire, sono dichiarazioni testuali. LifeSiteNews ha verificato con diverse fonti vaticane coinvolte nei sinodi, alcune delle quali hanno considerato affidabile questa parte del libro di Martel. Il libro nella sua interezza sembra essere più affidabile quando Martel cita coloro che sono in gran parte in linea con i suoi punti di vista omofili che quando “si occupa dei suoi ‘oppositori omofobici'”, ha spiegato una fonte ben posizionata a Roma.

Sostenendo che “la banda di Baldisseri sono lavoratori veloci”, Martel ha sottolineato che “anche l’avventato Walter Kasper ha annunciato pubblicamente, ancor prima del Sinodo, che “le unioni omosessuali, se vissute in modo stabile e responsabile, sono rispettabili”. L’autore francese sosteneva che uno dei segretari incaricati di scrivere una bozza di quello che poi si è rivelato essere Amoris Laetitia, era un “attivista omosessuale”.

Martel sosteneva che Baldisseri gli rivelò il pesante coinvolgimento di papa Francesco nell’intero processo dei due sinodi familiari: “Francesco veniva qui ogni settimana”, citava Baldisseri, aggiungendo che “presiedeva personalmente le sessioni in cui si discutevano le proposizioni”. Martel ha sostenuto che il controverso paragrafo della bozza di documento sulla questione dell’omosessualità – che parlava degli aspetti positivi delle relazioni omosessuali – ma che non ha mai ricevuto sufficiente sostegno dal gruppo dei padri sinodali, è stato “deliberatamente aggiunto” dall’équipe di Francesco.

In un altro punto di questo capitolo, Martel ha sottolineato il ruolo di Kasper durante i due sinodi e lo ha definito “il cervello del Sinodo”. Ha anche affermato: “Resta il fatto che il testo preparatorio [del Sinodo] ha seguito la linea di Kasper e ha suggerito un allentamento della posizione della Chiesa sui sacramenti per i divorziati e sull’omosessualità”. “Il Vaticano era ora disposto – continua Martel – a riconoscere le “qualità” dei giovani che vivono insieme, dei divorziati risposati e delle unioni civili omosessuali”. Questi erano i tre aspetti principali del programma di riforma e della “rivoluzione di Francesco”.

Ma papa Francesco affrontò l’opposizione all’interno della gerarchia della Chiesa cattolica – tra questi i cardinali Raymond Burke, Gerhard Müller, Carlo Caffaro che aveva già scritto, insieme ad altri esperti, un libro intitolato Remaining in the Truth of Christ. È interessante notare che Martel ha affermato che Baldisseri “ha fatto sequestrare l’opuscolo” prima che potesse essere consegnato ai partecipanti al primo Sinodo sulla Famiglia del 2014.

Il primo Sinodo sulla famiglia nel 2014 è stata una “battaglia”, scrive Martel. Cita Baldisseri come dicendo: “C’è stato un consenso su tutto. Tranne che sui tre temi delicati”. Alla fine tre paragrafi erano stati respinti dai padri sinodali e “il papa non ha ottenuto il suo quorum”. Aggiunto Martel: “Il progetto rivoluzionario di Francesco sulla famiglia e l’omosessualità fu sconfitto”. Il Papa “infastidito per essere stato bloccato dai cardinali conservatori della Curia”. Francesco – che veniva descritto da fonti come “testardo”, “vendicativo” e “autoritario” – disse ai suoi collaboratori “che avrebbe combattuto e lanciato una controiniziativa”, afferma Martel. Il Papa aveva quindi bisogno di sviluppare un piano, e che “la guerra sarebbe stata in gran parte segreta”, scrive Martel.

Dopo aver parlato con il cardinale Baldisseri, con alcuni suoi collaboratori, così come con molti cardinali, vescovi e nunzi, Martel ha affermato di poter “ripercorrere” il “piano segreto” di papa Francesco per il secondo Sinodo sulla Famiglia nel 2015. C’erano tre “meccanismi” principali allora a disposizione del Papa, secondo Martel: primo, il Papa poteva “incoraggiare un dibattito più moderno in tutto il mondo attraverso una mossa sugli episcopati e sull’opinione pubblica cattolica – che fu affidata a Baldisseri e alla sua équipe”. In secondo luogo, poteva “sanzionare i cardinali che lo avevano umiliato”; e in terzo luogo, il Papa poteva cambiare a lungo termine la “composizione del Collegio cardinalizio”.

“Furbo e astuto”, scrive Martel, “Francesco continuava l’offensiva usando queste tre tecniche contemporaneamente, con straordinaria velocità e, dicono i suoi avversari, con straordinaria veemenza”.

Come l’autore ha descritto più avanti, una vera e propria “macchina da guerra” è stata messa in moto, usando “nunzi, gli alleati, i cardinali amichevoli, tutti si sono mobilitati”. Viaggiando in molti paesi, l’autore francese è stato in grado di “seguire questa offensiva in molti paesi”. Per esempio, c’era il confidente papale, l’arcivescovo Manuel Fernández dall’Argentina, che aveva annunciato pubblicamente che papa Francesco mirava a “riforme irreversibili” e poi rimproverò pubblicamente il cardinale Müller. (LifeSiteNews ha riportato nel giugno del 2015 su questa importante dichiarazione di Fernández.) In Uruguay, l’arcivescovo Daniel Stula “si è esposto altrettanto improvvisamente, esprimendo la sua opinione sulla questione degli omosessuali. Egli avrebbe anche continuato a rendere pubblico un contributo alla questione degli omosessuali nel Sinodo”.

Un altro alleato del Papa, il cardinale Óscar Maradiaga, “ha viaggiato per le capitali dell’America Latina”, distillando “il pensiero di Francesco in pubblico”, reclutando sostenitori e informando “il Papa della sua opposizione”. Ha “preparato i piani di battaglia”. Anche il cardinale brasiliano Cláudio Hummes fu reclutato per aiutare in questo “piano di guerra” ideologico. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Martel sostiene che allora Francesco aveva “pochi alleati nel paese”. Così, “ha scelto di affidarsi a tre vescovi gay-friendly poco noti”: Blase Cupich, Joseph Tobin e Robert McElroy. Questi tre sostennero il Papa, e “due di loro furono ricompensati dall’essere stati nominati cardinali nel 2016, mentre McElroy sarebbe stato nominato vescovo durante i dibattiti [sinodali]”.

Parlando dell’Europa, l’autore sosteneva che papa Francesco “cercò alleati e si alleò con i cardinali più liberali”, come Reinhard Marx e Christoph Schönborn.

“Nel lanciare una serie di dibattiti di base sul terreno”, scrive Martel, “il papa mise i conservatori sulla difensiva. Li “accantonò”, per usare la parola di un sacerdote che lavorava per il Sinodo, e dimostrò loro che erano una minoranza nel loro paese”. Francesco continuò la sua “politica poco a poco”. L’équipe del Papa era “interessata agli intellettuali”, agli “opinionisti”, e quindi ci doveva essere bisogno di un “grande e segreto piano di comunicazione”.

Padre Antonio Spadaro, S.J. è stato nominato da Martel come uno di questi maestri della comunicazione. Spadaro è redattore della rivista La Civiltà Cattolica, approvata dal Vaticano. Su questo Martel scriveva: “Sotto Francesco, la rivista gesuita è diventata uno spazio di sperimentazione in cui si sperimentano idee e si lanciano dibattiti”. Nel 2013 Spadaro ha pubblicato un’intervista al Papa che “definisce la tabella di marcia per il prossimo Sinodo”, già discutendo la questione della morale sessuale e la questione della Comunione per i divorziati “risposati”. L’omosessualità è stata poi discussa pubblicamente anche da questi due uomini, e con parole che Martel ha definito una “vera rivoluzione galileiana”!

Nel contesto della preparazione del contestato secondo sinodo familiare, Martel ha sostenuto un altro piano che sembrava avere avuto successo: Papa Francesco incaricò un teologo domenicano italiano – p. Adriano Oliva – di scrivere “un libro rischioso a favore del nuovo matrimonio dei divorziati e della benedizione delle unioni omosessuali”. Il libro intitolato Amours cita San Tommaso d’Aquino mentre parla di “un cambiamento auspicabile da parte del Magistero riguardo all’omosessualità”. Oliva arriva al punto di affermare che “l’omosessualità non sopporta al suo interno alcuna illecito”.

Per quanto riguarda la storia di questo libro, Martel sostiene che il cardinale Baldisseri gli ha detto che l’équipe del cardinale ha inviato “richieste di analisi” agli esperti, tra cui Fratel Oliva, e anche l’editore stesso di Oliva ha indicato il ruolo attivo di Roma in questo progetto di libro. Così, Adriano Oliva “è stato accolto in Vaticano” da Baldisseri, Bruno Forte e Fabio Fabene. Ma, ancora di più, Martel ha affermato che il cardinale Walter Kasper gli ha descritto il proprio e il coinvolgimento diretto di Papa Francesco in questo progetto.

“Adriano Oliva è venuto a trovarmi qui”, scrive Martel citando Kasper. “Abbiamo parlato. Mi aveva mandato una lettera che ho mostrato al Papa: Francesco ne fu impressionato. E chiese a Baldisseri di ordinargli un testo da inviare ai vescovi”. “Penso”, continua Kasper secondo Martel, “che fu il testo che divenne ‘Amours. Martel aggiunse che “Gli importi sarebbero stati distribuiti durante il Sinodo, su suggerimento del Papa”. Il libro era “un’arma in un progetto complessivo favorito dallo stesso pontefice”.

Come riportato da LifeSiteNews all’epoca, questo libro ha provocato la risposta di cinque dominicani che hanno respinto le richieste di Oliva. Come ha mostrato anche LifeSiteNews, Oliva ha creato un blog italiano con l’esplicito scopo di accompagnare il secondo sinodo familiare nel 2015. Degno di nota è anche il fatto che Oliva ha citato più volte nel suo libro del cardinale Kasper del 2014 Il Vangelo della famiglia. Questo libro è l’indirizzo che il cardinale tedesco aveva dato nel febbraio del 2014 al Collegio cardinalizio, dando così inizio alla discussione dell’ormai famosa “proposta di Kasper” sulla Comunione per i divorziati “risposati”. P. Oliva, in un video di presentazione del suo libro, ha affermato di aver studiato le discussioni sinodali del 2014 e che i due temi dei divorziati “risposati” e delle coppie omosessuali si sono distinti per lui.

Martel ha affermato che il libro di Oliva ha avuto un effetto nella Chiesa. Ha descritto come diversi cardinali e vescovi gli hanno detto che questo libro ha cambiato “la loro visione di san Tommaso d’Aquino” e che ha dato l’impressione che “il divieto di omosessualità è stato definitivamente revocato”.

Secondo Martel, il cardinale Kasper ha dichiarato di non essere ancora riuscito nella Chiesa con la propria promozione dell’agenda omosessuale, nemmeno al secondo sinodo familiare del 2015. Martel cita Kasper come dicendo:

La strada tracciata da Francesco, e la strategia a piccoli passi, è quella giusta. Se si avanza troppo in fretta, come nell’ordinazione delle donne o nel celibato del sacerdozio, ci sarà uno scisma tra i cattolici, e non lo voglio per la mia Chiesa. Sui divorziati, d’altra parte, potete andare oltre. Ho difeso quell’idea per molto tempo. Quando si tratta di riconoscere le coppie omosessuali, questo è un argomento più difficile: Ho cercato di portare avanti il dibattito al Sinodo, ma non siamo stati ascoltati. Francesco trovò una via di mezzo parlando di persone, di individui. E poi, molto gradualmente, ha spostato le linee. [……] Si muove a modo suo, a modo suo, ma ha un obiettivo.

Resta da vedere se Papa Francesco utilizzerà o meno il Sex Abuse Summit che inizia oggi a Roma come occasione per “spostare le linee” un po’ più avanti verso l’accettazione dell’omosessualità all’interno della Chiesa cattolica.

Martel cita il cardinale Kasper dicendo di questo: “Vinceremo”.

LifeSiteNews ha contattato diversi partecipanti al secondo sinodo familiare per commentare le affermazioni di Martel. Una fonte ha risposto e, pur non ricordando concretamente il libro di P. Oliva come distribuito (i padri sinodali del 2015 hanno ricevuto così tanti materiali), ha dichiarato: “ma è molto probabile e si inserisce bene in tutto il quadro”. La fonte ha detto di considerare questo capitolo di Martel come un resoconto generalmente “affidabile” di ciò che è accaduto ai sinodi familiari.

LifeSiteNews ha anche contattato il cardinale Walter Kasper per un commento, ma finora non ha ricevuto risposta da lui.

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator

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Categorie:Attualità cattolica

40 replies

  1. Da leggere “cum grano salis”…

    Mi domando se veramente sei così fiducioso del “grano salis” altrui o questa è una semplice “foglia di fico”…

    Vorrei capire come e in cosa possa fare un servizio alla Verità e la Discernimento altrui, una accozzaglia simile di teorie e teorizzazioni – ovviamente e sapientemente condite di “virgolette” – di “secondo Martel” che peraltro ha altrettanto ovviamente un suo preciso scopo e intendimento.

    Mi domando anche – seppure il Cristiano sia chiamato a trarre il buono da ogni cosa – cosa un lettore dovrebbe o potrebbe trovare di buono, dovendosi anche turare il naso, da una massa di sterco come quella che tanto puntualmente hai riportato??!!

    Domande retoriche per me, con cui lascio te e la “fruttuosa discussione” (sic) a sguazzare in quanto sopra ho definito per quello che è.

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    • Beh, nomi sono citati che Martel dice aver incontrato: Baldissieri e Kasper, ad esempio. Non esce da niente: in questo è interessante.
      In Pace

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    • Si trova online, ci sono molte affermazioni sicuramente esagerate però i colloqui con cardinali e alti prelati sono avvenuti davvero.

      Compreso Spadaro (6 incontri nello studio di CC Pranzi e una cena a Parigi), Kasper, Muller, Baldisseri

      https://books.google.it/books?id=wTqIDwAAQBAJ&pg=PT3&dq=sodoma&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjCn4SQoNLgAhWB1eAKHdvID_4Q6AEIODAD#v=onepage&q=sodoma&f=false

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      • Direi che fino ad una refutazione formale da parte delle persone citate e incontrate in prima persona si possa ritenere grosso modo la ricostruzione credibile.
        Ovviamente lo “sguardo” è un po’ “speciale”, ma fino a prova del contrario penso che l’essenza sia quella, o, per essere epistemicamente più precisi, che quella è la comprensione che Kasper, Baldissieri, Spadaro hanno del Santo Padre e che hanno condiviso con Martel.
        In Pace

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      • Ah beh, mi arrendo.. tanto si sa che oggi tutto quello che è “on-line” è divenuto più certo del Vangelo.
        Vi saluto.

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        • Il libro è pubblicato dalla Feltrinelli, online si trova solo un’anteprima su google libri.

          Sono interviste, inserite in un contorno piuttosto stiracchiato dal punto di vista dell’autore, ma tutto sommato sostanzialmente attendibili. (le conclusioni e le illazioni dell’autore no, però non credo che si sia potuto inventare l’intervista con Kasper senza ritrovarsi una querela).

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          • Ho letto per quasi due ore l’anteprima da te indicata e mi sembra, senza voler prendere in considerazione il fatto se affermi o no il vero, che il filo conduttore del libro sia:
            – i chierici omosessuali sono migliori degli altri,
            – i chierici che si oppongono agli omosessuali sono omosessuali repressi,
            – i pochi chierici eterosessuali che possono stare alla pari, come bravura, con quelli omosessuali, sono quelli gay friendly.
            Vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che il libro sia stato scritto con il preciso intento di supportare chi, nella Chiesa, intende “normalizzare” le pratiche omosessuali

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            • E se a questo aggiungiamo che nel Summit sulla pedofilia non e’ mai stata presa in considerazione l’ omosessualita’ del clero neppure come possibile causa di molti casi commessi su ragazzi minori si’ ma di almeno 14-16 anni , che si chiama efebofilia, ed era tipica degli antichi greci, tutto questo descritto dal libro se non vero al cento per cento appare comunque verosimile. Non c’ e’ bisogno del libro di Macel per essere consapevoli che nel primo Sinodo sulla famiglia si tento’ un colpo subdolo per introdurre nel documento le parole “ aspetti positivi” dell’ omosessualita’ e possibili unioni pseudomatrimoniali fra persone dello stesso sesso, che tale colpo fu sventato in extremis da una nutrita fazione di vescovi al Sinodo, non solo tradizionalisti, fra cui ivescovi africani.
              L’ attuale governo della Chiesa fa quello che stanno facendo tutti o governi laici, vuol far “ digerire” al popolo l’ idea che i rapporti omosessuali non siamo che una “ variante” della sessualita’ umana e come tale da non riprovare o discriminare, anzi da riconoscere con sempre nuovi “ diritti”compreso quello di avere figli coi piu’moderni metodi di eterodossa, uteroin affitto ecc.
              Se si accetta questa premessa si capisce che anche nella Chiesa i rapporti sessuali dei preti tra adulti (piu’ o meno ) consenzienti p esempio non puo’ piu’ essere considerato altro che un “ affare privato” , un peccato al limite, per quelli che credono ancora fra i preti, un affare da condurre con discrezione e abilita’ fra quelli , e ormai temo siano la maggioranza, fra i preti che non credono piu’.
              Non si deve fare l’ affare privato col seminarista diciottenne per “ clericalismo” non perche’i rapporti sessuali sodomitici siano piu’ riprovevoli.
              Quello che si teme non e’ Dio ma la riprovazione del mondo e dei media, quello che si cerca non e’ piacere a Dio ma al mondo e ai media liberal. In questo senso il titolo Sodoma dato al vertice ecclesistico di oggi mi sembra carente : doveva essere Sepolcri imbiancati .

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            • L’autore è un noto attivista, per questo ho scritto che va fatta la tara al suo racconto.

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              • Per questo non andrebbe minimamente preso in considerazione… Altro che fare la tara!

                È tipico del Maligno mischiare verità e menzogne, zizzania, insinuare dubbi, rendere tutto apparentemente logico… Ma no, noi facciamo “la tara”, usiamo “grano salis”, ci crediamo più intelligenti e più furbi! (siamo tanto furbi che a simili opere facciamo persino pubblicità, così che chi se le fosse perse, se le andrà a cercare…)

                Auguri!

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                • Se non va preso in considerazione che hanno perso tempo a fare cardinali come Kasper e Muller a farsi intervistare?
                  E in ogni caso io sono laureata in storia per alcuni anni ho fatto ricerca tra archivi e pergamene e sono quindi abituata ad accedere direttamente alle fonti.
                  Io non do grossa importanza a questo libro però anche una bugia palese rivela una mezza verità.
                  Dal libro viene fuori l’immagine di uno scontro tra fazioni con alcuni che evidentemente hanno cercato di influenzare il sinodo.
                  L’intervista a Baldisseri è quella più esplicita in questo senso.

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                • D’altronde, ce ne ricordiamo bene di questi due sinodi, nulla qui è in contraddizione con le nostre constatazioni.
                  Questo capitolo conferma molte domande che ci eravamo tutti posti e che avevamo lasciato in sospeso per rispetto di un re forse nudo.
                  Se non altro è interessante vedere che l’interpretazione allora in voga negli ambienti conservatori corrisponde a quella degli omosessualisti.
                  Assumendo poi che i vari Kasper e Spadaro, etc, siano stati onesti con Martel, sembrerebbe che secondo loro Francesco sia proprio così.
                  Capisco che sia dura per Bariom.
                  Personalmente, da quando già all’inizio del suo pontificato Francesco venne fuori con l’uscita sui conigli e poi con quella del “chi sono io” , mi apparve chiaro che l’uomo Bergoglio non aveva ben assimilato la bellezza dell’antropologia cristiana sviluppata dai suoi Santi Predecessori: questo capitolo dell’opera di Martel conferma i miei sospetti anche se, assolutamente, non costituisce di per sè una prova definitiva.
                  In Pace

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                • @Angela se volevi capire il senso hai capito, sennò fai come ti pare…
                  Tu ti ritieni al disopra di ogni rischio per la tua esperienza? Buon per te. Non era a te nello specifico che mi rivolgeva.

                  Buona Domenica

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                • @Simon
                  “Assumendo poi che i vari Kasper e Spadaro, etc, siano stati onesti con Martel, sembrerebbe che secondo loro Francesco sia proprio così.
                  Capisco che sia dura per Bariom.”
                  Non solo per lui. Io ad esempio in passato sono stato un bergogliano di ferro. Il punto è che, per quanto dura, ad un certo punto bisogna guardare le cose per quello che sono e non per quello che vorremmo che fossero.
                  In verità questa crisi è utile per liberarci dell’ultramontanismo che ci affligge da secoli, ultramontanismo rafforzato, paradossalmente, da un susseguirsi di Papi uno più degno dell’altro, che ci hanno reso impossibile, a molti di noi, di vedere il Papa per quello che è (cioè si il Vicario di Cristo, ma sempre un Vescovo come gli altri che, a certe condizioni molto specifiche e ristrette, è infallibile, ma che nelle altre occasioni non lo è più di altri Vescovi).
                  Infatti chi non vuole vedere dovrebbe fare un piccolo esperimento mentale, e immaginare molte cose fatte, dette (e talvolta NON fatte) da Bergoglio come cose fatte, dette e non fatte da un Ravasi, da un Kasper, da Galantino, da un Marx, da un João Braz de Aviz ecc ecc. . Facendo questo esperimento mentale si riuscirà a giudicare le cose in maniera più neutra e senza quel pregiudizio positivo che, sebbene inevitabile, quando diventa troppo forte si trasforma in ideologia, cioè nel trasformare la realtà in base a ciò che noi pensiamo sia invece che adeguare il nostro pensiero alla realtà.

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  2. Che dire… mi associo a tutto quanto ha scritto Bariom.
    Non dovremmo permettere a certi latori di porcheria di confonderci e soprattutto dovremmo tenere presente sempre quanto personaggi del genere ignorano o non capiscono:
    – il Vaticano non è la Chiesa
    – che uno sia chierico non significa che sia automaticamente persona di Fede;
    – si possono dire cose perfettamente cattoliche ed ortodosse senza credere in Dio Trinità
    Quante volte la Chiesa è sembrata crollare sotto il peso di gerarchie indegne, delle eresie, della mancanza di fede che porta necessariamente all’immoralità (questa settimana abbiamo ricordato San Pier Damiani, interessante vedere cos’era la Chiesa in quel periodo col dilagare della simonia). Eppure eccoci qua. Perché la Chiesa non è nostra, non è dei chierici, è soltanto Sua, e conta sul suo Re per risorgere ogni volta, casta e bella come la sposa che è. E anche ai nostri trafelati giorni può contare con tanti santi uomini e donne del presente (oltre con quelli del passato che sono li per intercedere per noi). Sono onorata di conoscere personalmente un vescovo che è uomo di solida fede e di vita trasparente e casta. E tanti buoni sacerdoti che cercano di essere santi come è santo il Padre, come Lui ci ha chiesto, che credono e confessano ciò che la Chiesa insegna. E tanti buon i cattolici che cercano di vivere da cattolici, non ostante sia difficile, come è sempre stato, nel mondo.
    La Provvidenza continua la sua opera non ostante gli uomini. Mi sembra che in questo periodo sia impegnata nel far venire alla luce ogni stortura, ogni oscurità, in modo che sia rivelato ciò che prima era nel segreto e nell’oscurità. Ben venga, prima si fa luce prima si potrà valutare, tenere ciò che vale e buttare via il resto.
    A noi non resta che cercare di rimanere saldi nella Fede e casti con i soliti mezzi (preghiera, sacramenti, parola…).
    Buon giorno del Signore a tutti.

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    • Sicuramente che la Chiesa cattolica sia infiltrata massicciamente fino ai suoi vertici con prelati omosessuali non e’ una bugia e non si puo’ sostenere che il libro di Martel sia
      (Omosessualita’pervasiva del clero cattolico ) una bufala.
      Se non vogliamo credere a Martel che e’ considerato fonte indegna ( come e’ stato subito considerato fonte indegna Vigano’ anche se poi molte delle cose affermate da Vigano’ si sono rivelate vere come quella che il Vaticano sapeva ufficilamnente della mala condotta del McCarrick fino dal 2013, eppure dall’ abdicazione di Benedetto XV fino al 2017 e’ stato trattato con tutti gli onori dal nuovo papa) , crediamo almeno alla testimonianza di un sacerdote come padre Ariel Stefano Levi di Gualdo che gia’ nel 2012 col suo libro” E Satana si fece trino…” denuncio’ inascoltato l’ omoeresia ai vertici della Chiesa, l’ infiltrazione dei seminari, dei posti di potere da parte di prelati omosessuali che formano una potente lobby.
      Questo credo che nessuno possa negarlo onestamente: se non credete giustamente ad un testimone poco credibile come Martel, se non credete alla denuncia di Mons. Vigano’ perche’ tacciato di prete ambizioso e arrivista, credete almeno ad altre denunce che ci sono state da parte di persone affidabili in questi anni, denunce inascoltate.
      Io per esempio sono convinto che gli intrighi della lobby gay , che mai sapremo, abbia molto a che fare con le dimissioni di Benedetto XVI, e di questo sono stato convinto fin dalle sue dimissioni e dalla vista di quel faldone di documenti top secret che consegno’ al suo successore. A proposito che fine ha fatto quel mucchio di carte, quei dossier consegnati pubblicamente da Benedetto a Francesco? Nessuno se lo chiede? Sono forse fra o dossier “ caldi” e percio’ distrutti di cui ha parlato il cardinale Marx?
      Troppi sonoi segni per poter ancora negare l’ evidenza: e’ vero che come dice Lidia il Vaticano non e’la Chiesa, pero’ e’ anche vero che il Vaticano, i cardinali il Papa pretende di essere la guida infallibile della Chiesa. San Pier Damiani la cui festa cade molto opportunamente in questi giorni, scrisse il Libro di Gomorra per denunciare l’immoralita’ del clero del suo tempo, non solo simonia ma anche peccati contro il VI comandamento.
      C’ e’ oggi un San Pier Damiani nelle file cattoliche ? No? E allora ci dobbiamo accontentare delle denunce delle vittime, degli scoop giornalistico, delle denunce di pochi preti coraggiosi, e non dobbiamo storcere il naso se gli autori di queste denunce non sono “ perfetti”
      Finche’ non sorgera’ un Santo a difendere la Verita’, forse anche dei peccatori possono dire qualche verita’ e noi possiamo considerarla come dice Simon .

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      • Inoltre proprio quello che ha detto il card. Marx sui dossier distrutti ci dovrebbe far riflettere: chi aveva il potere di distruggerli? E per quale motivo se non per salvare la faccia a qualche vescovo, cardinale, nunzio, funzionario IOR o APSA, insomma per salvare il posto, la carriera , per continuare la squallida ipocrisia di “ pastori” e “ principi della Chiesa” agli occhi dei semplici e degli ingenui?
        Gesu’ ci ha chiesto di essere umili e semplici , ma non creduloni, non rassegnati , non “ pecoroni” nel senso peggiore. Non siamo sudditi decerebrati che dobbiamo berci tutto quello che la gerarchia ecclesiastica ci da’ a bere su stessa e far finta di nulla. Di misericordia se ne e’ vista ben poca in questi ultimi anni benche’ parlino sempre di misericordia: soprattutto poca misericordia verso i fedeli cattolici, verso i minori abusati, verso le famiglie a cui e’ stato offerto ingiuriosamente soldi in cambio di silenzio.
        Per questo Sepolcro Imbiancati e’ il nome che si meritano oggi tanti preti, vescovi, cardinali , e Mercanti del Tempio una buona altra fetta.
        Noi dobbiamo ribellarci non rassegnarci.

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        • No, Gian Piero, noi DOBBIAMO CREDERE, e comportarci di conseguenza.
          Tramino pure nell’ombra, sguazzino pure nel peccato, cedano pure a compromessi col mondo, si illudano pure di “potere”; non sono ne i primi ne saranno gli ultimi, il marciume è sempre esistito ed esisterà fino alla fine del tempo. Ma se siamo ancora qui, se amiamo ancora la Chiesa Sposa di Cristo di cui facciamo parte è perché, non ostante il marciume, c’è sempre stato qualcuno che CREDEVA e si comportava di conseguenza. E’ questo testimone che dobbiamo raccogliere e questo non è ne rassegnazione ne ribellione. E’ Fede, semplicemente.

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          • Scusa ma stiamo parlando di azioni che hanno effetti sulla vita delle altre persone non della semplice fede personale.

            Che significa “sguazzino pure nel peccato” quando parliamo di abusi? Penso che ad un certo punto ci sia il dovere per un cristiano di prevenire il male, soprattutto quando questo male ha il potere di danneggiare la vita degli innocenti.

            Senza giustizialismi affrettati ma con un minimo di serietà.

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            • Esatto, Angela.

              Qui si parla di peccato che danneggia degli innocenti.

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              • Nelle citazioni del post di Simon che stiamo commentando non si parla di abusi, si parla di sodomia, di adulterio, di superbia, di presunte trame nell’ombra per portare la Chiesa a sdoganare certi peccati. Nel mio commento non mi pare di aver detto di lasciare perdere la difesa dei più deboli (perché non si parlava di questo), ma di affidarci, perché è l’unica cosa che alla fine funziona. E semmai, nel nostro piccolo, insistere presso i chierici che quotidianamente incontriamo perché cerchino di essere santi e di assolvere al compito principale del loro stato, promuovere la fede in Cristo e sostenerli in questo compito. Ciò che bisognerebbe lasciar perdere sono le illazioni, le mormorazioni, le trame nell’ombra di cui non possiamo avere certezze. Possiamo pregare affinché i presunti “cospiratori” si ravvedano, semmai, e tornino a fare i pastori.

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                • Si ma prendiamo il caso riportato dal cardinal Marx: È un pettegolezzo o è vero?
                  E se è vero quali sono i responsabili? Dato che non si capisce non vedo nulla di male nel cercare di comprenderlo leggendo anche questo Martel con tutte le accortezze del caso.

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  3. @Bariom “Tu ti ritieni al disopra di ogni rischio per la tua esperienza?”
    Non riesco assolutamente a comprendere il senso di questa obienza e in ogni caso no, anzi mi sento molto fragile: per questo mi informo e raIinalizzo.

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    • @Bariom “Tu ti ritieni al disopra di ogni rischio per la tua esperienza?”

      Non riesco assolutamente a comprendere il senso di questa obiezione e in ogni caso no, anzi mi sento molto fragile: per questo mi informo e razionalizzo.

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  4. Non so se la Chiesa sia in crisi , ma si potrebbe aprire un dibattito sulla Crisi di questo blog che si definisce “tomista” e che invece negli ultimi tempi è divenuto l’ennesimo blog di amplificazione di critiche sommarie ed illazioni fantasiose quando non calunniose.
    Ormai il gioco è sempre lo stesso : prima si accusa l’avversario di sostenere certe tesi , stravolgendo o alferando o presumendo i significati delle parole o frasi o attribuendo a lui pensieri in realtà espressi da altri , e poi si ha gioco facile nel distruggere tali tesi.
    Non credo che sia il procedimento tomista.
    Tornerà Croce Via ad essere uno dei blog di riferimento degli intellettuali cattolici ? Ai posteri l’ardua sentenza. Di certo finché il 50% dei commenti sono espressi dalla stessa persona e che ripete all infinito gli stessi concetti , senza ostacolo alcuno, mi sembra ben difficile che questo possa accadere..

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    • “Non so se la Chiesa sia in crisi”

      https://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/01/14/news/carlo-caffarra-papa-sinodo-famiglia-coscienza-newman-chiesa-114939/

      La tua cecità ritieni sia volontaria o involontaria?

      “Di certo finché il 50% dei commenti sono espressi dalla stessa persona e che ripete all infinito gli stessi concetti , senza ostacolo alcuno, mi sembra ben difficile che questo possa accadere..”

      Caro Mentula, potresti intanto confutare alcune cose che ho scritto, invece che le ignori volutamente (come la faccenda di Padre Grassi) per poi insultarmi sul personale e fare queste ripicchette sciocche.

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    • Una sola domanda:
      ti sembra giusto affermare che la causa degli abusi sessuali sui maschi dai 14 ai 17 anni è 364 giorni,
      che rappresenta quasi il 75% del totale degli abusi sessuali compiuti da chierici,
      sia da attribuire al clericalismo e all’ignoranza?

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    • P.s:

      “ Di certo finché il 50% dei commenti sono espressi dalla stessa persona e che ripete all infinito gli stessi concetti , senza ostacolo alcuno, mi sembra ben difficile che questo possa accadere..“

      Negli ultimi 9 topic sono stati scritti circa 400 commenti, di cui il sottoscritto ne ha scritti 122, quindi poco più del 25%.

      E comunque qui https://pellegrininellaverita.com/2019/02/23/il-segno-del-secondo-giorno/#comment-38126 ho mostrato le prove di quanto dicevo su Padre Grassi e l’ignobile copertura a lui offerta dall’allora Cardinale Bergoglio, con tanto di vittime angariate e tacciate di essere calunniatrici.

      Tanto è vero che persino il Papa dice quanto segue https://www.lastampa.it/2019/02/23/vaticaninsider/il-mea-culpa-del-papa-e-dei-vescovi-confessiamo-diaver-protetto-deicolpevoli-hdD8gTeQ2LyagDmr6TUerI/pagina.html

      “«Signore Gesù Cristo, noi confessiamo di essere peccatori», recitano il Papa e gli altri presuli. «Confessiamo che vescovi, presbiteri, diaconi e religiosi nella Chiesa hanno commesso violenze nei confronti di minori e di giovani e che non siamo riusciti a proteggere coloro che avevano maggiormente bisogno della nostra cura. Confessiamo che abbiamo protetto dei colpevoli e abbiamo ridotto al silenzio chi ha subito del male. Confessiamo che non abbiamo riconosciuto la sofferenza di molte vittime e non abbiamo offerto aiuto quand’era necessario. Confessiamo che spesso noi vescovi non siamo stati all’altezza delle nostre responsabilità». ”

      Sono lacrime di coccodrillo perché, come stiamo ben vedendo, non c’è nessuna volontà, in questo Sinodo, di andare alla radice del problema, cioè l’omosessualità nel clero da cui deriva la pederastia (per oltre l’80% si tratta di pederastia, cioè una forma di omosessualità https://en.m.wikipedia.org/wiki/Pederasty ), ma quella confessione, praticamente obbligata dalle circostanze e dalla quantità di melma che sta uscendo, la dice lunga sullo stato della Chiesa.

      Checchè ne dicano i membri del Politburo che, finalmente, respirano un po’ d’aria fresca ora che hanno un Papa progressista come loro, e quindi la realtà non riescono (o non vogliono) proprio vederla.

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    • Aggiungo anche, riguardo alle lacrime di coccodrillo del Papa, che è più che lecito dubitare della sua sincerità, dopo che:

      1. Ha affermato di aver saputo dei Dubia dai giornali https://www.catalunyareligio.cat/ca/blog/settimo-cielo/saputo-dai-giornali-anche-memoria-papa-solleva-dei-227411 cosa dimostratasi falsa dal Cardihale Burke, che disse che “ «La proposta dei ‘dubia’ al Santo Padre è stata fatta secondo la procedura da tempo in uso nella Chiesa, cioè, sono stati proposti al Santo Padre senza dare ad essi alcuna pubblicità, in modo che egli potesse rispondere per il bene di tutta la Chiesa. Il defunto cardinale Carlo Caffarra consegnò di persona la lettera contenente i ‘dubia’ alla residenza del papa e, allo stesso tempo, alla Congregazione per la dottrina della fede, il 19 settembre 2016, così come consegnò anche la successiva corrispondenza dei quattro cardinali riguardante i ‘dubia’. Solo quando, dopo diverse settimane, non ci fu alcun segno di presa in considerazione dei ‘dubia’ né di risposta ad essi e a noi cardinali fu fatto capire che non ci sarebbe stata nessuna risposta a queste domande riguardo ai sacramenti del santo matrimonio e della santa comunione e riguardo ai fondamenti dell’insegnamento morale della Chiesa, i quattro cardinali, me incluso, furono obbligati, in coscienza, in quanto cardinali, a rendere pubblici i ‘dubia’, il 14 novembre 2016, in modo che i fedeli fossero consapevoli di queste gravi domande che toccano la salvezza delle anime». http://www.libertaepersona.org/wordpress/2018/06/le-strane-amnesie-del-papa/

      2. Ha affermato (cosa gravissima) di non aver commissionato la controinchiesta per proteggere il pederasta Grassi in Argentina, quando invece lo aveva fatto eccome e in questo post https://pellegrininellaverita.com/2019/02/23/il-segno-del-secondo-giorno/#comment-38126 mostro le prove.

      3. Ha affermato di aver consegnato il documento firmato con l’imam al teologo della Casa Pontificia, falsità smentita dal teologo stesso https://www.lifesitenews.com/news/papal-theologian-never-saw-final-draft-of-human-fraternity-doc-contrary-to-?fbclid=IwAR3Rgy3v-umAiLG3U_m-hrf7xVlPK3XmhcHCLyLBQVhYS4PvLxEYBm79GIE&utm_campaign=LSN&utm_content=buffere0d95&utm_medium=LSN%2Bbuffer&utm_source=facebook

      4. Ha affermato che le vittime di abusi sessuali del Vescovo Barros stavano calunniando https://www.ilpost.it/2018/01/19/papa-francesco-accuse-abusi-sessuali-cile/ (confermando ulteriormente la sua brutta abitudine già mostrata con Grassi in Argentina quando ancora non era Papa), salvo, una volta venute fuori prove incontrovertibili, essere costretto a scusarsi di fronte all’evidenza https://www.bbc.com/news/world-latin-america-43733572 (disse di essere stato male informato, peccato che con Grassi male informato non era ma coprì lo stesso, commissionando lui stesso, come il video da me segnalato dimostra, la controinchiesta nella quale, in pieno stile bergogliano, le vittime erano accusate di essere calunniose)

      Ma di che stiamo parlando? Ma come si può pensare che un soggetto del genere possa avere anche solo una minima credibilità personale?

      Caro Mentelibera, prima di criticare gli altri, guardate la trave nel vostro occhio (mi riferisco a te e a tutti i pretoriani del Pontefice), onde evitare di palesare la più completa disonestà intellettuale.

      Il fatto che Croce-Via abbia dato spazio alle rivelazioni di Martel non è colpa di Croce-Via, ma è colpa di chi ha fatto si che la sua credibilità e fiducia calasse così in basso da rendere perfettamente credibili anche cose del genere (e, come dice Angela, fatta la debita tara sembrano essere attendibili).

      Se poi tu non vuoi proprio vedere le cose come stanno perché finalmente, dopo anni di sofferenza sotto Papi “conservatori” (in realtà semplicemente cattolici), ti senti finalmente libero sotto un Pontificato progressista (per usare un eufemismo), il problema è solo tuo.

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    • https://www.repubblica.it/vaticano/2019/02/24/news/pedofilia_chiesa_summit_giornata_conclusiva-219983998/

      “Siamo indignati – dice Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso -. Questo doveva essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo molto di più”. ”

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  5. Non capisco a chi e perche difendano Bariom e Mente Libera. Come ha detto la vaticanista ci sono mele marce da essere tolte è quello che deve fare Francesco, non impotrta se lui sapeva o quello che voleva. Lui non è giudicabile deve fare il suo dovere, se ha sbagliato che chieda perdono e faccia penitenza. Ma deve fare pulizia per far che i credenti riacquistiamo fiducia nella gerarchia. Dopo si potrà discutere il resto.

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    • Qui non si tratta di “difendere” me o altri e il tuo commento blaspas59 fa bene comprendere che non hai minimamente compreso il senso del mio commentare (ma non ho difficoltà a sopravvivere alla cosa…).

      Riporto un amaro articolo a commento di questo Sinodo, di Giuliano Guzzo, la cui triste e stringata analisi è condivisibile (tanto per sgombrare il campo su quali siano anche i miei timori, pur attendendo il termine dei lavori) che non ha certo necessità a tirare in ballo gli scritti di Martell per la sua analisi:
      https://giulianoguzzo.com/2019/02/24/abusi-del-clero-la-parola-proibita-che-il-vaticano-deve-dire/

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      • https://www.lastampa.it/2019/02/24/vaticaninsider/il-papa-sulla-pedofilia-negli-abusi-c-la-mano-di-satana-la-chiesa-protegger-i-bambini-dai-lupi-voraci-bpQ5FLLi3qHSpQHhseYjEM/pagina.html

        “Il fenomeno della pedofilia è più grave e scandaloso nella Chiesa perché in contrasto con la sua credibiità morale. Il consacrato che deve guidare le anime alla salvezza si lascia soggiogare dalla propria fragilità o malattia e diventa uno strumento di Satana”. Così Papa Francesco in chiusura del summit sulla piaga della pedofilia. “I bambini sono l’immagine di Gesù – ha aggiunto – Nella Chiesa è cresciuta la consapevolezza non solo di dover arginare questi fenomeni con misure disciplinari e processi civili e canonici, ma anche di affrontare il fenomeno sia all’interno che all’esterno”.

        Mi verrebbe da fare due domande al Santo Padre:

        1. Se nella mano di chi abusa c’è Satana, nella mano di chi protegge chi abusa chi c’è?

        2. Ora abusare di adolescenti diventa “fragilità” o “malattia”, e non semplicemente pederastia?

        3. Perché si parla solo di bambini quando i bambini abusati sono una minoranza risicata mentre gli adolescenti sono la stragrande maggioranza? Forse perché parlare di adolescenti obbligherebbe a trarre certe conclusioni?

        4. Se “Nella Chiesa è cresciuta la consapevolezza non solo di dover arginare questi fenomeni con misure disciplinari e processi civili e canonici, ma anche di affrontare il fenomeno sia all’interno che all’esterno” allora per quale ragione in questa farsa di Sinodo non si va alla radice del problema degli abusi e la parola omosessualità è e rimane un tabù?

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        • L’abbiamo capita Vincent. Se lo scrivi un’altra volta i casi sono due: o ci prendi per sciocchi oppure ti bei delle tue opinioni scritte e riscritte fino allo sfinimento. Le soluzioni: fosse il primo caso, ahi ahi, primo warning del mod; se è il secondo, ti consiglio di aprire un blog tuo personale dove potrai ripetere le tue fisse con una prolissità tale da far impallidire Don Ariel.

          Per fortuna questi quattro (deludenti) giorni sono finiti, andati come dovevano andare. Guardiamo avanti e preghiamo per il Papa, per coloro che lo guidano, lo consigliano o che addirittura lo sviano. E per tutti noi. Grazie.

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          • Certo Minstrel, preghiamo per il Papa (personalmente lo faccio sempre, tranne qualche giorno in cui me ne dimentico o non faccio in tempo), ma non credo che sia realistico dire (nel 2019, perché nel 2014 o nel 2015 era ragionevole pensarlo) che sia sviato, mal consigliato ecc. O meglio, lo è ma perché sono i collaboratori che lui si sceglie, ad esempio un collaboratore valido lo aveva nel Cardinale Müller ma sappiamo che fine ha fatto.

            In conclusione, ritengo che dobbiamo pregare per il Papa proprio perché non è tanto sviato ecc ma ben consapevole di ciò che fa. Come del resto dimostra anche il reportage di Martel, che una certa attendibilità la può rivendicare.

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  6. A parer mio, l’operazione falsità di questa 4 giorni non sta tanto nell’insabbiamento della questione omosessuale, quanto nell’astuta individuazione del nuovo public enemy: “il clericalismo”.
    Serviva un cambio di registro. Le ridicole accuse di tradizionalismo e di freddo dottrinarismo lanciate contro chi non si allineava entusiasticamente al nuovo paradigma di AL sono ormai un disco rotto e lasciano il tempo che trovano. Del resto, un pontefice che il Catechismo lo cita solo in negativo, cioè per indicarne gli errori (sich!), anziché le verità di fede, non ha più tanto filo da torcere.
    Come ha detto lo stesso Francesco, bisogna cogliere dalla vicenda degli abusi sessuali “l’opportunità di una purificazione nella Chiesa”. A pensar male si fa peccato, ma ad arguire che in questo caso “purificazione” vuol dire epurazione ci si indovina di sicuro.
    Il papa è stato chiaro: i responsabili di questi scandali non sono persone malate, protette da un clima culturale favorevole, da un pensiero unico dominante e dalla pusillanimità di chi doveva vigilare su di loro; no, il responsabile di tutti questi scandali è il “clericalismo”, che è solo un modo ipocrita per dire che la colpa è della Chiesa. Come sempre. Infatti il termine è così generico che può essere connotato a piacere, quel che conta è l’accezione negativa che veicola, non c’è bisogno di motivarla. Nel dire che uno “è un clericale”, quel che conta è il disprezzo per il clero che riempe la bocca mentre si pronuncia l’espressione. Il disprezzo è sufficiente a motivare l’accusa. Del resto se uno è un clericale si merita l’offesa. A sputare sulla Chiesa poi ci si indovina sempre e non si fa neanche peccato.
    Ora, se per chiudere con la stagione degli abusi sessuali la Chiesa deve purificarsi dal “clericalismo”, è facile presagire che anche solo avanzare qualche critica sulle riforme che il papa ha messo in cantiere per purificare la Chiesa dai suoi gravi mali costituirà un’autodenuncia di clericalismo.
    Chi avrà allora il coraggio di affrontare la pesante accusa di favorire nientemeno che la pedofilia nella Chiesa, solo per il gusto dialettico di discutere idee diverse sul diaconato femminile, o sulla modifica del celibato sacerdotale, o altro ancora? Staremo a vedere, ma non sarà un gran bel vedere.

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