Perchè il matrimonio tradizionale è l’unico matrimonio (e ci dispiace per gli altri)

marriage

AVVERTENZA – L’articolo seguente chiude (almeno per ora) la serie di post dedicati all’argomento in questione.

Pubblichiamo la traduzione di un articolo di Timothy Hsiao (membro aggiunto di facoltà del dipartimento di Filosofia e Comunicazione della Florida Golf Coast University) nel quale si espongono delle argomentazioni, sintetiche ma dritte al punto, volte a sostenere che il Matrimonio non può esser altro che l’unione di un uomo e di una donna.

Buona lettura!

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Titolo originale

Getting Marriage Right: the Case for Conjugal Marriage

Timothy Hsiao

Adjunct faculty member in the department of philosophy and communication at Florida Gulf Coast University

* * *

Vorrei cominciare con una specie di confessione: non mi interessa assolutamente ciò che le persone fanno nella privacy della loro camera da letto. Non mi interessa nemmeno se il matrimonio omosessuale mi danneggia personalmente. Forse sì o forse no. Quel che mi interessa è definire correttamente il matrimonio, visto che, se lo Stato viene coinvolto nella sua regolamentazione, allora ha l’obbligo di farlo correttamente. Io mi oppongo al matrimonio tra persone dello stesso sesso non perché mi colpisce personalmente, ma perché promuove una menzogna sui rapporti umani e la vita familiare. Lo Stato ha l’obbligo di fare in modo che le istituzioni che promuove siano davvero vantaggiose per la prosperità dei suoi cittadini. Per fare questo, ha bisogno di sapere cosa queste istituzioni sono e perché sono importanti per il benessere della società. E il matrimonio non fa eccezione.

Per definire correttamente il matrimonio, abbiamo anzitutto bisogno di capire cosa è il matrimonio e perché è oggetto di riconoscimento giuridico, in primo luogo. Non è possibile ritenere una certa politica matrimoniale iniqua, ingiusta o discriminatoria se prima non si sa quali siano i criteri rilevanti per accedere al matrimonio. Ogni legge opera distinzioni, e semplicemente perché una legge particolare può escludere alcuni non significa che ci sia qualcosa di intrinsecamente problematico al riguardo. Ciò che conta è se il criterio con cui cui sono esclusi è rilevante. Rilevante per cosa? In questo caso, rilevante rispetto a ciò che dovrebbe essere il matrimonio. La questione fondamentale in gioco, dunque, non riguarda la parità di diritti, ma ciò che il matrimonio è e perché è importante. Le considerazioni su pari tutela e giusto processo devono venire dopo la nostra risposta a questa domanda cruciale.

La risposta che daremo determinerà anche il modo in cui risponderemo alla questione dei danni che derivano dal riconoscere legalmente il matrimonio omosessuale. Non si può infatti sapere se la società venga danneggiata rispetto a qualche istituzione senza avere una qualche idea di ciò che tale istituzione sia. La questione del danno è ovviamente molto importante, ma è secondaria rispetto a questo problema più fondamentale. Se i revisionisti del matrimonio hanno ragione, allora il matrimonio omosessuale non danneggia nessuno. Al contrario, se si sbagliano, pemettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un male intrinseco che danneggia necessariamente la cultura in generale.

Quindi, cos’è il matrimonio? Ecco una risposta molto in voga: il matrimonio è l’unione per tutta la vita di due persone che si amano. È un modo per riconoscere pubblicamente il proprio amore e l’impegno per il coniuge. Poiché le coppie dello stesso sesso sono capaci di amare allo stesso modo degli altri, la legge deve prendere provvedimenti al fine di riconoscere tali unioni come matrimoni legittimi.

Ora, io non ho niente contro l’amore. L’amore è necessario al matrimonio affinché questo prosperi nel modo migliore, ma l’amore da solo non può essere sufficiente per riconoscerlo legalmente. Anzitutto, non ad ogni rapporto amoroso è concesso riconoscimento legale. Ci sono diversi tipi di relazioni sociali che hanno valore ma che non sono rilevanti per il bene pubblico nel modo in cui lo è il matrimonio. L’amicizia, ad esempio, implica l’affetto, ma nessuno chiede al governo di riconoscerla giuridicamente. L’amore certamente spinge una coppia a contrarre matrimonio, ma è sbagliato pensare che il matrimonio sia essenzialmente fondato sull’amore.

Elemento cruciale per un particolare tipo di rapporto, al fine d’essere oggetto di riconoscimento giuridico, è il suo servire un fine pubblico. Alle istituzioni sociali viene concesso riconoscimento legale in virtù dell’essere un bene la società intera e non perché si dà il caso che le persone coinvolte possano amarsi. Certi tipi di rapporti devono essere intrinsecamente orientati al bene comune affinché ci sia un interesse dello Stato nella loro regolamentazione.

Ora, quale scopo pubblico avrebbe il riconoscere legalmente un rapporto sentimentale? L’amore è una questione essenzialmente privata che riguarda soltanto le persone che si trovano in una relazione. Lo Stato non ha interesse a curiosare in questi aspetti della vita, dal momento che esiste per disciplinare beni e istituzioni pubbliche. Alcuni fanno appello ai vari benefici e agli incentivi associati al matrimonio come motivo per legalizzare le relazioni tra persone dello stesso sesso. Stando a questa tesi, alle unioni omosessuali dovrebbe essere concesso un riconoscimento giuridico, al fine di usufruire dei benefici di cui godono attualmente le coppie di sesso opposto. Ma questa è chiaramente una petizione di principio. Perché qualcuno dovrebbe mai meritare questi benefici, tanto per cominciare? Sicuramente non può essere perché si amano l’un l’altro, dato che questa è proprio la questione in ballo.

Alcuni libertari hanno usato questa logica per sostenere che lo Stato non deve essere coinvolto affatto nel matrimonio. Se la posizione descritta nei paragrafi precedenti coglie ciò che il matrimonio è, allora hanno qualche ragione. Ma in realtà molti di noi intuiscono che il matrimonio è qualcosa di speciale, qualcosa in cui lo Stato deve intervenire. La domanda allora è: Perché? Che cosa c’è di così speciale matrimonio che possa giustificare tale intervento?

Abbiamo visto che l’amore non è in grado di fornire una base per il coinvolgimento dello Stato nel matrimonio, per cui vorrei proporre quella che penso sia una risposta migliore: il matrimonio è un’unione comprensiva con un legame speciale con i figli. Si tratta di un’unione privata con una finalità pubblica. Privata nel senso che l’unione comprensiva esemplifica l’amore per gli sposi. Pubblica nel senso che l’unione è orientata verso uno scopo che va oltre l’amore degli sposi: i figli.

Quasi chiunque concorderebbe sul matrimonio come rapporto unitivo. La sua natura differisce da un’amicizia o da una collaborazione in cui le rispettive parti sono legate solo da un interesse comune. Si tratta di qualcosa di molto più profondo di questo – un rapporto in cui entrambe le parti sono unite tra loro da un elemento della loro umanità. La loro unione è reale, non immaginata o costruita. Ma in che senso sono uniti? Considerate le varie parti di un aereo – i motori, le ali e l’avionica. Ciò che tiene assieme queste parti in un tutto unico è il loro coordinamento verso un fine comune: il volo. L’unità è pertanto raggiunta da uno sforzo comune verso un unico obiettivo. Allo stesso modo, nella visione (coniugale) del matrimonio, l’unità è raggiunta quando i corpi di entrambi i coniugi si coordinano biologicamente verso un obiettivo comune. Si tratta di più di una semplice incontro di corpi, come può avvenire negli sport di contatto, nelle grandi folle e durante gli spettacoli.

I loro corpi devono impegnarsi mutualmente per realizzare un obiettivo comune che nessuno dei due individui può compiere per conto proprio. Questo obiettivo comune non è altro che la procreazione, l’unica funzione biologica rispetto al quale tutti siamo intrinsecamente incompleti. Il matrimonio le dà compimento unendo entrambi i coniugi nel contesto dell’atto sessuale. Questa unione si traduce nella procreazione di bambini che portano il “marchio” di entrambi i loro genitori. La natura di questa unione matrimoniale è tale che può essere ottenuta solo da un uomo e una donna. I corpi di due uomini o due donne non possono mai essere uniti nel modo in cui il matrimonio richiede, poiché nell’ambito di una relazione omosessuale, i loro organi sono giocoforza impossibilitati a operare assieme in vista di un fine comune. Da questo punto di vista, l’uso della tecnologia riproduttiva artificiale è irrilevante, dal momento che in questo tipo di relazione manca ciò che lega intrinsecamente ai figli.

Lo Stato regolamenta il matrimonio perché ha un interesse nei bambini. Il matrimonio produce e coltiva lo sviluppo dei futuri cittadini all’interno di un nucleo familiare tenuto insieme da norme di fedeltà, monogamia, esclusività e permanenza. Il prosperare dei bambini è legato direttamente al bene pubblico. Lo Stato incentiva il matrimonio sia perché riconosce che la crescita dei figli è un compito difficile sia perché vuole incoraggiare gli uomini e le donne a formare dei nuclei familiari. Non si sta qui affermando che è che è necessario essere sposati per avere bambini, si sta dicendo piuttosto che il matrimonio è orientato al benessere dei figli in un modo in cui non lo sono altre relazioni sessuali.

Naturalmente non tutte le coppie sposate hanno figli; alcune sono sterili. Tuttavia, tutte le coppie sposate di sesso opposto – fertili o meno – sono comunque in grado di impegnarsi in quel tipo di atto che li unisce in maniera completa. Sono ancora di tipo procreativo, anche se non tutti i membri di questo tipo riescono a ottenere gli effetti caratteristici di tale unione. Nello stesso modo in cui una squadra di calcio è ordinata al fine di vincere, anche se perde tutti le partite, il legame speciale verso i bambini che è presente nell’atto unificante rimane, anche se i figli non possono essere concepiti. Lo Stato rimane tuttavia interessato in questo tipo di matrimoni perché vuole promuovere la visione del matrimonio come è realmente e non solo come un mezzo per un fine. L’infertilità è un tragico difetto, ma chiamare qualcosa difetto ha senso solo se quella cosa – in primo luogo – deve funzionare in un certo modo.

C’è anche dell’ironia nell’obiezione alle coppie sterili o senza figli. Se le coppie senza figli dimostrano che il matrimonio non è qualcosa di necessariamente legato all’avere una prole, le coppie che non si amano dimostrano che il matrimonio non ha a che fare con l’amore? Se non è così, allora qualunque risposta al riguardo possano fornire i revisionisti del matrimonio, può esser usata per tirare un parallelo in favore dell’unione coniugale. È un’arma a doppio taglio.

Né funzionerà il confrontare il matrimonio omosessuale al matrimonio interrazziale, poiché l’analogia presuppone erroneamente che non vi sia alcuna differenza rilevante tra razza e genere. Ma mentre la razza è irrilevante per la formazione di un’unione completa, il genere certamente non lo è. Le leggi anti-mescolamento razziale erano considerate ingiuste proprio perché hanno tentato di imporre una condizione arbitraria (ossia la razza) che è irrilevante per il fine pubblico del matrimonio. Infatti, tali statuti possono aver un senso solo presupponendo che le coppie interrazziali abbiano la capacità naturale di unirsi in una unione coniugale.

Cerchiamo di essere chiari: il dibattito sul matrimonio omosessuale non riguarda la moralità degli atti omosessuali. Le relazioni omosessuali potrebbero avere i propri beni unici, ma non sono rilevanti per il riconoscimento legale nel modo in cui lo sono le unioni coniugali. I loro rapporti non portano al bene comune in un modo che merita di esser riconosciuto legalmente. Né questo è un dibattito che riguarda principalmente la religione. Anche se solleva importanti interrogativi sulle implicazioni del matrimonio tra persone dello stesso sesso sulla libertà religiosa, la questione principale riguarda la natura del matrimonio.

Ho tentato di delineare un caso razionale al fine di dimostrare che il matrimonio può essere solo l’unione di un uomo e una donna. Spero che le persone siano disposte a prendere in considerazione gli argomenti che ho qui presentato. Purtroppo di questi giorni è diventato uno spettacolo assai raro vedere una questione politica infiammata esser affrontata con lucidità.

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Categorie:Attualità cattolica

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89 replies

  1. Che dire, perfetto.

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  2. Ottimo. Penso che sul punto la Chiesa non cederà, né potrebbe. Massima compassione, massima comprensione, ma la famiglia è una e una sola, quella che origina da un matrimonio fra uomo e donna, con, eventualmente ma non necessariamente, dei figli (personalmente auspico una drastica denatalità a livello planetario, contro le prescrizioni della Chiesa stessa al riguardo, che giudico, sempre personalmente, dissennate).

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    • @Anemometro

      se proprio di prescrizioni si vuol parlare, queste riguarderanno eventualmente i “metodi” e hanno una profonda ragione spirituale e antropologica.
      Non esistono certamente prescrizioni sul numero dei figli…

      Passare poi all’assioma “seguire gli insegnamenti della Chiesa = figli come conigli” non ha alcun senso…

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    • Benvenuto su Croce-Via, Anemometro!

      Non mi sento molto d’accordo con la tua frase in brackets ma temo che parlarne qui risulterebbe in un lungo e fastidioso Off-Topic (già vedo il buon Bariom sul chi vive 🙂 ).
      Quindi invito tutti quanti (anche me stesso) a rimanere sul tema proposto dall’articolo.

      Ancora benvenuto e buona permanenza sul blog! 🙂

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  3. Sono perfettamente d’accordo. Proprio in questi giorni mi sento particolarmente intollerante verso questa imposizione mediatica del matrimonio omosessuale. Premettendo che “sposo” pienamente le argomentazioni dell’articolo, aggiungo anche che licenziare il matrimonio omosessuale, non solo è un errore in termini, ma è anche molto molto pericoloso. Chiariamoci non penso all’assurdo che legalizzando i matrimoni sessuali, l’uomo si estinguerebbe, ma è proprio proporre un modello alternativo all’unione uomo donna ad essere nefasto. Non si può mettere in competizione la donna con un omosessuale, il rischio è la distruzione dei rapporti tra i sessi, la non comunicazione, l’antagonismo, la perdita di qualsiasi valore. Una societá che ha alla base questi presupposti non potrá far altroché decadere. Se mettiamo in discussione anche la differenza anatomica dei sessi, non abbiamo più riferimenti, non abbiamo più Dio. Io in realtà non sono neanche d’accordo alla uguaglianza dei sessi all interno della società, sono fermamente convinto che ognuno ha un ruolo da recitare, è che sia molto più funzionale differenziare in base alle “differenze”, ma questo ammetto che è un campo molto pericoloso.

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  4. Il pericolo insito nella società odierna è che anche se si dimostra in maniera razionale qualcosa , sia in campo giuridico che morale, c’è sempre la posizione di chi dice Non bisogna essere rigidi, non bisogna essere schiavi delle regole, schiavi dei dogmi.La misericordia , il dialogo , la tolleranza devono venire al primo posto. Se si mette la verità al secondo o ultimo posto, dopo tolleranza, misericordia, dialogo, è ovvio che oltre ai matrimoni gay , alla teoria gender, all’utero in affitto, all’aborto, all’eutanasia, nel futuro ci aspetterà la legalizzazione del matrimonio multigamico ( perchè no? due uomini ed una donna per esempio) la legalizzazione dell’incesto, della pedofialia ecc.
    per questo è molto pericoloso in una società come la nostra battere e ribattere sempre sulla “misericordia” .
    si dovrebbe invece battere e ribattere sulla Verità, sul fatto che esiste una verità oggettiva, che la realtà è la realtà e non può e non deve essere stravolta.

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    • Di fatto ciò che continuiamente viene messo in discussione è cosa sia “verità oggettiva” (o anche verità assoluta) talvolta negando la stessa realtà oggettiva

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      • Non è un problema di oggettività, ma di NATURALITA’. Sono considerazioni che vanno al di là della semplice fede religiosa.

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        • Mmmmh… una NATURALITA’ che corrisponde ad una REALTA’ OGGETTIVA o quella sempre del “secondo me”…

          Perché oggi anche il concetto di “naturale” è divenuto concetto molto LIQUIDO.

          Siccome io provo un “qualcosa” questo qualcosa esiste ed è “naturale”.
          Se poi ciò che conisdero “naturale” non risponde ad un’ ETICA, anche un omicidio diviene fatto “naturale”… abberrante, ma “naturale”.

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      • Appunto. Negando una verità assoluta e anche una realtà oggettiva, tutto è permesso.
        come aveva capito già Dostoevskji: Se Dio non esiste , tutto è permesso.
        se non esiste una verità assoluta e se la realtà non è oggettiva ma soggettiva ( quello che IO PENSO essere la realtà) non si capisce perchè si dovrebbero proibire i matrimoni gay o qualsiasi altra cosa.

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        • E’ un approccio sbagliato perché ipotizzare che Dio non sia non ha senso, e proprio perché c’è, la gente comunque fa tutto quel che vuole, da sempre.
          D’altronde la finalità delle unioni abominevoli di tal fatta non è mai stata soddisfare un croccio, ma portare il caos tra gli homini e nel cosmo.
          Capito questo, capito tutto.

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  5. Riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe nevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume. Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile”.
    Questo scritto #bigotto e #dogmatico e #omofobo sapete da dove viene?
    Dalla CEI del 2007: Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto.
    http://www.catechista.it/OsservatorioGender/lib/exe/fetch.php?media=nota_famiglia2007.pdf

    La domanda è una: cosa è cambiato da questi antichissimi fasti ad oggi?

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    • Piano, piano, piano, calma, calma, calma… bigotto, dogmatico, omofobo DE CHE?! Questa raffica di aggettivi è roba da sinistrati tra i sinistri più sinistri e sinistrati (tanto per rispondere con raffiche a raffiche)!

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      • Ciao qòrkguhqeripu.
        L’essere nuovo di qui – o almeno penso, nome utente e mail non mi aiutano – forse non ti ha portato a cogliere l’ironia nel commento di minstrel, il cui pensiero ti assicuro è tutt’altro da quello che tu hai compreso.

        In ogni caso, benvenuto su Croce-Via.

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    • Appena posso posto la mia idea sulle unioni di fatto.
      Chiedi che cosa è cambiato. Secondo me è cambiato che oggi si devono limitare (o anche annullare possibilmente) i danni , non più evitabili, che si profilano all’orizzonte. Orizzonte vicino, vicinissimo.
      Se ci si svegliava prima magari…. Ma inutile piangere sul latte versato: come già detto da queste parti, è la famiglia “cattolica” (ehm) tradizionale che ha dato il via a tutte le distorsioni che oggi vediamo.

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      • Coloro che non hanno seguito l’humanum vitae piuttosto. Che è colpa del gregge, ma non dimenticherei i pastori….

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      • Dovevamo svegliarci prima, certo.
        Ma per educare a guardare la realtà per il positivo che è (creata=donata) sempre e comunque (=fede e ragione),
        Forse le famiglie “cattoliche” non sono state (messe in) grado di farlo. Ratzinger parlava nei primi anni ’50 dei “nuovi pagani” e si trattava dei suoi parrocchiani nella cattolicissima Baviera pre Concilio.
        È illusorio pensare che la nota lobby transnazionale, che ha una precisa ed efficace strategia, (vedi “After the ball”: il piano d’azione è stato pubblicato qualche decennio fa ed è ormai in fase avanzata di realizzazione) si accotenti di un qualcosa di diverso dall’equiparazione totale al matrimonio col dirittodifaretuttoquelchemipare perchemipare quandomipare, checché ne pensino veramente le persone omosessuali. L’opinione pubblica si manipola. Il diritto si stravolge. Vedi legge 40. Doveroso porre argini ma non facciamoci illusioni sulla loro tenuta.
        Bisogna andare a recuperare le persone una per una. E, beninteso, se, passata l’intossicazione, cominciano a chiedere ragioni, saperle dare. Come si cerca di fare su Croce-via

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      • E poi, insomma.
        Quale definizione corrisponde all’ idealtypus famiglia “cattolica” tradizionale? Quello della famiglia contadina brianzola anteguerra? O veneta? Napoletana? siciliana? Sempre contadina anteguerra, s’intende Oppure piccola borghesia? Altoborghese? Solo per restare in Italia, ma se volessimo parlare di Irlanda, Polonia, Spagna….?
        “la” famiglia…etc. ha generato parimenti i mostri e i santi. Alcune famiglie i mostri, altre i santi.
        Occorrerebbe una riflessione su come, in campo educativo, si sono perse molte battaglie nel campo della modernità (n.b.: nel campo della!)..
        Ad ogni buon conto: faccio parte di quella generazione che se ne faceva un punto d’onore di contestare tutto quello che in famiglia si diceva.
        Adesso dico: poveretti i miei, nove su dieci han fatto quel che potevano…
        Chi ha più potere ha più responsabilità

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        • @minstrel e derhelm
          Sì, ho scritto una frase infelice, senza specificare niente.
          Dovrei scrivere un bel papiro per spiegarmi. Evito. In sintesi avete fatto voi le puntualizzazioni che andrebbero fatte. E in sintesi, intendevo che i cattolici stessi (popolo o vertici, gregge o pastori), in generale, hanno seguito l’andazzo senza farsi troppe domande, per troppo tempo.

          Comunque, sia collegandomi all’idea di matrimoni gay che di gender, intendevo quello che s’intende nella seguente esposizione di Chiara Atzori http://m.youtube.com/watch?v=PnEGdBbPBwo
          Lo dice bene già nei primi minuti di video.

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    • “La domanda è una: cosa è cambiato da questi antichissimi fasti ad oggi?”

      Il “segretario”???

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      • Quello. E temo anche i presupposti socio-politici. Non so se augurarmi di avere la Cirinnà (molto peggio dei pacs) promulgata, o di dover combattere contro il male assoluto fattosi legge fra 3 – 4 anni… è un periodo di certezza di fede nel reale e pragmatismo italiota in campo politico.

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  6. Il paradosso è che pretendere di agire su uno stato anti-cristiano è di per sé anti-cristiano.

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    • Eggia’.e Cristo e’ morto su un palo ed in realta’ era l’Arcangelo Michele. Dai daouda, ti voglio bene assaje ma qua stiamo a parlare di robe serie, non siamo alla Casa del Regno…

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      • Ma infatti lo ripeto è inutile che scrivo. Tralasciando , come NON si dovrebbe fare, il riferimento a Cesare e la missione di Roma e la relazione che hanno gli originatori di Roma con gli ebrei, prendendo quindi la situazione per un mero paragone riguardo uno stato qualsivoglia, basta vedere il comportamento.

        So…i dis-like, che in termini moderni dice solo che i like diversamente.

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      • Quando San Francesco d’Assisi scrisse la “Letterra ai Reggitori di popoli” era “anti-cristiano”?
        Secondo Daouda si sarà “convertito” in seguito …

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      • “Vorrei cominciare con una specie di confessione: non mi interessa assolutamente ciò che le persone fanno nella privacy della loro camera da letto.”

        voi credete, come tutti i cattolici odierni, che questa sia una frase meritevole di rispetto oltre che di buon senso, che non squalifica già tutto il discorso.
        Buono.
        Potete continuare a cancellarmi, in tranquillità.

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        • “Squalifica già tutto il discorso”.

          E invece lo qualifica. Nel senso che NON sta parlando di quello.
          Parla del rapporto tra Stato e istituto giuridico matrimoniale.
          Dunque l’autore sgombra il campo da tutto ciò che è ‘altro’.
          Oltre a dichiarare che anche in generale non gl’interessa quello che fanno gli altri in camera da letto.
          Ti do una notizia: neppure a me. Mi interessa meno di zero.
          Quando si espone la dottrina cattolica in tema di morale sessuale… si espone appunto e non s’impone. (Anche perché: come cavolo faresti a imporla? Facendo un bel discorsetto?)

          Se poi addirittura stai parlando di “altro” (come in questo caso) la dottrina cattolica non c’entra niente fin dall’inizio.

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          • Un momento. Sono d’accordo, ovviamente, a separare gli aspetti puramente razionali da quelli che derivano dalla nostra fede. Tuttavia, non è che gli aspetti razionali siano estranei rispetto a quelli di fede, anzi, c’è relazione. Se noi, come cattolici, sappiamo che la sessualità è un potente mezzo che Dio ci ha messo a disposizione per costruire una relazione d’amore, non possiamo gioire se i nostri contemporanei la usano per fare altro. Naturalmente è importante combattere la battaglia sul piano della razionalità, però quello che i nostri contemporanei fanno sotto le lenzuola non è estraneo alla razionalità. Certo, non sto chiedendo di mettere una telecamera sotto le lenzuola, ma chiedo di combattere una battaglia di civiltà. Quando si vedono immagini di omosessualità esplicita in pubblicità, di relazioni tipo sado-maso, di una donna che si lecca con un cane, credo che sia il momento di intervenire e condannare senza mezzi termini questi comportamenti.

            Non solo! Recentemente, in giro con la mia famiglia, mi è capitato di vedere due ragazzi che si baciavano (a Siena) e due ragazze che si baciavano (a Milano). Bene, anzi male! Non ho perso l’occasione per richiamare l’attenzione dei miei figli e per segnalare loro quanto la nostra società sia lanciata verso l’autodistruzione. Infatti, solo una società marcia può tollerare tanta depravazione ostentata. Trenta anni fa sarebbe stato impensabile di vedere due giovani maschi (o femmine) che si baciavano in pubblico. Oggi viene tollerato, magari anche apprezzato. Noi cattolici non possiamo rimanere indifferenti a questo.

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            • Ho scritto “in camera da letto”.
              Tu stai parlando di altre cose, non attinenti.

              P.s. magari i tuoi ragazzi nemmeno si erano accorti delle effusioni pubbliche delle coppiette gay… e tu gliele hai mostrate. Bravo.

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            • @trinity

              Certo, cara trinity, che ho richiamato la loro attenzione sulle effusioni delle “coppie gay. L’ho fatto proprio con l’intento di mettere in risalto il degrado morale della nostra società.

              Io sto parlando di quello che succede in camera da letto (sotto le lenzuola) e della battaglia che siamo chiamati a combattere, come cristiani, contro queste derive. Battaglia che deve essere combattuta, l’ho già detto, sul piano razionale, ma che non può lasciarci indifferenti sul piano della fede.

              Quello che oggi sta succedendo (matrimonio gay, ma non solo!) è strettamente legato alla spaventosa crisi di fede della chiesa. La fuga dalla razionalità che oggi noi cattolici osserviamo quasi con stupore, è la logica conseguenza del rifiuto di Dio e della fede. La nostra testimonianza di fede non può essere scissa dal discorso razionale. Non solo fede, né solo ragione, ma l’una e l’altra cosa insieme.

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            • In una società cristiana, se sgami qualcuno e questo non vuole ravvedersi e quindi mettersi sotto tutela altrui e divenire penitente ( ovviamente categoria che non esiste più nella Chiesa,”tanto me confesso dopo” ), lo scomunichi e se lo scomunichi, si DEVE ritrovare a fare il pezzette per strada, con i beni sequestrati ed affidati ad altri fino a ravvedimento, se non vuole fuggire in esilio.

              DI QUESTO ESATTAMENTE SI STA PARLANDO, è inutile fare gli ipocriti. Non è una questione di polizia sessuale o chissà cos’altro.
              Anche perché il discorso è valido per qualsivoglia cosa…perdonami…un assassino fra le mura domestiche, uno stupro fra le mura domestiche, non è il medesimo, certo l’assassinio è più evidente, manca una persona, ma se io ti rubo qualcosa , non lo faccio sempre e solo di nascosto?
              Come non siamo proprietari del nostro corpo, figurati della nostra casa, e della camera da letto ugualmente.

              Tu vuoi solo dirci che, assieme all’estensore dell’articolo, che quelli non fanno del male a nessuno. EH NO! Prima di tutto squilibrano il cosmo. In secondo luogo fanno del male a loro stessi, ergo vanno curati se non puniti, per il benessere di tutti.

              Spero sia chiaro.

              x Claudio e Ubi : fatemi e fatevi, quindi facciamoci il favore. Usare mezzi non legittimi riconoscendo uno stato illegittimo , non è cosa da cristiani. Ve l’ho detto, voi abusate Roma senza neanche voler capire perché Roma sia Roma e da dove derivi. Quando alla Chiesa hanno sempre detto che essa è uno stato nello stato, altrove che in Italia più o meno, credete che avessero torto?
              Ma se comunque parlavamo di pagani venuti alla luce di Cristo, oggi parliamo di APOSTATI guidati da ideologie para-sataniche.
              Dite di no? Io dico di sì…tanto che cambia? Volete usare quei mezzi? Dov’è la vostra vittoria? Ma più che altro, dov’è la vostra purità, visto che organizzatori per organizzatori, gatta ci cova e se poteste capire il discorso sulla legittimità vi risulterebbe anche ovvio.

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            • “In una società cristiana, se sgami qualcuno… ” eccetera.

              Guarda che quella potrebbe essere una società musulmana o giù di lì. Uscendo dalle religioni quella da te descritta potrebbe essere una società impiantata da un qualsiasi regime totalitario.

              Non ho detto “non fanno male a nessuno”.
              A parte che NON SO CHE COSA FANNO, e dunque non posso e non devo giudicare. Ecco, a parte quello, SE ho la convinzione che qualcuno intorno a me faccia male (magari pure qualcuno sconosciuto come le coppiette citate da Giancarlo) che cosa faccio come componente di società cristiana?
              1) offro il mio esempio, cercando di fare il meglio possibile e di non diventare scandalosa pure io (cosa non facile perché sicuramente tutti noi in qualche ambito sociale non ci siamo comportati correttamente e cristianamente. Tieni presente che non ci sono solo peccati sessuali ma si può dare scandalo in molti modi)
              2) prego per quelli che secondo me si trovano su via sbagliata e mi metto a disposizione perché (anche) tramite me possano conoscere Gesù Cristo
              3) guardo quello che faccio io e i peccati miei
              4) guardo quello che faccio io e i peccati miei
              5) guardo quello che faccio io e i peccati miei

              Cristo deve essere scelto, e non imposto.
              Altrimenti com’è che Lui ci da la libera scelta e noi agli altri non la diamo?

              Altra cosa ancora è combattere politicamente, interagire con la politica (con lo stato) per promuovere razionalità, giustizia e anche le proprie legittime istanze cristiane.

              Tu confondi tutti i piani…. o_O
              Ma sicuramente lo fai per il tuo solito motto “a me piace rompere le balle”

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            • Non capisci che non può essere possibile abitare se non con la propria famiglia o da soli od altrimenti in una confraternita o collegio corporativo o caserma militare istituzionalizzati?

              Inoltre mai e poi mai puoi solo guardare i tuoi peccati perché altrimenti la lotta al crimine od alle angherie o contro le fallacie ideologiche non avrebbe senso, e quelli sono peccati.

              Hai una concezione strana dello stato, come se rimproverare uno che butta una cartaccia per terra non sia essere stato..ah ma che per caso è quello stato a cui la dottrina impone di pagare non di più del 33% , epperò quando conviene tenemoselo bbono e se ce svena devi da pagà tutto altrimenti vado all’inferno?

              Tieni presente che la tua società para musulmana era quella che rifiutava la comunione e comminava penitenze abbastanza dure e pesanti per anni ad un fedele.
              Era la stessa società che, scomunicato un imperatore, gli si poteva disobbedire bellamente. E calcola che quasi tutti i nostri politici sono implicitamente scomunicati, oltre ad essere dei deviati anti-cristiani.
              Ah no, luxuria e berlusconi la comunione la possono fare…

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            • Dauda, mi spiace, ma con tutta la buona volontà io non riesco a capire quello di cui stai parlando. In una società cristiana, se qualcuno vuole peccare lo può fare, né si vede come glielo si potrebbe impedire. A meno che il peccato non sia anche un reato; allora lo si può colpire naturalmente, ma solo perché commette un reato, non perché commette un peccato.

              Trinity, quando mi capita di vedere qualcuno che compie un peccato, come le coppie omosessuali, ma anche una persona che bestemmia o che spaccia droga o ruba, quando mi capita questo io, per prima cosa, denuncio il cattivo comportamento a me stesso ed a tutti coloro che mi sono vicini, in particolare richiamo l’attenzione di coloro di cui ho la responsabilità di educazione (i figli, ad esempio) e li porto a riflettere sul male che è stato commesso. Bisogna guardare anche i peccati degli altri, denunciarli e, se possibile, correggerli. Dio ci chiederà conto anche di coloro che si sono dannati perché nessuno si è fatto avanti a correggerli. Quando si assiste al male commesso da qualcuno è profondamente sbagliato dire: “guardo quello che faccio io e i peccati miei”. In quel caso si deve guardare il male commesso da altri ed i peccati loro, non far finta di non vedere. Il male commesso da altri, come la bestemmia, per esempio, può causare gravi danni anche a terze persone, per esempio i bambini. E’ doveroso, da parte nostra, intervenire, rimproverare e correggere. Restare in silenzio di fronte ad uno che bestemmia equivale ad essere complici. Il rispetto della privacy non è una buona pratica per i cattolici. Meglio impicciarsi, interessarsi anche del male che fanno gli altri, intervenire per correggere e per proteggere i piccoli.

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            • Fra qualche anno, la vostra distinzione fra natura e soprannatura lascia il tempo che trova, ma oltre questo, devi calcoalre che in una società cristiana non è possibile che due persone dello stesso sesso vivano insieme.

              Inoltre io ho fatto presente e la penitenza rispetto l’ecumene, ossia la condizione non più esistente di penitente.
              Se mi dici che i vizi non sono crimini per lo stato, beh, ovviamente parli di uno stato moderno perché se si bandiscono i motivi per cui speso il vizio è solo un ripiego e compensazione, ed in uno stato cristiano dovrebbe essere così ( nelle favole ovviamente ) esso diviene di per sé illecito e punibile.

              Se tiricordi la legge di Roma e di Israele, non c’era spazio per dire: vabbè ma su sta cosa faccio come mi pare.
              L’unica cosa che mi puoi rispondere é : dov’è la libertà ed il perdono? La libertà cnsiste nell’aderire a Dio, il perdono non esclude la pena, che anzi si deve accettare volentieri.

              EDIT by minstrel mod: le parole in questo periodo contano troppo e troppo poco. teniamone conto daouda, grazie.

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          • Aggiungo che la dottrina cattolica c’entra sempre. Come cattolici siamo chiamati a formare la società secondo la nostra fede, ovviamente. Il fatto che oggi la società sia ampiamente secolarizzata e stia diventando sempre più anticristiana non depone a nostro favore; significa che non abbiamo fatto bene il nostro lavoro negli ultimi secoli.

            Che il matrimonio costituisca l’unione tra un maschio ed una femmina è certamente un fatto razionale, ma il fatto che anche la nostra fede preveda il matrimonio tra maschio e femmina, questo fatto deve essere, per noi, motivo di orgoglio, non certo qualcosa da nascondere.

            Non esistono argomenti estranei alla nostra fede, tutto quello che succede nel mondo deve essere valutato alla luce della nostra fede.

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  7. Voglio permettermi una osservazione, ma non per polemica, ma solo per dire che, insomma, mo’ non trovo le parole, però chi può capire capisca.

    “Ho tentato di delineare un caso razionale al fine di dimostrare che il matrimonio può essere solo l’unione di un uomo e una donna.”

    Io capisco che c’è bisogno di razionalità, ma io dico che “il matrimonio E’ solo l’unione di un uomo e una donna”.
    Il fatto è “de fide”. Ormai con gli irrazionali che ci sono in giro è questa l’unica risposta.

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  8. “Io dico”
    “De fide”
    Vedi… è per quello che poi ci fregano.

    Fede. Quale fede?
    Musulmana? http://www.diritto.it/articoli/transnazionale/caradonna.html
    Diritto romano (precristiano) ? https://it.m.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_romano
    Oppure fede nella corte costituzionale italiana? http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=138

    E mi fermo qua, perché fa caldo 😉

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  9. L’unica vera Fede che conosco non può che essere che quella che professa la Chiesa Cattolica, vedi Dominum Jesum.
    In un sito cattolico e tra cattolici mi sembrava scontato non dover fare precisazioni … 🙂

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

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    • Anticipatamente rispondo a eventuali obiezioni sollevabili circa la DI con le parole di J. R.

      “La mentalità generale che prevale in Occidente prende sempre più le distanze dalla fede della Chiesa. È un fatto. C’è da notare che quando si attacca la “Dominus Iesus” come fosse una espressione di intolleranza, la verità è proprio il contrario: non si tollera più che la Chiesa cattolica possa esprimersi sulla propria identità e sulla propria fede, che essa non impone a nessuno, ma che esprime e difende.”

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      • Appunto. Se non la imponi a nessuno e sei minoranza, ti becchi il matrimonio gay. Fine.
        Se invece hai anche fondamenti razionali (quindi provenienti anche dalla Ragione, oltre che da sistemi giuridici laici) ritorni ad essere maggioranza (perché questa maggioranza c’è nella popolazione) che non si fa fregare da minoranze ideologiche, insensate quanto furbe e ben posizionate.

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        • Non ci capiamo.
          Fides et ratio, cioè Fede e ragione.
          Io sto lamentando e avevo premesso “……….” che oltre agli elementi razionali non bisogna dimenticarsi di affermare, senza dimenticarsene, che per noi cattolici la vicenda del Matrimonio tra uomo e donna è “de Fide”,ed è per questo che ne facciamo un discorso di vitale importanza. La ratio, la ragione, serve solo a spiegare perchè sia de Fide.
          Nella Chiesa ad esempio c’è chi la pensa diversamente, e ne fa un discorso di sola “ratio”, e spara cazzate e eresie a iosa (non mi fate fare nomi).
          Possiamo pure ricordare che è anche un fatto di Fede, ai nostri nemici interni ed esterni (detto politicamente corretto: diversamente pensanti e diversamente credenti)?
          Grazie!

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  10. Segnalo intanto una risposta, nella migliore delle ipotesi a dir poco ambigua (e nella peggiore non dico cosa) del direttore di Avvenire Marco Tarquinio in risposta a Introvigne e Mantovano in merito al Ddl Cirinnà:

    http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/unioni-gay-via-ipocrisie-capire-il-nodo.aspx

    “Piaccia o non piaccia, insomma, non siamo più alla fase della disciplina dei diritti individuali. Si tratta perciò di trovare un percorso sensato – una “via italiana”, insisto da tempo – che affronti il nodo su un piano diverso da quello matrimoniale, che è strutturalmente il “piano dei figli” (con tutto quel che ne consegue a livello di mercificazione dell’umano, sino alla compravendita di grembi di madre e di gameti umani). Ecco perché parlo di un piano patrimoniale (che può diventare un piano della solidarietà). Il legislatore si sta orientando a sottolineare che si tratta di un istituto giuridico «originario»? A mio avviso, è una notazione importante e non solo un esercizio nominalistico. Purché si chiarisca che l’istituto giuridico delle unioni gay è «originario rispetto all’articolo 29 della Costituzione». Così non ci sarà davvero spazio per ipocrisie.”

    Sembra quindi che stia sorgendo una vera e propria spaccatura almeno dentro la CEI, con l’uscita allo scoperto di una fazione favorevole a una legge sulle unioni civili, compreso l’ambito riguardante i bambini, si veda anche qui:

    http://www.lastampa.it/2015/07/19/italia/cronache/unioni-civili-il-mondo-cattolico-si-divide-h20coBCDHVgI9BriKXgBBO/pagina.html

    Immagino che qualcuno dirà che si tratta di un “male minore” allo scopo di arginare spinte al matrimonio gay ma negli altri paesi del mondo che hanno proposto all’inizio quelle leggi si sa come hanno proseguito…

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  11. No, non sono un “male minore per arginare il matrimonio gay”
    http://www.tempi.it/gender-a-scuola-e-ddl-cirinna-la-svolta-lgbt-si-nasconde-nei-dettagli#.VarzLn3OPMI
    ” La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che nessun paese europeo è obbligato a introdurre per le coppie omosessuali istituti simili al matrimonio: se però il singolo stato provvede in tal senso, non può poi “discriminare” queste coppie, escludendo alcune opportunità, in primis l’adozione”.

    Se però i “pacs” fossero strutturati adeguatamente (questione prettamente di competenza dei giuristi) non darebbero seguito al matrimonio gay. Così com’è il ddl Cirinnà è già matrimonio gay.

    Vedi anche questo articolo http://www.lastampa.it/2015/07/01/italia/politica/unioni-civili-sar-la-volta-buona-Gp6wOJmLv4xZF5G5HLEckK/pagina.html

    Secondo me bisogna considerare il punto al quale siamo arrivati ora.
    E da lì lavorare.

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    • Nessun legame che non sia famiglia merita di essere riconosciuto. Qualunque riconoscimento di legami estranei alla famiglia costituisce oggettivamente un attentato alla famiglia, mettendosi in concorrenza con essa.

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    • L’avevo già detto ma forse non sono stata sufficientemente esplicita: è un illusione pensare che i “pacs strutturati adeguatamente” sbarrino la strada al matrimonio gay. Chi vuole il matrimonio gay di tutto e di più come il matrimonio quello vero non si accontenta. A colpi di Corte Costituzionale, Europa, o con un nuovo progetto di legge arriveranno prima o poi, più prima che poi, dove vogliono!!!

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      • @Dernhelm. Eh dipende.
        Pacs strutturati adeguatamente che fermano matrimonio gay: sono certamente illusione se sono come quelli che ho visto proporre finora.
        Avrei bisogno di spiegarmi meglio per esteso.
        (magari poi mi accorgo che avete ragione voi e sono illusa io, eh. Non sono così ferma sulla mia idea, ma ho varie soluzioni in testa che forse in mano a tecnici giuristi nonché a politici illuminati arriverebbero a qualcosa di efficace. Se non ci hanno ancora pensato…forse è perché non ci vogliono pensare e/o ritengono ineluttabile il finale che dici tu. Beh certo poi riconosco che pure io a volte ho idee un pò anomale, magari non realizzabili… non so).

        @Fra. La domanda posta così è sbagliata. Comunque potrei spiegarti quale opportunità io intravvedo potrebbe nascere a partire da un problema che abbiamo, cioè la spinta delle lobby gay. E il ddl Cirinnà già pronto da sfornare.
        Nonché la seguente considerazione di Giacomo Galeazzi http://www.lastampa.it/2015/07/01/italia/politica/unioni-civili-sar-la-volta-buona-Gp6wOJmLv4xZF5G5HLEckK/pagina.html
        “Il problema sembra però più di tempi che non di numeri, anche perché il fronte dei contrari, se si irrigidisce, potrebbe in realtà aprire la strada al matrimonio omosessuale, magari con qualche intervento giudiziario. Anche con cambiamenti di giurisprudenza da parte della Corte costituzionale visto anche il contesto internazionale, a cominciare dalla storica sentenza della Corte Suprema con cui sono stati legalizzati i matrimoni gay in tutti gli Stati Uniti. Alcuni tra i contrari hanno consapevolezza”

        @Minstrel. Cosa dici se faccio un post, riassumo lo stato dell’arte ddl Cirinnà, espongo mia idea e avvio brain storming ?
        (Non dico ‘disputa’ perché qua più che altro sarebbe da cercare soluzioni pratiche e vedere ognuno come agire , chi può, per fare pressioni sui politici, secondo le proprie possibilità e raggio d’azione, nel proprio piccolo o nel proprio movimento, partecipare a manifestazioni, conferenze, ecc. Al momento non mi sembra tanto importante disputare opinioni, quanto sapere come muoversi – una volta che si conoscono bene i fatti).

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        • Il Cirinnà è stato spostato minimo a settembre, probabilmente slitta anche ad ottobre, grazia di Dio permettendo.
          Come già preannunciato qui da vianegativa, direi di finirla qui per ora con post dedicati al tema sul blog: l’estate è già torrida abbastanza. 😀
          Nel frattempo nulla ti vieta di riordinare le idee Trinity e magari proporcele quando il tema in Italia diventerà di nuovo caldo (cioè nei mesi da me indicati come più probabili per una nuova calendarizzazione). Che ne dici?
          Grazie a tutti intanto!

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          • Ok 🙂
            Settembre-ottobre mi vedrà impegnata in attività parrocchiali (nuove, che mi hanno proposto. non sanno quello che fanno heheh) e spero allora di ricordarmi ancora della vicenda Cirinnà… ma non credo che ci saranno problemi per la memoria: se non incappiamo in qualche conseguenza economica della Grecia o in qualche altro scandalo italico… il tema caldo autunnale sarà quello probabilmente e… rimembrerò 😉

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  12. “Notiziuole” dal Corriere di oggi:

    “Dopo aver annunciato che ad agosto si sposerà con il compagno (e manager) Roberto Blasi, Giovanni Scialpi scrive – anzi, twitta – una lettera al Papa: «Mi rivolgo direttamente a lei Santo Padre, come figura spirituale che sostiene e conforta i suoi figli, perché la mia volontà non resti solo un desiderio personale, ma diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni»] Dopo aver annunciato che ad agosto si sposerà con il compagno (e manager) Roberto Blasi, Giovanni Scialpi scrive – anzi, twitta – una lettera al Papa: «Mi rivolgo direttamente a lei Santo Padre, come figura spirituale che sostiene e conforta i suoi figli, perché la mia volontà non resti solo un desiderio personale, ma diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni»

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_luglio_20/scialpi-scrive-papa-francesco-4508849c-2ec2-11e5-820a-d82a668b1363.shtml

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    • RIdicolo.
      Clownesco: mi vien da piangere ……….. dalle risate
      😀
      In Pace (nel RIso)

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    • “perché la mia volontà non resti solo un desiderio personale, ma diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni”

      Con la stessa giustificazione allora potrei scrivere una lettera al Papa chiedendogli di benedire il matrimonio col mio gatto. Sei io voglio sposare il mio gatto, questo non deve rimanere un desiderio personale, ma deve diventare comune a tutte le persone che amano.

      Il nodo di tutta la questione sta qui: non si ragiona più su cosa è meglio fare, ma su cosa si vuole fare.
      E’ il trionfo dello Stato positivistico, che legifera per soddisfare tutti i desideri e i capricci dei consociati (o almeno di quei consociati che hanno i mezzi per far sentire la loro voce, visto che non tutti possono sperare di vedere pubblicate le proprie esternazioni su quotidiani a tiratura nazionale).

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  13. 2a “notiziuola”

    ” La battaglia di Gordon e Manuel per riavere la figlia: coppia gay bloccata in Thailandia dalla madre surrogata La donna, che non ha nessun legame biologico con la bimba, si rifiuta di firmare i documenti necessari per lasciare il Paese: «Non sapevo fossero gay»

    http://www.corriere.it/esteri/15_luglio_20/gordon-manuel-piccola-carmen-bloccati-thailandia-madre-surrogata-1711c240-2ece-11e5-820a-d82a668b1363.shtml

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    • Povera bimba: ma no fidiamoci, in realtà è un bimbo che all’anagrafe è registrata come bimba.
      La nozione di bimba o di bimbo non ha nessuna correlazione con il reale.

      Bisognerà parlare in modo più preciso: è una bimba di sesso maschile, cioè all’anagrafe è una bimba, poi a sette anni può scegliere se essere una bimba o un bimbo.

      A parte l’immoralità di schiavizzare la madre surrogata, la quale è un uomo incinto secondo la legge, viviamo davvero nel miglior dei mondi possibili…. LOL

      In Pace

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    • Toh, sono omofobi pure i buddisti 😉
      Letterina di protesta al Dalai Lama? 😀

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  14. 3a “Notiziuola”

    “«Per cambiare sesso all’anagrafe non serve l’intervento chirurgico»
    Storica decisione sul ricorso presentato da rete Lenford per conto di una persona che da 25 anni vive come donna: «Non bisogna operarsi per cambiare sesso all’anagrafe»”

    http://www.corriere.it/cronache/15_luglio_20/cassazione-no-sterilizzazione-forzata-rettificare-stato-civile-cc9fb966-2ecc-11e5-820a-d82a668b1363.shtml

    (nei commenti dei lettori c’è questo che è intelligente e interessante:
    “Perfetto!! Tra un po’ chiederò di essere riconosciuto come donna (lesbica però, così continuerò ad essere sposato con mia moglie) e chiederò che mi vengano applicati i criteri riferiti alle donne per andare in pensione!!!”

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    • Infatti…ma chi se ne frega dell’anagrafe? SI mangia? SI beve? LOL
      In Pace

      (N.B. Perdonami Minstrel…. 😉 )

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      • Simon se vogliamo divertirci, divertiamoci pure.
        Però, nei fatti questa è la legalizzazione del gender. Cioè il sesso prescinde dall’averci il pisellino o la farfallina,, non so se hai inteso.
        Poi facciamoci quante risate vuoi tu …, minimizziamo, come fa mons. tarallucci e vino …

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        • Amico, quando lo Stato diventa il Teatro di una Commedia o di un’Opera Bouffe, ti dirò che al ballo bisogna ballare e quindi che vale meglio ridere che arrabiarsi.
          Poi, nel sodo, cresciamo i nostri figli maschi ad essere veramente virilii e le nostre figlie femmine ad essere vere donne: tanto solo questi si sposeranno e sopravviveranno a questo “Stato”.
          😀
          In Pace

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      • “Si mangia? Si beve? LOL”
        Caro Simon, hai dimenticato di aggiungere “come nei giorni di Noè” 😉

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  15. Che dire, dicono il gender non esiste, e ci sono pure gli oltranzisti del “dialogo” e del “meno peggio”. (Uno è pure “monsignore” … )

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    • Macché dialogo: facciamoci un paio di risate con buon gusto, al posto!
      Mi spiace ma queste cose del gender e delle unioni “gay” mi fanno sbiascicare dal ridere: colpa loro , mica colpa mia.
      Certo non dovrei ridere di gente che cerca così assiduamente la propria infelicità: ma che ci posso fare? È nella mia natura di essere umano di ridere di fronte all’incongruità e all’idiozia.

      Bisogna che di fronte al movimento “Gay” fondiamo tutti assieme il movimento “Laughing”: cioè di coloro ai quali le rivendicazioni assurde gender e gay fanno ridere: che poi è quello che un gay, davvero gay dovrebbe volere: far ridere!

      Ed il riso è buono per la salute: fai come me!
      In Pace

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  16. Minstrel, metto qui un appunto. Ho letto l’articolo a cui rimandi su fb, del sito Pro Vita. Noto 2 cose che non aiutano, secondo me, la discussione in materia né la comprensione del problema da parte dell’uomo medio.
    1) non è esatto dire che i diritti dei conviventi sono ugualmente tutelati e che dunque non servono in teoria altri provvedimenti per regolare una convivenza. Non è esatto. Non corrisponde a realtà. Secondo me per combattere contro una legge o provvedimento statale (o farlo approvare con modifiche sostanziali) bisogna perlomeno esporre la realtà effettiva e non giocare sulle parole quando non è il momento di giocare. Quindi, esempio, solo per dirne una: un convivente, famiglia del ‘partner’ permettendo, può far visita in ospedale certo. E sicuramente può farlo se il partner è cosciente e non grave (tutti gli amici possono farlo se il paziente vuole amici intorno al letto! E se il paziente può dire al medico chi e che cosa vuole.). Però se ad esempio il partner è grave-incosciente e la famiglia d’origine impedisce le visite del convivente, può farlo benissimo – oltre al fatto, fondamentale, che saranno i parenti stretti a decidere il programma terapeutico, le varie scelte delle cure, portare a casa il paziente o no eccetera. Sono queste le cose che solitamente intendono i movimenti gay quando si riferiscono alle visite ospedaliere. Ed è su quelle che si deve rispondere casomai, altrimenti è ovvio che ti rispondono che stai dicendo il falso.
    2) sulla Corte europea dei diritti dell’uomo bastava far notare che non è un’istituzione dell’Unione Europea http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_2_2.wp?tab=d e che, per fare un esempio, non è come gli organismi europei con i quali discutiamo di bilanci e misure economiche. Anche là l’articolo, pur dicendo il vero, mette giù spiegazioni che sembrano labili quanto ingarbugliati cavilli…. Semplice: La Corte Europea dei diritti dell’uomo NON è un istituzione/organismo dell’Unione Europea
    3) Non mi metterei a discutere, come hanno fatto nell’articolo, dei rapporti intimi gay…. perché quegli argomenti li puoi girare come vuoi e non necessariamente girano dalla tua parte, dato che possono gli altri mettersi a discutere dei rapporti tra uomo e donna – oggi spesso corrispondenti né più né meno ad un rapporto omosessuale (nel senso di ‘sterile’ e contro natura’.E hai poco da ribattere ‘ sì, ma se la relazione è cristiana è feconda e sempre pro natura’ ). Insomma secondo me mancano un pò di esperti in campo che attaccano gli argomenti dall’angolazione giusta. Anche di “avvocati” Amato ne abbiamo solo uno…..

    Così, per riflettere.

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    • http://www.lanuovabq.it/it/articoli-aberrante-la-sentenza-europea-sulle-unioni-gay-nessuno-la-usi-per-imporre-la-legge-cirinna-13318.htm

      ” Se poi qualcuno in Parlamento volesse chiedersi quali obblighi la sentenza, pure non definitiva, della Cedu impone all’Italia, la risposta giuridica e non emotiva è che impone un qualche riconoscimento dei diritti che derivano dalle convivenze, ma non impone le adozioni, il richiamo alle norme sul matrimonio, le cerimonie pubbliche, la reversibilità della pensione, radicali innovazioni nella normativa ereditaria. Cioè non impone la Cirinnà.  ”

      Anche se…. mio modesto parere, l’intervenire sulla normativa ereditaria è tutto di guadagnato. In Italia è praticamente impossibile (o quasi) diseredare qualcuno. (Quando Zio Paperone minaccia Paperino di diseredarlo lo fa in base a legislazione americana).
      Invece se la Cirinnà norma le convivenze (etero e omo) in tal senso: basterà ad un soggetto unirsi ‘in convivenza’ con un altro (è sufficiente spostare residenza) per far variare la linea di successione ereditaria.
      Fichissimo 😉
      (Non servirà nemmeno più che le badanti sposino il vecchietto. Ora lo possono “cirinnizzare” e possono cirinnizzare pure la vecchietta. Unisex.)

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      • Grazie trinity delle tue considerazioni. Sulle prime sono totalmente d’accordo, sulle seconde trovo siano esagerate e riconosco che hai esagerato volutamente. 🙂

        Nell’ordinamento dei servizi demografici italiani esistono due archivi distinti che “si parlano” fra loro, ma con compiti, limiti e importanza ben diverse: l’archivio anagrafico e quello di Stato Civile.
        Per l’Anagrafe la famiglia è basata su criteri molto larghi. E’ considerata “famiglia anagrafica” la coppia sposata, la famiglia con 5 figli, due cugini che vivono insieme, due ragazzi che convivono non sposati, il single. E per l’Anagrafe esistono già anche le cosidette “convivenze” che sono formate dalle persone che vivono (volenti o nolenti) in strutture precise: carceri, monasteri, conventi, caserme ecc.

        Banalmente è necessario che la convivenza venga decretata da un ufficio diverso da quello dell’Anagrafe, cioè venga riconosciuta dall’Ufficio di Stato Civile il quale agisce non su domande accertate da autorità di vigilanza (come nel caso del cambio di residenza in apr) bensì su formazione di atti derivanti da istituti giuridici precisi previsti dall’ordinamento: nascita, matrimonio (con pubblicazioni), cittadinanza, morte. Stop.

        L’istituzione di un nuovo istituto giuridico di convivenza necessita così di un nuovo “registro”, cioè di una nuova tipologia di atti sui quali l’ufficiale di Stato Civile potrà apportare tutte le scritture a norma di legge che costituiscono legalmente uno status giuridico valido per lo Stato, oppure l’utilizzo di un registro già esistente; e fra quelli che ho sopra elencato prova ad indovinare quale potrebbero scegliere…

        Detto questo, è scontato (ahimé) che l’Italia debba procedere a formare una legge che regoli PER LO STATO CIVILE certe situazioni, ma lo deve fare IMO con distizioni SOSTANZIALI con il matrimonio non lasciando alcuno spazio alla giurisprudenza di ampliare a piacimento le maglie di una legge volutamente monca, giudicando ad esempio incostituzionale l’impossibilità di adottare una volta che la Cirinnà da l’ok alla stepchild adoption… il problema è proprio questo: fare in modo che lo stato italiano cali le braghe per essere ancora schiavo del G20 d’accordo (d’accordo nel senso di Simon: d’accordo stato ma sappi che la mia famiglia crescerà con ben altri valori e in me non troverai più un alleato!), ma farsi prendere per il posto dove (di solito) non batte il sole in stile “buonascuola” proprio no.

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        • Sì, certo che ho volutamente esagerato e oltretutto mi concentravo solamente sulla normativa ereditaria – osservando che potrebbe essere sufficiente spostare la residenza (tanto devi solo ‘passare’ un controllo al massimo) e utilizzando l’istituto previsto dalla Cirinnà ….diseredare qualcuno 😉

          Per il resto ok, le norme che esponi mi sono chiare, anche perché ci avevo a che fare quotidianamente fino a qualche anno fa (transazioni immobiliari, annessi e connessi legali).
          Sul tuo ultimo paragrafo, sulle distinzioni sostanziali . Proprio su quello verteva il post che ti proponevo più su (rinviato a settembre), sulle mie idee su come potrebbe essere possibile attuare le distinzioni. Cioè: non basta dire che ‘non è matrimonio’. Quel “sostanziale” NON è facile a realizzarsi. E se non si realizza, i giochi sono già fatti.
          (sai, a me viene in mente che vada bene così un pò a tutti…perché non credo di avere una mente così geniale da aver pensato solo io a certe possibili soluzioni per distinguere gli istituti).
          Oggi non ho seguito, non ho letto né visto tg, ma fino a ieri le notizie dicevano della nuova accellerata calendarizzazione nella prima settimana di agosto… quindi probabilmente la partita è già giocata, eccetto blocchi in sede di autorizzazione finanziaria. Mah.

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          • P.s.

            CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.
            Tanto per capire come lavora, quale importanza ha, cosa è o non è… e da quali cervelli è frequentata. Il caso oggi in evidenza http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/lambert-medici-non-stacchiamo-la-spina.aspx

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          • Adinolfi, come si sa ex deputato e bel al di dentro delle dispute di palazzo, dichiara che è impossibile poiché ad oggi manca l’esame della copertura e pure l’esame degli emendamenti. Per quanto mi riguarda credo sia solo fumo negli occhi quello di adesso, certo a fine anno ci sarà da scrivere…
            Per il resto io ho capito che i giuristi per la vita hanno proposto un loro testo, almeno mi è sembrato di capirlo da una conferenza di Amato, ma non vorrei aver frainteso.

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          • Adinolfi oggi su Fb:
            La commissione Giustizia del Senato è stata “sconvocata” anche oggi, la relazione del ministero dell’Economia non è arrivata, è arrivato solo un tweet dall’account ufficiale del Mef con un paio di numeri sparati così a casaccio. Qui c’è da chiedersi davvero fino a che punto di ridicolo vogliono arrivare le istituzioni pur di compiacere la lobby Lgbt. Prima il presidente del gruppo parlamentare al Senato del Pd, Luigi Zanda, che si inventa la sceneggiata dalla falsa calendarizzazione in aula del ddl Cirinnà che proprio in commissione Giustizia sta ancora a carissimo amico e in aula la settimana prossima non potrà mai arrivare. Manca proprio la relazione tecnica del ministero dell’Economia, che deve essere analizzata dalla commissione Bilancio del Senato che deve fornire il proprio parere alla commissione Giustizia, ma il senatore Lo Giudice annuncia che la relazione tecnica e in serata arriverà. Lo fa mercoledì, ma mercoledì sera la relazione ancora non si vede, ma quello, il senatore, è presidente onorario di Arcigay, va onorato: allora il ministero dell’Economia si inventa il tweet con due numeri a casaccio. Lo Giudice l’ha detto, non sia mai che anche questa si dimostri l’ennesima bugia, tipo quella che il ddl Cirinnà non legittima l’utero in affitto, quando anche i sassi sanno che proprio Lo Giudice ha usato l’utero in affitto e aspetta l’approvazione del ddl Cirinnà per andare all’anagrafe e dichiarare un altro falso e cioè che un bambino ha due papà, cosa che il ddl Cirinnà ove approvato renderebbe possibile grazie all’articolo 5 del provvedimento, quello scritto in burocratese, l’unico articolo della legge che non ha un titolo intelleggibile agli umani. Guardacaso. Tutte storie di istituzioni disonorate e prese in giro, di procedure parlamentari farlocche e di regolamenti non rispettati, di bugie e tweet forzati. Tutto per compiacere una lobby. Ma i fatti hanno la testa dura: il ddl Cirinnà è rimandato ad ottobre. Buone vacanze anche agli imbroglioni.

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  17. Premessa: nell’usare il termine Matrimonio mi riferisco all’unico significato che io riconosco al temine stesso, cioè l’istituto giuridico normate dalla Legge Italia, dalla Costituzione, dal Codice Civile e Regolamenti vari. Qualsiasi riferimento all’istituto proprio della Chiesa Cattolica e del Diritto Canonico e puramente casuale, non voluto e assolutamente fuorviante.
    Questo articolo, propone una definizione di Matrimonio (“unione di due persone che si amano”) chiaramente, e probabilmente volutamente, imprecisa, fuorviante, assurda e incompleta. Ovviamente lo Stato non può e non deve legiferare su “l’amore fra persone”, su questo siamo tutti d’accordo.
    Propone poi un’altra definizione (“il matrimonio è un’unione comprensiva con un legame speciale con i figli”) che è artefatta per fare da pilastro alla successiva trattazione. In effetti tale definizione viene presa come un assioma, rendendo tutta la trattazione successiva assolutamente pleonastica.
    Secondo questa idea, allora il Matrimonio dovrebbe essere l’unico “modo” per arrivare ad avere figli, ergo un figlio fuori dal matrimonio dovrebbe essere “illegale”.
    Invece oggi il Matrimonio non ha niente a che fare con i figli, nel senso che un figlio ha nella pratica tutti gli stessi identici riconoscimenti, che sia figlio di genitori sposati, non-sposati conviventi, non-sposati e non conviventi, divorziati. Non è una mia idea personale, nè una teoria, è un dato di fatto (che personalmente vivo nel mio quotidiano).
    L’articolo tratta solo e solamente l’aspetto “amore” e “figli”, ma nessuno dei due può essere (l’unico) argomento nella definizione di Matrimonio.
    L’istituto del Matrimonio norma e regola tutta una seria di cose, che sono (a mio parere) applicabili a “due persone”, non certo solo ad “un uomo e una donna”.
    Capisco l’intento educativo del mantenere vivo un ultimo baluardo che faccia sembrare la “famiglia tradizionale” (intesa come uomo e donna seriamente impegnati l’uno verso l’altro e verso i figli per l’intera vita) come la giusta via rispetto alla totale de-responsabilizzazione propria della società moderna, ma se la dilagante de-responsabilizzazione (anche e sopratutto delle coppie “tradizionali”) è realtà, allora questa battaglia sembra spinta più dal “odio” verso qualcosa o qualcuno che non dalla difesa di qualcosa che non è sotto attacco da quello contro qui lottate.
    Buona giornata.

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    • Hai ragione quasi su tutto, caro Eirikur, posta la tua definizione di matrimonio (che non è ancora, se io ho ben capito, quella contemplata dalla costituzione italiana di oggi 24/07/2015, né dal suo codice civile, né dal “rito” del matrimonio civile quale è celebrato tuttora e che è ben chiaro nel ricordare le responsabilità verso i figli).

      Penso che sia normale che uno stato protegga gli interessi dei più deboli tra i suoi cittadini, tra i quali si annoverano coloro che sono nati fuori da quell’istituzione destinata a proteggerli per sua propria natura che è il matrimonio: è quindi cosa buona che abbia così legiferato in Italia rispetto ai figli illegittimi che già hanno tanto da soffrire come l’assenza di un padre che assieme alla madre li ami, li educhi, li integri in una comunità dei fratelli e delle sorelle per tutta la vita, li integri nella società.

      Però questo è e rimane un male minore, non qualcosa di desiderabile per tutti: desiderabile è che tutti siano oggettivamente, e non solo legalmente, figli e membri di una famiglia che funzioni e a questo deve puntare uno Stato “normale”: avere un massimo di famiglie vere che funzionino.

      Abolire la relazione tra matrimonio e figliolanza da punto di vista legale rinviene a trattare tutti i figli nati nel quadro di un male minore e non nel quadro del bene maggiore per essi stessi e per la società.

      Questo peggioramento della nozione familiare legale sarebbe quindi un continuare dell’impoverirsi della situazione sociale anche in Italia e questo non può essere visto in modo neutro da chi ha a cuore il bene comune di tutti gli italiani.

      È quindi normale, direi, a prescindere da ogni considerazione religiosa, voler il bene del proprio Paese e della società nella quale si vive e quindi lottare contro il degrado legale della nozione di matrimonio.

      In Pace

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    • Mi scusi, perché la definizione secondo la quale il matrimonio trova la sua giustificazione e spiegazione nell’intento di generare figli sarebbe artefatta? Il riferimento ai figli è già presente nella parola stessa (matrimonium=mater+munus) che parla di madre. In effetti la generazione di figli è cosa talmente importante da meritare pienamente l’attenzione dello stato che proprio con il matrimonio riconosce pubblicamente, promuove e sostiene l’unico legame capace di generare, cioè la relazione sessuale. Quali altri sarebbero, secondo lei, i motivi che giustificano e spiegano l’esistenza dell’istituto matrimoniale? Sarei davvero curioso di saperlo.

      Il matrimonio è un istituto volto a stabilizzare un’unione la cui solidità va a tutto vantaggio dei figli. Il fatto che molte persone oggi preferiscano non stabilizzare la propria unione con il matrimonio non significa affatto che i figli non ricevano alcun vantaggio dal matrimonio. Un conto è dire che tutti i figli, che siano di genitori sposati, non-sposati conviventi, non-sposati e non conviventi, tutti comunque hanno gli stessi diritti di fronte alla legge. Assolutamente falso, invece, dire che il matrimonio non abbia un effetto stabilizzatore (anche se oggi vanificato dalla possibilità del divorzio) e quindi un effetto positivo sui figli.

      Qua nessuno vuole difendere la “famiglia tradizionale”, qua si cerca di lottare con tutte le nostre forze affinchè la marea montante dell’irrazionalità non travolga la famiglia naturale, che è l’unica relazione umana, tra le tante possibili, capace di generare.

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      • E in effetti “famiglia tradizionale” è gergo contemporaneo utilizzato proprio per bandire dalla disputa il nome vero della nozione che è famiglia “naturale” intesa come essenza e creare ancora più confusione. cfr. Articolo seguente di vianegativa dedicato alla natura.

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    • Ritengo interessante commentare la premessa di questo intervento: la forma mentis sottintesa è indicativa del clima culturale in cui ci troviamo a operare.
      Unico significato del termine (in realtà dell’istituzione) matrimonio sarebbe la legislazione italiana.
      Ora, l’argomento ad hominem potrebbe essere che Simon è svizzero e quindi presumibilmente poco gliene cale, l’autore dell’articolo è verosimilmente statunitense, Claudio, se ben ricordo, vive all’estero e noi tutti aspiriamo a raggiungerlo. E sposare una/o splendida/o brasiliana/o in quel di Ipanema.
      Passiamo ora ad argomenti seri. Cosa è sottinteso a quella premessa? Unica norma “relativamente” universale o comunque valida sarebbe quella posta dal legislatore, il quale, tuttavia, opera in una particolare e determinata circostanza storica ed istituisce, pertanto, una norma che ha precisi confini spazio temporali di validità. La Costituzione, ricordiamocelo, è in vigore dal 1948 ed il nuovo diritto di famiglia risale ai primi anni ’80, se ben ricordo.
      Ciò che è normato ha valore, in altri termini, ma, essendo la norma giuridica contingente, si può ipotizzare che norma diversa istituisca diverso valore. Queste sono, logicamente, le conseguenze della premessa. Tutto il resto, ciò che non è istituito dalla norma giuridica, suppongo, va lasciato all’arbitrio soggettivo. Alludo all’etica e più generalmente alla riflessione filosofica.
      Abbiamo qui una combinazione di piatto positivismo giuridico e relativismo.
      Coincide con quanto emergeva in altro post: il fondamento si pretendeva fosse la Costituzione che non si fonda su nulla = è il fondamento!!!
      In realtà l’articolo proponeva un esame quasi in stile fenomenologico (variazione eidetica) sull’essenza del matrimonio che, al netto di romanticherie vecchie e nuove, è una istituzione (e, in quanto istituzione, tipica della specie umana) che ha storicamente innumerevoli varianti ma sempre un solo scopo: assicurare il perpetuarsi della specie in un contesto di coesione sociale (eh sì, su Totem e tabù il vecchio Sigmund aveva toppato, dicono gli etnologi). Questa è l’evidenza. La specie umana si dà delle norme al fine di realizzare al meglio determinati obiettivi. Altre specie no. In base all’obiettivo si determina l’essenza di ciò che la norma istituisce.
      Restano da vedere alcune cosette: perché la specie umana si dà norme?
      Esiste una norma che realizza lo scopo più o meglio delle altre?
      “Dal dì che nozze, tribunali ed are…” dice il poeta (vedi anche Vico).

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  18. IMPORTANTISSIMO e nessun media italiano ne ha dato informazione (che io sappia):

    IL CONSIGLIO DEI DIRITTI DELL’UOMO DELL’ONU HA ADOTTATO LUGLIO 3, 2015 UNA DICHIARAZIONE PER LA PROTEZIONE DELLA FAMIGLIA (A/HRC/29/L.25) DOVE SI RICONOSCE A QUESTA IL RUOLO DI PRIMO CONTRIBUTORE PER LA REALIZZAZIONE DEL DIRITTO A UN LIVELLO DI VITA SUFFICIENTE PER I SUOI MEMEBRI ED IN PARTICOLARE I SUOI BAMBINI.

    Vi è riaffermato che la famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società , il ruolo primario di nutrire ed educare i suoi discendenti (sì, discendenti), di scegliere il tipo di educazione e di preservare la propria identità culturale.

    Importante da sottolineare in quanto conferma le nostre risposte al gentile EIrikur.qui sopra.

    In Pace

    http://www.aleteia.org/fr/international/article/protection-de-la-famille-lonu-adopte-un-texte-historique-5909544509112320

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  19. “SPOSI PER SEMPRE” : la vera risposta per i separati che intendono seriamente vivere nelle orme di Cristo:
    http://lanuovabq.it/it/articoli-sposi-per-sempre-anche-dopo-la-separazione-13372.htm
    In Pace

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    • Caro Simon, quelle sono scelte per uomini e donne vere, non per i quaquaraquà di oggi. Sono pochi oggi quelli che hanno il coraggio di assumersi l’impegno della parola data. Una volta, nel medio evo, la parola data valeva più di qualunque garanzia, chi aveva a cuore il proprio onore non l’avrebbe mai tradita. Oggi non se ne frega niente (quasi) nessuno del proprio onore, (quasi) tutti pensano solo al proprio godimento.

      Comunque sono segnali e testimonianze grandiose. Grazie a questi eroi.

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