Tuo padre è uno stupratore e tua madre è minorenne? La colpa è tua e devi morire ( In difesa del Cardinal Re).

cardinale-re-300x182

 

Al kompagno Alessandro ‘Polololo”De Luisi, il Giuseppe Bottazzi del 21esimo secolo.

Sto fatto che io, da ormai 5-6 anni, sia ritornato cattolico, certamente non esemplare ma perlomeno convinto e anche abbastanza ‘vocale’, è stato visto e vissuto dal 95% dei miei amici storici come una specie di tradimento personale, che ognuno ha cercato di razionalizzare a suo modo.

Chi pensa che si tratti di uno scherzo; mi è stato chiesto recentemente” maa…seriamente dai; lo dici così, come quando io dico che mi piacciono gli 883 per fare il diverso? Tipo per provocare?”

Chi pensa che si tratti di un’astuta mossa carrieristica, ignorando che gran parte dei dipartimenti ‘laici di scienze umane del globo terracqueo sono composti da liberal all’ultimo stadio, in cui se amoreggi con un canguro, rigorosamente del tuo stesso sesso, e lotti affinché la vostra unione sia riconosciuta con tutti i diritti del caso sostengono la tua legittima battaglia, ma se vai a Messa la domenica pensano che sei uno dell’ISIS, anzi pure peggio perché’ l’Isis è Terzo Mondo e Terzo Mondo è se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato.

Chi pensa che si tratti di un effetto collaterale dei miei eccessi giovanili e- o che mi sia dato all’oppio dei popoli per sparagnare soldi e stigma sociale e al tempo stesso continuare la lotta contro i miei neuroni di cui sopra.

Chi pensa che mi sia solo venuta una gran paura di morire e che vigliaccamente stia cercando scappatoie misticheggianti.

Chi pensa che voglia trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha.

Chi pensa che sia la vittima ingenua di un lavaggio del cervello operato da qualche prelato senza scrupoli per il suo meschino tornaconto.

Chi vabbè, Gesù era un ribbbbellle perseguitato dalla società, quindi ok, ma se permetti Haile’ Selassie era molto meglio e la Chiesa è Babylon.

Insomma, un coro polifonico che canta la stessa canzone; la Kiesa fa schifo, il kattolicesimo puzza, e tu sei una pedina, forse inconsapevole forse connivente, di una delle più grandi associazioni a delinquere della storia dell’uomo.

Mo’, vabbè, non è che voglio fare il perseguitato, che ha abbandonato gli affetti più cari per seguire il Cristo; in primis ste cose le fanno i giganti della fede ed io spiritualmente sono un nano (da giardino), in secundis nonostante le divergenze ci si vuol tanto bene, io e la varia umanità che compone il mio parco amici. Varia umanità che \ di Chiesa e cattolicesimo ne sa poco, a volte niente, in molti casi non gliene frega nulla ma comunque è contro, a prescindere. E spesso sottopone alla mia attenzione, per mettermi di fronte alle insanabili&crudeli contraddizioni del mio credo, grandi esempi di giornalismo come questo .

Che distorce una storia già di per se orribile avvenuta qui in Brasile nel 2009; una bambina di nove anni , in seguito alle violenze subite dal patrigno, era rimasta incinta ed è stata fatta abortire su ordine del tribunale (in Brasile l’aborto è ammesso solo in caso di stupro o di pericolo di vita per la madre); orrenda vicenda cui è seguita, come da diritto canonico, la scomunica per i medici , e non per la madre e la bambina come riferisce quel cagnaccio dell’autore di questo pezzo. Cagnaccio tre volte; primo perché’ ha palesemente falsificato una storia di per se già tragicissima, per sfruttare l’onda emotiva e scrivere questa scorreggina di papello. Secondo, perché’ palesemente di Chiesa e scomuniche ne sa quanto io di Fisica quantistica, ovvero poco, oppure è in malafede in quanto la scomunica è prevista solo in casi eccezionali (ricordati qui ) e questo non significa che su altri peccati (specialmente su un peccato odiosissimo come l’abuso di minore) si abbia un giudizio tenero o che lo si consideri una ragazzata ; se proprio hai deciso che la Chiesa è il male e tu sei la cura, o solerte scribacchino, non potresti fare i compiti a casa e premurarti perlomeno di conoscere il tuo nemico?

Terzo, non pago di essere riuscito a scrivere dieci minchiate in due frasi, questo futuro vincitore del premio Pulitzer ha anche colto l’occasione di lanciare i suoi strali d’indignazione a cottimo contro il Cardinale Re, il quale interrogato sul tema ricordò che lo stupro di minore è gravissimo, ovviamente, ma l’aborto è ancor più grave. Frase che per quanto estrapolata dal contesto per essere data in pasto agli indignati un tot al grammo, è condivisibile; fermo restando che lo stupro di un minore è un peccato orribile, odioso e tremendo, a una tragedia non si risponde con un’altra tragedia.

Lo stupro di un minore è gravissimo, l’aborto, qua l’omicidio è GRAVERRIMO, in quanto ha conseguenze fatali e irreversibili.

Ole’, ; “nazista-fanatico-misogino-se-la-tua-donna-fosse-stuprata-rimanendo-incinta-e decidesse-di-abortire-perché-non-sopporta-l’idea-che-quella-vita-che-sta-per-nascere-è frutto-di-dolore-e-violenza -che faresti la chiameresti assassina e-la-condanneresti- all’inferno????”

La Chiesa non ‘condanna all’inferno’ nessuno (sul destino delle anime l’ultima parola spetta solo e soltanto a Dio), al massimo ha il compito di dirti come non finirci, all’Inferno; e ammazzare un ‘essere umano nel grembo della madre come hanno fatto quei medici è un ottimo modo per andarci. La scomunica serve appunto a questo; a ricordare che l’aborto è un peccato particolarmente grave. Come scrisse a riguardo San Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae, “con tale reiterata sanzione, la Chiesa addita questo delitto come uno dei più gravi e pericolosi, spingendo così chi lo commette a ritrovare sollecitamente la strada della conversione. Nella Chiesa, infatti, la pena della scomunica è finalizzata a rendere pienamente consapevoli della gravità di un certo peccato e a favorire quindi un’adeguata conversione e penitenza” (EV 62).

Il che significa c’è un serio processo di pentimento da parte dello scomunicato, la scomunica può essere e viene rimessa; non è una condanna a morte, a differenza dell’aborto. Lo stupro è orribile, nessuno si permette di giudicare le sofferenze di una donna che abortisce per cui anzi San Giovanni Paolo II , sempre nell’Evangelium Vitae, mostra una carità vera, e non il buonismo deresponsabilizzante e peloso che ‘il mondo offre in questi casi ;

“Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto.
La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s’è trattato d’una decisione sofferta, forse drammatica.
Probabilmente la ferita nel vostro animo non si è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto.
Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione.
Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino” (EV 99).

e che per quanto possa stare male ‘la donna che non sopporta l’idea che quella vita che sta per nascere è frutto di dolore e violenza’, sicuro il feto abortito sta peggio, perché’ viene ammazzato. E per quanto ce la vogliamo raccontare, lo ripeto, ad una tragedia come quella della bambina non si risponde con un’altra tragedia , ovvero ammazzare due esseri umani, che non hanno colpa di essere figli di uno schifoso stupratore.

E con tutta la comprensione possibile ed immaginabile per le vittime di stupro, ciò non toglie che l’aborto sia un omicidio, legalizzato e soprattutto banalizzato -normalizzato ; se qualsiasi persona non totalmente fuori di testa considera, e giustamente, lo stupro e l’omicidio come dei gravissimi crimini, condannati tanto dalla Chiesa quanto dalla giustizia secolare, l’aborto in Italia è legale, ci si fanno diecimila assurdi distinguo, nella sola Italia se ne commettono 130000 ogni anno ( senza contare quelli clandestini) e chi ci si oppone, o semplicemente lo chiama col suo nome, ovvero omicidio, viene considerato un fanatico pazzoide alla stregua dei Mutawwi, la polizia religiosa saudita che lasciò morire 15 ragazzine in un incendio perché’ non erano vestite come sharia comanda. L’unico caso in cui l’aborto poteva essere “consentito” , previsto dalla Chiesa, è come effetto secondario e indiretto di cure necessarie in caso di pericolo per la vita della bambina. Se tale pericolo non sussiste( e in questo caso evidentemente non sussisteva) l’aborto diretto e procurato quello è e quello rimane; omicidio. E’ come tale va chiamato. Forse uno dei motivi per cui dopo secoli sono ritornato in Chiesa; è l’unico posto dove ancora le cose vengono chiamate col loro nome.

Claudio Salvatore.

Annunci


Categorie:Sproloqui

77 replies

  1. Giustissima, sacrosanta riflessione. E’ vero, nella chiesa cattolica non si rinuncia a dire la verità. E proprio questo è uno dei segni dell’origine divina della nostra chiesa. Non solo sull’aborto, ma anche sul matrimonio, sull’eutanasia e, più in generale sulla natura dell’uomo, sulla sua dignità e sul suo essere radicalmente diverso e superiore a qualsiasi altro essere vivente terrestre: su tutto questo la chiesa e solo la chiesa cattolica dice la verità.

    Mi piace

    • Solo la Chiesa cattolica dice la verità.
      verissimo e forse è per questo che questo mondo , che è in mano ricordiamoci al Principe di questo mondo, odia e vuol rovinare la Chiesa cattolica come il suo peggior nemico.
      Il Nemico vuole inanzitutto che la Chiesa cattolica smetta di dire la verità sulla vita e sulla morte, che si adegui al pensiero unico dominante. La Chiesa cattolica è una spina nel fianco con la sua assurda pretesa di “dire la verità”
      perchè questo mondo, come Pilato, dice sarcastico: Che cosa è la verità?

      Mi piace

      • Non credo Pilato sia da leggere “sarcastico”, Giacomo. Io lo vedo piuttosto, analogamente al giovane ricco, come un uomo davvero e onestamente incuriosito dalla proposta che ha davanti, ma in fin dei conti troppo impaurito dal dover stravolgere la propria vita nel caso in cui Gesù dicesse il vero e dal dover “dare spiegazioni” a un popolo lievemente accanito: di qui il lavaggio delle mani.

        Mi piace

  2. Io faccio parte del 5% del parco-amici che non ha vissuto come tradimento il ritorno al cattolicesimo, vero?

    Liked by 4 people

    • Ciao Alessandra 🙂

      Nel senso che:
      – sei cattolica convinta anche tu (oltre che amica) ?
      – sei cristiana ‘generica’ , anche se non troppo convinta, però comprendi il claudio in quanto vera amica?
      – altro?

      Ficcare il naso è segno del mio benvenuto 😉

      Mi piace

      • Salve! Si, anch’io mi sono avvicinata al cattolicesimo più o meno nello stesso periodo di Claudio – non ci siamo condizionati a vicenda, però: ognuno per la sua strada, anche perché ci frequentiamo molto poco. Non mi riferivo tanto a questo però: più che altro non mi stupisce che una una persona come lui, molto incline a non fermarsi alla superifice delle cose ma a formarsi un giudizio autonomo e originale su ogni argomento di suo interesse, sia riuscito brillantemente a superare le sirti del generico razionalismo in cui ci eravamo impegolati da ragazzi – una sorta di posizione di comodo, almeno per quanto mi riguarda, che permetteva di evitare di interrogarsi seriamente su certi temi, con la facile scusa (ribadisco per quanto mi riguarda) che la ragione impedisce di credere nelle verità rivelate, che l’Essere Supremo è inconoscibile e simili amenità. Buona serata!

        Liked by 3 people

        • Grazie della risposta e dell’esperienza riportata.
          Quell’impegolamento di cui parli è un vero….impegolamento. Che investe tutti. Ho all’incirca una decina d’anni più di voi (presumendo che tu sia una coetanea di claudio) e ho notato che dopo il mio ri-convertimento (nel mio caso più simile ad una gioiosa ‘maturazione’ che ad una ‘sconvolgente-drammatica’ conversione, ma poi in realtà la conversione, quella di tutti, quello è cioè una ‘continua conversione’ e avvicinamento alla verità, lavoro dinamico) -dicevo: ho notato che dopo lo sbocciare apertamente del mio ri-convertimento in senso cattolico perfino gli stessi cattolici praticanti-osservanti sembrano farsi (su di me) quelle ipotesi esilaranti elencate da Claudio – ovviamente su di me faranno ipotesi relative alle mie vicende personali, ma fatto sta che persone-amiche pur frequentanti la chiesa, a fronte di qualche mio (breve) discorso sulla fede sembrano …interdette. Sembrano dirmi, con le parole oppure con i silenzi: “sì ok tutti veniamo a Messa e più di te sicuramente veniamo ai Rosari e a differenza tua che sei una molle mozzarella andiamo anche a sudare sotto il sole alle processioni…. MA TU VUOI DIRE CHE VERAMENTE TU CI CREDI??! Guarda che non funziona così”
          Per me questo, senza giudicare nessuno (ma anzi sentendomi responsabile nel comunicare un messaggio gioioso a chi è triste) , è quell’impegolamento di falso razionalismo che hai evidenziato e che copre tutto e tutti (anche i credenti) come un velo di muffa.

          Liked by 1 persona

          • A scanso di equivoci (che potrebbero verificarsi leggendo il mio post)…. Io NON sono contraria alle espressioni più popolari e tradizionali della fede. Anzi. E anzi posso riportare esempi di fede autentica (e sicuramente più vissuta della mia) soprattutto di persone anziane che si esprimono socialmente con quelle modalità. Questa fede autentica io la riconosco così: se parlo di fede a queste (alcune) persone anziane reagiscono con faccia beata, felice, mi vogliono baciare e tutti i loro gesti e discorsi mi dicono “finalmente hai capito, siamo contenti”. Non gli interessano i dettagli, non gli interessa il come, non interessa il perché e non interessa se fai parte del ‘gruppo’ da sempre o da ieri: loro sono contenti. Quando io avverto il non-giudizio, quando avverto l’atteggiamento accogliente io percepisco la Fede. Da quelle persone quindi cerco di prendere esempio in fatto di fede praticata.

            (Tra l’altro qualche giorno fa scrivevo ad un’amica: se un intellettualoide new age dice che ha lo Spirito Guida Sioux quello è chic, mentre se una vecchietta cattolica ha il Santo Guida quello è superstizione?)

            Liked by 1 persona

  3. Devo correggere, purtroppo.

    Giustissima, sacrosanta riflessione. E’ vero, nella chiesa cattolica a volte non si rinuncia a dire la verità. E proprio questo è uno dei segni dell’origine divina della nostra chiesa. Non solo sull’aborto, ma anche sul matrimonio, sull’eutanasia e, più in generale sulla natura dell’uomo, sulla sua dignità e sul suo essere radicalmente diverso e superiore a qualsiasi altro essere vivente terrestre: su tutto questo la chiesa e solo la chiesa cattolica a volte, non sempre, dice la verità.

    Ecco un esempio in cui la chiesa cattolica ha preferito tacere la verità ed inginocchiarsi al pensiero dominante:

    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2015/06/come-ti-licenzio-il-prof-il-caso-nadali/#more-131380

    Purtroppo non tutti hanno il coraggio di dire la verità.

    Mi piace

    • Attento Fra’ …
      La Chiesa SEMPRE e da sempre annuncia la Verità!

      Poi se taluni esponenti anche di spicco (e dico se), talvolta non hanno annunciato o detto la verità NON può portare a dire che la Chiesa talvolta la “dica” e talvolta no…

      Diversamente la Chiesa non è più portatrice di Verità o né più né meno di chiunque altro…

      Liked by 3 people

      • Come mi fu detto a suo tempo su questo blog: definisci ‘chiesa’.
        (invito che ora rivolgo a Frac-Giancarlo)

        Mi piace

      • Naturalmente hai ragione bariom, fino ad un certo punto. Tuttavia la chiesa è organizzata gerarchicamente, grazie a Dio. Questo dovrebbe impedire il propagarsi di errori e di ingiustizie. Nel caso che ho portato qualcuno avrebbe dovuto intervenire per difendere e riabilitare il prof. Nadali. Invece è stato duramente ed ingiustamente bacchettato dal cardinale Scola, senza che nessuno abbia in seguito corretto il tiro. E’ vero che ha sbagliato il cardinale Scola, ma è vero pure che la chiesa nel suo insieme non ha corretto l’errore omettendo di dare voce alla verità.

        La chiesa, purtroppo, sbaglia, non solo attraverso i suoi ministri, ma anche come istituzione. Come disse il mio amatissimo BXVI, spesso la chiesa è una barca che fa acqua da tutte le parti.

        Mi piace

  4. Carissimo Claudio,
    magnifico testo il tuo e potente interpellazione!
    Il relativismo assassina.
    In Pace

    Liked by 2 people

  5. Il discorso non ha senso. Tutti gli abortiti, per dire, secondo te, sono stati abortiti perché Dio non aveva previsto che fosse meglio per loro venire uccisi?
    La vostra volontà di Dio è sempre limitante.
    Quando ad esempio si prevede la pena di morte oltretutto, che senso fà? Eppure è concesso in determinati casi.
    Io ho sempre sostenuto che in caso di pericolo di vita della madre , SEMPRE, e nel caso di strupro, entro i 40 giorni, si possa abortire.

    Se uno deve reintepretare gli avvenimenti ed i propri peccati, beh, anche nascere in luoghi malsani è da intepretare, ed è ben peggio che aver ucciso una persona, per quanto riguarda l’intepretazione, per il fatto che si è completamente passivi rispetto la situazione.

    Prendiamo il caso della famiglia. Giustamente , se si dovesse dar valore alla famiglia per come i cattolicisti la intendono oggi, seminari e istituti vari non avrebbero senso.

    Nell’antichità il penitente era posto nella situazione di scomunica, tecnicamente. Dov’è la stranezza? Ma più che altro dove sono andati a finire i penitenti…

    Se ad una tragedia non si rispondesse con una tragedia, l’inferno, ma non ptetendo che si accolga questo.Non esisterebbe ed ugualmente non potrebbe esistere semplicemente il dolore.
    Il vostro attegiamento è anti-vitale ed un po’ troppo buonista, dimentico del Dio di Israele che ha da sempre e giustamente comandato stermini.
    Cristo stesso dichiara beati quello che vengono perseguitati? Non scorgete allora l’ipocrisia nel dire che ” eh beh Dio mi onora e mi accompagna nella tribolazione e mi rende forte da debole” , l’ipocrisia di chi sà che è necessaria la presenza dello scandalo?
    Non che il Signore abbia torto, non sia mai, è secondo me la vostra intepretazione erronea.
    Da che mondo è mondo siamo soldati, e chi combatte versa sangue.
    Chi prega per il nemico accumula pietre sul suo capo, nel caso che questi ovviamente non voglia convertirsi e quindi la preghiera ha DUE CONSEGUENZE : o uccide o salva.

    Come se l’Amore non fosse dare pizze, quando servono. Come se l’Amore non fosse, alle volte, uccidere.

    Smettela di fare i frogi.

    Mi piace

  6. Quando si parla di tasse , non si può parlare che la Chiesa è la Chiesa e quindi shhhh

    Quando si parla di famiglia, non si può parlare sugli istituti religiosi e quindi shhhhh

    Quando si parla di uccidere, bisogna chiudere la sacra Bibbia e quindi shhhh

    Quando si parla di MALE, bisogna immaginarselo come “permesso da da Dio per un bene più grande” e dunque shshhhh

    Quando si parla di Fede bisogna prima di tutto buttare nel cesso I CANONI, e dunque shshhhshh

    Uccidere è possibilissimo ed anche doveroso alle volte, lo sappiamo tutti.
    Ma soprattutto se volete lo stato confessionale ( che è l’unica possibilità statuale, e diftti lo stato vigente è uno stato idolatrico giacché non esistono stati irreligiosi, come ben sappiamo che i dominatori del mondo hanno i loro culti abominevoli ), siete pregati di fare insorgenza civile contro la mostruosità vigente.
    AH NO!
    Dunque perché parlate?

    Fermo restando che il sottoscritto in caso di stupro, entro i 40 giorni, è favorevole all’aborto come, sempre, nel caso di pericolo per la madre.

    Mi piace

    • E’ un parere personale ( stupro assieme ad incesto chiaramente ), ma già ammettere l’eccezione del pericolo di vita è incongruo, si prenda il caso di quella moglie/ragazza pseudo santificata per aver voluto dare comunque alla luce un figlio/a riifiutando le cure e dunque morta, tale eccezione esistendo NON AUMENTA “il merito” come usate dire sempre quando usate parlare di santi, anzi lo diminuisce.
      Pensateci…

      Mi piace

  7. Tralascio la parte seria e dolorosa del post (sulla quale concordo con claudio e che in parte si ricollega anche ad un discorso che avevo accennato qualche giorno fa con bariom…in cui mi chiedevo se è possibile, in qualche modo e secondo la nostra teologia, ‘caricarsi’ del peccato di altri tramite il compimento di un peccato ancora più grave….)

    Due osservazioni importantissime sulla prima parte:

    1) a me piacciono DAVVERO gli 883.
    😀 Anche Max Pezzali dopo scioglimento del gruppo.
    2) anche tu dici “sparagnare”?? Anche in dialetto veneto si dice così, tagliando la e finale.

    Liked by 1 persona

    • Significa che ti piacciono gli 883? 😀
      (Ho ricevuto Like di Giancarlo)

      Mi piace

      • Risposta: No, non è possibile

        Mi piace

        • Calma Daouda, per qualche motivo a me ignoto sei in moderazione perenne. comunque, posso chiederti di usare uno stile meno esoterico? sembri eraclito e a volte non si capisce una mazza di quel che dici. ed io sono un filosofo analitico, se vedo uno che fa di tutto per NON farsi capire, penso che o in realta’ non abbia da dire niente, o che mi stia prendendo allegramente per il culo. detto cio’ estraiamo alcuni argomenti che mi pare di aver colto;
          1) famiglia : i consacrati sono ‘famiglia’; non per niente parliamo di padre e madre in senso spirituale, e tra di loro si chiamano fratelli. ‘chi e’ mia madre e chi sono i miei fratelli? etc.

          2) non voglio uno stato confessionale, ma uno stato che faccia lo stato,assolva la sua funzione (lo stato e’ mezzo, non e’ fine per noi) ovvero difenda i piu’ deboli , tipo bambini nel grembo della madre o i malati, invece di accopparli. Sai, la legge naturale che precede lo stato e tutta quella roba la.

          3) Cosa non comprendi della differenza tra aborto diretto e voluto rispetto alla morte del feto come effetto (non voluto) delle cure ricevute dalla madre? e ‘ salvare la propria vita e’ umano e non condannabile, sacrificarla per dare la vita ad un altro e’ da santi; l’autosacrificio per salvare una vita e’ un gesto ‘super-erogatorio’ che non si puo’ richiedere a tutti (cosi’ come, chesso’, il celibato) ma che e’ comunque lodevole e lodato;

          4) e perche’ per stupro e nei primi tre mesi il feto non e’ un essere umano e dopo 3 mesi lo diventa? per legge? per magia?

          Liked by 2 people

          • Bah…non si capisce una mazza perché ho un disordine mentale a quanto pare. Il problema è che io scrivo tanto per…è mai servito a qualcosa?

            1) No no sono famiglia perché i cattolici da qualche tempo a questa parte rompono con la sbobba che si debba avere solo madre e padre.

            2) Uno stato come lo descrivi tu non esiste né mai esisterà. Poi vi lamentare perché siamo diventati tutti frogi? Co queste premesse!
            L’unico modo per avere piena attuazione della legge naturale è il Dio cristiano dunque già con uno stato confessionale non cristiano non avrai mai il rispetto totale della legge naturale, ma dovrai sempre combattere al riguardo.
            Figurati con uno stato “ateo” laicamente rispettoso ( dicono ), cosa falsa perché non esistono stati irreligiosi, non è perché lasciano il volgo privo di religione, e fanno di tutto affinché così sia, quelli che poi lo stato dirigono non si vadano a fare il loro bel rituale demoniaco.
            Libero di non crederci eh.

            3) Mhhhh…lasciare un marito solo ( però contento di aver sposato una santa probabilmente! ) e un figlio/a solo è meglio che farne, chessò, altri 4 quando si è guariti?
            Sono scelte , appunto, io mi indigno soltanto perché il cattolicesimo è un mondo di senzazionalisti. Inoltre morire per dar la vita a qualcuno…non credo sinceramente che ciò possa sempre garantire il paradiso, è da ingenui crederlo, perquanto se qualcuno lo facesse per me lo ringrazierei volentieri…

            4) 40 giorni, come gli antichi usavano. E’ un limite abbastanza rinomato.

            Mi piace

            • p.s. ah sì molti hanno scelto il celibato, tant’è che a Roma ogni strada c’era na Chiesa ( AO MA MICA PE DEVOZIONE, SOLO PE PRESTIGIO E POTERE ) e ogni casa una mignotta. A Roma.
              Anche i masochisti d’altronde si autosacrificano eh…comunque non che ce l’abbia col celibato, per quanto i canoni vietano ( mica sono stati aboliti ) di ordinare sacerdoti persone celibi prima di 40 anni.

              saluti

              Mi piace

            • Perche’ io ti sembro una persona sana di mente? 🙂

              1) ‘rompiamo’ sul fatto abbastanza pacifico fino a qualche tempo fa che un bambino debba avere un padre e una madre, e non due padri che se lo comprano affittando l’utero di una poveraccia, tipo si tratti di una pizza.

              2) in questa terra di lacrime bisognera’ sempre combattere, la vita e’ milizia e sosta in terra straniera diceva quel tale, altro che frogi. e lo stato perfetto-la forma non esistera’ mai; queste sono robe da comunisti, noi cattolici non siamo cosi’ romantici.Ma ci sono criteri obbiettivi per distinguere e preferire una forma di governo rispetto ad un’altra; e per dire, chesso’, che forme di governo quali la democrazia siano un pochino meglio per portare avanti certe battaglie ( e magari vincerle) rispetto a, che ne so, la Germania nazista. Niente esaltazione dei ‘valori democratici a prescindere’, per quanto mi riguarda solo realpolitik e razionalita’ pratica.

              3) sono appunto questioni difficili.Ma in linea di massima, quello che farete a questi piccoli lo farete a me. se ci credi, sacrificandoti per loro ti sei sacrificato per Lui, credo che te ne sara’ abbastanza grato.

              4) ma, la saggezza degli antichi a me m’e sempre parsa na strunzata. Con la conoscenza scientifica che abbiamo adesso ( e che Tommaso non aveva) non se ne esce; la vita inizia dal concepimento, con tutte le conseguenze morali del caso.

              boh, per me il celibato sarebbe improponibile, ma c’e’ gente che se lo vive bene e con coerenza. probabilmente qualcuno anche a Roma.

              Liked by 1 persona

            • Interessante MIchele, grazie per la segnalazione.

              1) Non c’entra nulla quel che è meglio. C’entra che te vuoi definire cosa debba fare lo stato non cristiano perché ti senti bello quando tu, da cristiano, hai delle ovvie realtà come gli istituti religiosi che sono di stampo alla pacs.
              E’ un attegiamento da ipocriti, tipico di chi vuole tenere il piede in due staffe.

              2 ) Senti ma dobbiamo parlare delle cose trite e ritrite? La tua interpretazione tendenziosa già l’hai data, che vuoi da me? Per quanto riguarda la guerra amico mio, in difesa dei cristiani dovremmo, come minimo , presentarci in forze per impedire certe nefandezze e se non bastasse, estinguerle, in tutto il globo.

              “Se il popolo romano non avesse ottenuto l’impero ‘de jure’, ma in forma usurpatoria, il peccato di Adamo non sarebbe stato punito in Cristo, e tutti continueremmo ad essere nell’ira di Dio. Ma questo è falso, così come testimonia l’apostolo Paolo agli Efesini; in forza di ciò bisogna consentire che l’Impero Romano abbia avuto riconoscimento divino. C’è infatti da sapere che, secondo giustizia, la punizione non consiste nella semplice pena inflitta al reo, ma nella pena irrogata da chi legittimamente detiene il potere di punire; ne consegue che se la pena non viene inflitta dal giudice naturale, la punizione è illegale e, pertanto, ingiusta. In tale circostanza si deve convenire che Tiberio Cesare, nella persona di Ponzio Pilato suo vicario, aveva titolo per infliggere la pena, ovvero che a lui e all’Impero Romano veniva riconosciuta piena giurisdizione sull’intera umanità, dal momento che l’intera umanità aveva peccato in Adamo, e ancóra lei veniva riscattata dal sacrificio del Cristo.” Mon. II, 12. (Libera T. del R.)

              La posizione è dunque nota. Il problema è che dunque l’unico governo legittimo è Roma, non ogni governo. E’ questo che dovreste iniziare a capire voi uomini dell’epoca.

              4) Non è che non vertono sul peccato, e che il peccato grave di per sè non basta. L’eretico ad esempio può essere sempre bellamente ucciso più o meno senza problema visto che di norma distrugge la Chiesa, il che implica che ovviamente io mi tenga sempre sotto costante possibilità di poter essere ammazzato, se Dio vuole, non perché martire ma perché transfuga, e sarebbe certo giusto.
              Per dire un comunista è per definizione sempre uccidibile visti i metodi subdoli che adotta, e visto che è tendenzialmente irrecuperabile.

              Parlare di autorità non è corretto, parliamo di potestà. Se parliamo di potestà, se essa è compsota da cristiani è un conto, altrimenti già tutte queste retoriche ritornano al punto 1) .

              Veramente oggi è proprio il momento che dimostra come gli antichi avessero ragione a scannare tutti, ovviamente scannamenti previsti e codificati da Dio stesso, scannamenti che Dio stesso sta solo aspettando di compiere eh, che sennò pare che adoriamo il Dio di candy candy.

              Mi piace

          • 1) che sia così è evidente. Guarda che sono ebraico-romano ergo cristiano cattolico anche io. Il problema è che se non ci fossero queste amenità ideologiche e pretese empie, e due frogi convivessero nel silenzio, tecnicamente, l’affido e l’adozione potrebbero averla benissimo e fare da padri entrambi ( presupposto il fatto che ovviamente celino all’adottato il proprio essere frogi ).
            Molto meglio che n’orfanotrofio.
            Ma sono problemi che possono esistere solo laddove i preti prendono troppo controllo ed i laici non fanno più un cazzo…appunto.

            2) La critica mia verteva soltanto sul fatto che di battaglie qui, non se ne vede alcuna, e che appunto, sia possibile preferire un governo ad un altro.
            IO, voglio il regno di DIO e sò che in questa terra non ci sarà mai, ma ciò non dimeno combatterei, se fossi in grado e non fossi il solito traditore, la guerra santa ( concetto inventato dai cristiani ben prima delle crociate, guerra santa che nel cristianesimo è sempre GUERRA DI ATTACCO : vedi l’imperialismo romano e l’avanzata ebraica in terra di caanan ed i concetti di guerra di queste due realtà che sono la Chiesa ) che è chiaramente anche una fuga mundi, ma ormai ciò è biasimevole.
            IO seguirei il mio vescovo ( se non fosse troppo spesso un peracottaro ) di cui i laici si infischiano invece di denunciarne gli abusi , anche alle autorità, come d’altronde INVITANO I FARE I CANONI.
            O lo stato è cristiano, composto da gente manchevole e variegata come la storia dimostra, che di certo non realizza il paradiso in terra, o è uno stato empio.
            LA stronzata degli stati naturali lasciatela ad altri perché solo il cristianesimo realizza la legge di natura, e porta a Dio integralmente, le altre religioni portano a Dio indirettamente ( faccio un po’ il buon ecumenista ) come indirettamente realizzano la legge naturale.
            Pretendere che lo stato realizzi la legge naturale perché è iscritta in ogni homo e siamo tutti belli, è una stronzata, anzi, E’ IPOCRITA, fà schifo proprio a sentirsi dire.

            3) ok

            4) ti ho già detto che la vita non è mica sacra di per sé. Pensa che bello portarsi appresso un figlio frutto di stupro od incesto…pensa che bello non avere più il proprio caro accanto e non vendicarne il sangue. A sto punto quando un’orda di seviziatori verrà e stuprerà tua moglie e poi la ucciderà, non la uccidere prima! Lasciajela stuprare! Pensa che bello non bruciare manco un eretico e neanche mandarlo in paradiso.
            A me non me nefrega niente. IO non ho una religione dualistica, ora il letterale, ora l’allegorico, io ho tutto perché sono cristiano.
            In pratica col buonismo sputi sulla legge e sputi sulla storia della Chiesa.
            Perché se si nega questo, amico mio, l’esercito non ha senso, che tu ora mi venga a tirare fuori la legittima difesa , ci fai una magra figura perché sei cristiano e sei proprio l’unica categoria umana che può usare questo argomento.

            Calcola che Lattanzio e Tertulliano, che scrivono contro la pena di morte, vivevano in un impero pagano. I canoni di Ippolito vigevano al tempo di un impero pagano. Si gioca troppo su questa cosa. L’esempio di Cristo con l’adeltera da lapidare mi sembra abbastanza chiaro senza vederci dietro chssà cosa, semplicemente le regole per uccidere qualcuno sono precise e non vertono sul peccato in sè per sè.

            Poi mi dirai che quelli sono innocenti mentre rimane il fatto che essi sono colpevoli di qualcosa ( i criminali da poter uccidere ). Ma tu portalo avanti un figlio che ti nasce da incesto…d’altronde tutto il discorso è di una crassa ipocrisia.
            Se hai l’inferno e aspetti il moento buono per cogliere la zizzania, vuol dire che sai che la devi bruciare.
            Ma il discorso è molto più semplice. L’ebraismo concorda con lo sviluppo del foglietto ectodermico , così Tommaso ed altri padri. Per esempio in oriente Basilio no.

            Il celibato è ottimo, ma non c’entra nulla col sacerdozio. Io sarei anch disposto ad accettare tutta la retorica inerente solo che mi stupisco di come ciò , quando poi si verte sul matrimonio , non sia altrettanto serio.
            Ma non apriamo questi argomenti và…

            Mi piace

            • A Claudio Salvatore e a Daouda: dire che “Con la conoscenza scientifica che abbiamo adesso ( e che Tommaso non aveva) non se ne esce; la vita inizia dal concepimento, con tutte le conseguenze morali del caso.” potrebbe essere corretto in un certo senso, ma in un senso solo in un modo molto semplificante. Ecco uno degli studi più recenti su Tommaso D’Aquino su questo tema:

              http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2009-12/amerini.htm

              “Il problema che vorremmo sollevare (sia pur brevemente) alla conclusione di questa presentazione verte sulla possibilità di conciliare le posizioni tommasiane con le moderne scoperte biologiche. Si deve certamente riconoscere che gli studi sul processo umano di fecondazione e la scoperta del codice genetico hanno radicalmente mutato la biologia. I tomisti riterranno che la dottrina di Tommaso possa essere ancora oggi applicata ai problemi della bioetica (magari con qualche correzione), mentre gli anti-tomisti considereranno tale dottrina falsa o, al limite, antiquata. La situazione è, come al solito, ben più complessa di quanto si creda. Amerini tenta di sganciare le posizioni di Tommaso dal piano dell’analisi scientifica, ritenendo che gli argomenti filosofici del Dottore Angelico non siano né verificati né contestati dai biologi, per il semplice fatto che si pongono ad un livello differente da quello delle scienze empiriche e perché l’anima umana non può esser comunque descritta in termini materialistici (come struttura genetica, ad esempio).”

              Comunque sempre secondo questo stesso studio le implicazioni morali non cambierebbero molto, l’aborto rimarebbe un “peccato mortale” ma “non equiparabile all’omicidio volontario”:

              “Per quanto concerne le implicazioni bioetiche odierne di un quadro dottrinario siffatto, infine, Amerini chiarisce che per Tommaso l’aborto resta un grave peccato mortale, benché non sia equiparabile all’omicidio volontario. In effetti, sia gli anti-abortisti che gli abortisti potrebbero citare Tommaso tra i propri autori di riferimento: i primi, ritenendo che l’embrione non è un uomo perché è un uomo in potenza; i secondi, notando che l’embrione è un uomo proprio per la stessa ragione. Tommaso, tuttavia, pensa che l’aborto sia un peccato mortale “perché incide su un processo naturale che avrebbe condotto di per sé a una vita umana” (p. 215). Rinviamo direttamente al libro, comunque, per l’esame delle altre possibilità di riflessione (fecondazione assistita, sperimentazioni, etc.).”

              Non so se qualcun altro di voi ha letto questo studio che mi sembra alquanto interessante, a prescindere sul giudizio che voi date all’interpretazione che esso dà del pensiero di Tommaso.

              Mi piace

            • 1) e meglio anche di due padri sarebbero…un padre e una madre.Ce ne sono molti che vorrebbero adottare, piu’ di quanto si creda.

              2 ) Roma e gli ebrei a Canaan? e quel tizio che fermo’ la mano di Pietro, che disse che il suo regno non era di questo mondo e di dare a Cesare quello che e’ di Cesare etc? e San Paolo che invita Timoteo a pregare per gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio? la dottrina delle due spade?E la dottrina della guerra giusta da Agostino a san Tommaso, che per essere giusta deve essere di difesa https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_giusta_(teologia)?? Fermo restando i diritto di resistenza di cui parla Suarez https://www.academia.edu/6502596/Il_Diritto_di_Resistenza_in_Francisco_Suarez

              3) ole’
              4) le regole per uccidere qualcuno sono precise e non vertono sul peccato, dici saggiamente.e aggiungerei, neanche compiuto da quelli che ti hanno fatto nascere (stupro, incesto etc) citando da qua http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm

              2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

              Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

              Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 177.

              Liked by 1 persona

            • Senti Dauda, a prescindere da quel che dici ( e ci sarebbe tanto da ridire) ti ingiungo di smetterla di esprimerti così volgarmente su questo blog. Quindi banna definitivamente dal tuo vocabolario espressioni infelici, parolaccie: queste sono indice di mancanza di virilità in quanto se la forza della tua argomentazione è dipendente dalla tua volgarità allora la tua argomentazione stessa è volgare e non degna di questo blog.
              Grazie
              In Pace

              Liked by 1 persona

          • 4)credo (dico credo perche’ non ne sono sicuro) che sia dovuto al fatto che il feto ci metta un po’ prima di raggiungere uno stadio dello sviluppo che gli permetta di essere considerato un essere senziente. altrimenti si potrebbe considerare assassino anche chi si fa una pippa, o una donna che prende la pillola del giorno dopo…

            Mi piace

            • Aue!
              definiscimi senziente. Se significa ‘essere che puo’ provare dolore’ (al momento) allora hanno ragione gli animalisti radicali alla Peter Singer; ammazzare un maiale adulto e’ immorale, ammazzare un malato grave di Alzheimer-una persona in coma non lo e’-abortire non lo e’.Se poi ‘senziente’ significa ‘con coscienza di se’ o ‘capace di un minimo di pensiero concettuale-astratto, dovremmo fare fuori , oltre ai malati gravi di mente-le persone in coma-i malati di Alzheimer ricordati supra, anche i neonati fino a tre anni. Sembra paradossale, ma non lo e’, seguendo la route ‘senziente’ coerentemente si deve giustificare l’infanticidio, come hanno fatto questi due qua http://jme.bmj.com/content/early/2012/03/01/medethics-2011-100411.full

              La differenza tra l’aborto e la pippa e’ che il concepimento avviene quando lo sperma non va sul fazzoletto (scusate fratelli e sorelle in Cristo se sono cosi’ epigrafico:) ma in cui lo spermatozoo incontra l’uovo maturo nella tuba e lo feconda o al momento dell’impianto dell’embrione nell’endometrio della parete uterina https://it.wikipedia.org/wiki/Gravidanza
              Il processo di differenziazione cellulare inizia gia dopo i due giorni dal concepimento, con la differenziazione cellulare di roba che gia’ ‘in potenza’ e’ il sistema nervoso gli occhi etc.

              Liked by 3 people

            • “scusate fratelli e sorelle”

              Quando ce vò ce vò. A viva voce io faccio anche di peggio e secondo me serve parecchio a far capire che non stiamo propinando roba astratta e/o idealistica e/o credenze ingenue di rarefatti pensieri.

              Liked by 2 people

            • Gli spermatozoi o gli ovuli se lasciati in un ambiente favorevole alla loro vita tali rimangono (e hanno solo metà dei cromosomi che caratterizzano una persona umana).
              Il feto d’altronde si sviluppa molto velocemente e se lasciato crescere con i mezzi di cui necessita diventa bambino, poi adulto: come si fa a non considerarlo uno stadio della persona umana (e paragonarlo ai soli spermatozoi)?
              Secondo me l’argomento non tiene, attendo risposta…

              Mi piace

      • Non li conosco. A dire il vero non ascolto più la musica. Il like dev’essere partito inavvertitamente.

        Liked by 2 people

    • @francetrinity 1) io in generale sui gusti musicali sono un purista. tutto cio’ che non e’ stato scritto da anglosassoni tristi drogati e alienati che parlano di alienazione droga e tristezza non mi piace. Buon per Pezzali che non sono suo fan!
      2) si si dice anche da noi (sparagna’). Investighero’ quando ci andro’ se si dice cosi’ anche in ‘talian, che e’ una lingua creola veneto-portoghese parlata qua in Brasile https://it.wikipedia.org/wiki/Talian

      Liked by 2 people

  8. Una domanda: i politici cattolici che in modo manifesto sostengono leggi che permettono l’aborto, incorrono di fatto nell’esclusione dei sacramenti?

    Nel giugno 2004 l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Ratzinger scriveva, rivolgendosi al cardinale Theodore E. McCarrick, arcivescovo di Washington, e all’arcivescovo Wilton Gregory, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti nel documento “Essere degni di ricevere la santa comunione. Principi generali”:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7055

    “Riguardo al peccato grave dell’aborto o dell’eutanasia, quando la formale cooperazione di una persona diventa manifesta (da intendersi, nel caso di un politico cattolico, il suo far sistematica campagna e il votare per leggi permissive sull’aborto e l’eutanasia), il suo pastore dovrebbe incontrarlo, istruirlo sull’insegnamento della Chiesa, informarlo che non si deve presentare per la santa comunione fino a che non avrà posto termine all’oggettiva situazione di peccato, e avvertirlo che altrimenti gli sarà negata l’eucaristia.”

    Si ha notizia di simili proposte di tali provvedimenti nelle gerarchie nel 1978, quando i cattolici Giulio Andreotti e Giovanni Leone e altri ministri cattolici scelsero di firmare la 194 piuttosto che rifiutare di firmarla a costo delle dimissioni, rifiuto che anche se non impediva che diventasse legge dello stato, almeno era un gesto di testimonianza? E perché risulta che tali provvedimenti non sembrano attuati neanche in occasione delle più recenti dichiarazioni dei politici cattolici di mantenere la 194? Penso ad esempio alle dichiarazioni seguenti di Maria Elena Boschi su Famiglia Cristiana:

    http://www.famigliacristiana.it/articolo/maria-elena-boschi-il-fascino-delle-riforme.aspx

    “La legge sull’aborto va rivista? «Non credo che si debba mettere in discussione oggi la legge sull’aborto, penso che si debba darle attuazione integrale in concreto come purtroppo non è stato fatto fino ad ora. Ad esempio con politiche a sostegno delle giovani madri sole che hanno difficoltà a portare avanti una gravidanza o che vivono in condizioni di disagio e hanno difficoltà economiche».”

    Insomma, non risulta che le gerarchie non facciano corrispondere a un chiaro insegnamento dottrinale altrettanti chiari provvedimenti pratici verso le cariche politiche cattoliche che pubblicamente affermano di non rispettare tale insegnamento?

    Mi piace

    • Hai perfettamente ragione, caro Michele. Sono quei casi on cui ka chiesa dovrebbe parlare forte e chiaro ed invece preferisce tacere. Siamo purtroppo abituati ormai ad una chiesa rinunciataria e remissiva, inginocchiata al pensiero dominante. Eppure questo papa, se volesse, sarebbe capacissimo di far saltare per aria chiunque: è un vero maschio alfa.

      Confido che, prima o poi, comincerà a parlare chiaro. E ci sarà da ridere allora…

      Mi piace

  9. @ Michele Dr. grazie per il link. Non conoscevo questo studio ma mi ricorda una obiezione di Pasnau citata da Feser nel suo libro su Tommaso. secondo Pasnau, per Tommaso l’anima intellettiva puo’ esserci solo quando gli organi si sono sviluppati al punto di poter permettere il pensiero concettuale , o altrimenti dovremmo ammettere che ci sia ‘anima intellettiva’ in qualsiasi corpo materiale. Ma per Haldane e Lee l’anima intellettiva si trova in quello che loro chiamano “epigenetic primordia’ degli organi in questione presenti dall’inizio della formazione del feto, quando nei primi due giorni dopo il concepimento le cellule iniziano a differenziarsi per sviluppare il sistema nervoso, gli occhi etc, ovvero quegli organi che saranno deputati allo sviluppo del pensiero. Inoltre, poiche’ cio’ che e’ presente dal momento del concepimento in poi e’ ‘l’inizio’ di un essere umano, e poiche’ lo sviluppo da embrione a feto e’ governato da fattori genetici interni all’organismo stesso, non e’ solo possibile ma necessario affermare che nel concepito ci sia gia dal momento del concepimento un’anima intellettiva umana, e che quindi l’aborto sia un’omicidio volontario vero e proprio.

    Liked by 3 people

    • Quel che mi disturba con questo tipo di ragionamento è che, sottostante, sembra esserci una nozione di anima tipo “nuovoletta” cartesiana che “entra” nel corpo per poi uscirne alla morte.

      La differenza tra anima e corpo è dapprima intellettuale: il corpo non avrebbe esistenza se non fosse materia (potenza) informata (atto). Il codice genetico della cellula umana fecondata è quindi proprio l’espressione (sperimentale) in atto di una realtà che continuerà a svilupparsi senza soluzione di continuità fino alla morte stessa dell’organismo.

      Fa pena vedere che sempre si ricade nell’errore concettuale di credere che anima e corpo siano “cose” differenti: differenti, invece, sono la materia e la forma ma non il loro sinolo.
      In Pace

      Liked by 3 people

      • Guarda che te la devi prendere con il tomista che ha inventato il tomismo. Solo che poi quando crepi mica vai a dire che devi aspettare la risurrezione della carne…NO…tu dichiari che già sei all’inferno o nel paradiso…tralasciando il fatto che la materia prima costituisce ancora un gran bel grattacapo.
        Senza contare che i pari hanno sempre dichiarato gli angeli come dotati di corpo, ma ancora una volta…

        Mi piace

        • Anche perché la sarx in Paolo riguarda anche l’intelletto, che se si fosse coerenti si direbbe soma,psiche, nous e lo pneuma, che sappiamo tutti Paolo a cosa si riferisce.
          Solo che voi volete a tutti i costi dire che il nous fa parte dell’anima…pazienza. Come anche volete per forza dichiarare la materia affine alla potenza ed all’essenza, la forma all’atto e l’essere, e quando vi parlano di potenza pura incespicate sulla materia prima o sulla possibilità, come se non fossero la medesima cosa.

          Mi piace

          • Non vedo davvero come un tomista identificherebbe la materia (che è pura potenza) all’essenza che è, in realtà, la forma di un ente dato. Atto e potenza costitusicono assieme l’essenza (o la forma) di un ente dato: è perché possiede data essenza che può passare da una potenza ad un atto o tornare potenza, non tutte le essenze hanno accesso a tutte le possibili potenze o possibili atti, ma solo a quelli che sono conformi a quel che sono (cioè la loro natura propria).

            La materia prima è pura potenza e in quanto assolutamente non informata per propria definizione non può esprimere nessuna possibilità senza principio formale.

            Quanto alle descrizioni di San Paolo vanno da essere lette nel quadro della sua cultura per essere capite correttamente eppoi possono legittimamente essere interpretate filosoficamente se lo si desidera e lo si riitiene necessario.
            In Pace

            Liked by 3 people

          • a) riguardo la teoria partecipativa, l’essenza può considerarsi potenziale rispetto all’atto d’essere

            b) il soma non è più materiale di quanto il nous è così spirituale ( che anzi il nous non è affatto spirituale ma semmai formale giust’appunto ). Cioè ormai , viso che cianci di scienza moderna, la realtà fisica dovremmo capirla che è un connubio giust’appunto e riferirsi al corpo come materia NON HA SENSO per quanto esso penda a questo polo del sinolo, mentre il nous è su quello formale.
            I Padri parlano allo stesso modo degli angeli e gli attribuiscono un corpo eterico ( gli elementi sono 5 ). L’ilemorfismo universale Tommaso invece lo nega come giustamente dici , cosa che io sò benissimo ma ciò non dimeno è priva di senso.
            Inoltre ti ripeto che la spiritualità non passa per la forma. Lo spirito è Oltre, lo pneuma pervade il corpo come la mente ( mente non intesa come razionalità ma come intuizione ).
            Conoscere-amare-Provare procedono dall’Essere.

            c) guarda che essere potenzialmente uomo non è essere homini. Non cambia di una virgola il discorso.E’ una questione di mera descrizione. Se io lancio per aria un vaso , che esso stia cascando ed abbia in sé la certezza della sua rottura quando toccherà il suolo, non ne fa un attrezzo rotto.
            Se non hai un bambino formato ( lo so che apro la porta a Singer rilassati, ma non sto dicendo questo ) nei casi di stupro od incesto si può benissimamente operare al riguardo. Perché l’ipocrisia consiste nel non considerare che LA SALUTE MENTALE DELLA DONNA NON POSSA VENIR CONSIDERATA sotto questo riguardo.
            Questo fa schifo.

            d) mi dispiace ma il nous come il corpo, all’inferno non ci vanno, né vanno in paradiso. Se vuoi ammettere l’eternità di inferno e paradiso ovviamente.
            Se invece dichiari il contrario, dichiari come me e gli ortodossi , che inferno e paradiso siano perpetui ma non eterni.
            Ti sembrerà una stronzata ma ahimè non è così.

            e) Tralasciando il fatto che il termine reale ( l’ipseitas è meglio comprensibile del termine res ceh da sempre può intendersi come trascendentale o sostanziale ) vale anche per le essenze proprio perché l’atto d’essere ATTUALIZZA formalmente e materialmente, visto che l’essenza in realtà passa dalla forma, l’esistenza di per sè passa dalla materia. E’ il sinolo che è il risultante dell’atto d’Essere, come lo pneuma precede il nous ed il soma ( e la psiche in mezzo è il tramite e la catena di comunicazione ).
            La materia dunque non è affatto una potenza pura non meno del fatto che non si abbia una forma pura, parlare poi di potenza pura in realtà è un non senso vista la sua dipendenza dall’atto ( sarebbe veramente bislacco dire che Dio è forma pura ) , mentre una possibilità pura non è distinguibile dalla possibilità logica ma è allo stesso tempo la certezza che ogni cosa sia possibilmente attuale, e lo è in quanto essere , non avendo nulla a che spartire con il concetto di plausibilità o di probabilità.
            Comuqnue sia l’attualizzazione non può determinare e passare solo per la forma essendo il sinolo indispensabile.La potenzialità nient’altro è che il movimento giust’appunto.
            Possibile e potenziale hanno ben poco in comune.
            Poi per carità se non si nota la contraddizione del dire che un possibile possa essere nulla, e d’altronde ogni possibilità è reale sotto il suo rapporto.

            Ciò ovviamente implica anche che Dio sia “anteriore alla sua attualità stessa” e che sia il possibile per antonomisia. Inoltre Essere, ente, esistenza ed essenzia sono 4 cose diverse..

            Mi piace

            • Mi serve a buffo ste cose. Grazie della pazienza.

              Ad ogni modo l’Ente partecipa dell’Essere, da cui procedono Forma e Materia, le mani di Dio. Se uno dice che una di queste mani è la Sophia, che dice “giocavo davanti a lui in ogni istante,
              giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo”.
              Ora dire che la Sophia è Cristo è un assurdo, la Sophia è per l’appunto il Cielo ed il globo la Terra.
              Il Logos crea e d’altronde per mezzo suo tutto fu fatto.
              Ma ogni Sostanza è dotata di esistenza ed in fondo anche ogni Natura esiste tramite la sostanza ma non è che essenza, ed essi costituiscono l’esserci unicamente universale ed universalmente unico dell’individuo specifico sussistente.
              Sostanza e Natura sono prima di materia e forma in Dio, e dipende dalla materia individuante della forma e dalla forma specificante che assume la materia, l’avere POI l’individuo specifico.
              Questo perché materia e forma ineriscono sia sulla sostanzialità che sulla natura.
              D’altronde perdere tempo con un’essenza ante rem o post rem non ha senso perché prima non c’è ed il dopo semplicemente non produce enti universali ma di ragione. L’esistenza inoltre mica è.
              Quel che conta è la compartecipazione dell’Essere.
              Gli enti di ragione di per sé come gli enti artificiali quelli sì che sono frutto dell’homo.
              Una pietra in quanto essente ed esistente non è meno nobile di me, giacché condivide l’Essere ugualmente in un certo senso, secondo l’esistere ed in certo senso compartecipa dell’essenza visto assume una sua espressione ordinata, è un dato ente. Ciò dato un qualchecosa di limitato rispetto all’ Infinito è sempre ad esso rapportato a 0. L’Homo potendolo sapere, dovrebbe davvero curarsi della natura oltre che di sé e del prossimo, e ciò lo dovrebbe aggradare.
              Il Fatto che Dio si sia fatto Homo e non angelo o animale dipende dal fatto che l’Homo è il centro , prima che dal suo scontato amore per noi, amore che chiaramente ha pazienza di queste mie parole e probabilmente davvero ancora una volta aspetta un ravvedimento che non arriva ed in fondo le mie possono sembrare più delle stramberie eccentriche che altro.

              Scusate. E comunque sia il sugo del discorso è che se si cerca di tutelare la salute fisica, non vedo perché si debba smettere di tutelare anche quella mentale.
              Inoltre i 40 giorni comunque sia relativamente al fatto che il feto dalla vita minerale a quella vegetale a quella animale giunga intorno a quel giorno alla maturazione razionale. Che poi si possa , una volta presa in esame la scienza perdere tempo sull 4 settimana o sui tre mesi per prendre il lasso minimo e massimo, in sè sarebbe relativo.

              Mi piace

        • Scherziamo? San Tommaso da convinto ilemorfista ben sapeva che la forma informa la materia in modo da dare atto al corpo: il suo problema era che i feti troppo giovani non avevano forma umana e quindi, con logica, presumeva che tale materia seconda non era ancora informata in quanto umana. Invece ormai sappiamo grazie alla scienza moderna che quel che definsice un uomo è il suo codice genetico e quindi, per via dello stesso ilemorfismo, la forma umana è già quella dell’ovulo appena fecondato.

          Quanto all’inferno o al paradiso senza corpo questo proviene dal fatto che la forma che informa il corpo umano è una ed indivisibile e quindi non è sottomessa alla morte in quanto tale, contrariamente al corpo informato che è composto di parti. Quindi quando il corpo viene a decadere la sua forma rimane perfettamente sussistente anche se non informa più nessuna materia.

          Quale sia il grattacapo della materia prima sarei interessato a conoscerlo, per mia educazione mi piace imparare

          Gli angeli non hanno corpo in quanto la loro è solo forma pura che non informa nessuna materia prima.

          Divina Commedia, Paradiso, Canto XXIX (vv 22-36)

          Forma e materia, congiunte e purette,
          usciro ad esser che non avia fallo,
          come d’arco tricordo tre saette.

          E come in vetro, in ambra o in cristallo
          raggio resplende sì, che dal venire
          a l’esser tutto non è intervallo,

          così ‘l triforme effetto del suo sire
          ne l’esser suo raggiò insieme tutto
          sanza distinzione in essordire.

          Concreato fu ordine e costrutto
          a le sustanze; e quelle furon cima
          nel mondo in che puro atto fu produtto;

          pura potenza tenne la parte ima;
          nel mezzo strinse potenza con atto
          tal vime, che già mai non si divima.

          In Pace

          Liked by 3 people

  10. Aggiornamenti OT

    Oggi Santa Marta http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/santa-marta-41768/

    E poi, sempre da Vatican Insider, una vicenda che non conoscevo. Anna Maria Giannetti Taigi (1769-1837). Beatificata da Benedetto XV nel 1920. Notevole la storia e le sue implicazioni (anche a proposito di ‘femminismi’ e antifemminismi vari, Chiesa, donne, eccetera).
    “La beata Taigi, che era nata a Siena ma visse la maggior parte della sua vita a Roma, da semplice madre di famiglia e domestica della famiglia Chigi, ricevette secondo quanto riportato dal celebre Abate trappista nella sua più importante opera, «livre de chevet» di decine di santi fra i quali Pio X, «singolari doni soprannaturali di sapienza, discernimento spirituale e di profezia, soprattutto sui gravi problemi religiosi e politici del tempo. A lei ricorsero vescovi, cardinali, papi e uomini di Stato per ricevere consigli» ”

    http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/taigi-41642/

    Mi piace

    • La discussione sull’aborto oggi supera,giustamente,le opinioni superate,anche di vescovi e santi del passato.Più nessuno pensa che il feto sia una “prolungatio viscerum”. L’accenno su Famiglia Cristiana,della ministro Maria Elena Boschi,cioè di voler fare di più per le future mamme o i futuri genitori,non è da minimizzare o da interpretare a favore dell’aborto.La vita va rispettata fin dal concepimento,è sacra,e va rispettata,sia a monte che dopo il concepimento,anche ad un anno ,a 10,a 50,a 100,anni, di età,e con uguale zelo,esternato contro l’aborto,se vogliamo essere creduti nella nostra zelante difesa della vita.Ognuno di noi può fare qualcosa e di più per far rispettare il diritto alla vita e alla dignità, chi si trova in difficoltà.La parabola del Buon Samaritano,anticipa di 2000 anni,il reato di mancato soccorso.

      Liked by 3 people

      • Il punto è che Maria Elena Boschi afferma esplicitamente che “Non credo che si debba mettere in discussione oggi la legge sull’aborto” ovvero sostiene che la 194 non sia da abrogare, una legge che secondo l’insegnamento della Chiesa legalizza atti di omicidio volontario. In effetti a volte sento da varie persone e anche politici la seguente posizione (forse può essere anche quella della Boschi) “Anch’io ritengo per principio che l’aborto sia un atto ingiusto che pone fine a un essere umano innocente, ma per motivi non di principio ma pragmatici ritengo sia meglio mantenere la 194 in quanto abrogarla aumenterebbe il numero di aborti sia di tipo clandestino sia praticati all’estero, in quanto sarebbero praticati anche oltre i paletti permessi dalla legge attuale”. Secondo voi questa obiezione può avere valore? E potrebbe avere valore anche se fosse empiricamente verificato che il numero di aborti praticati diminuisce mediante una legge che li regolamenta mediante restrizioni e prevenzioni?

        Mi piace

        • Secondo me non può avere valore, e questo “vorrei ma non posso” (che per me si manifesta con i “non posso obbligare persone che la pensano diversamente” oppure “bisogna legalizzare per contrastare l’incontinenza di un fenomeno illegale”) penso sia il trionfo del relativismo e la maggior causa della fase di decadenza della politica che stiamo attraversando.

          Se penso che A sia moralmente bene, in democrazia dovrei muovermi affinché tale bene sia riconosciuto e fatto rispettare dalla legge, altrimenti a che dovrebbero servire le leggi (ovvero come leggerle metafisicamente altrimenti)?
          Penso che la posizione da te esposta sia frutto di un mondo che ha snobbato filosofia e metafisica (oltre che in molti casi la religione).

          Mi piace

  11. OFF TOPIC:
    Claudio cosa pensi di questa concelebrazione?
    http://riforma.it/it/articolo/2015/06/16/trento-il-parroco-cattolico-e-la-pastora-protestante-celebrano-insieme
    Io non so bene che opinione farmi: l’unità dei cristiani è senz’altro un nobile fine (l’unità dei discepoli è stata l’ultima preghiera di Cristo prima della Passione, il suo testamento), ma concelebrazione e partecipazione all’Eucaristia..uhm…ho qualche perplessità, nonostante il richiamo del Parroco alla Lumen Gentium e al sacerdozio universale. Tu che ne dici? (Ovviamente la domanda è estesa a tutti coloro che hanno tempo e voglia di esprimere la propria opinione in merito 🙂 )

    Mi piace

    • Una follia, su cui dovrebbe intervenire chi ne ha la responsabilità, il vescovo prima di tutto.

      Mi piace

    • @alessandra
      Credo che sia vietato…
      Così a memoria, dovrebbe esserci espresso divieto nella Redemptionis Sacramentum, disponibile on line di sicuro.
      Pregare insieme si può (vedi Taizé) ma eucaristia proprio no per ovvi motivi.
      (Mi spiace che ora non ho tempo per cercarti i documenti e linkarli direttamente)

      Mi piace

    • Eccomi.
      Per Alessandra.
      Nella bellissima Ecclesia de Eucharistia http://www.vatican.va/holy_father/special_features/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_ecclesia_eucharistia_it.html (da leggere tutta perché molto bella, consigliatissima, io ce l’ho anche su carta ma mi sfuggiva al momento che parlava anche di questo!) nel 2003 dice:


      “Purtroppo, accanto a queste luci, non mancano delle ombre. […] Si aggiungono, nell’uno o nell’altro contesto ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina cattolica su questo mirabile Sacramento. Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero eucaristico. Spogliato del suo valore sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno. Inoltre, la necessità del sacerdozio ministeriale, che poggia sulla successione apostolica, rimane talvolta oscurata e la sacramentalità dell’Eucaristia viene ridotta alla sola efficacia dell’annuncio. Di qui anche, qua e là, iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede. Come non manifestare, per tutto questo, profondo dolore? L’Eucaristia è un dono troppo grande, per sopportare ambiguità e diminuzioni.  Confido che questa mia Lettera enciclica possa contribuire efficacemente a che vengano dissipate le ombre di dottrine e pratiche non accettabili, affinché l’Eucaristia continui a risplendere in tutto il fulgore del suo mistero. 
      […]
      I fedeli cattolici, pertanto, pur rispettando le convinzioni religiose di questi loro fratelli separati, debbono astenersi dal partecipare alla comunione distribuita nelle loro celebrazioni, per non avallare un’ambiguità sulla natura dell’Eucaristia e mancare, di conseguenza, al dovere di testimoniare con chiarezza la verità. Ciò finirebbe per ritardare il cammino verso la piena unità visibile. Similmente, non si può pensare di sostituire la Santa Messa domenicale con celebrazioni ecumeniche della Parola o con incontri di preghiera in comune con cristiani appartenenti alle suddette Comunità ecclesiali oppure con la partecipazione al loro servizio liturgico. Tali celebrazioni ed incontri, in se stessi lodevoli in circostanze opportune, preparano alla desiderata piena comunione anche eucaristica, ma non la possono sostituire.  
      […]
      Proprio perché l’unità della Chiesa, che l’Eucaristia realizza mediante il sacrificio e la comunione al corpo e al sangue del Signore, ha l’inderogabile esigenza della completa comunione nei vincoli della professione di fede, dei Sacramenti e del governo ecclesiastico, non è possibile concelebrare la stessa liturgia eucaristica fino a che non sia ristabilita l’integrità di tali vincoli. Siffatta concelebrazione non sarebbe un mezzo valido, e potrebbe anzi rivelarsi un ostacolo al raggiungimento della piena comunione, attenuando il senso della distanza dal traguardo e introducendo o avallando ambiguità sull’una o sull’altra verità di fede. Il cammino verso la piena unità non può farsi se non nella verità. In questo tema il divieto della legge della Chiesa non lascia spazio a incertezze, in ossequio alla norma morale proclamata dal Concilio Vaticano II.
      […]
      Se in nessun caso è legittima la concelebrazione in mancanza della piena comunione, non accade lo stesso rispetto all’amministrazione dell’Eucaristia, in circostanze speciali, a singole persone appartenenti a Chiese o Comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa cattolica. In questo caso, infatti, l’obiettivo è di provvedere a un grave bisogno spirituale per l’eterna salvezza di singoli fedeli, non di realizzare una intercomunione, impossibile fintanto che non siano appieno annodati i legami visibili della comunione ecclesiale. In tal senso si è mosso il Concilio Vaticano II, fissando il comportamento da tenere con gli Orientali che, trovandosi in buona fede separati dalla Chiesa cattolica, chiedono spontaneamente di ricevere l’Eucaristia dal ministro cattolico e sono ben disposti. Questo modo di agire è stato poi ratificato da entrambi i Codici, nei quali è considerato anche, con gli opportuni adeguamenti, il caso degli altri cristiani non orientali che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica”

      Poi tutte le regole da osservare per la celebrazione VALIDA dell’Eucaristia le trovi in stile ‘normativo’ nella Redemptionis Sacramentum del 2004 http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

      Credo che ci sia tutto per rispondere alla tua domanda.
      In pratica…più che restare perplessi o esprimere opinioni pro/contro… il fatto ben spiegato nei due documenti è la validità o non validità del rito e del sacramento. Oltre alla confusione (e il coltivare ignoranza) che si ingenera nei fedeli….

      Liked by 2 people

  12. Un saluto a tutti, innanzitutto.
    E poi un grazie per la difesa d’ufficio accordatami in questi giorni di fronte alle accuse rivoltemi. E’ un po’ tanto tempo che non riesco a farmi sentire: non riesco infatti a trovare un linguaggio appropriato per dialogare a motivo della mia differente forma mentis da un punto di vista logico e filosofico. Il rischio è quello di avere reazioni stizzite e per nulla producenti. In fin dei conti sono d’accordo con Umberto Eco a riguardo dei blog e dei forum 😉
    Inoltre, senza ovviamente dare la colpa a nessuno, a riguardo di alcuni argomenti sono stato provocato e colpito molto nel profondo. Non posso accennare a queste motivazioni perché siccome voi conoscete tutto di me (grazie a internet) avrei dovuto mettere in piazza problematiche molto dolorose. Fortunatamente con caparbietà, studio ed un piccolo aiuto medico e spirituale dopo alcuni mesi sono riuscito a risolvere alcune problematiche che mi trascinavo da decenni: grazie quindi anche per le vostre provocazioni 🙂 Non ho neanche avuto bisogno dello psicologo…
    A riguardo dell’argomento in questione desideravo (sperando nella vostra benevola comprensione) fare alcune osservazioni
    La problematica suscitata dalle affermazioni del card Re non è nuova perché si rifà a fatti del “lontano” 2009. A me pare bello andarsi a rileggere le affermazioni di Mons. Fisichella che sono illuminanti al riguardo e che sono state rilasciate in quei giorni.
    Faccio solo notare a Claudio la irritualità della scomunica “comminata” dal vescovo di Recife. Una scomunica latae sententiae è tale proprio perchè avviene nel momento in cui avviene il peccato e quindi non ha bisogno di essere comminata da nessuno. Dire che non c’era pericolo per la vita della madre mi pare azzardato. Non so se tu hai avuto figlie. Io no. In compenso di bambine di nove anni ne vedo a catechismo almeno una trentina all’anno. Vedo anche mamme che aspettano la nascita di UN bambino e che vengono ad informarsi per il battesimo. Nel nostro caso siamo di fronte ad un parto gemellare e quindi mi domando come possa una bambina di nove anni portare a termine un parto gemellare senza alcun rischio. Ma forse voi ne sapete più di me al riguardo.
    Ma quello che interessa allora è domandarsi perché proprio ora si riprendono le parole dette allora dal card RE. Basta leggere gli articoli che ne parlano su internet. Purtroppo è la guerra interna al Vaticano e alla Chiesa in vista del Sinodo. Ho letto nei giorni scorso l’Istrumentum e sono rimasto positivamente meravigliato di fronte alle aperture presenti. Ne ho parlato anche con il mio confessore (teologo ed esperto al servizio di un Padre sinodale) e mi ha assicurato altre succose novità (anche se me le ha solo accennate). Quello che conta anche a riguardo della famiglia è chiedersi cosa può fare la Chiesa per il bene delle famiglie e non quali punizioni più o meno terribili comminare a coloro che non riescono a vivere quanto imposto
    Spero di non suscitare un vespaio: altrimenti scusatemi, ritornerò nell’ombra

    Liked by 3 people

    • Carissimo Don “Manuel2015”
      Una sola parola bentornato! A me hai mancato moltissimo.
      Sei sempre il benvenuto su questo blog e puoi sollevare tutti i vespai che vuoi: tanto noi alla fine sempre vogliamo restare nell’affettuosa obbedienza la Magistero della Chiesa che oggi si esprime attraverso il Suo Vicario, Francesco nel caso preciso, e tutti i Vescovi in unione con lui. Cioè disputiamo e abbiamo le nostre opinioni ma la nostra unità alla Chiesa è organica e solidissima quandanche dovessimo rivedere le nostre opinioni un giorno.
      Per quanto mi riguarda personalmente sono un fan delle soluzioni proposte dal P. Michelet o.p. sul cammino penitenziale che ben esprime quella legge della gradualità e che è una vera ed ottima proposta concreta pastorale che si potrebbe applicare a tanti casi che si incontrano nella vita quotidiana: insomma epikeia concreta.
      Non ho ben capito se tu ci parli qui di problemi di salute che avresti avuto, ma sappi che prego per te e tu prega per me.
      A presto di nuovo!
      In Pace

      P.S. Anche a me l’instrumentum è piaciuto qui ho fatto un commentino rapido: https://pellegrininellaverita.com/2015/06/24/sinodo-della-famiglia-instrumentum-laboris-2015/

      Liked by 2 people

    • “… a coloro che non riescono a vivere quanto… imposto” ????

      Liked by 2 people

      • Esperimento scientifico.
        Mettere Bariom, Giancarlo e don Manuel nella stessa stanza (reale) e… “vedere da lontano l’effetto che fa ” (cit.)

        Bentornato Don Manuel !
        (tu avresti una forma mentis differente? …. figurati la mia. Però trovo arricchente cercare la quadra verso l’unità. In ‘lista libri’ ho un titolo da circa 20 anni (gulp!) e appunto il titolo è già abbastanza ispirante per me: “Autenticità nella differenza”.
        By the way, ai filosofi: come lo trovate, che cosa ne dite del filosofo Rigobello? A me piace 1) il titolo del libro 2) quello che ho letto sul “personalismo”. Ovviamente non so inquadrarlo dall’altro, causa mia ignoranza in filosofia. Però mi sembra cogliere, il Rigobello, qualcosa che gli altri non colgono. Cioè in qualche modo il collegamento, il collante di tutto, il filo che unisce (lo stesso che sento emergere quando leggo Florenskji).
        Grazie 🙂

        Mi piace

  13. Riprendendo (e chiudendo) l’OT sui filosofi personalisti e il personalismo, dopo opportuna googlata mi autorizzo da me medesima a dire che trattasi di cosa buona e giusta 😉

    Lascio un paio di letture sul personalismo di Karol Wojtyla

    http://www.zenit.org/it/articles/l-esperienza-dell-uomo-alla-base-della-filosofia-di-karol-wojtyla

    http://www.prospettivapersona.it/editoriale/77_78/scheler.pdf

    Mi piace

    • Mi cogli impreparato Trinity, qui il filosofo accreditato è Claudio che ora, a quanto ne so, è in giro per il Perù a rimirare Pachamama a go-go!
      D’altro canto Simon e Vianegativa saprebbero dirti certo la loro, io leggo appena riesco. 🙂

      Liked by 1 persona

    • @Trinity Certamente cosa buona e giusta come ogni tentativo moralmente e intellettualmente onesto di render ragione della propria fede. Sui risultati poi si può discutere.
      Nei miei studi ho incontrato uno dei due padri de personalismo cristiano, Maritain, dovendo studiare “Umanesimo integrale” per un esame. Mi sono annoiata parecchio, ho tenuto in memoria una pagina (il confronto tra la prova a priori di S. Anselmo e quella di Cartesio), forse due. Non credo dipendesse solo dallo stile…Un mio carissimo amico, molto più in gamba di me filosoficamente, ha fatto la tesi su Maritain ed è di parere opposto.
      Di Rigobello ho usato una storia della filosofia contemporanea per un esame: mi è sembrato scasino come storico della filosofia. Certamente sarà meglio come saggista.
      Scheler e Wojtyla però sono tutt’altra faccenda, anche se vengono messi nel calderone (=chiunque sia filosofo cristiano e/o parli di persona). C’è di mezzo il confronto con nodi chiave della filosofia contemporanea (ad es. Nietzsche, la Fenomenologia).
      Quindi su Rigobello non posso esserti d’aiuto. Se non per invitarti a leggerlo e poi farci sapere. Ho visto che di recente ha pubblicato un breve testo che dicono agile e riassuntivo della sua prospettiva.
      P.S. Anch’io ho da parte da vent’anni e più un saggio dell’amato Karol, quando scriveva di filosofia, che non sono ancora riuscita a leggere…

      Liked by 2 people

      • Grazie, già così inquadro meglio.
        (nel pdf che ho linkato si dice in soldoni che la filosofia di Wojtyla è “una filosofia che unisce tra l’altro le ispirazioni tomiste e il linguaggio fenomenologico” e che in generale continua “l’opera personalista di san Tommaso arricchendola degli apporti della fenomenologia”. E il nodo rimane “in che modo lo fa” se lo fa? Ché poi la mia reazione di fronte a queste letture non può che essere: “manco sapevo che l’aveva fatto”…. ).

        “Sui risultati poi si può discutere”.
        …quando si dice “risultati” in filosofia presumo si intenda l’efficacia (o meno) di un pensiero filosofico nell’ essere strumento di lettura della realtà ? Più realtà apre/legge senza frantumarsi e più è solido. Sì, penso che s’intenda quello. Almeno, per me ignorante è quello: leggere un autore e constatare che riesce ad essere coerente fino alla fine mentre getta abbondanti squarci di luce sui problemi e dici “aahh ora sì che mi quadra tutto”).
        Interessante quello che dici su Maritain. Sempre da ‘esterna’ mi sembra che sia utilizzato un pò da tutti piegandolo secondo proprie esigenze…quindi mi fa pensare che il suo pensiero non sia così nettamente delineato… oppure che volutamente serva per piani più generali.
        Boh, non so neanche quello che dico …
        Grazie per i chiarimenti 🙂

        Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: