Blog dei blogs: breve rassegna web – 32

Negative WWW

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E’ da un paio di giorni che capita questo: leggo qualcosa online e mi verrebbe da scrivere un articolo di commento, sto per iniziare, ma arriva la vita vera e frena l’ardore. Passa qualche ora, leggo altro, tento di scrivere, vita vera, freno ardore. Avanti così, fino allo sfinimento. O meglio fino a decidere di tagliar la testa al toro e compilare un nuovo blog dei blogs dove aggiungere tutte queste piccole esperienze di lettura.
Iniziamo subito, prima che arrivi la vita vera e … ci siamo capiti.

Il piccolo prinicipe
Iniziamo da una scoperta davvero splendida, soprattutto per chi come me è un amante del capolavoro di Saint-Exupery. Il piccolo principe esce in una nuova edizione commentata. Commentata, caution!, da passi della Bibbia.
Accidenti! Casco dal pero… ci sono collegamenti? Si, ci sono. Anzi direi di più: sono I collegamenti! Uno dei miei libri preferiti rinasce a nuova vita, oserei dire risorge. Io – lettore incallito che rilegge il libro ogni anno, che ho sempre pensato fosse un libro sul mal di vivere, che ho sempre vissuto l’atto finale del piccolo principe come ad un suicidio consapevole, sorretto però dalla fede che qualcosa “dopo la morte” ci sia – scopro una nuova lettura metaforica e scopro essere l’unica davvero più completa. Dove si capisce perché “un serpente”, perché la scelta finale del principe, cosa centra il “deserto”…
Non so se abbia senso acquistare una nuova copia di un libro letto oramai 23 volte e di cui si posseggono 5 edizioni diverse a casa. Non mi interessa, l’ho comprato ad occhi chiusi.

Harry Potter!
Nel frattanto il sito Aleteia.org mi consigliava di leggere anche questo articolo che linko. Inizia con: “Cosa hanno in comune Harry Potter e le Sacre Scritture, oppure il Vangelo e Twilight? Se ne discuterà all’incontro promosso dal Sefir “Scienza e Fede sull’Interpretazione del Reale” area di ricerca interdisciplinare, insieme alla Specializzazione in Teologia Fondamentale della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense mercoledì 15 aprile alle ore 15,30 presso l’aula Paolo VI dell’università pontificia”. Gasp, peccato non essere a Roma!
“La teologia tra scienza e fantascienza”… roba per chi ha tempo da perdere, si dirà. Può sembrare; personalmente non desidererei altro! Leggetevi come il sopravvivere all’avada kedavra non sia proprio una passeggiata, come Voldemort nasca sconfitto per sua stessa natura, come si possano accomunare i valori di Edward con quelli presenti nella saga di tolkien, come Sirius Black… peccato non essere a Roma!

Ora alcuni link veloci:

Francescani dell’Immacolata
Una vera e propria guerra a chi solleva più polveroni. Non si capisce più nulla, non per niente noi, che nulla sappiamo se non per sentito dire da altri non verificabili, ce ne stiamo ben bene in disparte ora. Da un lato c’è Amici della verità dove i toni si sono inaspriti all’inverosimile, dall’altro c’è Mic e compagnia cantante.
Io leggo entrambi, sollevo lo sguardo, ringrazio Dio che non ho responsabilità su questo casino e giro pagina.
L’unica cosa certa: la procura di Avellino ha disposto il sequestro dei beni. Padre Volpi ringrazia. Fermiamoci qui.

La cuccia del Mastino,
da dove di solito si odono ottimi latrati, questa volta brancola nel buio a causa di un articolo dedicato alla filosofia.
“la filosofia è davvero inutile, e come tutte le cose inutili è dannosa” così strepita l’intrepido, facendo utilmente sua una pessima filosofia… andiamo avanti.

Magister pubblico
Il prossimo Papa sarà il cardinale Sarah? MAGARI! Personalmente più che sperarlo con tutte le forze e pregarci sopra, non posso fare. Nel frattempo auguro lunga vita a Papa Francesco e mi godo questo articolo dove Magister lo sponsorizza con tanto di curriculum e narrazione della sua vita. Da leggere!

Ph.me
Il sito di Andrea, fisico mio amico che qui disputò spesso, ospita lo scritto di Aaron, studioso di filosofia, dedicato alla visione epistemologica di Simon. La scienza è considerabile “mito”? No, dichiara Aaron e lo fa con un post denso, ma che a mio avviso non tiene conto di tutte le nozioni messe in campo da Simon. L’autore dichiara che la scienza deve tendere “alla verità”, ma è proprio sulla definizione di Verità del reale che è necessario chiarirsi a mio avviso. Stiamo cercando di farlo nei commenti, qui è impossibile sintetizzare le posizioni (ancora in fieri). Magari sarà spunto per un prossimo articolo!

Micromega
Questa invece è una bomba!
Un vero e proprio caso “gender” è esploso nella redazione di Micromega, il giornale del gruppo Editoriale espresso, lo stesso del giornale Repubblica. In breve: Fabio Sabatini, uno che la teoria del gender l’ha difesa parecchie volte, è stato attaccato da una blogger della stessa sua testata perché ha osato vestire la figlia con tutina color rosa, documentando il fattaccio con foto su facebook.
Una lettura doverosa, assolutamente doverosa. Ed è interessante anche vedere come lo stesso Sabatini cerchi di “scusarsi” rientrando nel polically correct, per sé stesso prima che per i lettori del sito:

che sì, è ovvio che l’avremmo vestita anche di rosa se fosse stata un maschio. Perché, di nuovo, il rosa ci piace. […] siamo ipersensibili al tema della gender neutrality e che non appena nostra figlia sarà in grado di intendere gliela insegneremo in altri modi più seri a partire dalla scelta dei giochi. Che il primo che le regalerà un forno giocattolo dovrà vedersela con noi. Che le daremo esempi di come non esistano ruoli predefiniti. Che faremo del nostro meglio per insegnarle il valore dell’eguaglianza e la tolleranza e il rispetto per ogni diversità. Che questa filosofia di vita è nota a tutti i nostri amici che ci seguono sul social network […] Che alcuni degli abiti rosa che hanno indignato la blogger sono in realtà una tutina di Barbapapà, sempre la stessa, e che Talus Taylor ha disegnato il papà rosa proprio per dare un messaggio anti sessista.

Ed ancora più interessante il modo in cui l’autore dice di non farne un caso da generalizzare:

Quindi, ecco, prego i pochi che non si sono addormentati prima di arrivare qui in fondo di non trarre lezioni generali da quanto hanno appena letto.

No, non generalizziamo. Fatto sta che questo signore si è sentito oppresso a causa di una presunta verità “costruita ormai, e con essa il nemico, la realtà non conta più un fico secco.” Wow, dico io. “Non è un caso particolare, intendiamoci.” continua, “è l’integralismo, la sensazione di avere in tasca le verità del mondo. Una roba che succede a tutti i fanatici, sempre uguale. Sarebbe soltanto noioso, se non riguardasse la tutina di mia figlia”.
Da leggere per sorridere, ma sorridere seriamente.

Per la cronaca, giusto per far sapere come la penso, il sottoscritto è ben felice quando vede i suoi maschiacci di casa fare i maschiacci, saltando da un letto all’altro con spade e scuri che nemmeno gli orchi di Mordor! E apprezzo la madre che si mette le mani nei capelli e li obbliga a rimettere a posto il campo di battaglia, con loro che sbuffano improperi in elfico stretto insegnandogli così che ogni azione ha la propria responsabilità collegata. E non è questione di “gender” o di forni elettrici: è proprio questione di farli diventare uomini in senso stretto, “con i controcazzi” avrebbe detto un mio professore ateo, uno che legge Micromega, ma forse con le due dita di testa che servono per non esserne in balia…
A proposito di ateismo:

Vito Mancuso
Redige una recensione dell’ultima fatica dello scienziato Aczel dal provocatorio (e scontatissimo) titolo “Perché la scienza non nega Dio” con richiamo al nostro Imprescindibile di oggi. Interessante scritto perché l’autore, che scrive come si sa per il giornale Repubblica dell’ateo Scalfari, tenta di salvare capra e cavoli. Aczel sceglie la strada di Kant sulla fede, Mancuso non smentisce ma rincara la dose dicendo che se oggi gli scienziati sono quasi tutti atei lo sono in forza della “povertà della religione attuale, arroccata nel proprio patrimonio dogmatico e incapace di assumere lo spirito della libera indagine”. Sul finale cita il librone meraviglioso che andremo a parlare a brevo – altro che Aczel -, ma lo fa giusto per citare un Dostoevskij e decantare così gli atei devoti.
Ammirevole mira, ragazzi: prende tre piccioni con una fava! Dice che: la fede (di Kant e sua) è buona cosa, il dogmatismo – che lui combatte – è roba sorpassata a stare alla scienza, gli atei che lo leggono più sono perfetti nel loro essere atei più sono vicini all’illuminazione. Davvero ammirevole.
Se questo è un cattolico.

Ma bando alle ciance e andiamo al…

L’IMPRESCINDIBILE

Timossi alla riscossa!
Robertone Giovannissimo Timossi, filosofo di scuola Fabriana, studioso dell’esistenza razionale di Dio, analista contabile delle balle illogiche, demolitore sistematico di idiozie generalizzate, ha pubblicato la sua ultima fatica sotto lo stemma di Lindau!
Nel segno del nulla. Critica dell’ateismo moderno. 432 pagine con l’indice di rivisitazione complessiva dell’ateismo nella sua evoluzione storica “dedicando un’attenzione particolare agli atei «scientifici» e ai cosiddetti atei moderni, perché negli ultimi decenni si è diffusa una forma di ateismo che vede come protagonisti molti celebri uomini di scienza, quali Steven Weinberg, Richard Dawkins e Stephen Hawking.”
Da avere ASSOLUTAMENTE!
Ovviamente la mia copia sta viaggiando insieme alla quinta copia de “il piccolo principe”. Attendo fiducioso mentre arriva la vita vera e frena l’ardore…

Concludiamo al solito: avete altre segnalazioni da farci? Beh, i commenti sono aperti; postatele lì senza alcun problema. Grazie!

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166 replies

  1. (a) Infatti, caro Minstrel la critica di Aaron non si rivolge a me: se si fosse rivolta a me avrebbe tenuto conto “di tutte le nozioni messe in campo” e a lui indicate. Non è quindi una cirtica che va da essere letta in “risposta” ma come semplice monologo (o dialogo con qualcun altro che il sottoscritto). Peraltro ti ringrazio perché la tua chiarezza nell’esporre il punto di vista espresso su Croce-Via è sempre stata cristallina.

    (b) Nell’affare dei Francescani dell’Immacolata a me pare che tutto sia chiarissimo ed esattamente in linea con quel che abbiamo ipotizzato fin dall’inizio e le decisioni della giustizia italiana sembrano corroborare quest punto di vista. Comunque, come ben dici, continuiamo a rimanere neutrali e a constatare fatti ed evitare illazioni.

    (c) Sulla teoria del genere: a me fa pena quella povera bambina alla quale si ruba il proprio essere incarnato.

    (d) Il discorso ateista è un discorso metascientifico slegato dal reale: fa pena. Bene che ci siano sempre più intellettuali che sappiano prendere in giro come si deve tale atteggiamento anti-razionale. Da uno studio del Pew Institute di un paio di settimane fa appare chiaro comunque che durante i prossimi 35 anni la proporzione di “atei” diminuirà drasticamente a livello della popolazione mondiale. Nel frattempo, ancora quanti innocenti trucidati dall’aborto, l’eutanasia, lo sfruttamento e giustificati da questa ideologia della morte?

    In Pace

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  2. Segnalo il seguente articolo, anche se non freschissimo (ottobre 2013), in quanto ho commentato qualche giorno fa. Il blogpost, come dicevo, non è freschissimo però fa parte di un progetto che credo sia tuttora in corso (?).
    Ci sono incappata durante le mie consuete googlate, nel mantenermi aggiornata sullo stato dell’arte dei temi “celiaci”.

    Coordinatrice del progetto Prof. Emanuela Ceva http://www-3.unipv.it/webdsps/it/docente.php?id=ceva
    Il progetto https://alimentareilrispetto.wordpress.com/about/

    L’articolo https://alimentareilrispetto.wordpress.com/2013/10/03/niente-glutine-niente-eucarestia-puo-unistituzione-religiosa-vincolare-la-partecipazione-dei-membri-alle-loro-restrizioni-alimentari/
    “Niente glutine, niente Eucarestia. Può un’istituzione religiosa vincolare la partecipazione dei membri alle loro restrizioni alimentari?”

    Il mio commento https://alimentareilrispetto.wordpress.com/2013/10/03/niente-glutine-niente-eucarestia-puo-unistituzione-religiosa-vincolare-la-partecipazione-dei-membri-alle-loro-restrizioni-alimentari/#comment-32

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    • Ottimo il tuo argomentare.
      Essere chiamati al sacerdozio vuol dire essere chiamati non averne la voglia soggettiva: questo è un caso di oggettivo impedimento e dunque un segno chiaro di non vocazione. Un caso simile sarebbe quello di chi vorrebbe essere sacerdote ma non riesce proprio a vivere abitualmente la continenza sessuale: ache qui non c’è oggettivamente chiamata vocazionale.
      Quanto al caso dei fedeli che non possono accedere alla comunione a causa del glutine contenuta nel pane dell’ostia, ebbene la Chiesa compensa e il Cristo si dà lo stesso spiritualmente al credente non in stato di peccato mortale.
      Grazie!
      In Pace

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      • Grazie a te 🙂
        Specifico che la maggior parte dei celiaci (stragrande maggioranza, me compresa) può assumere la particola con 20ppm (20 mg/kilo) di glutine. Per 2 motivi:
        – 20 ppm è anche il limite per gli alimenti normali per essere considerati “senza glutine”. È sì il limite massimo, ma teniamo presente che è un’ostia (e non un panino).
        – il normale fedele la assume una volta la settimana o meno.
        (se volesse comunicarsi tutti i giorni dovrebbe sentire il medico curante e fare prove di tollerabilità).

        In ogni caso la Chiesa ha previsto già da molti anni (almeno da 10 anni, ed era prefetto della Congregazione il card. Ratzinger) che chi ha intolleranza totale (ci sono delle allergie gravissime) può chiedere al parroco di comunicarsi sotto la specie del vino.
        (Ci sono problemi col vino? Si può fare col mosto, rispondente a certi parametri).

        🙂

        (il problema si pone per ovvi motivo nel sacerdozio, più che altro per l’ammissione al sacerdozio. Perché se un prete si ammala dopo essere stato ordinato, non è che viene “espulso”. Lo scrivo anche qui, per chi per chi non avesse tempo/voglia di leggere il link)

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  3. Aaron mi ha aggiunto ad un gruppo facebook spettacolare: “filosofia e scienza”

    Fra i vari articoli reperibili eccone uno che fa il paio con quelli sulla meccanica quantistica di Simon:
    https://www.facebook.com/notes/thomas-shear/il-conflitto-inesistente-tra-logica-classica-e-meccanica-quantistica/681616045290796?hc_location=ufi

    IL CONFLITTO INESISTENTE TRA LOGICA CLASSICA E MECCANICA QUANTISTICA

    Yeah!

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    • Ottimo! Lo Shear sembra davvero bravo e competente.
      Giusto non concordo con una sua affermazione nel corpo principale del suo testo e cioè che ” il fondamento della logica classica, formalizzata poi da Boole ed evolutasi nella moderna logica booleana”: questo è davvero sbagliato, Boole non è una formalizzazione della logica classica ma la rappresentazione matematizzata di un suo sottinsieme come dimostrato nell’articolo mio da te citato ( e che lui tra l’altro, purtroppo, sembra aver capito alla rovescia).
      Ma nell’essenza davvero concordo con Shear.
      In Pace

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  4. ORPOLA!!!

    http://www.boletinoficial.gov.ar/Inicio/index.castle?s=1&fea=01/04/2015

    http://blog.messainlatino.it/2015/04/la-fsspx-riconosciuta-persona-giuridica.html
    http://blog.messainlatino.it/2015/04/fsspx-chiarimenti-e-specificazioni.html

    Ma questa cosa ha possibili collegamenti con le trattative Vaticano FSSX? COme può il governo argentino dire che fanno parte della Chiesa Cattolica? BEllo neh, però boh!

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    • Così funziona l’ordinamento giuridico argentino: l’accreditamento della FSSPX necessità l’OK della Chiesa cattolica.

      Da un lato si può vedere la generosità della Chiesa cattolica e di Papa Francesco in particolare tramite il Cardinale Poli nei confronti di una realtà che desidera emanciparsi dalla Chiesa cattolica romana sul piano della dottrina ( in particolare con la sua errata nozione di Tradizione come San Giovanni Paolo Magno ha sottlineato nel Suo “Ecclesia Dei Afflicta” e che impedisce il loro ritorno nell’Ovile comune) e della disciplina.

      Da un altro lato si ricorda però che i membri della FSSPX sono sempre considerati a tutti gli effetti come cattolici cioè completamente sottomessi al Codice di Diritto Canonico che è pienamente valido nel loro caso: in altre parole veramente le assoluzioni dei loro sacerdoti non sono valide, come neanche i matrimoni che vi sono celebrati e e si mantiene che i loro sacerdoti rimangono sospesi a divinis .

      Personalmente avrei desiderato una decisione più misericordiosa che “sganciasse” finalmente i fedeli lefebvriani dalla Chiesa cattolica che non conoscono più o poco e solo in modo deformato e spesso malato, non sottomettendoli più al Suo diritto canonico e quindi, per via della capacità che ha la Chiesa di compensare, rendendo,apparentemente paradossalmente, le loro assoluzioni ed i loro matrimoni validi ed efficaci.

      La mia comprensione è che visto da Roma, il valore medicinale della loro sospensione a divinis come anche della scomunica latae sententiae a chiunque ne sia membro nello spirito ereticale e scismatico denunciato e descritto secondo Ecclesia Dei Afflicta, sia ancora considerato efficace e che valga ancora la pena tentare di riammetterli nella piena comunione colla Chiesa cattolica romana. Di sicuro Mons Pozzo e il card Poli assieme a Papa Francesco hanno una più chiara visione di quel che si possa e debba fare per riportarli al Santo Ovile: questa è anche Misericordia.

      Dopottutto anche se uno è un odiante della Chiesa cattolica, dei Suoi Papi e del Suo Magistero Autentico, membro della FSSPX, ma che cerca genuinamente Dio, chi saremmo noi per giudicare?
      In Pace

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      • Grazie Simon.
        Trovo questo in altri siti:

        commento al vescovo Guido Pozzo, segretario della Pontificia commissione «Ecclesia Dei», che si occupa del dialogo con la Fraternità:

        «Sono contento che in Argentina si sia potuta trovare questa soluzione, che, va precisato, non coinvolge la Santa Sede. Non si tratta di un riconoscimento giuridico della San Pio X come società clericale, rimane aperta la questione della legittimità dell’esercizio del ministero sacerdotale dei loro preti. Ma certamente è un ulteriore segno di benevolenza nei confronti di questa realtà da parte della Chiesa cattolica. Con la sua decisione l’ordinario di Buenos Aires riconosce che i membri della Fraternità sono cattolici, anche se non ancora nella piena comunione con Roma. Noi continuiamo a lavorare perché si arrivi alla piena comunione e all’inquadramento giuridico della Fraternità nella Chiesa cattolica».

        Amen!

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  5. Cosa ne pensate di questo attacco al cattolicesimo da parte di fondamentalisti ortodossi?
    http://traditioliturgica.blogspot.it/2015/04/ricevo-e-rispondo-proposito-di.html?m=1

    Una disputa sul rapporto tra spiritualità e vita cristiana.

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  6. La spiritualità che “condividiamo” con gli Ortodossi: http://www.padrideldeserto.net/
    Sfogliete e leggete i “Padri del Deserto”, tutti…

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    • NB In alto al destra del sito trovate due pulsanti, uno con una nota musicale e l’altro che indica l’elenco. Cliccateci sopra (quello “elenco”) e potrete sfogliare il sito.
      E dite una preghierina per l’autore “un fratello oblato dell’Eremo della Beata Vergine del Soccorso”.

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    • La faccenda è intricata secondo me Giancarlo. Personalmente mi fido della Santa Sede, quindi se per loro il signore non va bene, allora non va bene
      Ma le parole di Cascioli non mi entusiasmano affatto, anzi.

      La faccenda è subito detta: se davvero l’ambasciatore è cattolico, perfetto esempio di virtù cristiane, non convive e non pratica, la sua omosessualità di persé stessa NON FA ALCUN DIFETTO, esattamente come non può far difetto in un virtuoso l’essere eterosessuale!
      Se dicessero di no per quel motivo in Vaticano, sarebbero palesemente anticristiani!

      Ma questo non è solo impossibile, è da pazzi anche solo pensarlo.
      C’è altro sotto. E quell’altro non può essere soltanto “il far cambiare dottrina” ad una Chiesa che se ne frega di chi ha come ambasciatore per approfondire la rivelazione. E’ una cretinata pure ‘sta cosa.

      Forse si ha paura che l’ambasciatore possa tramare con la “lobby gay” presente in Vaticano?
      Brrrr che paura, riusciranno mai 4 omini a distruggere la Chiesa di Cristo?

      Stiamo calmi e prendiamo le responsabilità che ci competono. Personalmente io mi fido e mi affido, sto alla finestra e vediamo cosa succederà. 🙂

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      • Detto ciò la posizione del Dr Tornielli, persona che mi è, per altro, eminentemente simpatica, non mi sembra corretta: sembra davvero “spingere” per Stefanini e non mi sembra che sia il caso di farlo.
        Infatti la Santa Sede (cioè Papa Francesco) se ne sta zitta e se non vuole approvare come ben dici, Minstrel, vuol dire che ci sono elementi che non possono essere resi pubblici e la tendenza omosessuale di Stefanini è il solito “fumo” di Hollande per far pressione indebita sul Vaticano. Non dimentichiamoci che Hollande e il suo governo è attivamente anti-cattolico, fors eil piû anti-cristiano dalla Rivoluzione.
        A mio parere la posizione di Cascioli sembra la più neutra e la più rispettosa delle decisione papale in questa materia.
        Il ruolo degli ambasciatori da quando il mondo è mondo è proprio di fare lobbying….
        In Pace

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        • Tornielli a me non è simpatico per niente, ma anche qui hai ragione, Simon. Il governo Hollande è uno dei più anticattolici e anticristiani in circolazione: conta più grembiuli di un istituto professionale per colf. La nomina di Stefanini va letta come una provocazione, intesa a suscitare l’inevitabile presa di posizione della Santa Sede. Ricorda un po’ la domanda… (com’era, com’era?) …”dobbiamo pagare il tributo a Cesare?”. Roba da pubblicani, farisei e satanassi. Ci siamo capiti. E bene ha fatto il Vaticano a non cedere (anche se, naturalmente, i soliti blog criptolefebvriani non hanno rilevato nulla).

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      • Non sono per niente d’accordo, Minstrel. La sua omosessualità (intesa solo come orientamento) non farà alcun difetto sul piano morale; farebbe invece difetto, eccome, se fosse vissuta in atti. Ora, visto che si è preoccupato di far conoscere a tutti il proprio orientamento omosessuale, perché non si preoccupa anche di farci sapere che vive in perfetta castità? Perché, se così fosse, allora avresti pienamente ragione nel non volerlo discriminare per il suo orientamento. Invece non risulta che abbia dichiarato di vivere in castità.

        Dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, a meno che non si tratti di una confessione resa con dolore (con dispiacimento), equivale a chiederne un pubblico riconoscimento. Se la chiesa lo prendesse così come si presenta, cioè omosessuale dichiarato e non casto, automaticamente riconoscerebbe la sua omosessualità come cosa buona, non contrastante con il CCC.

        Ridicolo Tornielli, quando invoca misericordia sull’ambasciatore omosex. Vada in confessionale Stefanini, a chiedere misericordia e, certamente, ne troverà. Altro è sbandierare la propria omosessualità, come se fosse una cosa di cui non vergognarsi.

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  7. Non so se avete letto il delirio pulp del Mastino sulla Crocifissione. Per fortuna i commenti sono stati quasi tutti negativi, anche quelli dei lettori più moderati, e alla fine il post pseudomedico e pseudostorico sul Cristo nudo è stato tolto. Il Mastino perde colpi, vittima del suo sensazionalismo all’amatriciana.

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    • Azz, non l’avevo visto!

      Ho visto quello sulla morte di Gesù (è quello che intendi?) e la Passione ha questa chiusa:

      “Avevo chiuso questo improvvisato e modesto pezzo, quando ci sono ritornato sopra, mentre pensavo di aver disseminato troppo pessimismo in queste righe, che poi è carenza di fiducia nella Provvidenza, come dimostra il Gesù in quel peschereccio petrino sulle acque in tempesta: «uomini di poca fede!», così apostrofa gli apostoli allarmati Gesù, che fin lì aveva fatto finta di sonnecchiare,durante quel dramma. Sì perché mi sono tornate in mente le parole che, in risposta alle mie preoccupazioni, mi fornì mesi fa Vittorio Messori (vado a memoria), che accusavo con un sorriso di “ottimismo scettico” rispetto a questi ultimi due anni:

      «Il mio non è affatto “scettico ottimismo” come dice, ma, spero proprio, realismo cristiano, anzi cattolico. E se proprio si arriverà al collasso ecclesiale, all’implosione alla sovietica, come Lei teme immaginando Bergoglio al posto di Gorbaciov, vada accolto come si deve accogliere: cioè come dono, alla apri di tutto ciò che viene dalla Provvidenza che sa meglio di noi che cosa fare. Conosco bene il XVI secolo e l’autentico miracolo del Concilio di Trento e del dopo: un colpo di reni, a botte di santità, che senza i Lutero, i Calvino e soci non ci sarebbe mai stato. Forse abbiamo bisogno di un Bergoglio per ricominciare come si deve».”

      Capita a tutti un momento di depressione. Quanto meno il Mastino si affida a saggi uomini come Messori per ripigliarsi… 😉

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  8. In compenso mic è sempre più irrecuperabile. Mi sa che ce la siamo davvero giocata. Dell’intervento di Bergoglio sul genocidio armeno neanche una parola. In compenso speculazioni a gogo sul mancato accredito dell’ambasciatore francese in Vaticano. Adesso è tutta infoiata perché in Argentina i suoi cocchini della fsspx sono stati riconosciuti associazione di diritto diocesano. Che notizione, eh!

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    • Benvenuto Antitangheri (wow, che nick! 🙂 )
      Da un lato son contento che anche mic abbia compreso il valore del Cardinale Sarah (qui su Croce-via sempre applaudito). Non che serve il suo placet ovviamente, ma forse c’è speranza.

      Sulla faccenda del riconoscimento della fsspx fioccano da più parti interpretazioni varie. Don Camillo, quello che ha rotto con mic proprio perché ritiene Papa Francesco un grande, esulta pagando cene a tutti e dicendo “ve l’avevo detto”. Sono felice di questo suo entusiasmo, ci siamo scritti a volte in privato ed è davvero una persona splendida e tutt’altro che interessato a “far cagnara”. Mic invece mi sembra a disagio: come faccio a dire ai miei utenti “splendida notizia!” se tale notizia dà adito AL VOLO, senza alcun dubbio, a pensare che Bergoglio è tutt’altro che l’antipapa visto la misericordia che sta utilizzando?! Beh, parliamo dei Vescovi anti fsspx (ai quali, occhio, il Segretario Pozzo Ecclesia dà tutt’altro che torto!) e di Tornielli che certamente c’è rimasto male (se loro son convinti…).
      E naturalmente facciamo passare che questo riconoscimento formalizza NECESSARIAMENTE l’ingresso della fraternità in Roma. Senza firme su preamboli, senza alcuna sottomissione! La fsspx è la vera Chiesa di Cristo! Gli altri zitti e mosca.
      Tsk… magari fosse così semplice.

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      • Salute a te, Minstrel. Il vostro blog mi piace perché accetta il confronto in modo sereno.

        Quel don Camillo, però, ha sempre mostrato un livore molto sospetto verso Benedetto XVI, direi quasi un odio: son sentimenti che caratterizzano gli uomini dappoco, soprattutto quando sono rivolti a personalità di alto profilo come è quella di Benedetto XVI.

        Con mic, comunque, hanno dovuto tagliare i ponti un po’ tutti, tranne qualche fan parasubordinata e un paio di pretoriani da circo. Non piangerei né su don Camillo né su Pastorelli né su Colafemmina. Sicuramente però su don Ariel, il katéchon di quel blog.

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        • Grazie dei complimenti. Il bel confronto si istaura grazie a “bei” utenti. 😉

          Circa la visione di Don Camillo su Benedetto XVI che ti devo dire… lui è convintissimo. Personalmente quello ha sempre scritto sul suo blog non mi ha mai convinto, ma proprio per niente. Io lo osservo oggi e mi pare un prete che ora sorride con speranza al futuro. Mi piace questa cosa.

          Quanto a Don Ariel, che ha troncato da tempo con mic ed è fondatore di quella Patmos che ora tuona contro di lei… beh, tanto di cappello. Non so cosa sia successo, ma qualunque cosa sia stata: Wow!

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        • Concordo con Minstrel, Don Camilo mi è simpatico anche se non concordo quasi mai sui suoi punti di vista: la sua ricerca personale, espressa nel suo blog, sembra davvero onesta anche se “originale”.

          L’altro sito da te indirettamente citato invece, se parliamo dello stesso al quale penso, esprime una visione del mondo “malata” ed “ossessionale” dove la ricerca della verità non importa minimamente, ma solo il pettegolezzo, lo sguardo torvo e brutto, le calunnie e le maldicenze sul Santo Padre, sulla Chiesa cattolica e il Magistero Autentico. Per giunta la sua accesa propaganda per quella realtà ecclesiale scismatica ed eretica che è la FSSPX rende quel sito sospettissimo ai sensi dell’Ecclesia Dei Afflicta.

          Ottimo il sito di Don Ariel e di P. Cavalcoli: vera ricerca e fonte di informazioni davvero cattoliche.
          In Pace

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          • Be’, certo, mille volte meglio un don Camillo parzialmente ravveduto che una mic. Il sito, Simon, è proprio quello: un centro di propaganda scismatica camuffato da baluardo della tradizione cattolica. Don Arie e Padre Cavalcoli stanno invece conducendo un’azione degna del massimo rispetto. Le trovo due persone intellettualmente oneste e spiritualmente profonde. Avercene!

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      • Minstrel, giusto un salutino e anche per sapere, siccome sto organizzando una cena, ma già lo sapete, mi piacerebbe invitare anche voi, oltre a rendere la cena interessante, potrebbe essere l’occasione per seppellire, in un buon bicchiere di vino, ogni rancore passato, se ci fosse stato… Simon, mi raccomando, ci conto nella tue presenza, non ti ho mai nascosto la mia simpatia viscerale per te, anche se divergiamo in alcune questioni che comunque ci stanno a cuore!!!

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    • credo che ha ragione Trinity quando dice che fate gossip. Ma almeno documentatevi
      http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/il-papa-ricorda-gli-armeni-e-la-turchia.html

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      • Su un punto concordo Icabod: non bisogna mai rinchiudere le persone in scatolette ermetiche, perché possono sempre convertirsi in finis e che solo il Signore conosce perfettamente in Giustizia e Carità.
        Anche accesi anti-cattolici e anti-papisti possono ravvedersi: a questo spinge la Misericordia che San Giovanni Paolo il Grande ha pienamente rimesso in onore e alla quale il Santo Padre, Papa Francesco, mai cessa di riferirsi.
        Grazie per l’intervento.
        In Pace

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        • C’è anche il rischio di rinchiudere le persone in scatolette ermetiche perchè ci stanno antipatiche o perchè dicono cose che non ci vanno a genio e non vogliamo ascoltare e facciamo prima a dire che i loro sono pettegolezzi, senza renderci conto che un’affermazione del genere già di per sé diventa un pettegolezzo.

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          • Onestamente la gestrice di quel blog non mi sta antipatica: intanto già non la conosco.

            Quel che mi stanno antipatici sono gli atti: il bashing continuo del Santo Padre Francesco, la raccolta sistematica di pettegolezzi e maldicenze, il via libera a chi le spara le più grosse e le più cattive sul Papa, sul Magistero, sui Vescovi, etc.

            Poi, aldilà dell’antipatia per questi atti, proprio in quanto cattolico, cioè in quanto qualcuno che “crede la Chiesa” come insegna il Simbolo, non posso non rigettare la posizione di chi pretende che la Chiesa possa errare nel Suo Magistero Autentico in materia di Fede e di Costumi: sostenere questo vuol dire tarlare la testimonianza della Chiesa del mattino di Pasqua e la relativa trasmissione fino al giorno d’oggi come anche annullare l’insegnamento di Cristo stesso sul’inerrabilità della docenza apostolica.

            Credere in una Chiesa ideale fatta alla propria immagine, questo ci arrivano tutti anche i cattivi: credere nella Chiesa reale, quella del 2015 con il Papa ed i Vescovi in unione con lui, questo rileva dell’atto di fede volontario che risponde liberamente alla proposta dello Spirito Santo hic et nunc. Quest’ultimo è il “vero” cattolicesimo: le altre posizioni sono protestantesimo (prog o trad) più o meno larvato.

            In Pace

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            • Sta di fatto che il magistero autentico non è tutto infallibile e quello che non è infallibile è criticabile senza insulti per chi lo fa.
              E’ un discorso complesso sul quale la sua cattolicità è altrettanto criticabile di quella che non accetta. E di certo è inutile portarlo avanti qui.

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            • No Icabod. Il Magistero Autentico è sempre inerrabile in materia di fede e di costumi.
              Questa è la fede cattolica. Ne abbiamo parlaro decine di volte su questo blog: quindi non ti farò l’affronto e l’offesa di ridarti tutte le referenze magisteriali al soggetto.
              In Pace

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  9. A distanza di alcuni anni dal M.P. di Benedetto XVI dobbiamo concludere che il blitz dei tradizionalisti criptolefebvriani per impossessarsi del Summorum Pontificum è miseramente fallito. Nei loro luoghi di aggregazione (quasi esclusivamente siti e blog) si ripetono sempre le stesse cose e si respira la solita aria di desolazione senza speranza, al cui confronto l’atmosfera del sinedrio di Caifa sembra quella di un festino. Vien quasi voglia di consolarli. Ma sono per definizione inconsolabili. Nemmeno con una conferenzina qua, un pellegrinaggetto là, un convegnino su e una giornatinadellatradizione giù. No, loro proprio non ce la fanno. E anche per colpa delle loro smanie la messa gregoriana non è riuscita a ridecollare (colpa, comunque, anche della miopia dei vescovi, che non hanno voluto e saputo cogliere l’occasione: era così chiaro che il modo migliore per togliere ai criptolefebvriani il preteso monopolio delle messe tridentine sarebbe bastato introdurne d’ufficio una in ogni diocesi, se non in ogni parrocchia!).

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    • Il più grande freno per una ripresa vigorosa della forma straordinaria è proprio stata la FSSPX e quella miriade di “tradi-protestanti” di ogni risma che vi gravita attorno ma che non ha il coraggio di raggiungerla e così di beccarsi la scomunica che commina in quel caso la Chiesa cattolica (cf. Ecclesia Dei Afflicta) e, purtroppo per quella forma del rito romano, che fa tanto chiasso a vanvera e contro il buon senso. Amen.
      In Pace

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      • Sono d’accordo. In troppi casi la messa tridentina si è trasformata in una calamita per borderline fuori di zucca. La colpa, però, non è della messa tridentina, ma da un lato di chi vi ha lanciato sopra un’OPA senza avere il titolo per farlo, e dall’altro di chi, nelle diocesi e nelle parrocchie, le ha opposto un’accanita resistenza. Gli uni e gli altri hanno tradito Benedetto XVI e le sue intenzioni.

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  10. Troppo ottimisti sul motu proprio.
    Aldilà della questione se sia stato scritto bene o male, sembra un po’ come la ben nota Legge 19.2.2004 n. 40, che è stata la leva per introdurre totalmente e di fatto, via giurisprudenziale e regolativa, tutto ciò che proibiva e limitava.
    L’una norma come l’altra sono stati il bersaglio su cui si sono allenati gli avversari, che ormai hanno imparato a sparare…
    Almeno nel caso dell’antica liturgia, forse sarebbe bastato l’esempio di persone sante e influenti (anche per ruolo…), unito all’opera di depurazione delle incongruenze presenti nei risultati (in alcuni presupposti) della riforma liturgica (riforma della riforma o qualsivoglia altro nome).
    Alla fine, si potrebbe instaurare un altro parallelo, quello con la Veterum Sapientia di Giovanni 23, nata moribonda, morta e seppellita dopo breve e penosa malattia, dalla medesima Sede che l’aveva approvata.
    Morale della favola.
    Il normativismo non frutta, va tutelato il bene effettivo sostanziale, il timbro della legge scritta verrà solo a cose fatte (si ci si pensa bene, i figli di questo mondo questo lo sanno e lo praticano: tutelano il male e inibiscono il bene; mentre i figli della luce, notoriamente pollastri e tafazzisti, proprio no, non lo fanno e non lo praticano, salvo qualche miracolo).

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  11. Ò ragazzi, ultimamente qua sembra stare dalla parrucchiera a commentare i giornali di gossip: “quello mi sta simpatico, quello no, quello mi piace, quell’altro sì però poi no, ma una volta ha detto che, allora” 😀
    Ciao Antintagheri, benvenuto 🙂
    …..dopo questa sfilza di simpatici/antipatici….mi è sorta la domanda “e io gli starò simpatica o antipatica?” 😛
    Attendo sentenza 😉

    P.s. comunque concordo con Tornielli (che mi sta simpatico) sul fatto di non confondere orientamenti sessuali con pratiche sessuali. E trovo che l’articolo della Bussola abbia perso …..la bussola.
    Sui tradi-prot-psichiatrici devo dire che io li ho conosciuti solo in internet e grazie ad internet. Curiosa categoria di “cattolici”, ma mai visto uno in carne ed ossa.

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    • A TRINITY

      Nella moderna società dei consumi e della merc(/d)ificazione, un po’ di alleggerimento è sempre di grande utilità per la salute del corpo e della psiche. Comunque, trinity, ti dirò, devi essere una personcina alquanto simpatica.

      Voglio perciò darti una dritta: Incontrare un tradipsicopatico in carne ed ossa non è difficile. Per la mia tesi di dottorato in Psicopatologia dell’età involutiva (si intitolava LETTERALISMO E DEVIANZA RELIGIOSA NEI SOGGETTI TOMISTOFRENICI), oltre consultare su base sistematica determiati blog, ho frequentato assiduamente una chiesa in cui si celebra in rito antico; ho avuto così occasione di osservare da vicino un campionario clinico di primissimo ordine:

      – prete già in crisi vocazionale che augura morte istantanea al Papa dimissionario
      – zelotini lefebvriani dichiarati
      – zelotini criptolefebvriani
      – propugnatori dell’antipapalità di Francesco l’Argentino
      – adepti di gruppi caudillisti sudamericani
      – ex econiani giubilati (ma irrimediabilmente incagliati nella talare d’ordinanza, con zuccotto)
      – collezionisti necrofili di paramenti e oggetti sacri
      – gregorianisti dilettanti con seri problemi di adenoidi
      – organisti da battaglia in cerca di strumenti su cui esercitarsi per l’esame del quinto
      – pseudointellettuali antimondialisti temporaneamente (perché l’intera esistenza è temporanea) al servizio di megagruppi finanziari demoplutocratici
      – cultori di storia locale, e in particolare della chiesina in oggetto
      – sfoggiatori di mantelloni, crocioni, cingolazzi, pizzetti, trinucce, merletti e saiotti

      Prova anche tu, trinity. Potrai così colmare una grave lacuna. Purtroppo non tutte le chiese in cui si celebra alla tridentina possono offrire un circo barnum di questa qualità. Ma con un po’ di tentativi, vedrai che troverai l’occasione di conoscere de visu qualche tradipsicopatico.

      A DON CAMILLO

      Sei stato un po’ birbante con Benedetto XVI, epperò vedo che ti stai ravvedendo. Lo so, quell’accento tedesco, quei capelli con la riga in parte, per non parlare delle scarpette rosse, ti facevano venire l’orticaria. Quando poi l’hai visto partire in elicottero, come gli americani da Saigon, devi avere provato un misto di euforia e di disprezzo. Avresti desiderato un papa più testardo e testosteronico, e anche per questo ti va a genio Francesco, che non sarà il grande patron del rito antico (ma non lo fu nemmeno Benedetto), ma quando c’è da assestare qualche scarpata, più o meno giusta, non fa complimenti.

      Che posso dirti, don Camillo, il tuo invito a cena, sebbene rivolto ad altri, mi è piaciuto assai. E visto che ho ricevuto da trinity l’investitura per conferire patenti di simpatia ad uso dei salottini da parrucchiera, ti iscriverò a ruolo tra i simpatici, anche in considerazione del non piccolo merito di esserti fatto mandare a quel paese da Madame de Montgolfier (quis habet aures…).

      A LYCOPODIUM57

      Eh sì, il normativismo serve a poco. Anche perché nel mondo di diritto romano le norme sono un po’ (per ricorrere a un fine concetto filosofico degno del Mastino) come “la pelle de li cojoni, che ‘ndo la tiri viene”. Ognun le intepreta a piacimento, secondo il proprio orientamento ideologico e la convenienza del momento. Ma se il ritorno del venerabile rito antico fosse stato lasciato al bene effettivo sostanziale, temo, lycopodium57, che il normatore avrebbe avuto ben poco da sancire… Un’opera ben fatta sarebbe stata invece quella di affermare con motu proprio, e magari con atti ufficiali particolarmente solenni e assertori, non solo la piena e assoluta legittimità e celebrabilità della messa tridentina, ma anche la sua piena e assoluta necessità, imponendone dall’alto l’inserimento nella vita ordinaria delle diocesi. Ma per far questo occorreva un notevole supplemento al contenuto dell’involucro di cui sopra (nel lessico filosofico del Mastino penso che tale supplemento sarebbe denominato “li controcojoni”). E’ andata così. Vorrà dire che dovremo continuare a sorbirci messe a base di chitarre grattugiate, canti da zecchino d’oro per bimbi mentecatti, prediche slenzuolate per tutto l’arco della liturgia, comunioni arraffa-arraffa, sacrestane-papesse-dal-capello-grigio-e-corto con smanie toscaniniane, ecc. ecc.

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      • @Antitangheri

        “personcina simpatica”
        Ah ecco, ora sto serena, grazie della griffe 😉
        Riguardo la mia lacuna (sui casi tradipsicotici) è in parte colmata dai casi progressive-psicotici, talvolta non meno gravi (o meno folkloristici) dei primi. Infatti, qualche tempo fa, nella mia profonda ignoranza ed essendo cresciuta in una parrocchia molto particolare, pensavo che certi movimenti ecclesiali si inquadrassero nel “tradizionalismo” ….ma poi scoprii che non avevo capito niente – per poi, dopo intenso studio, comprendere che invece magari, dopotutto, avevo compreso anche benino: il tratto patologico fondamentalista (problematica appunto psicologica) è il tratto comune sia dei tradi che dei progr….. e non ci deve confondere il fatto che si grattugi ossessivamente una chitarra o si adori ossessivamente un merletto.

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        • Eh sì, in ambito cattolico la patologia del fondamentalismo da terza narice (di cui la tomistofrenia è una manifestazione significativa ma tutt’altro che unica) accomuna l’identità di trad e prog . Il primo gruppo però è maggiormente giustificato, perché ha alle spalle un passato prossimo e un presente fatti di emarginazione. Lo psicoprogressismo è meno affascinante perché più diffuso e soprattutto più in linea con la generica condizione psicotica dell’odierna società incivile. Esistono notevolissimi contributi scientifici a riguardo, ma è sempre preferibile l’osservazione diretta.

          P.S. Mi raccomando, fanne buon uso (della griffe).

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      • ..ti iscriverò a ruolo tra i simpatici, anche in considerazione del non piccolo merito di esserti fatto mandare a quel paese da Madame de Montgolfier (quis habet aures…)

        HAHAHAHHAHHA, mi hai fatto troppo ridere…. tu, a questo punto avrai il privilegi di scegliere il dolce dopo, a fine pasto!

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        • Vada allora per una ciambella (ma senza buco) e un buon bicchiere di passito di Pantelleria (per un brindisi alle mongolfiere e a tutti gli aerostati imbucati negli hangar dei ministeri italiani a spese del sempre più povero contribuente. Son poi gli aerostati che fanno la morale a questo e a quello. Mah!).
          Buona settimana don Camillo.

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    • Ho provato a dare un’occhiata. Cosa ci sarebbe di interessante?

      Minstrel, ma tu pensi che ci sia qualcosa di positivo nell’omosessualità? Pensi che sia, in qualche modo difendibile, accettabile, valorizzabile? Io penso che l’omosessualità sia una zampata che il demonio riesce ad infliggere ad alcune sciagurate persone. L’unico modo di vederla in positivo è quello di accettarla come una croce pesante, il che comporta disponibilità al sacrificio ed alla mortificazione. Non capisco, davvero, proprio non capisco per quale motivo un cattolico dovrebbe far conoscere pubblicamente la sua condizione omosessuale, a meno che non intenda dare testimonianza che vivere in castità è possibile.

      Ti ricordo che l’omosessualità è nient’altro che un orientamento sessuale, che può essere tradotto in un comportamento sessuale. Non esistono persone omosessuali, esistono persone che adottano comportamenti omosessuali. Comportamenti che non meritano alcun rispetto e che sono inaccettabili.

      Laurent Stefanini non fa mistero del suo orientamento omosessuale, e non credo che lo faccia per dare testimonianza della sua castità. Di conseguenza la sua sbandierata omosessualità può essere solo promozione dello stile di vita omosessuale. Non occorrono altri misteri, mi pare che ce ne sia d’avanzo per rifiutarlo come ambasciatore presso la santa sede.

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      • Il blog è interessante al di là di questa polemica. Ripeto che se non lo accetta se per il solo fatto di essere omosessuale sarebbero anticristiani punto. Davvero leggendo il tuo punto di vista faccio fatica a vederci i canoni del catechismo odierno…

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        • Spiegami come mai, mi interessa.

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        • “I canoni del catechismo odierno…”, come se il catechismo odierno trattasse in maniera sostanzialmente diversa l’omosessualità e gli omosessuali.

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        • Ma come, mi assento una settimana e mi ritrovo i nipoti di Maritain su Croce via? 😉
          Certo il sito è interessante per capire strategie e programmi di chi preme per importanti cambiamenti nella dottrina. Ma attenzione al veleno, bisogna entrare con la mascherina per non essere intossicati dai fumi mefitici e conturbanti. Bastano i due primi post come esempio; prima le non-risposte della parlamentare che vuol vendere se stessa come paladina di diritti di minoranza maltrattata (già visto), poi la contrapposizione omo-buoni/omo-cattivi che mira a far parteggiare il lettore per i bravi omo fedeli e responsabili che contestano i cattivi ghei festaioli e promiscui (questa in effetti è nuova ma l’obiettivo sempre lo stesso: bisogna tentarle tutte per convincere i dubbiosi che omo può essere bello e buono).
          Bisognerebbe approfondire per definire a che punto una manifestazione affettuosa (che tutte le relazioni tra persone condividono in maggior o minor misura) diventa sesso (che per la Chiesa è esclusivo dell’uomo creato a immagine di Dio, maschio e femmina uniti nel sacramento del matrimonio). C’è un punto che penso qualunque adulto è in grado di determinare in cui una carezza acquista carattere sessuale, non c’è spazio per ambiguità. Una manifestazione affettiva ha carattere sessuale perché tende all’atto sessuale completo (sia che questo avvenga o meno). Questo atto sessuale completo a cui tendono le manifestazioni affettive con carattere sessuale è l’unione feconda di maschio e femmina anima e corpo; feconda in senso spirituale perché unitiva, feconda in senso fisico perché procreativa. Questo è sesso casto. Se il sesso casto, nel caso di maschio e femmina uniti nel sacramento, deve essere unitivo e procreativo mi pare difficile che la sodomia possa mai essere qualificata (dalla Chiesa) come “sesso casto”, e includo nella “sodomia” le manifestazioni affettive di carattere sessuale (e cioè tendenti all’atto sessuale completo) quando avvengono tra due maschi o due femmine. E non soltanto perché non procreativa ma anche perché in questi casi la completezza degli atti sessuali a cui tendono le manifestazioni affettive non è mai raggiungibile. Con buona pace dei buoni omo responsabili.

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          • Esatto lidia. È interessante proprio perché affronta certe tematiche in buona fede. Si possono trovare, come già dicesti, i motivi per i quali alcuni cattolici ritengano buone certe idee progressiste. Per eventualmente capirli o criticarli. Io li tengo monitorati su facebook. 😉
            Detto questo che ne pensi dello “sfogo” di Giancarlo? Appena posso dico meglio la mia. We impegnativo.

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            • Nel “caso Stefanini” mi mancano elementi, non saprei giudicare perché non conosco questa persona, nemmeno il “profilo” in quanto personalità pubblica. Qualche idea mi viene dal temporeggiare della Santa Sede e la pressione di Hollande, ma non posso basarmi su dati così vaghi. Sono d’accordo con Giancarlo che le persone non sono omosessuali ma tutt’al più praticano atti omosessuali e la Chiesa questi condanna (siano pensieri, parole opere o omissioni). Una persona che si qualifica come omosessuale semmai pecca di arroganza/superbia, peccato condannabile quanto l’atto omosessuale (agli occhi della Chiesa). Per questo mi risulta un po’ stridente che uno si qualifichi come omosessuale cattolico. Io sono cattolica e sono anche peccatrice ma non mi viene di qualificarmi come cattolica peccatrice; sono cattolica e come tale desidero essere degna di Dio, perfetta come Lui è perfetto. L’essere peccatrice è qualcosa che mi addolora, meno come possibilità sempre presente, molto di più quando commetto effettivamente peccato. Certamente il qualificativo “peccatrice” non aggiunge, anzi toglie qualcosa al qualificativo “cattolica”. Non dice più di me, dice di meno.
              Ma sono d’accordo anche con te quando dici che ti fidi del giudizio della Santa Sede, mi rimetto anche io a quanto decideranno in merito, sicuramente hanno tutti i dati per giudicare con discernimento al di la delle pressioni di chiunque, persona o istituzione.

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            • @Lidia
              ” Una persona che si qualifica come omosessuale semmai pecca di arroganza/superbia, peccato condannabile quanto l’atto omosessuale (agli occhi della Chiesa)”

              Secondo me bisogna andarci cauti anche su questo. Certamente il gay pride, l’orgoglio gay è inquadrabile in quello che dici. Mentre altri tipi di “dichiarazione” possono avere valenze diverse: vediamo il caso di Philippe Ariño che, continuamente “autoqualificandosi”, scrive libri e tiene conferenze su come un omosessuale (lui) può trovare piena realizzazione nel seguire alla lettera la dottrina della Chiesa. Sulla stessa linea stanno persone come questa http://coraggiodellacastita.blogspot.it/
              Anzi, io direi che il forte movimento/lobby gay da un certo punto di vista richiede una risposta forte: magari sul termine “omosessuale cattolico” si può anche discutere…..però può rappresentare anche una risposta forte ed immediata all’attuale pervasivo-invasivo pensiero unico.

              Poi, in generale, per me bisogna evitare in tutti in modi di ricadere nell’equivoco orientamento=atto. E mentre nel caso degli eterosessuali non si da per scontato che un soggetto (non sposato) “pratichi”, non lo si deve dare per scontato nemmeno per gli omosessuali.
              In questo senso, come nei nipotini di Maritain rileviamo dei passaggi inquinati, inquinanti, dottrina cattolica ben shakerata con romanzi rosa (passaggi che ho riletto più volte chiedendomi “ma che vuole dire?”) ….troppe volte nel nostro Giancarlo rilevo l’equivoco opposto, cioè dottrina cattolica shakerata con pregiudizi e condanne a go-go, come quando scrive che essere omosessuale significa promuovere lo stile di vita omosessuale. Di nuovo mi chiedo: “ma che vuol dire?”.

              Sempre tenendo presente il monito di Simon che ci chiedeva di evitare l’uso di “omosex/eterosex” perché esistono nella realtà solo uomini e donne (oltre alle malformazioni ibride congenite) – tuttavia per brevità continuiamo tutti ad usare quei termini….e credo anche che oggi se vogliamo entrare nel dibattito pubblico dobbiamo utilizzarli nostro malgrado. Dunque, ritornando a Giancarlo, se diciamo che “essere omosessuale” è peccato stiamo affermando un concetto anticristiano, senza ombra di dubbio anticristiano! Infatti “essere omosessuale” significa “avere orientamento omosessuale” (e NON praticarlo) – e quell’orientamento è già stato specificato in lungo e in largo dalla Chiesa Cattolica che NON costituisce peccato.

              Per quanto riguarda il fatto che gli eterosessuali tendono a non autoqualificarsi, ciò è normale. È normale che una diversità, al di là delle questioni di fede, venga più spesso affermata, autoqualificata o individuata (non solo in tema di sessualità)…può trattarsi di semplice autodifesa oppure di ricerca di comprensione altrui….. e questo dipende dal fatto che dobbiamo ancora evolverci come esseri umani e come cristiani verso un atteggiamento meno giudicante dei presunti difetti/peccati altrui.

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          • Questo intendevo. Thanks trinny!

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    • Avevamo già affrontato, tempo fa, la discussione sul “Dio cattolico”, in relazione alle parole di papa Francesco (secondo il quale non esiste un “Dio cattolico”). Qualcuno, forse, potrebbe fornirmi il link di quella discussione (dato che non riesco a ritrovarla)?

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      • Il link non ce l’ho però il succo è che ‘cattolico’ è riferibile alla Chiesa e non a Dio. Nemmeno Gesù era/è cattolico: ha istituito la Chiesa che poi si è ‘chiamata’ cattolica 🙂
        Dio è molto più ‘ampio’ del ‘cattolicesimo’ perciò se lo definisci cattolico lo limiti.
        (si dice ‘dio cattolico’ quando magari si stanno analizzando differenze con teologie di altre religioni, cioè a scopo di ‘studio’ o ‘discorsivo’ ma non perché Dio sia definibile cattolico)

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        • Probabilmente hai ragione. Diciamo allora che Dio è cattolico nel senso che Dio è conosciuto, amato e professato solamente dalla chiesa cattolica.

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          • E’ conosciuto, amato, professato *in pienezza* solamente nella Chiesa Cattolica.
            L’assoluto da solo non è corretto.

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            • È conosciuto senza errori dal cattolicesimo. Ma quel che conosce l’uomo (cattolico o meno che sia) non è nulla in confronto a quello che Dio è. Tant’è che la trinità si conosce, ma mica si comprende! Tenere presente anche questo, please.

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              • Of course…. è conosciuto per quanto è dato di conoscere all’Uomo di Dio grazie allo Spirito Santo.
                E in questo i “gradi” di conoscenza” possono essere diversi. NESSUNO completo e esaustivo, ma tutti i singoli gradi di conoscenza, in un Comunità come la Chiesa, sono messi a beneficio gli uni degli altri.
                😉

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            • mhm… va be’ va!

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  12. Non so, Trinity, cosa vuol dire “essere omosessuale”? Trovo giusta la puntualizzazione di Simon, evitare di usare omo/etero per definire le persone, uomini e donne, perché un’abitudine lessicale diventa abitudine mentale. Omosessuale non praticante non ha alcun senso (ripeto, sempre dalla prospettiva della Chiesa), è come dire adultero non praticante. Un adultero non praticante non è adultero. La “promozione” di un concetto in se insensato (carente di senso) quale è “omosessuale non praticante” mira a far passare l’idea che esista una omosessualità accettabile. Posso anche sorridere all’idea del “adultero non praticante” ma l’adulterio rimane un peccato e quindi inaccettabile per me membro della Chiesa Cattolica. Ariño può qualificarsi come gli pare, ai fatti però non è omosessuale se vive in continenza e castità. E’ quindi un uomo che in passato ha peccato, che si è pentito e riconciliato con Dio. Sono contenta per lui perché ne so anche io qualcosa in merito.

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    • Mi pare l’assurdo, divenuto però la normalità, sia definire la propria o l’altrui persona, il proprio o l’altrui essere, secondo l’orientamento sessuale (pur tralasciando per un momento il giudizio morale su questo o quell’altro orientamento).

      La Persona, l’individuo… l’Uomo, è molto di più del proprio orientamento sessuale e della sua eventuale pratica anche se questa ha certamente un profondo risvolto sul proprio vivere e sul proprio “essere”.

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      • Certo Bariom, tu vai proprio a monte del problema.
        Noi si sta in effetti discutendo a livello intermedio…o direttamente terra-terra. Forse i fraintendimenti provengono proprio da quello: che ci spostiamo continuamente a livelli diversi, anche solo leggermente.
        Eccetto Giancarlo ovvio 😀 infatti io posso concordare con quello che è stato detto al riguardo da tutti gli altri, Lidia, Minstrel, Simon, Bariom. Sono varianti di prospettiva.
        (Altra prospettiva: anche esulare dalla nostra incarnazione sessuata può sollevare obiezioni….ma fondamentalmente io concordo con te)

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        • “Esulare” dalla propria incarnazione sessuata e cosa diversa… ma in questo caso non potremmo andare oltre al poter dichiarare che siamo uomo o donna (sempre se tale dichiarazione si realmente necessaria) e guarda caso, con le teorie gender, si va proprio a minare una REALTA’ umana sessuata (uomo e donna li creò) che dovrebbe essere palesemente indiscutibile.

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      • Esatto Bariom. L’omosessualità non entra in alcun modo nell’identità di una persona, infatti è impossibile capire se una persona “è omosessuale” per il semplice fatto che l’omosessualità si concretizza in un atto e non nell’essere. Si è maschi o femmine, nessun’altra identità è possibile.

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    • Lidia, quello che intendo (all’incirca) è tenere un atteggiamento come quello indicato dalla Chiesa http://coraggiodellacastita.blogspot.it/2014/12/ministero-per-le-persone-con-una.html
      (Ad esempio lí si parla di “persone con tendenze omosessuali”, quello che abbreviando intendevo per “essere omosessuale” – cioè una persona che se anche non pratica atti omo e rimane astinente da quel punto di vista, comunque non riuscirà mai a praticare atti etero).

      In pratica: “omosessuale non praticante” ha senso quanto ne ha “eterosessuale non praticante”. Cioè: il concetto o ha senso oppure non ce l’ha, in entrambi i casi. Dipende da quali termini vogliamo usare.

      …..perché altrimenti come dobbiamo parlare di questo fenomeno di persone con ASS (attrazione stesso sesso) ?
      ASS= definizione che sembra essere quella più “cattolica” rispetto ad altre.

      Sembra che in qualche modo si oscilli (negli ambienti cattolici) tra condannare e “non nominare”. Secondo me, vista l’attualità del problema, sono entrambi atteggiamenti sbagliati: sia cristianamente che strategicamente.

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      • Trinity, come ho più volte spiegato, non esistono persone omosessuali, come non esistono persone eterosessuali. Esistono maschi e femmine che possono adottare comportamenti omosessuali o eterosessuali. Di conseguenza la tua espressione “omosessuale non praticante” non ha alcun senso, come non avrebbe senso neanche l’espressione “eterosessuale non praticante”, dato che l’omosessualità (come anche l’eterosessualità) è una pratica, un comportamento, nient’altro. L’attrazione, omosessuale o eterosessuale che sia, non concretizza niente, è solo fantasia, invenzione della mente, che può cambiare col tempo (mentre, invece, gli atti restano per sempre!), oppure può essere altalenante (ora omo, ora etero), o, addirittura, indifferente come nei “bisessuali” (omo ed etero indifferentemente).

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        • L’attrazione è una fantasia? Invenzione della mente? (disincarnata?) Una fantasia che può cambiare nel tempo?
          Nel senso che magari un domani tu potresti essere attratto da un uomo a causa di una variazione della tua mente? Ma che stai a dì? Ti sei fatto influenzare dalle teorie del gender?

          Non esistono gli omosessuali? Quando la Chiesa parla di “persone con tendenze omosessuali” a chi si riferirebbe?

          (Per brevità qui li denominiano “omosessuali” e sono appunto persone con “attrazione verso lo stesso sesso” – e la Chiesa correttamente si occupa dei soli atti. Ciò però non significa che non esistano gli “omosessuali”)

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          • Certo trinity che una fantasia (sessuale) può cambiare nel tempo. Certo che domani potrei essere attratto da un uomo. Anzi, è già successo. E potrebbe succedere ancora. Però non mi sono mai sognato di dare seguito alle fantasie (perverse, cioè disordinate) che possono nascere in una mente e non permetterei mai a nessuno di chiamarmi omosessuale perché non ho mai praticato l’omosessualità. Del resto non è una novità, mia cara, che persone con tendenze omosessuali profondamente radicate siano in seguito riuscite a modificare il loro comportamento (da omosessuale ad eterosessuale), così come non mancano neanche esempi di segno opposto; per non parlare poi di quelli interessati a tutte le fantasie possibili (vedi bisessuali, ma non solo). La sessualità umana, carissima, da un punto di vista psicologico e mentale (essere uomini o donne), è quanto di più malleabile e modificabile si possa immaginare. Da un punto di vista biologico, invece, (essere maschi o femmine) è un dato certo e non modificabile.

            Quando la chiesa parla di persone con tendenze omosessuali, si riferisce a persone che hanno tendenze omosessuali, cioè fantasie (perverse) omosessuali. Ma le loro fantasie non hanno niente a che fare con la loro identità. L’identità delle persone, dal punto di vista sessuale, è definita dal corpo (dato certo, non modificabile ed empiricamente dimostrabile), non dalla mente (dato mai definitivo, sempre modificabile da nuove esperienze e, soprattutto, non empiricamente sondabile).

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            • Devo concordare in linea di massima con quanto scrive Giancarlo.
              E’ poi assolutamente innegabile che la pulsione sessuale, può avere come “obiettivo” (passatemi il termine) più soggetti aventi anche nature diverse. Gli “obbiettivi” stessi poi possono mutare per innumerevoli motivi e situazioni (impossibile farne un elenco).

              A mo’ di esempio, quante volte abbiamo sentito affermare che magari dopo una relazione di tipo eterosessuale finita male (guarda caso) la persona x a “scoperto” di essere omosessuale?
              Non ha “scoperto” di esserlo… ha semplicemente orientato diversamente le sue pulsioni, o ha semplicemente accettato una proposta che le veniva fatta da persona dello stesso sesso (i meccanismi psicologici qui sono facilmente comprensibili).

              In questo caso non è questa constatazione che viene influenzata dalle teorie gender, semmai è proprio partendo da tutta l’infinita serie di casistiche verso le quali un maschio o una femmina possono decidere di orientare le loro pulsioni o fantasie, che i sostenitori del “gender” senza fare alcun tipo di distinzione o valutazione di ordine morale (fatto gravissimo e controproducente in sé – ma vaglielo a spiegare…) affermano che l’Uomo (maschio e femmina) può essere N cose, sino a travalicare lo stesso concetto, anzi la stessa REALTÀ’ di maschio e femmina.

              Infine c’è un’identità sessuale e un’identità dell’intero essere Uomo che supera la stessa identità sessuale (quella a cui mi riferivo nel primo dei miei commenti qui)

              “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.” Galati 3,28

              che il Cristiano non può considerare aspetto secondario, perché in questa la propria sessualità è orientata verso qualcosa che va oltre e viene vissuta nella sua “pratica attuativa”, in modi diversi, anche modi che il mondo fatica a riconoscere, accettare o anche credere possibili (vedi castità, tanto per citare la più appariscente).

              Buona Domenica e in sintonia con la Liturgia odierna, mi sia concesso un “pace a voi” 😉

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      • Certo, Trinity, capisco che ci possano essere posizioni esacerbate anche da parte di cattolici e senz’altro questo non è cristiano ma è opera di colui-che-divide. Ma attenzione, le posizioni contrastanti esacerbate e intransigenti da una parte e dall’altra hanno radice comune, nascono entrambe dalla confusione che causa mettere in campo concetti errati e insensati. Faccio un esempio: per brevità si parla di Chiesa Italiana, Chiesa Tedesca ecc, perché dire ogni volta Conferenza Episcopale Italiana ecc sembra macchinoso. Il problema è che prendere queste abitudini lessicali poi crea delle abitudini mentali (questo è lo scopo della neolingua), soprattutto in soggetti non abituati alla riflessione metodica razionale e finisce per sdoganare l’idea che esistano Chiese diverse e chi vuol dividere si appoggia a questa errata mentalità per i suoi scopi (vedi le dichiarazioni di certi Vescovi tedeschi che sono state commentate anche in questo blog). E’ quindi d’uopo, a fortiori dicendoci cattolici, smascherare questi meccanismi e insistere sulla corretta terminologia, per quanto possa essere noioso, senza tanto curarsi se questi mezzi vengano messi in atto un buona o mala fede. E naturalmente nel rispetto totale delle persone. Difatti la nostra battaglia non è contro le persone, nemmeno contro le “categorie” di persone, auto qualificate o non. Non è contro esseri di carne e sangue ma contro le potestà di questo mondo (Efesini, credo ricordare).

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  13. @ Giancarlo e Bariom.
    Per me state confondendo i piani alla grande.
    È indubbio che una persona alla ricerca esclusiva di piacere sessuale lo trovi se vuole in mille modi perseguendo vizi: con uomini, donne oppure oggettistica in plastica, indipendentemente dalle proprie attrazioni sessuali. La ricerca del piacere e il vizio sono una cosa, l’attrazione sessuale è un’altra. Anche un uomo gay che “riuscisse” a compiere un atto sessuale con una donna….rimane attratto di fondo dagli uomini, ma sceglie di stare con una donna (ad esempio per seguire la propria fede).

    In questo senso, se davvero (Giancarlo) hai avvertito attrazione verso uomini specifici (e non all’interno di un possibile occasionale gioco di gruppo vizioso in cui ti potresti essere trovato)…..magari sei bisessuale.
    Anche il caso che fa Bariom (della delusione amorosa) è un caso che non descrive l’omosessualità. Oggi in effetti c’è molta confusione perché molti vanno a sperimentare il rapporto omosessuale come pura “pratica”, oppure scelta intellettuale, anche sulla scia della moda, senza un’attrazione specifica. I soggetti davvero attratti stabilmente dallo stesso sesso non sono moltissimi, ma ci sono. Anche i bisessuali sono pochissimi ma ci sono. (e magari non sapete che spesso sono discriminati a malvisti dagli stessi gay. Ambiente che vai, discriminazione che trovi).

    Il piano su cui vi ponete voi , Bariom e Giancarlo, è lo stesso in cui ci si pone di fronte alla scelta di compiere o no un peccato: si può decidere di fare oppure di non fare (un furto, un omicidio, un atto sessuale disordinato, una maldicenza, eccetera).
    Per omosessualità si intende invece uno stato (stabile o predominante) della persona. Come ho già detto, generalmente l’omosessuale di fede cattolica sceglie la castità, ma non riesce a scegliere la relazione eterosessuale (i casi di persone in cui la “terapia psicologica” sortisce effetti sono pochi e probabilmente relativi ad una bisessualità latente. In effetti se pensate che in genere un omosessuale molto credente e fervente preferisce di gran lunga la completa astinenza per tutta la vita…potete farvi un’idea della situazione in cui si trova, cioè preferisce rinunciare a tutti i “piaceri della carne”).

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    • Ma in ultima analisi l’una cosa non smentisce o annulla l’altra e probabilmente la situazione che descrivi non è quella della stragrande maggioranza dei casi…

      Mi sfugge poi il senso e il motivo in questo come in altri casi, a voler tirare delle linee di demarcazione così nette e determinate e neppure la cosa mi appassiona più di tanto, per cui per questo giro… “passo” 😉

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      • “Probabilmente la situazione che descrivi non è stragrande maggioranza dei casi”

        Le statistiche non le ho, ma sono comunque gli unici casi ai quali riferirsi. Sono gli unici casi ai quali fa riferimento il CCC.
        Se invece un eterosessuale “fa” l’omosessuale per vizio e per sfizio oppure compie peccato coltivando fantasie mentali gay : NON stiamo parlando di omosessuali né di omosessualità.

        “mi sfugge il motivo per tirare linee di demarcazione così nette”

        Se la Chiesa si è preoccupata di farlo significa che un motivo c’è.

        In questo specifico caso, eravamo partiti dal fatto che Tornielli osservava come Cascioli (La Nuova Bussola Quotidiana) ignorasse tali linee di demarcazione. L’argomento è stato proposto da Giancarlo.
        E proprio perché, come dicevi tu, la persona non è definibile col solo orientamento sessuale….l’articolo della Bussola lo faceva. E Tornielli faceva presente la corretta posizione della Chiesa (e del cristiano) al riguardo.

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        • Ti cito Tornielli, che puoi leggere per intero qui http://2.andreatornielli.it/?p=7973
          Riferendosi ai paragrafi del CCC dice:
          “A parte il grande rispetto per le persone omosessuali che emerge da queste pagine, è evidente che una cosa sono la tendenza o l’orientamento – che nella stragrande maggioranza dei casi non viene scelto dalle persone, dato che la sua genesi psichica rimane in parte inspiegabile – e altra cosa è la pratica omosessuale.”

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          • Cara trinity, non capisco dove tu ricavi che io non distingua i piani tra orientamento omosessuale ed atti omosessuali. So benissimo che non sono la stessa cosa, come insegna il CCC. Come ho già detto molte volte, gli atti omosessuali costituiscono peccato, mentre l’orientamento omosessuale non costituisce un peccato ma una pulsione disordinata rispetto alla natura dell’uomo. Distingui l’attrazione sessuale dalla ricerca del piacere, senza capire che l’attrazione sessuale si radica, piano piano, attraverso la ricerca del piacere. Purtroppo può succedere che la ricerca del piacere (che in sé è perfettamente lecita, anzi, indispensabile!), si incammini su strade sbagliate, portando a risultati sbagliati.

            Quando nasce, un bambino ha già la pulsione sessuale, anche se, ovviamente, è una pulsione ancora “disorientata”, mancando uno sviluppo psicologico della sessualità. Negli anni seguenti il bimbo comincia a sviluppare anche l’aspetto psicologico della sua sessualità; dal confronto con la mamma e con il babbo capisce se è maschio o femmina e quindi sceglie di diventare uomo o donna in accordo con il suo sesso biologico. Hai capito bene trinity: sceglie di diventare uomo o donna a seconda di come si percepisce, maschio o femmina. Tutto questo, naturalmente, è il normale sviluppo della sessualità da un punto di vista psicologico. Poi le cose, come sempre, possono anche andare male e quindi può succedere che il cosiddetto “orientamento sessuale” risulti invertito rispetto a come dovrebbe essere, ma questo non significa che non sia una scelta (ovviamente sbagliata) della persona. Non è che l’orientamento, cioè il gusto, le preferenze sessuali, ti franano addosso senza che uno non abbia alcuna responsabilità in questo, anzi. Per tornare alla mia storia personale, io non so perché mi sia capitato di provare pulsioni omosessuali; forse per esubero giovanile, probabilmente per curiosità. Quello che è certo è che io ho subito rifiutato, censurato questi miei vaghi interessi , impedendo quindi il radicarsi, in me, di certe pulsioni. Il risultato è stato che io continuo ad essere stabilmente e fortemente attratto dalle donne. Però a me pare evidente che l’orientamento sessuale sia più o meno facilmente manipolabile dalle persone.

            Dice Tornielli: “A parte il grande rispetto per le persone omosessuali che emerge da queste pagine (e chi lo mette in discussione? Certamente né io né Cascioli), è evidente che una cosa sono la tendenza o l’orientamento – che nella stragrande maggioranza dei casi non viene scelto dalle persone, dato che la sua genesi psichica rimane in parte inspiegabile – e altra cosa è la pratica omosessuale (Di nuovo: e chi lo mette in dubbio?).”. Ora, se è vero che la genesi psichica rimane in parte inspiegabile, come fa a dire che nella stragrande maggior parte dei casi (l’orientamento sessuale) non viene scelto dalle persone? A me, invece, pare evidente che l’orientamento sessuale sia il frutto di una scelta, più o meno consapevole, più o meno libera, ma una scelta. Ognuno indirizza la propria energia sessuale verso ciò che ritiene (a torto o a ragione) interessante. Che dire, ad esempio, della necrofilia? Oppure del sado- masochismo, della violenza sessuale, dell’animalismo, della pedofilia e di tutte le peggiori aberrazioni sessuali possibili? Possiamo immaginare che siano innate? O sono, piuttosto, l’aberrante risultato di una ricerca del piacere condotta senza alcuna remora morale, senza l’ausilio della ragione e con la determinata volontà a negare senso e significato alla sessualità? Perché queste schifezze dovrebbero essere moralmente riprovevoli, mentre l’omosessualità dovrebbe essere accettabile? Cosa avrebbe di sano e di buono l’omosessualità, che non hanno le altre schifezze? Perché Stefanini sarebbe migliore di un necrofilo o di un animalista? La sua omosessualità è insensata né più né meno di quella di un pedofilo o di un guardone e giustamente è stata censurata dal papa.

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            • Però attenzione Giancarlo….
              Si ricade di nuovo sul giudizio della persone, giacché ne chiami una per nome.

              Diciamo che io non so nulla del sig. Stefanini o altri a parte le sue dichiarazioni o altro, ma se lui o chi similmente a lui, ha una tensione primaria di tipo omosessuale (e la Chiesa stessa riconosce che detta pulsione/tendenza può esistere) e non parliamo quindi di altre casistiche per vizio, caduta, ecc, ecc. e riesce con la grazia di Dio a trascendere questa sua tensione e a vivere in castità ( e non mi interessano neppure eventuali cadute…) personalmente non ho alcuna difficoltà a dire che è migliore di tanti, compreso il sottoscritto che magari non riesce a gestire la sua irosità e si giustifica sempre dicendo “eh… è il mio brutto carattere…”

              Non so se ho reso l’idea. Né una sua eventuale caduta sarebbe meno grave di quella dell’etero sessuale che al di fuori del Matrimonio o peggio ancora nel Matrimonio, dia seguito alla sua tendenza primaria ad accoppiarsi con persona dell’altro sesso.

              Chiaro che ci sono poi gradi di gravità di peccati diversi lo scatto d’ira non è l’omicidio (anche se può essere conseguenza diretta), ma l’adulterio ad esempio è peccato di morte.

              Di nuovo siamo al “tutto bianco o tutto nero” e giudizi trancianti di cui altre volte parlo e se ho concordato con un tuo commento più su, qui è proprio dove non ti seguo e dove ritengo tu ti ponga su un crinale quanto meno scivoloso… (sempre valutando le parole che leggo, altro non posso fare)

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            • No Bariom, non sono io (e neanche la santa sede) che giudico la persona di Stefanini, è lui che si qualifica come omosessuale, e questo è inacettabile. Perché qualificarsi come omosessuale equivale a rivendicare la giustezza di un comportamento (quello omosessuale) e questo va contro il CCC. Insomma, se Stefanini fosse omosessuale (anche praticante) ma non facesse parola di questa sua tendenza e si confessasse regolarmente, questo sarebbe tranquillamente accettabile ed io non vi troverei nulla di male. Il problema infatti non è che lui sia un peccatore, perché siamo tutti peccatori. Il problema è che lui vuole manifestare a tutti la sua tendenza omosessuale (e questo ancora potrebbe essere accettato) senza però chiarire che lui vive castamente, inducendo a credere, di fatto, che lui ritiene accettabile non solo la tendenza omosessuale ma anche il comportamento omosessuale. E questo non glielo possiamo passare perché sarebbe come se Stefanini fosse regolarmente sposato (con una donna!) e praticasse abitualmente l’adulterio. Sarebbe questo un motivo per rifiutarlo? No naturalmente, a patto che il suo adulterio sia vissuto nel nascondimento e non sia motivo di scandalo. Se invece pretendesse di sbandierare a tutti la sua abitudine a tradire la moglie, questo sarebbe ovviamente motivo per chiudergli la porta, esattamente come deve essere chiusa a chi pretende di rendere pubblica la sua tendenza omosessuale senza dichiarare di vivere in castità.

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              • Si Giancarlo ne convengo.
                Avevo fatto un commento di senso generale… Non conosco i dettagli della questione Stefanini (dietro a tutto non si può stare…) e cmq dettagliare sulle persone, quando anche quello che conosciamo è pur sempre cosa riportata da altri, non mi entusiasma mai.

                Per cui tornando ad un senso generale, certamente si può parlare apertamente di una propria situazione di peccato quando questo parlare “da gloria a Dio” e quindi in buona sostanza, si parla di una situazione al passato, dove il peccato è stato sconfitto o quanto meno siamo stati liberati dalla sua schiavitù o dipendenza. Questo diviene infatti testimonianza e incoraggiamento per chi simile situazione vive.
                Diversamente, meglio tacere, non per “nascondere la cenere sotto il tappeto”, ma per giusto pudore, giusta vergogna e per evitare scandalo, attendendo e lottando perché Dio ci liberi e salvi.

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            • Ottimo Bario! Ma… ma che mi sta succedendo? Sono d’accordo con tutti! Non mi riconosco più!

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          • Ok trinity,
            sicuramente mi sono inserito nello scambio perdendo la genesi (non biblica) del medesimo, e su quanto citi di Tornielli – appena ho tempo leggo tutto…- non ho nulla da eccepire, tanto meno sulle posizioni del CCC (ci ci ci mancherebbe!), ciò che semplicemente ho cercato di evidenziare è che nella situazione nel caso di “pratica dell’omosessualità” (mettiamo appunto da parte sfizi, vizi, cadute ed “esperimenti”), il più delle volte gli stessi individui che fanno queste scelte e ancor più chi senza mezzi di conoscenza dall’esterno giudica la situazione e molto spesso la persona stessa, NON fa alcuna distinzione sulla genesi di questa stortura. Anzi, anche se il percorso è uno di quelli che a mo’ di esempio ho indicato, si afferma semplicemente “sono (o è) omosessuale”…

            Facendo un paragone e come se chiunque rubasse come modus viventi, dicesse sempre “sono cleptomane”! (sono riuscito a spiegarmi?)

            Poi è evidente che la Chiesa ha una Parola chiara, riesce a fare un preciso distinguo e aiutare nel discernimento di ogni angolazione, variante, genesi, status, di ogni situazione che in un modo o nell’altro ci allontana dalla Verità e dalla Grazia di Dio. Così una sarà la parola per il cleptomane e una quella per il ladro (poi c’è il ladro per vizio e il ladro per fame…), ma il sunto finale del mio penultimo commento, riportava a come le linee di demarcazione esistono (ed è bene che esistano) “sulla carta”…. nella realtà noi vediamo il risultato di una serie di accadimenti, di scelte, di debolezze, di storture, di inganni, ed è lì che è ben difficile (e direi spesso controproducente) *tirare delle linee rette*, per finire poi per identificare la persona con il suo stesso peccato (come vedi vado oltre quello in oggetto…): “quello è un ladro, quello è un adultero, quello è…, quell’altro è…”
            Per la nostra mentalità e cultura è un salto enorme, ma azzardo a dire che Cristo pur ben conoscendo il o i peccati di ognuno, quando ci guarda vede “solo” Paolo, Mario, Francesca, Claudia, pur chiamando il nostro peccato per nome se necessario, per aiutarci a stare nella Verità 😉

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  14. @Lidia
    Parli di “concetti errati e insensati”.
    Di linguaggio che influenza la realtà si potrebbe parlare a lungo (e di certo non solo relativamente al sesso. Ad esempio, vige da tempi non sospetti nei nostri linguaggi la “metafora della macchina” e poi magari ci chiediamo come mai idolatriamo l’intelligenza artificiale)
    Solo che…. la persona omosessuale esisteva già prima di avere quella denominazione (e magari aveva denominazione denotante disapprovazione sociale, quindi senza attrattiva alcuna per diventare un soggetto di quel tipo).

    Praticamente io condivido pienamente la posizione della Chiesa espressa nel CCC e nelle linee guida pastorali della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, richiamate di recente da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (ho linkato il documento nel post più sopra, dal sito di quel ragazzo cattolico osservante). Oltre ad affermare che la “tendenza omosessuale” non è di per sè un peccato, come cattolici affermiamo che:
    Un tendenza sessuale disordinata non vuol dire che tutta la persona sia disordinata.
    “A volte la Chiesa viene fraintesa o ne è travisato l’insegnamento come se le persone con inclinazioni omosessuali fossero oggettivamente disordinate, come se tutto di loro fosse disordinato o reso moralmente difettoso da questa inclinazione. Piuttosto, il disordine è in quella particolare inclinazione, che non è ordinata al raggiungimento dei fini naturali della sessualità umana. A causa di questo disordine, l’agire seguendo una tale inclinazione non può semplicemente contribuire al vero bene della persona umana”.
    L’insegnamento della Chiesa non significa che una persona con ASS sia respinta da Dio e dalla Chiesa ma esattamente il contrario: le persone con ASS possiedono la stessa dignità umana di chiunque altro e sono chiamate, come tutti gli altri, a cooperare con la grazia e a crescere in santità. Proprio coloro che lottano con l’ASS sono oggetto di quel particolare amore che il Signore ha mostrato per i poveri e gli emarginati. I vescovi sottolineano che il disordine sessuale non è l’unico tipo di disordine che sperimentiamo come esseri umani;
    “Altre inclinazioni possono essere altresì disordinate, come quelle che conducono all’invidia, alla cattiveria o all’avidità. Siamo tutti danneggiati dagli effetti del peccato, e questo fa si che i desideri divengano disordinati”.

    A questo punto ti chiederei un chiarimento (perché non riesco a dedurlo dai tuoi scritti). Ho compreso che non sei d’accordo nell’utilizzo dell’espressione “omosessuale non praticante” e anche “omosessuale” tout court. Però sei d’accordo quando la Chiesa utilizza l’espressione “persone con inclinazioni/tendenza omosessuali” oppure no?
    Anche nel CCC c’è una “categorizzazione” di queste persone, cioè si afferma uno stato esistente (permanente o predominante) al di là o al di qua della pratica sessuale.

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    • Cara Trinity, la questione è complessa, mi perdonerai il lungo commento (per fortuna il lunedì è il mio giorno libero :-)).
      Partiamo dal fatto che la Chiesa insistentemente ci esorta a distinguere peccato e peccatore, sia che valutiamo noi stessi, sia che valutiamo un fratello, e ci raccomanda massima misericordia, accoglienza, tenerezza e carità col peccatore e inappellabile e dura condanna del peccato.
      Il peccato si “aggancia” alla ammaccatura che ci portiamo a causa del peccato originale, ed è sempre il tentatore che cerca i modi di farlo “agganciare”. Uno dei metodi che usa è la confusione, la fumosità; rendere sfumati i limiti tra ciò che e bene e male e soprattutto, rendere sfumata e indistinguibile la distinzione tra peccato e peccatore. Riuscire a far identificare la persona col peccato (che lo faccia da se o che sia un altro a farlo) è uno dei suoi maggiori trionfi. Qualificare se stessi o un altro come “omosessuale” è fare il suo gioco, se diventa abitudine si finisce per identificare peccato e peccatore e alla lunga o si condanna la persona (o gruppo di persone) tout court (e questo è bigottismo irriflessivo) o si legittima il peccato dal momento che diventa caratteristica intrinseca della persona (o gruppo di persone) grazie alla quale si identifica (e questo è teologia alla moda).
      Io ho la tendenza a mangiare troppo, il peccato di gola è ricorrente nelle mie confessioni (sempre meno, grazie a Dio), potrei dirmi “persona con tendenza alla gola”. Devo lavorare sulla temperanza e la fortezza, questo mi tocca. Ho una giovane amica (figlia di conoscente) che ha seri disturbi alimentari (bulimia/anoressia alternata) sempre grazie a Dio meno incidenti sulla sua vita, la terapia e la fede sono state di grande aiuto. Nel nostro caso un errato rapporto con il cibo è fonte di peccato, nel mio probabilmente lo supererò con l’aiuto di Dio e con l’impegno (spero), nel suo caso sarà sempre fonte di problemi e non riuscirà mai ad averne un rapporto normale con il nutrimento ma potrà imparare a convivere con questa croce che le è toccata. Un osservatore “non cristiano” troverebbe me degna di biasimo e lei di compassione e commiserazione (io sono ingorda, lei è malata). Un cristiano trova la nostra “tendenza” riprovevole in se ma capisce che entrambe abbiamo bisogno di aiuto (diverso e mirato secondo la gravità della tendenza di ciascuna) e di preghiera.
      Qualunque sia il peccato alla base c’è sempre la concupiscenza, quella idea che quel qualcosa che si desidera colmerà il vuoto che solo Dio, e il vivere come Sue creature secondo il Suo progetto per noi, può colmare. Le persone che concupiscono persone dello stesso sesso, come le persone che concupiscono persone di sesso opposto, come le persone che concupiscono il cibo, il denaro, i beni materiali hanno bisogno delle stesse cose per vivere in pienezza: riconoscere il proprio peccato, pentirsene, chiedere perdono e proporsi di vivere come Dio vuole che viviamo. Non ci sono peccatori “speciali”, tutti siamo speciali per il Padre Nostro. La Chiesa non discrimina nessuno, a tutti apre le sue braccia amorevoli, a tutti però alle stesse condizioni.
      Per questo, quanto alla necessità di una pastorale mirata sono un po’ perplessa. Ho rilevato anche io negli articoli del catechismo questa possibilità di ambiguità nell’interpretazione, ma mi fido della Chiesa e capisco le difficoltà che hanno affrontato i compilatori all’epoca, dato che finora sulle tendenze omosessuali non ci sono chiari dati ne scientifici ne sociologici (purtroppo non c’è nemmeno la volontà di fare veramente chiarezza in questo campo, troppe le pressini contro). Altra cosa da tenere presente è che il catechismo non è un libretto delle istruzioni nel quale a tale problema corrisponde la tale soluzione, ma va letto in “feed-back” (facendo riferimento per ogni articolo al insieme degli articoli) e sempre alla luce della Parola. E’ scorretto criticarlo decontestualizzando gli articoli, come è scorretto desumere una applicazione diversa a seconda dei soggetti o per categorie. Ciò che serve in ogni caso è approfondire con discernimento e spero che il Sinodo bis serva a questo.
      Un’ultima osservazione: attenzione agli acronimi, possono essere comodi ma spesso sono trappole lessicali perché allontanano il significato dalla percezione (poi ASS riferito alle persone con tendenze omosessuali non è il massimo, soprattutto se maschi :-))

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  15. Sto seguendo in silenzio e con interesse il botta-e-risposta (per la cronaca, se a qualcuno interessa sono abbastanza sulla linea di Giancarlo e Lidia).
    Mi permetto di intromettermi in questo punto, agganciandomi alla domanda posta a Lidia, perché si solleva un aspetto collaterale e interessante: gli aspetti non direttamente legati a temi di fede e/o morale trattati dal CCC, nei quali perciò non è garantita l’assistenza dell’infallibilità da parte dello Spirito Santo.
    Mi viene in mente questo articolo sulla NBQ:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-chiesa-incoraggi-le-terapie-dellomosessualita-11602.htm

    In particolare:

    “”In uno dei paragrafi del Catechismo della Chiesa Cattolica è incastonata una frasetta surrettizia che aggrava l’incomprensione in ambienti cattolici nei confronti della “terapia” (psicoterapia) delle tendenze omosessuali. Al numero 2357 si legge: «La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile». Perché mai una persona dovrebbe ricorrere alla terapia di qualcosa la cui genesi psichica è sconosciuta? Questa frasetta fallace porta acqua al mulino della mistificante propaganda che il movimento gay conduce contro la terapia («L’omosessualità non si può ‘guarire’»; «Non ne conosciamo le cause, come nemmeno conosciamo quelle dell’eterosessualità»; «La terapia è nociva», e simili).

    Il lettore accorto di questa frasetta, anche se magari non sa gran che di omosessualità, dovrebbe aggrottare le sopracciglia: com’è entrata un’affermazione del genere nel Catechismo, all’interno di una trattazione morale di questa materia? Detto con tutta chiarezza: dal punto scientifico quella frase è una sciocchezza. Ma intanto: chi l’ha scritta? Un ingenuo che ha fondato la sua saggezza su fonti gay (che in quel tempo certamente non mancavano)? Ma a quanto pare neanche i responsabili della redazione finale avevano idee chiare sulla letteratura specialistica in materia […]””

    e:

    “”C’è un’altra frase nella quale si avverte un’eco della propaganda gay. Al numero 2358 si legge: «Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate». Lo slogan gay degli anni Ottanta recitava: «Una persona su dieci è omosessuale»; più tardi lo slogan è stato riformulato cautamente in «Una su cinquanta», perché ormai era risaputo che si poteva parlare di al massimo 1 su 50 adulti. […]””

    Il disordine sessuale del quale soffrono in varia misura gli invertiti, anche laddove non praticato, non è neutro e, senza entrare nel merito che lo si possa definire o meno malattia in senso stretto, non è una variante naturale del comportamento sessuale umano: è un disordine, la corruzione di una pulsione umana. A noi non starebbe il dovere di definire cos’è, ma che cosa -non- può essere sulla base della nostra fede.

    Non trascurerei il fatto che accettare un cosiddetto “diplomatico omosessuale” in quanto tale è implicitamente il riconoscimento di una identità sessuale alternativa a quella naturale. E’ lì che ora si concentra la propaganda omosessualista e “perdere” su questo punto di ragione significa perdere su tutta la linea, in quanto l’ammissione anche indiretta che l’inversione della pulsione sessuale sia in qualsiasi modo “normale” (e perciò non una corruzione) implica per sé che non possa essere neppure un peccato, secondo ragione. Non so se mi spiego.

    In ogni caso mi interesserebbe leggere qualche commento sulle considerazioni presenti nell’articolo della NBQ 🙂

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    • Ciao Roberto.

      Scusa magari non afferro io, ma riconoscere che vi è una “tendenza omosessuale profondamente radicata” (in che N misura interessa qui il giusto), non significa che, perché riscontrabile nella realtà attuale, sia lo stesso che dire “è in natura” e quindi “buona” – o alla meno peggio “neutra”.

      Se poi si afferma “è presente in natura”, lo si po’ fare come constatazione di una naturalità che non dobbiamo dimenticare, secondo la visione Cristiana è una *natura decaduta*, che presente quindi tutte le sue ferite, i suoi limiti, le sue storture.

      La preoccupazione fondata quindi sarà eventualmente sull’uso delle terminologie e sul valore che a queste si danno e sarà doveroso fare la giusta chiarezza, ma fatto questo mi sfugge l’eventuale contraddizione in termini.
      E che mi sfugga non è detto non esista… 😉

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      • O meglio: “…che mi sfugga, non significa la cosa non esista.”

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        • Ciao Bariom!

          Forse il discorso si capisce meglio leggendo l’articolo, dal quale ho preso i due estratti più… stimolanti (almeno per l’aspetto che mi stuzzica).

          In realtà, la questione non è affatto il minore o maggiore radicamento della tendenza sul quale, sono certo, tutti conveniamo. C’è chi ne soffre di più, chi di meno, per ragioni sulle quali possiamo riflettere o meno. E d’altronde, tutti noi certamente conosciamo quegli aspetti nei quali noi per primi siamo più proni a tendere a certi peccati piuttosto che altri.

          No, è proprio la misura ‘N’ che interessa 😉 Non in quanto tale, è chiaro, ma solo nel momento in cui ci si trova a leggerla sul CCC. E devo dire che mi è sempre venuto da storcere il naso, già anni e anni fa dalla prima volta in vita mia che mi misi a maneggiare il Catechismo, nel leggere questa affermazione. E’ un’affermazione che lascia perplessi, della quale non si capisce la ragione, o la fondatezza. Di certo, non è cosa che abbia a che fare con fede e morale. E come hai detto anche tu “interessa il giusto” cioè nulla. Perché, dunque, scriverlo rischiando di dare a tale affermazione una forza che non ha e sarebbe bene non concedere’?

          Non è un puntiglio, questo mio, perché come si vede anche sopra per es. il dott Tornielli usa un’altra affermazione altrettanto opinabile tratta dal CCC relativa alle ‘origini in gran parte sconosciute’, per sostenere una propria posizione. Non son dettagli come potrebbero apparire a prima vista.

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  16. Debbo dire che questo spunto di Roberto è interessantissimo: “gli aspetti non direttamente legati a temi di fede e/o morale trattati dal CCC, nei quali perciò non è garantita l’assistenza dell’infallibilità da parte dello Spirito Santo.” e l’esempio del CCC al numero 2357 è paradigmatico.

    Infatti non c’è dubbio per il cattolico che quel il Magistero Autentico insegna è inerrabile (alcuni utilizzano direttamente la nozione di infallibilità come P. Cavalcoli o.p., ma per me questa nozione è troppo legata a quell’aspetto dell’inerrabilità che è definitorio e definitivo, mentre, sempre secondo me, l’inerrabilità del Magistero Autentico è chiaramente di una natura paragonabile a quella della Sacre Scritture) e dunque quel che Esso insegna in materia di fede e di morale ai numeri 2357, 2358 e 2359 non pùò essere sbagliato.

    Guardiamo bene queste frasi:

    al numero 2357
    (a)“L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso” : questa è chiaramente una semplice definizione e non un insegnamento di per sé, è uno stabilire di cosa si sta a parlare
    (b)“Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture.”: questa è una constatazione di buon senso che non implica nessun insegnamento e nessun giudizio. Ancora una un volta qui non abbiamo un “insegnamento” del Magistero in materia di fede e costumi
    (c)” La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile”: qui il Magistero fa un’affermazione che è fuori dal suo campo di competenza, in quanto il psichismo e la psicologia (1) non entrano nel Suo campo di competenza e (2) non sono “aldisopra” della fede e della morale
    (e)“Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati »”: questo è insegnamento tipicamente inerrabile (infallibile) in quanto si basa sull’Autorità stessa dello Spirito Santo che si è espresso nelle Sacre Scritture e nella Tradizione al soggetto. Notiamo che qui la Chiesa condanna gli atti di omosessualità secondo la definizione di cui sopra. Se la definizione dovesse cambiare così anche l’espressione di questo insegnamento infallibile dovrebbe adattarsi per esprimere sempre infallibilimente lo stesso concetto che ci viene dalle Scritture e la Santa Tradizione.
    (f)“Sono contrari alla legge naturale. “: questa affermazione fa referenza ad un vocabolario scolastico/tomista, cioè chi la legge deve capire che qi si parla della legge che governa la natura (metafisica) dell’uomo e non le leggi della natura (fisica) nella quale la materialità dell’uomo è immersa. Non si riferisce neanche al fatto che questa natura è decaduta a causa del peccato originale. Questo insegnamento è sicuramente inerrabile eppure la sua espressione può e deve essere reinquadrata nel contesto della cultura contemporanea
    (g)“Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.”: anche qui è insegnamento che non può errare e che spiega le ragioni del perché non possono essere approvati dal Magistero

    Al numero 2358
    (a) ” Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate”: quest’affermazione esula dalle competenze del Magistero in quanto la statistica (1) non entra nel Suo campo di competenza e (2) non è “aldisopra” della fede e della morale
    (b) “Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova”: questa è una constatazione al contempo di fede e di morale ma anche di pastorale, non esprime alcun giudizio né insegnamento particolare
    (c)” Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. “: questa è un’affermazione “pastorale“, quindi non a propriamente parlare “magisteruale autentica”, ma corrisponde chiaramante alla risposta nella Carità alla chiamata di Cristo, ed è quindi un obbligo per noi cattolici se intendiamo che la Sanità di Dio si manifesti in noi. Quando leggiamo questa frase, non è tanto la persona che presenta tendenze omosessuali che è l’oggetto di questa affermazione, quanto quel che dobbiamo fare noi per manifestare la Santità di Dio.
    (d)” Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.”: qui, invece, si esprime il consiglio della Chiesa in materia di morale in modo inerrabile alle persone che presentano tendenze omosessuali, e cioè vivere e santifcare questa loro croce.

    Al numero 2359:
    ” Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.”: anche qui continua la fine del numero 2358, dove la Chiesa indica quali siano, pastoralmente, le vie di santità concreta nel comportamento morale delle persone con tendenze omosessuali e cioè la padronanza di sé, la preghiera, la grazia sacramentale (esattamente come tutte le altre persone anche senza tendenze omosessuali)

    Dopo aver analizzato frase per frase la qualità magisteriale di ogni proposizione e rileggendo l’insieme, anche esso è, in quel che esprime, inerrabile nel senso che dà a tutta la questione malgrado la presenza di quegli elementi spuri (psicologici, statistici, scolastici) al Magistero che abbiamo messo in evidenza, di elementi pastorali che possono non essere inerrabili ma che sono, malgrado tutto, necessari per farsi capire dall’ uomo contemporaneo e per entrare in contatto con lui.

    Tutta la difficoltà è sempre nell’interpretare correttamente quest’intreccio ineluttabile di Magistero Autentico, sempre inerrabile, di Pastorale, che può non esserlo, e di elementi spuri sovente necessari per “connettere” con una cultura contemporanea. Il solo “organo” avene autorità nell’interpetazione è lo stesso Magistero in quanto Autore delle proprie affermazioni.

    Detto ciò lo stesso rigore semantico lo dobbiamo applicare anche noi; accettare la nozione di eterosessualità è già accettare un concetto senza senso (come quello di “quadrato circolare”) e vuol dire una resa non solo semantica ma anche culturale all’abuso di pensiero ed è compartecipare al velamento della Verità che il pensiero unico occidentale contemporaneo, laicista e portatore di valori di morte e di distruzione sociale vuole imporre in odio al cristianesimo e all’essere umano in quanto ultima immagine di Dio su terra.

    In Pace

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    • Grazie Simon, cristallino e preciso. Ti ringrazio in particolare di questa analisi degli articoli in questione, molto illuminante, anche per leggere tutto il CCC.
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    • Ottimo Simon. Mi piacerebbe che tu spiegassi meglio perchè è sbagliato parlare di eterosessualità o omosessualità. Io sono solito dire che non esistono persone omosessuali, ma esistono persone che adottano comportamenti omosessuali. Insomma uso il termine omosessualità per distinguere i comportamenti secondo natura da quelli contro natura. E sbagliato?

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      • No, anzi. Non ci sono persone “omosessuali”, ma persone che hanno tendenze omosessuali, cioè che hanno pulsioni per atti omossessuali: è proprio la caratterizzazione di atti non della persona.

        Uno dei principi educativi che tutti conoscono è che bisogna evitare, quando i figli o gli studenti commettono un errore, di identificare la persona all’atto. Se uno lascia la propria stanza in disordine o non aiuta riesce a compiere un compito preciso, la peggior cosa è dirgli “tu sei sempredisordinato” oppure “tu non fai mai quel che dovresti fare”, cioè identificare la persona coll’atto o l’assenza di atto. Chiunque gestisca essere umani anche professionalmente sà benissimo che non si va mai dire ad un impiegato “tu sei disordinato” oppure “tu sei un pigro” ma sempre, invece, si va discutere di atti precisi nelle circostanze precise e si discute di quelli, non della qualità della persona.

        In fin dei conti non si dovrebbe mai dire di qualcuno “sei un imbecille”, ma dire “questo punto non è stato capito da te, discutiamone”. Così anche per le persone che vivono nella propria carne una tendenza ad un disordine contro-natura o a un comportamento secondo natura: bisogna discutere degli atti commessi, ma non associare la persona a questi atti. Un’altra logica è propriamente anti-umana.

        Quindi, personalmente sono un essere umano di sesso maschile: questo è quel che sono, per giunta creato proprio in questo istante all’immagine di Dio. Eterosessuale o omosessuale sono nozioni deformanti la mia realtà antropologica.
        In Pace

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  17. Molte grazie anche da parte mia, Simon; una trattazione puntualissima.

    Ecco che così è possibile anche fare un paio di osservazioni sullo stesso vocabolo: ‘omosessualità’.
    Il CCC in questi punti in pratica ci dice, necessariamente e prima di tutto: di cosa vogliamo parlare? Di quel che nel linguaggio corrente è ormai universalmente definito “omosessualità”. Subito poi: cosa intendiamo noi per “omosessualità”? Segue la definizione.
    Si può notare come il CCC definisca l’omosessualità come una “relazione” nel contesto di questi tre punti, perché evidentemente è questa la questione che interessa sviluppare. L’omosessualità perciò è visibile nel momento in cui si fa relazione, non esiste di per se stessa. Chi soffre di una tendenza radicata ha “tendenze omosessuali”. Perciò “ha”, “soffre di”, “è afflitta da” ma -non- “è”. Laddove il testo sembra voler dire diversamente, noi dobbiamo come sempre intendere quello che leggiamo alla luce dell’insegnamento complessivo che la Chiesa ci dà.
    Inoltre, è chiaro che il vocabolo stesso serve per capire di che si parla, ma non si può di certo, in nessun modo, prenderlo come un invito a “scivolare” verso l’uso di un linguaggio e una terminologia ideologiche (gender) e aprirsi perciò, anche inavvertitamente, a quella che molto giustamente definisci una “resa non solo semantica”.

    Se perciò si insiste nell’invitare a non usare vocaboli come “eterosessuale” (orrido, anch’io mi rifiuto decisamente di usarlo) “omosessuale” ma anche ad andarci molto cauti con “omosessualità”, se si arriva a parlare, come faceva Lidia (molto bella e precisa anche la tua risposta, Lidia!) di “concetti errati e insensati” non è né per prendersela con il peccatore né tantomeno per volere insinuare dubbi sull’autorità del Magistero, nel CCC e non solo, ma proprio per evitare quella trappola di confusione alla quale Lidia accennava, e che richiede di distinguere tra insegnamento Magisteriale ed elementi necessari a trasmettere il medesimo.

    Aggiungo al volo che il rifiuto dell’ambasciatore, se anche l’unica ragione per tale rifiuto fosse il disordine di cui è afflitto, potrebbe essere ragionevolissimo: anche se non su un piano solo e strettamente morale (l’ingiusta discriminazione: ma attenzione perché la discriminazione può anche non essere ingiusta), su un piano politico, mediatico, culturale, ecc. La scelta di un ambasciatore è politica; non si può davvero poter credere che un governo profondamente ostile alla Chiesa non abbia fatto una scelta simile (anche) allo scopo di cercare un avallo indiretto alle sconsiderate politiche che ha applicato in Patria. Senza considerare chissà che altro noi non possiamo sapere.

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    • Ottimo Roberto, ottimo! Sono in piena sintonia con te.

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      • Grazie Giancarlo! L’impatto della colonizzazione semantica operata dai nemici della Chiesa è spesso sottovalutato. Forse, più da lontano si è partiti, più forte si sente l’urgenza del problema. O forse è una questione di caratteristiche personali, chissà.

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        • Ho letto tutti i commenti ma non ho tempo di rispondere a tutti. (e poi ciò che penso l’ho scritto. E l’ha scritto e lo afferma anche la Chiesa – e secondo me non è correttamente inteso dalla maggior parte dei commenti che si sono fatti al riguardo. Oltre agli scritti ufficiali e quale/quanto ossequio si debba dare ad una frase oppure ad un’altra in base a quanto “magistero” stia esprimendo, c’è da considerare anche il sentire ‘cum ecclesia’. Viene richiesto al fedele cattolico anche questo, al di là delle proprie opinioni personali).

          “Impatto della colonizzazione semantica”.
          Vedi Roberto, io da sempre faccio ‘domande strane’ alle persone – cioè magari, a volte, propongo nelle normali conversazioni, quando la confidenzialità me lo permette, dei temi originali e/o problematici al mio interlocutore.
          E quando (da sempre) persone molto, moooolto anziane mi dicono che gli omosessuali (termine che certi anziani hanno udito in tivù solo negli ultimi anni) sono sempre esistiti e “sono nati così”
          (rispondendo alla mia domanda:”ma si nasce o si diventa?”)
          ….. ecco, sono d’accordo con te su certa colonizzazione semantica ma se vogliamo dire che è la causa dell’omosessualità: no, non lo è.

          Correttamente la Chiesa parla di “genesi psichica inspiegabile”. Per i seguenti motivi:
          – è inspiegabile anche per la psichiatria-psicologia-scienza medica in quanto conosciamo (scienza ufficiale) sì e no il 2% sul funzionamento del nostro cervello. Alcuni dicono il 5% ma il discorso non cambia.
          – considerando solo la ‘psicologia’, non si tratta di scienza esatta, quindi può essere errata ogni teoria: e sull’omosessualità ci sono miriadi di teorie, sia sul fronte della ipotesi-malattia che della non-malattia. Fondamentalmente sposare questa o quella teoria è questione di opinione personale, senza supporto scientifico degno di tale nome.

          Vorrei inoltre brevemente riprendere una frase di Giancarlo
          ” Negli anni seguenti il bimbo comincia a sviluppare anche l’aspetto psicologico della sua sessualità; dal confronto con la mamma e con il babbo capisce se è maschio o femmina e quindi sceglie di diventare uomo o donna in accordo con il suo sesso biologico. Hai capito bene trinity: sceglie di diventare uomo o donna a seconda di come si percepisce, maschio o femmina”
          Ti faccio notare che sei in piena teoria del gender.
          Tu la utilizzi in senso “cattolico”, quelli di lgbt in senso “ateo”, ma sempre teoria del gender è. Qua vedi, non importa se tu eviti il termine “omosessualità” e non ti fai “colonizzare”….perché stai esprimendo una convinzione e un concetto del tutto anticristiano e anticattolico. Il corpo e il cervello e la psiche si sviluppano insieme, sono un tutt’uno…..e non serve “scegliere” o “capire” di essere maschio o femmina e poi uomo/donna. Sei maschio o sei femmina e generalmente ti sviluppi con quell’identità di maschio o femmina, ovunque ti trovi, anche in mezzo alla foresta. Punto. (eccetto malformazioni ibride).

          (Poi, successivamente avviene che provi “attrazione sessuale” verso qualcuno. Ma non è che un uomo gay pensa di essere femmina/donna e allora viene attratto da un uomo).

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          • Trinity ti consiglierei di rilassarti. Quello che penso circa lo sviluppo psicologico in età evolutiva potrebbe essere giusto oppure sbagliato, ma è solo quello che penso; se qualcuno ne sa di più sono pronto ad ascoltare. Quello che è certo è che maschi e femmine si nasce, mentre uomini e donne si diventa. Essere uomo o donna sul piano biologico non ha alcun significato, mentre sul piano mentale (spirituale) e, di conseguenza, sul piano relazionale e comportamentale è enormemente significativo. Questo significa che se qualcosa va storto nel processo evolutivo che ci porta a diventare uomini e donne, allora ne risentiranno pesantemente le nostre relazioni e di nostri comportamenti. In altri termini, gay non si nasce ma si diventa. Inoltre, “si è omosessuali” solo nella nostra mente e l’omosessualità si concretizza solo nel comportamento. Ma noi siamo il nostro corpo (maschio o femmina) e se la nostra mente pensa di essere qualcosa di diverso, allora è la nostra mente a sbagliare, non certo il nostro corpo Reale. La nostra mente deve imparare a conoscere ed amare la Realtà, cioè il nostro corpo, non deve inventare una sua realtà.

            Questo che penso è teoria gender? Direi piuttosto che questo è il contrario della teoria gender. Io infatti sostengo che la persona deve adattarsi alla Realtà (del suo corpo) e quando dico che “un bambino sceglie di diventare maschio o femmina”, intendo dire che, se tutto va bene, il bimbo adatta la propria mente alla Realtà del suo corpo. Ma può succedere anche che, invece, non si adatti e “scelga” di essere, con la mente, diverso dal suo corpo. La teoria gender, invece, sostiene che non esiste nessuna Realtà, che esistono solo “stereotipi di genere” dai quali occorre emanciparsi. Pura follia.

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            • Volevo mettere il placet a Giancarlo ma non funziona. Lo dico qui

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            • Caro Giancarlo, sono molto rilassata quando scrivo qui su Croce-via. Come qualcuno sa, la mia mente è altrove ora e…di certo non può venir turbata da tuoi scritti dove dici tutto e il contrario di tutto.
              Ad esempio ora scrivi che la mente “si deve adattare”.
              o_O

              E per l’appunto esprimi di nuovo il presupposto che ha dato il la alla teoria del gender. E poi ci chiediamo come nascono i “fenomeni” 😉
              (spesso ho trovato questi cortocircuiti mentali proprio nei “tradizionalisti” che senza saperlo sono il terreno fertile di “progressismi” – quando non direttamente di ahimè ateismi).

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            • Tesoro mio, quello che io esprimo dovrebbe essere patrimonio comune di tutte le persone sane di mente: esiste la Realtà, alla quale tutti noi dobbiamo adattarci, sin da piccoli. Oppure pensi che sia la Realtà che deve adattarsi alle tue esigenze?

              Trinity! Ma perché ti vuoi intestardire? La teoria gender dimentica che esiste la Realtà e ritiene che sia possibile scegliere liberamente senza tenere in alcun conto il dato biologico, il corpo. Anch’io penso che diventare uomo o donna sia frutto di una scelta. Penso però, insieme con la chiesa e con tutte le persone normali, che questa scelta debba essere fatta in accordo con la Realtà, che sempre ci precede, ci supera e ci attende al traguardo.

              La Realtà ci precede, trinity, non consegue alle nostre decisioni.

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            • E’ forse più chiaro se invece di usare l’espressione “la mente si deve adattare” ci esprime in termini di “dover aderire”. L’intelligenza mi fa aderire alla realtà (uomo/donna, non solo) come vera, con ciò che ne consegue.
              O al contrario, rifiuto di riconoscere la realtà come vera.

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            • ” esiste la Realtà, alla quale tutti noi dobbiamo adattarci, sin da piccoli. Oppure pensi che sia la Realtà che deve adattarsi alle tue esigenze?”

              No. È che anche noi siamo la Realtà. E non dobbiamo né adattarci né aderire.
              Spesso (e concordo anche) ci si fissa su un termine (in questo caso ‘omosessualità’) e ci si lamenta della colonizzazione semantica. Poi però si costruiscono intere immagini mentali e intere metafore che….àvoglia! Colonizzazione a tutto campo!
              In questo caso ci sarebbe una Realtà distaccata, determinata-confinata ( fuori o dentro o dove?) alla quale dovremmo “adattarci” o “aderire”?
              Ma perché? Siamo forse dissociati? Dobbiamo fare uno sforzo per riconoscerci maschi o femmine? Sembrerebbe di sì, dalla descrizione (reiterata) di Giancarlo.
              Ecco, quello è l’inizio (speculare) da cui prende le mosse la teoria del gender.

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            • C’è la realtà e l’adesione alla realtà, a partire da quella sensibile per poi muoversi in astratto. Ha a che fare un po’ con la famosa ‘profezia’ di Chesterton delle spade sguainate per sostenere che le foglie sono verdi. Ma io purtroppo non sono abbastanza pratico di San Tommaso per spiegare ‘sta cosa come si deve. 🙂 Mi pare di intuire però che Giancarlo si muova attorno a questi concetti, senza riuscire a definirli in termini formalmente esatti. Non insisto però perché, come detto, al momento almeno neppure io ne ho una presa sufficientemente sicura.

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            • Caro Roberto, come al solito concordo al cento per cento con te. Hai ragione, io non ho studiato e sono costretto a trattare questi temi da ignorante quale sono. Vedo però, e questo mi fa davvero piacere, che chi vuole capire capisce eccome quello che voglio dire. Hai perfettamente ragione quando suggerisci di parlare di “adesione alla Realtà” piuttosto che di “adattamento alla realtà”.

              Forse un intervento di Simon potrebbe aiutare a fare chiarezza su ‘sta palla dell’omosessualità… tra l’altro ricordo a Simon che aspetto ancora un suo intervento “conclusivo” sul significato della parola “re-integrare nelle chiesa”.

              Un piccolo appunto per tutti: mi sono fatto frate e, d’ora in poi, sono fra’ Centanni. Giancarlo non c’è più.

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            • ” Forse un intervento di Simon potrebbe aiutare a fare chiarezza su ‘sta palla dell’omosessualità”

              Sta palla dell’omosessualità in questo topic l’hai tirata fuori TU dando inizio alla discussione e facendo proprio tu diverse richieste di chiarimento a Minstrel.

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    • “Aggiungo al volo che il rifiuto dell’ambasciatore, se anche l’unica ragione per tale rifiuto fosse il disordine di cui è afflitto, potrebbe essere ragionevolissimo: anche se non su un piano solo e strettamente morale ”

      Infatti la Chiesa é saggia nel guidare il gregge. A volte prende misure per prudenza anche se la morale strettamente permetterebbe andare oltre. Se la Chiesa non concede il sacramento dell´Ordine a chi ha tendenze omosessuali puó perfettamente non accettare ambasciatori con queste tendenze. Se questa persona é cattolica e perció figlia della Chiesa non si capisce perché lui stesso non rinuncia alla richiesta.

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    • AHAHAHAHAH!!! 🙂
      Siamo al punto dove colui-che-divide inizia a farsi notare e diventa ridicolo…
      Preghiamo per le sue vittime e portavoci, ignari burattini, per le loro anime, perché Dio li illumini e li allontani dal male.
      Ho anche avuto occasione di ascoltare quel link che mi avevi segnalato con l’intervista a Melloni. Forse bisognerebbe dirgli che il complottismo paolino anticristico dal quale partono le sue argomentazioni è alquanto fuori moda, indegno di un teologo alla moda.

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  18. Dunque Cascioli aveva ragione e Tornielli aveva torto. Non c’entra niente la misericordia per Stefanini; papa Francesco, rifiutando l’ambasciatore gay, ha rifiutato con virile determinazione sia l’ostentata omosessualità infarcita di ideologia omosessualista di Stefanini , sia l’arrogante tentativo di Hollande di forzare la mano del papa.

    Questo mi piace, quando vuole papa Francesco sa essere un vero uomo, un maschio alfa. Bravo, grande papa Francesco: lontani gli effeminati!

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-vaticano-lambasciatore-gay-resta-in-francia-12443.htm

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    • Direi che Tornielli aveva ragione. E che la questione, come già fatto notare, non era attinente all’omosessualità di Stefanini, peraltro mai ostentata http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/stefanini-gay-francesco-40597/
      Ma perché devi gettare fango su una persona così gratuitamente? 😐
      Sarebbe il caso di tenere un atteggiamento più cristiano.

      Poi, ancora, manipoli la posizione di Tornielli e anche quella inescusabile di Cascioli (quando parla di omosessualità e di tutta la vicenda in termini del tutto errati).
      Deformare la realtà in questo modo ci fa perdere la credibilità come cattolici.
      E poi: chi sono gli “effeminati” ?

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      • Aveva ragione di che? Aveva ragione di spingere in favore di Stefanini? Be’, mi spiace (si fa per dire!) per te e per Tornielli, ma Stefanini non è gradito dal papa e Tornielli aveva torto marcio a ritenerlo adatto per quel posto. Il papa ha detto che non aveva niente contro la sua persona, ci mancherebbe altro, del resto neanch’io ho niente contro la sua persona. Tuttavia il papa non ha gradito il pubblico appoggio di Stefanini alla legge sul matrimonio omosessuale. Come non ha gradito il tentativo di Hollande di forzare la santa sede ad accettare un ambasciatore conosciuto per essere omosessuale. Dunque l’omosessualità c’entra, eccome se centra, con il mancato gradimento di papa Francesco.

        Io, tesoro mio, non getto fango su nessuno. Se l’avessi fatto credo che Simon sarebbe intervenuto. Direi invece che sono persone come Stefanini che gettano fango su stesse, lasciando trapelare la loro omosesualità, anziché vergognarsi e nascondersi.

        Gli effeminati, cara trinity, non sono gli omosessuali ma coloro che non fanno mistero della loro omosessualità e dei loro gusti da femmina.

        Ribadisco (insieme con s. Paolo): lontani gli effeminati dalla chiesa!

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        • Invece tu sei uomo e ti permetti (spesso) di chiamarmi “tesoro mio”.
          Giusto per dare un bel esempio di come si trattano le donne 😐

          Sì: getti fango su una persona e non serve che intervenga Simon a fare la distinzione tra opinione e gettare fango. Tornielli richiamava proprio il principio che poi applicato quotidianamente porta quelli come te a scambiare “pane per polenta” (come si dice dalle mie parti), cioè a scambiare un orientamento con un peccato – per poi arrivare direttamente ad attaccare la persona del presunto peccatore.

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          • Di fatto caro Giancarlo, se mi permetti un appunto che potresti considerare anche un consiglio, quel tuo apostrofare spesso gli altri con termini tipo “tesoro mio”, “ciccio” e compagnia bella (ricordo vagamente qualche altra che non ho certo tempo e voglia di andare a ritrovare), non giovano affatto al tono di uno scambio di opinione tra sostanzialmente sconosciuti. Giacché fossero realmente espressioni di una confidenza affettiva (cosa che non può essere in questo contesto) sarebbero comprensibili, diversamente suonano tanto di supponenza e di una confidenza che è eventualmente l’altro/a che ti deve concedere o aver concesso… non che tu *ti puoi prendere*.

            Lo dico nel tuo interesse… poi fai come ti pare. 😉

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          • Quando sei in difficoltà, allora fai l’offesa perché ti ho chiamato tesoro, però quando ti senti sicura allora non ti fai problemi a chiamarmi “Gianchi”, vero? Ed hai continuato a chiamarmi “Gianchi” anche dopo che ti avevo avvisato che volevo essere chiamato con il mio nome. Ok, il problema è che ti ho chiamato tesoro? Presto fatto! Ti chiedo scusa, non ti chiamerò più tesoro.

            Tu però smettila di lanciare accuse senza argomentare. Io non getto fango sulle persone. Mai. Nè scambio l’orientamento omosessuale per un peccato. Tanto meno sono solito attaccare le persone. Ho rispetto delle persone, non necessariamente delle loro idee. Se sei una persona corretta ritira queste accuse che mi hai rivolto, oppure dimostra quando ho gettato fango e quando ho attaccato una persona.

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            • Dove sarei in difficoltà?
              Qualche volta ho utilizzato “Gianchi” per brevità e se ti ha dato fastidio me ne scuso. (A volte veramente era un tentativo di sdrammatizzare i tuoi attacchi un tantino aggressivi e irrispettosi verso di me… e di buttarla in ridere con un “vezzeggiativo”. Però sai, ultimamente ho capito che chi non porta rispetto va fermato subito altrimenti diventa arrogante. Tu purtroppo non sei stato ripreso adeguatamente. Mi spiace, perché sarebbe importante anche per te venir ripreso da chi hai stima e da chi giudichi “autorevole”. Più volte purtroppo manchi di rispetto, come osserva anche Bariom).

              La dimostrazione che mi chiedi sta in tutti i tuoi ultimi post: dovrei fare copia-incolla?

              È il caso di chiuderla qua.

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            • Sono d’accordo, finiamola qua. Però non posso evitare di notare che non rinunci a lanciare accuse al sottoscritto (attacchi un tantino aggressivi e irrispettosi verso di me… chi non porta rispetto va fermato subito altrimenti diventa arrogante) che però non sono mai state confermate, da chi avrebbe l’autorità per farlo, con un richiamo e tanto meno con una censura. Oltre alle facili accuse, sei prodiga di rimproveri, richiami alla mia condotta, richieste di farmi estromettere dal blog, denunce di anticattolicità. Trinity, cerca di stare concentrata sugli argomenti, senza allargare il confronto alle persone, altrimenti la rissa diventa inevitabile.

              Per dimostrare quello che dico voglio riproporre alla tua attenzione il nostro ultimo confronto sulla questione di Stefanini. In questo commento https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12932 ho fatto valutazioni sulla questione schierandomi in favore di Cascioli e dichiarandomi soddisfatto della condotta tenuta da papa Francesco. Il tutto , me ne rendo conto, detto in maniera (volutamente) provocatoria ed un po’ sbruffona, ma senza offendere nessuno. Come hai risposto al mio commento? Ecco qua: https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12935 ; hai negato che la questione fosse legata all’omosessualità, però hai dimenticato di argomentare. Poi sei passata alle solite accuse non argomentate (Ma perché devi gettare fango su una persona così gratuitamente?), ai consigli non richiesti (Sarebbe il caso di tenere un atteggiamento più cristiano) e di nuovo ad accuse non argomentate (Poi, ancora, manipoli la posizione di Tornielli e anche quella inescusabile di Cascioli … Deformare la realtà in questo modo ci fa perdere la credibilità come cattolici.). Infine hai raccolto il mio provocatorio riferimento agli effeminati, ma non per concordare con me quello che dovrebbe essere pacificamente condiviso tra cattolici, cioè l’impossibilità ad accogliere gli effeminati nella chiesa cattolica, ma per chiedermi, in modo ancor più provocatorio, chi sono gli “effeminati” ?. Dimenticando che gli effeminati sono quelli di cui parla s. Paolo.

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            • Vabbè ragazzi! Chiudiamo qua.
              😉
              In Pace

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    • Oggi l´orientamento sessuale é un problema politico. Sopratutto in Francia.

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    • Guarda Minstrel, io non escludo che il problema sia “solo” politico e che l’orientamento omosessuale di Stefanini (conosciuto e mai negato) non sia un problema per papa Francesco. Infatti io sono stato il primo a stupirmi di questa novità (ben ricordando il caso di monsignor Battista Ricca). Ma se davvero un ambasciatore conosciuto per essere omosessuale e che ha dato il proprio sostegno alla legge sul matrimonio omosessuale in Francia non crea alcun problema per papa Francesco, allora ritornano, come d’incanto, i miei incubi peggiori.

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  19. Stefanini non ha dato il sostegno alle nozze gay.
    Stefanini non si autodefinisce gay, ma semplicemente non ha mai smentito le voci che lo dicevano omosessuale.
    Stefanini ha già avuto cariche in Vaticano, vice-ambasciatore, con Giovanni Paolo II, notoriamente ehm gay friendly.

    Il fatto è Giancarlo, che per sparlare bisogna informarsi bene, altrimenti la menzogna viene scoperta subito e casca l’asino.

    Motivo politico, in breve: in questo momento storico Stefanini (lo stesso di GPII) viene proposto da Hollande il quale governo sostiene le nozze gay. Il governo. Non il candidato ambasciatore, come scrivi tu.

    P.s. non ho mai proposto di estrometterti dal blog. Qualche volta ho proposto (pubblicamente) o espresso invito di richiamarti con più virilità per fermare certe intemperanze secondo me inopportune, spesso scortesi e/o maleducate. Ad esempio il “richiamo” che ti ha fatto Bariom va nella direzione che intendevo io.
    P.p.s. la tua affermazione che “chi ha l’autorità per farlo” non ti ha censurato o richiamato rivela la tua morale: non rispetti la gente perché la devi rispettare ma perché te lo devono ordinare.

    Ti faccio notare allora che “chi ha l’autorità per farlo” non ha censurato nemmeno me. Significa che quello che ti ho detto va benone 😉

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    • Secondo quanto riferito da Cascioli, Stefanini ha dato sostegno alla legge Toubira che ha introdotto in Francia il matrimonio fra persone dello stesso sesso ( http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ambasciatore-gayla-santa-sede-non-puo-cedere-12356.htm ). Quello che è certo è che Stefanini è omosessuale e mai si è preoccupato di smentire la cosa. Presentarsi al mondo lasciando intendere che si è omosessuali equivale ad affermare positivamente la propria omosessualità, cioè equivale a negare quanto contenuto nel CCC, secondo il quale l’omosessualità è un’inclinazione oggettivamente disordinata. Non solo. Se essere omosessuali significa praticare l’omosessualità (dato che l’omosessualità si concretizza in un comportamento e non ha senso parlare di omosessuale non praticante), allora Stefanini non solo contraddice quanto riportato nel n° 2358 (inclinazione oggettivamente disordinata) ma anche quanto riportato nel n° 2357 (gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati). Ora io non so, ma in realtà nessuno lo sa, se papa Francesco abbia rifiutato la candidatura di Stefanini solo per motivi politici, che sono comunque inerenti la questione dell’omosessualità, oppure se abbia anche inteso censurare il comportamento oggettivamente scandaloso di Stefanini. Diciamo che mi auguro che abbia inteso mortificare il comportamento di Stefanini, anche se devo purtroppo ammettere che papa Francesco ha avuto un comportamento diverso nel caso di mons. Battista Ricca.

      Per il resto, devo purtroppo prendere atto che continui ad accusarmi ingiustamente (io non ho mai sparlato di nessuno, né ho mentito,oppure dimostra quando l’ho fatto!) ed a provocare con malizia, dopo che Simon è intervenuto chiedendo esplicitamente di finirla. Sono davvero dispiaciuto e non capisco questa tua ostilità.

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  20. Adesso dimostrami tu dove io ti avrei “provocato con malizia” – e dove sarei ostile.
    Simon ha chiesto esplicitamente di finirla: appunto, finiscila! Guarda la successione dei post e guarda chi ha ripreso il discorso. Certo che sei bravo a rivoltare le frittate.

    “mai sparlato di nessuno….oppure dimostra quando l’ho fatto”

    Varie volte lo hai fatto, ma non ho voglia di andare oltre e te ne cito solo una. E poi please facciamo FINE :

    Stai dando dell’EFFEMINATO (in senso paolino) e affermi altre varie cose sul sig. Laurent Stefanini.
    Non credo che tu possa farlo.
    O meglio: non potresti farlo secondo il CCC, paragrafi su calunnia e maldicenza, se sei cattolico osservante.

    Secondo il codice penale, in linguaggio giuridico trattasi invece di diffamazione, indipendentemente che tu sia ateo o credente. Al link puoi leggere la differenza tra diffamazione, calunnia, opinione, diritto di cronaca, eccetera http://www.canestrinilex.com/risorse/differenza-fra-calunnia-e-diffamazione/
    Con quale diritto gli dai dell’effeminato e fai continue insinuazioni sulla sua condotta morale? E, appunto: che cosa significa “effeminato” (biblico) tradotto in termini odierni? E da cosa deduci che puoi applicarlo a Stefanini?

    Cosa diversa sarebbe definirlo “persona con tendenze omosessuali” oppure direttamente “omosessuale”, aggiungendo però che è cattolico praticante e non convivente con uomini, né ha mai dato scandali – QUINDI nel tuo linguaggio che contesta il termine “omosessuale” qualora il soggetto non fosse praticante…….DEVI definirlo UOMO (come hai ben spiegato molte volte, esistendo solo uomini o donne).

    Il resto che adduci attiene solo a non rispetto della persona, a maldicenza/calunnia secondo il CCC e a diffamazione secondo il codice , nei confronti una persona che, a quanto ne sappiamo, può comportarsi cristianamente meglio di me e di te. (È anche sostenuto dal card. Vingt-Trois ma tu sorvoli ovviamente).

    Non ce l’ho con te. Semplicemente ti rispondo e ti faccio presente la posizione della Chiesa Cattolica e del cristiano su questo tema (omosessualità) che tu spesso tiri in ballo su Croce-via per un motivo o per l’altro.
    (E per chissà quale motivo, una volta mi dicesti anche di “andarmene con i miei amici lgbt” !! e amenità varie. Ti potrei chiedere io perché ce l’hai con me)

    P.s. Per Vatican Insider la questione del sostegno al matrimonio gay non è quella riportata da Cascioli http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/stefanini-gay-francesco-40597/

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  21. A me pare Giancarlo che tra certezze certe, ipotesi razionali o meno, conseguenze filologiche e personali considerazioni, ci sia sin troppo dibattere a sostegno di una tesi che si conclude come ultima ipotesi sulla ratio del Santo Padre in questa vicenda (e l’ennesima puntatina critica “ha avuto un comportamento diverso nel caso di…”) e che comunque nuovamente “taglia i panni” addosso ad una persona che ha un nome e cognome (mi riferisco a 24 aprile 2015 • 11:16)

    A poco vale dire “Se essere omosessuali significa praticare l’omosessualità (dato che l’omosessualità si concretizza in un comportamento e non ha senso parlare di omosessuale non praticante)” dato che bisognerebbe sapere l’esatto intendere della persona che parla di omosessualità – anche della propria – e se fa la distinzione logica e semantica di cui si è qui parlato…

    Il tutto per dire che il confronto in questo caso (e Trinity mi rivolgo anche a te…) mi pare stia diventando piuttosto noioso avvitandosi su prese di posizioni che potrebbero anche trovare un punto d’incontro, ma impossibilitati a farlo per altro tipo di dinamiche personali e interpersonali (alcune oggettive alcune soggettive e di forma a mio parere).
    Su queste ultime non posso far mistero che alcune considerazioni di Trinity, le trovo piuttosto attinenti al vero in quanto ad atteggiamenti che traspaiono, quando non sono evidenti, dal modo che hai Giancarlo di proporti e proporre il tuo pensiero e che sai bene ti ha altrove procurato un po’ di necessaria “decantazione”…

    Devo riconoscere a onor del vero che il tuo modo di esprimerti e piuttosto è di molto migliorato (giacché ho la ventura di averti incontrato parecchio tempo addietro…) ma dovresti dare più peso – e mi ripeto – a osservazioni che risultano pertinenti e circostanziate… non è per nulla sano NON mettersi mai in discussione ipotizzando che che ci muove critica lo faccia per il puro gusto di farlo e non perché è veramente il nostro atteggiamento ad essere discutibile.

    Diversamente una progressione (anche verso l’altro) ci sarà giusto … fra Centanni 😉

    Per il resto Trinity davvero chiuderei qui la scaramuccia… 😉

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    • Concordo.
      Il confronto non è diventato noioso, è diventato noiosissimo (sono almeno dieci post che lo penso).
      Finora ho risposto perché mi sentivo provocata dalle continue incongruenze logiche di Giancarlo e dalla negazione, esplicita o velata, della dottrina cristiana.
      Quest’ultima cosa in genere mi fa saltare sulla sedia (soprattutto quando avanzata da qualcuno che dice di essere cattolico).
      Per non parlare dell’atteggiamento verso Papa Francesco, le cui azioni e decisioni sono sempre da sottoporre al vaglio di Giancarlo per sapere se il Santo Padre sbaglia o non sbaglia.

      “Quando vuole Papa Francesco sa essere un vero uomo”
      Vedete, a me bastano affermazioni come questa per sentirmi in dovere di rispondere. Oppure anche questo: ” Vada in confessionale Stefanini, a chiedere misericordia e, certamente, ne troverà”.

      (Sottolineo: io avverto il dovere morale di rispondere se leggo commenti del genere).

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  22. Grazie Bariom, mi hai tolto le parole di bocca. Cari Trinity e Giancarlo, non assecondate colui-che-divide arroccandovi in posizioni che sembrano contrastanti e permettendo che il dibattito scada nel personale. Davvero non siete poi così distanti, leggendovi da “fuori” si capisce che ognuno di voi muove da un punto che gli sta a cuore; Trinity parte dalla compassione nei confronti del peccatore e Giancarlo dal ribrezzo nei confronti del peccato. Ma il punto di incontro di cui parla Bariom e lì vicino e credo serva spostare la discussione da omo/etero a concupiscenza/castità. Penso che entrambi sarete d’accordo sul punto che nell’ambito delle relazioni intime tra persone l’unico orientamento ordinato è la castità, e che questa è possibile soltanto se dalle relazioni interpersonali si elimina la concupiscenza. Buona Santa Domenica a tutti.

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    • Cara Lidia, per me va benissimo spostare il dibattito da omo/etero a concupiscenza/castità. Se dunque il problema fosse che Stefanini è notoriamente un adultero che non si cura di smentire la sua fama di traditore seriale, cambierebbe forse qualcosa nella valutazione che si deve dare del suo comportamento ai fini dell’idoneità o meno al ruolo di ambasciatore presso la santa sede? Non credo. Egli sarebbe comunque non idoneo per motivi morali. Il problema, naturalmente, non è il peccato (che siano atti omosessuali o il tradimento della moglie), il problema è non curarsi di smentire e quindi dare scandalo.

      Per quanto riguarda trinity, mi spiace, lo dico sinceramente, che non si riesca ad avere confronti sereni. In fondo basterebbe non entrare nel personale.

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      • Infatti la Santa Sede non accetta ambasciatori cattolici divorziati e risposati provenienti da paesi cattolici*. É capitato all´Argentina ai tempi di Ratzinger.

        *Penso accetti questa situazione in paesi a minoranze cattoliche per ragioni di difficolta in trovare alternative ma non l´ho mai potuto confermare.

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    • Grazie a te Lidia per l’azione “pacificatrice”. In realtà non ce l’ho con Giancarlo (semmai con comportamenti-parole di Giancarlo, insomma come nella distinzione tra peccato e peccatore che però non impedisce di condannare il peccato).
      Colui che divide, a mio parere, in questo caso non sta tra me e Giancarlo,ma tra Giancarlo e la sua Chiesa: vedi l’atteggiamento reiterato e pretestuoso nei confronti del Santo Padre (ormai neppure più segnalato o richiamato) oppure in varie occasioni la negazione aperta della dottrina cattolica in favore di una religione-fai-da-te nella sua testa. In questo caso c’era ad esempio (da parte di G.) addirittura un auspicato allontanamento dalla Chiesa di una intera “categoria” di persone che vengono giudicate (da lui) “nel peccato”. Non è la prima volta che lo fa…
      Parlando proprio di castità, secondo me, i pensieri casti riguardano anche quello: quando io vedo un gay (o persona con possibili tendenze omosessuali) la mia mente non va a finire sull’atto sessuale gay. Semplicemente non ci va. Quella di Giancarlo ci va e a quanto pare insiste pure.
      Credo che far presente il corretto comportamento e pensiero cristiano sia doveroso – e il “confronto” che chiede Giancarlo purtroppo non è un confronto ma un’affermazione di “aver ragione”. Ora: sia il “confronto” che “dar ragione” (in favore di quieto vivere) a colui che divide (divide Giancarlo dalla retta via) a me non interessa, anzi lo rifiuto.

      (Comunque la discussione è conclusa, eh. Qua sopra stavo semplicemente spiegando il mio punto di vista a chi può esserne interessato o trarne spunto).

      Quindi ringrazio Lidia perché sei sempre molto saggia. Però in questo caso ti direi: attenzione a non cedere a colui che divide nell’apparente tentativo dell’acquietamento (peraltro anti-virile se parliamo di Chiesa), dell’andar d’accordo, del compromesso a tutti i costi. Non è la prima volta che vedo accadere questa situazione. Intendo dire che l’ho vista accadere più volte nella vita reale: e inutile dirti a chi permettiamo di vincere.

      Il confronto con Giancarlo è aperto, se accetta di confrontarsi. (Con me evidentemente non l’accetta. Ma nemmeno con Bariom l’accetta, e gli da retta solo quando gli da ragione, altrimenti ignorandolo del tutto. Idem con Minstrel). Può darsi che l’accetti in futuro con altri – sperando che questo lo avvicini al cristianesimo e al cattolicesimo.

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    • Ecco, cara Lidia, il problema di cui ti parlavo nel precedente commento (https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12992 ), quando chiedevo (a trinity) di non entrare nel personale. Vedi cosa fa trinity? Dimentica la questione di cui stiamo parlando e, dopo avermi messo sul banco degli imputati, mi processa e mi condanna senza appello.

      Facci caso: tu hai proposto, nel tuo ultimo intervento, di “spostare la discussione da omo/etero a concupiscenza/castità”. Di fronte a questa tua esplicita richiesta, cosa ho fatto io? Ti ho risposto che per me andava bene ed ho subito equiparato l’adultero con l’omosessuale, ritenendoli tutt’e due non idonei al ruolo di ambasciatore presso la santa sede, ma non a causa del loro peccato, quanto piuttosto a causa dello scandalo che non si curano di evitare. Cosa ha fatto invece trinity di fronte al tuo invito? Non si è fermata neanche per un attimo a considerare il tuo invito e si è lanciata subito nel processo al sottoscritto.

      Ti domando, cara Lidia: è possibile un confronto nel quale io critico le idee e trinity critica la mia persona? Io ti invito a rileggere i miei interventi e quelli di trinity sulla “questione Stefanini”. Guarda se io mi sono mai permesso una critica alla persona di trinity; poi guarda se trinity ha smesso un solo momento di criticare la mia persona per dedicarsi, finalmente, alla questione dell’ambasciatore.

      Ecco, il problema è tutto qua:trinity si dimentichi della mia persona e si preoccupi di criticare le mie idee.

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      • Magari, se, senza polemica, puoi elencare tu dove io criticherei la tua persona anzichè le idee?
        E perché ti senti autorizzato a criticare la persona di Stefanini, paragonandolo ad un adultero? E a definirlo effeminato, ecc.?

        Davvero non ho più voglia di stare a questo gioco. Smettila di prendermi in giro.

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        • C’è un punto, trinity, sul quale sono disponibile al confronto, perché non riguarda la messa in discussione della mia persona. Il punto è quello delle persone effeminate. E’ un punto che sono stato io stesso a mettere al centro della discussione e che mi sta particolarmente a cuore perché è davvero centrale nelle “questione Stefanini” e, più in generale, nella questione dell’omosessualità in relazione alla chiesa.

          Ho detto, a proposito di Stefanini, che è un effeminato ed ho aggiunto che gli effeminati devono stare lontani dalla chiesa. Lo ribadisco e su questo voglio il confronto (non su chi è cattolico e chi no).

          Ebbene, preciso subito che io non sono qui ad insegnare, perché non ho mai studiato e davvero non avrei nessun titolo per pretendere di insegnare. Io sono qui per dire come la penso e, se del caso, accettare delle correzioni e rivedere il mio pensiero, a patto che la critica resti sul piano delle idee e non si passi alla critica delle persone. Su questo chiedo vigilanza anche da parte di chi ne ha l’autorità. Procediamo, dunque.

          Chi sono gli effeminati, secondo s. Paolo? Non credo che s. Paolo si riferisse alle persone omosessuali in genere, anche perché, come abbiamo visto più volte, non ha senso parlare di persone omosessuali. Chi sono dunque gli effeminati? Secondo me sono persone con orientamento omosessuale che non si fanno scrupolo di nascondere questo loro orientamento, anzi, alcuni arrivano perfino a farne una bandiera. L’effeminato è colui che ritiene il suo orientamento omosessuale perfettamente naturale e pensa quindi di non dover correggere, censurare, nascondere o negare questa sua tendenza; anzi ritiene lesivo della sua dignità qualunque pressione volta a nasconderla. Esempio eclatante e vergognoso di questa posizione sono gli attivisti LGBT. Tuttavia penso che non occorra arrivare a questi estremi per essere effeminati. Secondo me, è effeminato chiunque non si preoccupa di nascondere e, all’occorrenza, negare il proprio orientamento omosessuale. In questo caso, infatti, non negare equivale ad affermare. Affermare il proprio orientamento omosessuale poi, equivale ad affermare la propria omosessualità praticata, giacché, come più volte dimostrato, l’omosessualità è un atto e solo un atto, non certo un orientamento (che non vuol dire proprio niente).

          Dunque gli effeminati sono coloro che mostrano, o comunque lasciano capire, di praticare l’omosessualità. Ebbene, queste persone secondo me devono stare fuori dalla chiesa perché, con il loro comportamento omosessuale non nascosto, negano apertamente la dottrina cattolica. Non si tratta di tenere fuori dalla chiesa i peccatori, ma coloro che, mostrando apertamente il loro peccato, negano di essere peccatori e danno scandalo.

          Il peccato, qualunque esso sia, deve essere motivo di vergogna e di nascondimento. Non mi pare che Stefanini si sia mosso in questo senso ed anche per questo motivo, a mio avviso, non è stato gradito da papa Francesco. Ed io ne sono felice.

          P.S. <b<Non mi pare di non essere disponibile al confronto, se il confronto è sulle idee. Critica le mie idee ed avrai sempre puntuale risposta.

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  23. Nel frattempo, dato che siamo pur sempre nel Blog dei Blogs e che magari qualcuno si è appassionato all’argomento….. vediamo che cosa dicono i francesi. Ho trovato posizioni abbastanza equilibrate (escludendo i soliti estremisti) e rispettose verso tutti, Vaticano e Stefanini.
    Ad esempio La Croix http://www.la-croix.com/Religion/Actualite/Le-pape-a-recu-Laurent-Stefanini-en-prive-2015-04-22-1305145
    “Quelle que soit l’issue de la procédure d’agrément, l’accueil à ce stade par le pape François au ­Vatican de Laurent Stefanini traduit une volonté de distinguer et de protéger la personne privée de ce qui est devenu une affaire publique” (“volontà di distinguere e proteggere la persona privata da quello che è diventato un affare pubblico”)

    Liberation http://www.liberation.fr/monde/2015/04/22/imbroglio-diplomatique-entre-paris-et-le-vatican_1259682
    ” Après lui avoir écrit personnellement, Stefanini a été reçu, en privé, samedi, par François. «Avoir obtenu un rendez-vous avec le pape est une marque rare de considération», explique l’historien Philippe Levillain, spécialiste de la papauté.”
    (Lo storico del papato P.L. spiega che aver ottenuto un rendez-vous privato con il Papa è segno di non consueta considerazione).
    In soldoni Liberation fa notare che a qualunque soluzione si arrivasse alla fine, in un senso o nell’altro, a questo punto Stefanini è e rimarrà strumentalizzato.

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  24. Ecco un altro argomento che meriterebbe la nostra attenzione e la nostra preoccupazione:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-come-la-chiesa-si-preparaad-accettare-il-controllo-delle-nascite-12500.htm

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  25. Come spiegato anche dai giornali francesi e come ti è stato spiegato più volte, il problema è tutto politico e ha a che fare (in sintesi) con Hollande.
    A Papa Francesco non è per nulla sgradito Stefanini (come non era sgradito a Giovanni Paolo II) altrimenti avrebbe seguito la prassi normale del Vaticano per rifiutare un ambasciatore, prassi che consiste nel non rispondere – e infatti non ha ufficialmente risposto.
    Ha voluto però ricevere in privato Stefanini, segnale giudicato dagli esperti molto buono in senso personale (per Stefanini).
    Da lì si sono rincorse molte voci, e rimangono tali, perché l’incontro era privato. Dunque non ci sono altro che voci.
    (Una delle tante voci è stato il supporto di Stefanini alle nozze gay, ma in Francia Stefanini è considerato cattolico convinto, praticante, di destra e promotore della famiglia tradizionale).

    Voci. E un solo fatto: udienza privata con Stefanini. Altro fatto: la non-risposta ufficiale alla Francia.

    ” Ho detto, a proposito di Stefanini, che è un effeminato ed ho aggiunto che gli effeminati devono stare lontani dalla chiesa. Lo ribadisco e su questo voglio il confronto (non su chi è cattolico e chi no) “

    Cioè tu vuoi stabilire che gli effeminati (=omosessuali) devono stare lontani dalla Chiesa e non vuoi fare per loro la distinzione tra orientamento e pratica. Mentre io non posso dire che chi non segue il CCC e tutti gli insegnamenti della Chiesa fino ad oggi (anche sull’omosessualità) si pone (da sè) fuori del cattolicesimo.
    Dici che “non hai studiato” e che vorresti eventuali correzioni.
    Dal seguente post da parte di chi ha studiato https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12846 e nei seguenti ti vengono esposte le correzioni.

    Continuare oltre sarebbe inutile e ripetitivo.

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    • Per qualche motivo il post è saltato qua.
      È invece la risposta conseguente al commento di Centanni ore 8.44

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    • Il problema sarà anche solo politico, ma ha a che fare con l’agenda omosessualista di Hollande. Il papa evidentemente, con il suo mancato gradimento da una parte ed il ricevimento in privato di Stefanini dall’altra, ha inteso chiarire che Stefanini non è gradito, ma non perché omosessuale (ci mancherebbe, del resto siamo tutti peccatori), ma perché la sua candidatura, se accettata, avrebbe costituito una oggettiva e formidabile promozione dell’omosessualità. Promozione che, con tutta evidenza, il papa non ha inteso dare. Ora però vorrei che tu riflettessi su un particolare. Se Stefanini, pur praticando l’omosessualità, non avesse mai lasciato trapelare questa sua tendenza, non avrebbe incontrato nessuna difficoltà ad essere accreditato come ambasciatore presso la santa sede. Questo cosa significa? Significa che il papa non approva che un cattolico praticante lasci trapelare la sua tendenza omosessuale. È questo il nocciolo che ha fatto irrigidire papa Francesco: non che fosse omosessuale, ma che fosse nota la sua omosessualità.

      Sugli effeminati. Si trinity, io voglio ribadire che gli effeminati, che sono solo una parte degli omosessuali, devono stare fuori dalla chiesa perché rifiutano di vergognarsi e di pentirsi del loro peccato dando scandalo e seminando confusione. Non si tratta di distinguere tra orientamento e pratica, ma tra chi si vergogna e chi, come Stefanini, non si vergogna. Certo che pui dire che chi non segue il CCC e tutti gli insegnamenti della Chiesa fino ad oggi (anche sull’omosessualità) si pone (da sè) fuori del cattolicesimo. Anzi, sono d’accordo con te. Solo che, se ti riferisci a me, hai dimenticato di dire in cosa non avrei seguito il CCC.

      Infine, io sono certamente disponibile ad essere corretto, ed infatti l’ho anche dimostrato a proposito della questione del “Dio cattolico”: https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12874
      Però la risposta che tu citi, di Minstrel: https://pellegrininellaverita.com/2015/04/13/blog-dei-blogs-breve-rassegna-web-32-2/comment-page-1/#comment-12846
      è semplicemente una risposta sbagliata che mi attribuisce un pensiero che non è il mio. Io non ho mai pensato di allontanare, o discriminare, o rifiutare una persona “per il solo fatto di essere omosessuale”. Né ho mai pensato che questo sia stato l’intento di papa Francesco quando “non ha gradito” la candidatura di Stefanini. Io ho detto e ripeto che devono essere allontanate, discriminate e rifiutate, da parte della chiesa, le persone omosessuali che pretendono di mostrare tranquillamente e promuovere il loro stile di vita omosessuale. Oppure credi, e lo domando anche a Minstrel, che la chiesa dovrebbe accettare al suo interno persone che non si vergognano della propia omosessualità e che, anzi, la mostrano con orgoglio?

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  26. Avvoltoi: ma chi passa il proprio tempo a calunniare a diffamare a spargere pettegolezzi sugli altri e in particolare il Santo Padre il Magistero e chi governa la Chiesa ha l’animo di un avvoltoio … in questo caso ormai non più in senso figurato ma proprio reale.
    Intanto preghiamo per la salute di P. F. Volpi e che si rimetta al più presto ché la Chiesa ha sicuramente ancora bisogno di lui in questo mondo.
    In Pace

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  27. Avvoltoi? Maiali semmai! Scrofe e verri senza dignità. Gente che vede nelle disgrazie e nelle catastrofi naturali presunte punizioni divine. Salvo che poi quando lo sventurato è uno dei loro… scoprono che non è tanto cattolico commentare le disgrazie altrui come se fossero verdetti del Cielo (il caso del povero Palmaro docet).

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    • Personalmente non mi piace creare immagini di similitudini fra uomini e animali, perché ho la strana idea che un uomo è sempre infinitamente più grandioso rispetto ad un qualsiasi animale. Questione di rispetto della persona umana insè. So essere una posizione personale. Mi andava di dirla, giusto per farmi odiare anche dagli animalisti sfegatati. Mancano solo quelli all’appello oramai… 😀

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      • L’istituzione di similitudini fra uomini e animali rientra appieno nella tradizione classica e poi medievale, anche cristiana. Proprio perché l’uomo è infinitamente più grandioso di qualsiasi altro animale, quando si comporta da iena, da avvoltoio o da suino, converte tanta grandezza in grandissima miseria e diventa più vile dell’animale più disgustoso…

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