Anima – Ottava ed Ultima Puntata

Anima

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Nonno : Perché mi guardi con lo sguardo triste, Telesforo ?

Telesforo: Niente, mi stavo dicendo che non sempre sarai tra di noi.

Nonno: Tutte le cose migliori hanno una fine: la mia vita è stata ottima malgrado tutti i malgrado.

Telesforo: Non hai paura della morte?

Nonno: Mi fa più impressione il morire che l’essere morto. Ma non c’è bisogno di preoccuparsi più di tanto: non conosco nessuno che non ci sia riuscito.

Telesforo: Come immagini la morte, Nonno?

Nonno: Non la si può immaginare, Nipotino. Quando sei morto il tuo corpo non funziona più , quindi tutte le attività spirituali che necessitano il supporto del corpo sono impossibili, non si possono creare immagini o ricordarsi cose concrete: quindi l’immaginazione non c’entra proprio per niente.

Telesforo: Non è angosciante? Sei solo con il tuo io che si sà.

Nonno: Per il filosofo che pensa rettamente,  senza fede cristiana, che sa che è immortale, in effetti la cosa può parere angosciante. Ma penso che anche costui può trovare degli elementi di speranza.

Telesforo:  Spiegami, Nonno, per favore.

Nonno: Abbiamo visto che la Verità, come qualunque verità, non si può mai “avere”, ma solo ci Si può fidare.

Telesforo: Già , e che fidarsi vuol dire accettare la propria vulnerabilità di fronte ad essa, in quanto è indipendente e non si può controllare.

Nonno: Proprio così. Ed io non riesco ad immaginare un momento di più intensa vulnerabilità che quando si muore, quando si deve accettarne il fatto ineluttabile e totalmente indipendente dalla nostra volontà per definizione.

Telesforo: Cioè è proprio nel morire, quando siamo sottomessi alla realtà la più indomabile che sia, che nei fatti dobbiamo fare totale  fiducia alla Verità

Nonno: La verità non si possiede mai, ci si sottomette con un atto di fiducia, con un atto di volontà che si rimette ad Essa, lungo tutta la vita quando La si ricerca ed al momento della morte quando Essa ci trova.

Telesforo: Abbiamo visto che si obbedisce ad una verità.

Nonno: Esatto, da filosofo, capisco, ma non immagino, così la mia morte: un momento di sottomissione alla Verità dello stesso stampo di ogni volta che ho riconosciuto una verità durante la vita. Solo che, questa volta, è la Verità che riconoscerò.

Telesforo: Ma abbiamo anche detto che accettare una verità rende più liberi, quindi accettare la Verità ci deve rendere assolutamente liberi

Nonno: Infatti, questa è la ragione per  la quale non mi angoscio della morte più di tanto in quanto vi sarò libero e non confinato al mio io, se accetto la Verità.

Telesforo: Però la mia anima è quella che fa l’unità di tutto il mio essere, è la mia idea di me. Quid del fatto che non c’è più nessun corpo?

Nonno: Infatti abbiamo risposto chi tu sei e anche come tu sei, ma non abbiamo mai riflettuto a cosa tu sei.

Telesforo: Beh, io sono colui che si pensa pensandosi e sono fatto di questo principio che unifica tutte le mie funzioni corporali, psicologiche, culturali, sociali

Nonno: Già: noi siamo relazione per eccellenza. Ecco cosa siamo: esseri che relazionano l’infinitamente piccolo con l’infintamente grande, il molteplice con l’unico, il diverso con il comune, il reale con il vero.  Al momento di morire alcune di queste relazioni non si esercitano più, ma rimane il fatto che la nostra anima è “l’atto di mettere in relazione” e questa sua essenza sempre rimane anche se non esercitata pienamente.

Telesforo: Tutto il discorso mitologico perde senso allora e rimane solo quello logico

Nonno: Il logos non si narra, solo il mythos. Il logos, invece, si contempla. E la Verità, in quanto Logos, si farà contemplare nella misura nella quale ti sottometti a Lei esattamente come quando sei vivo, ma senza gli strumenti del discorso mitico a disposizione.

Telesforo: Sembri quasi felice di scoprire tutto ciò.

Nonno: Sono curioso e, di certo, c’è qualcosa di affascinante. Però mi dico anche che la capacità che avrò di lasciar tutto il posto alla Verità la posso sviluppare solo adesso.

Telesforo: Più ami adesso la Verità e fai di tutto per riconoscerLa e contemplarLa, più sarai capace di fidarti di Lei e di lasciaLa renderti libero.

Che bella la Vita, Nonno!

In Pace

Anima – Prima Puntata

Anima – Seconda Puntata

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Anima – Quinta Puntata

Anima – Sesta Puntata

Anima – Settima Puntata

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica, Sproloqui

1 reply

  1. Può dire quello che vuole il nonno, ma a me manca già sia lui che Telesforo e addirittura il Papà… sigh.

    Grazie amico di questa serie meravigliosa di teatro filosofico tomista.

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