30 novembre 2022: giornata simbolo. Breve introduzione ad un libro donato ai giudici della Corte Costituzionale.

Come alcuni di voi sapranno, mi sono assentato dal pubblicare regolarmente su queste (e altre) pagine per molti motivi, il primo fra i quali è la mia attiva collaborazione con la nuova realtà editoriale Phronesis Editore. Essa fa capo alla Thomas International dell’amico Fulvio di Blasi e ha per direttore editoriale un altro amico di vecchia data del blog: Adriano Virgili.

Avrei voluto spesso scrivere qualcosa sulle numerose uscite che abbiamo contribuito a lanciare nel mercato editoriale, ma il tempo era risicato pure per seguire le uscite, figuriamoci per rilanciarle in modo articolato con un articolo (seppur stringato) su Croce-Via.

Ora però voglio interrompere questa greve abitudine, complice il fatto che oggi sarà probabilmente uno degli appuntamenti più importanti della Storia giudiziaria italiana degli ultimi anni. Nella giornata del 30 novembre 2022 infatti, la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla costituzionalità (o meno!) della legge sull’Obbligo “vaccinale” (maiuscola e virgolette volute!) scritta dal cosiddetto “Governo dei migliori” negli anni probabilmente politicamente meno luminosi della storia d’Italia del ventunesimo secolo.

Capire la portata della decisione non è affatto scontato. L’amico Fulvio ha solo ieri concluso un vero e proprio tour de force per la penisola, durato più di un mese, con il quale (aiutato dagli amici di Onda Consapevole e alcuni artisti fra i quali Povia) ha cercato di sensibilizzare su questa imminente decisione, cruciale a dir poco per il futuro della gestione dei nostri diritti personali da parte del potere (o da parte delle forze che – esplicitamente o implicitamente – muovono il potere stesso). Il tour si poteva seguire sul suo canale YouTube, dove troverete le riprese di alcune delle sue conferenze fatte in giro per l’Italia. Lì vengono ben sviscerati i motivi per i quali la decisione di oggi risulta tanto importante, in primis per la stessa istituzione giudiziaria, per la sua immagine e il suo decoro, in quanto una decisione “raffazzonata” non aiuterebbe certo a rinnovare con tranquillità la sicura fiducia che tutti noi le diamo per dovere civico ed etico.

Anche la Phronesis ha quindi fatto la sua parte. Uno dei nostri ultimi lavori è stata la pubblicazione di un tomo enorme dedicato in toto proprio alla decisione di oggi. “Vaccinazioni COVID-19 e Costituzione” è infatti esattamente questo: un accorato appello di un collettivo di personalità in svariate discipline scientifiche che vogliono chiarire ai Giudici dell’altissima Corte tutti gli aspetti a dir poco problematici della legge che oggi saranno chiamati a giudicare. Inutile tentare di schematizzarne il contenuto: troppe le informazioni e le scienze che si intrecciano in esso. Ci ha comunque provato, con successo, Fulvio nella sua introduzione dalla quale rubo queste indicazioni iniziali che ben chiariscono la trama di fondo del lavoro:

“Nel libro Le lettere di Berlicche, di Clive Staples Lewis, il diavolo educatore Berlicche – sua potente Abissale Sublimità – istruisce l’apprendista tentatore Malacoda su come portare anime al loro Padre di Laggiù. Lewis scrive durante la Seconda guerra mondiale e gli orrori e drammi della guerra entrano inevitabilmente nella sua narrativa, pur ironica e ottimista. Malacoda è entusiasta della guerra per via del terrore, delle sofferenze e delle morti che porta con sé. Berlicche, tuttavia, pur condividendo la goduria per le sofferenze umane, non è d’accordo, e spiega al suo discepolo che proprio in guerra l’umanità mostra i suoi lati migliori perché l’uomo, di fronte alla paura e alla morte, è più portato a gesti nobili ed eroici e tende a pensare al senso ultimo delle cose e all’aldilà. In guerra muoiono più persone ma ne vanno di più in paradiso, e tanti eroi emergono da quella che sarebbe altrimenti rimasta un’esistenza comoda e borghese. Con parole di Berlicche: «Quando vedo la sofferenza temporale degli esseri umani che poi, alla fine, ci sfuggono, provo una sensazione come se mi fosse stato permesso di gustare la prima portata di un ricco banchetto, e poi mi fosse stato negato il resto. È peggio che non aver gustato nulla».”

“[durante la pandemia] la scienza è stata ferita a morte in molti modi durante la pandemia; e da tanti soggetti a volte insospettabili. È stata ferita dalle case farmaceutiche, che sono riuscite a far apparire al mondo i propri risultati tecnologici segreti come la migliore realizzazione di sempre della comunità scientifica. È stata ferita dalle agenzie regolatorie (come FDA ed EMA) che hanno ceduto troppo alle pressioni e ai conflitti di interesse ai danni della salute e del consenso informato dei cittadini. È stata ferita dalla politica, bramosa di aumentare il proprio potere a dismisura facendosi della scienza voce unica e ufficiale. È stata ferita dal giornalismo mainstream, che ha scelto di asservirsi alla politica in queste esercitazioni surreali di stato post orwelliano. È stata ferita duramente da improbabili esperti televisivi, anch’essi asserviti alle stesse esercitazioni. È stata ferita dalla terror management theory e dalla tecnica della ripetizione martellante al pubblico intese a fare accettare perfino ai più dubbiosi, per fede e per sfinimento, le presunte verità scientifiche assolute della politica. È stata ferita da fact checkers comprati e dalla censura sui social, sulla stampa e in TV delle opinioni contrarie. È stata ferita perfino dal Vaticano, anch’esso impaurito al punto da perdere la propria capacità di discernimento e da riporre la propria fede, non più in Dio, ma in uomini e istituzioni terrene poco credibili. […]

Il presente libro è una manifestazione di questa rinascita virtuosa della scienza dalle ceneri della guerra pandemica. Una metodologia scientifica adeguata richiede, nell’ambito che ci riguarda, la presa di coscienza preliminare di almeno due questioni cruciali.

La prima è che l’oggetto di studio supera di per sé le capacità di qualunque individuo. Non può esserci stricto sensu un solo esperto della pandemia e/o dei vaccini contro il COVID-19 perché perfino le sole fonti primarie appaiono innumerevoli, variegate, e in parte segrete o riservate. Ricordo sempre, per inquadrare questo problema preliminare, che la sola domanda Pfizer di approvazione del vaccino, oltre ad essere segreta (fino al recente accesso amministrativo), equivale a circa tremila libri. Ci vogliono risorse immense per affrontare in maniera scientifica lo studio anche di uno solo dei vaccini e si può avanzare un ragionevole dubbio sul fatto che perfino EMA (che ha risorse circa cinquanta volte inferiori ai suoi corrispondenti statunitensi) abbia le risorse per farlo. Questo problema metodologico implica che, per affrontare in modo sensato i temi rilevanti bisogna essere certi di avere tempo sufficiente per studiare. Chi vi si dedichi nel tempo libero del dopo cena o del fine settimana difficilmente avrà cose interessanti da condividere con la comunità scientifica.

La seconda questione preliminare riguarda il necessario approccio interdisciplinare all’oggetto di studio. La pandemia e i vaccini vanno osservati e analizzati dal punto di vista di esperti di tante discipline come la medicina, il diritto, la biologia, la statistica, l’epidemiologia e l’etica. Ci vuole molta sensibilità epistemologica per saper identificare gli ambiti e le competenze specifiche di ogni esperto rispetto al comune oggetto di studio e per saper collaborare in maniera proficua, ma è anche necessario essere certi di disporre di gruppi di ricerca sufficientemente variegati da affrontare scientificamente ogni aspetto rilevante. Questo libro è, in un certo qual modo, un epifenomeno del percorso spontaneo di rinnovamento della scienza cui accennavo e che ha lasciato Malacoda con l’amaro in bocca.”

Alcuni di voi si chiederanno i motivi per i quali anche il “cittadino comune” può essere interessato ad una pubblicazione tanto avvincente nell’introduzione quanto aulica e “inquadrata” nell’obiettivo finale. Presto detto: si possono trovare saggi di epistemologia (Sara Gandini ad esempio), di bioetica (dello stesso Fulvio), di scienza medica (Donzelli, Bizzarri e altri), di biologia e epigenetica (Massimo Formica), di scienza giuridica (Vitale, Iannello e altri) che esprimono un ventaglio di prospettive sulla narrativa pandemica degli ultimi due anni impagabile e introvabile altrove (se non alla conferenza di presentazione dello stesso tomo avvenuta a Roma il 17 e 18 settembre 2022, completamente reperibile sempre sul canale youtube di Fulvio, ma non ditelo in giro…).

Con una “integralità conoscitiva” simile si capiranno bene i motivi per i quali per molti la legge oggi al vaglio della Corte si presenta palesemente incostituzionale, per certi versi liberticida e – in caso di approvazione della Corte stessa – sicuramente foriera di future compressioni delle libertà personali di ognuno di noi. Faccio notare che le eventuali compressioni verranno gentilmente offerte e rilanciate al volgo tramite promesse di “futuro migliore” in stile “lavoreremo di meno prendendo di più” condite da ovvie ataviche paure in stile “nuova variante sconosciuta” o “il cambiamento climatico lo impone” o “emergenza estrema (per il quarto anno consecutivo…)” o “siamo in troppi su questa terra che soffffre” o “ce lo dice la scienzah!” con pizzichi di “celochiedeleuropa” o “atlantismociecounicamorale” quanto basta.

Quest’ultime provocazione non vogliono significare che tutte le materie citate con ironia siano “cazzate gettate in pasto al volgo per confondere le acque“, quanto in primis un chiarimento sullo storytelling, utilizzato dai media e dai centri di potere, da qualche anno a questa parte: emergenza improcastinabile (ma continua), soluzione unica (che silenzia tutte le altre, in barba ad ogni razionalità o dubbio metodologico in campo), adeguamento di tutti a quest’ultima, demolizione in ogni modo (soprattutto socialmente e quindi psicologicamente) dei dissenzienti, uso della polarizzazione estrema della massa (l’arma più potente: che si uccidano fra di loro). Punto. Oppure il contrario esatto: silenzio stampa nudo e crudo; prova ne sia che nessuno parla di come mezza Italia (vaccinata…) sia a letto, sulla mortalità in crescita (“ehi, è long covid, no è sanità rimasta indietro con la diagnostica, no è normalità in questo periodo, no sei tu che sei contro la scienzah” and so on) e (soprattutto!) che la notizia di oggi non è gli USA che battono l’Iraq in Qatar, ma che la Corte è chiamata ad una decisione gravosa ed importante, notiziucola praticamente im-pos-si-bi-le da trovare sui media.
In seconda battuta, la provocazione vuole far comprendere come la Pandemia, la sua gestione italiota e le decisioni istituzionali attuate, sono chiaramente state (involontariamente o meno) una vera e propria guerra allo status quo personale di ognuno di noi. Gli effetti di questa accelerazione sul “modo di fare (in ogni senso) il cittadino” sono palesemente una via lastricata di sciocche buone intenzioni verso un inferno antropologico che risulta ancora troppo sconosciuto ai più, i cui risultati futuri nessuno davvero conosce, ma con la certezza che essi strizzeranno l’occhio a disegni transumanisti.

Molto altro si potrebbe dire, la chiudo qui chiarendo una cosa importante: i desiderata del libro non sono rimasti inascoltati. Nel mese di novembre Fulvio ha potuto regalare una copia a ciascun componente attuale della Corte Costituzionale, Presidente compreso, consegnandole brevi manu ai dirigenti dell’Istituto e lasciandone una copia per la biblioteca interna. Una giornata davvero emblematica per un libro davvero speciale per un giorno importante: oggi.

Che Dio ci assista e assista soprattutto coloro chiamati alla decisione: lo facciano difendendo la ricerca della Verità, la razionalità, il dubbio metodologico della scienza e con l’umiltà propria dell’uomo che sa di non sapere, cammina con retta prudenza, non scavalca il prossimo, cerca Dio attraverso la realtà letta per quello che è e non attraverso le lenti deformanti di una ideologia.



Categories: Filosofia, teologia e apologetica, Fulvio Di Blasi, Sproloqui, Transumanesimo

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4 replies

  1. Un articolo appassionante, caro Minstrel e grazie per averlo pubblicato: e bravi tutti voi della Phronesis!

    Vedremo cosa deciderà la Corte Costituzionale italiana al soggetto, immagino in fine giornata: fammi sapere, perché non sono in prima linea al riguardo.

    Il fondo del problema è ancora più drammatico però, al tempo stesso, ancora più avvincente e motivante.

    Da quando siamo passati da un sistema legale che pretendeva garantire la libertà umana basandosi sul miglioramento oggettivo della società nell’esercizio delle virtù umane nel rispetto della verità, ad un sistema legale positivista dove la dimensione etica non ha nessuna importanza ma vede la legge in modo positivista come un insieme di regole da Monopoly, ad hoc, slegate dal bene oggettivo, dalla ricerca della libertà e della verità, l’argomentazione razionale, qualsiasi ne sia l’oggetto e che non sia un ragionare sulle sole regole del gioco in quanto tali e considerate come un sistema chiuso senza referenza oggettiva, non ha nessuna presa sulle persone che devono decidere.

    Siamo in un mondo (occidentale) completamente relativista, dove non c’è nessuna ragione che tenga a parte le regole del gioco le quali, fondate su loro stesse e su nessun’altra ragione oggettiva, possono esser cambiate, non da chi è più ragionevole, ma semplicemente da chi è il più violento.

    È così che il vaccino ed il lockdown e tutti i provvedimenti sono stati imposti: non su un ragionamento di ricerca di quel che sia bene in sé per i cittadini, senza collaborazione al male (aborto) e tenendo conto dei minimi principi di prudenza, ma sulla sola violenza di chi ha il potere: questo è avvenuto in primis in Vaticano, figuriamoci negli altri stati ateizzanti del Vecchio Continente!

    Discutere con chi è convinto che solo la potenza della violenza è decisiva per prendere decisioni è una perdita di tempo per chi non abbia una contro-violenza altrettanto irrazionale da proporre e da opporre. Il che non è il nostro caso.

    Siamo in tempi dove dobbiamo prenderci in carica totalmente, ricostruire un mondo razionale nel quale possiamo esercitare la nostra libertà e smetterla di affidarci ad istituzioni in realtà finalizzate a costringerci con la sola forza della loro hybris ad incanalarci verso la nostra perdizione umana, societale, sociale, economica, morale, (liturgica) e spirituale.

    Che la Corte Costituzionale prenda infine una buona decisione, cioè a favore dell’umanità e della verità oppure no, in fin dei conti essa resta accidentale rispetto alle decisioni che ognuno di noi prende a titolo personale, familiare, sociale e che nulla devono a queste forze di violenza.

    In necessitatem, virtus: ormai il fatto di non essere più sostenuti dalle strutture sociali e religiose ufficiali è una forza di per sé per ognuno di noi, siamo nell’obbligo di essere finalmente liberi, e responsabili delle nostre scelte: la legge non è mai servita a rendere gli uomini migliori ma solo a condannarli.

    In Pace

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