Il Segno Del Primo Giorno

I “Quattro giorni che lasceranno il segno” è il titolo dato da Andrea Tornielli al suo editoriale su Vaticannews. Intanto, commentiamo brevemente i quattro segni lasciati il Primo Giorno.

Segno Uno: Il Santo Padre ha proposto 21 punti di “riflessione” : come potete constatre con i vostri occhi non vi è nessuna riflessione sulle cause.

Un documento che non vuole una discussione sul fondo per attaccarsi alle radici del problema ma solo si concentra sulla (peraltro giusta) gestione della repressione, certamente necessaria, ma insufficiente: se le leggi repressive avessero mostrato la loro utilità per prevenire i crimini in una società sarebbe cosa saputa e ce ne saremmo già accorti nel mondo laico.

Un punto 16 e un 17 parlano di ” Effettuare per i candidati al sacerdozio e alla vita consacrata una valutazione psicologica da parte di esperti qualificati e accreditati” senza nessuna direttiva precisa e niente è detto su cosa di debba fare per chi è già nel sacerdozio ma non corrisponderebbe a questi standards (ipotetici).

Ma il più forte è il punto 19 ” Formulare codici di condotta obbligatori per tutti i chierici …” come se a persone che non obbediscono ai Comandamenti stessi di Dio non gliene potessse importare meno dei codici di condotta umani….

Per giunta vi è un punto 12 che richiede di “Elevare l’età minima per il matrimonio a sedici anni” e che è incongruo rispetto al problema e non tiene conto delle differenze culturali locali.

Voliamo “basso” per ora: si vede che Francesco, non volendo far fronte di petto alla radice del problema, vuole aggiungere leggi su leggi, codici di condotta all”Americana” su codici di condotta; questo era previsto da San Paolo: il Vangelo libera, non aggiunge codici di condotta.

Segno Due : il discorso del Cardinale Tagle, leggibile qui, di altissima levatura spirituale (anche se non priva di spazzolatura di scarpe verso Francesco verso la fine). È un papabile, senza dubbio.

Segno Tre: il discorso del Card Rubén Salazar Gómez , leggibile qui, che ci mostra ancora un altro sud-americano molto confuso sull’antropologia cristiana, tutto focalizzato, com’è, a lustrare le scarpe del suo mandante. Basta questa frase per capire la profondità del problema: ” Una breve analisi di ciò che è accaduto ci permette di rilevare che non si tratta solo di deviazioni o patologie sessuali in coloro che commettono abusi, ma che c’è una radice più profonda che è il travisamento del significato del ministero convertito in mezzo per imporre la forza, per violare la coscienza e i corpi dei più deboli. Questo ha un nome: clericalismo “

Cioè secondo questo esimio prelato, e chi lo manda, la radice dei vizi e degli abusi risiede, non nella natura pervertita dell’uomo, ma in nuovo peccato originale: il clericalismo!

Segno Quattro: Il Card. Sean O’Malley non ha nessun ruolo in questa conferenza. Le ragioni ve le lascio trovare da soli perchè non siamo qui per fare illazioni. Ma chiaramente la sua linea di tolleranza davvero zero sembrerebbe non piacere ai vertici e non deve esser un bravo lustratore di scarpe.

Quale “Segno” riassume questo primo giorno caro Dr Tornielli? Che questo incontro già mostra quanto il Santo Padre sia retrivo ad affrontare la realtà del problema e a prendere misure adeguate, che la gerarchia della Chiesa al suo più alto livello è talmente incangrenata dalles lobbies omossessualiste che non è neanche più capace di insegnare, la sua parola paralizzata come è dal suo stesso peccato.

Speriamo che i vescovi presenti reagiscano e non siano loro stessi mani e piedi , e bocca, legati dal “clericalismo” imperante in questi giorni sotto il regno di Francesco.

Oremus et pro Papa nostro Francisco

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sproloqui

31 replies

  1. Quello che invece mi ha mal impressionato sono le seguenti parole di Papa Francesco:
    «Non si può vivere tutta una vita accusando, accusando, accusando la Chiesa. L’ufficio di accusatore di chi è? Chi è quello che la Bibbia chiama il grande accusatore? Il diavolo! E coloro che passano la vita accusando, accusando, accusando, sono – non dirò figli, perché il diavolo non ne ha – ma amici, cugini, parenti del diavolo. E no, questo non va, si devono segnalare i difetti per correggere, ma al momento che si segnalano i difetti, si denunciano i difetti, si ama la Chiesa. Senza amore, quello è del diavolo».
    Siccome la psicologia umana insegna che chi si sente accusato, e ribadisco accusato e non diffamato, è colui che in qualche modo si ritiene colpevole e siccome l’accusa a questo summit è quella di voler coprire gli omosessuali nella Chiesa…

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    • Questo sarebbe vero se e solo se Francesco pensasse essere la Chiesa ….. o che la gerarchia che gli ronza attorno sia la Chiesa.

      Mi sembra una supposizione eccessivamente malevole da parte tua.

      Io ritengo quella sua parola al primo grado: Chi accusa la Chiesa è fratello del diavolo: ma guardiamo bene chi accusa la Chiesa ed i sacerdoti di clericalismo? Qui siamo di fronte a Magistero Autentico….
      ..
      In Pace

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      • “Io ritengo quella sua parola al primo grado: Chi accusa la Chiesa è fratello del diavolo: ma guardiamo bene chi accusa la Chiesa ed i sacerdoti di clericalismo? Qui siamo di fronte a Magistero Autentico….
        ..”

        Cavolo Simon, quasi mi dispiace che tu non sia un Cardinale. Ci vorrebbe qualcuno che dicesse queste cose anche tra gli alti prelati.

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      • Concordo sul fatto che quella che ho fatto potrebbe anche essere “una supposizione eccessivamente malevole da parte” mia, però, anche pensando al video che ha maggiormente commosso i vescovi,
        https://www.lastampa.it/2019/02/22/vaticaninsider/summit-abusi-vescovi-commossi-dalle-testimonianze-incinta-tre-volte-dal-mio-prete-RhFCGoiRrroeuqTJgJC5bM/pagina.html
        non vorrei che lo scopo di questo summit sia quello di parificare, nel clero, eterosessualità ed omosessualità basandosi sul fatto che gli abusi sono sempre abusi e che, quindi, non sarebbe giusto fare alcuna distinzione tra sacerdoti eterosessuali e sacerdoti omosessuali.

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        • “non vorrei che lo scopo di questo summit sia quello di parificare, nel clero, eterosessualità ed omosessualità basandosi sul fatto che gli abusi sono sempre abusi e che, quindi, non sarebbe giusto fare alcuna distinzione tra sacerdoti eterosessuali e sacerdoti omosessuali.“
          È quello che sto pensando anche io. Ma credo che l’obbiettivo primario sia quello di distogliere l’attenzione dalla lobby gay, poi quanto tu hai detto è, secondo me, una gustosissima ciliegia sulla torta.

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  2. Effettuare per i candidati al sacerdozio e alla vita consacrata una valutazione psicologica da parte di esperti qualificati e accreditati”
    Gli stessi esperti che vedono nell’ APA americana il Messia e nel DSM annuale il Neo Vangelo? Gli stessi esperti di psicologia che si rifanno ad una antropologia mortifera e irrazionale? Gli stessi esperti che spesso e volentieri non sanno nemmeno cosa sia l’uomo per il tomismo e quindi per la Chiesa negli ultimi 600 anni?
    Va beh, annamo avanti.

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  3. “ora: si vede che Francesco, non volendo far fronte di petto alla radice del problema, vuole aggiungere leggi su leggi, codici di condotta all”Americana” su codici di condotta; questo era previsto da San Paolo: il Vangelo libera, non aggiunge codici di condotta.

    Tutto ciò si può riassumere con questa celebre frase https://m.youtube.com/watch?v=cz85rgltgzU

    In questo modo avrà la foglia di fico dietro la quale coprirsi per mostrare a coloro che hanno fatto la già menzionata apertura di credito a fondo perduto (presso i quali nulla può scalfire l’autorevolezza del Pontefice) che qualcosa si è fatto, della serie “visto malfidenti? Lasciatemi lavorare, io le cose le faccio”, e allo stesso tempo si sarà assicurato di non disturbare troppo quella lobby gay che, è ormai evidentissimo, egli tiene molto a non troppo scontentare.

    Tempo fa parlai dell’ateismo sostanziale di molti pastori. Perché lo feci? Perché con la Fede in Dio vi è sempre un, seppur modico, timore. E chiunque creda in Dio sarebbe terrorizzato ad agire in questo modo, sapendo le conseguenze.

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  4. Quello che manca è la volontà di far compiere la legge. Quello è per me il significato di repressione. La sola enunciazione di leggi senza penalità per chi le trasgredisce non è repressione è aria calda.

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  5. Naturalmente una “relazione introduttiva” (o come la si volgia chiamare) che ponga enne punti di riflessione non può essere una relazione finale con tanto di indicazioni pratico-tecniche-di prassi per la soluzione di un gravissimo problema.
    Quindi ben vengano eventuali analisi sui singoli punti che dovrebbero anche essere spunti, ma altra cosa è trarne-dedurne una precisa non-volontà ad agire.

    Questo dico non per “lustrare le scarpe” a nessuno, ma a rigor di logica e secondo il principio di carità.

    Se questo o qualunque altro Pontefice precedente, avesse avuto in sé, da solo la capacità (e la volontà ovviamente) di mettere la scure alla radice di questo albero maligno e malefico, per troncarlo alla radice, non saremmo a questo punto credo.

    Quanto ai figli del Diavolo, il Diavolo ne ha eccome:

    «Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.»

    Giovanni 8,42-44

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  6. Nel frattempo sto leggendo alcune discussioni su Facebook nelle quali ci si lamenta che molti utenti creino un legame che la psicologia dichiara inesistente Fra pedofila e omosessualità, in quanto – dicono – ai pedofili non interessa il sesso della vittima quanto solo l’età. Non mi pronuncio a riguardo Anche perché – fossi anche un esperto in materia (e non lo sono) – pronunciarsi epistemologicamente sul Vangelo rivelato che è la psicologia, oggigiorno, è praticamente voler andare in tribunale seduta stante e non ho ne tempo ne voglia. Prendiamolo per dato assodato, Verità supposta appunto…
    Mi permetto solo di linkare questo per un parere: https://www.cesnur.org/2011/mi_ped.html

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    • “Nel frattempo sto leggendo alcune discussioni su Facebook nelle quali ci si lamenta che molti utenti creino un legame che la psicologia dichiara inesistente Fra pedofila e omosessualità, in quanto – dicono – ai pedofili non interessa il sesso della vittima quanto solo l’età. ”

      Il che è esattamente la ragione per la quale “taluni” ci tengono così tanto a dire che sono casi di pedofilia quelli che evidentemente sono casi di pederastia: perché così l’omosessualità ne esce “innocente”. Non è importante che esistano opinioni autorevoli contrarie, per loro è importante potersi rifare a quelle opinioni che, dal pubblico generale, sono percepite come più autorevoli e quindi utili a coprirsi.

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      • Si ma pedofilia e efebofilia sono cose diverse. Considerare pedofilia quello che non lo è è sbagliato, ma è vero che pedofilia e omosessualità non sono necessariamente correlate (perchè un bimbo di 5 anni non ha alcun tratto sessuale secondario sviluppato mentre un ragazzo di 16 si)

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        • Appunto! È esattamente ciò che dico io.

          Ma certa gente ha interesse a chiamare pedofilia ciò che non la è per la ben nota (secondo le recenti acquisizioni) mancanza di correlazione tra pedofilia e omosessualità, ecco che quindi casi di omosessualità pederastica diventano casi di pedofilia anche se commessi su un 16enne alto 178 cm.

          Ti ricordi i dibattiti sul blog da te ben conosciuto dal quale sei stata bannata (come il sottoscritto del resto), vero? Ecco, allora sai perfettamente di cosa sto parlando.

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        • Quindi concordo che pedofilia ed omosessualità non sono necessariamente collegate, ed è proprio per questo che sono stanco che si usi il termine pedofilia per parlare di abusi pederastici. Perché il giochetto l’ho capito da tempo.

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    • “Il testo del 2011 insiste su un punto già sottolineato nel 2004: questi numeri non si riferiscono a «preti pedofili». Esiste una definizione medica della pedofilia, che si riferisce a rapporti con minori che non hanno raggiunto la pubertà. Ci viene ora ripetuto che l’80% delle vittime nelle accuse di abuso avevano superato la pubertà, e – dal momento che i veri pedofili tendono ad avere vittime multiple – a «meno del cinque per cento» (p. 3) dei preti accusati può essere imputato un comportamento «pedofilo». Se un sacerdote ha rapporti sessuali con una sedicenne – o con un sedicenne – si comporta certamente molto male, ma non si tratta di pedofilia.”

      Lo dice anche Introvigne: non si tratta di pedofilia.

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      • Dillo ai sacerdoti del progressismo e vedi cosa ti diranno. Uno, dopo avermi dato del nazista e avere visto che non me fregava di meno, ha provato a dirmi che quelle persone non erano nè pederasti nè pedofili, ma abusavano dei minori adolescenti maschi per puro clericalismo. Come se un eterosessuale, anche il più clericale dei clericali, riuscisse ad avere rapporti con un maschio quasi che questo magico “clericalismo” faccia assumere ad un 16enne le sembianze di Sophie Marceau al tempo de “il tempo delle mele”.

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      • Si, ma è una distinzione importante da fare. Non foss’anche per togliere cartucce ai soloni del pensiero corrente.

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    • Comunque la discussione della riunione verte suglli abusi di minori in generale e non solo alla pedofilia: questo è molto chiaro se si seguono le discussioni.
      In Pace

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