Una vera teologia in ginocchio: quella del Card. Caffarra

Il Card. Caffarra in unione con Papa Francesco

Il Card. Caffarra in unione con Papa Francesco

Finalmente ho potuto mettere mano sull’intervista del card Caffarra redatta dal Matzuzzi ieri 15 marzo: la potete leggere in extenso sul blog Cristianesimo Cattolico, qui.

Finalmente lontani dalle elucubrazioni ben poco cattoliche nelle  loro proposte concrete di Kasper, di Mariadaga o di Marx! ( Card. Marx con cui, peraltro, condivido le prese di posizioni in materia di etica economica) . Certo Caffarra non è il primo a pronunciarsi secondo quel che insegna il Magistero della Chiesa, O’Malley lo aveva già fatto ultimamente e anche il Card. Müller, ovviamente.

Quel che mi è piaciuto in questo intervento del Card Caffarra è di aver ricordato la forza profetica di Humanae Vitae del Venerabile e presto Beato Paolo VI e di Familiaris Consortio di San Giovanni Paolo II. Alcuni passi  scelti con grassetti miei:

“Per avere occhi capaci di guardare dentro la luce del Principio”, la Familiaris Consortio afferma che la Chiesa ha un soprannaturale senso della fede, il quale non consiste solamente o necessariamente nel consenso dei fedeli. La Chiesa, seguendo Cristo, cerca la verità, che non sempre coincide con l’opinione della maggioranza. Ascolta la coscienza e non il potere. E in questo difende i poveri e i disprezzati.

Non stiamo parlando di una norma che ammette o non eccezioni, di un ideale a cui tendere. Stiamo parlando di ciò che sono il matrimonio e la famiglia. Attraverso questo metodo la Familiaris Consortio, individua che cosa è il matrimonio e la famiglia e quale è il suo genoma uso l’espressione del sociologo Donati , che non è un genoma naturale, ma sociale e comunionale. È dentro questa prospettiva che l’Esortazione individua il senso più profondo della indissolubilità matrimoniale (cf FC 20)…. L’immagine quindi di una Familiaris Consortio che appartiene al passato; che non ha più nulla da dire al presente … è una considerazione fatta da persone che non l’hanno letta.

“Il 28 giugno 1978, poco più di un mese prima di morire, Paolo VI diceva: «Della Humanae Vitae, ringrazierete Dio e me». Dopo ormai quarantasei anni, vediamo sinteticamente cosa è accaduto all’istituto matrimoniale e ci renderemo conto di come è stato profetico quel documento. Negando la connessione inscindibile tra la sessualità coniugale e la procreazione, cioè negando l’insegnamento della Humanae Vitae, si è aperta la strada alla reciproca sconnessione fra la procreazione e la sessualità coniugalefrom sex without babies to babies without sex.

“L’essenza delle proposizioni normative della morale e del diritto si trova nella verità del bene che in esse è oggettivata. Se non ci si mette in questa prospettiva, si cade nella casuistica dei farisei. E non se ne esce più, perché ci si infila in un vicolo alla fine del quale si è costretti a scegliere tra la norma morale e la persona. Se si salva l’una, non si salva l’altra. La domanda del pastore è dunque la seguente: come posso guidare i coniugi a vivere il loro amore coniugale nella verità? Il problema non è di verificare se i coniugi si trovano in una situazione che li esime da una norma, ma, qual è il bene del rapporto coniugale. Qual è la sua verità intima.”

“Mi stupisce che qualcuno dica che l’Humanae Vitae crea confusione. Che vuol dire? Ma conoscono la fondazione che dell’Humanae Vitae ha fatto Giovanni Paolo II? Aggiungo una considerazione. Mi meraviglia profondamente il fatto che, in questo dibattito, anche eminentissimi cardinali non tengano in conto le centotrentaquattro catechesi sull’amore umano. Mai nessun Papa aveva parlato tanto di questo. Quel Magistero è disatteso, come se non esistesse. Crea confusione? Ma chi afferma questo è al corrente di quanto si è fatto sul piano scientifico a base di una naturale regolazione dei concepimenti? È al corrente di innumerevoli coppie che nel mondo vivono con gioia la verità di Humanae Vitae?”

“Una grande rete televisiva statunitense ha compiuto un’inchiesta su comunità cattoliche sparse in tutto il mondo. Essa fotografa una realtà molto diversa dalle risposte al questionario registrate in Germania, Svizzera e Austria. Un solo esempio. Il 75 per cento della maggior parte dei paesi africani è contrario all’ammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia. Ripeto ancora: di quali attese stiamo parlando? Di quelle dell’Occidente? È dunque l’Occidente il paradigma fondamentale in base al quale la Chiesa deve annunciare? Siamo ancora a questo punto? Andiamo ad ascoltare un po’ anche i poveri. Sono molto perplesso e pensoso quando si dice che o si va in una certa direzione altrimenti sarebbe stato meglio non fare il Sinodo. Quale direzione? La direzione che, si dice, hanno indicato le comunità mitteleuropee? E perché non la direzione indicata dalle comunità africane?

Mi è già capitato spesso di sottolineare quanto il rifiuto di tanti episcopati occidentali di Humanae Vitae e di Familiaris Consortio in seguito sia la radice stessa del disastro ecclesiale nei nostri paesi (altro che la riforma liturgica, la quale ha subito essa stessa questa apostasia ma non ne è stata la causa): se davvero questi prossimi due Sinodi saranno capaci di far passare senza intralci il soffio dello Spirito Santo che ha ispirato i due santi autori di quella enciclica ed esortazione apostolica, allora una nuova primavera spirituale  colla sua brezza di rinnovamento evangelico rialzerà spiritualmente e moralmente la Santa Chiesa tutta.

Ciò è possibile ed il Santo Padre Francesco, come già ricordato qui, ci  ha già indicato la stessa direzione  che ci ricorda oggi l’eccellente Card. Caffarra verso Humanae Vitae e Familiaris Consortio  nello stesso documento preparatorio dei prossimi Sinodi: 

“con il loro Magistero la dottrina sul matrimonio e sulla famiglia, in particolare Paolo VI con la Enciclica Humanae vitae,… il Papa Giovanni Paolo II nella Esortazione Apostolica Familiaris Consortio volle insistere nel proporre il disegno divino circa la verità originaria dell’amore sponsale e della famiglia…”

Ringraziamo il card Caffarra per quest’intervista e preghiamo per le intenzioni del Santo Padre affinché lo Spirito Santo sia, finalmente, reso libero di soffiare dove vuole senza l’impedimento dei peccati degli uomini e, in particolare, di quelli della Gerarchia che deve guidare la Sua Chiesa.

In Pace

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

52 replies

  1. Essendo l’espressione “teologia in ginocchio” propria di Papa Francesco io lascerei decidere a lui qual è quella vera…. 🙂

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      • Già “gg”. 🙂

        Comunque il titolo del mio post non è “LA” vera etc. ma bensì “UNA” vera…
        E, onestamente, il Card. Caffarra non inventa teorie personali, né minaccia chi non la penserebbe come lui, ma si sottomette (quindi, figurativamente, è in ginocchio) al Magistero Autentico di Santi Papi come Paolo VI e Giovanni Paolo II.
        In Pace

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        • Sulla “non personalità” delle teorie di Caffarra avrei qualche ragionevole dubbio 🙂 Peccato che il card. Tettamanzi non ha trovato ancora modo di esprimere le sue idee e mostrare se sono in sintonia o meno con quelle di Caffarra… Tuttavia lo incontro personalmente tra 15 giorni chissà se mi rivela qualcosa… 🙂

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          • Anche chi non condivide il pensiero di Caffarra (mi piacerebbe sapere il perche’, piu’ che avere l’elenco dei cardinali che si vogliono arruolare nella propria squadra: chissa’ poi se questi lo sanno :-)), credo dovrebbe almeno concordare su due punti:

            1) “Sì, qui si tocca la dottrina. Inevitabilmente. Si può anche dire che non lo si fa, ma lo si fa”. Con l’aggettivo “pastorale” si assume forse un atteggiamento apparentemente piu’ mite, ma la realta’ e’ che qui non stiamo affatto parlando di un problema principalmente pastorale. Che si chieda, allora, un Concilio. L’onesta’ intellettuale e’ il primo dei requisiti per una discussione.
            2) “Il 75 per cento della maggior parte dei paesi africani è contrario all’ammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia. Ripeto ancora: di quali attese stiamo parlando? Di quelle dell’Occidente? È dunque l’Occidente il paradigma fondamentale in base al quale la Chiesa deve annunciare? Siamo ancora a questo punto? Andiamo ad ascoltare un po’ anche i poveri”. La Chiesa non e’ piu’, grazie al Cielo, eurocentrica, ne’ tantomeno germanocentrica (be’, i tedeschi non la vedono forse cosi’ :-)). Mi aspetto che il sinodo mostri una situazione assai diversa da quella che molti si aspettano, e che si concentrera’ sul come riscoprire la bellezza del matrimonio cristiano, il vero problema da affrontare sull’argomento.

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          • @GG
            Io sto sulle generali, non entro nel merito della questione perché il luogo adatto è il sinodo preparatorio del 2014 e quello del 2015.
            Noto solo la diversa modalità di comunicazione tra il card Caffarra (accidenti ho fatto prima un lapsus calami scrivendo Caraffa e citando il Papa dell’Inquisizione… 🙂 ) e il Card Kasper…
            Il card Kasper ha svolto la sua relazione nel luogo adatto di fronte ai cardinali. Ha suscitato perplessità ma ha comunque posto le basi per la discussione ed è stato elogiato fortemente dal Papa. Attraverso il metodo del corvo diventato tristemente famoso, il suo intervento è diventato di pubblico dominio su “Il Foglio”. Chissà perché coloro che avevano criticato lo scorso anno il metodo del corvo giudicandolo passibile di “alto tradimento” adesso lodano il “foglio” per il grande scoop. Comunque il card Kasper non ha concesso nessuna intervista a “il foglio”, il suo intervento era rivolto ai cardinali e non era un’enciclica. I cardinali ne discuteranno nella sede e nei momenti opportuni.
            AL CONTRARIO il card Caffarra non ha dato notizia di aver inoltrato in giusta sede le sue osservazioni ma è andato alla spasmodica ricerca de “Il Foglio” e di Matzuzzi per esprimere le sue rimostranze. Ripeto io non entro nel merito delle affermazioni perché non ritengo il luogo adatto… Tuttavia… che ne so… il card Caffarra poteva parlare attraverso radio vaticana, oppure attraverso l’Osservatore Romano, addirittura attraverso l’AVVENIRE oppure Famiglia Cristiana. Possibile che tutti questi media gli hanno chiuso la porta in faccia? Proprio da “Il Foglio” doveva andare? Voleva forse sottolineare il suo disaccordo col Papa e gli altri cardinali?

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          • @GG
            Ti chiedo scusa se abuso della tua pazienza: per quanto vale la mia opinione, l’ho espressa in diversi post su questo blog e come ha scritto diverse volte Simon non è molto diversa da quello che pensa lui oppure altri utenti di questo blog. Ovviamente ci sono sfumature differenti ma penso che questo sia comprensibile e appartenga alla libertà dei figli di Dio. La NOSTRA teologia in ginocchio è quella dell’ascolto, noi non abbiamo potere di decidere nulla, ma solo quello di mettere in pratica quello che ci viene indicato. Per questo motivo sappiamo che a riguardo dell’argomento in questione ciò che conta è conoscere il pensiero dei vescovi che parteciperanno al Sinodo ed in particolare conoscere quello che IL PAPA firmerà al termine del Sinodo… Poi qualcuno non sarà daccordo e dirà che come il Concilio vat II è solo pastorale e non dogmatico anche il Papa si esprime non ex cathedra e che quindi non deve essere ascoltato… Però sinceramente io aspetterei alla fine del 2015 per un giudizio definitivo; per ora rimango in ascolto.
            Sull’intervista del card Caffarra non mi interessa chi ha cercato chi… Se lo riteneva opportuno il card Caffarra poteva rifiutare l’intervista e concederla a qualche testata diversa da quella che sta raccogliendo e incentivando (pur essendo dichiaratamente laica) il malcontento dei cattolici di destra. Ha scelto diversamente: è libero nella sua scelta.Questi vescovi però…. quando si immischiano in questioni ereditarie da 23 milioni di euro depositati su conti svizzeri 😉 …
            Io al leone di FAAC preferisco quello di Giuda…
            @Simon
            Ma voi in Isvizzera cosa ne fate di tutti sti soldi???? 🙂

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          • La ringrazio per la risposta. Pero’, mi scusi, quanto scrive non mi convince. Non voglio fare polemica con lei, davvero, ma non riesco a seguire il suo modo di procedere. Provo a spiegare perche’, partendo da alcuni fatti (visto che, come ha spiegato chiaramente, non intende entrare nel merito della questione).

            1) La relazione di Kasper era comunque destinata a diventare pubblica entro brevissimo tempo, come sa. La pubblicazione da parte del Foglio e’ senz’altro stata scorretta, ma da qui a paragonare questo con corvi o altro ce ne passa: e’ stato pubblicato un documento autentico e destinato alla pubblicazione: semmai Kasper potrebbe far loro causa per i soldi che ha perso, ma non c’e’ stato alcun segreto svelato, ne’ alcuna falsita’ detta.
            2) A lei non piace “il Foglio”. Benissimo. A me piace di piu’, anche se non interamente, ma sono fatti nostri, giusto? Questo detto, lei scrive “il card Caffarra non ha dato notizia di aver inoltrato in giusta sede le sue osservazioni ma è andato alla spasmodica ricerca de “Il Foglio” “. Questa e’ una sua illazione, anche se poi dice che la cosa non le interessa (intanto il sasso e’ gettato). Piu’ volte ha accusato tizio o caio di “insultare” Kasper quando ne criticavano precise opinioni (non quindi sul piano personale), trovo quindi poco piacevole non rispondere ad argomenti nel merito ma attaccare la persona. La faccenda della FAAC poi francamente preferirei non commentarla, una diocesi puo’ ben ricevere una donazione, ingente o meno, e pare che la cosa piu’ probabile (da quel che ho letto sommariamente) sia che la donazione sia legale e autentica. Che cosa poi se ne facciano di “tutti ‘sti soldi” non lo so, si vedra’ (se la donazione e’ autentica): ricevere un’eredita’, non richiesta, non e’ una colpa, magari finira’ tutto in ottime opere o magari no, che ne sappiamo noi adesso? Che c’entra Caffarra? Se avesse detto “viva Kasper” avrebbe parlato di FAAC lo stesso? Sinceramente questo suo modo di fare mi lascia allibito.
            3) Nei suoi post esprime, come e’ suo diritto, preferenza per la versione “à la Kasper” rispetto ad altre, diciamo cosi’, piu’ tradizionali. Benissimo. Pero’ o si aspetta e non si dice niente, come suggerisce (facendo pero’, a me pare, diversametne), o se si prende parte alla discussione si dice perche’. Altrimenti la discussione e’ inutile, e si riduce a un derby Milan-Inter privo di argomenti e che non da’ alcun aiuto a nessuno. Di sicuro non aiutano le frecciate personali ai cardinali dell’altra squadra.
            4) Non credo si tratti di sfumature, almeno da NON teologo e semplice fedele, mi sembra ci sia in gioco qualcosa di estremamente serio, di cui e’ vitale discutere. Poi certo che sara’ il Papa a decidere, ma che prima della decisione ci sia un dibattito anche tra i laici non e’ solo lecito, e’ assolutamente sacrosanto e desiderabile.

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        • @simon
          Avevo messo 🙂 perché pensavo tu fossi a conoscenza del fatto che il concetto di “teologia in ginocchio” non fosse una trovata ad effetto del Papa ma del modo di vedere la teologia da parte di Von Balthasar. Per lui la teologia non può essere a tavolino ma in ginocchio, pur mantenendo tutto il rigore scientifico necessario. La teologia in ginocchio ha a che fare con la posizione del cuore del teologo che è quella di Paolo sulla via di Damasco: afferrato dalla forma della gloria e buttato in ginocchio adorante.
          Von Balthasar si muove fuori dai canoni consolidati della neoscolastica alla quale non risparmia i suoi strali. Il modello di base della sua teologia è quello dell’ologramma: il tutto nel frammento….
          Io apprezzo von Balthasar e quindi considero la frase rivolta dal Papa al card. Kasper un grande complimento ed incoraggiamento di fronte a tante critiche ingiuste che gli sono state rivolte. Sono peraltro in attesa che tale frase il Papa la rivolga al card. Caffarra, ovviamente se lo riterrà opportuno
          🙂

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          • Rispondo qui al suo post qui sopra. A me sembra più logico pensare che sia stato IL FOGLIO ad andare a cercare il Card. Caffara, piuttosto che insinuare una di lui “spasmodica ricerca”. Questa mi sembra essere piuttosto un’illazione. Il Cardinal Caffarra ha risposto in modo molto equilibrato e rispettoso a domande che sono di sua competenza (visti i suoi incarichi e il suo vissuto). Forse è per questo che il Foglio lo ha interpellato. Le ricordo, inoltre, signor Manuel che il Santo Padre esercita la sua infallibilità in materia di Fede e di morale quando parla “ex-cathedra”. Quando invece esprime una sua opinione personale dobbiamo tutti averne ossequio e venerazione, ma con tutto il rispetto dovuto possiamo anche anche non condividerla pienamente, in quanto se è vero che Egli rappresenta l’autorità più alta su questa terra, è anche vero che c’è un’autorità più alta cui si deve anzitutto obbedire. Se e quando il Santo Padre farà “propria” la teologia “in ginocchio” del card. Kasper, con ciò intendendo che darà un insegnamento magisteriale su tale base, allora ci porremo il problema di piegare la nostra ragione e la nostra coscienza a Volontà superiore…ma sinceramente non credo che lo farà, proprio in ragione della speciale assistenza di cui gode.

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          • Mi scusi don, ma avrebbe voglia di scrivere un commento in cui, invece di spiegarci quali sono le squadre in campo e lanciare frecciate prive di motivazione alcuna salvo l’attacco alla squadra opposta, ci dice la sua opinione con degli argomenti, magari rispondendo a qualcuna delle cose scritte?

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  2. Bellissima intervista.
    Così finalmente comincia a vedersi l’ orizzonte che lo Spirito Santo sta aprendo alla Chiesa nel nostro tempo. Nulla di meno di un’epoca nuova all’altezza degli eventi straordinari che ne hanno segnato la storia, dal grande Concilio Ecumenico alla Renunciatio del Papa Benedetto XVI: un cammino fecondato dalla santità dei Papi e dal profondo rinnovamento della vita ecclesiale.

    Caffarra, O’Malley, Mueller, e con loro molti altri Pastori, uniti a Francesco Vescovo di Roma e successore di San Pietro, sono le prime voci di un’armonia nuova suscitata dalla “conversione del Papato” che arricchisce la comunione cattolica ed ecumenica, lasciando cadere senza paura gli ultimi residui di una “corte” secolare ideologicamente connotata, ormai incapace di dare risposte all’altezza dei tempi e della missione.
    Il Card. Tettamanzi è una di queste voci cattoliche, tra le più autorevoli, certamente non dissonante – tutt’altro – rispetto a quelle prima ricordate. Lo sa benissimo chi conosce il suo lavoro teologico, specialmente in tema di famiglia:
    http://www.vatican.va/news_services/press/documentazione/documents/cardinali_biografie/cardinali_bio_tettamanzi_d_it.html
    E’ autore di questa bellissima preghiera:
    http://www.family2012.com/static/19861-preghiera_it.pdf

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  3. @ Giuseppe. Mi sembra che per questo ricco e costruttivo dibattito, che sicuramente aiuta nel cammino verso il sinodo, si deve ringraziare proprio IL FOGLIO. Io trovo in buona parte condivisibile quello che scrive Ferrara a riguardo dell’obbedienza:

    “Nel nostro mondo l’obbedienza è l’inaudito. Disertori e ribelli sono gli eroi della nostra fantasia delirante. Ci pensiamo tutti come Don Giovanni, crediamo che il rigetto del pentimento, dell’espiazione obbediente dei peccati, sia un gesto di religioso attaccamento alla libertà personale. Invece è conformismo, è riparo dalle traversie della cattiva coscienza, questa sì regina della realtà. Se attacchi la chiesa perché la vuoi democratica, perché la vuoi sposata e divorziata, perché la vuoi spiritualmente pura e monda, anche nelle sue incarnazioni clericali, allora sei un disobbediente à la page, il tuo talento va con il tempo, stai dentro l’annuncio new age, ti sei fatto il tuo Dio personale che puoi scambiare con quello degli altri, come le figurine. Se invece incalzi la chiesa perché sia sé stessa, chiesa di Cristo, tribù itinerante di un maestro di giustizia che tornerà a giudicare i vivi e i morti, ché quella e solo quella è la misericordia, se vuoi che i cardinali effondano qualcosa che non è loro né del loro tempo, che il Papa insegni il dolore e la padronanza umile del dolore invece di mettersi in ascolto della sofferenza sentimentale e apprendere come si fa a consacrare il dissacrato con una semplice ostia priva di contenuto cristico, allora sei un disobbediente pertinace, ossessivo, un indemoniato e un figlio di satana”. (http://www.ilfoglio.it/soloqui/22264)

    Il che peraltro confermerebbe che probabilmente sono stati loro a cercare il card. Caffarra e non il contrario.

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  4. il primo pubbli faa..

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  5. @ Manuel2014
    Se non le interessa “chi ha cercato chi” non vedo perché debba fare illazioni contro un Cardinale. Mi scusi se mi permetto, ma forse un sacerdote quale mi sembra lei sia dovrebbe evitare di lanciare addosso ad un Cardinale (si chiami esso Caffarra, Kasper o Martini) frecciate e illazioni tanto vuote di senso quanto ricche di veleno. Se non le piace quel che ha detto ne confuti il pensiero. Invece lei ha cominciato con la “spasmodica ricerca” ed è passato alla questione della FAAC, della quale evidentemente lei è scarsamente informato. Non sta a me difendere il Card. Caffarra e il suo operato, però noto che dinanzi ad una intervista ricchissima di contenuti, che si inserisce autorevolmente in un dibattito acceso e attuale, lei non ha miglior argomento che sparare alla persona e questo, mi scusi se glielo faccio notare, è male sempre quale che sia la persona, il suo livello o lo “schieramento” a cui crediamo appartenga.

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  6. scusi sig carlo severo quando ho provato postare da voi se discordavo anke di minimo commenti tutti eliminati
    credo ke Don Manuel appunto essendo sacerdote sappia come girano cose nella Kiesa purtroppo
    come anke io avuto modo vivere su pelle comportamenti di falso rispetto tutto per aver prebende x vivacchiare
    riempirsi pance e teste di storie false mancando rispetto all’Eletto dello Spirito Santo il Papa
    Francesco e altri ke han fatto concilio ultimo
    il Vangelo la Bibbia validissimi tradotti idiomi indigeni così tutti abbiam accezione alla lieta e buona novella
    non solo presunti colti latinisti
    casa mia parla come mangi
    anke perkè certi latinisti cresciuti in ambiti normalissimi e in nobilta’ false ki gli ha fatto i servizi + umili poi son stati quasi ripudiati

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  7. Premesso che siamo certi che papa Bergoglio si dichiara figlio della chiesa e che afferma perentoriamente che i valori non negoziabili sono valori e basta, mi viene il sospetto che Egli voglia alzare un gran polverone nella chiesa affinché essa attraverso il Sinodo(che non è un concilio, ma pure dotato di autorità rappresentativa dei vescovi con reale potere) possa meglio chiarirsi sulla famiglia e relativi problematiche che dividono gli episcopati e troppo si assiste ad insegnamenti pastorali diversi e non sempre in linea con i principi dottrinali. Per arrivare, secondo me, ad obbligare l’intera chiesa , dopo gli sfoghi e prese di posizioni diverse, a definire pastoralmente un unico insegnamento pastorale condiviso o comunque obbligato per tutti i vescovi e sacerdoti. Questa contrapposizione tra tradizionalisti e progressisti credo che debba sostanzialmente cessare per il bene della chiesa e per sanare la confusione dei fedeli. L’unità nella diversità deve avere una base comune nella unica dottrina e la diversità non deve essere sostanziale, al massimo adattamento temporaneo alle diverse situazioni oppure necessario adattamento alle varie sensibilità , soprattutto in campo liturgico. Che ne esca una chiesa più unita , più coesa e pronta ad una nuova evangelizzazione? Lo spero e credo.

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  8. Quanto detto sopra non vuole negare la sincerità di papa Benedetto nel cercare soluzioni per divorziati e risposati che vogliano ritornare nella chiesa e alla vita sacramentale. Arduo compito, però,

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  9. @ GG e Carlo Severo
    Io personalmente non ho nulla contro il card Caffarra che non ho avuto l’onere di conoscere. E’ card di Bologna e svolge lì il suo ministero: ho visto i suoi interventi su http://www.caffarra.it: non esprimo giudizi anche se non mi sento obbligato ad esprimere il mio accordo con lui.
    L’elefante Ferrara faceva appello all’ubbidienza e io ho fatto il voto di ubbidienza. Solo che io ho fatto il voto di obbedienza al card Martini ed ai suoi successori, non certo al card di Bologna. Inoltre obbedisco anche al Papa; in qesti 35 anni ho sempre obbedito al Papa e quindi rimango in ascolto di quanto il Papa dice. Poi se non sono pienamente d’accordo obbedisco ugualmente, magari obtorto collo, però obbedisco. Tuttavia non mi ritengo uno sprovveduto e in coscienza so distinguere bene quello che mi convince di più e quello che ritengo meno infallibile. Però i dubbi me li tengo per me
    ANcora una volta permettetemi di non entrare nel merito della questione perché sono in ascolto e quindi lascio svolgere al papa e ai vescovi il loro compito
    Non ho tuttavia le fette di salame sugli occhi e mi ritengo abbastanza in grado di vedere la qualità dei contenuti dell’intervista del card Caffarra. Se devo entrare nel merito della questione ci entro dato che ho un lungo elenco di osservazioni, ma permettetemi almeno di aspettare il ritorno di Simon dato che io mi ero rivolto a lui. Anche a riguardo della FAAC ho usato le faccine 🙂 e 😉 rivolgendomi a Simon proprio perchè c’era dell’ironia sulla “svizzera” e sui soldi svizzeri… Che poi ci fosse anche invidia perché io di quei soldi non ne vedo neppure una frazione lo ammetto. Magari potevo chiedergli un cancello motorizzato per il mio oratorio, visto che ne ho tanto bisogno 🙂 Delle eredità bisogna farne buon uso: Bertone insegna… 😉
    Comunque se siete impazienti di avere una risposta ai vostri quesiti piuttosto che me, ascoltate il Papa. Ha parlato moltissime volte in modo “differente” da Caffarra: l’ultima proprio stamattina da Santa Marta. Proprio il Foglio ne ha parlato. Comunque l’importante è che il card Caffarra non continui a mettersi così apertamente contro il Papa. Papa Francesco ha tanta pazienza e, senza concedere interviste al Foglio, troverà il modo di rispondergli al Mercoledì, alla Domenica ecc ecc
    PS… Non ditemi che siete INTERISTI…. 🙂

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    • Leggo solo ora.

      Le faccine funzionano fino a un certo punto, o piu’ esattamente non funzionano affatto in certe situazioni. Se io, come unico commento a un’opinione che non condivido, mi metto sostanzialmente a dire che quel tizio e’ un ladro, o magari che e’ negro e ha la gobba, faccio una cosa cattiva anche se ci metto tante belle faccine sorridenti. Non e’ la prima volta in cui lei procede in questo modo, e me ne dispiace.

      Per il resto, certamente quel che dice Caffarra e’ molto diverso da quel che dice Kasper. Che sia diverso da quel che dice il Papa lo si vedra’, per il momento e’ certo che ad alcuni lo sembra, ma penso si tratti di wishful thinking. E’ una situazione che ha delle analogie con quella in cui un certo mondo tradizionalista pensava che una certa sensibilita’ di Benedetto XVI avrebbe permesso ai lefebvriani un rientro senza condizioni, cosa che alla fine non e’ stata perche’ sui principi (non diciamo valori, per carita’..) non si tratta. Ma un altro partito ora pensa di essere al potere, e pregusta la maggioranza in parlamento. Si vedra’.

      Sono naturalmente milanista fin dall’infanzia…

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      • In questo blog per quanto mi riguarda le faccine sono molto importanti. Mi servono per non essere massacrato troppo e per stemperare con un po’ di ironia il clima quando diventa pesante. Poi di solito quando metto le faccine mi riferisco sempre a qualche utente o moderatore che cito sempre con @ proprio per inserire la mia osservazione in un contesto preciso. D’altra parte lo dico sempre a Minstrel che gli sono riconoscente perché mi lascia scrivere e che appena me lo segnala sono sempre pronto a stare zitto oppure ad andarmene…
        Per entrare nel caso particolare, come più volte espresso sono convinto di due cose importanti:
        1. Il sinodo della famiglia si svolgerà a ottobre 2014 e ottobre 2015 (giorno più o giorno meno) Il Papa ha voluto conoscere il parere anche dei laici e del mondo intero. Ho sempre detto che non sono nessuno ma questo non vuol dire che io non conosca i termini della questione e che non possa conoscere persone che hanno contribuito e contribuiscono giornalmente all’azione pastorale e “legislativa” della Chiesa nel mondo e nel Vaticano. Non parlo solo di professori diventati cardinali ma anche di “ragazzi” da me accompagnati nella loro tenera età a coltivare i loro germi di vocazione e che ora ricoprono ruoli “molto” importanti (ma è meglio che mi fermo qui e ci metto una faccina 🙂 ) Ti assicuro che i pareri dei vari teologi e moralisti sono stati raccolti almeno dal 2004. Il sinodo sarà occasione per discutere. Comunque ti assicuro che alla fine il Papa (come ha detto lui) “firma” il documento e quindi l’ultima parola è la sua
        2. Possiamo scaldarci in questo ed in altri blog, possiamo dire che siamo maggiormente daccordo con l’uno oppure con l’altro. Tuttavia non possiamo trasformare il tutto in una discussione da bar tra insulti e amenità varie. Soprattutto ripeto che per tentare un minimo di discussione dovremmo procedere non per senzazioni o in maniera caotica, ma SOLO PER QUESTA VOLTA, mi riconverto alla logica aristotelica e preferisco procedere step by step e per idee chiare e distinte: altrimenti non ce la caviamo più… A riguardo della mia difesa nei confronti di Kasper o Marx (card) è dovuta al fatto che al di là delle loro idee non possano essere tacciati di essere mafiosi oppure confusi. Inoltre le tesi di Caffarra soprattutto nella sua intervista non sono poi espresse così chiaramente. In ogni caso non mi è parso opportuno criticarle apertamente qua. Quando ho scritto di aver piazzato la contraerea è perché non mi pareva giusto parlare qua dei miei dubbi: difficilmente “sparo” ad altezza uomo. D’altra parte ho quindi preferito “sparare in alto”: ovviamente non ho mirato al cardinale ma ho fatto avere le mie osservazioni a un suo “collaboratore”. Pensa: al primo colpo di contraerea ha risposto… Allora ho rilanciato e siamo daccordo che ci confronteremo: temo che tra qualche girno mi vedrete con le ossa rotte… 🙂

        Beh da una cosa in comune ce l’abbiamo: forza milan! E soprattutto un… (non si può dire) al capo degli ultras del Vatican Juventus Club, tale “Tarcio”…. 🙂

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        • Cioè hai risposto a Caffarra, Don?
          Dunque io sono prontissimo a scoprire dove può andare a parare la discussione se affrontata in modo aristotelico e partirei proprio con il tuo “solo per questa volta”: vuoi dire che segui un’altra filosofia, ad esempio quella costruttivista che Simon dichiara essere quella di Grillo?
          Partire da un tuo scritto non sarebbe male. Siamo dispositissimi, come ti ho anche scritto nella mail di risposta alla tua, a pubblicare tuoi interventi, anche non siano in linea con le idee di Simon. QUesto perché, come cita anche il dislaimer sottostante, ogni autore qui è responsaibile dle contenuto dei propri posts e può “capitare che un autore non sia d’accordo con un altro autore e si dibatta in una normale e civile dialettica di incontro.”

          Questo perché se da un lato Ubi ha ragione che occorre in questo periodo andare alla ricerca del Magistero di pochi anni fa, per ripresentarlo al “pubblico ludibrio” e rinfrescarsi la memoria, dall’altro la logica vuole che sia impossibile che ad un cardinale di santa romana chiesa venga in mente volutamente di tralasciare un atto magisteriale o cercare di ingannare altri cardinali sottacendo dei documenti di capitale importanza, solo per il piacere di demolire la continuità ecclesiale, no?
          Ci deve essere una spiegaizone no? Ad esempio quell’atto per lui non ha quella importanza capitale che ha per simon o per ubi. E allora ci deve spiegare come può essere e su quale logica egli accetta l’autorità papale relativizzando alcuni atti magisteriali di tale autorità. O perché sia sbagliata questa mia ultima frase. Ci deve essere una spiegazione logica, tutto qui.
          Ecco, con questa consapevolezza io non fui d’accordo con Simon circa le sue bordate contro Maradiaga e mi posi in muta attesa. Ora non sono più tanto muto, ma sempre in attesa di comprendere “l’altra campana” sono, proprio come da Augé ho chiesto e richiesto.

          Non devi esporci le tue idee Don se le vuoi tenere per te o se preferisci rimanere in attesa come il sottoscritto. Però dato che oltre che ferrato sei anche in prima linea non sarebbe male se tu tentassi di spiegarci le ragioni della parte “avversa”.
          Non per convincere, tanto anche se ci convinci tutti e poi Francesco sceglie la linea di Simon c’è poco da fare, quanto piuttosto per comprendere meglio dove sta andando questa benedetta teologia morale che da quando la conosco (anche se solo di vista, diciamo che è mia amica in faceboook…) non ha mai seguito nei suoi ultimi cammini la via del Magistero, ma ha cercato invece di andare sempre oltre (son diplomatico…). E qui penso a Piana ad esempio, con le sue aperture verso le coppie omosessuali (altro discorso che lascio in sospeso proprio per queste posizioni dei teologi morali che vorrei capire meglio), oppure a Salzman & Lawler (smentiti sonoramente però dalla United States Conference of Catholic Bishops).

          Boh, pensaci. 🙂

          (Faccina d’obbligo)

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          • Beh! Non mi permetterei mai di scrivere a Caffarra, dato che non conosco la mail…. 🙂 Ho scritto solo ad una vecchia conoscenza, dopo che ho visto che questa vecchia conoscenza gestisce un blog dove vengono messe in evidenza le idee di Caffarra e di coloro che condividono pienamente le sue idee e che addirittura ha cambiato diocesi per fare questo e per essergli più vicino. Casualmente nei prossimi giorni devo incontrare personalmente altri suoi “collaboratori”. Tuttavia comprendimi, come tu non puoi rivelarmi chi è il tuo “uccellino”, neppure io posso rivelarti chi è il mio “gancio”… 🙂
            A livello generico: tra un po’ nell’altro post ti spiego qual è la “mia” filosofia che non coincide con quella aristotelica. Teologicamente parlando invece, davver,o quando i pronunciamenti oppure gli studi non sono chiari conviene evitare la bagarre. Ad esempio tanto per parlare di omosessualità, occorre sapere cosa si intende: si tratta di una perversione da reprimere con le buone o con le cattive? Si tratta di una malattia psicologica da accettare e tollerare? Si ti trovi di fronte ad una malattia puoi parlare di piena libertà di scelta e quini puoi condannare? Si tratta di una cosa tipo l’eccezione che conferma la regola? Fintanto che non si sa di cosa si parla, non pensi che si ingenera solo confusione e rissa?

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          • contraerea ferrati
            siete belligeranti siete kiesa castrense?
            cmq certi modini po’ ipocritini non mi garban molto non dicon nulla son solo difesa di ki nella kiesa ne è la rovina
            questo mio pensiero klaro
            preferisco ki si espone a ki gira intorno a ostacoli
            dove i troppi matrimoni cattolici saltano non c’è aiuto vero dalla kiesa stessa per moltissimi
            altri magari devon proprio naufragare kissà perkè
            mancan disponibilità dialoghi comprensione aiuto vero insomma sporcarsi le mani e le orekkie magari con storie po’ sgradevoli aiutIamo a farle divenì profumate d’AMORE
            ripeto per me matrimonio indissolubile
            ove ci sia necessità possibilità dispensa nullità sacra rota agisca celere anke per le persone normali non solo i celebri i vip ke pagano tanto (i soldi loro li han indebitamente)
            principato docet

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          • Mi permetto di aggiungere un commentino: personalmente non ho nessun interesse a presentare le “mie” idee, in quanto le conosco già e scriverle giù in un blog non è che me le cambia.

            Interessante è lo scambio di idee, essere a confronto con altri punti di vista in un ottica di scoperta di cose nuove, forse non dette, ma lo stesso aprenti nuovi orizzonti.

            Il fine non è tanto di convincere o essere convinto ma essere capaci di vedere che ci possono essere altri punti di vista che contemplano la stessa realtà che è sempre mistero alla greca o sacramento alla latina.

            Ovviamente, il punto non è di inventarsi cose che non relazionano col reale, ma di approfondire tale reale: quel che mi dispiace con il discorso confuso di Kasper è che ha fatto un discorso che è poco rispettoso dell’intelligenza e cultura altrui: la seconda parte della sua prolusione era teologia da bar, sia detto in modo chiaro e tondo. O mi si dimostri che non era teologia da bar, contro le dimostrazioni di Müller, Soba, Caffarra per citare chi conta.

            Personalmente sono interessatissimo da spiegazioni di Manuel2014 perché penso che posso sempre imparare qualcosa ed anche perché mi sento “libero” cioè non legato alle mie idee personali in queste materie che il Magistero ci insegna in modo inerrabile da duemila anni e al quale mi sottometto senza remore alcune.

            Il confronto non potrà mai essere che sul come nuove idee rendono conto del Magistero senza tradirlo ma approfondendolo.

            E chissenefrega di aver ragione! L’Importante è vivere nell’Obbedienza allo Spirito Santo che ci ispira tramite il Magistero della Sua Chiesa. Sono libero perché obbediente.
            In Pace

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          • @lieta 🙂 🙂
            Purtroppo l’ha detto anche Palmaro che loro sono in guerra. Nei giorni scorsi su mil o su mic ecc ecc c’erano gli interventi dei vari “levebriani” che invitavano apertamente a passare dalla loro parte. Ad esempio tu e io su quei siti non possiamo neppure scrivere perché ci censurano prima ancora di mettere qualcosa. I post di costoro sono accolti immediatamente… chissà perché? 😉
            Come hai visto di questi tempi si è aggiunto anche IL FOGLIO che ha ospitato interventi di un certo tipo che non sono “in sintonia” col pensiero di questo Papa che a loro non piace e che affermano piaccia troppo agli altri.
            Io sto col Papa (ovviamente Francesco…)

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          • Se è per questo Manuel2014, il Foglio ha pubblicato il testo di Kasper: non si pu`^o dire che i due punti di vista non siano rappresentati.
            Detto ciò, non vivendo in Italia, non ho la minima idea di cosa il Foglio sia nella scacchiera italiana e, francamente, me ne importa poco, almeno quanto a metro di giudizio degli interventi ivi pubblicati: a me piace leggere un articolo o un intervista in quanto tale e poco importa dove è stato pubblicato ( ovviamente a livelli non accademici, perché a questi livelli il luogo di pubblicazione conta in quanto c^è un peer review process che è importante per qualificare un articolo) ma quel che vi è scritto.
            Evitiamo “Politica”: guardiamo alle idee e a come si riferiscono al reale ed in questi soggetti al Magistero.
            In Pace

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          • @Simon
            Per evitare confusioni comincio a mettere le cose con cui penso entrambi siamo daccordo

            1. Il sacramento del Matrimonio è indissolubile e quindi è inutile tentare di scioglierlo con un divorzio cattolico camuffato da dichiarazione di nullità. E’ nullo solo per motivi “seri”. Inoltre IN ITALIA (non so in Svizzera) penso sia una grande cavolata il riconoscimento civile dell’Annullamento della Sacra Rota in modo automatico. Infatti se un matrimonio è stato “annullato dalla Sacra Rota” in Italia quel matrimonio viene riconosciuto come inesistente da un punto di vista civile: molti ingiustamente hanno sfruttato questo escamotage per non pagare gli alimenti…. Non ha senso insistere neppure sul lato “giudiziale” . Ha ragione Lieta quando afferma che si tratta di un inutile aggravio di costi. Inoltre io personalmente ho l’idea che la strada giudiziale che si basa sulla verità “giuridica” anziché “reale” non sia per nulla cristiana

            2 Un secondo matrimonio religioso non ha alcun valore, quindi è nullo. Ripeto non vale nulla (religiosamente parlando). Se una coppia intraprende un secondo matrimonio civle, questo non ha alcun valore da un punto di vista religioso perché è come se non fossero sposati. Se poi invece lo stato riconosce gli aspetti “civili”, sono problemi dello Stato e non della Chiesa. In questa nuova situazione coloro che abitano nella stessa casa si preoccuperanno di aiutarsi reciprocamente, di crescere ed educare i figli. Nel libretto “ufficiale” per la celebrazione dei matrimoni in Italia ho messo in questi giorni i nuovi articoli del codice civile che riguardano i diritti e i doveri dei coniugi. Ovviamente stiamo parlando in questo caso di quelli CIVILI e NON RELIGIOSI che quindi non li pongono in una situazione di nuovo matrimonio religioso che (ripeto) NON ESISTE.

            Comincio con questi due punti… Cosa ne pensi? Concordi? Mi sono spiegato male in qualche punto?

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          • Certo concordo con te.

            Giusto una cosa che devi sapere: in Isvizzera il processo presso l’Officiale può cominciare solo dopo il divorzio civile.
            Ed uno può sposarsi religiosamente solo dopo il matrimonio civile.

            Personalmente sono di opinione che in futuro, vedendo l’andamento delle società civili, bisognerà slegare totalmente questi due aspetti, in quanto la nozione di matrimonio civile o partenriati vari che dir si voglia non corrisponderanno più al concetto di matrimonio cristiano: a titolo di esempio non solo c’è chi spinge a livello politico al “matrimonio” omosessuale, ma anche al matrimonio poligamo e poliandrico e addirittura a matrimoni comunitari… aspettando matrimoni con le bestie… alcuni estremisti vogliono introdurre la nozione di matrimonio limitato nel tempo e rinnovabile…
            In Pace

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      • Veramente io non ho massacrato nessuno, ho solo detto alcune delle mie opinioni, certo non comparabili come spessore a quelle di persone piu’ ferrate in teologia, e fatto presente che irridere qualcuno di cui non si condividono le idee senza entrare nel merito ma alludendo a presunti suoi interessi economici mi sembra davvero una brutta cosa, anche se coperta da faccine.

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  10. ganci, uccellini ke kombat confus
    siam tutti figli di Dio fratelli di Gesù e ke lo Spirito Santo, ke dono’ il multilinguismo agli Apostoli, da qui mi piace cvII ke ci dà la Parola Sacra e Santa anke nel nostro linguaggio corrente e coerente, (c’è Vangelo anke in milanes m’è parso aver visto) CI ILLUMINI TUTTI CON MAGGIOR CARITà RECIPROCA E MAGGIOR VOGLIA INCONTRARSI A METà NEI DIALOGHI ESPLORATIVI

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  11. la foresta del mondo incivile fuori dalle regole
    ki è cattolico lo sia
    ki non lo è esempio il fogliante sia comunista senza auguri di male a Francesco
    e quelli ke son vicino fellay han para okki
    son cavalli da tiro

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    • appunto lo definiscono santo eroe stava portando un sacco persone a fellay
      ricatti per rientrare ovile
      discepoli co le fette di salame sugli okki e inzuppati antidemocrazia soggiogati plagiati
      questo data la mia non verde età è quanto io ho desunto purtroppo

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      • kasper non aveva autorizzato foglio pubblicare
        articolo rubato diciamo senza consenso autore
        è ora ke denunciate quanto sono falsi costoro
        costola dorata di adamo
        han entrature kiaro nella kiesa ke gli concede troppo
        anke a me non piace quanto stan facendo unar lgbt
        ma da qui a pregare ki per non santificare Paolo 6 giovanni 23 o gpII son deviati davvero

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        • In Isvizzera un processo in nullità compreso il secondo il livello di appello costa tra 500 e 1000 euro, per giunta se le persone sono di livello modesto può anche essere gratuito.
          Il processo dura in totale tra 1 e due anni.
          E’ differente in Italia?
          In Pace

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          • okki della testa solo per separazione

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          • la lettura di questo articolo, credo vero

            http://costanzamiriano.com/2014/03/14/unattesa-lunga-e-difficile/

            penso mostri che dei problemi pratici esistano.

            Un altro punto che vorrei fosse sviluppato e’ questo. Nel documento di Ratzinger da me citato tempo fa, si faceva presente che la “anche le dichiarazioni delle parti hanno forza probante”. Col che, come dice lo stesso Ratzinger, “sembrano così praticamente esclusi i casi, in cui un matrimonio invalido non sia dimostrabile come tale per via processuale”. Allora: che differenza c’e’ tra la posizione di Ratzinger e quella di chi dice (vedi anonimo su http://www.chiesa) che e’ la convinzione di nullita’ del singolo (purche’, credo, rapprontata a fattispecie precise) a poter determinare l’esito del processo canonico?

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          • @Simon
            Non mi hanno mai parlato dei costi e continuano a dire che ci può essere il patrocinio gratuito. Tuttavia come citato da GG le cose non sono così semplici. Adesso, anche se non ufficialmente, qualcosa sembra cambiato, per fortuna!
            Primo problema: i gradi di giudizio sono tre: diocesano, provinciale, sacra rota. Perchè la “pratica” venga ritenuta conclusa occorrono di per sè due gradi di giudizio conformi. Ed allora ecco il primo problema della stretta dell’inizio degli anni 80 (quando ho studiato io…): l’ordine da Roma era che l’esito dei primi due gradi DOVEVA essere differente per far si che l’ultima parola fosse quella di Roma, con relativo aumento dei costi.
            In seguito l’altro ostacolo era rappresentato dalla “invenzione” della figura di quell’avvocato che veniva chiamato defensor vinculi che doveva difendere il vincolo del matrimonio e quindi agire contro l’azione di chi richiedeva la dichiarazione di nullità. Ultimamente abbiamo anche assistito alla protesta degli avvocati rotali che volevano far valere la loro “professionalità” con richieste assurde di denaro.
            Negli ultimi anni per quando ho sperimentato nei casi che ho seguito ho visto che:
            1 sono stati sufficienti due gradi di giudizio senza andare a Roma
            2. Non c’è stato l’onere di dimostrazione ma è stata sufficiente la dichiarazione scritta di uno dei due richiedenti che ha accettato di “addossarsi la colpa”
            3. Si sono cercati altri motivi per giustificare le dichiarazioni di nullità
            Il clima ora è certamente più sereno. Tuttavia a me spiace profondamente l’atteggiamento da caccia alle streghe che diverse persone hanno verso coloro che hanno “fallito” nel loro matrimonio ed il desiderio di dare loro una “punizione” isterica con il tentativo escluderli non solo dalla Chiesa ma anche dal dono della salvezza…

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  12. Domanda velocissima per @manuel.
    Non vorrei che le tue riflessioni e i relativi commenti di disperdessero in questo post quando invece potrebbero avere ben più visibilità in home come degli articoli, come già accennavo.
    Se ti va perché no npartire con uno che indica i due punti più sopra e magari sviluppa un altro concetto che secondo te può fungere da motore ad una disputa (termine da prendere in modo letterale: pulire le idee per giungere insieme ad una maggiore comprensione dlela verità.)?

    Mi mandi il tutto via mail e penso io poi a postarlo, in modo che non sei nemmeno obbligato ad iscriverti a crocevia come collaboratore/wirter (cosa che se invece vuoi essere, naturalmente, ne saremmo contenti).

    Per me così non si perde nulla nei meandri dei commenti e subcommenti e tutto si riordina in base a come tu vuoi riordinarlo. 🙂

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    • Se ci mettiamo in qualche modo in contatto domani nel primo pomeriggio, vedo cosa posso fare. Domattina ho una riunione e domani pomeriggio tra via crucis, catechesi e incontri serali sono un po’ preso…

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      • Contatto… come? Mail, cell? Fammi sapere. Io ti scriverei ma non vorrei finire nello spam come la prima volta (e forse anche la seconda?) 🙂
        Domani sono incasinato anche io, ma io alla fine devo al massimo solo fare CTRL+C – V e cliccare su pubblica. 😉
        Per quanto mi riguarda hai carta bianca.

        Che poi… ce l’ho io per scrivere baggianate metafisiche, vorrei vedere se mi permetto di frenare o guidare qualcuno che può scrivere riflessioni teologiche decenti!

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