Tipica Domanda Mal Posta: É Meglio il Contraccettivo o l’Aborto?

Dr. A. Tornielli

Dr. A. Tornielli

Questa domanda la pone de facto il Dr. Tornielli oggi sul suo blog dove esprime il suo chiaro disaccordo con l’argomento di P. Fessio s.j. presentato sul blog di S. Magister.

Certo le maldestre esternazioni del Santo Padre sul volo di ritorno da Manila in un’intervista a braccio che ha un valore magistrale inferiore a quello omiletico (cioè proprio nullo), espresse poi in un linguaggio impreciso dovuto alla sua non buona conoscenza della lingua utilizzata che rende le spiegazioni offerte spicce e mal costruite, non aiutano a davvero chiarificare questi soggetti complessi specialmente per il grande pubblico il quale molto raramente vive della Vita.

Ci sono almeno sei oggetti magistrali che sono coinvolti in queste questioni: il fine del matrimonio naturale, il fine del matrimonio sacramentale, la sessualità delle persone sposate, la sessualità di quelle non sposate, la vocazione umana naturale, la vocazione umana soprannaturale. Per giunta questo magistero si indirizza a cristiani convinti e sempre convertentesi, a cristiani ideologici, a cristiani di nome, a non cristiani, a tutti gli altri. E chi sente questo magistero lo ascolterà se è un cristiano coerente, lo ignorerà se è un cristiano incoerente, andrà contro e lo deriderà se è un anti-cristiano.

La domanda posta a che livello si pone? E Papa Francesco a chi ha parlato nell’aereo? E a chi il Dr. Tornielli sul suo blog? E Magister nel suo?

L’approccio che sembra avere Papa Francesco e di una certa teologia che sembra rappresentare è quello di un approccio induttivo: visto che le persone sono “in basso” bisogna farle avanzare con quello che hanno “laggiù” e aiutarle a salire lungo un piano inclinato in direzione del massimo livello di santità personale di ciascuno. È un approccio tipicamente “americano”, volens nolens culturalmente impregnato di morale teleologica che rifiuta gli approcci che possano sembrare deontologici di tipo kantiano. Dobbiamo renderci conto che questo è il nerbo dello “scontro” culturale tra il Santo Padre e il cattolicesimo convinto “europeo-occidentale”: non sulla fede quindi ma sull’approccio pratico ai problemi morali.

L’approccio di P. Fessio s.j. è invece un approccio che cerca di mettersi dal “punto di vista di Dio” e, dall’alto, confida che l’aiuto soprannaturale non mancherà mai a chi cerca di fare gli interessi di Dio. Non è un approccio deontologico ma “oggettivista”, come lo è quando si cerca l’interesse di Dio, ben coscienti, ovviamente, che codesto non può mai andare contro gli  interessi genuini dei singoli umani: Dio è sempre oggettivo e, quindi, non è né assolutista né relativista.

Ritorniamo allo scandalo che ha provato il Dr Tornielli leggendo P. Fessio: quest’ultimo sarebbe ridicolo perché considera l’impedire la venuta di nuovi bambini tanto grave quanto l’aborto, il lato ridicolo dell’asserzione venendo dal fatto che nel primo caso ci si riferisce ad entità che non esistono ancora se non in quanto potenza molto remota e nel secondo caso ad esseri umani ben concreti e attuali nel ventre della loro madre.

Dobbiamo dirimere il problema prima di poter rispondervi adeguatamente. A che livello si situa la problematica dello spirito contraccettivo? E a quale livello quello dell’aborto?

Guardiamo cosa insegna il S.S. Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes al suo punto 50 eppoi ripreso da Humanae Vitae e da Familiaris Consortio:

“Di conseguenza un amore coniugale vero e ben compreso e tutta la struttura familiare che ne nasce tendono, senza trascurare gli altri fini del matrimonio, a rendere i coniugi disponibili a cooperare coraggiosamente con l’amore del Creatore e del Salvatore che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia. I coniugi sappiano di essere cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti nel compito di trasmettere la vita umana e di educarla; ciò deve essere considerato come missione loro propria.”

La Chiesa si indirizza primariamente alle coppie cattoliche che vivono del Sacramento del Matrimonio e dice loro che il loro fine è di continuamente dilatare ed arricchire la famiglia di Dio: questo è un insegnamento di cui tutti i padri di famiglia si devono impregnare e cioè che la vocazione prima del vivere il sacramento del Matrimonio è quello di dare giustizia all’infinita Gloria di Dio cooperando alla creazione di nuove anime di santi che Lo loderanno per tutta eternità.

Avere uno spirito contraccettivo, cioè una mentalità che per principio non vuole dare a Dio quel che è il diritto di Dio cioè nuovi possibili santi che Lo glorificano, è essere proprio nel peccato il più assoluto al quale si possa immaginare: è proprio un atteggiamento satanico intrinsecamente ingiusto e vizioso, frontalmente contro i primi Tre Comandamenti. È gravissimo e definitivamente mortale per chi vi si sottomette in piena conoscenza di causa.

Questo è il punto di vista di Dio ed il solo che sia oggettivo e che la Chiesa, mossa dallo Spirito Santo, mai deve dimenticarSi di insegnare.

L’aborto, benché contro il Quinto Comandamento, non può essere paragonato alla contraccezione nel senso che è una conseguenza dello spirito contraccettivo: è perché non si vuole dare a Dio un nuovo santo per tot ragioni che, quando concretamente se ne presenta potenzialmente uno, lo si distrugge ed lo si uccide nel grembo della madre. Mostruoso. Possiamo dire che è più grave del primo? La natura della sua mostruosità proviene dal primo che in esso porta questa potenzialità: d’altronde le statistiche mondiali lo dimostrano, è dove c’è il più contraccezione chimica e meccanica che ci sono maggior numero di aborti.

Ma questo è normale: se lo spirito di apertura alla Vita porta nuove vite, fa senso che lo spirito contraccettivo, che è spirito di chiusura alla vita, porta nuove morti.

Una donna che rischia la propria vita pur di dare vita ad un ottavo malgrado sette cesaree è una santa che sa quanto Dio meriti la gloria della venuta del nuovo figlio.

Ma qui stiamo facendo un discorso per i cristiani ideali, quelli benedetti fin dalla nascita dal Signore: quid degli altri? Come possiamo portarli a vivere della Vita di Dio, proprio loro che sono nelle problematiche quotidiane che sembrano così lontane dalla proposta della Buona Novella della Chiesa e se neanche cardinali come Kasper,  Marx,  Mariadaga, zitelloni impenitenti (meno male) ed incoscienti (molto male), non capiscono più quel che la Chiesa insegna, figuriamoci gli altri!

Ed è nel crocevia tra quel che Dio vuole e merita e quel che l’uomo concreto può che si gioca il ruolo della Chiesa attraverso la Croce stessa che Cristo si porta con noi: l’uomo, ogni uomo, ha bisogno di significanza, capire il perché di quel che fa. Un teorico di management e leadership come Chester Bernard aveva identificato tre semplici condizioni per assicurare una leadership efficace : (1) assicurarsi che il seguace del leader ben capisca cosa deve fare, (2) assicurarsi che il  seguace capisca l’importanza e l’impatto di quel che deve fare nel quadro generale, (3) assicurasi che il seguace capisca le ricadute positive per lui personalmente.

Un discorso troncato della Chiesa e dei Suoi rappresentanti che si focalizzasse solo sul punto 1, benché necessario, sarebbe senza fiato e non attrattivo: bisogna avere il coraggio di rimettere la chiesa nel mezzo del villaggio e ricordare il punto di vista di Dio (punto 2) e, infine, far capire i benefici spirituali, materiali e psicologici (punto 3) , ma non bisogna mai, eppoi mai, scordare il punto 2.

Voto quindi per P. Fessio s.j.

In Pace

EDIT 31.01.2015:

Vorrei aggiungere un altro paragone per ben far capire la differenza di livello eppure la gravità dello spirito contraccettivo rispetto all’aborto prendendo come analogia il regime dell’apartheid e quello degli atti violenti razzisti.

L’apartheid rifiuta per principio l’uguaglianza tra esseri umani basandosi su considerazioni di tipo razzista e mette a posto tutto un sistema per evitare di mischiare persone di razza differente evitando ad esempio che neri vengano nei bus o nei quartieri per bianchi: questo è la stessa cosa, mutatis mutandis, che avere uno spirito contraccettivo dove si utilizzano qualunque tecnica a disposizione (naturale o artificiale che siano questo è secondario) per evitare la venuta di un nuovo bambino.

Nell’atto violento razzista ovviamente si uccide un uomo in quanto non considerato davvero un uomo alla stessa stregua che durante un aborto si uccide un bambino al quale non si vuole dare lo statuto di uomo.

Cos’è più grave? il regime dell’apartheid o il singolo omicidio di un essere umano?
Ambo sono orribili, ma il primo è peggiore del secondo in quanto foriero del secondo e, per giunta, è un sistema di pensiero che genera una struttura di peccato che si incancrena sempre di più.

È semplicemente quel che ci illustra P. Fessio s.j.

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Categorie:Attualità cattolica, Sinodi della famiglia

56 replies

  1. Ottimo Simon. Quel che mi preme sottolineare è che la contraccezione non ha NIENTE A CHE FARE con la paternità responsabile.

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  2. Sarebbe da ppazzi non essere d’accordo con padre Fessio, che in modo molto razionale, soprattutto breve, ha espresso le sue ragioni (che faccio mie) con semplici dati di fatto alla mano.

    Poi, vorrei far notare soprattutto che padre Fessio non ha confrontato “contraccezione vs aborto” in termini puri e assoluti, ma semplicemente il “comportamento e la mentalità abortiva” vs il “comportamento e la mentalità contraccettiva”…

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  3. Altra cosa che non condivido dell’articolo di Tornielli -e mi dispiace che sul suo blog non se ne possa dibattere- è il presentare gli altri come “antibergogliani” appena ci si accinge ad alzare il ditino e a osservare “guardi che però…”.
    Che si dica che gli altri dicano “cagate pazzesche” a me va benissimo, che lo si possa dire solo a “senso unico” no.
    Ciò che vale per uno deve valere per tutti.

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  4. Mi è pertito il post, mi scuso, volevo concludere:
    Dire “antibergogliani” risolve poco, anzi, eccita solo gli animi spingendo gli altri a definire Tornielli et alii come “ultrabergogliani”. Risolve il tema questo? No, lo peggiora contribuendo ancor più a quel clima di tifoseria, di opposte fazioni ultras che si scontrano. E da questo genere di punto di vista poi è ovvio che ne conseguono solo contumelie e sfotto che ci si indirizza da una parte all’altra; per semplice partito preso, spirito di gruppo e squadra perdendo di vista ciò di cui si discute. Questo è quello che ho già lamentato su un altro blog:
    “Una volta c’era un dibattito molto interessante, a tratti pacato e a tratti bello acceso; oggi invece si è ridotto tutto a scontro tra tifoserie.”

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  5. Chiarissimo, grazie Simon.

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  6. Mmmmmmmmm. Troppi punti non mi convincono Simon…. ma mi ci vuole tempo per pensarci meglio. Così d’impulso sto più con Tornielli.

    Anche solo per questa frase di p. Fessio
    ” Qual è allora il male più grave? Prevenire il concepimento – e l’esistenza – di un essere umano con un’anima immortale, voluto da Dio e destinato alla felicità eterna? O abortire un bambino nel grembo materno? Quest’ultimo è certamente un male grave, “Gaudium et spes” lo definisce un “crimine abominevole”. Ma comunque esiste un bambino che vivrà eternamente. Mentre nella prima circostanza non esisterà mai un figlio che Dio intendeva venisse al mondo”

    Problema per teologi: ma dato che non è battezzato…. che fine fa l’anima?

    Poi, sulla donna degli 8 cesarei: è solo per il fatto di essere parte del genere umano (e non animale) che la consideri in automatico santa? Se una donna rimane incinta a seguito di comportamento irresponsabile (sesso irresponsabile o fatto “per divertimento”) ….il fatto di rischiare poi la vita la rende santa in ogni caso? (anche se “uccide sè stessa e il bimbo”) ?

    Vorrei fare un paragone: un autista di ambulanze che sta correndo per soccorrere un ferito. Può andare a 70 km all’ora oppure a 200 all’ora rischiando la vita per salvare un ferito.
    – decide di andare a 70, sulla strada fa un un incidente, può capitare, muore. Stava andando a salvare una vita. È santo.
    – decide di andare a 200 all’ora, sulla strada fa un incidente e ammazza sè stesso e altri che coinvolge nell’incidente: è sicuro che andando a 200 ti sottoponi a quel rischio. È santo lo stesso???

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    • ma la contraccezione sta ai gestanti eventuali maternità o paternita’, certe assurdità le lasciamo a ki ha buontempo ficcare naso in prblm altrui, noto ke c’è ki non sa i salti mortali ke si fan nelle famiglie per far quadrare il cerchio……………….

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    • Cara Trinity, a questo mondo tutto è possibile. Però… che una donna (normale!) rimanga incinta “a seguito di comportamento irresponsabile (sesso irresponsabile o fatto “per divertimento”)” dopo aver avuto sette figli con parto cesareo… be’, questo mi sembra davvero improbabile. Tuttavia, hai ragione, non impossibile. Ebbene, poniamo che davvero questa donna, dopo aver avuto sette figli con parto cesareo, si permetta di fare “sesso per divertimento” senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Risultato: resta incinta per l’ottava volta! A QUESTO PUNTO, Trinity, cosa dovrebbe fare, secondo te? Se abortisse, sarebbe solo un’assassina. Ma se, invece, decidesse di farsi carico delle sue responsabilità e di rischiare la propria vita per dare la vita a suo figlio…. cosa sarebbe? Secondo me sarebbe santa. E’ SANTA! Perché, mia cara, essere irresponsabili può capitare a tutti ( a me è successo un sacco di volte), ma sapersi fare caroco delle conseguenze che derivano dal proprio comportamento irresponsabile… non tutti sonop capaci di farlo. SOLO I SANTI.

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      • Di passaggio poi, noto che si conferma la tua tendenza moralizzatrice che vorrebbe stabilire chi e santo e chi no. Chi è santo e chi no… lo stabilisce D I O , Trinity, non tu.

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        • Appunto.
          Quindi definire TUTTI/E santi quelli che fanno una determinata cosa (oggettiva) non mi pare così appropriato.
          Non si può sapere se una persona si prende carico e responsabilità delle conseguenze di ciò che fa oppure se “si lascia vivere”.
          (laddove “lasciarsi vivere” non ha nulla a che fare con la divina provviddenza)

          P.s. cmq l’esempio della donna con 8 cesarei esula del tutto dal suo caso personale, che noi non conosciamo: lo sto considerando come caso limite, come ha fatto il Papa. E infatti il dibattito porta ad approfondimenti interessanti in tutto il mondo, a quanto leggo.

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  7. mi kiedo Simon quanti figli abbia……………………

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  8. hahahahahahah 😀
    Lieta non molla 😀

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    • sì ma Lui non ci dice niente di se’, e molto chiuso e non risponde in diretta

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      • Diciamo che mi faccio i fatti miei e non chiedo nulla a nessuno neppure: ma quando vedi come certuni hanno trattato Don Ariel su l’Isola di Patmos mi dico che ci sono troppi malati mentali in giro.
        Nulla di personale nei tuoi riguardi, quindi, Lieta. 🙂
        In Pace

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      • No, ma quello è perché è svizzero 😛 😉
        Se era argentino era differente 😀

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        • Mio post 00.32 era rivolto a Lieta, non a Simon.

          Invece sul post di Simon delle ore 18.15
          Và che eleganza di risposta! 🙂

          (Lieta, per me è evidente certa diciamo “posizione” di Simon. Altrimenti non gli avrei nemmeno fatto determinate domande su certi argomenti che trovi disseminate nel blog…..Ma che mi fai venire i dubbi Lieta? 😛

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          • ahahaha trinity grazie, mi fai sorridere non so se son razza ariana ahahahhaah………………….

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            • cmq don ariel ha cavalcato vari carri……………………
              per la malattia mentale mi sa ke non siam totalmente sani nessuno al 100 per cento………….
              mio avviso è contagiosa pure quella
              x quanto riguarda fatti tuoi sapere qualcosa di te Simon non ti si porrebbe su piedistallo…….
              scusa po’ di voglia di conoscenza prossimo per comprendere meglio certe posizioni strategike
              non volermene Simon, scusa e ciao a tutti

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  9. Lascio qui anche un’altra riflessione, sempre per Simon.
    Pur essendo io la prima a dire (lo dissi in un vostro vecchio thread) che l’Humanae Vitae è sempre, purtroppo, interpretata oggi in modo restrittivo, cioè giustificando ampiamente una mentalità contraccettiva – in ogni caso mi chiedo se tale mentalità che tende ad essere più contraccettiva che “regolativa” ponga praticamente gran parte della popolazione europea in peccato grave, gravissimo, dato che qualche decennio fa l’Europa viaggiava su altri numeri di nascituri. Peccato più grave di abortire o più grave dei terroristi che uccidono bambini??. Ok, il paragone non sarà adeguato….
    però secondo me non si può stabilire (in questo caso) l’oggettività del peccato, come non si può stabilire l’oggettività della santità a priori.
    Mentre sul “non uccidere” non abbiamo dubbi.

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    • Poi…..altri spunti…..
      La santità consiste nel “produrre” anime o nello spendersi per “salvare” anime? Entrambi. Però…far nascere un’anima e poi, irresponsabilmente, metterla nelle condizioni della sua perdizione (vedi bambini di strada e prostitute bambine), siamo sempre in zona santità? O avviarla fin da piccola all’ateismo, alla disperazione? Siamo sempre in zona santità solo per il fatto di aver procreato? Boh.

      Mi stanno venendo in mente un sacco di cose 😉

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      • Quando si mette al mondo un anima irresponsabilmente? quale é il criterio? Poterlo mandare ad una buona scuola? Poterli dar da mangiare tutti i giorni? Se i nostri nonni avessero ragionao cosi molti qui non starebbero a commentare.

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      • Io conosco da vicinissimo delle anime messe al mondo con ogni mezzo e a tutti i costi per un desiderio di paternità ossessivo (lo chiamo accanimento riproduttivo). Purtroppo questo accanimento è conseguenza dello spirito contraccettivo (donne che hanno sempre fatto uso di contraccettivi finché non hanno deciso di diventare madri). Queste anime avevano il compito impossibile di colmare dei vuoti incolmabili dei loro genitori. Non avendo potuto colmare le aspettative, queste anime adesso si trovano a fare i parafulmini della frustrazione e delusione dei genitori. E’ vero, essere al mondo non ci garantisce l’essere felici, ma come si fa in questi casi?

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    • Non era la mia intenzione con questo post fare della casistica e credo che stiamo sviando dal tema del post anche se capisco la tua successione d’idee.

      Nel post alla fine ho citato Chester Bernard ed i tre elementi necessari ad una buona leadership in un’organizzazione: (1) sapere e capire con chiarezza il compito specifico di ognuno in questa organizzazione, (2) che ognuno conosca il proprio ruolo (che non è da confondere con i compiti particolari) e il perché questo è importante e quale ne sia l’impatto al livello di tutta l’organizzazione e (3) quali ne siano le ricadute positive individuali se si fa bene il punto 1 nel quadro di 2.

      Con quest’analogia nel post ho ricordato solamente quale è questo quadro generale 2 e quale sia l’impatto della vocazione matrimoniale a livello generale della nostra relazione con Dio ma NON ho dato nessuna indicazione quanto al punto 1: invece, le tue domande in generale rilevano del punto 1, cioè non c’entrano colla riflessione che ho proposto se non lontanamente. Però ti ringrazio lo stesso perché, in fin dei conti, questo permette di focalizzarci su un grandissimo malinteso alquanto diffuso quando si parla della morale insegnata dalla Chiesa.

      Quando la Chiesa insegna, come qui in Gaudium et Spes, che il fine della coppia sposata, cioè la sua vocazione primaria, è quella di cooperare alla generazione di nuove anime di santi, semplicemente Essa ricorda ai fedeli sposati la “big picture”, quale sia la loro vocazione, quale sia il loro ruolo nel contesto della loro specifica chiamata alla santità. La Chiesa sottolinea anche l’impatto che si ha asseconda che si compia, oppure no, quello per il quale la coppia è chiamata, cioè asseconda che si abbia l’apertura richiesta alla vita oppure uno spirito contraccettivo.

      Con questo insegnamento la Chiesa non dice nulla sul come fare concretamente, perché non è quel livello di insegnamento lì: in realtà, per quanto riguarda il punto 1 Essa insegna quel che insegna Humanae Vitae e cioè che quel che ogni coppia deve fare è vivere una paternità responsabile il cui grado di eroismo deve essere lasciato in modo insindacabile alla coscienza della sola coppia concreta mossa dallo Spirito Santo, in quanto essa stessa piccola Chiesa (domestica).

      Questi due livelli 1 e 2 devono essere chiaramente distinti: non serve a niente e non ci si deve concentrare sul numero dei bambini che ogni coppia specifica deve avere: questo è ad ogni coppia capirlo con generosità. Quel che è il ruolo della Chiesa “istituzione” in quanto tale è ricordare la Buona Novella: “Ragazzi, che sia fatta la Volontà di Dio e cioè che il Suo Regno venga e voi dovete cooperare all’allargamento di questo Regno. Ognuno nella misura nella quale è chiamato: non più , non meno”.

      È molto grave, magisterialmente e pastoralmente parlando, voler ridurre il quadro generale vocazionale valido per tutti ad una somma di compiti individuali: è un appiattimento della Buona Novella di Cristo, è un renderLa monca, non attrattiva e, infine, pura casistica.

      In Pace

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      • Per rendere ancora più chiaro quel che intendo esplicitare, desidero illustrare quei tre punti con un’analogia: se al posto della Chiesa consideriamo un’impresa che produce materiale elettronico di intrattenimento essa dirà che la sua visione è di contribuire ad un mondo migliore con intrattenimenti di qualità e che la sua missione è di produrre giochi di realtà virtuale per la famiglia. Quest’impresa sottolineerà pure l’importanza del ruolo dei suoi ingegneri del dipartimento ricerca e sviluppo R&D in quanto è grazie alla loro creatività che l’impresa può sviluppare sempre nuovi prodotti confacenti ai bisogni del mercato.

        Fin qui quel che fa l’impresa in questione è il punto 2: a nessuno verrebbe in mente di dire che il definire il ruolo (la vocazione) degli ingegneri del dipartimento R&D in questione corrisponda alla descrizione particolareggiata dei loro compiti specifici!

        Il Capo del dipartimento R&D ha poi l’incarico di distribuire i compiti specifici tra i suoi ingegneri (punto 1): chi dovrà sviluppare hardware, chi software, chi veglierà alla qualità e così via di seguito. Per motivare il personale tale capo non solo si assicurerà che ognuno abbia capito il proprio compito ma ricorderà a ciascuno il punto 2 e l’importanza che ha su questo punto il fatto di fare per il meglio il proprio compito. Infine sottolinea le ricadute positive per ciascun ingegnere se il lavoro è fatto bene.

        Quando la Chiesa insegna a livello magisteriale a proposito di morale essa si situa sempre sul piano del punto 2: Essa ricorda, o dovrebbe ricordare, con insistenza quale sia la nostra vocazione personale, il nostro ruolo nel Corpo di Cristo, ma Essa non entra, né lo deve fare, nella distribuzione particolareggiata dei compiti specifici che è sempre lasciata alla coscienza retta individuale o, nel caso discusso in questo thread, ad ogni singola coppia.

        Così si capisce anche perché, mentre la relazione tra l’uomo o la coppia e Dio è materia immutabile e quindi può dar luogo ad un insegnamento infallibile, i casi particolari sono contingenti e le decisioni cambiano di caso in caso e sono da essere prese dai primi interessati mossi dallo Spirito Santo che parla alla loro coscienza: ma deve sempre restare chiaro che qualunque sia la loro decisione essa deve rimanere nell’alveo della propria chiamata specifica e non opporsi ad essa! Immagina che spreco sarebbe un ingegnere R&D che decidesse di testa sua, anche se fosse di buona fede, che il suo ruolo principale è di assaggiare la pasticceria alla caffetteria dell’impresa…
        In Pace

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  10. Poche settimane fa sul web ho letto + o – questo: “E’ meglio essere che non esser mai stati”.
    Non ricordo se si trattava di cosa estratta da un manuale di Teologia Morale o dalla Summa T (o se fosse un ragionamento costruito su un paragrafo della Summa T.).

    Alla fine il succo era che,, è vero che ci vuole responsabilità da parte dei genitori, ma è pur vero peer chi nasce che è meglio nascere poveri e/o ammalati o in contesti di degrado che non esser mai nati.
    E nella logica del ragionamento si mostrava che quando si è “concepiti” , oltre alla logica meccanica, c’è sempre l’intervento di Dio e mai “solo” la semplice logica meccanica della copulazione. Oltre tutto, ciò che può Dio l’uomo non lo può, nel senso che la Divina Provvidenza è infinitamente superiore alle logiche economiche sociali mediche sociologiche utilitaristiche ecc.
    Dire e supporre “anticipatamente” che un potenziale naswcituro abbia o non abbia le “opportunità” per venire al mondo -concludeva l’articolo letto- sarebbe come fare dell’arianesimo tipico nazismo totalitarista.

    E se non erro questo è un giusto ragionamento del tipo del punto 2.

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  11. il buon senso, il dovere, altro ke organizzazioni ove spesso i caput ignorano bellamente quanto voglion ordinare comandare.
    poi certo uniti in comunità ove si dialoghi ricerca vere soluzioni non in base alla partenza, status quo di nascita, ma agli apporti di tutto l’insieme dell’esperienza vera, onesta, produttrice di verità e giustizia……………..
    cmq tutti negli altrui idiomi diamo adito espressioni po’ buffe a volte………………

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  12. La Chiesa si indirizza primariamente alle coppie cattoliche che vivono del Sacramento del Matrimonio e dice loro che*il loro fine è di continuamente dilatare ed arricchire la famiglia di Dio: *questo è un insegnamento di cui tutti i padri di famiglia si devono impregnare e cioè che la vocazione prima del vivere il sacramento del Matrimonio è quello di dare giustizia all’infinita Gloria di Dio cooperando alla creazione di nuove anime di santi che Lo loderanno per tutta eternità.

    Ma con continuamente intendi che dal momento del matrimonio fino alla menopausa devono far in modo di concepire il maggior numero di figli possibile? Mi chiariresti se ritieni sia condivisibile il concetto di paternità e maternità responsabile?

    Francesco Girardi

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    • No, No! Mai la Chiesa si permetterebbe di dire questo: la Chiesa ci dice qual’è la nostra vocazione (punto 2), a noi in quanto cristiani soli responsabili della nostra vocazione personale e di coppia di trovare i mezzi adeguati per rispondervi (punto 1)!

      Non dimentichiamoci che generare santi per Dio non si limita a procrearli ancora bisogna educarli santamente e quel che può ognuno è a ciascuno di definirlo non a un terzo foss’anco sacerdote: la sola cosa che la Chiesa ci dice è di fare tutto con generosità senza lasciarsi limitare dal proprio meschino egoismo ma neanche agendo come un incosciente: questo è quel che ci ha giustamente ricordato il Santo Padre Francesco anche se, secondo me, un po’ maldestramente.

      Il messaggio della Chiesa è chiaro e sensato e tiene conto della realtà applicando il principio di sussidiarietà: il come incarnare la vocazione della coppia nel disegno di Dio è il compito e la responsabilità di ogni coppia sotto lo sguardo di Dio e nessun’altro ha da metterci il naso.
      In Pace

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      • Forse la gaffe piu grande di Francesco é in qualche modo aver messo la Chiesa a decidere questo indicando di consultare un prete per decidere quanti figli mettere al mondo.

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        • Non penso che era quello che il Santo Padre intendesse dire ma è quello che si rischia di capire leggendolo frettolosamente: infatti chiedere il parere nel quadro di una direzione spirituale seguita nel tempo al proprio direttore spirituale non è cosa malvagia di per sé anzi è cosa buona, ma non può essere una scusante per non prendersi le proprie responsabilità, la decisione stessa non potendo essere del direttore spirituale in quanto tale.

          Aggiungiamo a ciò che la direzione spirituale è sempre individuale mentre la problematica del numero di figli è della coppia in quanto tale e non solo di uno dei suoi membri.
          In Pace

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          • Quanti cattolici nel mondo hanno un direttore spirituale? Qui in argentina quella figura é praticamente inesistente, a me mai hann indicato la convenienza di cercarnelo ne nessuno mi si é offerto. Abbiamo l´idea che sia qualcosa per seminaristi o quasi.. La in Italia é diverso? I cattolici italiano hanno maggiormente direttori spirituali?

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      • Dopo il chiarimento condivido e sottoscrivo al 100%. La prima lettura mi aveva lasciato qualche perplessità

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  13. Vorrei aggiungere un altro paragone per ben far capire la differenza di livello eppure la gravità dello spirito contraccettivo rispetto all’aborto prendendo l’analogia del regime dell’apartheid e quello degli atti violenti razzisti.

    L’apartheid rifiuta per principio l’uguaglianza tra esseri umani basandosi su considerazioni di tipo razzista e mette a posto tutto un sistema per evitare di mischiare persone di razza differente evitando ad esempio che neri vengano nei bus o nei quartieri per bianchi: questo è la stessa cosa, mutatis mutandis, che avere uno spirito contraccettivo dove si utilizzano qualunque tecnica a disposizione (naturale o artificiale che siano questo è secondario) per evitare la venuta di un nuovo bambino.

    Nell’atto violento razzista ovviamente si uccide un uomo in quanto non considerato davvero un uomo alla stessa stregua che durante un aborto si uccide un bambino al quale non si vuole dare lo statuto di uomo.

    Cos’è più grave? il regime dell’apartheid o il singolo omicidio di un essere umano?
    Ambo sono orribili, ma il primo è peggiore del secondo in quanto foriero del secondo e, per giunta, è un sistema di pensiero che genera una struttura di peccato che si incancrena sempre di più.

    È questo, semplicemente che ci illustra P. Fessio s.j.

    In Pace

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  14. la contraccezione la fa ki fa’ figli, eventualmente son cose personalissime, il contraccettivo è usato da ki fa scelte responsabili, con la crisi economca ke c’è per fare valanga figli bisogna rubare, avere lavoro ke è ladrocinio. o far parte di sette rikke…………………………..

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  15. e le conoscenze teorike delle vite altrui con critike senza basi riferimento son puro fariseismo………………………….

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  16. Letti a mente fredda,
    né l’articolo del gesuita americano, né quello del gesuita francese entusiasmano.
    JF s.j. non riesce a far passare quello che più gli preme: mostrare che il “comportamento e la mentalità abortiva” e il “comportamento e la mentalità contraccettiva” appartengono ad un medesimo universo di discorso “non convertito”.
    PC s.j., per certi versi, sembra addirittura più convinto di Pannella che la contraccezione sia un rimedio all’aborto, una riduzione di danno.
    Siamo proprio in buone mani.
    Poi c’è il resto del resto del resto del mondo che la butta sempre in papismo e antipapismo.
    Fermate il mondo, voglio scendere.

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  17. Breve, qui potest capere capiat :
    rammarica che quella che una volta fede, fiducia nella Divina Provvidenza, oggi sembra sia quasi derubricato ad incoscienza o irresponsabilità.
    Il cristianesimo è anche coraggio (a prescindere dall’etimo della parola stessa)…

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    • La Chiesa, in quanto istituzione umana, ormai dal XVIII secolo direi non educa più i maschi ad essere virili: anche l’immagine di Gesù ne risulta ormai evirata, castrata, ridotta ad un’entità né maschile né femminile alla faccia della testimonianza dei Vangeli.

      Da un secolo in qua, poi, con l’avvento dei microfoni nelle chiese anche le prediche sono lasciate a sacerdoti senza voce né tempra, permettendo come abituali sermoni intimisti ed evanescenti. Contenuti buonisti per maschi castrati.

      Allora, perché lamentarsi ora che i maschi sono divenuti più levigati delle femmine le più preziose del XVIII secolo, che costoro non abbiano il coraggio di prendere rischi e lanciarsi nelle braccia della sola Provvidenza divina?

      Mi sa che faccio presto un post al soggetto. 🙂
      In Pace

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  18. “Ragazzi, come si chiamava la vostra povera madre? “Provvidenza” Ecco da questo momento voi siete i figli della provvidenza “

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    • Sorprende non poco vedere ancora tirare in ballo l’affido alla Provvidenza.
      Posso capire e giustifico Fra’ Pasquale da Casoria – grande Totò – e il sodale Mamozio, ma noi siamo ahimè maggiorenni e vaccinati e chi più chi meno, tutti dovremmo aver capito da tempo e sulla nostra pelle come gira il mondo.
      Sarebbe bello ad esempio capire perché la Provvidenza non dia una mano, un semplice aiutino a quei milioni di bambini abbandonati a sé stessi, privi di tutto e senza futuro, nati negli inferni delle favelas e delle periferie del mondo, colpevoli soltanto del vero peccato originale: esser nati dal buco e nel posto sbagliato.
      Perché non accade?

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      • Chi ti ha detto, figliolo, che la Provvidenza dovrebbe intervenire ogni qual volta che uno di noi, magari senza colpa apparente, soffre la fame, la malattia, la morte o uno qualunque dei mali che affliggono il mondo? Se così fosse noi non potremmo sperimentare i nostri limiti e finiremmo per fare lo stesso sbaglio dei nostri progenitori Adamo ed Eva.

        Non sai che viviamo in una valle di lacrime? Non sai che non c’è giustizia a questo mondo? Proprio perché noi sappiamo bene tutte queste cose, proprio perché sappiamo “come gira il mondo”… per questo invochiamo l’aiuto di Dio e sulla Provvidenza fondiamo la nostra speranza di salvezza. Speranza che non andrà delusa.

        A cosa mi servirebbe che la Provvidenza mi salvasse dalla fame, o dalla malattia, o anche dalla morte per un certo tempo, se alla fine mi abbandonasse a marcire nella fossa? Invece la Provvidenza ci salva dal marcire nella fossa e ci slva tutti, poveri e ricchi, i primi come gli ultimi, i buoni ed i cattivi.

        DI CHE TI LAMENTI?

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      • Il fatto è caro Gaspare -per noi che crediamo- che la “Provvidenza” non ha mani non ha piedi nè braccia, o meglio. si serve di gambe piedi mani e braccia degli uomini che rispondono alla chiamata del Signore, che rispondono a fatti e non a parole, cioè che mettono in pratica la “Parola”.
        Ecco che allora la “provvidenza” si, per cosi dire, incarna in quella figura evangelica che è il “buon Samaritano”: un uomo, come tutti noi, che pur peccatore quando è il momento collabora al Regno curandosi dei fratelli. Ecco, è stato detto “per il moltiplicarsi dell’iniquità si raffredderà la carità in molti. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvo”; L’uomo che crede persevera nella fede e nelle opere, se nelle favelas manca tanto, probabilmente tutto, è perchè manca la fede negli uomini che stanno al di fuori delle favelas; poichè l’uomo è diventato talmente iniquo, ingiusto nel suo egoismo essendosi votato a mammona e agli agi del mondo che non riesce a servire più il suo vero Signore: Sigmore che ci comanda di farci prossimo verso gli altri rinunciando al nostro egoismo.
        Le opere -per noi che crediamo- procedono dalla fede.
        Fa fede oggi è nel dio “denaro”, “mammona”; questo a livello di singoli individui e di stati, nazioni.

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        • Chido, la crisi principale è della fede, da cui discende la crisi di “sistema”. La crisi economica attuale non è dettata da mancanza di cibo, materie prime o denaro, anzi ne abbondiamo. La crisi è dettata dal fatto che cibo materie prime e denaro sono nelle mani di pochi che le detengono a scapito di molti. E che non vogliono in alcun modo cederne la parte che sovrabbonda ma, anzi, ne vorrebbero ancora di più per accentrarla nelle loro mani, per sentirsi padroni (in realtà “non siete padroni di un c….” diceva il buon don Bastiano ne “il marchese del Grillo”, visto che ci si manteneva anche di ambiti cimematografici).

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      • grandissimo gaspare e son lietissima leggere tue concretezze………………………ciao tutti

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      • @gaspare
        Sbagli le maiuscole, sta tutto lì.
        La provvidenza improvvida sei tu.
        “Sarebbe bello capire perché la provvidenza non dia una mano, un piccolo aiutino…”

        Poi invece c’è la Provvidenza e io l’ho vista in faccia tante volte.
        Ad esempio, un solo esempio dei tanti: conosco di persona delle suore missionarie che vanno a salvare gente in luoghi dove TU (uomo) non resisteresti neanche 5 minuti. E le ringrazio mille volte che questa loro divina Provvidenza accetti anche qualche mio umile aiutino, facendomi piccolissima parte di quella mano, di quella azione.

        “Perché non accade?”
        Se tu non vuoi vedere che accade (così ti togli tutti i pensieri e la tua responsabilità personale) – allora non accade.

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  19. ma te sei sacerdote?

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  20. Simon, grazie per gli elogi, che spero di contraccambiare alla lettura del promesso (o, per alcun*, minacciato) articolo sui contenuti buonisti per maschi castrati.

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  21. i maschi non castrati son i prepotenti, quelli ke blandiscono di certo voi ke parlate di maschi castrati siete quelli ke non si ritengono castrati……………………………………..

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  22. i miei coments a volte non appaiono, so po’ monella forse? o svaniscono, non passan censura?

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  23. CMQ LA PROVVIDENZA X ASIA BIBI 2500 DI’ PRIGIONE C’è? MARTIRE ASIA ANKE X COLPA NOSTRA

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  24. Qualche osservazione. In senso radicale avere spirito contraccettivo è quello che ha già espresso Simon e detto pure da S.G.P.II: Dio è Dio, disse il papa, ossia è lui che stabilisce le regole e l’uso corretto della sessualità nella trasmissione della vita, perché l’uomo diventa cooperatore alla creazione di una nuova vita. Dio però non chiede di non essere irresponsabili, come la paternità responsabile è stata ribadita più volte. Qui nascono le difficoltà per moltissime persone. La coppia stabilisce quanti figli può permettersi e poi deve trovare il metodo per mantenere la sua unione e non sempre è fattibile per moltissimi e per diversi motivi usufruire dei cicli che la natura permette. In questo caso non ha nessun spirito contraccettivo, semplicemente cerca di non…tentare la Provvidenza, pur disposta ad accettare una eventuale gravidanza anche se non richiesta. L’enciclica di Paolo VI ha scompaginato il pensiero di molti e messo in grandi difficoltà molti cattolici. Ne è servita molto l’intervento dei vescovi germani e tanti ecclesiastici che hanno insistito sulla coscienza personale. Non bastava: alcuni metodi contraccettivi sono abortivi e non sono permessi. Insomma: si è fatto, a mio parere un gran pasticcio. Non si è voluto prendere di petto la questione ossia mettere, chiarita la questione dottrinaria, in chiaro la pratica morale. –

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    • Già.
      Però, personalmente, a me non è mai piaciuto quando un terzo viene a dirmi quale debba essere la mia pratica morale: io so cosa la Chiesa mi dice e a cosa Dio mi chiama e cerco di fare del mio meglio con generosità. E questo lo dobbiamo presumere per ogni cristiano onesto.
      Tutta la problematica intorno alla vita verte sulla generosità di ogni coppia: la generosità non si può codificare per definizione, come neanche le altre virtù umane.
      Quando mi capita di parlarne ad esempio durante corsi di preparazione al matrimonio, preferisco usare della formula seguente che lascia liberi ma indica la direzione: “il numero di figli giusto è quello che si ritiene ragionevole… più uno”.
      In Pace

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