Dialogo al crocevia fra Francesco e Eugenio

… e tutti scagliarono le pietre.

Non se ne può più di riletture fondamentaliste colme di pregiudizievoli deduzioni. Basta.

Ho sempre personalmente preferito in una questione d’attualità prima leggere la fonte diretta, farmi una mia ragione e poi magari leggere le critiche che altri muovono a questa stessa questione. Oggi ho voluto fare il contrario. Leggere cosa pensava mic di Chiesa e post Concilio della risposta data da Papa Francesco al direttore di Repubblica Eugenio Scalfari e SOLO POI leggere la risposta del Papa.

Giuro: mi sembra che Mic abbia letto un altro articolo. Ma come è possibile scrivere questo altrimenti:

“Questa affermazione [cioè che il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza] di per sé è corretta. Ciò che non quadra è la conclusione logica non espressa, ma che mi pare la seguente: «non c’è bisogno che ti converti a Cristo, basta che agisci secondo coscienza». Questo significa sminuire, anzi vanificare, la salvezza ontologica portata dal Signore

Ma ha letto la risposta del Papa? Spero di no perché altrimenti non si spiega questa conclusione ILLOGICA non espressa in quanto viene espresso giust’appunto il suo contrario! Anche solo prendendo questa frase contenuta nella lettera del Papa non si può che chiedersi cosa ha letto:

Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro. Ma significa che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita. Non ha detto forse Gesù stesso: «Io sono la via, la verità, la vita»?

 Ohibò! Ha osato scrivere davvero quella frase-mantra tradizionalista?! Già, pare di si. E l’ha citata nel modo corretto, cioè – come si fa in teologia – stabilendo ciò che è di “competenza” della parte di Dio e ciò che è di “competenza” dell’uomo quale creatura.

Ma andiamo con ordine. Sarò lungo, chiedo scusa.

PROLOGO METODOLOGICO: IL CONTESTO!

I commenti da Mic si contorcono bellamente fra teorie di filosofia del diritto (il diritto naturale), unendole a domande metafisiche e a considerazioni dottrinali che poco avrebbero a che fare con le prime due questioni. Una bella distinzione fra questi argomenti non farebbe male a nessuno, come il motto tomista insegna da sempre. Non riesco dunque a prenderli per questo motivo come base per una riflessione sulla lettera.

Una lettura senza pregiudizi comunque non potrebbe sollevare dubbi di sorta, figuriamoci quelli sollevati in quella sede. Anzi dallo scritto del Papa ci si potrebbe addirittura uscirne edificati!

Rileggiamola insieme, ma solo dopo aver chiarito innanzitutto il contesto dove questo scritto si muove:
il Papa scrive ad un laico, direttore di un giornale spesso in contrasto con la gerarchia vaticana, che si dichiara “non credente da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth”. Come rispondere a delle domande poste da chi è lontano non solo dalla dottrina cattolica, ma anche (e soprattutto) dalle riflessioni metafisiche e teologiche proprie della dottrina (e le domande che ha fatto circa la verità ne sono la dimostrazione)?

DIALOGO DA UOMO A UOMO

Il Papa fa la scelta giusta: parla di sè! Parla della sua vita e della sua esperienza. E’ Bergoglio che sta scrivendo, uomo di Dio. E la prova sta alla fine, quando si firma “solo” Francesco (ma non si firma Jorge!), questo perché a mio avviso vuol far passare che sta parlando personalmente a Eugenio, da uomo a uomo, da fratello a fratello. Senza usare titoli che in fondo ad un ateo interessano gran poco, ma usando il nuovo nome che ha scelto per questo sua parte di cammino. Come dire: ti sta parlando il Papa, ma voglio farti sentire quanto ti sono vicino e quanto in fondo anche io non sia che un uomo in cammino, pellegrino nella verità.

Tutta la prima parte è una meravigliosa lettera di confessione. Ci sono alcuni punti che potrebbero addirittura diventare lo slogan di questo nostro blog comune; soprattutto questa citazione dalla Lumen fidei (n. 34):

“la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”

Accidenti… dove l’ho già letta una cosa così?

Ah già!

Se leggiamo oggi, ad esempio, nella Lettera di Giacomo: «Siete generati per mezzo di una parola di verità», chi di noi oserebbe gioire della verità che ci è stata donata? Ci viene subito la domanda: ma come si può avere la verità? Questo è intolleranza! L’idea di verità e di intolleranza oggi sono quasi completamente fuse tra di loro, e così non osiamo più credere affatto alla verità o parlare della verità. Sembra essere lontana, sembra qualcosa a cui è meglio non fare ricorso. Nessuno può dire: ho la verità – questa è l’obiezione che si muove – e, giustamente, nessuno può avere la verità. E’ la verità che ci possiede, è qualcosa di vivente! Noi non siamo suoi possessori, bensì siamo afferrati da lei. Solo se ci lasciamo guidare e muovere da lei, rimaniamo in lei, solo se siamo, con lei e in lei, pellegrini della verità, allora è in noi e per noi. Penso che dobbiamo imparare di nuovo questo «non-avere-la-verità». Come nessuno può dire: ho dei figli – non sono un nostro possesso, sono un dono, e come dono di Dio ci sono dati per un compito – così non possiamo dire: ho la verità, ma la verità è venuta verso di noi e ci spinge. Dobbiamo imparare a farci muovere da lei, a farci condurre da lei. E allora brillerà di nuovo: se essa stessa ci conduce e ci compenetra.”

Ratzinger, JosephBenedetto XVI. Omelia della Santa Messa a conclusione dell’incontro con il “Ratzinger Schulerkreis”, 2 settembre 2012,

 Comunque l’idea di “DIALOGO CON TUTTI” – chiariamo definitivamente – non significa “costi quel che costi” perché non siamo fessi né contradditori! Come può esserci dialogo fra due persone che la pensano in modo uguale o con una che cambia idea per far piacere all’altro? Questo diventerebbe ontologicamente un monologo fra due persone che la pensano allo stesso modo. E ancora: come può esserci dialogo sulla Verità se non esiste una Verità afferrabile anche solo parzialmente dall’uomo? Quando si parla di “dialogo” si presuppongono PER LOGICA queste affermazioni!

“Ma molti atei non lo fanno”, spaccate meno i cosidetti sulle quisquillie quando parlate agli atei/agnostici e mette in chiaro questi punti agendo DI LOGICA (che anche un ateo DEVE capire e prendere come unica strada possibile per il confronto razionale!)
“Ma sono appunto presupposti, mai esplicitati da Papa o da chi di dovere”. E per chi si dovrebbero esplicitare? Per gli atei che chiedendo un dialogo  (come in questo caso) si muovono pensando di avere quanto meno una loro opinione veritiera (e bisogna solo mostrargli la loro incoerenza di posizione) e sapendo che l’altro ha un’altra opinione con cui intendono scontrarsi/incontrarsi? Direi che sarebbe superfluo, perfettamente inutile. E per chi si dovrebbero esplicitare dunque? Si dovrebbe farlo per chi ha voglia che il Papa ripeta il banale, per sentirsi apposto con la propria coscienza che chiede condanne? Mah…

Mi sto stancando, immagino il lettore. Vado al succo che divido in due tronconi:

FRANCESCO INNALZA CRISTO E LA CHIESA AD OGNI VIRGOLA!

Ecco dove Francesco, parlando di sé (vedi spiegazione del contesto!), innalza Cristo, le verità cattoliche in cui crediamo e innalza la Chiesa. Ne cito solo alcune perché in teoria dovrei citare tutta la lettera ad essere fiscale! Accontentatevi:

Senza la Chiesa — mi creda — non avrei potuto incontrare Gesù, pur nella consapevolezza che quell’immenso dono che è la fede è custodito nei fragili vasi d’argilla della nostra umanità. (=senza la Chiesa, zero Cristo!)

Ed è proprio allora — come esclama il centurione romano ai piedi della croce, nel Vangelo di Marco — che Gesù si mostra, paradossalmente, come il Figlio di Dio! (=Gesù Figlio di Dio)

Questo, per la fede cristiana, è certificato dal fatto che Gesù è risorto (= Gesù è risorto, punto!)

che Gesù è il Figlio di Dio venuto a dare la sua vita per aprire a tutti la via dell’amore. Ha perciò ragione, egregio Dott. Scalfari, quando vede nell’incarnazione delFiglio di Dio il cardine della fede cristiana. (= Ha detto quello che doveva dire a Scalfari, rispondendo e facendo un sunto di una parte imprescindibile della fede cristiana. Qui il Papa è un maestro di pastorale!)

La Chiesa, mi creda, nonostante tutte le lentezze, le infedeltà, gli errori e i peccati che può aver commesso e può ancora commettere in coloro che la compongono, non ha altro senso e fine se non quello di vivere e testimoniare Gesù (=… ma davvero serve un commento ironico in questo caso?!)

La Chiesa, infatti, è chiamata a seminare illievito e il sale del Vangelo […] additando la meta ultraterrena e definitiva del nostro destino (=definitiva vuol dire definitiva in italiano!)

la figliolanza di Gesù, come ce la presenta la fede cristiana, non è rivelata per marcare una separazione insormontabile tra Gesù e tutti gli altri: ma perdirci che, in Lui, tutti siamo chiamati a essere figli dell’unico Padre e fratelli tra di noi (=quando scrive TUTTI intende TUTTI!)

Qui mi impongo una brevissima riflessione: siamo dunque chiamati alla Verità TUTTI e quelli che sono già in cammino devono prendere atto che non si può predicare questa verità e poi agire di esclusione!
Ecco il Papa nella lettera: “La singolarità di Gesù è per la comunicazione, non per l’esclusione.”
Oppure Radcliffe, qualche anno prima:

Definirsi cattolici significa accettare l’identificazione, kath’holon, secondo il tutto, la comunione universale del Regno. Significa rifiutare un’identità basata sull’esclusione. Quindi c’è un certo paradosso se intendiamo l’essere cattolici nei termini, per esempio, de non essere protestanti. […]”

Radcliffe, Timothy. What is the point of being christian?, Oxford 2005 (tr. it. Monica Rimoldi, Il punto focale del cristianesimo, Milano, San Paolo, 2008) p. 224

FRANCESCO NON ESCLUDE LA VERITA’ ASSOLUTA, MA ESCLUDE IL SUO POSSESSO TOTALE DA PARTE DELL’UOMO!

Mi fermo qui perché mi preme la faccenda della verità. Mic scrive: “se non sbaglio, esclude la verità assoluta”.
Ecco quello che scrive il Papa:

Per cominciare, io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità «assoluta», nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione. Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione! Tant’è vero che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive, ecc. Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro. Masignifica che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita.

Praticamente una lezione di teologia. Meravigliosa.
Quanto scrive il Papa NON ESCLUDE né può escludere come è ovvio l’esistenza della cosidetta “verità assoluta”, poiché sarebbe (scusate il francesismo) una coglionata! Se si esclude la verità assoluta si esclude Dio e con esso si esclude in automatico una qualsiasi fede in Dio! Ci avete preso per pazzi? Il Papa come credente e come libero pensatore NON PUO’ ESCLUDERE che esista una Verità assoluta, pena una contraddizione sua interna insanabile e da puri malati di mente. Esclude bensì che la Verità assoluta, che è Dio (in forza di ciò che Dio è!), possa ESSERE POSSEDUTA DALL’UOMO (in forza di ciò che l’uomo è necessariamente)! In questo contesto e con questa lettura, SOLO COSI, si capisce dunque quando scrive: “Ma significa che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita. Non ha detto forse Gesù stesso: «Io sono la via, la verità, la vita»! Gesù è la verità! Non il Magistero pietrino fino ad oggi anche se esso guida a Gesù! Non la Chiesa terrena fino ad oggi anche se essa è la via VERSO LA VERITA’! Non i Papi, non i laici, non io, non Mic siamo la verità o la possediamo. SOLO Gesù! (=solo Dio! Scusate se è poco).

Solo Dio può “possedere” la comprensione di sé stesso poiché assoluto e SEMPLICISSIMO, cioè non dipendente da nulla (“assoluto è ciò che è slegato…” seguito da “Dio non dipende dal nostro pensiero!”)! Il Papa implicitamente dice il primo dogma de fide trovabile in un qualsiasi manuale di dogmatica. Ma dice anche qualcosa di perfettamente logico, comprensibile da tutti coloro che credono alla logica (Scalfari in primis!)! Come può infatti una creatura comprendere in toto il creatore?! Se il creatore è assoluto come Dio e, nella sua sostanza divina, qualità e essenza sono la stessa cosa, allora un uomo che comprenderebbe Dio completamente sarebbe Dio egli stesso poiché la comprensione di Dio CORRISPONDE nella realtà divina a Dio stesso! Dio infatti è il suo stesso comprendersi, così come Dio è il suo stesso agire e il suo stesso essere per sè sussistente e cosi via! E che Dio sarebbe un Dio completamente comprensibile ad una sua creatura? Un Dio contradditorio e come tale un nulla, cioè inesistente.
Corso di grammatica teologica, primo anno, prima lezione.

Il Papa dunque dice: l’uomo è Dio? No, l’uomo non è semplicissimo, non è indipendente, ma anzi è dipendente da tutto quello che incontra nella sua vita e con questo si RELAZIONA e si basa per cercare la verità su sé stesso QUI ed ORA. Ricerca che potrà TENDERE alla Verità assoluta (come il cattolico) ma che non raggiungerà mai nella mediazione propria della vita, ma solo per grazia e immediatamente quando si troverà al cospetto di Dio! Lasciamo stare per ora la mistica e la possibilità di comprensione nella vita, allungheremmo il brodo inutilmente.

Bisogna anche intendersi sul termine RELAZIONE usato dal Papa e anche da me qui, perché un sapientino potrebbe arrivare e dire che anche DIo è relazione trinitaria dunque il Papa disegna un Dio che non è Verità assoluta e che non è semplicissimo. Naturalmente si alzerebbe una risata paurosa perchè significherebbe che in primo luogo non ha inteso per nulla la concezione di relazione trinitaria secondo la visione tomista di San Tommaso, che la Chiesa insegna, e in secondo luogo non ha capito che parlare “dalla parte di Dio” non è come parlare “dalla parte dell’uomo”.
Antropomorfizzando Dio si dicono baggianate teologiche immani fra cui questa deduzione che risulterebbe tanto fallace quanto ridicola!
Baggianata come quella di Scalfari che arriva a pensare che Dio sia “frutto del pensiero dell’uomo”. Il Papa, secco, scrive: “Dio non dipende […] dal nostro pensiero“. E per forza! Se dipendesse da qualcosa non sarebbe Dio, figuriamoci se dovesse dipendere dal pensiero di una sua creatura. Assurdo! Il Papa lo fa notare con grande maestria dicendo praticamente al direttore: “Domanda sciocca Eugenio, tu critichi Dio quale frutto del tuo pensiero, ma non stai parlando di Dio (quanto meno del Dio cattolico e dei teisti, personale!) se pensi che egli sia frutto del pensiero, mettiamoci d’accordo…”

IN CONCLUSIONE: FATE L’AMORE NON FATE LA GUERRA! BUAHAHAHHAHA

E a chi si lamenta di questa, straordinaria, inedita, meravigliosa mano tesa del Papa ad un ateo dedico questa chiusura: citazione di un grande Giuseppe Barzaghi OP in stato di grazia e un saluto amichevole che va leva sul sesso quale meraviglioso dono del Signore all’uomo; almeno forse si sparlerà di me, insolente eretico figlio di figli dei fiori che leggo Padri “controcorrente”, e non del Papa che lo Spirito Santo ha voluto donarci.
Vi ho risparmiato Panikkar per questa volta, per cui:
– gioite
– andate “in pace” (vero Simon?!)
– e moltiplicatevi con la gioia che l’atto sessuale in questione produce in chi lo pratica con coscienza retta, convinzione e trasporto dovuto!

Cosa centra? Nulla, ma visto che si fanno melting pot perché non posso farne uno anche io citando come a volte saluto gli amici?
Però avete ragione: meglio farlo che parlarne! Parlare di sesso è un pò come “ballare di musica” (thank you Frank).
Alè, vai Giuseppe! Son tutti tuoi!

“Un conto è Dio, un altro conto è l’idea di Dio! L’ateo rifiuta Dio. Ma voi conoscete Dio faccia a faccia? E l’ateo conosce Dio faccia a faccia e conoscendolo gli ha detto: «non ti voglio!»? No, egli rifiuta una certa idea di Dio e se l’idea di Dio che l’ateo rifiuta fosse un’idea di Dio sbagliata, l’ateo la rifiuterebbe giustamente o ingiustamente? Giustamente poiché se è un’idea sbagliata è giusto che la rifiuti. Lei vada nella testa dell’ateo per vedere se quell’idea di Dio che rifiuta sia quella giusta o quella sbagliata. Come si fa? Non si può! Esempio: Dio è uno con la barba bianca che vive prima della nebulosa originaria e che dice «fiat lux», uno che ragiona dice: no, scusi, io non ci credo ad un Dio con la barba bianca che vive prima della nebulosa originaria, sono ateo! E come dire: se Dio ha la barba bianca, io non credo in Dio. Ma Dio ha la barba bianca? No. Quindi il suo rifiutare Dio con la barba bianca è forse ateismo? No, è giusto! Uno che crede in Dio non crede in un Dio con la barba bianca, allora anche chi crede in Dio è un ateo rispetto al Dio con la barba bianca che egli rifiuta. Tutto dipende dall’idea più o meno calibrata che si ha di Dio. Bisogna essere capaci di calibrare sempre meglio questa idea di Dio perché se non la calibriamo siamo sempre pronti ad un ateismo che non possiamo valutare come tale, poiché è giusto rifiutare un’idea sbagliata di Dio.”

Padre Giuseppe Barzaghi OP, L’essenza del Cristianesimo, Accademia del Redentore,http://www.accademiadelredentore.it/blog-it/L%27essenza-del-cristianesimo.-Prima-conferenza-45.html, lezione 1

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Categorie:Attualità cattolica, Risposte a critiche web

24 replies

  1. E per i bacchettoni eccovi un San Tommaso che parlava del sesso in paradiso:
    “Le bestie [sono tali perché] mancano di ragione. L’uomo diviene bestiale nel coito in quanto diviene incapace a moderare con la ragione il piacere dell’atto, e il bollore della concupiscenza. Ma nello stato di innocenza non c’era nulla che sfuggisse al freno della ragione; non che fosse minore il piacere dei sensi, come dicono alcuni (poiché sarebbe stato tanto maggiore il diletto sensibile, quanto più pura era la natura e più sensibile il corpo); ma perché il concupiscibile non si sarebbe gettato così disordinatamente su tale piacere, essendo regolato dalla ragione. Alla quale ragione non spetta rendere minore il piacere dei sensi, ma impedire che la facoltà del concupiscibile aderisca sfrenatamente al piacere; e sfrenatamente qui significa oltre i limiti della ragione. Così l’uomo sobrio nel cibarsi moderatamente non ha un piacere minore dell’uomo goloso; ma il suo appetito concupiscibile si abbandona meno a tale piacere.”
    San Tommaso d’Aquino – Somma Teologica Iª quest. 98 art. 2 ad 3

    E vi risparmio pure Radcliffe che parla del “sesso eucaristico”.
    Andiamo e moltiplichiamoci senza remoreeeeeeeeeeee!!!

    ok, scusate… questo post mi ha stancato un pò troppo… 😛

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  2. Ah! Ho reperito anche un’altra letturina che non mi sovveniva in sede di articolo. “Elogio della coscienza”, autore uno sconosciuto.

    http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=16

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  3. Sto leggendo solo ora gli altri commenti da Mic…
    Ecco a voi Edoardo:

    “Ma Dio non anche è relazione trinitaria?

    Edoardo ”

    Ta daaaaaan. What a balls, boys!

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  4. Ed infine a Fabio e a coloro che in quel blog cercano di sbrogliare la matassa di cosa sia la coscienza e bene comune e soggettività e oggettività in una testimonianza, consiglio di leggere “Logica della testimonianza” di Antonio Livi.

    Rinuncio a scrivere di là, non mi pubblicano.

    EDIT: trovo i commenti di Louis intelligenti. Trascrivo uno che mi sembra mica male, se qualcuno vuole rispondergli può farlo Visto che lì da Mic non si esercita il dialogo, proviamoci qui. Personalmente non ho più tempo oggi.

    “E’ vero che noi abbiamo una relazione con Dio, ma Dio (la Verità!) non è relazione. Neanche l’uomo è una relazione. La relazione dell’uomo (e anzitutto la sua relazione con Dio) è una sua perfezione ma non la sua sostanza.
    In quelle parole si condensa l’impianto filosofico-teologico di Bergoglio, fatto di Lévinas e di personalismo spinto oltre ogni concetto di debito.
    I concetti cristiani, in questo modo di procedere, sono ancillari rispetto all’uomo. Come nell’interpretazione dei passi su Caino: servono a corroborare una visone già definita a livello di una filosofia che reggerebbe anche etsi deus non daretur.

    Mi rendo conto che in questi discorsi di mischiano cose buone e meno buone. Ma la tentazione procede sempre così: nel deserto, le tentazioni a NSGC hanno sempre premesse vere (“Se davvero sei il figlio di Dio …”).

    Sono troppo duro?”

    e ancora

    La “relazione” è la Grundnorm di tutta la teologia, l’ecclesiologia e l’antropologia conciliari.

    Stanno cercando di rifondare la fede, la chiesa e l’uomo su di un accidente dell’essere.

    Quando si dice costruire sulla sabbia ...

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  5. Certo che siamo nell’ ALLUCINAZIONE la più totale!
    Come può questa signora scrivere “Questa affermazione [cioè che il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza] di per sé è corretta. Ciò che non quadra è la conclusione logica non espressa , ma che mi pare la seguente: «non c’è bisogno che ti converti a Cristo, basta che agisci secondo coscienza». ” : ma siamo qui aldilà della logica, dell’onestà intellettuale di base e completamente nel giudizio temerario e di intenzione.

    La stessa cosa che ha fatto tal Don Petrucchi della FSSPX: giudicare le intenzioni altrui senza fondamento altro che pregiudizio .

    Quel che mi fa il più gran mal di pancia è pensare che questa gente si permette di arrogarsi il bel titolo di cattolico tradizionale mentre non sono altro che un branco di inadattati ecclesiali, scontenti di professione, calunniatori per gusto, extra-Ecclesiam da un bel po’ e il cui concitato agire ( non posso dire pensare…) influenza negativamente lo sguardo dei Successori degli Apostoli sui veri cattolici tradizionali, fedeli loro e una cum il Santo Padre.
    In Pace

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  6. Questo modo di agire mette discredito su tutti noi! Che misera fine ha fatto il blog di Mic! Segnalo poi le considerazioni di don Camillo sul tradizionalismo, sarei tentato a condividerle…. mi sta piacendo molto il suo modo di procedere.

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  7. Credo che con un certo qual numero di cattolici di sensibilità tradizionalista, spero e credo in buona fede, non si sia resa conto dello slittamento semantico di troppe parole, rispetto a come si usavano 50 -100 anni fa. Una certa quota degli equivoci e delle diffidenze con il Magistero cadrebbe se si lavorasse preliminarmente sulla decodifica dei concetti. Spero che Croce-Via aiuti in proposito…
    Naturalmente c’è tutto l’ambito progressista che rigira la frittata in senso anticattolico e antitradizionale. E questo non aiuta affatto.

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    • Come non concordare! In finis è esattamente quel che ci disse S.S. Benedetto XVI il 22 dicembre 2005!
      In Pace

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    • Quoto ogni lettera dello scritto, gentile lycopodium! Ogni sacrosanta lettera, virgole comprese!
      Qui ognuno può fare “la sua parte” per chiarire questo “slittamento semantico” e decodificare i concetti (che a me paiono palesi, ma probabilmente essendo giovane scrivo e parlo usando le parole per come sono intese oggi e non come si intendevano 50 o 100 anni fa). Aiutamo cioè chi è in confusione (aiutata e stimolata come dici tu Lycopodium anche dai progressisti – vedi il post di intramoenia…) con atti di ermeneutica chiara e se possibile meno prolissa della mia.
      So di scrivere tanto e inutilmente spesso. Chiedo venia per questa mia verbosità che cercherò di calmierare.

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    • Hai centrato bene al questione! La fatica è tutta qui!

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  8. egr. kerigmatico
    (chissà perchè mi evoca “enigmatico”), al di là del suo entusiasmo preconcetto per un papa che è sceso vistosamente dalla Cattedra di Pietro
    (e non posso analizzare, causa tempo scarso, uno per uno i suoi applausi, caro kerig), le dico che in questo impero relativista io posso affermare l’esatto contrario del suo osanna:

    questo papa sta clamorosamente, disastrosamente ABBASSANDO LA CHIESA DI CRISTO, a terra per ora, finchè, da un picconamento all’altro, essa sarà seppellita dalle sue macerie (quelle delle aggiunte edilizie posticce, dell’edificio truccato dai modernisti &conciliari uniti), mentre i veri cattolici -pochissimi, come dissero Paolo VI e card. Ratzinger, con facile preveggenza (vedendo il trend anni ’60-’70-’80, grazie all’immanentismo simil-protestante del NO), adoreranno e celebreranno il Signore nelle catacombe, secondo vera Fede, per il tempo previsto dalle Scritture.
    Al tempo voluto da Dio, la Chiesa risorgerà più splendente, dopo l’eclissi che sta spaventando il Gregge e che si avvia al culmine.
    L’attesa sarà dura e aspra, bisogna aprire gli occhi e invocare lo Spirito Santo che ci faccia vedere la vera volontà di Dio, al di là delle apparenze e del chiasso mediatico* (su questo “rumor” del 3. millennio, che opprime e FALSA la vita interiore, lei così filosofo e arguto, dovrebbe fare una più profonda riflessione, caro amico).
    La Madonna è indispensabile Custode di tale attesa vigile, mentre chi non si affida a Lei sbaglia strada (falsi kammini si sprecano,grazie al pluralismo di moda……) e cade nei burroni dell’apostasia ed eresia.

    Lei minstrel si diverte molto a prospettare con la lucida ragione i possibili percorsi dell’intelletto……e mi sa che ama il viaggio -come LUDUS- molto più della Meta, vero ? ….mi dica se sbaglio.

    (comunque talvolta apprezzo il suo humour, se non svilisce il Sacro….. e se non pretende di alleggerire tutto ciò che è grave agli occhi di Dio)

    Grazie dello spazio.

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    • Questo è il tipo di intervento esemplare di quel che Kerygmatico e noialtri co-autori non desideriamo avere su questo blog:

      (1) è una serie di “sparate” indimostrate ,
      (2) non avanza una critica razionale ,
      (3) non è conduttiva al dialogo,
      (4) è offensiva verso altri utenti (in questo caos Kerygmatico)

      Lo lascerei nel thread come (primo e ultimo) esempio di cosa NON si vuol vedere qui.
      In Pace

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      • questa risposta delle 10:11, realmente intollerante dimostra che molti sul web hanno paura della Verità, (mentre dicono di cercarla di PELLEGRINI? umili cercatori?) e a parole promuovono il dialogo, ma nei fatti respingono (o censurano) coloro che dissentono dal pensiero dominante, cioè egemone sia nel mondo civile e/o ecclesiale, che nei singoli blog, e che vorrebbero ricordare aspetti obliati del cristianesimo, ad es. la sua dimensione escatologica, accuratamente silenziata dal concilio 21.mo.
        egr. sig. Simon, (a quanto pare capo-redattore), mi dica e mostri DOVE ho offeso kerigmatico o altri utenti (??), così potrò chieder loro scusa.

        Inoltre prendo atto che le posizioni diverse dalla linea del blog non sono ritenute idonee al Vs “dialogo”.
        (da riferire come avvertimento a chiunque si avvicini a questo blog, per evitare di essere censurato per “reato d’opinione”).

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        • Ferma lì dafne! Se Simon non “vuole” certi commenti ad hominem e nonostante concordi con tutti e quattro i punti da lui enuncianti, questo non significa che a me non dispiaccia dimostrarle dove a mio avviso sbaglia se ho tempo e lei voglia di leggermi.
          Simon non è il capo-redattore se non di sé stesso. Idem io con la mia ironia. Idem lei con la sua catarsi apocalittica.
          Mi dia il tempo di risponderle e stia in linea. Sono cresciuto a pane, cazzotti di Bud Spencer, voglia di vivere, rock a palla e film straordinari anche se violenti. Spalle larghe. Lei vada tranquilla con il suo dire, io vado tranquillo con il mio.
          Prenda un birra, si metta comoda su questo materasso buttato alla bene e meglio sulla sabbia arrossata del deserto e osservi il giorno che si alza. Tornerò a breve con un torcibudella nella destra e voglia di dibattere nella sinistra.
          Pronta?

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          • gent. kerig
            non dubitavo della sua disponibilità (per quell’amore al ludus-dialogo che ravvisavo in lei e nelle sue peregrinationes, in cui gode inellettualmente di dover rispondere a tante opinioni, come chiamato a “cimento”, vero?…)
            infatti mi appello a questo passo del suo post:

            Come può esserci dialogo fra due persone che la pensano in modo uguale o con una che cambia idea per far piacere all’altro? Questo diventerebbe ontologicamente un monologo fra due persone che la pensano allo stesso modo.

            Perfetto! questo lo sottoscrivo senz’altro; se lei è convinto e coerente con questa sua affermazione, penso che le mie repliche saranno ancora accolte, per quanto pungenti, altrimenti sarei pronta a togliere il disturbo.
            Grazie.

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          • Caro Kerygmatico,
            se hai tempo da perdere .. te la lascio volentieri…..
            😉
            In Pace

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          • Eheheh Simon, una scusa per fermarmi ad osservare il deserto, bevendo birra con una persona sconosciuta è sempre ben accetta. Forse non lo considero tempo perso se non ho mai tentato di ascoltarla, nemmeno una volta. Poi è ovvio che smetto anche io dopo aver capito che non si vuole dialogo ma si pretende di insozzare spazio altrui con affermazioni senza senso (ad esempio con Mauro o con Sal su Tornielli).
            O forse la mia giovane età mi fa sbagliare pensando che ho ancora tanto tempo da poter perdere. Non lo so… è come un’intima convinzione che ogni uomo ha una parte di razionalità che brama uscire al di là delle fette di salame sugli occhi che ci imponiamo; scommettere su di essa e mostrare i limiti di un ragionamento è scommettere sull’uomo che ho davanti e su ciò che sono io in quanto uomo. Forse sono un illuso.
            O forse sono un alcolizzato… buahahahah 🙂

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          • E’ che Dafne mi fa troppo pensare ai tipi stile “Timorato” che distruggono ogni dialogo sull’ottimo blog di Tornielli ragion per cui siamo nel tuo di blog….
            Forse la mia reazione è stata troppo epidermica: in questo caso mene scuso.
            In Pace

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          • Figurati Simon, hai fatto quello che sentivi. Sono io personalmente che offro una possibilità di dialogo e condivisione. Certo, perché nessuno dica che non faccio quello che dico, ma soprattutto per puro diletto mio. Spero di non sbagliarmi a scommettere sul raziocinio di un ninfa. In caso non avrò fatto nulla più che seguire quel che sento in coscienza. E non mi sembra male.

            Piuttosto vigila anche tu sui commenti, perché ora il tutto comincia a girare quindi dovremo avere gli occhi anche sulle natiche. 😉
            eheheh

            PS: nel mio? Nel nostro blog. 🙂

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  9. Gentile Teologo, sarei grato a lei se volesse approfondire ancora la questione della lettera a Scalfari inviata dal papa perchè la questione della ” morale che salva ” sta riependo di commenti le discussioni dei miei colleghi, sopratutto quelli più lontano dalla cattolicità. Tutti sono eccitati dalla lettera di Francesco e dicono che non c’è bisogno di preti e di vescovi per salvarsi. E neppure seguire la morale cattolica. C’era bisogno di inculcare il dubbio nella testa dei cattolici ? A chi giova questo abbassamento morale della chiesa ? Grazie

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    • Carissimo Insegnante. a mio avviso nessuno sta abbassando la morale della Chiesa se non NOI FEDELI che di fronte a persone che SParlano della lettera non prendiamo posizione dichiarando ciò che la lettera veramente dice, “secchi e gnecchi” come dicono a Bergamo.

      Prima di tutto chieda loro se hanno letto la lettera. Dicono che “la verità assoluta non esiste”? Gli dica che questo non c’è nella lettera, anzi si sottolinea che la Verità per essere tale è tutt’altro che soggettiva. Dica loro che credere all’assoluto che è Dio comporta in modo assoluto di credere alla Verità ASSOLUTA che è appunto Dio stesso. Se il Papa crede in Dio, crede alla Verità Assoluta. Il problema è AFFERRARE per un essere relativo come l’uomo, la verità assoluta di Dio! Non è possibile! E quello che coglieremo sarà il frutto del nostro cammino. In questo quadro teoretico vanno dunque lette quelle frasi.

      Francesco dove dice che non c’è bisogno di preti? Da nessuna parte. Nel contesto omiletico egli parla di sé e dichiara che SENZA CHIESA LUI non avrebbe trovato Cristo! Questo dice il papa, il resto son deduzioni illogiche che fanno loro sentendosi al sicuro. Lei semplicemente analizzi questo punto e chieda alla loro coscienza se vuole continuare ad ingannarsi oppure no. Di più non può fare.

      Di certo, e qui chiudo, non possiamo pensare di aiutarli, aiutarci e aiutare il Papa nel suo compito cercando di demolire quello che il Papa stesso scrive. Parole che per altro, una volta analizzate come si deve, non possono che rinfrancarci nella fede e AIUTARCI nella pastorale e nell’apologetica della stessa nei confronti degli atei o dei curiosi che ci circodanno e ogni giorno ci interpellano. Questo per lo meno è il mio pensiero.
      Buon cammino a lei e ai suoi studenti (fra i quali ci metto anche i suoi colleghi ovviamente) 🙂

      Ah… non sono teologo, spero anzi di non fare cappellate ogni volta che utilizzo le armi di questa sublime scienza…

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