l presente articoletto analizza criticamente l’articolo 1 del motu proprio Traditionis Custodes (2021), il quale afferma che i libri liturgici riformati da Paolo VI e Giovanni Paolo II costituiscono “l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano”. Tale dichiarazione, se interpretata come esclusiva e vincolante, implica una rottura oggettiva con la Tradizione liturgica organica della Chiesa, contraddice il magistero precedente e introduce un principio teologicamente instabile: l’obsolescenza di forme liturgiche precedenti che per secoli hanno espresso la fede cattolica. Il saggio mostra come questa posizione possa generare una forma di scisma latente, non da parte di chi conserva la liturgia tradizionale, ma da parte di chi nega la sua legittimità ecclesiale e teologica.
diritto canonico
La libertà di Benedetto XVI
Mi permetto un articolo circa quanto sta succedendo fra Tornielli e Socci. In breve: Socci aveva scritto poco tempo fa un articolo nel quale avanzava la pretesa che non fosse canonicamente valida la rinuncia di Benedetto XVI. Come già scrissi… Read More ›
