Papa Francesco: “Vivere La Fede Da Liberi”

Da Vatican News qualche bellissima frase del fantastico discorso del Santo Padre ieri alla Nunziatura di Bratislava. Sono frasi che noi di Croce-Via andiamo ripetendo da 8 e più anni e tantissimo queste ultime settimane ma che sono belle da sentire nella bocca del Santo Padre.

Appena conosceremo l’IP del discorso integrale sul sito ufficiale del Vaticano lo posteremo qui. Intanto ii grassetti qui sotto sono miei.

In Pace


“Vivere la fede da liberi”

Citando Dostoevskij, “Nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l’uomo” Francesco insegna “Gli uomini sono disposti a barattare volentieri la loro libertà con una schiavitù più comoda, quella di assoggettarsi a qualcuno che decida per loro, pur di avere pane e sicurezze”.

“Aiutiamoci a non cadere nella trappola di accontentarci di pane e di poco altro” quando “la situazione si normalizza, ci siamo stabilizzati e ci adagiamo ambendo a mantenere il quieto vivere”. È lì che si inizia ad aspirare non più alla “libertà” di Cristo, bensì all’“ottenere spazi e privilegi”

Noi cristiani abbiamo un po’ smarrito l’ardore dell’annuncio e la profezia della testimonianza? È la verità del Vangelo a farci liberi oppure ci sentiamo liberi quando ricaviamo comfort zone che ci permettono di gestirci e di andare avanti tranquilli senza particolari contraccolpi? E ancora, accontentandoci di pane e sicurezze, abbiamo forse perso lo slancio nella ricerca dell’unità implorata da Gesù, unità che certamente richiede la libertà matura di scelte forti, rinunce e sacrifici, ma è la premessa perché il mondo creda?

Il Papa offre quindi due consigli. Il primo, la contemplazione: “Aiutatevi a coltivare questa tradizione spirituale, di cui l’Europa ha tanto bisogno”, in particolare “l’importanza di non concepire la comunità di fede anzitutto sulla base di un’efficienza programmatica e funzionale”. Il secondo, l’azione, perché “l’unità non si ottiene tanto con i buoni propositi e con l’adesione a qualche valore comune, ma facendo qualcosa insieme per quanti ci avvicinano maggiormente al Signore”.



Categorie:Attualità cattolica, Simon de Cyrène

6 replies

  1. Conoscendo cosa intende il nostro attuale Santo Padre per libera interpretazione del Vangelo, questo passaggio mi sembra un boccone avvelenato:
    « A volte anche nella Chiesa questa idea può insidiarci: meglio avere tutte le cose predefinite, le leggi da osservare, la sicurezza e l’uniformità, piuttosto che essere cristiani responsabili e adulti, che pensano, interrogano la propria coscienza, si lasciano mettere in discussione. È l’inizio della casistica, tutto regolato… Nella vita spirituale ed ecclesiale c’è la tentazione di cercare una falsa pace che ci lascia tranquilli, invece del fuoco del Vangelo che ci inquieta, che ci trasforma. Le sicure cipolle d’Egitto sono più comode delle incognite del deserto. Ma una Chiesa che non lascia spazio all’avventura della libertà, anche nella vita spirituale, rischia di diventare un luogo rigido e chiuso. Forse alcuni sono abituati a questo; ma tanti altri – soprattutto nelle nuove generazioni – non sono attratti da una proposta di fede che non lascia loro libertà interiore, non sono attratti da una Chiesa in cui bisogna pensare tutti allo stesso modo e obbedire ciecamente. »
    https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/september/documents/20210913-bratislava-religiosi.html

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    • Però sono d’accordo con lui, onde per cui posso dire senza remore alcuna che non sono attratto dalla sua proposta di fede che non è cattolica.
      In Pace

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      • Ho come l’impressione che, spesso, il nostro Santo Padre metta un fungo velenoso in una cesta di ottimi porcini.

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        • Ma come non essere d’accordo con lui quando afferma. ” tanti altri – soprattutto nelle nuove generazioni – non sono attratti da una proposta di fede che non lascia loro libertà interiore, non sono attratti da una Chiesa in cui bisogna pensare tutti allo stesso modo e obbedire ciecamente. »”
          La sua chiesa post-cattolica non lascia nessuna libertà interirore e ci chiede di obbedire ciecamente ai sui uccazi anti-cattolici e contro la Fede cattolica e le sue più genuine espressioni come l’Usus Antiquor: con questo suo discorso egli accetta quindi che, se vogliamo essere cattolici per davvero, abbiamo perfettamente il diritto di non essere attratti dalla sua proposta di (non-)fede e rimanere fedeli in quello che hanno creduto i fedeli della Chiesa cattolica dagli Apostoli fino ad oggi.
          In Pace

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          • Tu metti in bocca al nostro Santo Padre una critica al suo modo di intendere la Chiesa.
            Io invece interpreto quelle parole alla luce di tante sue aperture al peccato, come se i comandamenti fossero una negazione della libertà.

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