Coronavirus: Mala Tempora Currunt Ma Tra Pochissimo Uno Spiraglio In Italia

Ultime notizie: per il 18 marzo abbiamo ben 475 nuovi morti annunciati e 4207 nuovi casi dichiarati. Sembra una corsa sfrenata verso un baratro senza fondo e la tentazione potrebbe essere di disperare non vedendone la fine: nella nostra società tutto è fermato ma, malgardo ciò, i numeri brutti continuano ad aumentare esponenzialmente.

Eppure ci stiamo avvicinando, ormai a pochi giorni, ad un punto di flessione che ci rincuorerà tutti e che darà pieno senso a tutti gli sforzi messi in opera sia a livello individuale che collettivo: anche se questo non sarà, e di gran lunga, il segnale della fine di queste mortali vicissitudini, la luce in fondo al tunnel comincerà ad apparire.

Sono passati ormai 8 giorni da quando i decreti dell’11 marzo per tutta l’Italia sono stati imposti e due settimane da quando furono imposte nelle regioni inizialmente le più colpite: tutti i casi che ormai si dichiarano sono nella pratica contagioni che hanno avuto luogo prima della messa in opera dei decreti governativi: quel che gli eventi di Hubei ci insegnano, (cf. il grafico immediatamente qui sotto e già spiegato qui in dettaglio) è che bisogna aspettare tra 12 e 14 giorni prima di vedere la decrescita nelle statistiche. Ciò vuol dire oggi, 19 marzo e ottavo giorno seguente, che, a livello nazionale, durante i prossimi 4 giorni si dovrebbe cominciare a vedere il riflusso di nuovi casi a cominciare dalle regioni che sono state confinate prima e cioè dal 4-6 marzo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 53eea-0qsea9dlzrhvymuul.png

In Italia tra il 6 ed il 10 marzo abbiamo avuto 5513 nuovi casi (contratti une dozzina di giorni prima); tra il 10 ed il 14 marzo il numero di casi nuovi ha raddoppiato salendo a 10978 (il che vuol dire che una dozzina di giorni prima il numero di persone contagiate ha raddoppiato); tra il 14 ed il 18 marzo ha triplicato rispetto al periodo 6-10 con 14556 casi (in liena di principio contagiati tra il 2 ed il 6 marzo): assumendo che tra il 6 ed il 10 marzo il numero delle persone contagiate si sia ancora una volta tra triplicato e quadruplicato allora durante questi prossimi quattro giorni dovremmo vedere apparire tra 15’000 et 22’000 nuovi casi … eppoi la decrescita da domenica 22 marzo in poi.

Decrescita che sarà tanto più veloce quanto i cittadini saranno stati pronti tra il 4 e l’11 marzo ad applicare le nuove regole di separazione sociale: ogni giorno supplementare dopo il 22 marzo senza decrescita sarà da addebitare alla mancanza di senso reale del bene comune nella popolazione (e non più al governo in quanto tale le cui responsabilità sono state descritte nel nostro post immediatamente precedente) , più sarà rapida più quella popolazione è stata ordinata e consapevole. Alla fine dell’episodio, le analisi statistiche ci permettaranno di paragonare il reale senso di ben comune delle società impattate.

Riguardo al numero di decessi, visto che consideriamo un sistema sanitario che è stato travolto già dal 25-26 febbraio (come analizzato nel nostro post precedente), osserviamo che tra il 6 ed il 10 marzo abbiamo avuto 434 decessi, tra il 10 ed il 14 un raddoppiamento a 810 decessi, tra il 14 ed il 18 ad un triplicamento com 1537 decessi , il che ci lascia presumere un quadruplicamento dei numeri con una forchetta per i prossimi 4 giorni tra 1600 e 3000 decessi e nei seguenti 4 giorni, come minimo, altrettanti in più.

Infatti il numero di decessi dovrebbe cominciare a decrescere solo qualche giorno dopo che il picco di nuovi casi comincerà a decrescere, presumibilmente tra quattro e sette giorni dopo se ci basiamo sul fatto che sappiamo che il tempo medio tra il reale contrarre il virus ed il morirne è di 17.3 giorni mentre il caso è dichiarato in media 12 giorni dopo l’infezione.

Qui, il colpevole diretto della mortalità non è più il comportamento anti-sociale del cittadino come nel caso dell’aumento dei nuovi casi, ma proprio l’incapacità della struttura sanitaria a sostenere la pandemia : infatti se dividiamo il numero di morti rispetto ai casi risolti positivamente prima del fatidico 26 febbraio (cf. articolo precedente) che ha marcato l’incapacità del sistema, si osservavano tra 2.5 e 3% di decessi, al 4 marzo 3.4%, all’11 data dei decreti a livello nazionale 6.6%, al 17 marzo 7.7% ed oggi siamo con un impennata al 8.33%.

Siamo proprio alla considerazione del numero di letti di ospedale a disposizione e meno ce ne sono e più, ovviamente, si morrà : vediamo qui in questo grafico già presentato sul nostro blog quale sia il problema reale dell’Italia rispetto agli altri paesi vicini e meno vicini.

Bisogna quindi tenere duro, non è il momento di provare un sentimento di disperazione: il decorso al quale assistiamo è “normale” nel senso che questi ritmi sono dettati dalla natura stessa di questa pandemia, dall’oggettiva capacità di un sistema sanitario dato che è il risultato di politiche precedenti su lustri, e dal comportamento societale dettato dalla cultura attuale su durate decennali.

In Pace

Aggiornamento 22 marzo 2020

Cominciando ad avere sufficientemente dati a disposizione ho voluto tentare di stabilire una correlazione statistica tra il numero di casi dichiarati ogni giorno ed il numero di decessi per tentare di avere uno strumento di predizione “a spanne” dei tassi di mortalità in un primo tempo eppoi uno strumento di paragone con quel che avviene in altri paesi.

Per fare questo ho preso i dati forniti da worldometer per i casi dichiarati ogni giorno dal 22 febbraio e per i decessi dal 29 febbraio e ho calcolato le correlazioni tra i i due insiemi di dati, spontando quelli degli annunci rispetto a quelli dei decessi di un giorno alla volta fino a trovare quale sia l’insieme che sia il più predittivo.

Onestamente, mi aspettavo la migliore corrispondenza a 6 o 7 giorni prima, mentre, invece, la migliore corrispondenza avviene con quelli del giorno prima:

Sulla tavola qui sopra sono espressi il gradi collinearità tra di due insiemi spostando ogni volta l’insieme di referenza dei casi di un giorno in avanti rispetto a quelli dei decessi, la significanza di tale collinearità, e il coefficiente di Spearman che guarda alla corrispondenza di due insiemi indipendentemente da fattori di linearità.

Il risultato, alquanto straordinario, è che è la seconda riga quella che presenta i migliori risultati: il che significa che è il numero di entrate della vigilia che ci dà la migliore predizione del numero di morti dell’indomani!

Quindi vi presento qui sotto l’insieme dei dati ordinati intorno a questa rappresentazione dalla quale si può tentare di avere uno strumento di predizione dei numeri di decessi:

Questa constatazione porta a due considerazioni: una negativa ed una positiva. La negativa è che sembra che il sistema sanitario registra/tampona in maggioranza solo quelli che arrivano in fase critica e tr ai quali molti morranno nelle seguenti 24/48 ore: si va all’ospedale quasi per morirvi e la gente aspetta il più a lungo possibile prima di andarci, a causa della saturazione del sistema.

La considerazione più ottimista è che quando comincerà il riflusso di nuovi casi annunciati, la diminuzione dei decessi non dovrà aspettare cinque a sette giorni, come ipotizzato nella prima parte di quest’articolo, ma dovrebbe iniziare già 24/48 ore dopo.

Nella speranza che da oggi , ormai dodicesimo giorno dall’inizio del lock down del vostro Paese, incominci questo riflusso e che sia constatabile nei prossimi giorni immediati: se la popolazione è stata seria, lo dovremmo vedere.



Categorie:Cortile dei Gentili, Simon de Cyrène

40 replies

  1. Se sono vere le informazioni ufficiali muoino persone anziane (etá media 81) con altre patologie (la metá piu di una). Veramente sarebbero potute guarire con piú letti?
    Ormai prendo tutti i dati e analisi come provisionali. Vedremmo a epidemia finita. Che bello sará per gli epidemioliogi.

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    • Non conosco la pratica italiana: comunque qui già non operano più persone anziane con cancro o infarti per non occupare posti di rianimazione per il coronavirus. Non so come siano contati.
      In Pace

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      • E già questo è tutto dire.
        Quel che non capisco è perché, tolta l’opzione ottimale dei coreani che potevano permetterselo, via mediana ben migliore dell’italica e della britannica, si è dovuto fermare quasi tutto se queste due ultime hai dimostrato a conti fatti essere previsionalmente sovrapponibili ( fermo restando i minori contagi qui ed il salasso della nostra sanità degli ultimi anni ) se ho ben capito.

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        • Ma anche i brittanici hanno dovuto fermare in quanto il sistema sanitario inglese è equivalente, vedi peggiore, a quello italiano su per giù ( 3 letti per mille contro 3.5 letti per mille).
          Quel che ho tentato di mettere in evidenza nell’articolo precedente a questo è, alla fine, che è la qualità del sistema sanitario che fa la differenza una volta la decisione presa di confinare seriamente.
          La soluzione sud-coreana è una soluzione di lusso applicabile in un paese che ha un sistema sanitario di prim’ordine, come anche il Giappone: quasi dodici letti per mille persone, in Europa forse solo la Germania potrebbe permettersi una politica simile con 9 letti per mille persone.
          Questo almeno è quel che questi numeri ci indicano: tante altre belle analisi statistiche sarebbero da farsi ma a pandemia terminata.
          Intanto oggi 19 marzo altri 5322 casi di contagio dichiarati e nuovi 427 decessi: ormai più morti in Italia (3405) che in Cina (3245) fin dall’inizio dell’epidemia.
          In Pace

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          • Dei numeri cinesi non c’è da fidarsi a mio parere e comunque le restrizioni da loro sono totali, tipiche di un regime che può permetterselo.
            Per il resto sì bisogna semplicemente aspettare, ma la recessione economica era già iniziata nel 2019 e cavalcare l’onda del debito con la scusa del corona virus ci porterà nel baratro ben più velocemente oltre al fatto che , sappiamo tutti, la risposta sarà mondiale e sappiamo già chi risolverà i problemi globali se abbiamo letto la presentazione anticristica suadente di Soloviev.

            Quel che però io ho scritto in precedenza è questo: ci riscopriamo tutti ambientalisti grazie a, salutisti grazie a, solidali grazie a , ma quando le cose sembrano normali ( E FOTTUTAMENTE NON LO SONO ) tendiamo a stare muti.
            L’isteria contro i passeggianti è giustificata ma sinceramente è ridicola per i presupposti ignobili che ha in essere.

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      • Non so se non si debba fare un analisi anche su questo per ridimensionare il valore di certi numeri:

        http://www.salute.gov.it/portale/caldo/sismg/SISMG_sintesi_2020w10.pdf

        E questi dovrebbero esseri dati propio duri.

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        • Se tu leggi bene i dati statistici, per paragonare cose paragonabili, comparano una lista precisa di città ed in questa lista non hai né Bergamo né Lodi……
          Vuol solo dire che in queste città il virus non è arrivato in modo statisticamente significativo, per ora almeno e mai si spera: questo spiega la discrepanza che tu hai risentito.
          In Pace

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  2. L’ importante non sono il numero dei letti / per numero popolazione semplicemente, ma il numero dei posti in terapia intensiva, il numero dei medici rianimatori esperti e bravi e delle apparecchiature .
    La medicina non e’ semplice matematica o statistica , non viene fatta con i numeri ma
    Con realta’ ’ complessa, e bisogna tener conto di tanti fattori, anche fattori umani , per esempio una nazione con grande numero letti/ per numero popolazione ma con pessimi medici o non preparati , non avrebbe migliori risultati. La Lombardia ha un ottima sanita’ , medici preparati, solo non abbastanza posti in unita’ di Rianimazione. Rimane comunque la migliore sanita’ italiana. Voglio vedere le cifre della Germania , che ha tantissimi posti letto per abitante ( ma quanti posti in rianimazione? ) alla fine dell’ epidemia.

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  3. A chi potrebbe interessare, statistiche internazionali interessanti qui:
    http://nrg.cs.ucl.ac.uk/mjh/covid19/#en2

    In Pace

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  4. Per chi avrebbe ancora nell’idea che i provvedimenti della Chiesa cattolica in Europa, in generale, ed in Italia in particolare, fossero…. apostasia, come chi riteneva apostasia choudere i bagni di Lourdes….

    http://isoladipatmos.com/settedintorni-a-causa-dei-neocatecumenali-di-san-kiko-arguello-e-di-santa-carmen-hernandez-insigni-dottori-della-chiesa-quattro-comuni-della-campania-finiscono-in-quarantena-per-coronavirus/

    In Pace

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    • Resta il fatto che il Cammino Neocatecumenale (che piaccia a chi piaccia o meno) è approvato nel suo iter ed ha uno Statuto riconosciuto e approvato da Santa Romana Chiesa, quindi qualunque sacerdote (incensato padre Ariel o meno che sia) che azzardi proclamare setta o comunque getti discredito su QUALUNQUE Movimento o Associazione o Altro, riconosciuta come valida e ortodossa dalla Chiesa, si pone egli stesso fuori delle Comunione Ecclesiale affermando di avere egli un DISCERNIMENTO più alto della Chiesa stessa.

      Padre Ariel non mostra alcuna deferenza dove basterebbe applicare la regola del “ubi maior minor cessat” e sparge veleni e inesattezze pro domo suo pensiero e vendita del suo libro.

      Con un po’ di ricerca fatta con il cristiano spirito di prudenza, avrebbe potuto trovare le dichiarazioni del Vescovo di Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro che smentiscono la ricostruzione accusatoria del fatti, a tal proposito ho avuto modo di leggere questo comunicato:

      COMUNICATO STAMPA DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

      Il TG1 e il TG2 hanno dato ieri sera (16 marzo 2020) una notizia inesatta relativa a due incontri di una comunità neocatecumenale ad ATENA LUCANA e SALA CONSILINA (Campania).
      L’incontro dei fedeli del Cammino è avvenuto il 28-29 febbraio in un hotel di Atena Lucana (mentre a Napoli si giocava Napoli – Torino: stadio aperto, con 55.000 spettatori) e nessuna ordinanza del Governatore proibiva l’incontro (l’Ordinanza del 26 febbraio si riferisce esclusivamente ad altri due comuni campani: MONTANO ANTILIA e CERASO). Lo stesso Vescovo di Teggiano–Policastro, Mons. Antonio De Luca, ha dichiarato che i fedeli del Cammino hanno celebrato l’Eucarestia senza scambio della pace e ricevendo l’ostia nella mano, rispettando le norme diffuse dalle diverse diocesi in quei primi giorni.
      L’incontro a SALA CONSILINA, poi, è avvenuto il 4 sera, dopo le 18,30. Il Comunicato della CEI e quello della Conferenza Episcopale Campana sono del 5 marzo: quindi non vi era ancora nessuna proibizione di incontri. E l’Ordinanza del Presidente del Consiglio per tutta l’Italia è del 9 marzo.
      Come si fa allora ad accusare i neocatecumeni di disobbedienza, o anche solo di disattenzione a questi documenti dei Vescovi e delle autorità civili? La notizia data è lesiva del buon nome e dell’immagine del Cammino e va corretta, con obbligo di rettifica secondo le leggi vigenti, proprio in questo momento difficile, in cui molti fratelli in Italia e in tutto il mondo si stanno adoperando per dare il loro aiuto e la loro testimonianza in favore di tante persone più deboli, colpite dal virus, e la loro collaborazione in varie strutture e centri sanitari.
      Avv. Dott. Adelchi Chinaglia
      Don Ezechiele Pasotti
      (Ufficio stampa del Cammino Neocatecumenale)

      Detto questo inviterei @simon in onore ed ossequio alla prudenza e carità Cristiana che invita a non spargere inesattezze se non addirittura menzogne o calunnie (non credo tu @simon sia a conoscenza di fatti diretti e da te comprovati e male fai ad affidarti a chi è evidentemente tendenzioso – ha persino scritto un libro – e che pro domo sua cavalca un peraltro distorto fatto di cronaca) a rimuovere il commento a cui qui rispondo e relativo link (dopo di ché anche il mio se crede).

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  5. Ottimo articolo di Magister che ci riporta l’intervista del Cardinale Ruini e del buon Papa Francesco in questi tempi di coronavirus:

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

    In Pace

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  6. Oggi 5986 casi in più e soprattutto 627 morti in più: cioè da quando ho scritto l’articolo qui sopra due giorni fa 11’308 casi supplementari e 1’054 morti supplementari.

    Speriamo che la popolazione si sia comportata seriamente fin dal momento d’inizio delle misure di confino e che da domenica a lunedi cominciamo a vedere un cenno di decrescita.

    In Pace

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  7. Aggiornamento dell’articolo con qualche analisi supplementari.
    Buona lettura

    In Pace

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    • Numeri di oggi : 5560 nuovi casi e 651 nuovi decessi.
      Un nuovo totale di nuovi casi durante gli ultimi 4 giorni di 23255 (ne avevo previsti un massimo di 22000) e di nuovi decessi 2525 (nella mia forchetta di 1600-3000).

      Un lumicino? Siamo scesi da 6657 casi a 5560 (-16%): variazione statistica o l’inizio del trend sperato? Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

      Quanto al numero di decessi corrisponde alla retta predittiva interpolata nell’aggiornamento qui sopra: ai 5986 nuovi casi del 20 marzo avrebbero dovuto corrispondere 700 casi e invece ne abbiamo avuti 93 in più mentre ai 6577 di ieri avremmo dovuto averne 750 e invece ne abbiamo avuti 99 in meno.

      Il che ci fa sperare che domani con i 5560 nuovi casi di oggi la statistica di decessi non sarà di nuovo superiore ai 650.

      In Pace

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      • Numeri di oggi : 4701 nuovi casi (-15%) e 601 nuovi decessi (-8%)

        Domani dovremmo avere +/- 550 nuovi decessi comunque allontanandoci dai 793 in modo significativo.

        Per ora sembrerebbe che lo sforzo degli ultimi 13 giorni cominci a portare risultati come desiderabile e che la popolazione sia stata ben disciplinata nell’insieme.

        In Pace

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        • Numeri di oggi : 5249 nuovi casi (+11% rispetto a ieri e – 21% rispetto al picco massimo) e 743 nuovi decessi (+23% rispetto a ieri e -6% rispetto al picco massimo).

          Fluttuazione o rottura di trend? Solo il futuro ce l’ho dirà: il numero di casi di oggi dovrebbe lasciar intendere circa 650 decessi domani, ammenocché, e lo speriamo, quelli di domani “compenseranno” parte dei numeri eccessivi di oggi, come è successo nei giorni scorsi.

          Restiamo fiduciosi

          In Pace

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          • Numeri di oggi: 5210 nuovi casi, stabile, ma la buona notizia è che il picco massimo sembra indietro ormai . Avevamo previsto circa 650 decessi per oggi, ne abbiamo purtroppo 683: purtroppo domani restiamo, a causa di questi nuovi casi dichiarati, più o meno nella stessa situazione ch eoggi dal punto di vista delle predizioni sul piano statistico.
            Siamo sempre im una situazione dove la gente va all’ospedale ben troppo tardi.
            Per la prima volta la Spagna ha più casi che l’Italia a quota 7457.
            In Pace

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            • Oggi 26 marzo andazzo preoccupante +6153 nuovi casi e 662 nuovi decessi, in linea con quello previsto ieri: rischiamo di avere piÙ di 700 decessi domani.

              Per capire cosa stia avvenendo bisognerebbe capire cosa è successo 12 giorni fa per continuare a vedere un numero costante di casi nuovi: forse le prime regioni colpite sono state più serie di quelle che non lo erano allora?. Bisognerebbe andare nei dati regione per regione.

              Per ora sembrerebbe che il confino non è stato seguito in modo serio dapperttutto 12 giorni fa ….

              In Pace

              Aggiornamento: Dianime ne hanno aggiunti ancora altri , siamo a 712 decessi! 😦

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              • Troppe incertezze per fare analisi. Il numero di casi dipende dal numero di tamponi fatti. Poi il virus si comporta in forma variabile sulle persone i tempi di incubazione variano. Ma divagando un pó dodici giorni fa era il primo weekend dopo la fuggita dalla Lombardia, é piú della meta dei nuovi casi di oggi sono fuori la Lombardia.

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                • “dodici giorni fa era il primo weekend dopo la fuggita dalla Lombardia”: vedi questo tipo di comportamento è qualcosa che la mia mentalità proprio non riesce a capire, intrinsecamente. in quanto è manifestazione di individualismo grezzo senza alcuna sensibilità per il bene comune.
                  In Pace

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  8. Importante studio del Lancet dell’11 marzo scorso:
    https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(20)30161-4/fulltext

    In due parole , il portaggio virale (cioè il tempo che intercorre tra l’inizio di un’infezione e e la sua fine, cioè la fine di ogni contagiosità posssibile ) è di 20 giorni per il Covid19

    In Pace

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    • verosimilmente se oggi calasse tutto avremmo dunque altri 20 giorni almeno di quarantena forzata?

      Perché se aumentassero ancora fino al 27 : o la stima non è giusta o le misure prese non hanno senso…

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      • 20 giorni dall’ultimo contagio.

        Ma questo non significherebbe ancora 20 giorni: i russi hanno dimostrato un paio di gironi fa che l’incubazione è di 5.5 giorni in media, il che esplica perché abbiamo bisogno di 11/12 giorni prima di vedere i segni di contagio.

        Direi dunque 20 giorni -12 = 8 giorni dopo la dichiarazione dell’ultimo nuovo contagio.

        In Pace

        P.S.: comunque questa regola è da tenersi a livello individuale: non incontrate altre presone prima di aver passato 20 giorni dal vostro ultimo contatto a rischio con uno straniero, sennò rischiat edi essere vettori del covid19 presso altri.

        P.P.S.: la cholorochina sembra dover far diminuire questo tasso a 4/5 giorni in 75% dei casi

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        • praticamente visto che i contagi sono ancora all’ordine del giorno anche se in diminuzione, praticamente, e visto che il virus non dà immunità, non se uscirà mai e moriremo probabilmente di fame?
          Cioè da quando si deve conteggiare precisamente un due settimane precauzionali?

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