Contro I Sacrilegi Vaticani

Il 30 gennaio di quest’anno abbiamo scritto un articolo intitolato “Cosa fare quando il vesocvo svia?” la cui conclusione sarebbe stata raggiunta da Mons. Athanasius Schneider in modo totalmente independente il 20 marzo successivo .

Rinvio ai due articoli citati qui sopra per l’argomentazione dettagliata della conclusione alla quale eravamo giunti:

(1) Concretamente, il S.S. Concilio Vaticano II e lo studio della storia della storia dell’elezione episcopale ci mostrano che, se quel che fa la Chiesa è l’unione del Popolo di Dio con il suo Pastore, quel che fa il Pastore è la sua unione con il Popolo di Dio. Qualora il Pastore non fosse più in sintonia con il sensus fidei del Popolo di Dio, allora egli cesserebbe materialiter di esserne il Pastore. Ancora una volta ricordiamoci che il sensus fidei del Popolo di Dio di cui parliamo è quello definito dal S.S. Concilio Vaticano II cioè quello cheaccoglie non la parola degli uomini, ma qual è in realtà la parola di Dio (cfr 1 Ts 2, 13), aderisce “indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi” (Gd 3), con retto giudizio vi penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita”.

(2) … Però questa cacciata, nel caso di un vescovo, non può essere il risultato di un esercizio comminatorio, dove sia la forza del numero o la violenza di alcuni prepotenti ad imporre la partenza del detto Pastore, ma deve sempre essere un richiesta umile ed implorante del Popolo di Dio della sua diocesi anche se estremamente minoritario, anzi meglio minoritario, che sempre lascia la persona del vescovo libera di assumersi le proprie responsabilità e attraverso questa sua libertà fare della sua dimissione un ultimo atto di amore per la comunità di cui era in carica.

È in quest’ottica di richiesta umile e implorante del Popolo di Dio che chiede al proprio vescovo di pentirsi pubbicamente in seguito ad un pubblico peccato, che mi permetto di divulgare questa protesta (fonte qui) sul nostro blog.


Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma.

Questi atti sacrileghi sono i seguenti:

Il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama.

Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell’Apostolo Pietro.

Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama.

Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione.

Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione, e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa . In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione.

Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare.

Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa Cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama , nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America.

Svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmüller, dal cardinale Gerhard Müller, dal cardinale Jorge Urosa Savino, dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, dal vescovo Athanasius Schneider, dal vescovo José Luis Azcona Hermoso, dal vescovo Rudolf Voderholzer e dal vescovo Marian Eleganti . Infine, anche il cardinale Raymond Burke ha dato la stessa interpretazione in un’intervista.

Questa partecipazione all’idolatria è stata preceduta dalla dichiarazione intitolata “Documento sulla Fraternità Umana”, firmata da Papa Francesco e Ahmad Al-Tayyeb, il Grande Imam della Moschea di Al-Azhar, il 4 Febbraio 2019 . Questa dichiarazione affermava:

“Il pluralismo e la diversità di religioni, colore, sesso, razza e linguaggio sono voluti da Dio nella Sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani. Questa saggezza divina è la fonte da cui discende il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi”.

Il coinvolgimento di Papa Francesco nelle cerimonie idolatriche indica che egli intendeva dare a questa affermazione un senso eterodosso, il quale consente che l’adorazione pagana di idoli venga considerata un bene voluto da Dio in senso positivo.

Inoltre, nonostante egli abbia informato privatamente il vescovo Athanasius Schneider che “Tu [il Vescovo] puoi dire che la frase in questione sulla diversità delle religioni vuole significare la volontà permissiva di Dio …” , Francesco non ha mai corretto in questo senso l’affermazione di Abu Dhabi. Nel suo successivo discorso nell’udienza pubblica del 3 aprile 2019, Francesco, rispondendo alla domanda “Perché Dio permette che ci siano tante religioni?”, al riguardo ha fatto riferimento alla “volontà permissiva di Dio” come spiegato dalla teologia Scolastica, ma ha dato al concetto un significato positivo, dichiarando che “Dio ha voluto permetterlo” perché, nonostante “ci siano tante religioni” esse “guardano pur sempre al cielo, guardano a Dio” (enfasi nostra) . Non c’è il minimo riferimento al concetto che Dio permetta l’esistenza di false religioni, allo stesso modo in cui permette l’esistenza del male in generale. Anzi, la chiara implicazione è che Dio permette l’esistenza di “tante religioni” perché sono buone in quanto “guardano pur sempre al Cielo, guardano a Dio”.

Peggio ancora, Papa Francesco da allora ha confermato la mai smentita dichiarazione di Abu Dhabi istituendo un “comitato interreligioso” , poi ufficialmente chiamato “Alto Comitato” (“Higher Committee”) , con sede negli Emirati Arabi Uniti,  per promuovere gli “obiettivi” del documento; e promuovendo una direttiva del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso indirizzata ai direttori di tutti gli Istituti superiori di istruzione cattolici, e indirettamente a tutti professori universitari cattolici, chiedendo loro di dare “la più ampia diffusione possibile” al documento, compresa la sua affermazione, mai corretta, che Dio vuole la “diversità delle religioni” proprio come vuole la diversità di colore, sesso, razza e lingua.

L’autorizzazione ad adorare chiunque o qualsiasi cosa diversa dall’unico vero Dio, la Santissima Trinità, è una violazione del Primo Comandamento. Certamente ogni partecipazione a qualsiasi forma di venerazione degli idoli è condannata da questo Comandamento ed è un peccato oggettivamente grave, indipendentemente dalla colpevolezza soggettiva, che solo Dio può giudicare.

San Paolo insegnò alla Chiesa primitiva che il sacrificio offerto agli idoli pagani non era offerto a Dio ma piuttosto ai demòni quando disse nella sua Prima Lettera ai Corinzi:

“Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni” (1 Cor. 10, 19-21).

Con queste azioni Papa Francesco è incorso nella reprimenda emanata dal Secondo Concilio di Nicea:

Molti pastori hanno distrutto la mia vigna, hanno contaminato il mio territorio. Poichè seguirono uomini empi e, confidando nelle loro proprie follie, calunniarono la santa Chiesa, che Cristo nostro Dio ha preso per Sua sposa, e non riuscirono a distinguere il santo dal profano, affermando che le icone di nostro Signore e dei Suoi santi non fossero diverse dalle immagini lignee di idoli satanici”.

Con immenso dolore e profondo amore per la Cattedra di Pietro, imploriamo Dio Onnipotente di risparmiare ai membri colpevoli della Sua Chiesa sulla terra, la punizione che meritano per questi terribili peccati.

Chiediamo rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi.

Chiediamo rispettosamente a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno il suo esempio nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna.

9 Novembre 2019

In Festo dedicationis Basilicae Lateranensis

“Terribilis est locus iste: hic domus Dei est et porta caeli; et vocabitur aula Dei”

Ecco la lista dei firmatari, alle 12.00 dell’11 novembre 2018.

Dr Gerard J.M. van den Aardweg, The Netherlands

Dr Robert Adams, medical physician in Emergency & Family Medicine

Donna F. Bethell, J.D.

Tom Bethell, senior editor of The American Spectator and book author

Dr Biagio Buonomo, PhD in Ancient Christianity History and former culture columnist (1990-2013) for L’Osservatore Romano

François Billot de Lochner, President of Liberté politique, France

Rev. Deacon Andrew Carter B.Sc. (Hons.) ARCS DipPFS Leader, Marriage & Family Life Commission, Diocese of Portsmouth, England

Mr. Robert Cassidy, STL

Dr Michael Cawley, PhD, Psychologist, Former University Instructor, Pennsylvania, USA

Dr Erick Chastain, PhD, Postdoctoral Research Associate, Department of Psychiatry, University of Wisconsin-Madison

Fr Linus F Clovis

Lynn Colgan Cohen, M.A., O.F.S.

Dr Colin H. Jory, MA, PhD, Historian, Canberra, Australia

Rev Edward B. Connolly, Pastor Emeritus, St. Joseph Parish St. Vincent de Paul Parish, Girardville PA

Prof. Roberto de MatteiFormer Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)

José Florencio Domínguez, philologist and translator

Deacon Nick Donnelly, MA Catholic Pastoral & Educational Studies (Spiritual Formation), England

Fr Thomas Edward Dorn, pastor of Holy Redeemer Parish in New Bremen OH in the Archdiocese of Cincinnati

Fr Stefan Dreher FSSP, Stuttgart, Germany

Dr Michael B. Ewbank, PhD in Philosophy, Loras College, retired, USA

Fr Jerome Fasano, Pastor, St John the Baptist Church, Front Royal, Virginia, USA

Dr James Fennessy, MA, MSW, JD, LCSW, Matawan, New Jersey, USA

Christopher A. Ferrara, J.D., Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association

Fr Jay Finelli, Tiverton, RIUSA

Prof. Michele Gaslini, Professor of Public Law, University of Udine, Italy

Dr Linda M. Goulash, M.D.

Dr Maria Guarini STB, Pontificia Università Seraphicum, Rome; editor of the website Chiesa e postconcilio

Fr Brian W. Harrison, OS, STD, associate professor of theology of the Pontifical Catholic University of Puerto Rico (retired), Scholar-in-Residence, Oblates of Wisdom Study Center, St. Louis, Missouri, USA

Sarah Henderson DCHS MA (RE & Catechetics) BA (Mus)

Prof. Robert Hickson PhD, Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies

Dr Maike Hickson PhD, Writer and Journalist

Prof., Dr.rer.pol., Dr.rer.nat. Rudolf Hilfer, Professor of Theoretical Physics at Universität Stuttgart

Fr John HunwickeFormer Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford

Fr Edward J. Kelty, OS, JCD, Defensor Vinculi, SRNC rota romana 2001-19, Former Judicial Vicar,  Archdiocese of Ferrara, Judge, Archdiocese of Ferrara

Dr Ivo Kerže, prof. phil.

Dr Thomas Klibengajtis, former Assistant Professor of Catholic Systematic Theology, Institute of Catholic Theology, Technical University Dresden, Germany

Dr Peter A. Kwasniewski, PhD, USA

Dr John Lamont, DPhil (Oxon.)

Dr Dorotea Lancellotti, catechist, co-founder of the website: https://cooperatores-veritatis.org/

Dr Ester Ledda, consecrated laywoman, co-founder of the website https://cooperatores-veritatis.org/

Fr Patrick Magee, FLHF a Franciscan of Our Lady of the Holy Family, canonical hermit in the Diocese of Fall River, Massachusetts

Dr Carlo Manetti, jurist and lecturer, Italy

Dr Christopher Manion, PhD, KM, Humanae Vitae Coalition, Front Royal, Virginia, USA

Antonio Marcantonio, MA

Michael J. Matt, Editor, The Remnant, USA

Jean-Pierre Maugendre, general delegate, Renaissance catholique, France

Msgr John F. McCarthy, JCD, STD, retired professor of moral theology, Pontifical Lateran University

Prof. Brian M. McCall, Orpha and Maurice Merrill Professor in Law, Special Advisor to the Provost for Online Education, University of Oklahoma

Patricia McKeever, B.Ed. M.Th.Editor, Catholic Truth, Scotland

Mary Angela McMenamin, MA in Biblical Theology from John Paul the Great Catholic University

Fr Cor Mennen, lecturer canon law at the diocesan Seminary of ‘s-Hertogenbosch and member of the cathedral chapter

Rev Michael Menner, Pastor

Dr Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B., former research fellow and lecturer at the University of Louvain

David Moss, President, Association of Hebrew Catholics, St. Louis, Missouri

Dr Claude E Newbury, M.B. B.Ch., D.T.M & H., D.P.H., D.O.H., M.F.G.P., D.C.H., D.A., M. Prax Med.

Prof. Giorgio Nicolini, writer, Director of “Tele Maria”

Fr John O’Neill, STB, Dip TST, Priest of the Diocese of Parramatta, member of Australian Society of Authors

Fr Guy Pagès, Archdiocese of Paris, France

Prof. Paolo Pasqualucci, Professor of Philosophy (retired), University of Perugia, Italy

Fr Dean P. Perri, Diocese of Providence, Our Lady of Loreto Church

Dr Brian Charles Phillips, MD

Dr Mary Elizabeth Phillips, MD

Dr Robert Phillips, Professor (emeritus) Philosophy: Oxford University, Wesleyan University, University of Connecticut

Prof. Claudio Pierantoni, Professor of Medieval Philosophy, University of Chile; former Professor of Church History and Patrology at the Pontifical Catholic University of Chile

Prof. Enrico Maria Radaelli, Professor of Aesthetic Philosophy and Director of the Department of  Aesthetic Philosophy of the International Science and Commonsense Association (ISCA), Rome, Italy

Dr Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland

Prof. John Rist, Professor emeritus of Classics and Philosophy, University of Toronto

Dr Ivan M. Rodriguez, PhD

Fr Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez, Pastor, Diocesan Catholic Priest, Caracas, Venezuela.

John F. Salza, Esq.

Fr Timothy Sauppé, S.T.L., pastor of St. Mary’s (Westville, IL.) and St. Isaac Jogues (Georgetown, IL.)

Fr John Saward, Priest of the Archdiocese of Birmingham, England

Prof. Dr Josef Seifert, Director of the Dietrich von Hildebrand Institute of Philosophy, at the Gustav Siewerth Akademie, Bierbronnen, Germany

Mary Shivanandan, Author and consultant

Dr Cristina Siccardi, Church Historian and author

Dr Anna M. Silvas, senior research adjunct, University of New England NSW Australia.

Jeanne Smits, journalist, writer, France

Dr Stephen Sniegoski, PhD, historian and book author

Dr Zlatko Šram, PhD, Croatian Center for Applied Social Research

Henry Sire, Church historian and book author, England

Robert J. Siscoe, author

Abbé Guillaume de Tanoüarn, Doctor of Literature

Rev Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St. John Henry Newman, Australia

Gloria, Princess of Thurn und Taxis, Regensburg, Germany

Prof. Giovanni Turco, associate professor of Philosophy of Public Law, University of Udine, Italy

Fr Frank Unterhalt, Pastor, Archdiocese of Paderborn, Germany

José Antonio Ureta, author

Adrie A.M. van der Hoeven, MSc, physicist

Dr Gerd J. Weisensee, Msc, Switzerland

John-Henry Westen, MA, Co-Founder and Editor-in-Chief LifeSiteNews.com

Dr Elizabeth C. Wilhelmsen, Ph.D. in Hispanic Literature, University of Nebraska-Lincoln, retired

Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense, (ret.), Germany

Prof. em. Dr Hubert Windisch, priest and theologian, Germany

Mo Woltering, MTS, Headmaster, Holy Family Academy, Manassas, Virginia, USA

Miguel Ángel Yáñez, editor of Adelante la Fe

Per supportare quest’accorato ed implorante appello: https://www.contrarecentiasacrilegia.org/



Categorie:Attualità cattolica, Simon de Cyrène

63 replies

  1. Vi sono taluni i quali sostengono che il levare le mani al cielo ed il successivo inginocchiarsi faccia a terra di fronte a « simboli » che non rappresentano certamente Dio, non sia un atto di adorazione degli idoli e pretenderebbero che i « bravi cattolici » dessero credito ai loro vaneggiamenti.
    Ma la cosa più grave è che il capo di tutti i cattolici chieda scusa per l’azione di aver gettato nel Tevere degli idoli fatti oggetto di adorazione, quasi che l’adorazione idolatrica, per giunta in luogo sacro, non fosse una grave offesa nei confronti dell’unico e vero Dio che è Padre, è Figlio, è Spirito Santo

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  2. Il problema e’ che in quasi tutti gli articoli dei vaticanisti questa giusta lettera viene definita come una ennesima ‘ protesta dei tradizionalisti” , l’ ennesimo “ attacco dei nemici di Francesco” quindi bollata davanti all’ opinione come la solita esagerazione di estremisti di destra. Facile fare questo giochetto: tutte le critiche, tutte le proteste anche giuste sono etichettate con parole negative , e quindi sono additate al pubblico ludibrio.
    E’ la stessa tecnica che usavano i comunisti: ogni critica era additata come imperialista e controrivoluzionaria, e ogni dissidente additato come Nemico del popolo.
    Oggi nella Chiesa ogni dissidente e’ etichettato come tradizionalista nemico del Papa, ed ogni iniziativa bollata dalla grande stampa come la solita fronda contro Papa Francesco ad opera dei soliti biechi conservatori.
    Dunque tutte queste iniziative non hanno alcun esito sui cattolici comuni e sul popolo di Dio: vengono gia’ discreditate all’ origine. La maggior parte dei cattolici comuni se legge che una iniziativa parte dagli odiosi “ tradizionalisti” non la legge neppure. Quanti non si prendono neppure la briga di ascoltare per esempio le parole del card. Burke o del card. Sarah , perche’ gia’ etichettati come “ nemici di Francesco”.

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  3. « Il Vaticano zittisce i critici »
    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_amazzonia_pachamama_statua_vaticano_osservatore_idolatria-4858209.html
    http://www.osservatoreromano.va/it/news/e-una-divinita-la-pachamama
    Tutto chiaro… ma non ho ancora capito se la terra è mia madre o mia sorella…
    boh facciamo mia cugina?
    qualunque cosa sia se ci si inginocchia però va bene, questo sì, l’ho capito.
    Perché in effetti, ragionandoci, difronte a Dio Eucaristia non bisogna mica inginocchiarsi per adorarLo eh!
    Cosa abbiamo in testa? il saturno per caso? Suvvia.
    È tutto chiarissimo: se non vuoi adorare ti inginocchi, se vuoi adorare resti in piedi. Ovvio no?
    Come ho fatto a non capirlo prima.
    Scemo io che son cresciuto pensando che il termine « inginocchiarsi » avesse un altro significato. Addirittura l’opposto! Ma guarda te.sese
    Insomma, non c’è stata adorazione. Solo gente che si inginocchiava.
    Per me è tutto risolto.. i torni contano.

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    • Quel « sese » si è infilato lì senza volerlo 😀

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    • Un paio di « perle » dall’articolo « di Felipe Arizmendi Esquivel Vescovo emerito di San Cristóbal de las Casas » pubblicato sul giornale vaticano.

      « Grande scalpore hanno suscitato le immagini o figure utilizzate nella cerimonia nei giardini vaticani… nella processione dalla basilica di San Pietro… poi in altre chiese di Roma. »
      – Si riconosce che determinate immagini ed azioni hanno suscitato grande scalpore e nessuno si è minimamente preoccupato di chiedere almeno scusa a chi potrebbe esserne rimasto turbato?

      « Non sono dee; non c’è stato alcun culto idolatrico. Sono simboli di realtà ed esperienze amazzoniche… per noi che siamo stati evangelizzati, non sono dei (pachamama e l’inti), ma i doni migliori di Dio… e mi sono convinto che non li adorano come dei, ma come opera di Dio »
      – Si sostiene che non sarebbe idolatria perché non « li adorano come dei ma come opera che Dio », ovvero li adorano come creature?
      Non sta forse scritto « poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. » (Rm 1.25)

      Rinnovo ancora a tutti l’invito di pregare per il nostro Santo Padre Francesco perché non mi sembra che le cose, in quel del Vaticano, siano messe molto bene.

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  4. Una delle mie preferite è
    « riconoscere come una vera madre, perché è la terra a darci da mangiare, a darci l’acqua, l’aria e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere ».
    Poi che fa? ah sì… veste i gigli del campo e mi conta pure i capelli… Certo.
    Inchinarsi verso nord sud ovest est poi è il massimo (Pezzali… nonridetelabattutaèpessima).
    Ci credo che sono stati zittiti i critici: davanti a quest’articolo di altissima apologetica l’unica cosa che han proferito è stato un tonf! per esser stramazzati a terra svenuti.
    Non giudico nessuno, sia chiaro; facciano quello che vogliono tutti.
    Però ho l’impressione che in alcune zone del mondo il Vangelo arrivi in stile
    « gioco del telefono » e che vada benissimo così.
    Unità di dottrina, culto e prassi? ma va’ puh che schifo.

    Sono curioso di sapere come ha reagito Simon.
    io mi sento un attimino preso in giro, poi non so magari sbaglio.

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    • Ti ringrazio per questa tua puntualizzazione:
      mi era infatti sfuggito di come un successore degli Apostoli pubblicizzi la dottrina che « è la terra a darci da mangiare, a darci l’acqua, l’aria e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere »,
      invece di proclamare che Gesù insegna che tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere viene da Padre Nostro che è nei Cieli.

      Un passettino alla volta ed attraverso quasi insignificanti precisazioni, si può arrivare a travisare totalmente la retta dottrina:
      – Preghiamo e ringraziamo il Padre crea e ci dona il sole, il grano e la pioggia.
      – Il sole il grano e la pioggia fanno parte di ciò che noi chiamiamo natura.
      – Alle leggi di natura « obbediscono » il sole, il grano e la pioggia.
      – Preghiamo e ringraziamo la natura che ci dona il sole, il grano, la pioggia.

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      • « Un passettino alla volta ed attraverso quasi insignificanti precisazioni, si può arrivare a travisare totalmente la retta dottrina »
        Precisamente. Il gioco del telefono senza fili prima evocato.
        Risultato finale: una roba distorta appunto.
        Ci si attiva forse per correggerla?
        Ma no, perché mai si dovrebbe?
        È l’inculturazione baby.

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    • Simon dice che è tutta una presa per i fondelli dei cattolici serî e di chiunque è un realista: se rassomiglia ad una mela, ha il colore di una mela e ha il sapore di una mela è una mela.
      In Pace

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  5. Che debbono fare tutti coloro che, anche facendo il massimo sforzo per ricordarsi del rispetto dovuto alla gerarchia, proprio non ce la fanno ad accettare una simile cialtronaggine? Prima di tutto, resistere alla fortissima tentazione (parlo soprattutto a me stesso) di dedicarsi alla « raccolta di prove a carico » per un processo (sic!) che desidereremmo si aprisse domani, ma che sappiamo, e dobbiamo ripetercelo, non spetta a noi decidere, e forse nemmeno immaginare.(soprattutto per non fare di questa crisi, un alibi per evitare quel processo di conversione personale, che e’ nostro primo dovere; ma cio’, qui dentro, lo sappiamo tutti, e quando lo dimentichiamo, ci pensa il padron di casa a ricordarcelo…)
    Noi dobbiamo, invece, dare il meglio di noi stessi per comunicare, chiaramente, senza ambiguita’, senza fini, non dico settari, ma che nemmeno appaiano tali, il dolore, la desolazione, i dubbi, che rimangono ogni volta che termina uno di questi tristi spettacoli, e ancor di piu’, dopo « chiarimenti » del tipo di quest’ultimo.
    P.s. io parlo della gerarchia, e non del « vertice », il perche’ si trova nell’ ultimo intervento di p. Cavalcoli.
    P.p.s. se la sinistra e’ « costretta » ad adottare il culto della terra per riempire il vuoto lasciato dal marxismo, che cosa si sostituire nella Chiesa?

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    • Che cosa si vuole sostituire, nella Chiesa?
      Pax

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    • Padre Cavalcoli, che peraltro rispetto moltissimo, è preso in una matassa intellettuale filandrosa che si è costruito da solo: lui, praticamente, pretende l’infallibilità del magistero papale in ogni circostanza. Si trova quindi sconcertato dalle azioni del buon Papa Francesco e la sola soluzione che trova per far combaciare la sua teoria con la realtà osservabile da tutti è di affermare che Francesco deve essere matto.
      Il mio punto di vista è quello della Chiesa: un papa è infallibile solamente quando la Chiesa dice che lo è, cioè solo quando insegna quel che la Chiesa insegna. Quindi non ho nessun problema a dirmi che un dato Papa benché papa e senza essere matto, possa errare più o meno grossolanamente secondo la sua formazione/livello spirituale ed intellettuale: non c’è nulla di magico nell’essere un Papa.
      Se poi mi chiedi come sia possibile che tale individuo JMB sia giunto in quella posizione ti dirò che è irrilevante rispetto al problema ma anche rispetto alla soluzione: rispetto al problema in quanto questo personaggio, da quanto si deduce dai suoi discorsi, comportamenti e « insegnamenti », ha chiaramente un’assoluta assenza di vita mistica, una vita spirituale che deve riassumersi alla rapidissima lettura del vangelo del giorno per preparare il suo predicozzo quotidiano senza profondità impartito a Santa Marta ma che esclude il breviario e lo impedisce di avere una visione soprannaturale della sua missione e della missione della Chiesa, una vita intellettuale molto semplificata intorno ad un paio di slogans, un’incapacità di circondarsi di gente migliore di lui, come ogni vero leader degno di questo nome dovrebbe vigilare di fare. E rispetto alla soluzione in quanto è nelle mani del solo Spirito Santo che conduce la Chiesa: anzi, più un Papa fa schifo, più lo Spirito Santo trae gloria dalla sopravvivenza della Chiesa che Lui solo garantisce.
      Adesso, detto questo, Francesco resta pur sempre il « mio » Papa e prego per lui e le sue intenzioni qualora consoni con la volontà di Dio ed imploro il Signore di dargli la grazia della conversione e sempre obbedirò con ossequio ai suoi insegnamenti ogni qual volta saranno quelli della Chiesa.
      In Pace

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      • Sono d’ accordo, nella sostanza, con te. L’ ipotesi di p.Cavalcoli la tengo presente, « isolandola » dalla teoria teologica dell’ impossibilita’…ec ec. Teoria che il domenicano difende quasi in solitudine. Non voglio annoiare nessuno, ma e’ da un po’ che mi colpiscono, nei discorsi del Papa, costanti richiami alla salute mentale; spesso egli sostituisce, come se fossero dei lapsus, le categorie soteriologiche con quelle terapeutiche. So bene che il riduzionismo della Parola e dell’ Opera di NSGC a terapia psicologica ha, purtroppo, precedenti illustri, e tuttavia, se ci fate caso, la frequenza di tale lettura, negli interventi pontifici, e’ evidente (poi, non escludo nemmeno che, magari il fissato sia io !).
        Comunque, su di un punto divergo dal tuo intervento; non credo sia irrilevante( per la Storia della Salvezza , hai ragione, E’ irrilevante; per la storia umana forse no) il modo in cui si e’ svolto e concluso l’ ultimo conclave; non parlo della sua validita’, messa in dubbio proprio da pochissimi, ma rimane la questione, storica, prima che teologica, sulle intenzioni dei cardinali elettori. Non sono un complottista, e’ possibile che dietro alla scelta del card. Bergoglio non ci fosse che un vago orientamento « antiromano », « terzomondista » o qualcosa del genere. E’, pero’, anche possibile che ci fosse una strategia (ripeto, non un complotto) piu’ precisa; e se cosi’ fosse, sarei proprio curioso di saperne di piu’. Cosi’ come vorrei saperne di piu’ sulle dimissioni di Benedetto.
        Pax.

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        • Onestamente, non ha nessuna rilevanza come egli sia giunto in quella posizione dal momento che è stato eletto come la Chiesa voleva fosse eletto: modalità che possono cambiare con i tempi, che potrebbe anche essere voto popolare dei fedeli della diocesi di Roma, traendo dadi oppure anche per scelta autocratica del predecessore, o altri metodi che la Chiesa potrebbe lecitamente definire.

          Se un padre è padre, poco importa lo sia divenuto per caso, per amore, per inganno : è padre. Se poi si comporta da cattivo padre, nulla né alcun tribunale potrà mai togliergli questo carattere di paternità, al massimo egli può rinunciare (o essere fatto rinunciare) ai propri doveri e diritti ad essa legati, ma non alla fattualità della sua paternità che è una realtà ontologica.

          Come si sia arrivati a questo punto nella storia della Chiesa è interessante da un punto di vista intellettuale per evitare il ripetersi degli stessi errori nel futuro: ho trovato questo articolo di Dreher molto chiarificatorio da questo punto di vista https://www.theamericanconservative.com/dreher/johnpaulii-benedictxvi-francis-catholicism/

          Però ricordiamoci una cosa: se abbiamo Francesco come Papa la causa prima ne è il notro peccato personale ! Francesco non sarebbe così se non fossimo così peccatori!

          Personalmente mi associo all’appello di S.E. Robert Cardinal Sarah “Esigete dai pastori la fede cattolica e digiunate per la loro codardia” https://lanuovabq.it/it/esigete-dai-pastori-la-fede-cattolica-e-digiunate-per-la-loro-codardia

          Di questo dovremmo parlare su questo blog: circa cosa abbiamo fatto nella nostra carne per implorare il perdono di Dio su questa Ninive contemporanea che è il Vaticano e una parte del colleggio dei vescovi attuale e per la conversione del Santo Padre in particolare affinché, una volta rientrato in sé, questi possa nuovamente confermare i suoi fratelli.

          In Pace

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          • Perché anche nell’Ufficio di oggi se da una parte c’è una chiara parola di Sant’Agostino sui Pastori, dall’altra, a precederla, c’è un passaggio dal libro del Profeta Ezechiele (Ez 12,1-16) dove ciò che accade al profeta è simbolo e paradigma di ciò che avverrà a tutto il popolo a partire dal re, a causa dei peccati del popolo stesso “perché sono una genia di ribelli…”.

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      • Secondo me Papa Francesco qualche problemino c’è l’ha: megalomania, paranoia, meccanismi sfacciatamente proiettivi.
        Se non fosse Papa aggiungerei anche altro, meglio di no per rispetto.

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  6. Nel frattempo io lancio comunque la bomba Breviarium perché le posizioni di questo sito sono quasi sempre state simili alle nostre punto in questo caso invece il fronte si apre e chi ne gode non può che essere un divisore. O il divisore. La lascio come provocazione ma anche Spero come spunto per riconsiderare ognuno le proprie posizioni alla luce delle posizioni opposte le quali, in media stat virtus si dice, sarebbero quantomeno da considerare perfezionabili. Chiaramente a bocce ferme (se di bocce vogliamo parlare), cosa che evidentemente ora non risulta possibile.

    https://www.breviarium.eu/2019/11/13/tavola-rotonda-radio-maria-sinodo-amazzonia/

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      • Citare il Cardinale Newman è disonesto perché ha insegnato esattamente il contrario come già spiegato nell‘articolo precedente:

        Infatti quel che è avvenuto in questi giorni durante il Sinodo al Vaticano è l’esatto opposto di quello al quale il neo-canonizzato Santo Cardinale Newman osservava: tutti i simboli « di origine pagana sono stati santificati dalla loro adozione nella Chiesa » : invece quel che è successo sotto gli occhi strabiliati dei cattolici in quei giorni è proprio il contrario di quanto da sempre insegnato dal Magistero Autentico, dalla Santa Tradizione e dalle Sante Scritture in quanto vi è stata l’adozione dei simboli cristiani e cattolici, comme le chiese, le cattedrali, i riti di preghiera in San Pietro e nel Vaticano, al servizio di riti pagani.

        Questo Bossi o non ha mai letto Newman o non ha mai tentato di capire quel che leggeva.

        In Pace

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    • Francamente caro Minstrel non capisco perché porti qui un link che non aggiunge e non fa progredire il dibattito, magari con nuovi argomenti razionali anche di parte opposta.

      Questo articolo di Breviarium partecipa della stessa presa per i fondelli (stessi argomenti) di cui si è discusso qui sopra e nell’articolo precedente sullo stesso topic: comunque sempre vale che se un oggetto rassomiglia ad una mela, ha il colore e la consistenza di una mela, il sapore di una mela, è una mela e non un’arancia( neanche per Breviarium!).

      La numero 87 della Laudato sì è molto ambigua ma può essere interpretata come la Chiesa lo insegna con un poco di buona volontà: purtroppo, quel che è avvenuto non solo nei giardini vaticani, ma anche in San Pietro e nella chiesa della Transpontina, mostra però che la mens dell’autore di questo numero 87 non era quello della Chiesa: infatti non è prosternandosi davanti a idoli o i loro simboli che si adora Dio, ma nell’adorare Dio portando in sé le creature. Cioè, non sono le creature che ci conducono a Dio, ma il solo Cristo stesso, tramite la Sua Santa Chiesa, cioè ognuno di noi in quanto cristocentrato.

      Qui vi è stata un’inversione blatante dell’insegnamento della Bibbia e della Chiesa da Mosè fino ad oggi: ci si vuol far credere che adorando deità, simboli umani della natura, si adora il vero e unico Dio! Che generazione perversa e apostata!

      Non commento il punto 88 che è, nella mens del pontificato, a volte eretico, che viviamo, una sublimazione del pensiero rousseauista del buon selvaggio versione 2.0 estesa agli alberi ed ai licheni e non tiene conto della nozione di peccato originale il quale, per l’appunto, ha corrotto l’armonia originale del Creato voluto da Dio.

      Il punto 90 è accettabile ma manca completamente del dovere di santificazione di tale realtà: ancora una volta non è un insegnamento che si vuole soprannaturale e visto come cammino cristico di santità (neanche il gesuita Teilhard de Chardin commise quest’ommissione).

      In Pace

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      • Caro Simon, tu scrivi:
        « La numero 87 della Laudato sì è molto ambigua ma può essere interpretata come la Chiesa lo insegna… purtroppo, quel che è avvenuto… mostra però che la mens dell’autore di questo numero 87 non era quello della Chiesa… »
        Un ragionamento simile io avevo cercato di farlo riguardo ad alcuni articoli di AL con note in calce.

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      • QUello che volevo chiarire con la mia “provocazione” è quel che ha ben scritto sotto Bariom: “lavoriamo sul nostro spirito che non dovrebbe detestare nessuno (figuriamoci il Papa)”. Questo pensiero, insieme al fatto che tutte queste cose (DEO GRATIAS!) non sono nostra responsabilità, dovrebbe guidarci quando ne parliamo.

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        • Minstrel scusa ma se tu accetti la ratio di questi articoli praticamente tutti i Padri della Chiesa sarebbero da condannare.
          E chiaramente parto dall’inizio giusto per dire che la Chiesa allora non ci sarebbe mai stata.

          La cosa che però è interessante, e di cui sarebbe bene aver cognizione, è proprio la strategia speculare a quella che adottano i progressisti, ossia quella dei conservatori soprattutto tridentinisti.
          Per quanto mi riguarda mi preoccupano più loro, i finti perdenti.

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          • Non la accetto Daouda, faccio solo presente che quando se ne parla è sempre meglio usare misericordia e ricordarsi che non è nostra responsabilità diretta. con queste premesse ho visto che le opinioni si mitigano parecchio (e si rendono più oggettive e meno generaliste).

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          • Ringraziando siamo in tempi burrascosi e spazi angusti cosicché si possa sostenere quel che si voglia.
            E’ chiaro che non c’è nostra responsabilità diretta e che si deve essere sottomessi al papa fino a prova contraria, ma come lo si può ignorare bellamente ed anzi ringraziare Dio non tanto e solo per la prova ma anche perché l’idolatria papista sta terminando e tramite francesco Dio ci spinge alla ricerca di risposte fedeli più profonde ( anche grazie al magistero del magistero del pontefice e delle sue uscite a braccio, per dire, a me quando parla dei poveri perlomeno mi scuote, se non giungo alla fin fine a dargli ragione ) come in senso spirituale si può anche sostenere che il nostro poco sviluppo ed affidamento è complice del dramma.

            Ugualmente la misericordia è da usarsi verso le persone , soprattutto se deboli . Se non si comprende molto o si hanno molti dati si deve semplicemente usare il principio di precauzione e non giudicare ( non le persone, ma quel che si ha difronte ).

            Il problema è che se più ci si purifica e più si odia il peccato, rintuzzare il papa con un ossequio da lecchini oppure nel rispetto di un freddo formalismo non darà risultati.
            Perché l’idolatria è più grave di pregare insieme alle altre religioni ad Assisi ( cosa vietatissima dai canoni ).
            Francesco è il male dei mali, ma di Giovanni Paolo II o Benedetto XVI o Paolo VI o Pio XII , nelle loro magagne , il silenzio è d’obbligo visto che ormai è solo i concilio Vaticano II il discrimine. Ottimo, da interpretarsi ( di là o di qua è lo stesso ), da riformarsi, da superarsi o da abolire.
            Eppure con Francesco siamo arrivati ad un livello davvero incredibile…per questo scrivevo che ho molta paura dei finti « tradizionalisti » perché il progetto sembra vertere verso di loro.
            D’altronde DIO sà meglio.

            Saluti

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            • Vabbè lascia perde, se riesci a capì bene, mi spiace

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              • Parli a me daouda? Cioè, mi pigli per coglione che non capisce una più che legittima opinione e non sa confrontarla con un’altrettanta legittima mia che tenta solo di essere più prudente in linea con quel che forse sono io di forma mentis e personalità? Chiedo eh.

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                • Certo che sto a scrive a te. Mi scusavo che scrivo come un cane pure se provo a scrive in itagliano che nun ce sò bbono.

                  Ad ogni modo credo morirò d’infarto per la pesantezza che in cuore ho perché questi argomenti , se dettati da prudenza è un conto e fai bene anzi, io che credo di aver compreso chissà che sono presuntuoso e basta, ma i mille giustificazionismi che guardano e scusano il passato del papato ignari delle cerchie che tutt’oggi , PEGGIO, se lo spartiscono, rendono lo spettacolo tragicamente comico.

                  Daje, buona giornata

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                • Scusa il mio impeto d’ira che non ho voluto trattenere perché, avendo inteso tutt’altro, mi interessava ripristinare il minimo sindacale di rispetto reciproco. Mea culpa. Mi dispiace piuttosto per il tuo sentire cosi duro nei confronti di questi argomenti. Io ho sposato la linea di SImon che mi impone di guardare gli enormi errori che faccio nei confronti dei miei prossimi e sto imparando a togliere interesse a cose che non mi toccano personalmente in termini di responsabilità; primo per non arrivare ad essere presuntuoso (come tu stessi ammetti e ti ammiro per il coraggio), secondo per non illudermi, sia di essere tanto importante, sia di fare tutto quello che devo per la Chiesa. Grazie ancora.

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                • No problem ed anche sulla pesantezza poi alla fine rimane un espediente retorico. La presuntuosità è semplice evidenza, il coraggio garantisco che manca. Per il resto concordo con te ma a quanto pare è difficile per gli altri eheeheheh.

                  saluti

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  7. Gentili responsabili di Crocevia,

    forse nessuno se ne ricorda, tuttavia permettete che rievochi un evento per sdebitarmi.
    Ai tempi delle dispute sulla interpretazione di Amoris laetitia, vi accusai in buona sostanza di essere mediocri e ipocriti sofisti che, simulando fedeltà e deferenza al Magistero autentico di Giovanni Paolo II, facevano il gioco del Nemico incorrendo in una sorta di papolatria nei confronti di Francesco.

    In questi mesi ho avuto modo di ricredermi e di accorgermi che la convinzione che mi ero formata era errata e ingiuriosa.
    Permango della mia idea su Amoris laetitia, ma ciò non rileva ora; leggendovi, mi sono sempre più spesso trovato in accordo con voi, ho apprezzato vieppiù la non comune caratura filosofica, teologica e sapienziale dei vostri contributi e mi sono persuaso che siete animati da sincero amore per la Parola di Dio, il Magistero autentico e irreformabile e la Sacra Tradizione di Santa Madre Chiesa.
    Pubblica essendo stata la mia mancanza, pubbliche hanno da essere ammenda e fraterna richiesta di perdono, ispirate anche dalla summentovata, mirabile lectio del cardinal Sarah che incita a dimettere il sospetto tra cristifideli e a gareggiare nel riconciliarci tra noi in Cristo.

    Quanto al Santo Padre Francesco, sono giunto soffertamente alla convinzione che egli purtroppo pecchi gravemente dal punto di vista oggettivo (quanto a quello soggettivo, non mi è dato aver contezza), e tuttavia
    1) ciò non toglie che debba amarLo come il mio Papa, chiedendo la grazia di non nutrire nei Suoi confronti sentimenti di acredine, pregando per la Sua personale santificazione e perché adempia il Suo ministero pascendo doviziosamente il gregge affidatoGli
    2) in ordine alla questione della Sua infallibilità, che tanto turba e angustia molti fedeli, essa non è inficiata dai gravi errori commessi, giacché mai Francesco ha impartito insegnamenti incompatibili con il Magistero irreformabile impegnando il carisma di infallibilità, cioè ammaestrando ex cattedra de fide et moribus.

    Tanto dovevo.
    Grazie per l’attenzione

    p.s. un caro saluto a Bariom 🙂

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  8. Vorrei far presente solo una cosa. Per quanto riguarda un papa , quando pubblicamente si comporta come si sta comportando quello in carica, la procedura per me più sana è che i cardinali e vescovi abbiano le palle di dichiararlo decaduto ed i laici le palle di rimuoverlo perché esso si è deposto da sé stesso, qualora non ritratti.

    Per quanto riguarda i vescovi la questione è simile seppur non speciale. Il rimaneggiamento del diritto canonico ha reso ben meno numerosi i casi per cui ciò sia fattibile per questioni di abusi liturgici, disciplinari e financo dottrinali ( che strumentalmente sono assurti a quasi unico parametro di giudizio come se gli altri due non contassero nulla, rendendo la Fede quasi un’ideologia ).
    Ora può pure avere senso che il popolo implori il proprio pastore, ma a rigore la gerarchia esiste proprio perché il superiore ( metropolita, primate, patriarca, papa per ridurre all’osso ) constatate gravi mancanze , possa agire in nome della Chiesa tutta.

    Di conseguenza non ci si può limitare a questo, qualcosa dopo in base alla reazione od al diniego del papa, andrà fatto, cosi come sarebbe stato da farsi per tutti gli indegni vescovi locali che andavano denunciati stanti ai canoni del concilio costantinopolitano I, mi pare.

    D’altronde però, nella scelta dei chierici stessi, le regole canoniche sono state abilmente modificate al ribasso dunque si raccoglie quel che si è seminato, giust’appunto.

    Mi preme inoltre far presente che questo gioco può mirare anche a riabilitare un’ala pseudo tradizionale che forse non è meglio dello stesso papa e dei suoi sodali.

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    • Gentile Daouda, il problema sembra complesso ma solo se vogliamo andare “contro-natura”.

      Il Santo Padre è analogo a nostro padre soprannaturalmente: dal giorno in cui la Chiesa lo ha riconosciuto come vescovo di Roma e legittimo successore di Pietro egli è in carica della Chiesa, segno di unità e conforto per i fedeli, lo è “ontologicamente” e nessuno gli può togliere questo “crisma” in quanto non è sottomesso a nessun superiore in terra e solo risponde al Cristo Gesù dei suoi atti.

      Come un padre può essere “cattivo” senza per questo potersi mai sbarazzare della sua natura di padre così il Papa può essere “cattivo” senza poter sbarazzarsi della sua natura di Vicario di Cristo.

      Andare conto-natura vuol dire voler poter affermare che un padre può non essere padre o che un Papa può non essere papa e, per giunta, dire che un’autorità altro che divina possa farlo. Non possiamo e non dobbiamo fare nulla che sia nel senso di affermare che lui sia decaduto: questo è contro-natura. Solo lui può decidere di cessare di essere Papa almeno nei suoi doveri o nei suoi diritti.

      La sola cosa che possiamo fare è implorare il Cielo e il Papa stesso di essere coerente con se stesso di fronte a Dio: se non può insegnare quel che la Chiesa insegna in coscienza allora che dimissioni. Visto il personaggio presuntuoso ed imbevuto di sé che abbiamo come papa in questo momento storico, la probabilità che questo avvenga è inferiore a quella di vedere il Vesuvio andarsene dalla Campania per installarsi nel Sahara.

      Quindi vuol dire che a noi tocca vedere questo papato, come anche gli altri susseguenti che probabilmente lo seguiranno, come una punizione divina all’altezza del nostro peccato: non abbiamo voluto seguire gli insegnamenti dei Papi “buoni” allora ecco che ci è dato un papa “cattivo” che non possiamo ascoltare neanche dormendo affinché coloro che devono perire non siano salvati, in quanto per quarant’anni il SIgnore ha provato disgusto per questa generazione.

      Non ci resta che essere molto semplici senza lasciarci scompigliare e impaurirci da satana: pregare, digiunare e sacrificarci per il Papa e la sua conversione, per la salvezza delle anime giuste, della nostra famiglia e di noi stessi; obbedire come da sempre solo agli insegnamenti della Chiesa; ferquentare i sacramenti; santificare il lavoro quotidiano e il nostro amore coniugale.

      Esercitare le virtù della fede, speranza e carità, stabilire reti di cattolici veraci, con sacerdoti e vescovi non corrotti ed in unione con il Papa, per facilitare l’educazione dei figli e la trasmissione dei valori cristiani attraverso quest’inverno della Chiesa cattolica che durerà probabilmente molte generazioni come ai tempi della crisi ariana.

      Ciò è possibile: è un’avventura nuova nella quale ci rimettiamo con totale speranza nel volere dello Spirito Santo.

      In Pace, gentile Daouda

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    • Il tuo ragionamento mi sembra analogo a quello di chi, prendendo atto che i sacerdoti sono pochi, pretenderebbe di risolvere il problema ordinando « viri probati » invece di fare come Cristo ci ha insegnato e cioè di pregare « il Padrone della messe perché mandi operai per la sua messe ».

      Se Cristo ha voluto, o anche solo permesso, che Bergoglio diventasse Papa, il problema si risolve:
      – mettendo in forse la nostra sottomissione gerarchica a Pietro
      o
      – pregando sempre per il Papa?

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      • Pregando sempre per il Papa

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      • Come anche Paolo insegna: « non parlerai male del capo del tuo popolo ».

        Ma se il papa è eretico/idolatra/apostata,che è questione di Fede, non di teologia,liturgia,disciplina.

        Se così è, ed è possibile, il papa si autodeporrebbe da sé. Andrebbe semplicemente dichiarato decaduto con coraggio nel modo appropriato, e con coraggio il popolo lo dovrebbe defenestrare, pressando e foss’anche assediando.

        Il Papato non è un sacramento, non ha alcun carattere ontologico, virgolette o non virgolette.
        Lasciando perdere poi le analogie questa frase tua è abbastanza chiara e palesa tutto senza aggiungere null’altro : « Solo lui può decidere di cessare di essere Papa almeno nei suoi doveri o nei suoi diritti. » Giust’appunto.

        Io ho parlato di procedura più sana nella lunga diatriba sul come affrontare un Papa di tal fatta. Poi se si inteda il contro-natura come se il papa NON possa essere eretico mai o che in ogni caso debba rimanere tale questa mi sembra stupidità che non c’entra nulla colla preghiera.

        Ringraziando Dio non faccio parte della sacra gerarchia

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        • ahahahah sacra gerarchia. Scusate.

          Io comunque non è che voglia rompere le uova nel paniere ma stanti a canoni un Vigilio non può essere considerato papa ad esempio. Le vicende di Benedetto IX e tutti gli altri? Giovanni XII e Leone VIII e Benedetto V?

          Ci sono persone che nemmeno diaconi sarebbero dovuti divenire, e li abbiamo avuti come papi infrangendo ogni sacralità. Stare zitti è compiacenza e se il popolo è stato traviato è inutile fare i tridentinisti visto che il bubbone è molto più antico ed il pesce puzza dalla testa.

          Nell’antichità la forza soverchiava il diritto, oggi appare piuttosto il contrario. Il diritto italiano nella sua fumosità credo abbia ben imparato dai cavilli ed i rimaneggiamenti avvenuti in ambito ecclesiastico.
          L’esasperato centralismo ha reso il papa intoccabile e se un giorno l’uomo iniquo si sedesse sul soglio di Pietro ( secondo le interpretazioni malsane di certuni ) qualcuno continuerebbe a dire « preghiamo per Lui » e « rimaniamo sottomessi ».

          Bah.

          La storia parla da sè e ringraziando Dio non siamo sudditi dello stato Vaticano per quanto la sua piccolezza lo rende , nel regime giuridico-fiscale odierno, probabilmente peggio di quando si scannavano , alcuni, per raggiungerne la vetta.

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        • Non fai parte della sacra gerarchia perché hai deciso, come tutti qui, di fare altre cose nella vita.
          E da lontano giudichi chi invece si è messo per anni nelle mani del Signore senza alcuna garanzia di diventare Papa o Cardinale o Vescovo e neppure Parroco !!
          Parli di deposizione di un Papa come se si trattasse di cambiare il segretario di un piccolo partito politico.
          Mi sembra che più sopra Mistrel abbia portato un piccolo contributo sull’argomento, e sia stato subito , di fatto, tacitato anche solo per aver osato farlo.
          A questo è ridotto il popolo di Dio ? A non saper trovare argine alla propria presunzione e un po’ di umiltà nell’espressione?
          In pochi anni la figura del Papa è diventata da l’essere considerata quasi “divina” a l’essere considerata come quella dell’amministratore del condominio, dove qualche condomino più arrabbiato dovrebbe farlo dimettere senza neppure prendersi la briga di verificare se ha i millesimi per essere maggioranza. E tutto questo senza minimamente pensare alle vere conseguenze sul popolo di Dio, che nel 99% dei casi non è affatto interessato a quanto avvenuto con gli Indios, mentre verrebbe scandalizzato dall’appurare che la Chiesa ed il Papa sono tutto meno che protetti dallo Spirito Santo, visto che basta qualche dissidente per farli dimettere, come alla associazione bocciofila sotto casa.

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          • ML non mi dispiaccio a rendermi conto che, se facessi parte della gerarchia ( ridevo che il termine ha già il sacro in sè ) , farei danni peggiori di troppi indegni spesso neanche colpiti dai canoni che lo prevederebbero, o di chi foss’anche « bravo » tale non sarebbe mai dovuto diventare, canoni della Chiesa stessi alla mano.
            Ora fermo restando che siamo tutti nelle mani del Signore, foss’anche gli eretici, gli apostati e gli infedeli , se affronto un discorso in generale, discorso fondamentale ed interessante, non facile ed oltremodo scomodo da affrontarsi su un blog, io sto semplicemente esprimendomi.
            Chi starei giudicando?
            I casi che ho citato sono eclatanti e vergognosi, il papa si commenta da sè, tu forse vuoi rimproverarmi perché affermo che il diritto canonico è rimaneggiato, perché le antiche costituzioni prevedevano requisiti stringenti ed ora no, perché i criteri per la deposizione dei vescovi ed addirittura la possibilità di insubordinazione al Papa è possibile?
            In questo i conservatori radicali ed i progressisti radicali, a prendere gli estremi, sono speculari : prima di tutto prendono solo quel che li interessa ed in secundis non accettano che la Chiesa è piena di deboli come di infiltrati, di gente tronfia per davvero che alla prima occasione ne esce in nome di una purezza che Paolo ci ha dimostrato non esistere fin dall’inizio.

            Se il popolo di Dio ha esageratamente innalzato il Papa, od oggi indebitamente lo declassa a prescindere, la responsabilità e da trovarsi in esso e negli stessi suoi pastori, oltre alle manovre del nemico.

            Sinceramente non ho mai preso parte all’attacco a Francesco, visto che d’altronde ognuno di noi sarebbe degno di condanna. Ha fatto cose buone e non buone.
            Però l’idolatria e la dissacrazione sacrilega mi sembrano accostabili all’eresia od all’apostasia.
            Nessuno però può esigere le dimissioni del Papa, non ha proprio senso.
            Si può discutere se quell’atto è dunque accostabile a questi crimini contro la Fede , io magari in preda all’ira ( ed allo scandalo ) ho perso il freno, ma più che altro è la storia che ha già parlato.

            Mi sembra poi tu nutra un’eccessiva premura di circostanza verso il Popolo di Dio che ha visto di peggio ed è ancora qui proprio perché assistito dallo Spirito Santo Paraclito.

            Per il resto la forma mentis di questa tua frase iniziale mi terrorizza  » chi invece si è messo per anni nelle mani del Signore senza alcuna garanzia di diventare Papa o Cardinale o Vescovo e neppure Parroco » ed io ho parlato con distacco e superficialità di un caso che trova tutti non concordi dietro i loro ideologismi.
            Che poi sia presuntuoso o giudichi , nel senso evangelico del termine, grazie per avermelo ricordato. Hai fatto bene.

            Una buona serata

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      • Per i credenti la ricetta Sarah, ma la gerarchia deve umilmente esporre tutti gli errori del Papa a voce alta.

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  9. A me pare che un conflitto enorme ma rimosso, come si rimuove un pensiero intollerabile, come si rimuovono nell’ inconscio i conflitti che non si riescono a risolvere,come l’ odio per il padre, sia alla base di tante posizioni odierne di cattolici maldipancisti di fronte a questo papa. Si vuole rimuovere come insopportabile un pensiero spontaneo : io non credo e non mi fido e addirittura detesto fin nell’ intimo questo papa pero’ e’ il Papa dunque devo credere in lui , devo seguire lui, devo pregare per lui.
    Questo pensiero conflittuale viene rimosso. Rimane solo “ devo pregare per lui” . Il cattolico medio SI COSTRINGE a pregare per un papa che detesta.Da cio’ tanti mal di pancia,
    Puo’ venire qualche bene da questi contorcimenti mentali, da queste costrizioni del cuore e della ragione? Secondo me no. Secondo me semplicita’ , sincerita’ , coraggio intellettuale soprattutto con se stessi e’ la base . Il cattolicesimo non e’ fede nel papa , non e’ amore per il Papa, non e’ papolatria. Si puo’ detestare il proprio papa ed essere cattolici? Certo, vedi Dante che detesto’ Bonifacio VIII eppure era cattolico.
    Basta con questo pseudoproblema: perche’ e’ uno pseudo problema, Siamo cattolici liberi, sinceri, spirituali.
    L’ amore e’ un moto spontaneo e libero, non ci possiamo OBBLIGARE ad amare e stimare questo papa.E non e’ fondamentale per la nostra vita spirituale.

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    • Perché dovrebbe dare il mal di pancia la fede in un simile brano?
      « Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;
      ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli».
      E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte».
      Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi». (Lc 22.31-34)

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    • Gian Piero: essere in collera va bene, lasciarsi dominare dalla rabbia invece no.
      In Pace

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    • Quindi amiamo chi sentiamo di voler amare e detestiamo che vogliamo detestare.
      Orsù siamo coerenti, così come lo sono i pagani!
      Non lavoriamo sul nostro spirito che non dovrebbe detestare nessuno (figuriamoci il Papa) e non lo facciamo perché noi siamo nel giusto, perché noi abbiamo, ma che dico abbiamo… Noi siamo, la Verità.
      Lasciamo a Cristo la sua follia: « amate i vostri nemici… »
      Poi ci domandiamo perché la Chiesa è messa tanto male…

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      • . Certo i SANTI che vivono perfettamente l’ amore per tutti come distacco dal propio io e come vita nell’ amore di Dio, amano tutti , non detestano nessuno, e serenamente non devono neppure sforzarsi a farlo , perche’ naturalmente , una volta che hanno abbandonato se stessi , l’ amore divino fluisce in loro, come una sorgente inesauribile .E Dio e’ AMORE, Gesu’ sicuramente amo’ fino all’ ultimo persino Giuda e naturalmente ha amato anche Caino e Hitler, anche essi non hanno corrisposto al Suo amore.
        Ad un livello di non-santita’ come e’ il nostro , o almeno il mio ,
        la sincerita’ e’ pero’ preferibile all’ ipocrisia.La sincerita’ di dire quello che spontaneamente e senza costrizioni moralistiche sgorga dal cuore e non fingere.
        Certo si deve pregare per la Chiesa e per il Papa , ma perche’ il Papa faccia del bene alla Chiesa. Se invece un papa fa del male alla Chiesa io non riesco a pregare’ che abbia successo e che il suo pontificato duri a lungo.
        Se e’ un peccato io confesso di farlo, ma sarei ipocrita se fingessi il contrario.
        Ritengo inutili strenui sforzi di volonta’ per inglobare in una visione senza conflitto quello che e’ invece un tremendo conflitto.
        Quello che trovo dannoso per la vita spirituale e’ vivere in continua tensione , come appunto in ambito esistenziale avviene per esempio in una famiglia dove si provi un senso di avversione per il padre ma si faccia finta che non e’ cosi’ , si neghi il conflitto e lo si rimuova nell’ inconscio. Nella vita comune cio’ porta alla nevrosi, nella fede ad un disseccarsi di ogni slancio spontaneo chiudendosi un un volontarismo e in un moralismo che sono il contrario della vita spirituale: il TU DEVI( Ma non sta bene parlar male del Papa, il Papa e’ infallibile, non sei un buon cattolico se non ami il Papa ecc. ecc. ) prende il posto del Tu SEI.
        Ripeto i Santi non sono degli eroi della forza di volonta’ ma dei vasi ripieni di amore divino, amore che trabocca .Gli ipocriti invece sono quelli che credono a forza di moralismo e di Tu Devi di scimmiottare i santi.

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        • Mi intrometto solo per dire per dire due mie sciocchezze.
          Sono in accordo con quanto sostiene sia Simon che Daouda, sia Bariom che lei, Gian Piero.
          Ne faccio esperienza proprio.
          Che non si debba parlar male del Papa mi sembra scontato dato che non lo si deve fare per nessuno, a meno che non vogliamo aggiungere roba di cui dovremo rispondere un giorno (oltre a tutto quello che già combino). Detestarlo men che meno. io, ad esempio, non lo detesto, però neanche lo stimo. Non siamo obbligati a stimare i pastori ma ad obbedir loro nei casi previsti e questo mi pare che ad es. don Ariel lo spieghi bene e correttamente (a mio modesto e insulso giudizio, finora nessuno l’ha cattolicamente smentito).
          Non lo giustifico ma capisco (mi do una certa risposta*) il perché di certe sue azioni e parole.
          Non credo che il cercar di vivere la santità sia da fare come se fosse una soluzione, una ricetta per ottenere un dato risultato che cambi la situazione, ma come unica e sempre a Dio gradita, « cosa » da fare in quanto cristiani. In qualunque situazione ci si trovi occorre farlo. Che poi serva a santificare piano piano il resto del popolo di Dio (il lievito che diceva Simon altrove) è solo conseguenza che frutterà a Dio piacendo.
          Che poi questo pontificato sia punizione per i nostri peccati non posso dirlo con certezza. Probabile.
          Ma il tentar di santificarsi – passatemi il termine, non sono io a « farmi » – non esclude il prendere decisioni (del popolo, dei vescovi come diceva daouda), agire e parlare con parresia intraprendendo qualunque azione necessaria a correggere determinate storture o errori ma senza pretendere o imporre perché appunto autorità piu’ grande non ce n’è in terra. Il passo indietro spetta alla sua libertà non alla nostra imposizione. I vescovi fossero tutti uniti e d’accordo si limiterebbero a « convincerlo ».
          Questo sito stesso poi lo dimostra. Non sta in silenzio ma manco detesta o invita a farlo.
          Insomma, quello che voglio dire è che si può far tutt’e due le cose: tentare di santificarsi senza bisogno di rimuovere dall’inconscio il disagio che il Papa genera e correggere chi devia.
          Pregare per il Papa e la Chiesa è un conto e non vedo che problemi ci siano. Sperare che quest’attuale indirizzo ecclesiastico abbia successo è un altro.
          Anche se personalmente penso che questo pontificato, se dura a lungo, è meglio. Ci sarebbe tutto il tempo per far venire ben bene a galla il problema invece di uno ancor peggiore che ha tutte le probabilità di esserlo dato ciò si sta seminando.
          Francesco è meglio di un Kasper, un Marx ecc.
          Meglio un’influenza che una broncopolmonite, meglio la padella che la brace.
          Nel frattempo le realtà che hanno vocazioni sappiamo quali sono e foss’anche per una questione puramente numerica le cose prima o poi « si sistemano », ché come dice Simon il resto è sterile.

          *Papa GPII era talmente anticomunista che quando gli riferirono le accuse su Maciel Degollado non diede loro peso perché provenivano da ambienti cattocomunisti e pensava fossero calunnie ma si sbagliò clamorosamente (così mi raccontano e mi torna).
          Allo stesso modo, Papa Francesco, che sappiamo da che parte culturalmente pende, non ascolta determinate voci perché crede e/o gli fanno credere che siano inficiate da ideologia opposta invece che determinate da amore vero per Gesu’ e la Chiesa.
          Quindi pur di non dar credito a quelli che lui ritiene degli invasati dà credito ad altri.
          La portata dell’errore non è la stessa evidentemente. GPII ha valutato male una persona, Francesco sta de facto sdoganando un « pensiero di tipo non cattolico all’interno del cattolicesimo ».

          Scusate il romanzo

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        • E infatti tu come me, devi « farti » Santo… o meglio IMPLORARE la Grazia Divina perché ti dia quella santità che Dio ci richiede in modo imperativo.

          Levitico 11,45

          «Poiché io sono il Signore, che vi ho fatti uscire dal paese d’Egitto, per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io sono santo.»

          Quindi se parliamo di ipocrisia, smettiamola con l’ipocrita scusa « è roba da Santi, io non sono mica un santo… » (altra tipica espressione del mondo).

          All’insorgere del nostro malanimo, accettiamo il combattimento, imploriamo Dio! Perché il nemico è la nostra realtà decaduta, è il sobbillatore, non è colui, colei, che il malanimo in noi scatena.
          Allora con lo Spirito Santo che anima il nostro agire, avremo anche Sapienza, Prudenza, Fortezza per agire fuori di noi se necessario, per combattere il male e non causare danni peggiori quando mossi dal nostro ventre solo perché non riusciamo a dominarlo.

          E’ questo il persistente invito alla conversione nostra che anche da queste pagine emerge costantemente pur nel « denunciare », evidenziare le storture e i limiti di questa o quella situazione.

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        • Scrivi: « Se invece un papa fa del male alla Chiesa io non riesco a pregare’ che abbia successo e che il suo pontificato duri a lungo. »
          Ma tu non credi che, quando si prega per il padre « in una famiglia dove si provi un senso di avversione per il padre », ci si rivolga al Signore perché quel padre continui ad essere quello che è ed a fare quello che fa o perché sia il Signore a trovare o a farci trovare la soluzione per una situazione che crea dolore in chi la vive?

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  10. Ho visto il commento di Bariom dopo aver pubblicato il mio.
    Ha espresso meglio, brevemente e pure prima ciò che intendevo.
    Pardon

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  11. Su Sinodo amazzonico e Pachamama, mi permetto segnalare le parole del cardinal Gerhard Mueller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede:

    https://www.sabinopaciolla.com/muller-quando-i-pastori-dormono-scatta-lora-dei-laici/

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  12. Nuovo, articolato intervento di Mons. Athanasius Schneider su Pachamama, Gaia onusiana, cattolici negatori di evidenze, idolatria e autentica inculturazione.

    Lo consiglio vivamente. Monumentale, a mio giudizio:

    https://www.lifesitenews.com/opinion/bishop-athanasius-schneider-pachamama-was-worshiped-at-vatican-and-it-wasnt-harmless

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