Ecologia e cristianesimo: alcune notazioni

Tonari no Totoro (1988)

Con il Sinodo sull’Amazzonia oramai imminente – complice un discusso documento di preparazione ai lavori – , molti canali di informazione mainstream (e non) stanno puntando la loro attenzione sulla questione ecologista.

Inutile scrivere che, come al solito, la polarizzazione fra i due fronti non solo è presente, ma sembra quasi voluta. Come esempio su tutti credo possa bastare la piccola diatriba che sta avvenendo in questi giorni fra il (neo) Avvenire e la Nuova Bussola quotidiana. Sunto della vicenda ben fatto dal direttore di quest’ultima nel suo ultimo editoriale. Avvenire da un lato ha ingranato la quinta marcia sull’ecologia e urla ai quattro venti la concreta possibilità di una estinzione di massa. Di converso Cascioli sembra suggerire che l’unico rischio esistente in tutto questo è “l’apostasia del cattolicesimo”. Citazione letterale. Pere e mele.

Vorrei tentare con questo mio breve scritto di trovare la classica via mediana di “Croce-Via” entro la quale ascrivere eventuali futuri approfondimenti post sinodali dedicati alla questione. Piccole riflessioni minime, passibili di approfondimenti futuri.

Innanzitutto una piccola notazione logica che a molti potrebbe suonare come una bomba. L’inquinamento “in sè” non esiste.
Booom.
Eppure basta pensarci un secondo in più per capire che la questione esiste solo in quanto “relativa alla vita umana sul pianeta terra”. L’inquinamento è “effetto indesiderato che potrebbe rovinare l’ecosistema che consente la vita umana sulla terra qui e ora”. Punto.
Prevengo una sicura critica di colui che ritiene che inquinare significa rovinare l’ecosistema per la “vita” in generale. Tralascio la prima richiesta che farei a costui di specificare cosa si intenda per “vita” (concetto che gli scienziati non sanno stabilire precisamente e i filosofi sono combattuti da sempre) ed entriamo subito in medias res, richiamandoci all’antropologia cattolica: qui riteniamo che l’essere umano sia l’unico essere vivente che dispone del creato (Adamo ha il potere di dare i nomi alle cose) e come tale, oltre ad esserne il responsabile, è anche quello “a capo” del Creato, non come proprietario, ma come completo disponente. In questa visione se l’uomo viene a mancare completamente, il Creato stesso diviene senza fine intriseco contingente. Pertanto il problema inquinamento non può non essere legato a doppio filo solo con il problema umano, non della vita in generale.

Un esempio per capirci: se davvero cadde un asteroide sulla terra che oscurò il sole per anni facendo morire i Dinosauri, questo evento- che potrebbe essere considerabile inquinamento naturale nei confronti di viventi – non è inquinamento. Lo sarebbe se succedesse oggi, con l’uomo in vita su questo pianeta.

Veniamo al punto logico quindi: se l’inquinamento è legato all’uomo, l’uomo è il principale oggetto del discorso quindi l’antropocentrismo è ai massimi livelli, non ai minimi come certi discorsi sembrano presupporre. Per intenderci dire che l’uomo è “il cancro della terra” perché sta inquinando, è un ossimoro nella visione cattolica oltre che una baggianata filosofica. L’uomo al massimo, stando ad alcuni (!) studi, si sta suicidando perché inquinando non permetterà il proseguimento della stessa vita umana su una terra che – qualora inquinata – è e resta indifferente! Coloro che ritengono l’uomo un cancro soffrono dello stesso problema di schizzofrenia del malthusiano che discute durante un viaggio in aereo sul fatto che i bambini vanno soppressi nei ventri delle madri con l’aborto perché una volta nati inquinano. Sta letteralmente dicendo “l’uomo che verrà è il cancro della terra, finché ci sono io però lasciate la terra come è perché in questo modo IO… vivo!”.

Un applauso al genio.

Continuiamo con una seconda notazione che deriva direttamente dalla riflessione del Cascioli. Egli denuncia che ” Il cristianesimo diventa l’imputato perché è la causa dell’antropocentrismo che sta distruggendo la terra e infatti deve imparare da altre religioni come si vive in armonia con la natura.”. Divido il problema (semper distinguit dice il motto tomista!): da un lato c’è il problema di definire “natura” (concetto che per molti è inclusivo di tutto tranne che dell’uomo stesso…), dall’altro quello di stabilire che il confronto fa sempre bene a tutti, ma c’è chi parte “studiato” e chi no.
Mi spiego.

Sul discorso del concetto di “natura”: cosa significa vivere in “armonia con la natura” se nella natura comprendi tutti gli esseri viventi compreso l’uomo? Semplicemente significa quello che ho detto finora: l’uomo deve capire che si deve trattare l’ecosistema in modo che SERVA meglio l’uomo che verrà perché (Attenzione, bomba atomica per la visione moderna) la vita dei nostri figli è più importante della nostra! In caso di pericolo di questi infatti si deve essere disposti a perdere la propria vita per la loro. Come per gli amici, dice Gesù.
Quindi vivere “secondo natura” significa vivere con l’uomo al centro di tutto, quindi antropocentrismo puro. Se con “natura” si intende tutto tranne l’uomo, rientriamo nella riflessione precedente e con grandi risate mi allontano da questi (s)ragionamenti. L’uomo è il fulcro, il perno della questione.

Il problema quindi è un altro: che cosa è l’uomo e a chi deve rendere conto? Cioè: esiste un fine ultimo dell’uomo? Questa è la domanda cardine. Domanda alla quale oggi non solo non si conosce risposta, ma non si possiede nemmeno più la chiave di lettura per la domanda stessa. Non per nulla è un’epoca di morte per persone illogiche.
Il grande Battiato direbbe: “In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore”. La grandezza dell’arte sta nel fulminea profonda brevità.

Arriviamo al secondo punto e con esso chiudiamo questo primo tentativo di analisi del problema: c’è chi ha il talento per lo studio, ha ricevuto molto e ora – di fronte ad ogni problema – “nasce studiato”. Questo non significa che egli ha più meriti o conti di più, solo che ha più responsabilità nei confronti di altri, con talenti diversi e storie diverse. Il cristiano è quello che ha talento per lo studio della realtà, ha ricevuto una tradizione millenaria di riflessioni al proposito e quindi possiede molte chiavi per leggerla “nella Verità”; ha molto a disposizione per la sua comprensione. Anzi, gli è stato dato “tutto” quello che deve essere saputo per la comprensione della Verità della Realtà e quindi di utilizzo della stessa per il suo fine ultimo (che, en passant, lo ricordo a tutti, è la salvezza). Nel tempo egli può comprendere di più. Oppure dimenticare quasi tutto. Appunto.

Questo significa che è giusto capire come gli altri hanno cercato, nelle loro religioni o consuetudini, di gestire al meglio il rapporto di servitù fra uomo e Creato (che è un rapporto quindi non a senso unico!), ma si sappia che la visione “Vera” entro cui leggere queste modalità di rapporto è quella classica cattolica. Quindi, conclusione: ritorniamo a capire la classica visione della realtà cattolica, la si accetti per quella che è (cioè se sei cattolico devi capire quali sono i paletti entro i quali la realtà va letta e farli tuoi, punto!), e quindi si facciano tutte le dispute che si vuole. Cosi facendo non ci saranno rischi eretici di sorta e magari si capiranno modi di fare di buon senso che si potrebbero adottare (non foss’anche salutare e ringraziare un albero di canfora come in Tonari no Totoro di Miyazaki), ma solo perché conformi alla Verità (ad esempio non si ringrazia l’albero per aver “protetto” qualcuno dal presunto fato avverso, chi ha visto il film può capire).

Penso possa bastare per ora, per coloro che sono proni alla vulgata mainstream già queste poche righe di puro buon senso suoneranno come una pericolosa orchestra ubriaca.

Felice di aver dato il “la” alla stessa.

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65 replies

  1. Caro minstrel, ho letto con attenzione ma non sono riuscito a capire in che senso la tua posizione si collocherebbe su una linea mediana tra il fanatismo ecologista di Avvenire e l’osservazione Cattolica del reale che ne fa Cascioli. Secondo me tu e Cascioli vi collocate su posizioni perfettamente allineate, solo che tu, prudentemente, non ti spingi fino alle estreme conseguenze del ragionamento (o dell’osservazione del reale). Non sto qui a dire che fai male, anzi, può darsi che sia giusto usare prudenza.

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    • Si, direi che da un lato c’è la prudenza, dall’altra l’idea che il confronto con gli altri sia comunque una buona cosa come principio base SE ben gestita e vissuta con precise prerogative. Grazie del commento!

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  2. A me sembra che un approccio cosi neutro inizii una discussione che per gli ecologisti è gia stata superata. Dal momento che il problema è il CO2 e si chiama AGW o ACC, dove la A sta per antropogenico l`uomo è gia stato dichiarato colpevole e da conservare è il pianeta non l`uomo.
    A questo a contribuito purtroppo LS che tutto questo discorso lo ha saltato andando ad affermare come vero è attuale l`AGW. Dove si preoccupa delle specie che vivono dei pantani senza chiarire che come dici: Pertanto il problema inquinamento non può non essere legato a doppio filo solo con il problema umano, non della vita in generale.
    Purtroppo abbiamo letto con troppa carita e poca prudenza LS e ora abbiamo il Sinodo dell`Ammazzonia.

    PS: Una domanda, preoccuparci per le future generazioni a scapito degli uomini di oggi fino a che punto è cristiano? Lo chiedo per il Non preoccupatevi di cosa mangiare o cosa vestire.

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    • Che sia un approccio superato non lo credo, direi piuttosto che è stato dimenticato o peggio ancora non conosciuto ai più. Il punto cardine è che il pianeta resisterà a tutto, apocalissi immani comprese salvo il sole in nana rossa e simili. La vita quasi a tutto, ci sono batteri che nelle radiazioni stanno da Dio o a 50° crescono che è un piacere. Il punto è che il “mio” è l’unico approccio che mi appare logico al problema…

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      • Sono d’accordo il mio superato si riferisce al punto in cui quei ragionamenti sono utili al dibattito. “L’altra parte” ha saltato o riggettato quei argomenti ed é lanciata in una lotta contro l’ uomo.

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    • Riguardo alla tua domanda finale, buonissima, risponderei che la ricerca della santità (l’essere Pio di Simon) corrisponde necessariamente ad avere un rapporto con il Creato di tipo fecondativo. La preoccupazione per il futuro quindi, utopicamente, non ci sarebbe in questo caso poiché uno che vive santamente anche l’aspetto del rapporto con il creato, anche non preoccupandosi di cose prettamente materiali, manterrà integro quest’ultimo “automaticamente” per le generazioni future.
      Per altro non per niente ho fatto come esempio di santo Pio il protagonista del racconto di Giono il quale “ha trovato un bel modo di essere felice”, Santo diremmo noi, che è in soldoni quello di piantare alberi, ma è il COME e il perché lo fa a rendere il tutto speciale, pio.
      Grazie dei commenti!

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    • Preoccuparsi per le future generazioni non è a scapito degli uomini di oggi, come afferma senza prove blaspal59, ma se anche lo fosse non sarebbe contrario al consiglio evangelico di non preoccuparsi di cosa mangiare o cosa vestire, anzi. Il consiglio è infatti rivolto a noi del tempo presente che non dobbiamo preoccuparci di cosa mangiare e di cosa vestire perché c’è già un Padre provvidente che ci soccorre in queste necessità, tanto più quando seguiamo i suoi consigli. Siamo invece chiamati a preoccuparci del prossimo, nel senso spaziale come in quello temporale (le prossime generazioni), affinché non poniamo ostacoli alla provvidenza di Dio che vuole operare verso di loro anche attraverso di noi.

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      • Spiegami come riduci il CO2 senza nuocere l’attuale generazione. Forse non vi accorgete ma tutte quelle energie rinnovabile sono carissime, come é carissimo ed innefficiente il riciclo dei rifiuti.

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        • Intanto andrebbe distinto il dovere di conservare il nostro pianeta nel migliore dei modi per le generazioni future, dalla semplice riduzione di CO2 come se fosse solo quello, sopratutto quello.
          In realtà il dibattito che si è sviluppato tra sostenitori dell’AGW e detrattori dell’AGW ha alterato alla base le forme di comprensione reciproca del tema.
          Se anche infatti non esistessa l’AGW , questo non significherebbe che l’uomo non stia attivamente alterando il suolo ed il sottosuolo in maniera irreversibile in tempi brevi, e che questo non inciderà sulla sopravvivenza dell’uomo stesso. La plastica è dannosa anche se l’AGW non esiste.
          E come essa mille materiali chimici e composizioni artificiali che la natura non può creare da se e che sono quindi opera umana.
          In ogni caso la tua domanda è : “Spiegami come riduci il CO2 senza nuocere l’attuale generazione”.
          Evidentemente siamo cosi intrisi di consumismo/capitalismo da non riuscire piu a percepire una società meno consumista/capitalista.
          I nostri nonni avevano 2 vestiti nell’armadio. I vestiti costavano tanto, non potevi comprarti 30 camice. Ne avevi 3 con i colletti e polsini intercambiabili. Eppure non si moriva di freddo.
          Una lavatrice costava come uno stipendio. Ma se si rompeva si riparava e durava 20 anni. E continuava a lavare .
          E cosi via.
          E’ evidente che il modello economico che abbiamo costruito non può concepire una riduzione dei consumi ed un aumento dei prezzi dei beni. Siamo abituati al contrario.
          Eppure solo dalla riduzione della produzione dei beni può innestarsi il circolo virtuoso della riduzione effettiva dei rifiuti.
          Oggi le fonti di energia alternative sembrano costare di piu. Ma se sul petrolio si mettesse una “tassa inquinamento” del 200% , scommetto che tutti userebbero le fonti alternative. Spegnerebbero le luci nelle stanze, modererebbero i consumi. Prenderebbero i mezzi pubblici.
          Allo stesso tempo l’aumento del consumo delle fonti alternative e più ecologiche ne ridurrebbe il prezzo
          E’ ovvio che sia un grande, ernorme, cambio di paradigma. Ma siamo sicuri che non farlo sia la cosa giusta ? Siamo sicuri che sia solo il “prezzo di mercato” che debba indicare quali sono le cose da comprare o meno?
          Siamo sicuri che chi resiste non stia in realtà tagliando il ramo su cui è poggiato?
          Io non sono un ecologista integralista, ma la salvaguardia dell’habitat umano è una cosa assolutamente cristiana!
          Come giustamente ha ricordato Mistrel la “vita” non ha bisogno dell’uomo, e non ha bisogno dell’habitat che più all’uomo si addice. Vi sono batteri , animali, vegetali , che nascono , resistono e prosperano in ambienti assolutamente ostili all’uomo.
          Ma l’uomo non può progettare coscientemente di distruggere lentamente l’habitat che poi lascia alle generazioni future all’infinito (basta salire su un aeroplano per vedere quanto l’uomo abbia modificato ogni pezzo di terreno pianeggiante con costruzioni, colture, fabbriche, strade, ponti, etc etc…),
          Questo non è “ecologismo”! E’ banale buon senso, ed è assolutamente cristiano perchè non sappiamo quando il mondo finirà , e dobbiamo quindi vivere conservandolo come se non dovesse finire mai.
          Siamo tutti ammirati di fronte alle piramidi di Cheope. Sono li da 5000 anni! 5000 anni all’aria aperta ed alle intemperie. E non si sono ridotte della meta o di 2/3. si sono solo leggermente abbassate .
          Se nessuno interviene, a tuo parere quando il terreno dove sono costruite sarà di nuovo piatto e coltivabile ? 10000 anni ? 20000 anni?
          Se si costruisce un palazzo di cemento , e poi lo si lascia li, secondo te quanto impiega la natura a far tornare quella porzione di terreno, dove è costruito il palazzo , allo stato originale? Te lo dico io : più di 3000 anni.
          Questo significa che se l’uomo sparisse ora suoi resti impatterebbero cmq sul pianeta per almeno 4/5000 anni, solo per le costruzioni, mentre le plastiche ed altri materiali sono quasi “per sempre”.
          La produzione senza riciclo completo è il vero nemico attuale dell’uomo (non del pianeta, perchè poi alla fine il pianeta sopravviverà all’uomo).
          Limitare i consumi porterà alla fame il pianeta e colpirà i deboli ? Certo! Se a limitare i consumi dovessero essere loro. Il problema è che a limitare i consumi ed a rivedere il nostro modo di consumare dovremmo essere noi “occidentali” . Questo è il motivo per il quale c’è tanta resistenza. Non prendiamoci in giro…a nessuno va di rinunciare ad un po della propria porzione di benessere…e per non farlo si inventano mille ragioni, e qualche volta si vuole persino far finta che a Dio di come trattiamo il creato non importi.

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          • Se anche infatti non esistessa l’AGW , questo non significherebbe che l’uomo non stia attivamente alterando il suolo ed il sottosuolo in maniera irreversibile in tempi brevi, e che questo non inciderà sulla sopravvivenza dell’uomo stesso. La plastica è dannosa anche se l’AGW non esiste.
            Si, in principio ma una cosa è risolvere i problemi ecologici considerando vero l problema del aumento del CO2 e un`altra non considerandolo. Per esempio i problema secondo me più grave è il trattamento dei rifiuti. Una soluzione pratica sono i termovalorzzatori ma producono CO2.
            Limitare i consumi porterà alla fame il pianeta e colpirà i deboli ? Certo! Se a limitare i consumi dovessero essere loro. Il problema è che a limitare i consumi ed a rivedere il nostro modo di consumare dovremmo essere noi “occidentali” . Questo è il motivo per il quale c’è tanta resistenza. Non prendiamoci in giro…a nessuno va di rinunciare ad un po della propria porzione di benessere…e per non farlo si inventano mille ragioni, e qualche volta si vuole persino far finta che a Dio di come trattiamo il creato non importi.
            Parlare di limitare i consumi mentre si naviga su internet in un computer è un po contraddittorio. Che i ricchi limitino i consumi nuoce più ai poveri che ai ricchi.
            Il problema che si pone qui è se sia lecito che lo stato di Amazonas del Brasile che ha 2,57 ab/km2 sia transformato in uno stato con 72 ab/km2 come ha la provincia di Trento. Il cambio alla natura che hanno fatto gli europei nelle Alpi è contro la natura? contro le prossime generazioni? è immorale? Perchè non potrebbero fare lostesso i brasiliani’

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            • Questo tuo è un ottimo esempio di come la Chiesa non debba imporre un modello ideologico, economico, sociale abusando della sua autorità religiosa: ci perderà solo autorevolezza morale.

              Infatti le due tesi sono cristianamente possibili: sia scegliere di lasciare i selvaggi allo stato selvaggio, sia sviluppare il contesto per farne un secondo Alto Adige: nei due casi si ha lo stesso fine, e cioè preservare al meglio la casa Comune, ma sono i metodi che sono differenti e nessuno dei sue è intrinsecamente buono o malvagio. Condannare l’uno vuol solo dirsi essere disconensso dalla realtà reale e usare di schemi a prioristici di tipo ideologico: e la Chiesa non può diventare un veicolo ideologico.

              La miglior soluzione è di formare le persone in carica, o che saranno in carica, di queste problematiche affinché siano capaci di prudenza, coraggio, temperanza e senso della giustizia per renderle capaci di risolvere i problemi l’uno dopo l’altro per il meglio.

              Di certo, accessoriamente, non è clericizzando gli indigeni, facendone sacredoti o diaconesse, che si risolverà questa problematica, se davvero c’è una problematica.

              In Pace

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        • @blaspas59
          Quando dico che bisogna preoccuparsi delle generazioni future non intendo affatto sposare tutta la vulgata antiscientifica, sensazionalistica e catastrofista dell’ecologismo engagè. Personalmente ritengo che le generazioni future non vanno protette dalla CO2, ma innanzitutto da ideologie pagane e antiumane come appunto l’ecologismo, secundo cui l’uomo è un cancro da estirpare. Non il riscaldamento globale, ma tali ideologie sono la principale minaccia per le generazioni future, perché in futuro – ma già è così – controllo delle nascite forzato, sterilizzazione di massa, aborto libero fino al parto e riprogrammazione dell’identità di genere saranno pratiche sistematiche e globalizzate come una soluzione finale in larga scala, spinte dalla forza economica di lobby senza scupoli e senza Dio (cioè asservite al demonio) che con l’alibi di curare il pianeta, perseguono l’unico fine di distruggere l’opera di Dio, cioè il Creato con a capo Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo. Per distruggere il Creato, infatti, non basta una guerra mondiale termonucleare, c’è bisogno di deturpare il volto di Gesù Cristo per mezzo del quale tutto è stato fatto, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

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          • Benissimo. Ma anche dalla Chiesa ci vogliono imporre come problema ecologico il cambio climatico antropogenico. E lo presentano come un fatto compiuto. Tutti i tuoi ragionamenti sono usati a loro favore per imporre un agenda anti umana. Non vedo altra via di confrontare con questa gente a gamba tesa perche sono chiusi ad ogni ragionamento.

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      • La terra, con le sue foreste e gli oceani, produce circa 770 Gt/anno di CO2.
        Oggi l’uomo, con tutte le sue pur sconsiderate attività industriali ed agricole, produce 29 Gt/anno di CO2.
        Mi torna alla mente la « mosca cocchiera » di Fedro, convinta di essere lei a guidare la mula…

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        • però il carbonio in natura compie un ciclo in cui (sintetizzando) esso viene emesso come CO2 in atmosfera principalmente attraverso la respirazione cellulare, e poi viene fissato dalle piante come glucosio e diventa parte di vari biomolecole, sia negli organismi viventi che nella materia in decomposizione, o come molecole inorganiche
          il ciclo per sua natura sarebbe a somma zero, e in grado di riassorbire in tempi accettabili eventi come incendi, eruzioni etc che lo turbino
          noi invece abbiamo turbato il ciclo:
          – aumentando le emissioni di CO2 in atmosfera
          – distruggendo o destabilizzando tutti i posti che fungevano da ‘trappola’ per la CO2, come foreste mature, torbiere etc
          ergo è ovvio che il ciclo non è più a somma zero ma tende ad aumentare la concentrazione di questo gas in atmosfera
          PS l’uomo è riuscito con la sua insipienza a perdere la grazia di Dio una volta nei suoi progenitori, in confronto creare problemi come quelli climatici non è niente

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          • Estraggo da https://pellegrininellaverita.com/2018/11/10/la-scienza-non-e-il-magistero-di-dio/

            “Zavatti e Mariani su La Nuova BQ segnalano inoltre che “del succitato incremento di resa delle grandi colture una frazione non enorme ma certo significativa (grossomodo un 20-30% dal 1961 ad oggi) si deve all’incremento dei livelli atmosferici di CO2, che migliorano la nutrizione carbonica dei vegetali aumentandone anche la resistenza alla siccità.” A tale incremento di CO2 si deve in ampia misura il fenomeno di global greening che, come abbiamo già scritto, ha portato negli ultimi 30 anni circa alla formazione sul nostro pianeta di una sorta di nuovo continente verde con una superficie di 18 milioni di chilometri quadrati, cioè doppia di quella degli USA. Il fenomeno sta determinando un arretramento dei deserti, sia di quelli caldi (alle latitudini tropicali) sia di quelli freddi (a latitudini più settentrionali).”

            Tutte queste disquisizioni scientifche non posso essere erte al livello di verità rivelata e a fondamenta per comportamenti morali costrittivi.

            In Pace

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            • il cosiddetto global greening è dovuto a una somma di tre fattori:
              – aumento della CO2 in atmosfera
              – aumento delle temperature medie
              – maggiore disponibilità di azoto (da quando abbiamo saputo ottenere l’ammoniaca dall’azoto atmosferico abbiamo aumentato la quantità di composti azotati presenti nell’ambiente)

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              • Certamente che il global greening è dovuto a più fattori.

                Ti potrà anche interessare il recentissimo articolo “NO EXPERIMENTAL EVIDENCE FOR THE SIGNIFICANT ANTHROPOGENIC CLIMATE CHANGE” di J. KAUPPINEN AND P. MALMI del 29 giugno 2019 e ritrovabile qui: https://arxiv.org/pdf/1907.00165.pdf

                In particolare mettono in evidenza che durante gli ultimi 100 anni il diosside di carbone ha partecipato solo per 0.1°C della crescita della temperatura media e che la componente umana ha parteicpato dello 0.01°C e concludono che ne nella pratica non c’è nessun cambiamento antropogenetico significativo.

                Secondo me (come espresso più volte in passato remoto in questa sede e su Critica Scientifca in particolare) la precessione del nord magnetico ha più influenza permettendo una differente esposizione alla radiazione cosmica della nostra atmosfera. Questa mia ipotesi lanciata un po’ così sembra trovare una conferma scientifca in un articolo del 3 luglio 2019 della Kobe University in Giappone leggibile qui: https://www.sciencedaily.com/releases/2019/07/190703121407.htm e che afferma “New evidence suggests that high-energy particles from space known as galactic cosmic rays affect the Earth’s climate by increasing cloud cover, causing an ‘umbrella effect'”

                Tutto questo per dire e suggerire che l’ecologismo intorno al CO2 è forse la peggior forma di conservatismo immaginato dall’uomo, in quanto lo rende incapace di rendere conto di cambiamenti che vanno aldilà della portata umana e tenta di relegare l’uomo in una posizione di paura di fronte ai cambiamenti, invece di cercare di capire e sposare i cambiamenti in atto indipendentemente da lui e cercarne di trarne del positivo. Ad esempio, come usare del global greening positivamente?

                Dimentichiamoci della Laudato Si in quanto documento (pseudo-) magisteriale per uscire dalla tentazione di un conservatismo anti-umano propinatoci dall’ideologia ecologista del pensiero unico mondano.

                In Pace

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          • Stando ai dati, al giorno d’oggi il ciclo naturale del CO2 non è in equilibrio, ma la terra ed i mari producono 771Gt/anno di CO2 e ne consumano 788 Gt/anno: https://skepticalscience.com/translation.php?a=16&l=17
            la terra e i mari consumano quindi, oggi, 17 Gt di CO2 in più di quanto ne producano: in quanti anni verrebbe ridotta a zero la produzione naturale di CO2, se non ci fossero le emissioni umane, ad un ritmo di decremento annuo del 2,15%?
            Siccome però, nei fatti, la produzione di CO2 va avanti da millenni e millenni, non credi che Chi ha deciso che l’universo sia quello che è, abbia anche previsto che la natura sia in grado di correggere eventuali “squilibri” introdotti da una mosca convinta di essere un cocchiere?

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            • Discussione inutile mosca o cocchiere ci diranno che abbiamo l`obbligo morale di ridurre il CO2 e l`unica maniera di farlo è ridurre la popolazione.
              Se si vuol entrare nel scientifico bisogna andare alle basi, non esiste correlazione tra concentrazione di CO2 nell`atmosfera e la temperatura media della terra, (qualunque cosa essa sia). Se non c`è correlazione non puo eserci causalità forse solo influenza minore.

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  3. A proposito di “paletti” cattolici, ecco Muller che ne fornisce uno enorme: “Noi abbiamo la concezione di una fede rivelata, storicamente realizzata nell’incarnazione del Verbo del Padre in Gesù Cristo, infusa dallo Spirito Santo. Ma la Chiesa cattolica non è una religione come una naturale relazione alla trascendenza. Non possiamo comprendere la Chiesa cattolica solo nell’ambito di un concetto di religione. Le religioni sono fatte dall’uomo, sono impressioni, mezzi, riti di desideri antropologici e pensieri sul mondo, ma la nostra fede si basa sulla rivelazione di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento, in Gesù Cristo. Pertanto, dobbiamo correggere questo modo di pensare in questo documento in un modo più cattolico”

    http://www.marcotosatti.com/2019/07/06/muller-amazzonia-correggere-il-documento-perche-sia-cattolico/

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  4. Scusate il realismo : ma sapete cosa gliene frega, cosa se ne fanno dei “ paletti cattolici ” , della “ visione cattolica della realta’ “ le attuali gerarchie sedicenti cattoliche, vescovi teologi,cardinali inclusi che determineranno l’ esito del Sinodo sull’ Amazzonia ?….
    Al limite i paletti [eccettera eccettera eccettera…].
    Oh anime belle, platoniche e serafiche, che vivete un palmo sopra la Terra, scendete dall’ Iperuranio e prendete atto della realta’ della Chiesa cattolica oggi, la realta’ NUDA E CRUDA
    Oppure continuate pure a fare i vostri discorsi nelle belle nuvole , mentre sulla dura terra la dura e orribile realta’ procede.

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    • Il futuro in sé non esiste e qualora esistesse la conoscenza dello stesso sarebbe privilegio divino. Non so se mi sono spiegato.
      Mi sono anche permesso di censurare una parte di commento: le battute sarcastiche di dubbio gusto, anche se comprensibili poiché scaturite dall’ira che si cerca di contenere, è meglio lasciarle nei desiderata.

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  5. Caro Minstrel
    ti ringrazio per il tuo intervento: io stesso ho riflettuto molto se intervenire rispetto all’Instrumentum Laboris del prossimo Sinodo reso pubblico qualche settimana fa e ho deciso di no.

    Fa pena, grandissima pena, vedere le strutture ufficiali della Chiesa cattolica perdersi in considerazioni che nulla hanno a che vedere con il Cristianesimo, e questo non perchè opposte ad esso, ma, semplicemente perchè ad esso ortogonali.

    Cristo ha chiesto alla Chiesa di andare, insegnare e battezzare: non c’è nessun passo biblico o evangelico che dica che la Sua missione sia andare ad ascoltare e farsi “imparare” come direbbe un bambino.

    Ovviamente per insegnare bisogna saper ascoltare e discernere: ascoltare e discernere quel che c’è di positivo nel vissuto delle persone che si incontrano e farne leva per annunciare ed insegnare. Ottimo l’esempio di San Paolo nell’Aeropago ateniese: lui osservò, ascoltò e vide, non Zeus o Era, ma il dio ignoto e insegnò dal quel punto di appoggio nella cultura ateniese per farne leva magisteriale.

    Nell’ I.L. invece tutto è preso dalle culture locali senza distinzione, i selvaggi sono buoni, vicini alla natura, senza peccato, roussoisti, e la Chiesa dovrebbe farsi “imparare” da loro: siamo al rovesciamento del comandamento di Cristo, formalmente e materialmente.

    In realtà, tutta questa mentalità imbecille (nel senso etimologico del termine, ovviamente) già era in filigrana (ma mica tanto) nella Laudato Sì, che è un documento dai contenuti profani e presentato come il sommo del pensiero sociale contemporaneo della struttura ecclesiale attuale.

    In realtà, la Laudato Sì è il sommo dell’eresia pelagiana: per salvarsi, andare in cielo, l’uomo deve fare, e deve fare l’ecologico, è il solo merito spirituale concreto insegnato da coloro che dirigono la struttura gerarchica della Chiesa cattolica in questi anni: addirittura qualcuno ha anche detto che bisognerebbe confessarsi di comportamenti non “ecologici”.

    Siamo in una situazione storica anomala, dove non si cerca per l’Amazonia, come fare per convertire le popolazioni locali e aiutarle a vivere le virtù cardinali e teologali in modo più zelato, ma dove si propone una clericalizzazione accresciuta della popolazione da un lato e il rifiuto di annunciare la Buona Novella nella sua integralità: perchè, sì,è la Buona Novella annunciata in tutti modi compreso a contro-vento (in questo contesto a contro-cultura locale, se necessario) che salva le anime e aiuta a costruire una società migliore, non l’essere un ideologo ecologista da due soldi che segue una ragazzina con tanto di Asperger quasi fosse un novello messia per rimpiazzare Quello nel quale in realtà codesti non credono più.

    La soluzione per l’ecosistema, ecosocieltà, l’ecocultura, l’ecoreligione, l’ecocattolicesimo è di smetterla di disperdersi nel fumo mondano e ritornare alla Buona Novella, nella propria vita, sviluppando con energia e la grazia dello Spirito Santo tutte le virtù necessarie cardinali e teologali: senza uomini pii il futuro dell’umanità non esisterà mai.

    In Pace

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    • Concordo perfettamente.
      Mentre però aspettiamo che tutto il mondo diventi pio , l’uomo ha dimostrato di essere molto più veloce nel consumare l’ambiente intorno.
      Non vedo perchè lavorare per consumare meno e consumare meglio non sia una cosa che si possa fare in parallelo a diventare sempre più pii.
      Dove è la contraddizione ? Forse che per essere un uomo pio occorre dormire con la luce accesa, lasciare l’acqua aperta, buttare la plastica nel mare e cambiare l’auto ogni 3 mesi ?
      Non ci si deve preoccupare di tutto questo ?
      Gli stessi che dicono che non ci si deve preoccupare di tutto questo poi si preoccupano che l’europa non venga invasa da migranti di colore, o che le usanze della propria “patria” non vengano alterate da iniezioni esterne.
      Caro Simon, quanta gente conosci che veramente vive di provvidenza, lavora nella vigna del signore senza preoccuparsi di cosa mangerà o berrà (anche se ha figli) , e se riceve un torto non risponde ?
      Te lo dico io : pochissima. Non sufficiente ad impedire la deriva consumistica del mondo. E allora perchè non allearsi con tanti altri che nel mondo non sono Cattolici ma che in qualche mondo al mondo tengono ? Le strade del Signore sono infinite.

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      • Proprio non ci siamo o, piuttosto, non ci sei.

        (1) non abbiamo da “aspettare” che “tutto il mondo diventi pio”: non esistono processi per diventare pii, il diventare pio non ha nulla di temporale, è il risultato di una decisione da attuare in questo mio Luogo e in questo mio Evo, dove incontro il Cristo, e che risponde ad un invito divino offerto a tutti universalmente ed in ogni circostanza.

        (2) Consumare meno o meglio non è causa di accresciuta pietas, ma proprio il contrario: è la pietas vissuta con intensità che causa un consumare meno o meglio, casomai.

        (3) Il problema è che tu ragioni come quella parte della gerarchia della struttura ecclesiastica odierna che ha rimpiazzato la Fede con l’ecologismo; la Speranza con l’ottimismo rousseauista che crede che i giovani ed i selvaggi amazonici e altrove siano innocenti da ogni peccato originale e da cui la Chiesa potrebbe “imparare” cose nuove aldilà del Depositum Fidei; la Carità con legislazioni che costringono a volte anche a detrimento dell’umanità, come lo sono tutte quelle più o meno apertamente contraccettive, eugeniste, abortiste, eutanasiste.

        (4) Non ci fosse nessuna deriva consumistica, non ci sarebbero ancora più santi in Cielo: credere che la Salvezza possa essere la conseguenza del comprare meno plastica e usare meno petrolio o diminuire il numero di umani e tutto questo senza vivere secondo i 10 comandamenti è lo specchio alle allodole proprio alle menti torte, incolte e con una vita spirituale ridotta e, probabilmente, molto vicina a zero.

        In Pace

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        • Ho forse mai detto che la sola cura per l’ambiente fa diventare Santi ?
          E’ vero secondo me ,però, il contrario : tra le tante caratteristiche del Santo odierno c’è anche avere un occhio per il consumo dell’Habitat umano.
          E questo dice la Chiesa : Il cristiano , tra le tante caratteristiche , non può essere un inquinatore consapevole (o fintamente inconsapevole). E’ necessario prendere coscienza del poter degli esseri umani in questo campo, ne più ne meno come si prende coscienza della manipolazione dei geni e di quanto il progresso scientifico , oggi, ci mette in grado di fare , seppur eticamente sbagliato.
          E’ una eresia dire che ignorare le conseguenze presenti e future delle proprie azioni ed opinioni su certi temi sia a tutti gli effetti un peccato ?
          Salve

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          • Di certo non è un’eresia dire che ignorare le conseguenze presenti e future dei propri atti sia contro la Volontà di Dio, chiaramente espressa nella Genesi.
            Ma quel che è pelagiano; cioè eretico, è dire che si debba accettare l’ideologia ecologista per poter essere un cristiano.
            Se, infatti, è chiaro che dobbiamo tutti prenderci cura della Casa Comune, il modo di farlo non è unico e tanti sono i modi leciti di farlo: l’ideologia ecologista è una di queste vie e di certo non la sola ed è un abuso far credere che faccia parte integrante della Buona Novella.
            Ad esempio, da quarant’anni nella mia famiglia mangiamo solo biologico, e da quasi venti abbiamo ridotto il più possibile i nostri scarti e ottimizzato quel che potevamo dalle pompe a calore ai pannelli photovoltaici, e siamo a fondo nella permacultura, la tesi del mio secondo dottorato l’ho centrata sulla « sustainability », mentre insegno in business schools totalmente dedicate all’economia « sustainable » da 7 anni : tutto questo ben prima della moda attuale che data di un decennio su per giù. Ebbene non mi verrebbe mai in mente di dire che questa sia la sola via « cristiana » di gestire il presente e il futuro della Casa Comune: altri punti di vista sono possibili e possono aver grande senso.
            Non è alla gerarchia ecclesiastica sceglierne una ed imporla come se fosse rivelazione divina, ma educare e promuovere le virtù cardinali e teologali, affinché, senza clericalismo, ognuno scelga il cammino che pensa essere migliore nella sua anima e coscienza ben formata.
            In Pace

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      • Hai mai sentito parlare del monachesimo e del suo approccio alla natura?

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  6. MUller, nel documento linkato da SImon poco sopra, fa considerazioni preziosissime e nettissime. Ne estrapolo una che fa il paio con l’articolo qui sopra: “Nostro compito non è conservare la natura così come è, ma abbiamo la responsabilità per il progresso dell’umanità, nell’educazione, nella giustizia sociale, per la pace. Per questo i cattolici costruiscono scuole, ospedali, questa è anche la missione della Chiesa. Non si può idealizzare la natura come se l’Amazzonia fosse una zona del Paradiso, perché la natura non è sempre amorevole verso l’uomo. Nell’Amazzonia ci sono predatori, ci sono infezioni, malattie. E anche questi bambini, questi giovani hanno diritto a una buona educazione, di fruire della medicina moderna.” e “Dopo il peccato originale non c’è alcuna armonia con la natura.”
    KA-BOOOOM!

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    • E ancora: “In questa visione panteistica che viene sposata dall’Instrumentum Laboris si sottende anche una critica all’antropocentrismo, che la stessa Chiesa dovrebbe correggere.
      È un’idea assurda, pretendere che Dio non sia antropocentrico. L’uomo è il centro della Creazione, e Gesù si è fatto uomo, non si è fatto pianta. Questa è un’eresia contro la dignità umana.”

      Perfetto. E’ esattamente quel che ho tentato di dire sopra: l’uomo o è al centro o è nulla!

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  7. scusate ma non vi viene il dubbio che dietro al paravento “ecologico-amazzonico”,e tutte le chiacchere sulla Madre Terra e l’energia cosmica, una specie di specchietto per le allodole, vi siano ben più europei e clerical- teutonici interessi? come dice giustamente Magister :
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/06/20/il-treno-dell%e2%80%99amazzonia-e-partito-prossima-fermata-la-germania/
    “…. il sinodo dell’Amazzonia avrà anche un “dopo”. E lo avrà proprio in Germania.
    Lo scorso marzo la conferenza episcopale tedesca, riunita in assemblea plenaria a Lingen, ha messo in cantiere un sinodo nazionale con tre “forum” preparatori sui seguenti temi:
    – “Potere, partecipazione, separazione dei poteri”, presieduto dal vescovo di Spira KarlHeinz Wiesemann;
    – “Morale sessuale”, presieduto dal vescovo di Osnabrück FranzJosef Bode;
    – “Forma di vita presbiterale”, presieduto dal vescovo di Münster Felix Genn.
    Si è di nuovo in piena agenda Martini e nelle relazioni introduttive dell’assemblea plenaria di Lingen si è detto “apertis verbis” che si vuole arrivare sia a legittimare gli atti omosessuali (obiettivo incompiuto del sinodo sui giovani), sia a introdurre l’ordinazione di uomini sposati anche in Germania (quindi non più solo nelle remote periferie della Chiesa come l’Amazzonia).”
    Insomma l’”agenda Martini” : sempre lì si va a parare . come peraggiare i 200 anni di divario fra mentalità moderna e Chiesa … altro che tornare ai riti tribali!|

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  8. L’uomo è talmente il centro che ha assunto la potenzialità di distruggere il creato, o quanto meno il suo stesso habitat.
    Non ci prendiamo in giro per favore!
    Sempre la Chiesa è intervenuta per mettere paletti la dove l’azione dell’uomo superava certi limiti.
    Per esempio tutto il dibattito sulle modifiche genetiche è teso a individuare un limite, anche quando l’azione umana sembra orientata a fin di bene.
    La biodiversità è certamente un fatto che ha accompagnato l’uomo dalla creazione. E così anche la pulizia dei mari, dei fiumi, l’equilibrio dell’atmosfera, etc.
    Abbiamo certezze che l’uomo possa vivere in una habitat profondamente cambiato o alterato ? Nessuna.
    Che significa la frase “Nostro compito non è conservare la natura così come è”?
    Nostro compito è ANCHE conservare la natura così come è, perchè non abbiamo alcun parametro per capire le conseguenze di una natura diversa da quello che è!!
    Che poi non sia compito della Chiesa indicare i sistemi perchè questo avvenga, sono anche d’accordo!
    Come pure è fuor di dubbio che ci siano delle zone della terra con delle caratteristiche uniche ed irriproducibili, la cui sparizione o alterazione non sappiamo cosa possa comportare .
    Ma con quale presunzione possiamo pensare che nostro Signore ci abbia dato il compito di evangelizzare anche a scapito della sua creazione? Come si può pensare che questo tema non sia centrale, ora che l’uomo ha il potere di fare sconvolgimenti mai prima ipotizzati?
    Il fatto che vi sia qualcuno che idealizza la natura (sostituendola a Dio) non deve essere un alibi per poter giustifica chi dispone dell’habitat dei nostri figli e nipoti in maniera tale da renderlo peggiore di quello che abbiamo ricevuto dai nostri padri.
    La conservazione della nostra casa comune è un dovere anche per il cristiano, che si affianca agli altri doveri, e che è perfettamente compatibile con gli altri precetti.

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    • Io, Mentelibera vorrei risponderti da un’altro punto di vista. Tu dici che non sappiamo molte cose che potrebbero accadere, ma in cambio sappiamo molte altre. Sappiamo che un secolo e mezzo fa dicevano che non ci sarebbe stato cibo sufficiente per la settima parte della popolazione attuale, invece oggi calcoliamo che potremmo aver sufficiente cibo per l’ aumento della popolazione attuale. Sappiamo che negli anni settanta gli scienziati aspettavano una glaciagione e nei novante il mare due metri piu alto colpa il riscaldamento della terra e nessuna delle previsioni si sono avverate.
      Sappiamo che Dio ha ordinato di soggiogare la terra e non ha escluso l’Ammazzonia, Cristo ha ordinato di annunciare la Buona Novella a tutte le nazioni e non ha escluso il Brasile, e di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo senza esclusioni.
      Sappiamo che le scritture non esiste il termine “biodiversitá”, che questa non é mai stata constante ha cambiato anche prima di apparire l’uomo e continuerá a cambiare.
      E per último so che nel Trentino si vive meglio che nell Ammazzonia perche ci sono tutte quelle cose che il cardinal Muller ci ricorda che dobbiamo fare per i suoi abitanti.

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  9. Quanto ardore per l’ ecologia . Se un briciolo dello stesso ardore e dello stesso impegno ci fosse per Dio, per la vita eterna, per quello che , predicando , Gesu ’ ha definito il Regno dei Cieli.
    Tristemente possiamo dire che oggi ai cristiani del Regno dei Cieli, della vita eterna , non importa nulla. Nessuno ci crede piu’ . Le “ priorita’ “ sono altre. Nessuno, almeno in Occidente, darebbe la propria vita in sacrificio per questo fantomatico Regno dei Cieli. Nessun martire, nessuno disposto a sacrificare NULLA del proprio Io e dei suoi desideri per i” fantomatico Regno dei Cieli.
    Un Regno fuori da questo mondo. E chi ci crede piu’ ? B
    L’ uomo occidentale moderno e’ semplicemente areligioso. Se si dice cattolico e’ semplicemente un ipocrita e un moralista. Nessuno, nessuno in Europa oggi potrebbe essere un martire per Cristo, come i martiri che si facevano sbranare nel Colosseo. E’ triste ma viviamo in un mondo post-religioso e i pochi ancora che vogliono essere religiosi sono solo esseri imbarazzati e impotenti, a volte vergognosi davanti al mondo, vergognosi di quello che sono!
    Non martiri, non testimoni, ma solo fantocci, uomini deboli , evirati, che chiunque puo’ Sopraffare.
    A nessuno puo ‘ piacere un Cristianesimo fallimentare ed evirato . Un Cristianesimo di poveri esseri vergognosi di essere cristiani, Ai giovani certo non puo’ piacere una simile cosa penosa.
    E allora?
    Di nuovo e per sempre i testimoni , i martiri , i veri cristiani, ci saranno, non in Occidente , non in Europa, ma in altre parti del mondo.
    Dove non ci si vergogna di Cristo, dove si MUORE coraggiosamente per Cristo la fede e’ Ancora viva.
    La fede cristiana e’ viva dove esistono uomini veri. Dove gli uomini sono diventati fantocci e poveri esseri tremebondi e sottomessi , la fede non puo’ piu’ esistere, esiste solo il vuoto involucro di una religione estinta.

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    • Giampiero sono contento che tu sia un uomo “vero”. E’ raro trovarne, di cristiani con la spina dorsale diritta che diano testimonianza con la propria vita quotidiana del loro rispetto, anche a discapito della propria convenienza, dei due grandi comandi di Cristo : Ama Dio ed ama il prossimo.
      Il rispetto e la conservazione dell’ambiente e dell’habitat favorevole alla vita umana fa parte, appunto, del comandamento “ama il prossimo”: Se si ama il prossimo infatti non si rovina l’abitazione che abbiamo ricevuto integra per poi lasciarla crepata o meno vivibile.
      L’uomo retto fa manutenzione dei muri, delle tubature, delle finestre, se apporta cambiamenti è per il meglio e non per il peggio. Certo è difficile fare manutenzione pensando che ad approfittare della manutenzione stessa approfitteranno le generazioni future. E’ difficile rinunciare (forse) ad una parte del benessere attuale per il benessere di altri che neppure conosciamo. Ma questo è, appunto, “amare il prossimo”.
      Gli apostoli praticavano un cristianesimo umanamente fallimentare, le prime comunità venivano derise e perseguitate, molti di loro sono stati uccisi, e proseguendo nella storia sono persino finiti nei circhi, e chissà quanti di loro hanno avuto dubbi e hanno abiurato la propria fede per salvarsi la vita.
      La vita del cristiano è un combattimento continuo tra la fede in Dio per mezzo del nostro signore Gesù Cristo e la debolezza umana che sempre ci portiamo dietro e che ci ricorda che non siamo noi ad essere Dio.
      Il problema però è che molti di coloro che parlano della fede dei santi e dei martiri, pronti a morire per Cristo, e che dicono che quella è una cosa importante e non tutte le altre cose come l’habitat o altro, all’atto pratico finiscono per essere incapaci di seguire veramente Cristo e rinunciare alle proprie convenienze quanto se ne presenta l’occasione.
      Così alla fine non riescono a seguire Cristo,ma neppure usano quel minimo di buon senso umano che la retta coscienza che il signore ha inzeppato nei nostri cuori ci inviterebbe a seguire per cercare di vivere una vita solidale con gli altri.
      Dovremmo dare tutti noi stessi, ma visto che non ci riusciamo, diventa un alibi per non dare nulla.
      E allora , Giampiero, ben vengano quelli che fanno cose mezzo-cristiane, invece di farle tutte pagane.
      Ben vengano i giovani che preferiscono fare volontariato per salvare qualcuno, magari solo per la soddisfazione di farlo, invece di passare i sabati a sballarsi in discoteca, magari col crocefisso al collo.
      Ben vengano quelli che stimolano il dibattito sull’ambiente e l’habitat di tutti, invece di passare il tempo a fare shopping e postare gli acquisti su Facebook.
      Quando il cavallo per correre manca, va bene anche l’asino anche se va più piano.
      Sempre meglio di quelli che si credono cavalli da corsa, ma poi passano il tempo a fare il vernissage per far vedere quanto sono belli. Belli ed inutili
      Il Signore dall’alto vede e sarà lui, in cielo. a decidere chi chi è stato migliore. Nulla è scontato.
      Buona Giornata

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      • Il solo problemino per la tua apologia delle mezze calzette, è che il Cristo dell’Apocalisse vomita i tiepidi.
        In Pace

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        • Vorrà dire che verranno vomitati ma avranno fatto qualcosa di utile.
          Gli altri verranno vomitati e basta. Preferisco i primi.
          Chissà poi se veramente Dio li mette tutti sullo stesso piano…magari il giudizio finale sarà un po meno sommario di quello che faresti tu Simon 🙂

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          • L’unico che “giudica” su CV sei tu: rileggiti.
            In Pace

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            • Mi sono riletto. Anche tu hai definito “tiepidi” quelli a cui mi riferivo io, esprimendo quindi un giudizio negativo e lasciando intendere che andranno all’inferno.
              Poi…certo…l’abilità dialettica che ti contraddistingue ti permette, spesso, di far passare dei giudizi personali come considerazioni oggettive. Ma questo è umano…è difficile essere equilibrati.
              Salve.

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              • Qui siamo a livelli di discussione da asilo: mi ricordi quel tizio che diceva che era meglio essere un ateo che un cristiano scialbo: ambo, invece non vanno bene perchè i due non saranno salvati.
                Con ragione Gian Piero ti ricorda che certe mezze calzette non hanno il loro posto e tu gli rispondi che ci sono altre mezze calzette che sono peggiori delle sue, senza vedere che, tanto, sono tutte mezze calzette e tutte vomitate dal Cristo dell’Apocalisse.
                Quindi la problematica non è di essere la mezza calzetta la più « giusta », ma proprio di non esserne una per niente!
                E noi cattolici sappiamo che questo non solo è possibile per ognuno di noi, come insegna ad esempio il S.S. Concilio di Trento, ma che è un dovere volerlo con l’aiuto di Dio.
                Quindi, invece di perdere tempo a riflettere quale mediocrità sia migliore di un’altra senza mai essere buona in quanto tutte rigettate da N.S.G.C., concentrati sul cosa fare bene nell’integralità, chè il Signore ti aiuterà di sicuro.
                In Pace

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                • Non ho seguito tutta la querelle, ma il ragionamento (qui sopra) non fa una piega… 😉

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                • Io credo che tutti noi che ci diciamo cattolici siamo, chi più o chi meno ed in riferimento a Dio, delle mezze calzette.
                  Come mezze calzette, possiamo però essere di due tipi:
                  – quelle che sono coscienti di esserlo e chiedono al Signore l’aiuto per fare la Sua Volontà;
                  – quelle che ritengono che il Signore, nella sua misericordia, debba adattarsi alla loro volontà.

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                • Effettivamente Lorenzo sia le mezze calzette di Gian Piero che quelle di ML possono essere distinte in queste due categorie.
                  Quelli che ne sono coscienti e chiedono l’aiuto del Signore e, ricevendolo senza dubbio, sviluppano le virtù umane e teologali e si convertiscono radicalmente cessando di essere mezze calzette e s’incamminano nella via stretta che salva.
                  Quelli che ritengono che il Signore debba adattarsi alla loro volontà sono ovviamente persi: la misericordia di Dio cade sia in una terra arida dove non servirà a niente, sia in una terra cespugliosa dove le loro virtù non si potranno mai sviluppare, ma a volte tale misericordia divina cadrà nella terra buona e questi “pigri” della vita spirituale si convertiranno, svilupperanno le proprie virtù umane e teologali a loro volta.
                  Nessuno può presumersi salvato insegna la Chiesa, ma la stessa Chiesa insegna che a nessuno verrà a mancare la grazia necessaria per convertirsi realmente.
                  In Pace

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                • Dove hai letto, Simon, che io abbia affermato: “mi ricordi quel tizio che diceva che era meglio essere un ateo che un cristiano scialbo”
                  Io ho invece affermato che è meglio un non credente che si adoperi per il bene altrui, che un cristiano che sia cristiano solo nella autodefinizione ma che poi non si metta mai a vero servizio degli altri.
                  Ed a poco vale il giudizio sommario che tu sostieni : “certe mezze calzette non hanno il loro posto e tu gli rispondi che ci sono altre mezze calzette che sono peggiori delle sue, senza vedere che, tanto, sono tutte mezze calzette e tutte vomitate dal Cristo dell’Apocalisse”, perchè il Signore che ha creato questa meraviglia di mondo e che perdona 70 volte 7, non potrà poi certo fare giudizi sommari sull’umanità, ma praticherà la giustizia con carità. E c’è il caso che qualche mezza calzetta venga risparmiata anche soltanto perchè sa riconoscersi peccatore o perchè ha dato da mangiare a uno dei suoi fratelli più piccoli, mentre qualche “primo” si perda per la sua presunzione.
                  Buona notte.

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                • (1) “un non credente che si adoperi per il bene altrui” è una mezza calzetta, perchè solo il Nome salva e la grazia di riconoscerLo è data a tutti e rifiutarla è un’offesa gravissima.
                  “un cristiano che sia cristiano solo nella autodefinizione ma che poi non si metta mai a vero servizio degli altri” è un’altra mzza calzetta perchè non fa quel che Cristo gli ordina di fare.

                  (2) Il Signore perdona 70 volte 7 a chi chiede perdono senza ipocrisia e cioè a chi ha la ferma volontà di cessare di peccare con tutte le sue forze.

                  (3) Quanto al Signore il giudizio con carità lo ha già fatto: Egli vomita i tiepidi.(Lo dice Lui non lo dico io)

                  (4) Nessuno ha il diritto di essere salvato nè chi si riconosce peccatore ma non fa niente, nè chi non si riconosce peccatore ma fa qualcosa, nè chiunque altro.

                  In Pace

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                • Lorenzo, sono perfettamente d’accordo con te.

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  10. Caro Mente Libera, sempre piu’ mi convinco che il vero rapporto fra il cristiano e Gesu’ come insegna San Paolo non e’ fondato sulla Legge cioe’ sulle opere della Legge ma e’ un rapporto di amore, di cui l’ amore umano al piu’ alto grado descritto dal Cantico dei Cantici non e’ che una splendida rappresentazione
    La qualita’ dell’ amore verso Dio non dipende dalle nostre azioni virtuose ma viceversa : le nostre azioni saranno veramente virtuose solo se la qualita’ del nostro amore verso Dio le rende tali. Per questo ogni azione , anche la sensibilita’ ecologica, di per se stesse non portano alla salvezza. Un mondo di ecologisti pieni di rispetto per la Natura , un mondo in cui la foresta amazzonica fosse deificata, ma senza amore verso Dio sarebbe comunque un inferno. Al contrario chi ama Dio con tutto il suo cuore e con tutta la sua mente e con tutte le sue forze, non sara’ neppure, non potra’ essere, un bieco distruggitore della natura. Per questo e’ tutto una questione di amore: ma l’ amore piu’ grande quello da cui tutto parte , di quello dovrebbero parlarci oggi il Papa e i vescovi, poiche’ se dell’ ecologia ci possono anche parlare scienziati e metereologi, chi piu’ parlera’ all’ uomo moderno dell’ essenziale?
    Ascolta Israele , il Signore nostro Dio, il Signore e’ UNO.
    E TU AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO IL CUORE CON TUTTA ,LA MENTE E CON TUTTE LE FORZE E AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO.

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    • Giampiero, dove avrei detto che la sensibilità ecologica , da sola, porta alla salvezza ? Ho sempre detto che ANCHE la sensibilità ecologica partecipa alle virtù, e che un cristiano che non abbia a cuore ANCHE la conservazione del’habitat umano compie un peccato.
      Ripeto : ANCHE.
      Non riesco a capire per quale motivo si debbano travisare continuamente le mie parole, invece , eventualmente, di contestarle nel merito.
      Il Papa e la Chiesa non parlano solo di ecologia.
      Il Papa e la Chiesa parlano ANCHE di ecologia, come uno dei tanti temi che debba interessare il cristiano.
      L’ecologia, o la conservazione dell’Habitat umano, non è nella tradizione cattolica ? Intanto non è vero (basti pensare all’atteggiamento di San Francesco verso tutto il creato). Ma solo oggi l’uomo possiede la possibilità di distruggere veramente il nostro ambiente. Come solo oggi possiede la possibilità di modificare il genoma. Alcuni argomenti non fanno parte della tradizione perchè semplicemente non esistevano. Oggi esistono e la Chiesa , magari in modo discutibile o eccessivo in alcuni casi (ma queste sono solo considerazioni personali) li DEVE affrontare.
      E leggi quello che ho scritto sopra : Amare il prossimo come se stessi significa anche conservare , per il prossimo, un habitat vivibile! Rinunciando magari ad un poco delle nostre comodità attuali.
      Se non lo facciamo sarà semplicemente uno dei tanti peccati per i quali saremo un giorno giudicati. In aggiunta ai tanti altri.

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      • Non fare lo gnorri , ML: il problema non è che Francesco parli di ecologia, o “anche” di ecologia, ma che nei suoi insegnamenti che egli e la sua clicca cercano abusivamente di far passare per Magistero Divino, egli abbia sposato de facto una certa particolare ideologia ecologista, che non ha niente di cristiano, ma che è basata su assunzioni scientifiche lungi dall’essere universalmente accettate dalla comunità scientifica, tentando con un, intellettualmente, ignobile gioco delle tre carte di far passare un discorso “scientifico” come verità divina.
        Tu ignori le tante osservazioni che ti sono già state fatte in questo thread alle quali NON rispondi, perchè sai che non puoi, eppoi ricominci a ripetere le solite zolfe tue come se niente fosse: non ricominciare: sia sei capace di rispondere, oppure, per piacere, taci evitando di ripeterti come un disco rotto che non ha argomenti.
        In Pace

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        • Non so se il commento precedente sia sparito. Avevo inserito un commento per chiedere quali sono le osservazioni alle quali NON ho risposto. Chiedo che mi vengano brevemente e concisamente elencate in modo strutturato, e vi risponderò senz’altro.
          In Pace

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      • Però ragazzi qui finisce che bisogna fare il decalogo del “cristiano ecologista” e cosa fa re per non essere in peccato…

        Mi sembrano quei tali che finivano per creare codici e codicilli che andavano a gravare sulla coscienza e il vivere del popolo.

        Il chiamiamolo “non peccare contro il Creato”, non diventi oggi i continuare ad usare bicchierini di plastica, che già oggi sembra divenuto il mantra per la salvezza del Genere Umano (!).

        I “peccati contro il Creato” non sono buttare la cicca per terra (che è un fatto di educazione), sono nei massimi sistemi quelli derivati da ingiustizie sociali e arricchimento disonesto, che certo riguarda singoli e/o grosse organizzazioni (per cui poi la colpa pare non sia di nessuno) e questi già sarebbero regolamentati da precise leggi – dove esistono – e dalle Leggi di Dio che già sarebbero più che sufficienti e la cui osservanza renderebbe per ricaduto, più splendente e sano lo Stesso Creato.

        Tanto per dirne una, tutta la “menata” (ad alcuni non piacerà, ma io la definisco così) del “aboliamo le cannucce di plastica” e compagnia bella, in paesi come l’Italia o altri europei è un buffonata… è raccogliere l’acqua del mare in un secchiello (per di più bucato).

        Sapete qual’è il fiume grandemente responsabile dell’inquinamento dei nostri mari?
        Lo Yangtze (Cina)… e secondo voi perché, perché i Cinesi sono tutti dei gran maleducati?
        A seguire gli altri fiumi tutti di Paesi con gravi problemi quantomeno sociali.

        Date un’occhiata a questo grafico e fatevi voi un’idea:

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      • Non mi dire che la Madonna, a La Salette, non aveva una sensibilità ecologista cattolicamente allineata a quello che afferma una parte del “magistero” odierno?
        Pensa che Lei collegava il marciume delle patate ed i mancati raccolti del grano non all’inquinamento ma alla mancanza di preghiera, alla non frequenza delle S. Messe domenicali ed alle bestemmie!!!

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        • Mancata frequenza alla Messa Domenicale, per dedicarsi al lavoro domenicale… se non erro.

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          • “Dite la vostra preghiera… figli Miei, bisogna dirla e bene, sera e mattino. Quando non avete tempo, dite almeno un Padre Nostro o un’Ave Maria. Quando potrete far meglio, ditene di più.”
            “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo volete concedere.”
            “A messa, d’estate, vanno solo alcune donne più anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che fare, vanno a messa ma per burlarsi della religione.”

            Anche nel Vangelo di Matteo, cap. 6, si può leggere:
            “25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
            26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
            27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
            28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
            29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
            30 Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
            31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
            32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
            33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”

            Eppure, oggigiorno, una parte di coloro che si ritengono “magistero”, vanno cianciando che il benessere fisico dell’uomo e della natura sono prioritari e che non dobbiamo testimoniare pubblicamente la nostra fede in un Dio giusto che è Padre, è Figlio, è Spirito Santo, perché questo crea divisioni.

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  11. Chi, come me e’ stato testimone della grande contestazione, negli anni ’60 e ’70, ricordera’ che con i “progressisti” di allora non era, letteralmente, possibile discutere proficuamente. In Europa il marxismo si confuse col movimento, al punto da sostituirsi ad esso. (questo e’ il motivo per cui molti conservatori italiani chiamano ancora “comunisti” ogni avversario, anche quando si tratti, che so, di nichilisti o…..peronisti). Dietro, o piuttosto “sotto” il marxismo, c’era qulche cosa di piu’ fondamentale; e cioe’ il rifiuto della Trascendenza. Ecco cio’ che non e’ mkrto assieme al marxismo, la concezione per cui, se tutto e’ immanente, l’ assoluto, o meglio il suo surrogato, a cui l’ uomo, per sua essenza, non puo’ fare a meno di tendere, diventa la Storia. Il senso di ogni realta’ si rivela nel divenire; la verita’ e’ nel futuro, il bene verra’ realizzato nel tempo. Quindi il nemico e’ chiunque si opponga, o tale sia giudicato, al bene che verra’! E costui, persona, cultura, religione, non ha modo di difendersi: se non accetta la interpretazione del tempo come realizzatore del bene ( cioe’ la sostituzione della trascendenza con l’ immanenza), ipso facto e’ nell’ errore. L’ ecologismo ideologico antirazionale e’ la nuova maschera di questa concezione della realta’. Due osservazioni, la prima: accanto al progressismo cammina SEMPRE, nell’ immanentismo, il suo gemello, l’irrazionalismo disperato (il maggior diritto e’ quello al suicidio). La seconda: la vera tragedia e’ che dentro, e ai vertici della Chiesa militante si e’ infiltrato questo germe, la Fede nella Trascendenza, abbandonata dalla servitu’ che Le forniva la ragione naturale, e’ sfiorita; la Speranza, per gli stessi motivi, si e’ tramutata in speranza del futuro…..
    Per fortuna esiste la Chiesa Trionfante che, come ricordava il card. Biffi, annovera pure serafini e cherubini, ed e’ guidata da Nostra Signora!
    Pax

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  12. La speranza corrotta e’ quella del futuro immanente, tutto secolare.

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