Lineamenti di Teologia Cattolica – 02 (la Trinità)

Masaccio - Trinità

Masaccio – Trinità

 

LA TRINITA’

Che l’unico Dio sia in tre Persone è un dato che conosciamo per fede: perché Dio stesso ce lo ha voluto rivelare. Lo studio della Trinità è quindi compito esclusivo della teologia soprannaturale.

La parola Trinità non compare mai nella Bibbia, però possiamo leggervi che un uomo, Gesù di Nazaret, ha detto di essere Dio (si veda ad esempio Gv 10,30) e ha accettato che altri lo dicessero tale (Gv 20,28). Egli però ha anche detto di essere Figlio del Padre e, pertanto, di essere da Lui distinto. Inoltre Gesù ha anche parlato dello Spirito Santo come un qualcosa di distinto sia dal Padre che dal Figlio (Gv 14 ss; At 1,8). Ecco la Santissima Trinità: tre Persone distinte tra loro, ma un unico Dio.

Per comprendere il concetto di Dio unico in tre Persone è necessario chiarire che cosa si intenda con i termini “persona” e “natura”. La natura, o essenza, è ciò che risponde alla domanda: “Che cos’è?” Alla domanda “Chi è?” è ciò che risponde la persona.

Chiarito il senso di questi termini, possiamo ora cercare di formulare il mistero trinitario. Diciamo quindi che tale mistero si riassume nel fatto che in Dio vi sono tre persone e un’unica natura, un’unica realtà indivisa. La natura divina, infatti, non è unica solo nel senso specifico (quando, ad esempio, diciamo che Giulio, Pietro e Michele sono uomini, in quanto possiedono natura umana), ma anche numerico: la natura divina, infatti, non si moltiplica, non si realizza più volte nelle varie Persone. Dio è unico, c’è una sola divinità, ma tre Persone divine.

I rapporti tra le varie Persone divine sono indicati dai loro stessi nomi: il rapporto tra Padre e Figlio è un rapporto di generazione (il Figlio è Figlio in quanto generato dal Padre, il Padre è Padre in quanto genera il Figlio), mentre il rapporto del Padre e del Figlio con lo Spirito Santo viene indicato con il termine “spirazione”. Il Padre e il Figlio spirano lo Spirito Santo.

E’ necessario tener presente che applicando i nostri concetti terreni a Dio questi vanno intesi secondo una certa analogia, o somiglianza, e vanno necessariamente “purificati” da tutto ciò che in essi è legato alla finitezza, alla materialità ed alle imperfezioni tipiche delle cose create. Così, un conto è la generazione riferita a Dio ed un conto la generazione riferita alle creature. Tuttavia, seppure in senso analogico, bisogna parlare di una vera e propria generazione del Figlio da parte del Padre. Tale generazione va intesa in senso puramente spirituale, ma reale.

Quando Dio pensa se stesso fa procedere da sé un’immagine spirituale, un’idea, un concetto, un verbo (la parola) a lui assolutamente identico. Questo Verbo (per usare il termine che troviamo nel prologo del Vangelo secondo Giovanni) è l’immagine perfettissima di Dio da Lui  procedente, identica al Padre, ma da Questi distinta. Padre e Figlio sono consustanziali, poiché il secondo è immagine perfettissima del primo e quindi della medesima sostanza spirituale di questo. Ecco perché allora è necessario parlare di generazione: siamo infatti di fronte al procedere di un vivente da un principio vivente congiunto secondo la somiglianza della natura specifica.

Quando noi pensiamo a noi stessi, facciamo procedere dalla nostra mente un concetto che ci rappresenta. Il concetto che noi abbiamo di noi stessi è però sostanzialmente distinto da noi, in quanto noi siamo fatti di carne e ossa, mentre il concetto che noi abbiamo di noi medesimi è immateriale. In Dio, invece, il concetto che procede dalla sua mente è spirituale come è spirituale Dio. Ecco dunque che c’è una “consustanzialità”.

Grazie a questa riflessione possiamo capire meglio quanto recita il Credo: “Credo in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero. Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”.

“Nato prima di tutti i secoli”, recita il Credo, poiché Dio pensa eternamente a se stesso, prima e al disopra del tempo. Pertanto la generazione del Verbo avviene prima e al di sopra del tempo.

Il Verbo è generato e non creato, poiché non è prodotto dal nulla, come le creature, ma “emana” dal Padre mediante una comunicazione della sua stessa sostanza.

Ora, mentre, come si è visto, la processione del Verbo avviene per tramite dell’intelletto, quella dello Spirito Santo avviene per via di volontà, cioè a modo di amore: l’amore con cui il Padre ed il Figlio amano la loro comune natura, il Bene infinito. Così come dalla mente che pensa procede un concetto, o idea, così dalla volontà che ama procede un impulso, o inclinazione, o “peso”. Da qui il termine “spirazione”, al quale si ricollega il sospiro, che richiama l’amore, e il soffio di vento che spinge, piega e inclina. Tale impulso è equivalente al concetto che procede dalla mente che pensa.

Essenziale è in teologia trinitaria il concetto di “relazione”. La distinzione tra le tre Persone divine, infatti, si basa soltanto sulle reciproche relazioni (avendo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo un’identica sostanza). Il Padre è Padre soltanto perché è in relazione al Figlio, che Egli genera, e il Figlio è Figlio soltanto perché è in relazione al Padre da cui è generato. Così pure lo Spirito Santo è Spirito Santo soltanto perché è in relazione al principio da cui è spirato, principio costituito dal Padre e dal Figlio. In Dio non c’è alcuna distinzione reale sul piano delle perfezioni assolute (onnipotenza, sapienza bontà, ecc.). L’unica distinzione che si trova in Dio è, pertanto, quella dovuta all’opposizione che è data dalle relazioni: paternità, filiazione, spirazione attiva e spirazione passiva. Dato poi che la spirazione attiva è indistinguibile dalla paternità e dalla filiazione, in quanto non si oppone ad esse, le relazioni realmente distinte tra loro sono solo tre.

Da quanto appena detto è facile capire anche il motivo per cui è necessario asserire che lo Spirito Santo precede sia dal Padre che dal Figlio: se ciò non fosse, infatti, se lo Spirito Santo non procedesse anche dal Figlio, non si opporrebbe ad esso, e quindi non sarebbe da questo distinto. Invece di dire però che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio si può anche dire, con una formula che è preferita dai fratelli ortodossi, che lo Spirito Santo procede dal Padre attraverso il Figlio. Infatti l’amore segue alla conoscenza e procede attraverso la conoscenza.

E’ importante sottolineare che Padre e Figlio costituiscono un unico principio di spirazione (attiva) dello Spirito Santo. Infatti in quanto spirano lo Spirito Santo non si oppongono tra di loro e quindi non si distinguono.

Il legame tra le relazioni e le Persone è così stretto che S. Tommaso d’Aquino arriva a dire che le Persone divine (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) non sono altro che le tre relazioni  distinte in quanto sussistenti nella natura divina, cioè in quanto identificate con la natura divina. Il Padre dunque è la relazione di paternità, il Figlio è la relazione di filiazione, lo Spirito Santo è la relazione di spirazione passiva. Tali relazioni sono sostanziali, nel senso che si identificano con Dio stesso, queste sono Dio. Ecco perché è necessario dire che la relazione di Paternità è Dio Padre, quella di filiazione è Dio Figlio, quella di spirazione passiva è Dio Spirito Santo. Tre persone, ma un unico Dio.

Le relazioni si identificano quindi con l’unica essenza divina, ma si distinguono realmente tra di loro. In questo non c’è alcuna contraddizione, così come non c’è alcuna contraddizione nel fatto che i tre angoli di un triangolo equilatero si distinguono tra di loro pur essendo identificati con una medesima superficie.

Il termine “amore” in Dio può essere inteso in tre sensi. C’è l’amore “essenziale” che è una perfezione divina ed è pertanto comune alle tre Persone. C’è l’amore con cui il Padre ed il Figlio spirano lo Spirito Santo, detto amore “nozionale” (esso, infatti, ci fa conoscere le Persone divine). Per finire, c’è l’amore “personale”, l’Amore “procedente”, lo Spirito Santo. Gli esegeti sono concordi sul fatto che quando S. Giovanni dice che “Dio è amore” (1Gv 4,8) si riferisce all’amore essenziale.

L’amore è l’ultima parola in Dio, ma è anche la prima parola con cui Dio agisce al di fuori di sé, nell’atto della creazione.

Annunci


Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

Tag:, , , , , , , , , , ,

126 replies

  1. È necessario tener presente che applicando i nostri concetti terreni a Dio questi vanno intesi secondo una certa analogia, o somiglianza, e vanno necessariamente “purificati” da tutto ciò che in essi è legato alla finitezza, alla materialità ed alle imperfezioni tipiche delle cose create.

    Ecco in parole semplici il punto che si faceva osservare nel precedente post. A Dio e ai suoi Misteri, in primo luogo alla Trinità, si può applicare la splendida sentenza che il Leopardi dello Zibaldone riservava al rapporto fra ragione e natura: “La ragione è un lume: la Natura vuol essere illuminata dalla ragione, non incendiata”.

    Mi piace

  2. Approfitto di un minuto di tempo per ringraziare di nuovo l’amico Trianello per questo scritto che, per quanto rapido e sintetico, è di una chiarezza cristallina. Questa parte dedicata alla Trinità, la cui difficoltà di comprensione ai più è nota, ne è la dimostrazione lampante.
    Mancava proprio in questo luogo un approfondimento tomista e personale sui lineamenti primari della scienza di Dio. A breve nuova puntata!

    Mi piace

  3. E chi nega il Filioque che fa? Si spara o non è forse più coerente con i concili ecumenici dell’Individa?

    Mi piace

    • Chi nega il filioque fa un errore storico e teologico. I canoni dei concili ecumenici sono autorevoli in ragione della loro ricezione da parte della Chiesa attraverso il Pontefice. Ora, è cosa nota come le dichiarazioni conciliari siano state sempre interpretate nella Chiesa latina nei termini della processione dello Spirito dal Padre e dal Figlio come da un solo principio.

      Mi piace

      • Giovanni VIII fu un papa deficiente allora?

        Mi piace

      • Trialello il filoque NON E’ mai stato espresso prima del 1054 in un concilio ecumenico. L’errore teologico non c’è, perché la processione non inerisce il mandare/spedire/rivelare successivamente lo Spirito , come Cristo ha difatti detto dichiarando tra l’altro la sola processione dal Padre ( ergo già c’è una contraddizione con la scrittura ) Giovanni 15, 26 ” Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me ” , ma riguarda la Trinità ab intra in eterno nelle sue relazioni..Far procedere lo Spirito anche dal Figlio è può portare al di-teismo oppure ad un modalismo nei riguardi pello Spirito tutto Santo. Ciò non significica Che l’Amato non risponda dell’Amore ricevuto, ma dichiarare semplice amore lo Spirito equivale a rendere un’energia di Dio un’ipostasi. Tutt’alpiù si potrebbe usare il termine spirazione dal Figlio come risposta nella comunione coessente, ma il credo in sè è immodificabile se non da un concilio ecumenico.
        Se mi vieni a dire che un concilio ecumenico non è superiore al solo papa, ti sbugiarda il concilio di Costanza dopo il grande scisma anche in occidente, fermo restando che un concilio ecumenico, canonistica alla mano, può aversi solo alla presenza di tutti e 4 i patriarcati petrini.

        Mi piace

        • Come si dice: poche idee, ma confuse. Per fortuna, tra i progetti che ho in mente c’è anche quello relativo ad una serie di articoli dedicati proprio alla storia dei Concili ecumenici.

          Mi piace

  4. “L’aborto non è un male minore, è un crimine. Male minore è evitare la gravidanza”.

    Memore dell’affermazione di segno esattamente contrario da parte di Simon (ormai parecchi post fa), cito questa dichiarazione del Santo Padre, che trovo in tutto convidisibile.

    Mi piace

    • “Male minore” non significa bene. Sempre di male si tratta.

      Mi piace

      • Certamente. Ma qui era stato affermato essere le pratiche contraccettive e la mentalità alla sua radice più gravi e deleterie dell’aborto, dunque male maggiore. In quell’occasione noi sostenemmo invece l’opposto, dacché l’aborto, chiarimmo, nega la vita sia in potenza sia in atto, mentre la contraccezione (e tanpiù la mera mentalità contraccettiva) la nega soltanto in potenza: non nega (o non intende negare) infatti l’essere ei quod esse non (nondum) habet.

        P.S. Concedevo allora e torno qui a concedere all’anfitrione aristotelico-tomista concetti come “ciò che ha/non ha l’essere”, benché logicamente e ontologicamente ripugnanti (per flagrante autocontraddizione, com’è tutta la concezione analogica dell’essere). Ma questa è altra faccenda, discutere la quale ci porterebbe troppo lontano.

        Mi piace

  5. Certamente. Ma qui era stato affermato essere le pratiche contraccettive e la mentalità alla loro radice più gravi e deleterie dell’aborto, dunque male maggiore. In quell’occasione noi sostenemmo invece l’opposto, dacché l’aborto, chiarimmo, nega la vita sia in potenza sia in atto, mentre la contraccezione (e tanpiù la mera mentalità contraccettiva) la nega soltanto in potenza: non nega (o non intende negare) infatti l’essere ei quod esse non (nondum) habet.

    P.S. Concedevo allora e torno qui a concedere all’anfitrione aristotelico-tomista concetti come “ciò che ha/non ha l’essere”, benché logicamente e ontologicamente ripugnanti (per flagrante autocontraddizione, com’è tutta la concezione analogica dell’essere). Ma questa è altra faccenda, discutere la quale ci porterebbe troppo lontano.

    Mi piace

    • Non più di tanto. Il punto non è l’apertura agli anticoncezionali (che anche a mio parere non c’è), bensì la gerarchizzazione tra i due mali: aborto e contraccezione. La quale è ben diversa da quella che qui fu a suo tempo, non da me, argomentata.

      Liked by 1 persona

  6. Dicono che mentre Constantinopoli era sotto assedio i teologi discuttevano del sesso degli angeli. Leggendo questa discussione incomincio a credere che sia vero, perche la storia si ripete. Discutiamo se sia peccato piú grave l´aborto o la contraccezione mentre un Papa si manifesta aperto alla contraccezione per evitare una malattia seguendo quello che lui crede un´altro Papa, beato presto santo, abbia fatto. Cioé autorizzare gli anticoncezzionali a suore che temevano essere violentate.

    Mi piace

    • vedi sopra: “il punto non è”, ecc.
      Il dramma che incombe su di noi, sull’Europa intendo, non è comunque legato al giuoco delle precedenze fra aborto e contraccezione, bensì al collasso della nostra civiltà causato dall’edonismo materialista di matrice anglosassone, cioè dalla sempre più dilagante barbarie interna, e rafforzato dal comunitarismo, anche cattolico (in genere si parla al riguardo di “cattocomunismo”), che spalanca le porte all’invasione della barbarie avventizia.

      Mi piace

      • caro Navigare Necesse est ,
        se si vede il legame profondo che vi è fra l'”edonismo materialista” che sta portando al collasso la nostra società occidentale come dici tu e la disgiunzione fra sessualità e riproduzione ( che tale è la contraccezione) si capiisce come da un male “minore” si arrivi ben presto alla catastrofe.
        ben fece il papa Paolo VI con l’enciclica Humanae Vitae a ribadire la concezione cristiana della sessualità come “aperta alla vita”, perche il problema della contraccezione non è un problema di bassa e meschina morale quotidiana ( metto il prerservativo, prendo la pillola ecc.) ma un problema profondo ed antropologico che è styato propagandato come semplice bazzecola . Da medico posso dire che la contraccezione è stata , nel suo piccolo, una rivoluzione e un cambiamento ben più grande del modo di vivere la sessualità umana, di quanto non sia l’aborto.
        L’aborto è un crimine, va bene, ma gli stessi che lo compiono lo fanno se non con rimorsi almeno con la coscienza di stare facendo comunque qualcosa di importante e non una bazzecola.
        La contraccezione invece è ormai entrata nella mentalità umana come una cosa del tutto naturale: si prende la pillola contraccettiva come si prende la Tachipirina o le vitamine. ragazzine di quattordici anni v engono in ambulatorio a farsi prescrivere la pillola. Una madri scioccate venne da me perchè aveva trovato un pacchetto di preservativi nella borsetta della figlia tredicenne .
        se per l’aborto si può parlare di “tragicità de male” per la contraccezione si può parlare di “banalità del male”
        E credo che a livello di “edonismo materialista” è più la banalità del male , cioè rendere il male del tutto normale, ASSUEFARSI ad esso, ad essere ben più pericolosa.

        Liked by 1 persona

        • L’aborto è un crimine e, rispetto alla contraccezione, un male maggiore. Asserire che un male è maggiore di un altro, il quale è minore rispetto a quel primo, non equivale ad asserire che il male minore sia un bene. La contraccezione porta con sé scompensi antropologici, sociali, morali e psicologici molto rilevanti. L’aborto implica anche un’atteggiamento contraccettivo o, si preferisce, una mentalità contraccettiva. Ma oltre a ciò l’aborto è, ripetiamolo, è un crimine. Bene ha fatto il pontefice regnante a riasseverare le giuste proporzioni.

          Vale la pena di aggiungere che la banalizzazione della sessualità – la quale è, per lo spirito del singolo e della società in cui vive, una vera sciagura – si può operare anche attraverso la riduzione della sessualità a mera attività procreativa (o, con espressione più brutalmente zoologica, “riproduttiva”). E non a caso il succitato Paolo VI ebbe cura di sottolineare la duplice valenza procreativa e unitiva del rapporto sessuale fra coniugi.

          Mi piace

        • @Navigare

          Che l’aborto sia un male maggiore, rispetto alla contraccezione, è un’affermazione che non ti curi di dimostrare. Dovremmo crederti perché lo dici tu? Non lo credo nemmeno se lo dice il papa, figurati se lo dici tu. Sono pronto a crederlo quando qualcuno lo dimostrerà.

          Che poi l’aborto comporti una mentalità contraccettiva, questo fa ridere i polli. E’ la mentalità contraccettiva, cioè ostile alla vita, che, quando fallisce, ricorre all’aborto. Oppure avresti il barbaro coraggio di asserire, contro ogni palmare evidenza, che prima si pensa all’aborto e dopo, semmai, anche alla contraccezione?

          Mi piace

          • L’aborto non comporta, ma implica una mentalità contraccettiva: significa che anche chi abortisce, come chi usa metodi anticoncezionali, si oppone alla vita. Leggi con più attenzione, benedetto figliuolo. Su questo punto conveniva, mi par di ricordare, anche Simon. E con ragione.

            Quanto alle dimostrazioni, ti rimando al breve ma tutt’altro che gratuito cenno contenuto nella mia risposta a Trianello. Svolgi quel cenno e avrai la tua dimostrazione (che puntualmente non muterà in te alcunché, dal momento che parli di credere o non credere a questa o a quell’affermazione, mentre qui non è affatto un problema di fede, ma di logica, oltre che di buonsenso).

            P.S. La parte “sciocca”, cioè priva di sale, dell’intervento papale non è quella che corregge l’errata concezione del rapporto gerarchico fra contraccezione e aborto (tanto cara ai braghettoni di tutte le epoche), bensì quella che giudica sdegnosamente Donald Trump un non cristiano. Perché sciocca? Innanzi tutto perché in contraddizione con quel “chi sono io che giudicare” invocato dallo stesso pontefice con tanta indulgenza verso il “gay” (così disse allora) pio, e in contraddizione con l’asserzione secondo la quale il cristiano non deve costruire muri, ma ponti (dunque non murare vivo il povero Donald chiudendolo fuori dalla cristianitò, ma gettar verso di lui un ponte).

            Mi piace

            • Hai ragione, e scusa se avevo male interpretato. L’aborto implica una mentalità contraccettiva. Un motivo ulteriore per tenersi lontani da una mentalità contraccettiva. Potremmo anche arrivare a dire che l’aborto è l’estrema conseguenza della contraccezione. Non intendo sostenere che chi non vuole un figlio arriva necessariamente all’aborto; però, certamente, chi arriva all’aborto ci arriva perché non vuole un figlio. L’aborto ha una radice e questa radice affonda nella contraccezione. Anche in questo senso ritengo la contraccezione peggiore dell’aborto: perché precede e giustifica l’aborto.

              Non sono sicuro di poter sostenere che la contraccezione sia moralmente più grave dell’aborto; ma, con certezza, chi rifiuta l’aborto non può in nessun caso giustificare la contraccezione.

              Per quanto riguarda la tua dimostrazione del fatto che l’aborto è un male maggiore rispetto alla contraccezione, potresti indicarmi un link?

              Mi piace

              • Non saprei indicarti un link. Ma in fondo su questo tema non vale la pena di arrovellarsi troppo, se non per amore di logica. Penso che per un cattolico sia sufficiente seguire il buonsenso e orientare le proprie scelte morali a quanto la dottrina della Chiesa ha stabilito e più volte ribadito. Del resto mi pare che tu abbia detto, in altra occasione, di avere una bella famiglia, che mi piace immaginare immune da aborto e da contraccezione. Di questi tempi è davvero molto.

                Mi piace

  7. Peggio l’aborto o la contraccezione? Qualcuno qui sostiene , o ha sostenuto (ho letto l’articolo di Simon di qualche tempo fa, ed altri commenti) che la contraccezione sia, di fatto , foriera di danni peggiori dell’aborto stesso, e quindi quasi un peccato più grave.
    Invece Navigare sostiene, a mio parere giustamente , che un conto è evitare una potenziale ma non certa gravidanza, ed un altro uccidere certamente un essere umano.
    Se dessimo credito alla teoria per la quale la contraccezione sarebbe uguale, se non peggiore , all’aborto, infatti, innescheremmo una parabola inarrestabile, che per effetto della proprietà transitiva diverrebbe paradossale.
    Se la pillola è come l’aborto, allora in fondo anche il preservativo è come la pillola, la spirale come il preservativo, il metodo billings come la spirale, il coito interrotto come il metodo billings, le stimolazioni sessuali senza penetrazione (petting) come il metodo billings.
    Insomma due coniugi che si tocchino a vicenda starebbero commettendo lo stesso peccato, se non peggiore, di una donna che abortisce.
    Francamente questa rincorsa infinita verso una perfezione irraggiungibile ha come unico effetto quello di scoraggiare chi con sincerità , pur con tutti i suoi limiti, si avvicina alla fede, ed invece di orientarlo alla perfezione lo sconcerta rigettandolo verso i peccati più gravi (tanto è uguale..)
    E’ davvero singolare, perchè noi siamo (in teoria) discepoli di Gesù Cristo, il quale nella parabola dei lavoratori ha ben spiegato che l’intero salario può essere pagato anche a chi lavora pochi minuti nella vigna del signore, senza nessuna ingiustizia verso chi ci lavora tutto il giorno.
    Invece , quando si tratta di peccati, noi uomini non facciamo altro che sostenere la tesi opposta, partendo da un peccato minore ed esaltandone la gravità per arrivare ad equipararlo ai peccati peggiori.
    Gesù è venuto per salvare l’ultimo, e noi cerchiamo , al minimo errore , di condannare anche i primi.
    Mi sbaglio ?

    Mi piace

    • Eh sì, credo proprio che porre sullo stesso piano aborto e contraccezione non abortiva (attenzione: vi sono anche metodi anticoncezionali abortivi) o porre quest’ultima su un piano persino peggiore di quella prima, come fe’ a suo luogo Simon (vedo che come me anche Mente ne è rimato colpito e se ne ricorda ancora), far questo sia stato e sia un errore. E un errore assai grave.
      Passi falsi in questo senso sono stati fatti più volte in passato: oltre che del binomio contraccezione e aborto, si è usato e abusato a lungo del binomio divorzio e aborto. Che fra questi fenomeni possa sussistere un rapporto di parentela non significa che essi siano dello stesso ordine e grado. Un secondo cugino acquisito non è un fratello: l’aborto è fratello carnale dell’omicidio, come ci ha voluto ricordare papa Francesco; è, per usare le parole del santo padre, un crimine.

      Non sembrino queste osserevazioni vano puntiglio. Si tratta di ricondurre l’interpretazione della realtà nel suo corretto alveo, evitando distorsioni foriere di gravi conseguenze morali e, potenzialmente, materiali.

      P.S. Sia chiaro che dal mio punto di vista la rettifica compiuta dal papa non deve ritenersi lodevolmente veritiera per il fatto che sia stata compiuta dal papa, ma per il fatto che risponde alla realtà ed emenda un’aberrazione logica.

      Mi piace

    • «Francamente questa rincorsa infinita verso una perfezione irraggiungibile ha come unico effetto quello di scoraggiare chi con sincerità, pur con tutti i suoi limiti, si avvicina alla fede, e invece di orientarlo alla perfezione lo sconcerta rigettandolo verso i peccati più gravi …».
      Credo tu stia commettendo un errore di valutazione, caro Mentelibera65.
      L’unico effetto che produce questa rincorsa dettata spesso dall’esaltazione, ma accompagnata anche da una buona dose di ipocrisia, è sì di iniziale sconcerto, ma non per questo chi resta sconcertato si dirige verso peccati più gravi. L’iniziale sconcerto precede il disinteresse che poi si concretizza nell’allontanamento da una visione che non convince.
      Non immagini quante persone hanno cessato di frequentare l’ambiente parrocchiale per questo motivo. Poi con gli anni ci si rende conto che per riallacciare un rapporto con il Padreterno e vivere in pace con la propria coscienza non è necessario scomodare nessun intermediario.

      Mi piace

    • Concordo con MenteLibera.
      Aggiungerei tuttavia una riflessione….
      Da sempre si dice che, nel cristianesimo, nella Chiesa, la gerarchia tra la salvezza di una vita (biologica) e la salvezza di un’anima mette al primo posto quest’ultima. Da questa prospettiva possono esistere anche delle realtà familiari che, pur generando tante vite biologiche (vedi i celeberrimi e contestati “conigli” del Papa), fin dalla più tenera età dei figli li allevano con falsi valori, senza amore autentico, e li avviano così all’aborto spirituale della loro vita, all’aborto della salvezza. Qualcuno mi dirà che sto citando casi estremi. Io credo di no.
      Da questo punto di vista l’aborto (quello reale, quello fisico) è la tappa finale, secondo me, di quell’aborto spirituale di cui parlo – sempre troppo presente nella società occidentale, e nel mondo intero.
      Sempre da questo punto di vista andrebbe inquadrata la contraccezione (sia essa attuata con mezzi leciti o illeciti per la Chiesa) : c’è una contraccezione che si fa nelle coppie perchè, nei fatti, nel cuore, si detestano i figli e, quando poi ne sarà generato uno o due, sarà fatto venire al mondo con tutte le possibili motivazioni sbagliate. Quel figlio non sarà allevato nell’amore, nonostante le apparenze.
      Allo stesso modo, ma nel caso contrario, può anche esistere una contraccezione illecita che tuttavia mira a preservare le condizioni ideali perché un figlio successivo venga allevato con l’amore e la dedizione che merita. Sarà quindi un figlio che viene al mondo con tutte le condizioni per conseguire la vita vera: quella eterna.
      In quest’ultimo caso, il peccato relativo alla contraccezione non è lontanamente paragonabile né all’aborto fisico né a quello ‘spirituale’ dei figli vivi e vegeti, ma nemmeno è paragonabile alla contraccezione (lecita o illecita) attuata dalle coppie ripiegate su sè stesse che, qualunque cosa facciano, figli sì figli no, detestano il fatto che venga al mondo un altro essere umano… e un’altra anima.

      Mi piace

      • Si, sono d’accordo anche io con questo tuo post, Trinity, e con quello di Mentelibera (sebbene su alcune cose io e Mentelibera la pensiamo diversamente qui siamo d’accordo).

        Anzi, devo essere sincero, dire che la contraccezione sia più grave dell’aborto (mi riferisco ovviamente anche io alla contraccezione non abortiva, come sottolineato da Navigare Necesse Est) credo sia una delle cose più demenziali che ho letto, questo senza voler mancare di rispetto alla persona che l’ha pronunciata, mi riferisco nello specifico a quell’affermazione, all’idea.

        Per Mentelibera

        “Francamente questa rincorsa infinita verso una perfezione irraggiungibile ha come unico effetto quello di scoraggiare chi con sincerità , pur con tutti i suoi limiti, si avvicina alla fede, ed invece di orientarlo alla perfezione lo sconcerta rigettandolo verso i peccati più gravi (tanto è uguale..).”

        Si, una volta avevi espresso questo concetto in maniera efficace dicendo qualcosa del tipo “se fai un’autostrada a dieci corsie, metti il limite a 30 kmh e poi dai la stessa pena a chi lo eccede di 10 km e a chi va a 250 kmh ad uno viene voglia di andare anche a 300 all’ora, tanto la pena è uguale”.

        Per Trinity

        “Allo stesso modo, ma nel caso contrario, può anche esistere una contraccezione illecita che tuttavia mira a preservare le condizioni ideali perché un figlio successivo venga allevato con l’amore e la dedizione che merita. Sarà quindi un figlio che viene al mondo con tutte le condizioni per conseguire la vita vera: quella eterna.
        In quest’ultimo caso, il peccato relativo alla contraccezione non è lontanamente paragonabile né all’aborto fisico né a quello ‘spirituale’ dei figli vivi e vegeti, ma nemmeno è paragonabile alla contraccezione (lecita o illecita) attuata dalle coppie ripiegate su sè stesse che, qualunque cosa facciano, figli sì figli no, detestano il fatto che venga al mondo un altro essere umano… e un’altra anima.”

        Si, sono pienamente d’accordo.

        Mi piace

        • Anzi, devo essere sincero, dire che la contraccezione sia più grave dell’aborto (mi riferisco ovviamente anche io alla contraccezione non abortiva, come sottolineato da Navigare Necesse Est) credo sia una delle cose più demenziali che ho letto, questo senza voler mancare di rispetto alla persona che l’ha pronunciata, mi riferisco nello specifico a quell’affermazione, all’idea.

          Bisogna pero` capire cosa si intende per contraccezione, perche`, a differenza dell`aborto, secondo me puo` cambiare sostanzialmente natura per due motivi: 1) la non assoluta efficacia della stessa, 2) le intenzioni di chi la mette in atto.

          Io quindi differenzierei una contraccezione intesa come “volontaria limitazione/b> della fertilita`” da una intesa come “volonta` assoluta di sterilita` (quindi a prescindere dall`esito del rapporto sessuale”); la prima e` meno grave dell`aborto, mentre la seconda, per me, e` sullo stesso piano visto che non e` altro che il comportamento propedeutico allo stesso.

          Come esempio del secondo caso potrei portare quello di una persona che si diverte a fare il tiro-a-segno in giardino di un asilo nido pieno di bambini: anche mettendoci la massima attenzione, sarebbe comunque un comportamento scriteriato e gravissimo, non giustificabile in alcun modo: il buon esito dell`”impresa” andrebbe iscritto solo al caso e mai alla perizia del tiratore.

          Pero` la gravita` della contraccezione risiede anche nel fatto che viene “venduta” o “narrata” come se dovesse garantire un`efficacia assoluta, questo per essere compatibile con la visione edonistica del sesso ad essa correlata – io non ho mai visto esempi di pubblicita` in senso contrario – questa efficacia pero` non e` garantita dalla stessa ma dall`aborto, che ne costituisce, a tutti gli effetti, quindi, il naturale e logico completamento.

          Mi piace

          • correggo il messaggio precedente:

            volontaria limitazione della fertilita`” da una intesa come “volonta` assoluta di sterilita` (anche a prescindere dall`esito del rapporto sessuale);

            Il primo caso: tiro-a-segno su sagome, in un campo pieno di bambini che giocano, con pallottole a salve: si limita` la fertilita` ma si accettano responsabilmente le conseguenze, quindi anche l`intenzione stessa dell`atto cambia, pur restando un comportamento sbagliato; nel secondo: tiro-a-segno con pallottole vere: intenzione di fondo omicida, a prescindere dal buon risultato.

            Mi piace

          • Propaganda della contraccezione:

            A) “Con XXX puoi sparare con pallottole vere alle sagome in un campo di tiro invaso di bambini, senza attingerne alcuno

            Contraccezione reale:

            1) comportarsi come se A), cioe` sapere di star sparando e sparare con pallottole vere, aggiungendo cioe` l`aborto in caso di inefficacia della stessa.
            Quindi A) deve essere letta: … senza essere incriminati in caso di “attingimento” (sempre che si possa dire): la gravita` e` evidente.

            2) comportarsi come se A) ma caricando pallottole vere e a salve, e cioe` decidere solo in un secondo momento, a fatto compiuto: anche se l`esito fosse positivo – accettazione di un esito prevedibile di una propria azione – l`intenzione a monte e` uguale a quella di 1).

            3) riconoscere che A) non e` ne` attuabile ne` accettabile, quindi mettere munizioni a salve e comportarsi di conseguenza: gravita` quindi inferiore, cambiando gia` nelle intenzioni la natura dell`atto.

            Mi piace

          • Per Lovinski

            “Io quindi differenzierei una contraccezione intesa come “volontaria limitazione/b> della fertilita`” da una intesa come “volonta` assoluta di sterilita` (quindi a prescindere dall`esito del rapporto sessuale”); la prima e` meno grave dell`aborto, mentre la seconda, per me, e` sullo stesso piano visto che non e` altro che il comportamento propedeutico allo stesso.”

            Ma questa però non è la regola. Ad esempio, una mia compagna di classe in quinta superiore è rimasta incinta dal suo ragazzo (nonostante le precauzioni) e non ci ha pensato nemmeno per un secondo ad abortire. E non aveva nemmeno 19 anni, pertanto puoi stare certo che l’ultima cosa che si aspettava e che voleva in quel momento era un figlio.

            Pertanto non farei di tutta l’erba un fascio. Ad ogni modo concordo con te sulla prima parte, altrimenti dovremmo dire che i coniugi che hanno talvota rapporti che non includono la penetrazione starebbero commettendo un peccato mortale sullo stesso piano di un omicidio, e questo è a dir poco demenziale.
            Come ho scritto sopra, anche un rapporto tra coniugi diventerebbe un equilibrismo frustrante ed alienante, e di certo ciò non favorirebbe l’unità coniugale.

            A questo punto bromuro e passa la paura, perché se sposarsi deve significare entrare in un campo minato dove ogni atto può costarci la salvezza non conviene.
            Perlomeno, non penso che sia così desiderabile passare una vita a saltellare da un piede all’altro per raggiungere un’irraggiungibile quanto platonica perfezione.

            “Pero` la gravita` della contraccezione risiede anche nel fatto che viene “venduta” o “narrata” come se dovesse garantire un`efficacia assoluta, questo per essere compatibile con la visione edonistica del sesso ad essa correlata – io non ho mai visto esempi di pubblicita` in senso contrario – questa efficacia pero` non e` garantita dalla stessa ma dall`aborto, che ne costituisce, a tutti gli effetti, quindi, il naturale e logico completamento”

            Su questo sono d’accordo, calcola che io sono favorevole a proibire l’aborto tout court (alla faccia di chi dice che io sarei “ostile alla vita”) tranne in casi in cui non sia possibile salvare sia la madre che il bambino (e mi pare che in questi casi specifici anche la Chiesa ritenga l’aborto eticamente accettabile).

            Di certo bisognerebbe insegnare ai giovani (e calcola che io ho 26 anni) che il modo migliore per non avere gravidanze indesiderate è astenersi fino al matrimonio oppure limitarsi a rapporti incompleti (visto che ci sono molte cose da fare oltre la penetrazione), pertanto concordo anch’io sul fatto che la gravità della contraccezione risedei anche nel fatto che venga spacciata come infallibile.

            Mi piace

            • Ma questa però non è la regola. Ad esempio, una mia compagna di classe in quinta superiore è rimasta incinta dal suo ragazzo (nonostante le precauzioni) e non ci ha pensato nemmeno per un secondo ad abortire. E non aveva nemmeno 19 anni, pertanto puoi stare certo che l’ultima cosa che si aspettava e che voleva in quel momento era un figlio.

              Infatti io ho differenziato: se la tua compagna non ha mai pensato di abortire, nonostante la contraccezione, cioe` ha avuto sempre rapporti sessuali comunque aperti alla vita, e` nel mio esempio come il tiratore 3) che carica a salve il fucile e si “diverte” a sparare in un asilo affollato: comportamento grave finche` vuoi, ma meno grave di caricare il fucile a pallettoni.

              Mi piace

            • Per Lovinski

              ” 1) Comportarsi come se A), cioe` sapere di star sparando e sparare con pallottole vere, aggiungendo cioe` l`aborto in caso di inefficacia della stessa.
              Quindi A) deve essere letta: … senza essere incriminati in caso di “attingimento” (sempre che si possa dire): la gravità è evidente.’

              Si, su questo siamo d’accordo, tuttavia l’intenzionalità individuale (ovvero la possibilità di ricorrere all’aborto in caso di inefficacia della contraccezione) la conosce solo il singolo.
              Che sia grave anche solo l’intenzionalità di ricorrere all’aborto in caso di inefficacia siamo perfettamente d’accordo, anche perché per essere sicuri di non restare incinta ci sono due vie sicure, come già detto:

              1) L’astensione fino al matrimonio.
              2) Avere solo rapporti di altro tipo (non è il caso di entrare nei dettagli qui) che non includano la penetrazione.

              Quello che contesto sono certe esagerazioni che ho letto in giro, tipo quella che anche i metodi naturali tra coniugi sono immorali qualora intesi ad evitare la fertilità, per esempio nel caso delle donne quarantenni che hanno elevata probabilità di concepire un figlio down http://www.enzopennetta.it/2015/09/usa-manuale-di-spin-lgtb-per-la-visita-del-papa/#comment-40906

              Cioè, praticamente oggi uno, quando si ritrova ad avere una moglie di 40 anni e passa, non deve più toccarla finché non è entrata in menopausa, perché altrimenti, se si hanno rapporti che escludano il fine procreativo (anche soltanto ricorrendo in maniera sistematica ai metodi naturali) si commette un peccato mortale passibile di dannazione eterna.

              SIA CHIARO: sul fatto che abortire un bambino down sia un atto gravemente immorale, un peccato gravissimo, sono perfettamente d’accordo anche io, ma da lì a doverselo andare a cercare oppure doversi astenere già a 40 anni, da sposati, beh c’è una bella differenza per Dio!

              Mi piace

              • Per Lovinski

                “Infatti io ho differenziato: se la tua compagna non ha mai pensato di abortire, nonostante la contraccezione, cioe` ha avuto sempre rapporti sessuali comunque aperti alla vita, e` nel mio esempio come il tiratore 3) che carica a salve il fucile e si “diverte” a sparare in un asilo affollato: comportamento grave finche` vuoi, ma meno grave di caricare il fucile a pallettoni.”

                Perfect. 😉
                Ecco perché, ad esempio, accolgo quello che dice Mentelibera quando scrive che

                “Detto questo continuare a fare questa classifica al rialzo dei peccati produce l’effetto contrario, e cioè quello di allontanare le persone dalla fede per mancanza di giustizia.
                Che Dio è quello che mette sullo stesso piano chi uccide e chi si mette il preservativo ? Un Dio che non pratica la giustizia. Un Dio di cui aver paura o che , al limite, diventa un avversario.
                Che Dio è quello che in teoria avrebbe perdonato Hitler, se si fosse pentito prima di morire, ma non perdonerebbe il giovane fidanzato che dopo avere fatto l’amore con la fidanzata cade col motorino e muore.
                Nessuna logica, umana o divina, può rendere comprensibile all’uomo di oggi questa dinamica, che è perversa e sovverte alla base il senso di giustizia connaturato nell’uomo.
                La realtà è che il problema non è Dio, ma l’uomo stesso, che vuole ergersi a fine conoscitore dei desideri di Dio, sempre pronto alla condanna del facile colpevole.”

                Bisogna contestualizzare bene le cose, rendere tutto possibile di dannazione eterna è il modo migliore per allontanare le persone da Gesù.

                Mi piace

              • Il paradosso del comportamento della tua compagna e` evidente: come si fanno ad avere rapporti sessuali contraccettivi pero` aperti alla vita ? Nonostante la decisione a monte di non abortire in nessun caso, le due cose sembrano autoescludersi.

                Potrebbe darsi solo considerando la contraccezione come metodo di *limitazione* dei concepimenti, ma questa cosa non viene fuori in nessuna pubblicita`, racconto o propaganda della stessa.

                La tua amica, se ha avuto sempre rapporti sessuali aperti alla vita NONOSTANTE la contraccezione, e`, per me, da segnalare positivamente, pur rimanendo la gravita` dell`atto.

                Per gli atti incompleti, se manteniamo la mia metafora, e` come piombare in un asilo con armi di gomma e fare “pum pum” con la voce: e` meno grave di usare fucili a pallettoni o a salve, rimane pero` l`infantilismo dell`azione e il fondo nichilista.

                Mi piace

              • Lovinski

                “La tua amica, se ha avuto sempre rapporti sessuali aperti alla vita NONOSTANTE la contraccezione, e`, per me, da segnalare positivamente, pur rimanendo la gravita` dell`atto.”

                Si, calcola che lei ha la mia età e ha già un figlio di quasi 7 anni. 😀
                È certo da segnalare positivamente, anche se, per quella che è la mia esperienza, posso garantirti che non sono affatto rare le persone che, pur facendo uso di contraccezione (per vari motivi, tra cui la giovane età o i problemi economici, che oggi spesso si protraggono anche oltre i 30 anni) non abortirebbero mai, a volte anche non credenti, perché hanno innato il senso della sacralità della vita.

                È per questo che dico che è importante fare i dovuti distinguo, altrimenti qua finisce che Gesù viene presentato come un carnefice pronto a dannare tutti alla minima cosa, col risultato poi di allontanare le persone dalla vera Fede come è successo a Simone.

                Si corre il rischio di presentare un’immagine contraffatta e quasi blasfema di Cristo, che vuole essere amato e non temuto.

                Poi è chiaro, nessuno di noi è perfetto, come hai ben scritto

                “Per gli atti incompleti, se manteniamo la mia metafora, e` come piombare in un asilo con armi di gomma e fare “pum pum” con la voce: e` meno grave di usare fucili a pallettoni o a salve, rimane pero` l`infantilismo dell`azione e il fondo nichilista.”

                Ed è per questo che esiste il Purgatorio, dove purificarsi prima di poter raggiungere il Sommo Bene.

                Mi piace

            • Di certo bisognerebbe insegnare ai giovani (e calcola che io ho 26 anni)
              Per Gozzano saresti gia` decrepito ;-):


              Venticinqu’anni!… sono vecchio, sono
              vecchio! Passò la giovinezza prima,
              il dono mi lasciò dell’abbandono!

              Un libro di passato, ov’io reprima
              il mio singhiozzo e il pallido vestigio
              riconosca di lei, tra rima e rima.

              Venticinqu’anni! Medito il prodigio
              biblico… guardo il sole che declina
              già lentamente sul mio cielo grigio.

              Venticinqu’anni… ed ecco la trentina
              inquietante, torbida d’istinti
              moribondi… ecco poi la quarantina

              spaventosa, l’età cupa dei vinti,
              poi la vecchiezza, l’orrida vecchiezza
              dai denti finti e dai capelli tinti.

              O non assai goduta giovinezza,
              oggi ti vedo quale fosti, vedo
              il tuo sorriso, amante che s’apprezza

              solo nell’ora trista del congedo!
              Venticinqu’anni!… Come più m’avanzo
              all’altra meta, gioventù, m’avvedo

              che fosti bella come un bel romanzo!

              Io non ho molti anni piu` di te … non sono ancora arrivato all`eta` “spaventosa” … sono su quella “inquietante” :-O

              Mi piace

              • Eh vabbè grazie al ciufolo, erano altri tempi. All’epoca si era già vecchi a 40 anni, sia fisicamente che mentalmente, oggi le cose sono notevolmente diverse. 😀
                Mia madre ad esempio ha 51 anni ed è una splendida donna, ancora, a volte ho visto foto di donne della seconda metà dell’Ottocento che a 40 anni o poco più sembravano più vecchie di mia nonna che ha ora 75 anni. 😀

                Mi piace

              • Due cose per mantenersi giovane : la filosofia, vedi il pluricentenario Gorgia e numerosi altri vegliardi, e la musica classica, soprattutto la lirica, vedi la meravigliosa pluricentenaria Olivero, nel video gia` “secolare”):

                Mi piace

            • Quante inutili chiacchiere e quanti infiniti distinguo…

              La contraccezione è sempre un peccato mortale. La mentalità contraccettiva è necessaria premessa, anche se non assoluta garanzia, di ricorso all’aborto in caso di gravidanza nonostante il contraccettivo. Tutto il resto sono vuote chiacchiere ed oziosi distinguo.

              Mi piace

              • Non mi sembra di avere fatto dei sofismi: io distinguerei solo il caso di una contraccezione non vissuta come tale; anche se puo` sembrare paradossale, per me puo` esistere: si verifica nel caso in cui si e` consapevoli della possibilita` di fallimento della stessa e quindi gia` a priori si compie l`atto essendo aperti a questo esito.

                Mi piace

              • Invece Lovinski ha perfettamente ragione, Frà centanni, tu pensala pure come vuoi, ma con questo fanatismo non si fa altro che allontanare la gente da Dio.
                Non pretendo certo di farti cambiare idea, visto che ti permetti perfino di definire le parole di Papa Francesco “desolanti”.

                Se pensi di vederci più lungo tu dello Spirito Santo fai pure.

                Mi piace

              • Per Lovinski

                “Non mi sembra di avere fatto dei sofismi: io distinguerei solo il caso di una contraccezione non vissuta come tale; anche se puo` sembrare paradossale, per me puo` esistere: si verifica nel caso in cui si e` consapevoli della possibilita` di fallimento della stessa e quindi gia` a priori si compie l`atto essendo aperti a questo esito.”

                Esattamente. Non sperare che questa tua replica serva a qualcosa, Lovinski.
                È del tutto chiaro che una coppia di quarantenni che usano la contraccezione perché non vogliono rischiare di avere un figlio trisomico siano degli assassini al pari (anzi peggio) degli abortisti, poco importa se poi, qualora il figlio trisomico dovesse arrivare, lo accetterebbero con amore, devono andarselo a cercare oppure dire addio ai rapporti coniugali già a 40 anni.
                Questa è la verità Lovinski, io e te siamo dei sofisti da quattro soldi. 😀

                Per fortuna che Dio guarda il cuore delle persone, perché se fosse per Frà centanni sarebbe il Paradiso ad essere vuoto.

                Mi piace

  8. «Francamente questa rincorsa infinita verso una perfezione irraggiungibile ha come unico effetto quello di scoraggiare chi con sincerità, pur con tutti i suoi limiti, si avvicina alla fede, e invece di orientarlo alla perfezione lo sconcerta rigettandolo verso i peccati più gravi …».

    Se la rincorsa a la perfezione scoraggia lamentatevi con il Signore: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre”

    Liked by 1 persona

    • E questo cosa c’entra con l’osservazione (in questo caso giusta) che ha fatto Mentelibera? Lui ha esposto le logiche conseguenze che si avrebbero da un certo modo di ragionare, dove praticamente un rapporto di coppia diventerebbe un “equilibrismo” frustrante e alienante.

      Cito
      “Se la pillola è come l’aborto, allora in fondo anche il preservativo è come la pillola, la spirale come il preservativo, il metodo billings come la spirale, il coito interrotto come il metodo billings, le stimolazioni sessuali senza penetrazione (petting) come il metodo billings.
      Insomma due coniugi che si tocchino a vicenda starebbero commettendo lo stesso peccato, se non peggiore, di una donna che abortisce.”

      Mi piace

      • C´entra. Perché mentelibera e Simone si arrabbiano con la ricerca della perfezione e negano la possibilitá di raggiungerla, rivelando che del Vangelo non capiscono niente.

        Mi piace

        • Semmai criticavano che solo i “perfetti” o presunti tali potessero salvarsi. Rileggi il post di Trinity, che spiega bene i concetti importanti.

          Mi piace

          • Si sempre mentelibera porta il discorso a la possibilitá di salvarsi invece di cercare di capire come uno dovrebbe fare per salvarsi.

            Mi piace

            • Guarda, per salvarsi, si fa così 😉
              Provo a fare un elenco.

              Dal Vangelo di Matteo cap. 5
              17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 
              18  In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge , senza che tutto sia compiuto. 
              19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
              20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

              Nota: la Legge NON sono i semplici 10 Comandamenti. Come è noto, Gesù si riferisce a tutta la Legge ebraica. Legge=Pentateuco e relativi precetti= 613 totali 😛
              Ergo, come evinci dal versetto 20: DEVI fare tutti quelli + il Comandamento Nuovo + tutti gli insegnamenti di Gesù messi in pratica.

              In tutto…saremo…uhm… all’incirca intorno ad un migliaio di precetti, precetto più, precetto meno 😉
              Dico bene? Che te ne pare?

              Se invece consideriamo la numerazione dei paragrafi del CCC …beh, ecco, dovrei ricalcolare tutto….
              Tu hai fatto un calcolo esatto ?

              Mi piace

              • Concordo Trinny, da oggi niente più risotto ai frutti di mare.

                Levitico 11,9-12

                “Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutti quelli acquatici. Potrete mangiare quanti hanno pinne e squame, sia nei mari, sia nei fiumi. Ma di tutti gli animali, che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno né pinne né squame, li terrete in abominio. Essi saranno per voi in abominio; non mangerete la loro carne e terrete in abominio i loro cadaveri. Tutti ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi in abominio.

                Niente più costine.

                Levitico 11,7-8

                ” Il porco, perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo.”

                Occhio anche al guardaroba, ragazzi

                Levitico 19,19

                “Non porterai veste tessuta di due diverse materie.”

                Niente più parrucchieri nè lamette da barba per noi maschietti.

                ” Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né deturperai ai lati la tua barba. ”

                E ora scusatemi perché devo andare a mettere a morte mia madre, visto che Domenica scorsa (abbiamo un’azienda) ha lavorato.

                “Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare: per sei giorni si lavorerà, ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte”

                Non stupitevi se nei prossimi giorni non mi leggerete da queste parti, quindi.

                Mi piace

              • @Vincent
                Per i tagli di capelli vedi qui https://it.m.wikipedia.org/wiki/Payot la galleria fotografica. Uno di questi va bene e ti salvi. Su altri stili non posso garantirti niente 😉

                Mi piace

            • @trinity, vincent, mentelibera e tutto il cucuzzaro ostile alla vita.

              Potete ridere finchè volete, ma blas-pas ha perfettamente ragione quando ricorda che Gesù ci ha chiesto di essere perfetti. A nessuno è consentito di accontentarsi di qualcosa di meno della perfezione. Gli anticoncezionali (non il metodo Billings, che non è un anticoncezionale) sono gravemente contrari al piano di Dio ed in nessun caso possono essere ammessi. Va poi ricordato e sottolineato che una mentalità anti contraccettiva è la necessaria premessa e la migliore garanzia per il ricorso all’aborto, quando l’anticoncezionale non ha funzionato.

              Mi piace

              • Per Trinity

                “@Vincent
                Per i tagli di capelli vedi qui https://it.m.wikipedia.org/wiki/Payot la galleria fotografica. Uno di questi va bene e ti salvi. Su altri stili non posso garantirti niente ;-)”

                Ti ringrazio Trinity, ma ora sto andando a costituirmi per aver messo a morte mia madre, che si è macchiata del gravissimo peccato di aver lavorato il settimo giorno, secondo le prescrizioni di Esodo 31,12-16 http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Esodo+31

                Ora capisci perché in altri topic parlavo della scarsa storicità dell’At confrontata col Nuovo Testamento? Nessuna forza in cielo o in terra potrà mai convincermi che Dio abbia veramente detto parole del genere.

                Faccio inoltre notare che è normale che Gesù facesse certi riferimenti al Tanakh, anche se era Dio ha comunque vissuto secondo le categorie e le conoscenze del Suo tempo (lo svuotamento kenotico di cui parla Paolo è proprio questo).

                Mi piace

              • Sbagli, fra’ Centanni, a pensare che Trinity, Vincent, Mente e magari anche il sottoscritto, siano ostili alla vita. Nessuno in questi commenti ha sostenuto che la contraccezione sia un bene. Ci si è limitati a spiegare, sull’onda del destro papale, che è un male (un male) minore rispetto all’aborto. Dovendo scegliere fra rubare deliberatamente e uccidere deliberatamente, per esempio, che cosa sceglieresti? Né l’uno né l’altro, scommetto. E faresti bene, perché sia rubare sia uccidere deliberatamente sono male, anche se rubare è un male minore rispetto a uccidere. Se pensi che chi pone in luce la relazione gerarchica fra due mali sia per ciò stesso favorevole al minore dei due mali, ti inganni.

                Mi piace

            • Vincent e Trinity, con i vostri divertenti calcoli sulla scorta dei mandati veterotestamentari avete messo simpaticamente stigmatizzato uno dei più pericolosi rischi degenerativi delle religioni, in particolare di quelle “rivelate” e/o “del libro”: il rubricismo morale (cui aggiungerei anche quello teologico). Il vasto discorso paolino sullo spirito e la lettera rimane purtroppo in molti casi lettera… morta.

              Mi piace

              • Esatto, Navigare. Questo è proprio il rischio principale delle religioni del libro, ma bisognerebbe ricordarsi che il Cattolicesimo (e anche i fratelli ortodossi) NON è la religione del libro, come ebraismo, Islam e i vari cristianesimi protestanti.

                Mi piace

              • Ad ogni modo la spiegazione migliore l’ha data Lovinski.

                Mi piace

              • Il mio intento era proprio quello, Navigare 😀 😉

                o_O Però nel frattempo mi è sorto uno scrupolo di coscienza.
                Colgo qui l’occasione per lasciare un messaggio chiarificatore, nel caso passasse per Croce-via un nostro fratello maggiore: noi (cattolici) lo sappiamo benissimo che i 613 precetti non sono finalizzati al concetto cristiano di Salvezza, ma hanno altre valenze. E sappiamo che non tutti gli ebrei (ma in verità solo pochi di essi) si lasciano crescere i payot e la barba. Si stava giusto un pò scherzando 🙂

                @Vincent
                Il discorso sull’AT e sulla sua storicità si farebbe un pò troppo lungo.
                In ogni caso, in determinato contesto, ho capito che le 613 mitzvòt hanno un senso, eccome (specialmente se consideri il fatto che l’ebraismo non prevede “annuncio” o “proselitismo” verso nessuno, anzi il contrario. Praticamente l’ebreo si autoimpone un certo “sacerdozio” anche in tuo favore, cioè anche in favore dei soggetti non tenuti all’osservanza di quelle infinite prescrizioni). Solo che ora siamo un pò troppo OT.
                Comunque, mi piace come affronta queste problematiche lo studioso Daniel Boyarin. Lasciando da parte qualsiasi altra sua posizione (politica) e concentrandoci unicamente sul suo genio come storico delle religioni, io trovo che abbia fissato dei punti fondamentali per la comprensione sia dell’ebraismo che del cristianesimo, su specificità proficue e sui limiti/difetti di entrambe le posizioni filosofiche. Queste qualità fondamentali (per tutta l’umanità, per tutto il pianeta) e questi limiti, se integrati, se compresi, formano un equilibrio perfetto.
                Inutile dire che l’integrazione possono compierla i cristiani…potendo riassumere in sè entrambe le tradizioni.
                E questo si riallaccia al discorso principale che stiamo facendo, in particolare a ciò che sta affermando Navigare nei suoi vari interventi.

                P.s. sulla tua altra affermazione. Non solo Gesù “diceva” riferimenti alle Scritture, ovviamente, ma è assodato storicamente che , ad esempio,mangiasse kasher e non sembrano esserci casi in cui infrange platealmente la Legge (ma solo dispute tra Maestri su ciò che eventualmente fanno i suoi discepoli e/o su come interpreta Lui la Legge, interpretazione oggi accolta senza problemi da qualsiasi rabbino moderno)…….che poi non servono neanche tutti questi studi storici, basta che leggiamo che cosa dice Pietro in Atti dopo aver fatto il sogno della tovaglia per provare che cosa mangiassero i Dodici con Gesù…..

                Mi piace

              • Esatto Trinity, infatti il passo di Atti 10,9-15 ” Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi: vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: «Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!». Ma Pietro rispose: «Non sia mai, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro». E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano” spiega proprio ciò che hai detto.

                Mi piace

              • Ed è per questa ragione che, ad esempio, il passo di Marco 7,14-19 “Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: 15 non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo». 16 .
                17 Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. 18 E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, 19 perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. 20 Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, 22 adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23 Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo» è considerato un passo redazionale, dal momento che Gesù in vita mai insegnò queste cose.

                Gli apostoli queste cose le capirono tramite rivelazioni sovrannaturali e non direttamente dal ministero pubblico di Gesù.

                Mi piace

              • Tanto è vero che quel passo che ho postato finisce con “rendeva così mondi tutti gli alimenti”, che è una cosa che non ha mai fatto durante la Sua vita.

                Mi piace

              • …bisognerebbe ricordarsi che il Cattolicesimo (e anche i fratelli ortodossi) NON è la religione del libro, come ebraismo, Islam e i vari cristianesimi protestanti.

                Proprio per questo ho scritto “e/o del libro”. Purtroppo il rubricismo letteralista o, come scrvi tu Vincent, la mentalità cripto-farisaica, è sempre in agguato, anche per i cattolici, che possono senz’altro vantare un riferimento scritturale in un corpus di libri rivelato (il Nuovo Testamento).

                Mi piace

              • Si, esatto Navigare, e purtroppo quel modo di pensare allontana le persone da Gesù. Sentir dire che un ragazzino o una ragazzina che usano il preservativo o la pillola sono peggio degli abortisti è non solo demenziale, ma provoca in qualunque persona di buon senso che non sia già nella Chiesa un istintivo senso di repulsa che, se c’era qualche possibilità che questa persona si avvicinasse a Gesù, con tali supercazzole si può stare sicuri che ciò non avverrà.

                La continua rincorsa ad una platonica quanto irraggiungibile perfezione e, come diceva Mentelibera, rendere non solo peccato, ma peccato mortale, passibile di dannazione eterna, praticamente qualunque atto non strettamente procreativo anche tra coniugi, è ciò che rischia davvero di affossare la Chiesa.

                Basta pensare al commento che ho linkato su Critica Scientifica di Simon dove addirittura si stigmatizzava il ricorso sistematico ai metodi naturali da parte di una coppia di quarantenni che non volevano andarsi a cercare un figlio down (visto che a quell’età le donne hanno parecchie possibilità di partorire un figlio trisomico), senza considerare che non andarselo a cercare non significa affatto che, qualora arrivasse, lo si abortirebbe.

                Io quoto su tutta la linea ciò che ha scritto Lovinski in questo topic, che mostra bene la capacità di un cattolico di approcciarsi a questioni come queste in modo non farisaico.

                Mi piace

  9. Il maggior pericolo è “banalizzare il male”. Per un atto grave importante come l’omicidio o l’aborto, questo pericolo con sussiste. ma derubricare la “contraccezione” a male minore vuol dire banalizzare il male .
    papa Paolo Vi con l’enciclica Humanae Vitae fece presente in maniera saggia ad una cristianità ormai “anestetizzata” e pronta a qualsiasi cambiamento della morale sessuale per adeguarsi ai tempi moderni, che la questione della contraccezione non è banale e non è “minore”. anzi.
    Slegare la sessualità dalla procreazione è il primo passo dell’uomo “nuovo” verso il “mondo nuovo”. E’ un passo apparentemente piccolo ma dalle conseguenze incalcolabili .
    Se l’aborto è un crimine antico, che probabilmente compivano anche i nostri antenati di qualsisi epoca, l’aver disgiunto sessualità e e procreazione è un procedimento del tutto moderno. Ormai ogni ragazzina di tredici , quattordici anni prende la sua brava pillola e “fa quel che vuole”.
    nessuno si scandalizza, ne’ i genitori , che anzi son ben contenti che la ragazzina non rimanga incinta, ne’ i preti nel confessionale. Tutti ben contentui del “male minore”
    questa io chiamo la “banalità del male”. Attenzione! ha ragione per me Simon e aveva ragione Papa Paolo VI a dire che la contraccezione se SEMBRA un male minore non è che la porta banale verso mali maggiori.
    kla via dell’inferno è lastricata di peccatucci “minori” che però stravolgono , l’uno dopo l’altro, una vita intera anche se non macchiata di “grandi crimini”.
    Una donna che ha compiuto un aborto sa di avere fatto qualcosa , magari può non creder che sia un peccato, ma comunque sente dentro di se’ di aver fatto qualcosa di grosso.
    la banalità della contraccezione scorre come acqua sulle coscienze ormai obnubilate dal pensiero dominante”

    Liked by 1 persona

  10. Sulla gravità della contraccezione e dell’aborto. Ragioniamo.

    L’aborto contraddice il quinto comandamento: non uccidere. Quale comandamento contraddice la contraccezione? Ebbene, la contraccezione contraddice il quarto comandamento: onora il padre e la madre. Chi pratica la contraccezione si oppone a Dio, al Suo piano di vita, in maniera più radicale rispetto a chi uccide. Infatti chi uccide ruba un pezzo di vita, mentre chi fa contraccezione impedisce l’esistenza. Non solo. Chi fa contraccezione adultera la sessualità, ne cambia il significato ed il fine facendo della Realtà (creata da Dio) una realtà che è frutto della sua fantasia impotente: pensa di fare l’amore (che è potenza generante), ma si ingozza solo di piacere. Chi abortisce uccide un figlio, ma chi fa contraccezione uccide se stesso, la sua natura, la sua vocazione ad essere padre o madre. Chi abortisce, potrà comunque conoscere, un giorno, ed amare quel figlio che ha ucciso. Chi fa contraccezione impedisce l’esistenza a chi, da Dio, sarebbe stato chiamato ad esistere e che, invece, non esisterà mai.

    Mi piace

    • La contraccezione apre la via a un concetto nuovo dell’uomo. E’ un profondo rivolgimento antropologico. se condanniamo giustamente, in nome della spiritualità cristiana e dell’antropologia cristiana , l’edonismo materialista” che è il pensiero dominante odierno in Occidente, non possiamo non vedere che una delle basi di tale edonismo è la non- conseguenza delle proprie azioni.
      un tempo chi faceva sesso anche fuori dal matrimonio poteva restare incinta ( o mettere incinta) adesso no. la sessualità è slegata “liberata” dal peso delle sue conseguenze. e infatti: che liberazione dissero i giovani negli anni sessanta quando fu inventata la pillola!
      Dagli anni sessanta ad oggi è talmente cambiata la mentalità comene per quanto riguarda la sessualità che c’è stato un vero CAPOVOLGIMENTO DELLA MORALE ( come auspicava Nietsche col suo “capovolgimento di tutti i valori”)
      oggi una ragazza o un ragazzo che a 18 anni non abbiano fatto sesso ( naturalmente coi dovuti metodi contraccettivi!) è guardato dai coetanei e spesso dagli stessi genitori come anormale, strano, inibito, complessato . Insomma da inviare subito dallo psicologo!
      conosco ( essendo medico) genitori che volevano dare il Viagra al figlio, temendo fosse poco “virile”.
      I superstiti delle generazioni passate , i nonni ultraottantenni, guardano a tutto questo con stupore e disgusto. in una sola vita sono passati dall’esaltazione della verginità, della castità e dell’onestà, all’esaltazione della libidine fin dall’adolescenza.
      Voi direte ma che c’entra questo con la contraccezione? c’entra eccome! se non ci fosse la contraccezione alla portata di tutti tale rivoluzione sessuale avvenuta negli anni sessanta ( proprio in concomitanza con l’invenzione della pillola) non sarebbe avvenuta.
      dunque piano a parlare di male minore! la contraccezione ha forse fatto diminuire il numero degli aborti? No, assolutamente. Ha solo fatto aumentare il numero dei rapporti sessuali.
      il che per un cristiano non è proprio il massimo del bene.
      Oggi potenti lobby mondialiste fanno pressioni ENORMI perchè in continenti come l’Africa venga
      promossa una contraccezione a tappeto, e soburdinano addirittura gli aiuti umanitari all’accettazione da parte dei governi di campagne anti-natalità, cosa che è stata coraggiosamente denunciata dai vescovi africani.
      come la “democrazia” vogliamo esportare il nostro modo di vivere occidentale in tutto il mondo, riducendolo in rovine, e la cosa più assurda è che parte degli stessi cristiani contruibuiscono non si sa se per imbecillità o per smania di modernità , a tali piani volti a de-costruire completamente
      la vera immagine dell’uomo.
      “Fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza” Dante, Inferno

      Liked by 1 persona

      • Concordo al cento per cento, caro Giacomo. Rimangono, purtroppo, le desolanti parole di papa Francesco.

        Mi piace

      • @Giacomo
        Perdonami è tutta teoria. il desiderio dell’uomo di contraccezione esiste da sempre. Hanno trovato preservativi arcaici tra reperti storici di tutti i periodi, fatti con la pelle o gli intestini degli animali o con altro. inoltre nella società contadina i bimbi erano braccia da lavoro.
        La differenza di oggi coi tempi passati è che oggi esistono dei sistemi molto più efficienti.
        Qui nessuno difende la contraccezione, ma la mentalità contraccettiva è sempre esistita ed ignorarlo è pura ipocrisia. Non era solo il senso di Dio che spingeva a fare bambini. Se lo fosse stato si sarebbero continuati a fare.
        Tante volte si fa appello ai tempi passati come se fosse composti da stuoli di cristiani senza peccati. Pure ignoranza della storia.
        La violenza della società passata, pur apparentemente cristiana , era mille volte maggiore a quella attuale. Usciamo dal film “stavamo meglio quando stavamo peggio”.
        Si facevano più bambini , ma ne morivano pure tanti , e nei sobborghi si utilizzavano per ogni pratica di tutti i tipi, e la cura che c’era per i bambini stessi era molto ma molto minore.
        Il progresso poi ha abilitato l’aumento dell’età media e l’incredibile diminuzione della mortalità infantile
        Il risultato in termini numerici è che il mondo negli ultimi due secoli è cresciuto di popolazione in modo esponenziale, e questo è un fatto.
        Io sono contento di essere nato in questa generazione, pur con tutti i difetti della realtà attuale, perchè in questa generazione ho la possibilità di scegliere se essere cristiano o no, se obbedire o no, se insomma aderire col cuore o invece aderire per ignoranza di qualcosa d’altro.
        Detto questo continuare a fare questa classifica al rialzo dei peccati produce l’effetto contrario, e cioè quello di allontanare le persone dalla fede per mancanza di giustizia.
        Che Dio è quello che mette sullo stesso piano chi uccide e chi si mette il preservativo ? Un Dio che non pratica la giustizia. Un Dio di cui aver paura o che , al limite, diventa un avversario.
        Che Dio è quello che in teoria avrebbe perdonato Hitler, se si fosse pentito prima di morire, ma non perdonerebbe il giovane fidanzato che dopo avere fatto l’amore con la fidanzata cade col motorino e muore.
        Nessuna logica, umana o divina, può rendere comprensibile all’uomo di oggi questa dinamica, che è perversa e sovverte alla base il senso di giustizia connaturato nell’uomo.
        La realtà è che il problema non è Dio, ma l’uomo stesso, che vuole ergersi a fine conoscitore dei desideri di Dio, sempre pronto alla condanna del facile colpevole.
        Giacomo io capisco i tuoi ragionamenti, che in parte sono condivisibili, ma non condivido affatto questa visione apocalittica della società
        Penso invece che questa visione negativa della società che ci circonda sia un alibi per non considerarci responsabili , anche noi, della evangelizzazione degli altri tramite l’esempio, e per scaricare su altri (lo stato permissivo , la pubblicità, i media, etc etc) le nostre piccole o grandi responsabilità di cristiani in questo tempo.

        Mi piace

        • Pare anche a me, Mente65, che certe arrampicate paralogistiche siano, a dir poco, spiritualmente infruttuose. Quando la difesa della Tradizione, dei suoi valori e dei suoi orizzonti ideali è condotta su questa linea, si trasforma all’istante in un’opera di autodemolizione.

          Mi piace

        • Detto questo continuare a fare questa classifica al rialzo dei peccati produce l’effetto contrario, e cioè quello di allontanare le persone dalla fede per mancanza di giustizia.

          Ma quale mancanza di giustizia? Sei tu che decidi cosa é giusto? Poi quello che diceva il Signore allontanava alla gente, ma Lui non ha cambiato il discorso, anzi ha invitato ad andarsene a tutti se non gli piaceva.

          Mi piace

          • Giusto!
            Ti copio-incollo di nuovo che cosa diceva Gesù.
            La premessa è questa di Matteo 5.
            Poi, come dicevo sopra, si devono aggiungere varie altre cose.
            Se non piace, si può andarsene. Vero 😉

            Dal Vangelo di Matteo cap. 5
            17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 
            18  In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge , senza che tutto sia compiuto. 
            19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
            20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

            Sono ancora qua con la calcolatrice…. 613 più …CCC + ….

            Mi piace

    • Grave trasgressione sarebbe dunque impedire l’esistenza all’inesistente. Un avvitamento logico molto didattico (per chi voglia studiare seriamente il nichilismo, ne è un esempio palmare). Avvitamento cui, il santo padre, evidentemente, non è troppo incline.

      Mi piace

      • L’avvitamento nichilista è quello dell’argomentazione proposta da fra’ Centanni (la quale è poi una cugina un po’ rustica dell’argomentazione di Simon).

        Mi piace

      • Hai ragione, Navigare, mi sono espresso male. Non è possibile interagire con chi non esiste. Tuttavia il mio errore è solo formale (non ho studiato filosofia), ma quello che volevo dire appare chiaro a chi vuole confrontarsi onestamente. Chi fa contraccezione si oppone al piano di Dio, secondo il quale la sessualità esiste per la procreazione. E questa opposizione a Dio è più radicale di quella dell’aborto, perché non permette a Dio di chiamare ad esistere una persona. L’aborto toglie la vita terrena ma non la vita eterna, e la persona concepita, comunque, esiste ed esisterà per sempre. La contraccezione, invece, impedisce la realizzazione di un bene, cioè l’esistenza di una persona, che non sarà più possibile realizzare in futuro.

        Il santo padre avrebbe fatto (parecchio) meglio a non parlare di anticoncezionali, dato che il loro uso è sempre e comunque gravemente ingiusto, anche nel caso in cui venga utilizzato per protezione dalle malattie. Ma poi, nel caso della zanzara zica, la protezione dalle malattie non c’entra niente e l’eventuale uso dell’anticoncezionale è proprio per impedire la gravidanza.

        Mi piace

  11. Simon non credo possa rispondere in merito in questo periodo, pieno per tutti noi, grazie comunque delle vostre opinioni.

    Mi piace

  12. Fare sesso con l`intenzione che dall`atto nella maniera piu` assoluta non ne deve scaturire una nuova vita – questa e` la promessa della contraccezione e sarei sbalordito se esistesse una propaganda della stessa in senso diverso – lo giudico come comportamento alla pari dell`aborto: e` la stessa intenzione omicida: una e` messa in pratica, l`altra no ma solo per cause contingenti; giuridicamente possono essere azioni differenti, come il tentato omicidio dall`omicidio, ma non secondo il Vangelo (Mt 5,28).

    Mettiamo anche il caso che uno cambi idea a fatto compiuto, pero` l`intenzione che l`ha generato non puo` cambiare, se, appunto, nato con l`idea assoluta di non avere come esito una nuova vita; diciamo che puo` essere emendato dall`assunzione “postuma” di responsabilita`, ma la gravita` dell`atto rimane.

    Mi piace

    • Il tuo è un errore di giudizio. Ma minore rispetto all’errore di giudizio di chi sostiene che la contraccezione sia più grave dell’aborto. Dunque un “male” (logico) minore.

      Mi piace

      • Se io ho l`intenzione di uccidere un innocente, e non lo faccio perche` mi pento all`ultimo minuto, il mio ravvedimento emenda la decisione originaria, senza pero` mutarne la natura omicida, che rimane invariata; se non uccido, ma solo perche` trovo traffico o si inceppa l`arma o sbaglio mira, la gravita` della decisone primaria non viene intaccata: e` solo un caso che non sia riuscito a portare a termine il delitto; se carico la pistola a salve, invece, cambia totalmente la natura del mio gesto.

        Per me la contraccezione, se intesa come metodo *assolutamente* efficace di non concepimento, e se appunto viene vissuta coerentemente e fino in fondo come tale – e cosi` viene raccontata, pubblicizzata e propagandata – e`, per questo motivo, di gravita` pari a quella dell`aborto: come un tentato adulterio e` grave come un adulterio. (Mt 5,28), io direi anzi che e` come un tentato omicidio: l`intenzione di fondo non solo e` di non aprirsi la vita, ma, secondo me, proprio quella di uccidere.

        Io farei un distinguo anche sul fatto che la differenza dell`efficacia propagandata del 100% e quella reale sia incosciamente o meno valutata: l`ignoranza genuina di questa non corrispondenza puo` essere una scusante.

        Mi piace

        • Per Lovinski

          “Per me la contraccezione, se intesa come metodo *assolutamente* efficace di non concepimento, e se appunto viene vissuta coerentemente e fino in fondo come tale – e cosi` viene raccontata, pubblicizzata e propagandata – e`, per questo motivo, di gravita` pari a quella dell`aborto: come un tentato adulterio e` grave come un adulterio. (Mt 5,28), io direi anzi che e` come un tentato omicidio: l`intenzione di fondo non solo e` di non aprirsi la vita, ma, secondo me, proprio quella di uccidere.”

          Concordo completamente.

          “Se io ho l`intenzione di uccidere un innocente, e non lo faccio perche` mi pento all`ultimo minuto, il mio ravvedimento emenda la decisione originaria, senza pero` mutarne la natura omicida, che rimane invariata; se non uccido, ma solo perche` trovo traffico o si inceppa l`arma o sbaglio mira, la gravita` della decisone primaria non viene intaccata: e` solo un caso che non sia riuscito a portare a termine il delitto; se carico la pistola a salve, invece, cambia totalmente la natura del mio gesto.”

          Anche qui, nulla da aggiungere.

          “Io farei un distinguo anche sul fatto che la differenza dell`efficacia propagandata del 100% e quella reale sia incosciamente o meno valutata: l`ignoranza genuina di questa non corrispondenza puo` essere una scusante.”

          Si, inoltre come hai giustamente scritto può esistere una contraccezione aperta alla vita, intesa come persone che mai abortirebbero qualora dovesse fallire, anche se dovesse nascere un figlio disgraziato (e oggi con la diagnosi prenatale è possibile saperlo ben prima della nascita).

          Mi piace

  13. Se una persona entra in un asilo e si mette a sparare tra i bambini, pur prendendo accuratamente la mira, pur essendo un cecchino professionista, pur con tutte le precauzioni, e` comunque da valutare come un pazzo omicida: non ci puo` essere nessuna giustificazione e scusante.

    La stessa cosa, per me, capita con la contraccezione vissuta come mezzo *assolutamente* anti-concezionale: anche se l`aborto dovesse avvenire in un secondo momento o pure mai, e` tuttavia contenuto *ogicamente e come intenzione in quell`*assolutamente* .

    Mi piace

    • Per Lovinski

      “La stessa cosa, per me, capita con la contraccezione vissuta come mezzo *assolutamente* anti-concezionale: anche se l`aborto dovesse avvenire in un secondo momento o pure mai, e` tuttavia contenuto *ogicamente e come intenzione in quell`*assolutamente* “.

      Esatto, su questo non c’è nulla da eccepire e penso che saremo tutti d’accordo. Credo che sia a questa contraccezione che si riferisce Navigare quando scrive https://pellegrininellaverita.com/2016/02/15/lineamenti-di-teologia-cattolica-02-la-trinita/comment-page-1/#comment-19976 che chi usa metodi anticoncezionali si oppone alla vita.

      Purtroppo la contraccezione è pubblicizzata in modo GRAVEMENTE FUORVIANTE e l’aborto diventa null’altro che un’estensione della contraccezione per come è pubblicizzata.

      Discorso diverso invece per le coppie che cercano magari di pianificare la loro genitorialità ma che non ricorrerebbero mai all’aborto qualora venisse concepito un bambino.
      In questo caso non sono affatto sicuro che si possa parlare di persone che si oppongono alla vita.

      Invece, purtroppo, quando capita che la contraccezione venga vissuta come mezzo assolutamente anticoncezionale, come hai scritto, poi si arriva per logica a legittimare l’aborto, che non è solo un crimine, ma è un crimine particolarmente grave.

      Mi piace

      • Io parlerei di vere e proprie “dissonanze cognitive”: per la contraccezione sono sempre stato contrario, nonostante i miei genitori e tutto il mondo, da “stoico”, se si puo` esserlo da ragazzini; ma per l`aborto io stesso ho creduto, almeno fino ai 20/21 anni, che fosse una questione del tutto inerente le donne, come possono esserlo le mestruazioni o il parto. Pur avendo, naturalmente, idea di cosa fosse, tuttavia ne ho preso *piena* coscienza solo quando ne ho visto *materialmente* uno, per “fortuna” in un depliant di un partito pro-vita, e mi ci e` voluto molto tempo per metabolizzare questa “scoperta”, lo dico molto schiettamente.

        Mi piace

        • Quando dico totalmente inerente le donne intendo soprattutto di aver ignorato per anni il bambino. Da donna (sicuramente) o da eventuale padre sarei stato comunque contrario.

          Mi piace

            • Se scendiamo dal campo del ragionamento astratto (ma logico) e ci inoltriamo in quello degli esempi che l’esperienza ordinaria ci può presentare, i nostri commenti potrebbero moltiplicarsi quasi all’infinito.

              Non sono rari i casi (ne ho incontrati personalmente non pochi) di fanciulle che, ben perite nella scienza delle misure preventive, si sono ritrovate tra capo e collo una gravidanza inattesa e indesiderata, e che però hanno deciso di non ricorrere all’aborto e di tenere il bambino. Viceversa non sono rari i casi (sospetto di averne incontrati personalmente non pochi) di fanciulle che delle summenzionate misure non hanno mai fatto alcuna considerazione, ritenendo che poiché si tratta in ogni caso di non mettere al mondo una creatura, non valesse la pena di porsi oggi il problema che avrebbe potuto presentarsi domani; e rimaste incinte, hanno abortito. Quale di queste due “classi” di fanciulla ha ucciso? Mi sembra che la risposta, anche senza incomodare grandi speculazioni logiche, sia piuttosto evidente.

              Il paragone della contraccezione e dell’aborto con la mera disponibilità (e/o intenzione) di uccidere e l’effettivo omicidio intenzionale, poi, non regge. L’intenzione di uccidere e l’omicidio si esercitano entrambi su una creatura esistente, un essere umano che vive, respira, che, per tornare alla (per me aberrante) formula aristotelico tomista, “ha l’essere”. Anche l’aborto si esercita su una creatura esistente. La contraccezione, invece no: si esercita tutt’al più su una potenzialità di vita (anche se il teologuzzo di scuola la definirebbe forse una creatura in potenza, ponendo così le basi per il successivo esercizio di nichilismo applicato); sull’idea, l’idea mentale, di una possibile creatura, direbbe l’uomo della strada. L’enorme differenza è tutta qui.

              Non ne siamo convinti? Potremmo interrogare sulla questione i bambini non nati, che, per i cristiani, esistono eccome, creature viventi, da qualche parte, magari un limbo degli infanti, nell’aldilà. Essi hanno perso la vita che il Signore aveva dato loro. Non potremmo invece interrogare i bambini non concepiti, per il semplice fatto che, per i cristiani, non esistono e non sono da nessuna parte (se non, forse, nella mente, o nell’immaginazione).

              Molto diverso sarebbe il discorso per i seguaci di taluni culti non cristiani, in inspecie orientali (ma anche, ad esempio, per Pitagora o Platone), secondo i quali chiunque nasca preesiste al proprio concepimento, e se ne sta là, come in agguato, ad aspettare una buona occasione (un unione fra uomo e donna) per incarnarsi ed entrare nel grande ciclo dell’esistenza terrena. Ma il cristiano non è un indù, né un pitagorico, e non crede nella concreta preesistenza di un esserino non ancora incarnato il quale potrebbe avanzare le sue rimostranze per ogni rapporto sessuale viziato da infecondità (accidentale o intenzionale), anche se si tratterebbe di rimostranze più simili a quelle che potremmo presentare all’automobilista che non ci ha dato un passaggio, che a quelle che potremmo presentare al nostro carnefice.

              Un’ultima considerazione: non vorrei che dietro la resistenza a riconoscere come l’aborto intenzionale sia più grave della contraccezione non abortiva, ci fosse un’atavica avversione per la sessualità in quanto fonte di piacere; avversione talmente robusta da spingere alcuni a ritenere più accettabile, quasi più dignitoso l’omicidio, che almeno comporta un po’ di sofferenza. Dico questo perché in certi ragionamenti che ho visto qua e là anche in questo blog mi è parso di intuirla in filigrana questa vecchia e alquanto sciagurata propensione mentale…

              Mi piace

              • Non voglio alimentare ulteriori divagazioni, rispondo cosi` brevemente:

                1) Un comportamento a rischio aborto non e` sicuramente un aborto ma per me e` della stessa gravita`; se vogliamo possiamo dire che c`e` una differenza quantitativa e non qualitativa: cioe` se tra aborto e aborto la corrispondenza e` (ovviamente) 1:1, a maggiori rischi aborto, banalmente, aumentano il numero di aborti.
                2) Cambiare idea sull`aborto a concepimento avvenuto non muta la natura pero` dell`atto a rischio aborto precedente (come nel mio esempio sparare in un asilo e non colpire nessuno, un comportamento mai da elogiare o giustificare).
                3) Per me il piacere sessuale del sesso non e` nel piacere stesso, altrimenti sarebbe indistinguibile dalla masturbazione, ma si basa su altre considerazioni che se vogliamo sono puramente materiali, ma non superficialmente edonistiche.

                Mi piace

              • Né alimenterò ulteriori divagazioni anch’io. Erri però in tutte e tre le tue considerazioni.

                Mi piace

              • La contraccezione, a differenza dell’aborto, non colpisce una persona né in potenza né in atto. La contraccezione si oppone al piano di Dio ed è per questo motivo che è sempre gravemente ingiusta, senza i distinguo e le casistiche di trinity, mentelibera, vincent vega e tutto il cucuzzaro ostile alla vita.

                La contraccezione, come ho cercato di mostrare, si oppone al piano di Dio in maniera più radicale rispetto all’aborto, perché interviene in un momento precedente a quello dell’aborto e, di conseguenza, impedisce la realizzazione di una parte più ampia del piano di Dio, rispetto a quello che fa l’aborto.

                Onestamente, non mi sento di dire che, sul piano morale personale, sia più grave un atto di contraccezione rispetto ad un aborto. Però credo che la mentalità contraccettiva abbia creato danni molto maggiori rispetto a quelli creati dall’aborto. Del resto, l’aborto stesso, in fondo, è figlio della mentalità contraccettiva e non ha alcun senso separare cose che sono, di fatto, l’una (l’aborto) logica, anche se non necessaria, conseguenza dell’altra (mentalità contraccettiva) e che traggono la loro origine entrambe dalla stessa ostilità verso la vita.

                Mi piace

      • Non esiste una contraccezione “moderata”, non facciamo discorsi idioti. La contraccezione consiste nell’opporsi al disegno di Dio, punto e basta. Poi, questa opposizione può spingersi fino all’aborto, oppure può fermarsi al tentativo di impedire il concepimento. Ma non si può immaginare una contraccezione “relativa”. Il fatto che una donna non prenda in considerazione l’aborto, pur praticando la contraccezione, non vuol dire che non si oppone alla vita. Si oppone, eccome.

        “Pianificare” la genitorialità non significa in nessun caso fare contraccezione. E che cazzo, qui si mistifica. “Pianificare”, cattolicamente parlando, significa cercare di ritardare una gravidanza con metodi naturali (che non hanno niente a che vedere con una mentalità contraccettiva); certamente, la “pianificazione”, deve tener conto della natura, cioè del progetto di Dio, altrimenti è una pianificazione contraccetiva.

        Mi piace

        • Ragionare con Frà centanni è come cercare di uccidere un dinosauro a colpi di fichi molli. 😦
          Lasciamo perdere.

          Mi piace

          • Ti ringrazio per l’attenzione.

            Mi piace

            • Ragionare con Frà centanni è come cercare di uccidere un dinosauro a colpi di fichi molli.

              La battuta, Vincent, è buona. Però a me sembra che fra’ Centanni rientri nel novero delle persone che, ciascuna con i mezzi che ha a disposizione, cercano di capire. E a me queste persone, le persone che cercano di confrontarsi con disposizione sincera (ed è il caso, io trovo, della stragrande maggioranza di chi interviene in questo blog), piacciono alquanto. L’apertura alla verità non è forse essa stessa apertura alla vita? E non è il teologo dommatico, chiuso nel suo giro di (false) sicurezze e indisponibile al confronto sincero, uomo (o donna) chiuso alla vita? 🙂

              Mi piace

          • OT per Vincent
            Ecco bravo lascia perdere 😉
            Piuttosto occupati di una povera tapina che sta chiedendo info su cp 😉
            Non perdere tempo a cambiare nick 😛 e a ripetere 300 volte la stessa tesi che ormai conosco a memoria 😛
            Sto cercando di mettere ordine “scientifico” nelle mie conoscenze storiche, e per fare questo pongo su cp anche domande terra-terra di cui conosco già la risposta (ma voglio essere sicura al 100%) oppure faccio una domanda solamente per vedere qual è l’approccio delle risposte degli storici di professione. Insomma: se ne sai qualcosa di come rispondono oggi gli storici a quelle mie domande, rispondi ! Perché mi sembrano un pò latitanti i responsabili del forum in questo periodo….
            (O forse faccio domande per loro troppo elementari… Sì, però io voglio sapere le risposte a quelle 😛 )

            Mi piace

          • Vincent@
            Tu hai letto Asterix ed Obelix in Iberia 🙂 ?? (relativamente ai fichi molli)

            Mi piace

        • Come si possono utilizzare metodi non contraccettivi ma con mentalita` contraccettiva, cosi` credo possa esistere la possibilita`, non piu` paradossale, di usare metodi contraccettivi ma senza mentalita` contraccettiva: il primo caso mi sembra quello piu` grave.

          Mi piace

          • Esatto Lovinski, è proprio così. Paradossalmente si possono usare anticoncezionali senza mentalità contraccettiva e usare i cosiddetti “metodi naturali” con mentalità contraccettiva.

            E non è un caso così raro, tra l’altro, come ho scritto ci sono anche diversi non credenti che la vivono in questo modo.

            Mi piace

            • Purtroppo molti di noi sono ancora succubi di una mentalità cripto-farisaica, che bada più al l’osservanza dei precetti che a quello che c’è davvero dentro il cuore dell’uomo.

              Mi piace

          • Vorrei che tu mi spiegassi come si possono usare mezzi contraccettivi (non esistono “metodi” contraccettivi, ma mezzi contraccettivi) senza mentalità contraccettiva. L’uso di mezzo contraccettivo implica una mentalità contraccettiva. Non esiste mentalità contraccettiva senza uso di mezzo contraccettivo. La mentalità contraccettiva, alla fine, consiste nella scelta di non volere un figlio e si concretizza nella scelta di usare un mezzo contraccettivo.

            Chiacchiere, vuote chiacchiere.

            Mi piace

            • Se con mille scuse mi astengo dal fare l’amore con mia moglie, perchè ho paura di fare figli, uso un metodo “contraccettivo”, e non un mezzo.

              Comunque il discorso è infinito, perchè in linea teorica ogni forma di astinenza dall’avere rapporti con la propria moglie/marito produce, in potenza, il risultato di non permettere una possibile nascita, e anzi, tutte le nascite per generazioni che da quella nascita sarebbero nate.
              Con questo ragionamento anche mentre guardiamo la TV o leggiamo il giornale stiamo facendo contraccezione. Chi decide quale è il numero giusto di rapporti?
              Con questo sistema si possono arrivare a stabilire responsabilità infinite ed illimitati, producendo solo una schiera infinita di condannati all’inferno.
              Siamo sicuri che sia questa la verià ?
              Vogliamo fare un esempio diverso, ma perfettamente simile ? Ecco a voi sotto :

              ESEMPIO:
              E’ fuor di dubbio che alcuni di noi abbiano a disposizione dei fondi ecnomici in surplus rispetto alle esigenze di vita semplice. Mentre scriviamo qui, proprio in questo momento, decine di bambini stanno morendo di fame. Perchè nessuno indica come peccato mortale il fatto che non ci priviamo immediatamente e quotidianamente di ogni avanzo di denaro, per destinarlo a salvare delle vite ? Oppure contano solo i bambini che dovranno nascere, mentre per quelli già nati si può non fare nulla?
              FINE DELL’ESEMPIO.

              Più in generale ognuno di noi potrebbe fare di “più” in molti settori.
              Il problema è se quel “di più” è un obbligo (per essere salvi) o è una possibilità (per sentirsi più vicini a Dio). Se è un obbligo vuol dire che nessuno di noi ha speranza, ed allora meglio fanno quelli che non fanno nulla, si godono la vita senza farsi problemi, fregandosene dei precetti e degli altri.

              Mi piace

              • Astenersi da un rapporto sessuale non è un metodo contraccettivo. Anche il metodo Billings consiste nell’astenersi dai rapporti in alcuni determinati giorni, ma questo non costituisce contraccezione in nessun modo. E’ contraccettivo qualcosa che si oppone al disegno di Dio, l’astensione non si oppone per niente al disegno di Dio. Anzi, un’astensione programmata insieme può essere fonte di grande ricchezza spirituale. Se poi viene offerta a Dio con amore, diventa un sacrificio graditissimo al Signore.

                Sulle altre sciocchezze che hai detto, sorvolerei

                Mi piace

              • @cent’anni
                Vedo che non hai proprio capito il senso delle mie obiezioni , a conferma del quale mi sembra di capire che di fronte al dito che indica la luna tu veda solo il dito.
                Se per te la fede è solo un problema di rispetto formale delle regole, fai come vuoi.
                Già un popolo (gli Ebrei) si è illuso di arrivare alla salvezza attraverso il rispetto formale di centinaia di regole, ed è finita che una volta arrivato Gesù Cristo non lo ha riconosciuto, e lo ha messo in croce. Tu sei sulla buona strada.
                Salve.

                Mi piace

              • @mentelibera

                Astenersi da un rapporto sessuale non è u metodo contraccettivo. E, sul piano morale, non presenta alcun problema, a patto che sia scelto insieme. Punto e basta.

                Mi piace

              • Per Mentelibera

                “ESEMPIO:
                E’ fuor di dubbio che alcuni di noi abbiano a disposizione dei fondi ecnomici in surplus rispetto alle esigenze di vita semplice. Mentre scriviamo qui, proprio in questo momento, decine di bambini stanno morendo di fame. Perchè nessuno indica come peccato mortale il fatto che non ci priviamo immediatamente e quotidianamente di ogni avanzo di denaro, per destinarlo a salvare delle vite ? Oppure contano solo i bambini che dovranno nascere, mentre per quelli già nati si può non fare nulla?
                FINE DELL’ESEMPIO.”

                Esatto, Mentelibera, ma chissà perché non ti è stato risposto su questa questione. 😉
                Sarebbe interessante sapere da certa gente quanto e soprattutto SE fanno qualcosa per chi sta peggio di loro, come ha insegnato Gesù stesso.

                ” Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». 44Anch’essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». 45Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me». 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

                Mi piace

              • @ vincent vega

                Siccome avete torto marcio sul discorso dell’astensione dai rapporti sessuali, che non può mai essere un metodo contraccettivo, come invece ha sostenuto scioccamente mentelibera, allora spostate il discorso sui “poverichehannosempretantobisogno” e, naturalmente, presumete che l’interlocutore (il sottoscritto in questo caso) sia un arcigno egoista pieno di quattrini. Tanto è vero che vincent vega arriva a chiedersi se “certa gente”, cioè il sottoscritto, “fanno qualcosa per chi sta peggio di loro, come ha insegnato Gesù stesso”.

                Insomma, per aver messo in evidenza e condannato la mentalità contraccettiva di “tutto il cucuzzaro”, sono già sul banco degli imputati a dover rispondere di scarsa (o nulla) misericordia nei confronto dei “poverichehannosempretantobisogno”.

                Ora, a parte il fatto che i “poverichehannosempretantobisogno” non c’entrano una beata mazza con la mentalità contraccettiva di cui si stava parlando; tuttavia rispondo a vincent vega che sono un dipendente statale di basso livello, con tre figli adolescenti e moglie a carico. Ogni mese, caro il mio vincent, mi metto a tavolino con l’adorata consorte ed insieme studiamo come fare per mettere insieme il pranzo con la cena fino al prossimo stipendio. Il mio conto corrente è costantemente in rosso e prima di comprare un paio di pantaloni o una maglietta a qualcuno dei figli, dobbiamo organizzare un piccolo consiglio di stato per valutare se possiamo permettercelo. Nonostante questo, sempre si cerca di rispondere alle esigenze di chi ha bisogno (secondo la nostra modesta capacità). Dico questo perché trovo davvero insopportabile che uno come vincent vega, che passa chissà quante ore ogni giorno a polemizzare su vari siti internet e che evidentemente non ha preoccupazioni economiche né di disponibilità di tempo, venga a chiedere conto a me di cosa faccio per i “poverichehannosempretantobisogno”.

                Detto questo ribadisco la domanda che avevo posto e alla quale nessuno del cucuzzaro ha ancora risposto: “Vorrei che tu mi spiegassi come si possono usare mezzi contraccettivi (non esistono “metodi” contraccettivi, ma mezzi contraccettivi) senza mentalità contraccettiva”.

                Rispondi (rispondete) attenendovi strettamente all’argomento e senza le solite divagazioni sui “poverichehannosempretantobisogno”. Grazie.

                Mi piace

  14. *Si mette sparare alle sagome tra i bambini, cercando di evitare questi ultimi

    Mi piace

  15. E pensare che io credevo di aver scritto un articolo sulla dottrina trinitaria.

    Mi piace

    • Mi scuso, Trianello 😐
      Pensa che dopo il tuo articolo mi sono messa a leggere certe contestazioni della dottrina trinitaria e altre cosette, come si leggono ad esempio qui http://focusonthekingdom.org/articles/ChieGesu.htm
      Poi mi sono detta che quel link era troppo OT per sottoporlo alla tua attenzione… ….ehm…
      Di nuovo, scusami per i miei post che non c’entrano niente col topic.

      Liked by 1 persona

      • Ho passato gli ultimi dieci anni a confrontarmi con le farneticazioni dei Testimoni di Geova, tra le quali la negazione della dottrina trinitaria. Ovviamente, una difesa a tutto campo di questa dottrina richiederebbe uno spazio troppo ampio rispetto a quello che potrei dedicargli qui.

        Una trattazione molto accurata in merito la si trova qui:

        http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=4596727

        Mi piace

        • Grazie, ho già iniziato a leggere… Ho compreso anch’io che purtroppo le varie contestazioni che da più parti ci vengono rivolte sono tutte basate su una non comprensione della Trinità…che è complessa da spiegare pure per noi.
          Uno dei fraintendimenti maggiori e più banali mi sembra essere quello del termine “persona” – cioè, si dice “se sono 3 persone, allora credi in 3 dèi, no??”.
          L’altro è l’affermazione “Gesù è Dio” – che, detta così, isolatamente dal resto, fa pensare alla contrapposizione tra chi crede in un Dio-entità-spirituale-infinita-soprannaturale e , dall’altra parte, chi crede in una specie di semi-dio pagano che sarebbe Gesù-Dio……..
          Devo ancora trovare un modo semplice per spiegare queste cose, un’analogia basica, un’immagine efficace, una descrizione breve ma precisa….. che mi tornerebbe utile anche per i bambini del catechismo…. (io faccio parte del “partito” che è meglio prevenire che curare, e quando sento corbellerìe uscire dalla bocca di catechisti/e mi chiedo che cosa poi venga trasmesso ai bambini a partire da certe premesse. E pensare che io stessa mi trovo ad un livello di cultura cattolica che non è certo molto alto, quindi se io individuo errori grossolani nei discorsi di catechisti o di preti…ehm…. t’ho detto tutto)

          Mi piace

    • Già, Trianello. Ci ho pensato più di una volta mentre andava sviluppandosi questo partecipato dialogo sull’o.t. a innesco pontificio.

      D’altra parte l’esternazione del papa sulle questioni che siam qui venuti agitando era troppo eclatante per essere archiviata nel silenzio. Purtroppo è avvenuta in concomitanza con la pubblicazione del tuo post sul tema dei temi.

      Mi piace

      • D’altronde l’architettura trinitaria, il rapporto fra Padre, Figlio e Spirito Santo, ha molto, direi tutto, a che vedere con la Vita. Al di là delle contingenze dell’esternazione papale, inquadrare nel suo contesto il tema della vita (e delle sue negazioni) non è poi così peregrino.

        Mi piace

  16. Oggi nuovo blog dei blogs. Continueremo lì se volete che nulla è veramente OT. 😉

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: