Lineamenti di Teologia Cattolica – 01 (Introduzione e Dio)

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Comincia da oggi una serie di articoli nei quali si svilupperanno i concetti principali della teologia cattolica, a partire dalla dogmatica (Dio, Trinità, Creazione e così via) fino ai sacramenti, alla morale e i comandamenti. L’impostazione potrà apparire “preconciliare”, ma si assicura che i contenuti sono perfettamente in linea con il Magistero corrente. Il tutto poi concorrerà alla formazione di un nuovo ebook della collana “Iperurania” che sarà scaricabile dalla pagina della nostra biblioteca.
Buona lettura!

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INTRODUZIONE

“Teologia”, nel suo senso etimologico, significa “discorso su Dio”. La teologia è dunque la scienza che si occupa di Dio.

Vi sono fondamentalmente due forme di teologia: la teologia naturale (o razionale) e la teologia soprannaturale. La prima si occupa delle verità attorno a Dio che possono essere raggiunte mediante il solo uso della ragione, ecco perché essa è da considerasi come una branca della filosofia, essendo a volte indicata anche con il termine di teodicea. La seconda, invece, si occupa di Dio nell’ottica della Rivelazione. La teologia naturale prescinde, pertanto, dalla fede, mentre la teologia soprannaturale fa perno proprio sulla fede, senza la quale tutto il suo edificio diventa assolutamente incomprensibile.

Nonostante il suo fondarsi sulla fede, anche la teologia soprannaturale ha valore di scienza, in quanto ricava le proprie conclusioni dal dato rivelato procedendo attraverso ragionamenti rigorosi.

Fonte della teologia sono la Sacra Scrittura, la Sacra Tradizione e il Magistero della Chiesa. La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura contengono la Parola di Dio (nella sua forma trasmessa e nella sua forma scritta), mentre il Magistero infallibile della Chiesa ci dà la sua corretta interpretazione.

Non tutte le affermazioni che si fanno in teologia hanno lo stesso grado di certezza, in quanto il legame di queste ultime con le verità di fede insegnate dal Magistero può essere più o meno stretto. Ci sono pertanto le affermazioni teologicamente certe, quelle generalmente ammesse, quelle probabili e quelle opinabili.

La teologia può essere distinta in due branche o ambiti principali: la teologia dogmatica e la teologia morale. La prima si occupa delle verità di fede e la seconda dell’etica fondata su tali verità.

Nella prima parte di questo scritto ci occuperemo della teologia dogmatica, illustrando le verità di fede e le affermazioni teologiche a queste più direttamente collegate; la seconda parte, invece, sarà dedicata ad una succinta esposizione dei fondamenti della morale cattolica.

DOGMATICA

DIO

E’ da sempre convinzione della Chiesa che l’esistenza di Dio possa essere provata anche per tramite della nuda ragione (Sap 13,15; Rm 1,20). Nel corso della storia sono state formulate varie prove razionali dell’esistenza di Dio, la più facile a comprendersi è però quella che si basa sui concetti di causa e effetto. Il mondo, nella sua imperfezione, mutevolezza e contingenza rimanda ad una causa che ne spieghi l’esistenza, una causa che deve essere necessaria, immutabile e perfetta.

La ragione e la fede (ma soprattutto quest’ultima) ci mettono nella condizione di conoscere anche alcuni aspetti di Dio, illuminandoci su quelle che sono le sue principali perfezioni. La nostra conoscenza di Dio non può però che essere imperfetta e incompleta.

In teologia si parla di tre vie per arrivare alla conoscenza di Dio: la via dell’affermazione, consistente nell’affermare di Dio ogni perfezione di quelle che troviamo nelle creature; la via della negazione, consistente nella negazione rispetto a Dio della limitatezza in cui le varie perfezioni si trovano nelle creature; la via dell’eminenza, che consiste nell’intensificare all’infinito le perfezioni e pensarle come un’unica perfezione ineffabile, inafferrabile dal nostro sapere concettuale.

Solo dopo questa vita potremo vedere Dio faccia a faccia. Ovviamente, non vedremo Dio con i nostri occhi, poiché Egli è purissimo spirito.

Tale “visione” non sarebbe raggiungibile per tramite delle nostre sole forze naturali. Per fede, però, sappiamo che Dio ha chiamato gli angeli e gli uomini a questo destino soprannaturale. Allora “saremo simili a Lui, perché lo vedremo come Egli è” (1Gv 3,2). E’ questa una grazia concessa da Dio alle creature intelligenti (angeli e uomini), grazia che può da queste essere rifiutata, tramite il peccato, con la conseguente esclusione dalla visione.

Tra le perfezioni di Dio, la più importante è senza dubbio l’Essere. E’ la Sacra Scrittura stessa ad affermarlo quando ci parla del nome con cui Dio si presentò a Mosè (Es, 3,14-15): “Io sono Colui che E’”. Mentre, infatti, le creature hanno l’essere, Dio è l’essere. Le creature, quindi, possono perdere l’essere, Dio invece, essendo l’essere stesso, non può perderlo: Dio non può non esistere.

La perfezione dell’essere è la più importante delle perfezioni di Dio perché da questa derivano tutte le sue altre caratteristiche: l’infinità di ogni perfezione, l’assoluta semplicità (assenza di ogni composizione e quindi di materialità), l’unicità, la verità, la bontà, la bellezza, l’immutabilità, l’eternità, l’immensità, l’onnipotenza e la vita.

Dio è Il vivente. Così ce ne parla la Scrittura. La sua vita non è però una vita sensibile (tipo quella delle piante e degli animali), ma, essendo Egli purissimo spirito, è una vita completamente spirituale: una vita di conoscenza intellettiva e di amore.

La conoscenza di Dio è infinita, vale a dire che Egli conosce ogni cosa, a differenza delle creature, la cui conoscenza è sempre limitata. La conoscenza di Dio, però, si differenzia da quella delle creature per un fattore più importante: la conoscenza di Dio non è causata dalle cose e da queste dipendenti, come la nostra, ma è causa delle cose. Se infatti la conoscenza di Dio dipendesse dalle cose, Egli non sarebbe più la causa prima da cui tutto dipende.

La conoscenza di Dio è, prima di tutto, una perfetta conoscenza di se stesso. Inoltre, Dio conosce tutte le cose possibili e tutte le cose reali, passate, presenti e future, compreso tutto ciò che dipende dalla libertà degli enti creati.

Incontriamo qui una delle maggiori difficoltà relative all’onniscienza divina. Se Dio conosce anche ciò che dipende dalla libertà delle creature, come è possibile parlare ancora di libertà per le creature? Tale difficoltà è superabile se si pensa al fatto che Dio è al di fuori del tempo e che il passato, il presente ed il futuro sono dominati dal suo sguardo come un tutt’uno. Dire che Dio conosce già il futuro, pertanto, non è diverso dal dire che Egli conosce il passato o il presente. Che Dio sappia quindi già da sempre cosa io farò domani non pregiudica in nessun modo la mia libertà. Per conoscere cosa accadrà domani, noi dobbiamo, per così dire, “calcolarlo” a partire da ciò che sappiamo oggi. La nostra conoscenza del futuro, infatti, si basa sul presupposto che il futuro sia almeno in parte determinato dal passato. Dio, però, conosce tutto in modo immediato, Egli non ha bisogno del medium del calcolo per sapere che cosa accadrà domani, quindi il suo sapere ogni cosa non è in conflitto col nostro essere enti liberi.

Si è detto sopra che la vita di Dio è fatta di conoscenza intellettiva e di amore. Dio è amore, ci insegna la Scrittura (1Gv 4,8). Dio, essendo Bene infinito, quindi sommamente amabile, non può non amare se stesso. In ragione dell’amore per se stesso, Dio ama anche tutte le sue creature. A differenza dell’amore delle creature, che è causato dalle cose, l’amore perfetto di Dio è ciò che causa le cose stesse che Egli ama.

Si è detto ancora che Dio è onnipotente. Questo significa che Egli può fare tutto ciò che è possibile fare, vale a dire tutto ciò che non implicherebbe contraddizione (come un triangolo di quattro lati, per esempio). Inoltre, essendo la volontà di Dio unita alla sua sapienza, Egli non farà mai qualcosa di stolto o insipiente. La volontà di Dio è sempre guidata dal suo intelletto. Sarebbe errato pensare che la libertà di Dio possa andare a scapito della sua intelligenza e sapienza. Data la sua bontà, intelligenza e sapienza, Dio non può fare il male, poiché non può volerlo.

Ci sono altre due perfezioni di Dio che si collegano alla sua volontà: la giustizia e la misericordia. La giustizia consiste nel dare a ciascuno ciò che gli spetta, vale a dire nel premiare il bene e punire il male. La misericordia, invece, consiste nel sentire compassione dell’altrui miseria e nell’aiutare chi ne ha bisogno. La misericordia di Dio consiste nel suo rivolgersi ai peccatori, venendo loro incontro per condurli alla salvezza. Si pensi alla parabola della pecorella smarrita (Mt 12,11). Dio si è presentato a Mosè quale Dio misericordioso (Es 34,7): la misericordia è una delle perfezioni che sin dal principio Egli ha voluto rivelarci. La misericordia di Dio non incrina la perfezione della sua beatitudine, quella stessa beatitudine a cui Egli ci chiama a partecipare attraverso la sua visione, che è appunto detta “beatifica”.

Quale rapporto c’è tra la giustizia e la misericordia divine? La giustizia di Dio presuppone la sua misericordia: la creatura, infatti, avendo ricevuto ogni cosa da Dio, non ha nessun diritto nei suoi confronti se Lui, misericordiosamente, non glielo concede. Anche la creazione, in questa ottica, è un atto di misericordia di Dio verso le creatura stesse.

 

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Categorie:Filosofia, teologia e apologetica

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83 replies

  1. “Si è detto ancora che Dio è onnipotente. Questo significa che Egli può fare tutto ciò che è possibile fare, vale a dire tutto ciò che non implicherebbe contraddizione (come un triangolo di quattro lati, per esempio)”.

    Questa frase mi lascia perplessa…. Probabilmente è correttissima filosoficamente. Però a me viene subito in mente che Dio, data l’Onnipotenza, potrebbe anche fare un triangolo di quattro lati se volesse (e si chiamerebbe miracolo…).
    Dove sbaglio?

    Grazie per queste lezioni. Molto utili.

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    • Ciao Trinity, qui trovi due miei appunti al riguardo. https://pellegrininellaverita.com/2013/09/16/sullattributo-dellonnipotenza-in-dio/

      Questi lineamenti son veramente fatti bene, vedrai quelli sulla trinità. 😉

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    • Per Trinity

      “Questa frase mi lascia perplessa…. Probabilmente è correttissima filosoficamente. Però a me viene subito in mente che Dio, data l’Onnipotenza, potrebbe anche fare un triangolo di quattro lati se volesse (e si chiamerebbe miracolo…).”

      Dio non può fare ciò che è INTRINSECAMENTE impossibile. Compiere un miracolo come, chessò, resuscitare un morto o guarire una persona con cancro in metastasi sono atti miracolosi ma non intrinsecamente impossibili, mentre invece il creare un triangolo con quattro lati lo è, perché un triangolo con quattro lati cessa di essere un triangolo per diventare altro.

      Non può proprio esistere. Esattamente come non può creare un cerchio quadrato, perché l’ente geometrico cerchio ha delle proprietà ben definite, tolte le quali il cerchio cessa di essere tale.

      Sono le stesse ragioni per le quali il materialismo e il relativismo sono inaccettabili alla ragione, ovvero sono autocontraddittori. Il materialismo richiede che la materia mutevole sia allo stesso tempo incausata e che si giustifichi da se, cosa impossibile (perchè in ciò che muta il mjtamento iniziale è l’inizio, pertanto la materia dovrebbe essere prima di se stessa, ovvero mutare prima di pervenire all’esistenza) e il relativismo, affermando che tutto è relativo e che la Verità è inconoscibile, afferma di fatto una verità (ovvero che tutto è relativo, verità che deve necessariamente essere creduta come vera da un relativista) autoconfutandosi.

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      • Sì, sì, all’ “intrinsecamente” ci avevo pensato subito ma…non mi convinceva lo stesso. Ora leggo gli appunti di Minstrel. Vediamo se capisco meglio.
        Quando tu parli di “contraddizioni” ti riferisci a menti umane, dunque a filosofie, che si confrontano (E fin qua tutto bene). Mentre nel caso di Dio… non lo so come si faccia a stabilire quel “intrinsecamente” (cioè quando e come il triangolo smetta di essere tale per diventare quadrato, o viceversa).

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        • Per Trinity
          “Quando tu parli di “contraddizioni” ti riferisci a menti umane, dunque a filosofie, che si confrontano (E fin qua tutto bene). Mentre nel caso di Dio… ”

          Come ha ben spiegato Minstrel, Dio si comunica modalmente all’uomo e noi possiamo comprenderLo per analogia, tramite la conoscenza delle cose create, infatti le cinque vie conducono quindi a Dio partendo proprio dalla contemplazione del reale ed applicando sistematicamente il principio di causa.

          Perciò quando scrivi “non lo so come si faccia a stabilire quel “intrinsecamente” (cioè quando e come il triangolo smetta di essere tale per diventare quadrato, o viceversa)” onestamente non riesco a capire, cioè mi sembra una non-domanda, perché presuppone che Dio possa fare l’assurdo.

          Il punto fondamentale è che il triangolo non può essere quadrato al tempo stesso, è un’impossibilità logica, esattamente come pensare che un qualcosa possa mutare prima ancora di pervenire all’esistenza. Su questo scrive bene Minstrel quando dice “D’altra parte, come può essere anche solo parzialmente comprensibile un Dio che non tiene conto delle categorie nelle quali si muove l’intelletto umano? Come può cioè comunicarsi per rivelazione all’uomo un Dio che non usa modalità umane proprie dell’uomo? Non può.”

          E inoltre è molto interessante questa contraddizione che rileva nell’Islam quando scrive “Ovvio dunque che se vuole essere coerente anche il Dio mussulmano deve aver avuto una modalità di comunicazione con il suo Profeta pur rimanedo Dio completamente trascendente (ignoro come essi sfuggano a questa contraddizione o se questa contraddizione sia dettata da mia ignoranza; non centra con il discorso presente).”

          Questo è molto interessante, infatti, perché non sia assurdo credere che Dio si sia rivelato, è necessario che modalmente l’uomo abbia la possibilità di comprendere Dio nella sua esistenza nei modi che Dio intende comunicarsi.

          In assenza di ciò (cioè in presenza di un Dio totalmente trascendente come quello islamico) credere che tale Dio si sia rivelato è assurdo e credere l’assurdo non è fede, è fideismo irrazionale.
          E allora come risolvono gli islamici questa dicotomia per cui Dio non può dire nulla di Sè all’uomo eppure ha fatto pervenire il Corano?
          Per tramite… il Corano è dettato da un intermediario (arcangelo Gabriele) che capisce la lingua di Dio e ne parla all’uomo.

          Ma questo porta sia Dio che l’uomo a dipendere da Gabriele per comunicarsi l’un l’altro, e un Dio che DIPENDE non è Dio, per quanto mi riguarda.

          Sarebbe interessante sentire il parere di un dotto islamico, ma questa per me è una delle maggiori prove della falsità dell’Islam. Come può essere l’unica e vera religione una religione che non regge al vaglio della ragione umana? Come ho scritto sopra, non è Fede, è fideismo irrazionale, è credere di credere.

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          • Ho saputo anche io dopo la redazione di tale articolo dell’arcangelo Gabriele.
            E sono arrivato alla tua medesima conclusione. Sarebbe veramente interessante sentire il parere di un filosofo islamico, anche se temo metterebbe in discussione completamente l’intera razionalità umana per “esplicare” questo punto…

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          • @Vincent
            “Non riesco a capire perché presuppone che Dio possa fare l’assurdo”
            Se tu lo concepisci, l’assurdo, ….da qualche parte deve pur stare….
            O no? o_O
            Cioè Dio lo com-prende o non lo com-prende questo assurdo di cui parliamo?

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            • Per Trinity

              “Se tu lo concepisci l’assurdo… Da qualche parte deve pur stare…. O no?”

              Scusa Trinity ma non riesco a capirti. Cosa significa “da qualche parte deve pur stare”?
              Pare quasi che tu voglia ipostatizzare l’assurdo. L’assurdo è, per definizione, il nulla, il non essere, pertanto non può “stare” da qualche parte.

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            • “Se tu lo concepisci, l’assurdo, ….da qualche parte deve pur stare….
              O no? o_O
              Cioè Dio lo com-prende o non lo com-prende questo assurdo di cui parliamo?

              Trinity, la tua domanda mi intriga non poco. Voglio provare a rispondere.

              Dio non comprende l’assurdo, perché l’assurdo è il non essere. Dio è l’Essere e tutto ciò che è… è bene. Anche il demonio è bene. Infatti il demonio, con tutto l’inferno ed i suoi angeli e le anime dannate, è bene ed è inevitabilmente “compreso” da Dio, cioè esiste perché voluto ed amato da Dio. Lo ripeto: l’inferno, con tutti i suoi angeli e dannati, esiste perché Dio lo vuole, e ciò che vuole Dio non può che essere bene.

              L’assurdo di cui parli esiste come possibilità, che Dio lascia alle sue creature, di rifiutarLo e si “concretizza” nell’opposizione alla volontà di Dio e quindi nel rifiuto di Dio. Dio permette a tutti di rifiutarLo, ma questo rifiuto si risolve nel non essere così bello e perfetto come Dio aveva progettato e creato. Tanto maggiore è il rifiuto (cioè il male, l’assurdo, il non essere) quanto minore sarà il bene di una creatura. Tuttavia Dio non permette il rifiuto assoluto. Infatti le sue creature non possono spingersi fino al punto di rifiutare l’esistenza, che Dio impone a tutti. Il demonio ha spinto il suo rifiuto verso Dio al sommo grado, ma non ha potuto rifiutare di esistere. Proprio nel fatto di esistere il demonio fa la volontà di Dio e quindi, inevitabilmente, anche lui (sia pure in minima parte), come tutti realizza e concorre al bene.

              Insomma, l’assurdo esiste, ma solo come possibilità (che Dio permette a tutti) di “non essere”. Tuttavia Dio non permette un assurdo assoluto, cioè una “non esistenza” assoluta. Essere, cioè esistere, è il bene minimo che Dio impone a tutti, demonio compreso.

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              • E infatti, Fra’ centanni, negli esorcismi succede spesso che i demoni ringrazino Dio per aver loro lasciato almeno il bene dell’esistenza, seppur miserabile. Sembra un paradosso ma è cosi.

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    • Dio non può creare degli enti contraddittori, perché degli enti contraddittori non sono enti. Dire che Dio possa fare un cerchio quadrato è un po’ come dire che Dio possa creare ed al contempo non creare qualcosa, cioè che un qualcosa possa essere e, al contempo, non essere. Come ci dice san Tommaso d’Aquino,non è che Dio non possa creare degli enti contraddittori, ma che questi non possono essere creati.
      Gli enti creati sono enti in quanto partecipano in una certa misura dell’essere. Questi partecipano dell’essere in ragione della loro essenza. Ora, un ente contraddittorio non è un ente, in quanto non ha un’essenza. La contraddizione, infatti, non lascia, per così dire, spazio all’essere, quindi non può delimitarlo.

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      • Ok. Grazie Trianello per aver specificato. Questo commento completa gli appunti di Minstrel (molto interessanti e per mia fortuna prolissi, quando ce vò ce vò anche la prolissità)…. in particolare, secondo il mio punto di vista o cervello, la parola chiave che mi spiega la ‘vostra’ visione è “partecipare” (“enti in quanto partecipano”) – e quindi grazie Trianello.
        Mi chiedevo infatti…ricollegando tutto al cd ‘problema del male’: quando si dice che “Dio permette il male” s’intende che il non-essere è, in qualche modo, ‘interno’ o ‘esterno’?

        Inoltre, anche riguardo all’ultima frase di Adriano : “la contraddizione non lascia spazio all’essere quindi non può delimitarlo”, chiedo sia a te ma soprattutto a Minstrel perché so che l’ha letto, come si combina (se si combina) la visione tomista col discorso del Non-A di Florenskji… Te lo ricordi? Te lo rinfresco https://it-it.facebook.com/notes/mimma-de-maio/le-conclusioni-di-florenskij-allopera-la-colonna-e-il-fondamento-della-verita/396536207070116/
        Come sai (e così informo anche gli altri utenti) io ne so ben poco di filosofia. Però il Pavel mi convince…. mentre altri discorsi mi sembrano, proprio come dice Navigare, “riduzionisti” – o almeno percepisco il possibile pericolo di certo riduzionismo… …come uno di quei bei quadretti che quadrano finché ci stai dentro, e appeni esplori un centimetro fuori… rischi che crolli tutti. Ecco, col Florenskji mi sembra che tutto sia solido e che non ci sia rischio di crollo….
        (ma, come dicevo, questo è il pensiero di una profana, anzi profanissima)

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  2. Io non svaluterei così tanto, come mi pare che facciate voi, la teologia “negativa” , in parole povere quella dello Pseudo-Dionigi l’Aeropagita e di tutti i mistici cattolici., da Meister Ekkart a San Giovanni della Croce
    La teologia affermativa infatti ,quella che afferma che Dio è il Bene, è Onnipotente, èl’Essere , che Dio non può fare il triangolo quadrato ecc. si ferma secondo i teologi mistici al livello puramente umano cioè” l’idea che noi ci facciamo di Dio”. Insomma quello che Pascal direbbe “il Dio dei filosofi”
    Ma oltre l’Essere, c’è il non -essere, l’En-Sof della mistica ebraica, l’URGRUND dei mistici tedeschi,.
    insomma come diceva Ludwig Wiggtenstein nel Tractaus Logicus philosophicus, esiste la mistica, esiste ciò di cui non si può parlare in termini razionali. Wiggtenstein concludeva il suo trattato di logica con questa frase “di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”
    e ciò di cui non si può parlare è appunto il Dio vivente ma non definibile della teologia negativa, che da San Dionigi l’Aeropagita arriva fino a San Giovanni della Croce: il quale ultimo santo a vetta del suo Monte Carmelo mette il “NADA”Il NULLA.
    se Dio , come Principio supremo è dunque anche OLTRE l’ ESSERE, è l’En-SOF, se prima della manifestazione c’è il non .-manifestato, e prima della logica e del pensiero c’è il non-pensiero, mi sembra assurdo nonchè poco religioso chiedersi se Dio può fare il triangolo quadrato.
    di ciò di cui non si può parlare si deve tacere. la logica, la razionalità il pensiero umano e persino la geometria appartengono ad un livello molto, molto basso. Infinitamente più in alto ci sta la realtà suprema, l’En-Sof, che possiamo definire più come non-essere che come essere, questo Dio che secondo san Dionigi non possiamo in alcun modo “definire” secondo le categorie del pensiero umano

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    • Non bisogna confondere la teologia negativa con l’assurdo. Tommaso si è occupato così attentamente delle opere dello pseudo-Dionigi e questo ha influenzato talmente tanto il suo pensiero che alcuni studiosi moderni lo hanno definito un cripto-neo-platonico. Dio non è non può essere assurdo. Tommaso era anche un mistico. Si dice che abbia smesso di scrivere, lasciando la Somma Teologica interrotta, proprio a seguito della sua più intensa esperienza mistica, pochi mesi prima della sua morte.
      La Bibbia chiarisce che il Logos era con Dio ed era Dio, al di là del tempo e dello spazio. “Io sono” dice il Dio biblico.
      Su Wittgenstein, poi, potrei scriverci un trattato…

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      • Per Trianello

        “Dio non è non può essere assurdo.”

        Concordo assolutamente e aggiungo che, a mio avviso, non riconoscere ciò apre le porte al pericoloso fideismo, che è antitetico al cattolicesimo. E non credo che sia un caso che in genere chi si affida a posizioni fideiste arrivi a sottovalutare l’importanza della razionalità nella Fede e che anche in ambito storico poi scivoli in posizioni bultmanniane, come purtroppo dimostrano alcuni commenti di questo bellissimo articolo https://pellegrininellaverita.com/2015/12/11/incontro-a-gesu-saggio-di-apologetica-cristiana-sulla-realta-dei-miracoli/

        Il fideismo e la concezione di Dio come totalmente trascendente sono incompatibili col cattolicesimo, per quanto mi riguarda.
        E a proposito Trianello, cosa ne pensi delle considerazioni che ho fatto più sopra sull’Islam? La “dipendenza” di Allah dall’arcangelo Gabriele per la rivelazione agli uomini nella mitologia islamica non è forse una palese contraddizione?

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        • Diciamo che la questione è un po’ complicata e la teologia islamica è molto più complessa e variegata di quanto spesso i profani non immaginano. In buona sostanza, però, c’è da dire che il Dio coranico mi risulta assai difficilmente digeribile.

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          • Ma certo Trianello, immaginavo, non ho la pretesa di sintetizzare la teologia coranica in poche righe, ma mi chiedevo appunto se la faccenda della “dipendenza” di Allah, il Dio inconoscibile e irrazionale dell’Islam, dall’arcangelo Gabriele, non rappresentasse una patente contraddizione.

            Un “”””””dio””””””” che DIPENDE non è Dio.
            Per questo ero curioso di sapere come tentassero di risolvere questo problema i musulmani, visto che sia io che Minstrel siamo arrivati a queste conclusioni.
            Probabilmente direbbero che Dio non è legato alla ragione e che potrebbe fare anche un cerchio quadrato, ma questa, come abbiamo visto, sarebbe una non-soluzione, dal momento che nemmeno Dio può fare ciò che è intrinsecamente impossibile.

            Io sono tutto meno che islamico, per grazia di Dio, e tutto meno che un fine conoscitore del Corano, ma la faccenda di Gabriele mi pare un enorme punto debole.

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            • Uhm…no, Vincent. E allora che cosa dire dei “nostri” Profeti (quelli biblici canonici intendo) che hanno visioni, sogni, eccetera, nonché vedono pure loro a volte degli angeli che li guidano a capire/vedere/interpretare…. ?
              E poi non sono d’accordo, quasi mai, nell’ “attaccare” le Scritture altrui. Su altre basi c’è chi attacca le nostre…
              Chi può stabilire la base “giusta” di una Rivelazione?

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              • Per Trinity

                “Uhm…no, Vincent. E allora che cosa dire dei “nostri” Profeti (quelli biblici canonici intendo) che hanno visioni, sogni, eccetera, nonché vedono pure loro a volte degli angeli che li guidano a capire/vedere/interpretare…. ?”

                Con la differenza che i profeti biblici (dei quali tra l’altro non si è nemmeno certi della loro esistenza, basti pensare a Mosè, che manco sappiamo con certezza se è esistito davvero o no, e di certo sappiamo che non ha scritto lui il Pentateuco) non sono la base del nostro Credo, che è la vita, morte e Resurrezione di Gesù Cristo, la cui Resurrezione è uno degli eventi meglio attestati storicamente e la fedeltà dei suoi testimoni ha passato la prova del martirio. L’unico modo per non ammetterla storicamente, oggi, è postulare aprioristicamente (per via del naturalismo metodologico, il “dogma” della storiografia odierna) che le donne, i discepoli, Paolo e i 500 testimoni del Risorto abbiano avuto tutti allucinazioni ultrarealistiche, tesi che sta in piedi quanto un serpente zoppo con la sciatica, ad essere generosi.

                E ad ogni modo non hai centrato il punto della questione, qui: mentre infatti la Chiesa Cattolica insegna (basta che vai a vedere il Concilio Vaticano I) che la certezza nell’esistenza di Dio è possibile da raggiungere tramite la ragione, per l’Islam invece la ragione nulla può dire su Dio, essendo Egli totalmente trascendente. Ma è razionale questa posizione?

                Se l’uomo non può raggiungere in alcun modo la conoscenza dell’esistenza di Dio secondo le sue modalità razionali, come si può pensare che lo stesso Dio possa “parlare” all’uomo??
                Se DIO ha parlato nella rivelazione all’uomo allora significa che lo stesso Dio SI COMUNICA modalmente in maniera umanamente incomprensibile, tuttavia la fede islamica, i pretende un Dio COMPLETAMENTE TRASCENDENTE, cioè completamente IRRAGGIUNGIBILE DALL’UOMO, perché la sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza.

                Invece io dico che è necessario che modalmente l’uomo abbia la possibilità di comprendere Dio nella sua esistenza nei modi che Dio intende comunicarsi, altrimenti è un assurdo credere che Dio “si sia rivelato”! E credere l’assurdo è credere al nulla è una parvenza del credere, ma non è una fede. E’ fideismo irrazionale.

                Come abbiamo visto gli islamici risolvono questa contraddizione che porta a riconoscere un DIO inconoscibile e che non può dire nulla di se all’uomo e che però avrenbe fatto pervenire il Corano?
                Dicendo che il Corano è dettato da un intermediario, ovvero l’arcangelo Gabriele, che capisce la lingua di Dio e ne parla all’uomo, ma questo è assurdo, perché porta Allah a DIPENDERE da Gabriele per comunicarsi all’uomo, e un Dio che DIPENDE non è Dio.

                Me ne frego se non è politically correct o “ecumenista” a sufficenza, anche perché non conosco cristiani che trattano con lo stesso riguardo i deliri di Joseph Smith, fondatore del mormonismo, anche lui sedicente custode di una rivelazione.

                “E poi non sono d’accordo, quasi mai, nell’ “attaccare” le Scritture altrui. Su altre basi c’è chi attacca le nostre…”

                Benissimo, vediamo se queste basi reggono, ok? Altrimenti ognuno può dire tutto e il contrario di tutto. I Vangeli sono 300 anni che sono sotto il fuoco incrociato e nessuno è riuscito a smontarli, e negli ultimi decenni sono emerse sempre più le Verità del Vangelo. Facciamo la stessa cosa col Corano, che vediamo se regge?
                A me andrebbe bene, sono i musulmani che fanno solo esegesi confessionale perché temono quella critica. Io non temo, da cattolico, l’esegesi storico-critica, perché semplicemente la Verità non ha nulla da temere. Se loro sono davvero convinti che il Corano sia l’infallibile parola di Allah dovrebbero fare lo stesso, credo. 🙂

                Altrimenti ognuno dice tutto e il contrario di tutto senza timore di essere smentito.

                “Chi può stabilire la base “giusta” di una Rivelazione?”

                Una “rivelazione” divina in primis non può essere razionalmente assurda. Se è razionalmente assurda e contraddittoria non è divina, ma umana.

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              • Di nuovo: uhm 😀 Vincent.
                Primo, ma tra parentesi, e così colgo occasione per chiedere conferma agli esperti: conosco i “problemi storici” sulla figura di Mosè, ma credo che anche sui Patriarchi ci siano problemi sull’attendibilità storica – almeno per come vengono descritti nella bibbia e per tutti gli episodi a loro annessi e connessi. Eppure mi risulta (a voi risulta?) che figurino tra i Santi della Chiesa Cattolica, cioè San Mosè, Sant’ Abramo, eccetera… È una specie di bufala o è vero e sono “santi regolari” ? Se lo sono….credo che la Chiesa ne ammetta l’esistenza storica…. o mi sbaglio?
                Comunque per me sono “storici”, compreso Mosè (e mi attengo con questo alla tesi di Jean Louis Ska). Detto questo, i racconti relativi possono essere “redazionali” alla stessa stregua dei vangeli… o, di nuovo, mi sto sbagliando?
                (Faccio anche presente che in ambito ebraico è molto utilizzato, fin dal Primo Testamento, per gli amici AT, il classico argomento “ti racconto le magagne, i difetti e i peggiori peccati del personaggio- e con ciò ti comprovo che il fatto è storico”. Lo si deduce benissimo da moltissimi racconti biblici, per non dire quasi tutti… È proprio un “trucchetto” pedagogico dei nostri Padri della Fede, cit. Padre Benedetto, cioè degli Ebrei, prima ancora che “criterio dell’imbarazzo” per gli storici occidentali).

                Ma il punto, Vincent, è anche un altro: le nostre Scritture canoniche sono TUTTE canoniche, non solo i Vangeli…. Dunque anche la nostra Rivelazione, a rigor di logica, dovrebbe reggere la verifica “scientifica” integralmente, e non solo i vangeli. Quindi ci troviamo, all’incirca, con problematiche similari ai musulmani se consideriamo il nostro AT.

                E poi, scusa, non è che io voglia essere politically correct coi musulmani,ma non potrebbe esserci un musulmano-tomista 😛 😀 che prova l’esistenza di Dio come fai tu/noi? Il Dio-dei-filosofi è appunto “dei filosofi”….Poi sulle declinazioni confessionali-religiose si vede dopo.

                P.s. sotto il Sinai che aspettavano Mosè c’erano tipo migliaia di persone, dovrebbe esserci scritto il numero da qualche parte…Scherzo! I numeri nella bibbia si sprecano ovviamente 😀
                Insomma…ecco, io andrei un pò più cauta con questa storia che il NT è storico mentre l’AT no. Bisogna distinguere le finalità dei vari libri, del primo e del secondo testamento. Poi certamente i vangeli sono più vicini nel tempo quindi le attestazioni storiche sono un pò più facili a trovarsi (più facili si fa per dire).

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              • P.p.s.
                Rivolto , per te Vincent, l’esempio che in senso contrario posso rivolgere alle ‘contestazioni’ ebraiche alle verità cristiane: se ammetti la Resurrezione di Gesù, ma anche certi miracoli di Gesù, e degli stessi Apostoli – perché non puoi ammettere un bastone che diventa serpente o una signora di 90 anni che rimane incinta o una colonna di fuoco che viaggia nel deserto o la manna o le quaglie o Elia assunto in cielo, eccetera? O tanti altri racconti biblici un tantino “coloriti”? (e che non essendo, per fortuna, dogmati possiamo intendere come vogliamo).
                ….no, così, per dire. Per sentire le tue/vostre opinioni al riguardo 🙂

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              • Ma io non avrei nessun problema ad ammettere la storicità dell’At, anzi, è ovvio che mi farebbe comodo. Il punto è che se uso la critica storica per dire che buona parte del Nuovo Testamento regge bene non posso che dire, con la massima onestà, che con l’At ci sono diversi problemi, anche perché oltre a narrare di fatti straordinari spesso la narrazione è posteriore di secoli agli eventi.

                Pertanto il discorso dell’At è complesso. Personalmente anche io penso che Mosè e i patriarchi siano esistiti, ma a differenza di Gesù, la cui storicità è a prova di bomba, li bisogna andarci molto più cauti.

                Che poi è proprio tutto il Nuovo Testamento ad essere diverso dall’At, pensa solo che il primo documento scritto che abbiamo è la prima lettera ai Tessalonicesi che risale a soli 20 anni dopo la morte del Cristo.

                “E poi, scusa, non è che io voglia essere politically correct coi musulmani,ma non potrebbe esserci un musulmano-tomista 😛 😀 che prova l’esistenza di Dio come fai tu/noi? Il Dio-dei-filosofi è appunto “dei filosofi”….Poi sulle declinazioni confessionali-religiose si vede dopo.”

                Ma infatti l’esistenza di Dio (come anche l’immortalità dell’anima) è dimostrabilissima razionalmente, poi l’accettare la Rivelazione è un passo successivo.
                Non si può dimostrare la verità della religione cristiana per sillogismi, ma si possono smontare le obiezioni contrarie (sia logiche che storiche) per dimostrare che è tutto meno che contraria alla ragione. Ma comunque per accettare Gesù un “salto” nella Fede è necessario, e non è un caso che ci siano persone che sono teiste grazie a San Tommaso ma agnostiche in fatto di Rivelazione.

                Il punto è: il cristianesimo regge alla grande al vaglio della ragione e della critica storica. Può dirsi lo stesso dell’islam? Non mi sembra.

                “Detto questo, i racconti relativi possono essere “redazionali” alla stessa stregua dei vangeli… o, di nuovo, mi sto sbagliando?”

                Aspetta aspetta però, tempo fa ho scritto un elenco su questo blog dei passi redazionali dei sinottici, e se ti ricordi complessivamente erano pochi rispetto al totale. Quindi andiamoci piano perché i Vangeli come storicità sono su tutto un altro livello. 😉
                Poi ripeto, anche io credo nell’esistenza di Mosè, Elia, Eliseo eccetera, ma qua ci credo solamente per Fede, non potrei mai mettere su una cogente argomentazione storica per chi volesse negarne la storicità.

                “Eppure mi risulta (a voi risulta?) che figurino tra i Santi della Chiesa Cattolica, cioè San Mosè, Sant’ Abramo, eccetera…”

                Si, va anche detto che in passato la Chiesa ha forse “allargato” un po’ troppo il campo delle Verità che era in grado di trasmettere con sicurezza, entrando talvolta in settori storici e scientifici (monogenismo) sui quali era meglio essere prudenti.

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              • Per Trinity

                “ma non potrebbe esserci un musulmano-tomista 😛 😀 che prova l’esistenza di Dio come fai tu/noi?”

                Per i musulmani Allah (Allah significa Dio in arabo se non sbaglio, pertanto anche i cristiani arabi chiamano Dio Allah 😛 ) è inaccessibile, incomunicabile, indicibile, totalmente trascendente.
                Non credo che un musulmano possa accettare l’idea di risalire al Motore Immobile, all’Archè, al principio primo, tramite le cose create, quindi.

                Ma fossero solo questi i problemi dell’Islam. Pensa che per loro il Corano è increato.

                http://islam.forumup.it/about2645-islam.html

                Cito un utente

                “wa alaycom assalam wa rahmatullah
                certo il corano non è creato
                il Corano al karim sono parole di Dio
                E’ stato fatto scendere direttamente da Dio al Profeta saws attraverso l’angelo Gabriele, e le parole che noi leggiamo nel Corano sono parole di Dio sophana wa tahala, per cui è sifa صفة fra le sifat di Dio sophana wa tahala.
                Chi dice che il Corano è stato creato è un miscredente kafir.
                Allahu alam”

                Al che sorgerebbe spontanea una domanda: se Allah ha rivelato direttamente a Maometto la Rivelazione definitiva per mezzo di Gabriele per stroncare l’eresia di noi cristiani cripto-politeisti (LOL!!! 😀 😀 😀 ), perché Allah non sapeva nemmeno che noi non abbiamo mai adorato Maria come una dea??

                “E quando Allah dirà: « O Gesù figlio di Maria, hai forse detto alla gente:
                ” Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allah?” »,
                risponderà: «Gloria a Te! Come potrei dire ciò di cui non ho il diritto? Se lo avessi detto, Tu certamente lo sapresti, ché Tu conosci quello che c’è in me e io non conosco quello che c’è in Te.
                In verità sei il Supremo conoscitore dell’inconoscibile.
                117 Ho detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire: “Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Fui testimone di loro finché rimasi presso di loro; da quando mi hai elevato [a Te], Tu sei rimasto a sorvegliarli. Tu sei testimone di tutte le cose.
                118 Se li punisci, in verità sono servi Tuoi; se li perdoni, in verità Tu sei l’Eccelso, il Saggio ».
                119 Dice Allah: « Ecco il Giorno in cui la verità sarà utile ai veridici: avranno i Giardini nei quali scorrono i ruscelli e vi rimarranno in perpetuo. Allah sarà soddisfatto di loro ed essi di Lui. Questo è l’immenso successo ! ».. Corano 5.116 ( Surat Al-Mayda, versi 116..118)”.

                Ma LOL! Questo non ha nulla a che fare con la Trinità, è un triteismo condannato dalla Chiesa prima ancora che dall’Islam, e mai e poi mai ci siamo sognati di elevare Maria oltre il suo status di creatura.

                È un po’ “stranino” che Allah l’onnipotente non sapesse questa cosa eh. E guarda che nell’Islam non si ammettono “passi redazionali”, nè si ammette che il profeta fosse ispirato ma che ci abbia messo del suo, no il Corano è calato dall’alto perfetto e immutabile dai secoli dei secoli.

                Peccato che……… http://www.uccronline.it/2016/01/14/dietro-al-corano-si-nascondono-anche-i-testi-evangelici/

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              • @Vincent
                Vacci piano con la contestazione del “Corano increato”. Secondo me questo è uno dei tipici casi in cui determinate contestazioni/confutazioni tra religioni fanno male-malissimo e frenano i processi virtuosi.
                Ragiona: in certe parti del mondo e di popoli non puoi “innestare” filosofie occidentali a tuo piacimento. Però le vie d’uscita ci sono lo stesso. Ad esempio: il Corano (o anche Torah) Increato o comunque concezioni similari.
                Significa all’incirca-più o meno-superggiù-approssimativamente – che: Dio si è In-librato (cioè “incarnato” nel Libro). Ma il Libro è un pò limitato, no? rispetto all’Infinito, all’Inconcepibile, all’Innominabile, eccetera eccetera.
                Dunque: come avrebbe fatto l’Infinito ad in-librarsi?
                Dunque: se ha potuto in-librarsi, perché non potrebbe incarnarsi?

                Questa ispirazione l’ho avuta dopo aver letto la storia di un ebreo americano convertito cattolico. Una delle sue frasi che mi ha colpita: “Gesù è la Torah fattasi carne” (ha scritto tipo “The Torah made flesh”).
                Ok sicuramente ha letto Giovanni cap.1, ma nel suo caso mi sembrava ci arrivasse per tutt’altra via, anzi sicuramente ci è arrivato per altra via.

                (In un’altra conversazione in rete un ebreo mi ha detto all’incirca: “mettiti in testa che siamo noi che dobbiamo salire verso Dio, e non è Dio che viene giù”. Mia risposta: “eppure la Torah è venuta giù”).

                Quello che voglio dire è che trattasi di terreno minato entrare con le nostre categorie filosofiche in altre culture. È molto meglio se studi un minimo l’altrui cultura e “ci parli” direttamente da là….che poi è ciò che fanno anche i nostri missionari sparpagliati nel mondo 🙂
                Mi parli di vaglio storico…e anche su quello ti direi: dipende dal concetto di “storia” che vige in una determinata cultura (e non è necessariamente quello inteso da noi nelle nostre università).

                P.s. comunque se qualcuno mi mette in dubbio l’esistenza storica di certi antichissimi personaggi biblici…. lo picchio 😀
                (dicesi: fideismo ahahah)

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              • No Trinity, scusa ma il principio di non contraddizione non è un’opinione.

                1) Se il Corano è increato ed esiste dall’eternità si confuta il monoteismo assoluto dell’Islam.
                Per Corano increato si intende che esso è coesistente a Dio, cioè che la sua esistenza è in un certo senso pari a quella di Dio. Inoltre questo concetto implica che il Corano è coeterno a Dio. Il punto è che questo concetto di coeternità a Dio mette in pericolo il principio basilare dell’Islam dell’assoluta unicità divina, e nonostante ciò è la dottrina ufficiale “ortodossa”.

                2)Se il Corano è la Parola increata non può per statuto nè dipendere da testi precedenti (cosa che ormai è stata dimostrata) come i Vangeli nè tantomeno contenere errori. Invece ne contiene, basta pensare all’accusa che, secondo il Corano, Allah farebbe ai cristiani di adorare Maria come una divinità! Certo, loro dicono anche che Gesù non morì sulla croce ma mandò un altro al posto Suo trasformandogli le sembianze, e questa cosa, pur essendo CHIARAMENTE un’idiozia, non è falsificabile (perché secondo il Corano anche le apparizioni del Risorto sarebbero dovute ad “un inganno” nel quale Allah, per i suoi motivi impescrutabili, ha voluto che cadessero gli apostoli), nel senso che non è possibile DIMOSTRARE SENZA OMBRA DI DUBBIO ALCUNO il contrario, tuttavia che i cristiani adorassero Maria come una Dea è semplicemente FALSO, completamente e dimostrabilmente falso, senza alcun dubbio.
                Ebbene la Parola INCREATA di Allah, essendo tale, non può sbagliare, nemmeno nei più piccoli particolari. L’evidenza invece dimostra che la Parola increata di Allah ha sbagliato, ergo cade anche questo punto. Ti ricordo infatti che per i sunniti, la stragrande maggioranza degli islamici, il Corano non può assolutamente essere interpretato, nè tantomeno possono ammettere che Maometto ci abbia messo del suo. Questa è una cosa che deve essere ben chiara.
                Ed è per questo che la paura più grande degli islamici è la critica storica del corano, perchè secondo loro il corano è immutabile, perfetto e completo ( che spiega tutto anche dal punto di vista scientifico). Tre affermazioni che sono facilmente confutabili con analisi serie e non di parte.

                3) Ripeto che per i musulmani Dio è completamente trascendente, indicibile, incomunicabile eccetera eccetera, al punto che per far pervenire il Corano ha dovuto usare un intermediario, ovvero l’Arcangelo Gabriele.
                Questo porta Dio a dipendere da un intermediario per comunicarsi all’uomo, e come abbiamo osservato sia io che Minstrel un Dio che dipende non è Dio.
                Pertanto cade la questione “dell’inlibrarsi” come l’hai chiamata tu, nel senso che non è possibile fare un paragone con l’incarnazione di Cristo, che è una cosa del tutto differente.

                4) L’aver rifiutato la nostra filosofia è infatti ciò che ha portato alla morte razionale dell’Islam.
                Ti invito a leggere con attenzione questo articolo http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=printtopic&id=1188

                Questo non significa che i missionari devono andare a dire ai musulmani “ah, che religione del cazzo che avete”, sia chiaro. 😀 😀 😀
                Ma di certo l’ultima cosa che possiamo e dobbiamo fare è “relativizzare” la nostra filosofia e i principi che la guidano quasi come se andassero bene solo per gli occidentali e fosse per il resto del tutto opinabile.
                Non è cosi.
                Ho capito quello che intendi, tu vuoi facilitare l’avvicinamento dei musulmani al Cristo, ma questo non si ottiene di certo dando validità a certe dottrine del tutto irrazionali ma, al contrario, cercando sia di dare il buon esempio ai musulmani su cosa significhi essere cristiani sia, col tempo, cercare di educarli alla razionalità che manca nella loro religione.
                Questo con rispetto (quindi di sicuro evitando di dire loro le cose che io ho scritto qui “Inter nos”) ma comunque con fermezza.

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              • P.s: quando ho scritto “Certo, loro dicono anche che Gesù non morì sulla croce ma mandò un altro al posto Suo trasformandogli le sembianze, e questa cosa, pur essendo CHIARAMENTE un’idiozia, non è falsificabile (perché secondo il Corano anche le apparizioni del Risorto sarebbero dovute ad “un inganno” nel quale Allah, per i suoi motivi impescrutabili, ha voluto che cadessero gli apostoli), nel senso che non è possibile DIMOSTRARE SENZA OMBRA DI DUBBIO ALCUNO il contrario.” intendevo dire che l’ipotesi è talmente balzana da essere infalsificabile.

                Che Gesù sia stato crocifisso è evento storico certo, ma la storia del “cambio di sembianze” che avrebbe ingannato i testimoni e poi le apparizioni del Risorto mandate da Allah col preciso fine di ingannare gli apostoli è una tesi si del tutto balzana e senza logica, ma è anche infalsificabile.
                Come se io oggi ti dicessi che “Obama è un rettiliano mutaforma che mostra il suo vero aspetto solo ed esclusivamente quando nessuno lo vede”.
                Capisci bene che anche questa mia tesi sarebbe del tutto infalsificabile, esattamente come quella sopra. Diciamo che come “idiozia” sono più o meno allo stesso livello. 😀 😀 😀

                Poi certo, se ci atteniamo al dato storico accettato dagli studiosi Gesù è stato crocifisso, pertanto il Corano sbaglia clamorosamente anche qui.

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              • “musulmano tomista”? Ovvio che si, vi dice niente il nome di Averroè, senza il quale non so quando Aristotele sarebbe approdato in Europa?
                Il problema non è l’impossibilità di far sposare la religione coranica a certe idee metafisiche, ma è la non volontà della maggioranza a non abbandonare una precisa tradizione di lettura della loro Scrittura sacra. Come diceva Trianello il problema non è facile da affrontare, ci sono tantissime tradizioni che hanno diversissime modalità di approciarsi al Corano e di leggerlo: la divisione Sciiti- Sunniti in effetti non è che la punta di un iceberg da quel che ne so.

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              • Il punto è che il 90 per cento dei musulmani sono sunniti, “l’ortodossia musulmana” è quella, e non accettano altre letture del Corano, che erano e rimangono “di nicchia” e lontane dal musulmano ortodosso.

                Poi anche i buddisti utilizzano i Vangeli apocrifi e in particolare il Vangelo di Tommaso per cercare di dimostrare una compatibilità tra Gesù e il loro pensiero, ma noi ovviamente non lo accettiamo.
                Quello che voglio dire è che non si può fare ecumenismo a tutti i costi e conciliare l’inconcilabile, l’unica cosa che si può fare è cercare di favorire le conversioni dei musulmani, convincendoli della Verità Cristiana, altre vie non ci sono.

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              • Comunque Minstrel, tu sei ben più esperto di me, quelle che ho esposto sopra sono contraddizioni reali o solo “apparenti”?
                In altre parole, ho preso delle cantonate o ci ho visto giusto?
                La cosa che mi puzza più di tutte è la faccenda del Corano e di Gabriele, ma anche la faccenda del monoteismo assoluto con però il Corano ETERNO ED INCREATO non è male.
                .
                Non so, dimmi tu. 🙂

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  3. San Gregorio Palamas., teologo bizantino del XIV secolo:
    La natura superessenziale di Dio non può essere ne’ detta, ne’ pensata, ne’ veduta, poichè essa è lontana da tutte le cose e più che inconoscibile, inconoscibile ed ineffabile per tutti e per sempre.Non vi è nome per nominarla ne’ in questo secolo ne’ nel secolo futuro, ne’ una parola trovata nell’anima e proferita dalla lingua..per dare una qualsiasi conoscenza a suo riguardo se non l’inconoscibilità perfetta che si professa negando tutto ciò che è e può essere nominato. Nessuno può chiamarla essenza o natura in modo proprio se ricerca veramente la verità che sta sopra ogni altra verità”
    ” se Dio è natura tutto il resto non è natura;se ciò che non è Dio è natura, Dio non è natura e addirittura
    Egli non è , se gli altri esseri sono”

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    • Certo il coraggio non ti difetta se citi Palamas in un covo di tomisti come questo. 🙂

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      • Tanto è complessa e sofisticata l’idea di Dio che emerge da tutte le teologie , tanto è semplice quella che Gesù ci è venuto a mostrare con la sua vita ed i suoi insegnamenti.
        Sono ammirato dallo zelo e e dalla passione con la quale teologi e studiosi dall’inizio dei secoli hanno affrontato questi temi, stesso zelo e stessa passione che leggo in molti di coloro che scrivono su questo sito.
        Allo stesso tempo , però , mi chiedo (senza darmi risposta) se tanta complessità , tale da riempire migliaia e migliaia di libri di approfondimento, non sia diventata alla fine un puro esercizio intellettuale di pochi, quasi separato dalla effettiva sostanza della vita concreta dei miliardi esseri umani che ogni giorno sono chiamati a vivere Dio e Gesù nelle scelte quotidiane, da quelle più piccole a quelle più importanti, dove il legame col creatore è un legame di amore, fede e fiducia, tipico di un figlio verso il padre.

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        • L’amore, quale atto di volontà, procede dall’intelletto. Non si può amare nessuno se non si sa che c’è e come è. Per amare Dio dovrò avere almeno un’idea rudimentale di chi Egli sia. Poi, nella Chiesa, c’è varietà di doni e carismi (come diceva San Paolo) e non è che un cristiano, per essere tale, debba essere necessariamente teologo. D’altro canto non possiamo vietare al cristiano di porsi delle domande e cercare delle risposte, nei limiti del possibile, per le medesime. Dio vuole che tutti si salvino, ma vuole anche tutti giungano alla pienezza della verità. Lo sforzo di comprendere Dio, nei limiti delle umane possibilità, in base a quanto Egli stesso ci ha detto di Lui, non è altro che un atto di amore verso Dio stesso.

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          • Concordo sia con Trianello che con Mentelibera, nel senso che le due prospettive vanno “integrate”. Infatti è vero che noi cattolici dobbiamo vivere Dio nel quotidiano, ma è altrettanto vero che ci sono associazioni legate a falsi dei come Krishna http://www.harekrsna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=396&Itemid=159 che possono fare il bene e dare il buon esempio tanto quanto i cristiani, perciò è importante che il cristianesimo, che pretende di essere la vera Fede, sappia reggere al vaglio della ragione.

            Integrazione tra le due prospettive, quindi. Se per esempio la storia avesse dimostrato l’inaffidabilità del Nuovo Testamento e che Gesù era del tutto diverso da come ci ha tramandato la Tradizione l’atto di Fede che ci viene richiesto sarebbe equivalso ad assumere un assurdo. Cioè ad assumere per vero qualcosa che non è e non può essere vero.
            Invece, per esempio, la storia negli ultimi decenni ha dimostrato l’esatto contrario.

            Le cinque vie di Tommaso per me sono una prova inattaccabile dell’esistenza di un Dio unico, trascendente, immateriale e intelligente, l’atto di Fede cristiano richiede un qualcosa in più, la Fede appunto, perché non c’è la “prova provata” della Resurrezione di Cristo (discorso diverso per la Sua esistenza, considerata inconfutabile oggi), ma se non altro sono contento che si sia dimostrata la “ragionevolezza” dell’atto di Fede che ci viene richiesto.

            Pensate che le teorie alternative alla Resurrezione devono postulare allucinazioni collettive ultrarealistiche o amenità simili (perché storicamente la malafede dei discepoli è scartata, nessuno muore per una menzogna che sa essere tale), in pratica siamo di fronte ad un singolare caso dove ci vuole più Fede per non credere nella Resurrezione che per crederci.

            Questa è una delle forze del cristianesimo, il fatto che non sia un salto nel buio totale, ma un atto di fiducia ragionevole.

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        • Voglio inoltre segnalare questi articoli sul pericolo del fideismo, da sempre strenuamente avversato dalla Chiesa.
          http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-pensiero-debolecattolico-e-inermedavanti-al-mondo-8900.htm

          Cito in particolare questa sacrosanta verità

          “La colpa di questa debolezza di pensiero (dico “debolezza” perché si tratta proprio dell’adozione delle categorie scettiche del “pensiero debole” di Vattimo) nell’azione pubblica dei cristiani è da attribuire soprattutto alla cattiva teologia dei nostri giorni. Dimenticando colpevolmente gli insegnamenti del Magistero (da Pio XII al Vaticano II, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI), molti teologi hanno re-interpretato la fede cristiana in chiave fideistica (soggettivistica, emozionale, volontaristica, sentimentale) e indotto così i laici cattolici, affetti da un assurdo complesso di inferiorità, a presentare i principi della dottrina sociale della Chiesa, non per quello che effettivamente sono – principi evidenti e indiscutibili del diritto naturale, espressione della più coerente razionalità e quindi validi per tutti gli uomini di ogni tempo e di luogo – ma come se si trattasse di “opinioni” particolari dei credenti, di posizioni confessionali incapaci di giustificarsi in sede di discussione politica in un quadro istituzionale laico.”

          Ed è proprio così infatti. Il pensiero debole cattolico, intriso di fideismo (che poi si tramuta in incredulo razionalismo quando si tratta di discutere di miracoli o di apparizioni mariane, o di discutere della credibilità storica del Nuovo Testamento, che questi cattolici puntualmente sminuiscono arrivando addirittura a dire che le fonti islamiche sarebbero più affidabili quando non reggerebbero un attimo sotto il metodo storico-critico) è del tutto incapace ed impotente di fronte ai figli di questo mondo.

          Aggiungo questo documento https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121121.html di Papa Benedetto XVI, che spiega bene anche qui il perché la Chiesa debba rigettare risolutamente il fideismo.

          Soprattutto spiega bene alcuni discorsi di Paolo, che spesso ho visto interpretare in maniera scorretta, come se Paolo propugnasse un irrazionale fideismo senza capo nè coda, per via delle famose parole sulla “stoltezza della predicazione” che, come spiega bene Papa Benedetto XVI in quel documento, non hanno mai inteso avallare l’interpretazione che i “cattolici dalla Fede adulta” hanno sempre dato alle Sue parole.

          Cito

          “Questa dottrina è facilmente riconoscibile in tutto il Nuovo Testamento. San Paolo, scrivendo ai cristiani di Corinto, sostiene, come abbiamo sentito: «Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1 Cor 1,22-23). Dio, infatti, ha salvato il mondo non con un atto di potenza, ma mediante l’umiliazione del suo Figlio unigenito: secondo i parametri umani, l’insolita modalità attuata da Dio stride con le esigenze della sapienza greca. Eppure, la Croce di Cristo ha una sua ragione, che San Paolo chiama: ho lògos tou staurou, “la parola della croce” (1 Cor 1,18). Qui, il termine lògos indica tanto la parola quanto la ragione e, se allude alla parola, è perché esprime verbalmente ciò che la ragione elabora. Dunque, Paolo vede nella Croce non un avvenimento irrazionale, ma un fatto salvifico che possiede una propria ragionevolezza riconoscibile alla luce della fede. Allo stesso tempo, egli ha talmente fiducia nella ragione umana, al punto da meravigliarsi per il fatto che molti, pur vedendo le opere compiute da Dio, si ostinano a non credere in Lui. Dice nella Lettera ai Romani: «Infatti le … perfezioni invisibili [di Dio], ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (1,20). Così, anche S. Pietro esorta i cristiani della diaspora ad adorare «il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1 Pt 3,15). In un clima di persecuzione e di forte esigenza di testimoniare la fede, ai credenti viene chiesto di giustificare con motivazioni fondate la loro adesione alla parola del Vangelo, di dare la ragione della nostra speranza.”

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        • @Mentelibera
          Quando incontrai questo covo di tomisti ebbi un pò la tua stessa reazione. In realtà io credo che siano necessarie entrambe le cose: l’azione e l’intelletto. Le derive “tutto-azione” oppure “tutto-pensiero” sono entrambe pericolosissime per il cristianesimo.
          Nel mondo di oggi, nelle attuali circostanze storiche, credo fermamente che la precedenza in ogni caso spetti all’azione, all’esempio pratico, all’intervento. Mentre nel ‘tempo libero’ dobbiamo-possiamo occuparci , come cattolici, delle basi intellettuali del nostro agire.
          (Ciò non toglie che per determinati e particolari soggetti il loro carisma sia quello di studiare h24, e per altri di agire h24).

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          • Per Trinity

            “Quando incontrai questo covo di tomisti ebbi un pò la tua stessa reazione. In realtà io credo che siano necessarie entrambe le cose: l’azione e l’intelletto. Le derive “tutto-azione” oppure “tutto-pensiero” sono entrambe pericolosissime per il cristianesimo.”

            Esatto. Anche perché ripeto, ci possono essere induisti come gli Hare Krishna o altri di altre religioni che “agiscono” tanto quanto i cristiani, perciò l’azione “presa da sola” non certifica nulla, ma deve essere coadiuvata dall’intelletto. Altrimenti il cristianesimo rischia di essere inteso come una semplice “filosofia di vita”.

            Ho riportato proprio sopra un articolo della nuova bussola quotidiana che spiega bene a cosa porta il “pensiero debole” cattolico.

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          • Primo: ragionare.
            Secondo: R A G I O N A R E.
            Terzo: forse… agire. Ma molto forse.

            La ragione informa l’azione e questo vale anche, anzi soprattutto, dal nostro (di cattolici) punto di vista. Diversamente l’azione rischia di essere mossa dal sentimento, dalla passione, con tutti i rischi che questo comporta.

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          • @trinity
            bisognerebbe cercare di non estremizzare i concetti, e tu su questo mi capisci bene.
            Non esiste la sola azione o il solo pensiero, ma esiste la prevalenza di uno delle due sull’altra.
            E’ indubbio però più si estremizza una delle due, più l’altra viene a decadere ed ad essere dimenticata.
            Ed in questa generazione, dove le persone sono sottoposte ad un bombardamento di nozioni ed informazioni , le più disparate e le più convincenti , proprio perchè create ad arte per esserlo, solo la visione di un cristiano che pensa ed agisce in ogni momento da cristiano, con la serenità e l’affidamento in Cristo stampato sul volto, può muovere qualcuno a conoscere ed approfondire.
            Se pensiamo che in questa società che si muove a 1000 all’ora, con mille stimoli intorno, ci sia il tempo e la capacità di mettere milioni o miliardi di persone intorno ad un tavolo per mesi, anni , a “spiegargli” Dio, senza mostrargli qualche persona che concretamente abbia avuto la vita cambiata e felice, ci sbagliamo di grosso.
            Il cristianesimo è destinato ad una lenta ma inesorabile estinzione, se la presenza dei cristiani non è visibile e luminosa nella vita quotidiana di ognuno, e non soltanto quando c’è il family day.
            Sono le piccole scelte di ogni giorno che colpiscono le persone che stanno intorno e ti rendono diverso da tutti. Se di fronte ai problemi di tutti i giorni reagiamo ed agiamo come tutti gli altri, atei o non credenti in genere, cosa ci differenzia da loro? La “superiorità” telogica della nostra fede? Gesù è venuto sulla terra per salvare gli uomini (non so se riesco a trasmettere la grandezza di questo progetto) , e non per far fare bella figura ai cristiani durante le discussioni teologiche.

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            • @mentelibera

              Qui non ci capiamo, mentelibera. Il problema non è quello di trovare il giusto mix tra ragione ed azione, quello ognuno lo trova secondo le proprie capacità e secondo le contingenze, è ovvio. Quando io dico che prima viene la ragione e poi l’azione, faccio riferimento al fatto che la ragione è gerarchicamente superiore all’azione, come la fede è gerarchicamente superiore alle opere. L’agire, da solo, non sussiste, ha bisogno di essere informato dalla ragione e sostenuto dalla volontà. Immaginare di agire senza fare riferimento alla ragione significa, necessariamente, fare riferimento al sentimento o alla passione (che sempre volentieri si sostituiscono alla ragione) rischiando quindi di fare una cosa sbagliata.

              Le “opere” (grandi o piccole) che noi cattolici siamo chiamati a compiere nel quotidiano e che gli altri osservano e giudicano, hanno da essere il frutto di una scelta ragionata sulla base della fede, non certo l’annaspare scomposto di chi è mosso dall’urgenza del sentimento e della passione.

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              • Non ci capiamo perchè parliamo di cose diverse.
                Tu parli di come dovrebbe agire il cristiano (e grazie che deve pensare e dopo agire, quello vale per qualsiasi cosa della vita).
                Io parlo del fatto che un cristiano che tenti di insegnare la teologia cristiana ad altri, se non lo fa mostrando prima la sua vita, non potrà convertire nessuno.

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            • @mentelibera
              Certamente, sono d’accordo, con particolare riferimento ai tempi di OGGI.
              Tuttavia – provo a spiegarmi meglio con le seguenti parole – chi riesce a vedere l’importanza dell’azione NON deve dimenticare il MOTIVO della sua azione.
              E a questo “servono” filosofi e teologi.
              In effetti nel mondo attuale molti atei propongono la loro “etica” (termine contraddittorio in sè se riferito all’ateismo) facendoci presente nelle discussioni come riescano a comportarsi anche meglio dei cristiani, e tutto questo, a loro dire, senza alcun riferimento a “cristi” e “madonne”. Quindi si pongono addirittura su uno scalino superiore, in quanto ci fanno vedere, a loro dire, come l’uomo non abbia alcun bisogno di Dio: in completa assenza di basi “motivazionali” l’uomo si comporta benissimo di per sè, basta fornirgli cibo e lavoro.

              Inoltre, pensiamo un momento ai primi cristiani, e con questo intendo dire i primi apostoli, San Paolo e i giudei-cristiani: la loro visibilità era senza dubbio il comportamento, MA sulla bocca avevano sempre Gesù Cristo (erano martiri per questo) – oltre al fatto, spesso poco evidenziato, che di continuo facevano riferimento alle Scritture dell’AT: vedi San Paolo, il quale scriveva le Lettere senza avere a disposizione il NT (ehm 😀 perché lo stava scrivendo lui) , senza avere i VANGELI – Intendo dire che fin dall’inizio del cristianesimo c’è la teologia/filosofia che supporta l’azione. Cioè “secondo le Scritture” i primi cristiani tentano di convincere gli altri frequentatori della sinagoga che Gesù è il Cristo. In pratica parlano e “filosofeggiano”, anche prima dell’intervento della filosofia greca “in senso pieno”. Paolo, vedi Atti degli Apostoli, spiega di continuo i motivi (scritturali) della Fede.

              Per concludere il discorso cito una figura di cattolico che ho appena conosciuto.
              Da Wikipedia, un estratto veloce del pensiero di Padre Giovanni Semeria, bravo nel parlare, filosofare, e bravo nel fare. Riguardo a fede+opere, diceva:
              «Nell’azione s’illumina il pensiero, e non illumina solo il pensiero: comunica efficacia, autorità alla parola…. Bisognava dare a quelle parole, perché fossero efficaci, il suggello infrangibile di una sincerità indubitabile – perché – la prova classica della sincerità di chi parla è ciò che egli fa ».

              (Info: La sua tomba si trova a Monterosso al Mare, nella sua Liguria, in un luogo da lui molto amato. Nel giugno 1984, Padre Semeria, noto da tutti come “Fra’ Galdino”, verrà nominato Servo di Dio, primo passo per la beatificazione).

              Al suo riguardo, ho appreso ora, ci furono varie polemiche, essendo vissuto nel periodo modernisti-sì-modernisti-no e beghe varie.
              Commenti su di lui, da wiki:
              “Oggi, sulla scorta di una riflessione più serena e di un’analisi più attenta dei documenti la critica storica va sempre più confermando che, fedele alla sua vocazione cristiana, il Semeria abbia, piuttosto, dimostrato verso la Chiesa “una fede sincera, un’intensa spiritualità, una vera lealtà” (Martina 1987, Zambarbieri 1975). Esprimendo, all’interno del giovane pensiero cristiano, una riflessione ortodossa, cattolica, e romana, il Semeria avrebbe, infatti realizzato – secondo molti storici (Vercesi 1923, Gentili 1982, Scoppola 1961) ed alti rappresentanti della gerarchia ecclesiastica (Paolo VI 1968, Giovanni Paolo II 1980) – una generosa testimonianza di fedeltà ecclesiale a cui superficialità ed ignoranza (Erba, Siri 1966) opposero, talora, un ostile atteggiamento che non mancò di protrarsi fino alla calunnia, mostrando a quali danni può condurre, e a quali aberrazioni, uno zelo senza verità e carità; uno zelo che troppo spesso “non parlò secundum scientiam, e molto meno secondo verità, giustizia e carità”.
              **************
              Riassunto: che cosa deve prevalere, fede oppure opere? La domanda pone un’assurda guerra. Di certo la fede senza le opere è morta. Poco ma sicuro. E le opere senza la fede? A lungo andare pure quelle moriranno se non c’è una fede autentica che sta dietro. Infatti chi non ha una fede autentica di solito s’impegna pochino nelle opere… (ovviamente fatta eccezione per i mistici che sono tutto un altro capitolo, e di certo non li “incolpo” di non fare opere “sociali”, anche perché la loro socialità diventa appunto quella).

              Quello su cui tu, mentelibera, poni l’accento è l’ECCESSO di teorizzazione, l’eccesso di filosofie e teologie che possono diventare aride ed inutili se hanno l’unico scopo di “avere ragione”, di “vincere” disquisizioni teologiche.
              Perché poi sia io che te, scrivendo in rete, sai che facciamo? Filosofeggiamo pure noi azzzz 😀 😀 😀
              L’importante è appunto non esagerare 😉

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              • @trinity a @mentelbera

                Che opere testimoniano il Risorto? Il mondo vede piu “buono” cantare cn le striscie arcobaleno che mettere come modello di famiglia Giuseppe e María, vede piú “buono” far morire di fame una ragazza in coma che curarla e mantenerla in vita, vede piu “buono” sentirsi dire che tutti siamo figli di Dio che chi dice che sono figli di Dio i battezzati, vede piú eroiche le lotte dei radicali che i martiri del medio oriente.

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              • Blas,
                1)siamo tutti figli di Dio, anche i non battezzati, soprattutto quelli che fanno la volontà di Dio, pur non conoscendolo come lo conosci tu, e anche quelli che la farebbero a perfezione se conoscessero il Vangelo.
                2) ebbasta col vittimismo: il mondo dice una cosa, il cristiano ne dice un altra. Secondo te chi vince? Eddai.!
                Nota: “vincere” non significa “imperare” nel senso mondano del termine. Purtroppo questo è un difficile equilibrio, quello del vincere senza necessariamente imperare mondanamente….Secondo i periodi storici probabilmente si esprime con differenti modalità, con differenti visibilità e invisibilità, da interpretare ogni volta….

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              • Al Catechismo. Però LEGGILO, appunto 😉

                Allora devo dire che hai sbagliato.

                Spero di non sparare ehm cavolate.

                Mi pare che speri in vano 🙂

                Un concetto fondamentale esprimente forse una filosofia diversa dalla nostra è quando dice

                Sicuramente una filosofia diversa della mia.

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              • Trinity, quando parli dell’imperare mondanamente che non equivale a vincere sono d’accordo con te, ma è altrettanto vero che la laicità è stata voluta proprio per buttare fuori i cristiani dalla politica e renderci irrilevanti.
                Guarda caso in Italia, paese dove un MINIMO adì influenza ce l’abbiamo ancora, certe bestialità stanno avendo qualche difficoltà in più a passare che nel resto del mondo.
                Quindi io non sottovaluterei questa cosa, un mondo nel quale i cristiani contano anche a livello politico e sociale e non sono ridotti ad una bizzarra confraternita di religiosi (come vorrebbe ridurci il mondo laico) è certamente un mondo migliore. Non perfetto ma migliore si, certamente.
                In un mondo cristiano barbarie come questa http://www.tempi.it/nichi-vendola-avra-un-figlio-cosi-diventa-un-capitalista-che-sfrutta-il-proletariato#.VsSsaIbYOrU non sarebbero nemmeno ipotizzabili, e qua non si tratta della “libertà di peccare” personale di cui parla giustamente Mentelibera, ma di fatti che danneggiano terzi, come l’aborto, la maternità surrogata, l’eutanasia eccetera, che oggi sono pacificamente accettati da buona parte del mondo occidentale.

                Ed è inammissibile che certe leggi che danneggiano terzi vengono accettate. Noi cristisni dovremmo lottare di più, dovrebbe essere sempre il family day.

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              • @Vincent
                O per meglio dire: doveva essere sempre il family day , mentre per decenni non lo è stato.
                Che cosa fare allora?
                Lottare di più. Ottimo!
                Il fatto che tu veda la lotta in un certo modo, attuata con certe modalità, e io la veda attuata con altre non può fare che BENE.

                (Il termine “mondanamente” da me usato si riferisce sì al significato evangelico, ma anche equivale a “esternamente/esteriormente”. In pratica: può anche non interessarmi, o interessarmi parzialmente, che una determinata legge ‘locale’ passi oppure no. Quello che vedo io è che già da decenni nel mondo si affittano uteri e quello che m’interessa è la strada migliore per impedirlo, E si tratta di lottare per far smettere una realtà che C’È GIÀ e cambierebbe davvero pochino se il Vendola di turno si comprasse il figlio a Roma o a Bombay o a Londra. Per questo sicuramente io non ostacolo il family day o certo dibattito politico italiano, ma m’interessano fino ad un certo punto, cioè, al momento, pochino…. Ripeto: non solo NON è negativa la cosa MA anzi è auspicabile che tu veda la LOTTA in un modo e io in un altro, perché c’è bisogno di entrambi.)

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              • Per Trinity

                “@Vincent
                O per meglio dire: doveva essere sempre il family day , mentre per decenni non lo è stato.
                Che cosa fare allora?
                Lottare di più. Ottimo!
                Il fatto che tu veda la lotta in un certo modo, attuata con certe modalità, e io la veda attuata con altre non può fare che BENE.”
                .
                Ma non sono nemmeno sicuro che io e te la vediamo in modo diverso. Io ritengo che la lotta vada fatta SIA sul piano spirituale SIA sul piano materiale.

                “(Il termine “mondanamente” da me usato si riferisce sì al significato evangelico, ma anche equivale a “esternamente/esteriormente”. In pratica: può anche non interessarmi, o interessarmi parzialmente, che una determinata legge ‘locale’ passi oppure no. Quello che vedo io è che già da decenni nel mondo si affittano uteri e quello che m’interessa è la strada migliore per impedirlo, E si tratta di lottare per far smettere una realtà che C’È GIÀ e cambierebbe davvero pochino se il Vendola di turno si comprasse il figlio a Roma o a Bombay o a Londra.”

                Sono perfettamente d’accordo, per me sia l’utero in affitto va impedito con ogni mezzo, e se vuoi sapere come la penso, gli italiani che vanno all’estero a comprarsi un figlio (e mi riferisco sia gli eterosessuali che agli omosessuali, non faccio differenze, comprare un bambino è un abominio in ogni caso) dovrebbero essere puniti severamente, con il carcere.
                Per quanto mi riguarda, quindi, la lotta deve essere sia spirituale che politica, sia interiore che esteriore, e se è vero che bisogna dare l’esempio per cercare di portare alla Fede gli altri (visto che la Fede non può essere imposta, giustamente) è altrettanto vero che abbiamo il dovere di TENTARE DI IMPEDIRE che certe barbarie passino, e quando sono passate dobbiamo lottare per REVOCARLE!
                .
                Pertanto siamo d’accordo. Che poi è ovvio, anche io spererei che la strada migliore per impedire queste cose fosse la presa di coscienza collettiva, ma in mancanza di questo ritengo che sia necessario limitare alcune “libertà”.
                La libertà di peccare è giusta, ma non quando il tuo peccato ricade sugli altri.

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            • Padre Semeria… Ecco dove l’avevo già sentito: a Monterosso al Mare!
              Che sia un segno che vada di nuovo a trovare il caro Frà Renato?
              https://pellegrininellaverita.com/2015/02/19/il-convento-di-monterosso-al-mare-ha-vinto/

              😀

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              • 1)siamo tutti figli di Dio, anche i non battezzati, soprattutto quelli che fanno la volontà di Dio, pur non conoscendolo come lo conosci tu, e anche quelli che la farebbero a perfezione se conoscessero il Vangelo.

                Devo credere a te o al catechismo?

                2) ebbasta col vittimismo: il mondo dice una cosa, il cristiano ne dice un altra. Secondo te chi vince? Eddai.!

                Niente vittimismo, solo vi domando quali opere dimostrerebbero che la nostra Fede é la vera e perció meglio delle altre.

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              • Al Catechismo. Però LEGGILO, appunto 😉

                Per chi vuole approfondire: sentite la prospettiva ebraica della relazione tra pensiero ed azione nella Fede. Questo insegnante di cui vi linko mp3, rav Bekhor, utilizza il termine “sentimento” e “sentire” con valore un pò differente rispetto al nostro.
                In pratica il sentimento corrisponde al nostro “pensiero”, al credere.
                Direi che ne fa l’utilizzo di San Paolo quando scrive, come nella Lettera della liturgia di ieri: “con il cuore si crede per ottenere la giustizia” – mentre “con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza” (in pratica, qui, mi pare, Paolo unifica parola+azione, cioè parlare è già un “fare” – mentre il cuore è in pratica la mente. Spero di non sparare ehm cavolate).
                In altri passaggi invece questo rabbi mi sembra ricalcare un pò Pascal…
                Un concetto fondamentale esprimente forse una filosofia diversa dalla nostra è quando dice:
                “L’azione è il livello più basso che c’è nel mondo, ma è quello che è radicato più in alto”
                (è filosofia diversa dalla nostra in quanto noi tendiamo a contrapporre le due modalità: “alta”-pensiero e “bassa”-azione)
                [audio src="http://www.virtualyeshiva.it/files/mp3.php?f=11_02_08_tetzave5771_sommosacerdote_agirexsentire_rumore.mp3" /]
                Nota: trattasi di corrente chassidica, cioè questo pensiero non rappresenta per forza tutto l’ebraismo.

                Ringraziamenti: ringraziamo il sito virtualyeshiva.it per mettere a disposizione gratuitamente queste risorse.

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              • Ops, non si è linkato…. 😐
                Quella lezione-conferenza si scarica da questa pagina http://www.virtualyeshiva.it/2011/02/08/tetzavve-5771-attivare-la-gioia-molto-rumore-per-qualcosa/

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              • Siamo tutti figli di Dio. La differenza è che col battesimo se ne acquisisce la consapevolezza, e quindi si può vivere sapendo di esserlo e di non aver nulla da temere dal mondo.
                Ma pensare che Dio protegga i battezzati e disprezzi i non battezzati è contro la stessa essenza di Dio. Il mondo è pieno di persone rette non battezzate, e di infami battezzati.
                Dio guarda il cuore. Se non fosse così non sarebbe Dio, ma un magistrato di provincia.
                E’ che abbiamo il vizio di stravolgere il significato delle cose.
                Tutta la liturgia ed i segni sono fatti per portare l’uomo verso Dio. Dio verso l’uomo lo è sempre :

                “Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele,
                perché non può rinnegare se stesso”

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              • Devo credere a te o al catechismo?

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              • @mentelibera

                Siamo tutti figli di Dio ? Dove sta scritto? I battezzati sono figli (adottivi) di Dio e questo sta scritto nel catechismo della chiesa cattolica. Sta scritto pure che tutti gli uomini sono predestinati a diventare Suoi figli (Romani 8,29), e Gesù stesso, dopo la resurrezione, dice: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. Ma, appunto, dobbiamo diventare Suoi figli, non nasciamo Suoi figli. E solo il battesimo, per quanto ne sappiamo, ci fa diventare Suoi figli, anche se però non dobbiamo dimenticare che esiste il “battesimo di sangue” e “quello di desiderio”, che pure ci fanno diventare figli di Dio.

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              • Fra’ centanni, la Chiesa insegna che tutti gli uomini possono salvarsi, anche un induista che muore induista pur avendo avuto dei missionari cristiani vicino a se.
                Questo penso che dipenda dalle responsabilità personali, per esempio un induista che non riesce a convincersi che i suoi dei sono solo idoli muti e sordi ha molta meno responsabilità di chi, pur sapendo dentro di se che il cristianesimo è la verità, lo rifiuta per farsi i comodi suoi. Non dimenticare che la Fede è una Grazia.

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              • @Vincent Vega

                Catechismo della chiesa cattolica, n° 1260: “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale”.59 Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.

                E’ ovvio che tutti gli uomini possono salvarsi, ma sempre in virtù del battesimo, che può anche essere un battesimo di desiderio. Senza battesimo nessuno può divenire figlio di Dio, né può ricevere la grazia della fede che salva.

                Quello che è certo è che non si nasce figli di Dio, anzi si nasce peccatori e bisognosi della salvezza. Questa salvezza può venirci solo da Dio attraverso il battesimo. Chi scrive che siamo tutti figli di Dio non conosce neanche l’abc del catechismo. Non tutti siamo figli di Dio, e non tutti siamo fratelli. Anzi, gli uomini si dividono in figli di Dio e figli del demonio, e questa divisione si manifesterà con chiarezza nel giudizio universale, quando Dio separerà i buoni dai cattivi ed accoglierà i primi in paradiso mentre i secondi andranno all’inferno.

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              • Per Fra’ centanni

                “Catechismo della chiesa cattolica, n° 1260: “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale”.59 Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.”

                Naturalmente sono d’accordo col Catechismo, ma bisogna vedere cosa si intende con “pur ignorando il Vangelo di Cristo e la Sua Chiesa”, perché noi cristiani siamo in tutto il mondo, in ogni nazione, pertanto mi chiedo quale sia la sorte di coloro che non accettano di convertirsi. Mi chiedo se saranno dannati oppure se, ammettendo che siano davvero convinti di essere nel giusto possano salvarsi, in virtù di quei semi di verità che ci sono anche nelle false religioni.

                Poi è chiaro che c’è un limite a ciò che uno può fare in buona Fede, per esempio non credo che alcuni terroristi che erano davvero convinti di guadagnarsi il Paradiso uccidendo i cristiani si siano poi salvati http://www.tropeaedintorni.it/creduto-morto-rivive-e-si-converte-un-membro-isis-20150306.html , altrimenti dovremmo pensare che si sia salvato pure Hitler, che quasi certamente era convinto di avere delle buone ragioni.

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              • “Anzi, gli uomini si dividono in figli di Dio e figli del demonio, e questa divisione si manifesterà con chiarezza nel giudizio universale, quando Dio separerà i buoni dai cattivi ed accoglierà i primi in paradiso mentre i secondi andranno all’inferno.”

                A dire la verità il giudizio è subito dopo la morte, quando avviene il giudizio particolare. Nel giorno del giudizio verranno giudicati coloro che saranno ancora vivi e coloro che erano già in Paradiso risorgeranno col corpo glorioso, mentre i dannati risorgeranno per una resurrezione di vergogna, e le pene infernali saranno ancora più acute.

                Poi sarebbe interessante discutere il problema del tempo nell’aldilà http://www.retenews24.it/trovate-le-confessioni-natuzza-visto-morti-sara-laldila-cosa-si/#34

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              • @Vincent Mi pare che essere figli di Dio a piu a che fare col peccato originale che con la possibilitá di salvezza. Nonostante il risultato é chiaro si é molto piú popolari ed apprezzati se si dice tutti siamo figli di Dio anche se non é vero. Senza la teologia le azioni sono incomprensibili. Siamo scandalo per i giudei e pazzia per i pagani.

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              • C’è un giudizio subito dopo la morte, che è il giudizio personale, ed un secondo giudizio dopo la fine dei tempi, quando il Signore “verrà nella Gloria per giudicare i vivi e i morti”. Il secondo giudizio è quello universale, nel quale la divisione tra figli di Dio e figli del demonio diverrà plasticamente chiara perché gli uni saranno radunati alla Sua destra, mentre gli altri saranno radunati alla Sua sinistra; gli uni per la salvezza, gli altri per la dannazione eterna. Ora, questa separazione è già presente nel nostro tempo ed i figli del demonio camminano accanto a noi, siedono vicino a noi, lavorano, mangiano, prendono parte alla vita pubblica, hanno una loro vita privata esattamente come noi e non sono apparentemente distinguibili da noi, ma ci sono ed operano contro Dio e contro la chiesa. Per questo chi dice che “siamo tutti figli di Dio”, come ha fatto mentelibera, dice il falso. Io, al contrario, dico che non tutti siamo figli di Dio, né che tutti siamo fratelli ma, al contrario, ci sono figli di Dio e figli del demonio e che non possiamo stare, tutti insieme, dalla stessa parte ma che dobbiamo prendere posizione ognuno secondo la propria coscienza.

                Quale sia la verità, se siamo tutti figli di Dio, o se solo alcuni, è Gesù stesso a dirlo con parole che terrificanti:
                Giovanni 8,31-47
                “31 Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33 Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». 34 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35 Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; 36 se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37 So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. 38 Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». 39 Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! 40 Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l’ha fatto. 41 Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». 42 Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, 44 voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45 A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46 Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio»”.

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              • @Cent’anni. dice :
                “Per questo chi dice che “siamo tutti figli di Dio”, come ha fatto mentelibera, dice il falso. Io, al contrario, dico che non tutti siamo figli di Dio, né che tutti siamo fratelli ma, al contrario, ci sono figli di Dio e figli de l Demonio”
                Intanto ti ringrazio di avermi dato del mentitore, cioè di colui che deliberatamente dice il falso (che di fatto mi classifica come figlio del demonio. E vabbè…per fortuna che non ci sei tu al posto di nostro Signore , sennò erano cavoli per tutti).
                Ma questa classificazione “figli di Dio / figli del Demonio” è assolutamente avulsa dal battesimo. Quanti battezzati hanno commesso delitti atroci , mentre quanti non battezzati hanno avuto una vita retta, seppur magari non cattolica in modo ortodosso?
                Se Dio veramente dovesse guardare i simboli esteriori, dal battesimo in poi, allora inutile sarebbe una vita retta e piena di gesti di amore e resurrezione.
                Miliardi di uomini, nati e non battezzati per mille motivi, sarebbero stati creati solo per finire all’inferno. Niente male per il Dio “dell’amore”.
                La realtà è che ogni volta che si entra in questi particolari, così dettagliati su Dio e sul valore dei sacramenti e di tutto il resto, si finisce col ridurre Dio ad un burocrate addetto a verificare i punti sulla patente del cristiano.
                Colui che ha creato cielo e terra viene trasformato in un mero verificatore dei titoli di salvezza : battezzato 10 punti, prima comunione 5 punti, cresima 5, a messa tutte le domeniche 10 punti, etc etc, peccati di sesso -10 punti.
                Un Dio triste e molto “umano”, fatto e creato ad immagine di chi, invidioso che il salario degli ultimi lavoratori sia lo stesso dei primi, cerca in tutti i modi di accreditare se stesso, screditando gli altri.
                Questo dio (con la d minuscola) non è Dio, che tutto è meno che un contabile di peccati e sacramenti, ma un Dio compassionevole ed innamorato, che guarda innanzitutto al cuore delle persone ed alla sostanza delle cose , conoscendo ognuno di noi molto meglio di quanto ognuno di noi si conosca. Non c’è atto dell’uomo che possa ingannarlo, ne peccato che non possa essere perdonato, ne vita perduta che non possa essere riscattata. Non c’è sacramento o vita cattolicamente perfetta che , al contrario, possa salvare l’uomo che nel segreto disprezza l’altro uomo, dalla punizione a cui egli stesso si è condannato.

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              • @mentelibera
                Devo capire che tu credi che la Chiesa ha sbagliato insegnamento per duemila anni e dovrebbe cambiarlo per addatarlo a quello che tu sai?

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              • @BlasPas59
                Blas, giustamente la chiesa da le migliori indicazioni per far si che una persona venga posta nelle condizioni di non ostacolare la discesa, su di lui, dello Spirito Santo, che ti ricordo essere colui che testimonia al nostro spirito che siamo figi di Dio, e quindi coeredi di Cristo.
                La vita senza questa profonda consapevolezza, che va coltivata e protetta in mille modi, è una vita senza un effettivo credere nella vita eterna. Colui che crede solo col cervello, senza credere anche col cuore e con lo spirito, nei momenti critici verrà dal cervello ingannato, perchè siamo uomini di carne, e la carne risponde secondo paura e desideri, e non secondo fede.
                Ma questo non toglie, e la chiesa lo ripete in mille punti, che il giudizio ultimo sulla vita degli uomini spetti a Dio, secondo la sua giustizia e misericordia, che non sono certamente umane.
                Per questo non si può escludere, ed è assolutamente coerente con il Dio del cielo e della terra che tutto ha creato, dalla pulce al dinosauro , e che ama TUTTI gli uomini (pure quelli che nascono in Paupasia o in Cina, o che nascono in famiglie che li educano all’induismo piuttosto che alla new age), che coloro che per mille ragioni non seguono la dottrina cattolica siano, alla fine , accolti in paradiso alla luce di un comportamento che nella sostanza abbia fatto dell’amore verso gli altri un filo conduttore di vita.
                E’ probabile che questi uomini abbiano già sofferto per non aver avuto la consolazione di sentirsi amati da Dio, e per questo già qui sulla terrra si siano fatti carico delle mille angosce che colgono chi vive questa situazione. Ma lo stesso hanno orientato il loro essere verso il prossimo, e da questo, oltre che dalla libertà di Dio, scaturisce la loro salvezza.
                Se invece, al contrario, si pensa che la partecipazione ortodossa alla vita della chiesa , ed il seguirne i precetti formali, sia una salvacondotto speciale e sicuro per andare in paradiso, ci si sbaglia. Perchè lo stesso Dio che salva la prostituta può condannare il prete, sulla base del valore effettivo del cuore dei due e delle azioni più importanti che gli stessi hanno fatto. Tutto questo poi al netto della effettiva immensa misericordia del Signore, a cui tutto è lecito.

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              • Per Mentelibera

                “Per questo non si può escludere, ed è assolutamente coerente con il Dio del cielo e della terra che tutto ha creato, dalla pulce al dinosauro , e che ama TUTTI gli uomini (pure quelli che nascono in Paupasia o in Cina, o che nascono in famiglie che li educano all’induismo piuttosto che alla new age), che coloro che per mille ragioni non seguono la dottrina cattolica siano, alla fine , accolti in paradiso alla luce di un comportamento che nella sostanza abbia fatto dell’amore verso gli altri un filo conduttore di vita.”

                Concordo. Di sicuro chi segue la vera Fede è avvantaggiato ma, proprio per questo, gli viene richiesto di più. “A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto”.

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              • @mentelibera

                Caro mentelibera, il battesimo, come tutti i sacramenti, è un simbolo (segno) efficace, non “un simbolo esteriore”. Se tu stravolgi completamente quello che insegna il catechismo della chiesa cattolica, diventa impossibile qualunque confronto. Non solo stravolgi il catechismo, ma la parole stesse di Gesù che ordina ai suoi apostoli, dopo la resurrezione: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. Sono parole di Gesù. Vuoi ignorare queste parole ed essere tu a stabilire cosa è importante e cosa no? Ed è sempre Gesù che parla di persone “che hanno per padre il diavolo e che non sono da Dio”. Sono sciocchezze queste? Sono cose di poca importanza? Sono parole di Gesù. Vuoi contraddire le Sue parole? Accomodati, io preferisco crederGli.

                Il dato fondamentale che ti sfugge, caro mentelibera, è che tutti gli esseri umani sono condannati a morte fin dal primo istante del concepimento e che Gesù è venuto per salvarci. Ma bisogna fare quello che dice, per essere salvi, non reinterpretare le Sue parole come ci pare e piace. Gesù ha istituito il sacramento del battesimo per farci diventare figli di Dio e noi, se vogliamo essere salvi (secondo il Suo ammonimento), dobbiamo credere alle sue parole e farci battezzare per essere Suoi fratelli e figli (adottivi) del Padre. Altro che simbolo esteriore. Chi sarà battezzato, anche col battesimo di sangue o di desiderio, sarà salvo, chi non crederà alla salvezza che ci viene col battesimo, sarà condannato. Questo è.

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              • La domanda di Blasplas non è oziosa: “Devo capire che tu credi che la Chiesa ha sbagliato insegnamento per duemila anni e dovrebbe cambiarlo per addatarlo a quello che tu sai?”.

                Ma innanzi tutto: gli insegnamenti della Chiesa sono stati davvero costanti nel corso dei due millenni? Se sì: non è possibile deviarne. Se no: è possibile deviare anche dai suoi insegnamenti attuali.

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              • @Cent’anni
                Quando dici condannati a morte fin dalla nascita, intendi condannati all’inferno ?
                Non mi sembra che il catechismo dica così, visto che prevede la possibilità di salvezza anche per i non battezzati e non credenti in genere.
                Evidentemente Dio perdona, ma Cent’anni no 🙂

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              • @mentelibera Invece di fare una lunga gisutufucazione di perché si salvano i non cattolici potresti rispondere se credi che la Chiesa a sbagliato e sbagli all´insegnare che solo i batezzati sono figli di Dio?

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  4. Sono approssimazioni. Spesso lodevolmente sofisticate. Nei casi migliori scaturiscono da una sete di conoscenza che è a sua volta frutto di un profondo atto d’amore: il desiderio di colmare la residua distanza che ci separa dall’oggetto amato (o, meglio, dalla Persona amata). L’importante è non incorrere in quella che potremmo definire la tentazione riduzionista, che è poi una forma di gnosticismo inconsaputo. L’aristotelico-tomista si è rivelato, in molti frangenti, prono a questa deriva: senza scomodare articoli e saggi, ne troviamo esempi immediati nella congerie internetica; non voglio far nomi, meno che mai in tempo quaresimale, ma alludo a tanti e tante teologi (non di rado sedicenti tali), consacrati o laici (spesso nella variante muliebre), i quali affermano di fatto l’identità di Cristianesimo cattolico e tomismo. Nel corso delle mie peregrinazioni attraverso il mondo cristiano ho trovato proprio in vari propugnatori della “presupposizione tomista” (per non dire “presunzione”) altrettanti centri di violento settarismo e di acutissima mancanza di carità. Ma grazie a Dio l’indagine teologica, anche quella tomista, è capace di produrre ben altri esiti. I migliori fra i teologi hanno una profonda comprensione di ciò che comprendere teologicamente significa, e non è mai assente dal loro orizzonte quella “sostanza effettiva della vita” ricordata qui sopra. Non c’è dunque bisogno di correre al taglio del nodo gordiano, che è invece degno di essere esplorato, per quanto possibile, in tutte le sue pieghe, purché nel retto spirito: diversamente l’indagine teologica, per quanto autoappagante, è solamente un progressivo autoaccecamento, maligno, inconsaputo avvitamento in una spirale di cecità (da cui, come sempre, solo la grazia di Dio ne può cavare).

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    • Forse vale la pena che io aggiunga un’attestazione di stima e simpatia per quanto Trianello va facendo da qualche tempo in qua per questi spazi. Le censure che rivolgo al “riduzionismo tomista” non sono indirizzate al suo impegno, che, pur procedendo in larga misura per altre vie, trovo encomiabile sia in termini di serietà che, a quanto mi è dato “fiutare”, in termini di ispirazione fondamentale.

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      • Questi lineamenti sono una cosa che scrissi alcuni anni fa rielaborando una serie di appunti, desunta da manuali di teologia (quasi tutti di ispirazione tomista) a mio uso personale. Li utilizzai anche per un mio vecchio sito, ormai inghiottito nell’oblio. Minstrel mi ha proposto di ripubblicarli qui ed ho accettato volentieri il suo invito. Si tratta di un qualcosa di estremamente essenziale, comunque, elaborato più che altro a scopo mnemonico.

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  5. Oggi seconda puntatona: trinità!

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  6. Per Navigare Necesse est

    “alludo a tanti e tante teologi (non di rado sedicenti tali), consacrati o laici (spesso nella variante muliebre), i quali affermano di fatto l’identità di Cristianesimo cattolico e tomismo. ”

    Beh, la Chiesa, nella Dei Filius, afferma che

    “Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza al lume naturale della ragione umana attraverso le cose create; infatti, le cose invisibili di Lui vengono conosciute dall’intelligenza della creatura umana attraverso le cose che furono fatte (Rm 1,20)”

    Dopodiché afferma, nello stesso documento, che:

    1) “Se qualcuno dirà che l’unico vero Dio, nostro Creatore e Signore, non può essere conosciuto con certezza dal lume naturale della ragione umana, attraverso le cose che da Lui sono state fatte: sia anatema.”
    2) “Se qualcuno dirà che l’assenso alla fede cristiana non è libero, ma che si produce necessariamente dagli argomenti della ragione umana; ovvero che la grazia di Dio è necessaria alla sola fede viva che opera per la carità: sia anatema.”

    E francamente le uniche prove veramente razionali, prove VERE, che siano mai state prodotte, sono quelle tomiste.
    Non solo, quando la Chiesa parla di “conoscenza di Dio” tramite la sola ragione, intende sì la conoscenza della Sua esistenza, ma anche di una quantità considerevole dei Suoi attributi (entitativi, spirituali, personali), alcuni dei quali ci dicono chiaramente che Dio non è un demiurgo o un architetto lontano, anzi, è Causa Prima e Fine Ultimo che in maniera provvidente sostiene continuamente il Suo creato nell’essere.

    Quando poi si entra nel campo della Rivelazione il discorso cambia, infatti il cristianesimo non è “dimostrabile” come la vera Fede a rigor di ragione, possiamo solo confutare le obiezioni teologiche e storiche che vorrebbero ridurre la Fede in Cristo ad un assurdo, ma ci si ferma li. Un “salto” nella Fede è necessario per essere cristiani, ed è per questo che si spiega il punto 2 riportato dalla Dei Filius, che non è affatto in contraddizione col punto 1.
    La Fede cristiana non è irrazionale ma sovrarazionale, ed è il motivo per cui serve la Grazia.
    Lo spiega bene qui Francesco Santoni, teista grazie a Tommaso ma agnostico in fatto di Rivelazione http://quodlibetales.blogspot.it/2013/05/perche-non-sono-cristiano.html
    http://quodlibetales.blogspot.it/2014/09/perche-non-sono-cristiano-parte-ii.html

    Tornando al tomismo, quindi, io credo che andrebbe invece recuperato, soprattutto nelle scuole, e bisognerebbe fare in modo che la gente ci si riavvicinasse, per non cadere così facilmente nelle trappole dei nuovi atei, che vorrebbero ridurre DIO ad “ipotesi inutile”.

    Dopotutto non è mai stato confutato (anche perché per confutarlo bisognerebbe praticamente negare il divenire, diventando neoparmenidei, oppure mettere in discussione l’esistenza della realtà qui ed ora, ritenendo di poterla mai raggiungere, in entrambi i casi tanti saluti alla scienza, che studierebbe una pura illusione 😀 ), nonostante i tentativi di Kant e poi dei nominalisti.

    Anche Russel, messo alle strette contro l`argomento cosmologico, ha deciso praticamente di rinunciare ad argomentare, negando arbitrariamente tutte le premesse dell`avversario, ad esempio negando l`esistenza della causalita` e della necessita`.

    Andrebbe recuperato soprattutto per confutare l’ignoranza e la supponenza di certi atei, come ho scritto, mostrando chiaramente come l’ateismo sia ben lungi dall’essere una ipotesi razionale, visto che è tutt’altro (infatti per essere atei occorre accettare l’idea che il mondo fenomenico possa essersi fatto da se o che sia autosufficente, ed entrambe queste idee sono false, dimostrabilmente).

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  7. Minstrel, ho scritto un lungo intervento per Navigare Necesse est, deve essere andato in coda di moderazione per un link. 😦

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