Ballare nella Messa di Paolo VI: un legittimo bisogno purtroppo frustrato

Danze Rituali

Danze Rituali

Questi ultimi giorni un avvenimento curioso è successo a Torino dove all’iniziativa di P. Eugenio Costa s.j. coll’aiuto della danzatrice professionale la S.ra Alberta Arinci si è cercato di realizzare quel che in arte culinaria è chiamata “fusion”: sposare l’arte coreutica indiana colla celebrazione del messale romano.

Una spiegazione di questa originale esperienza è leggibile su Settimana del 20 ottobre 2013 firmata da “L.Pr.”  e riportata nel sito di P. Augé qui.

La danza è ben definita da P. Costa  come Ars Bene Movendi  e molto volentieri lo seguiamo, intellettualmente, nell’analisi che ne fa : “Infatti, non si può fare danza liturgica senza un senso profondo della sacralità del corpo, della ritualità dell’arte e della crucialità della liturgia nella vita”.

Non lo si può più seguire è quando afferma che nella cultura europea il corpo è sospetto: no!  Questo è vero solo nella cultura protestante, soprattutto calvinista, che ha influenzato in particolare il mondo anglo-sassone attraverso lo scisma anglicano che lo recepì, e una certa forma, condannata, di cattolicesimo chiamato giansenismo: certo che in questi due casi abbiamo una suspicione di base rispetto al corpo, dovuto, nei fatti, alla vicinanza del calvinismo con il giudaismo che ha una relazione al corpo alquanto ambigua.

Ma non è vero nella cultura europea di stampo puramente cattolico: vivo in un paese che fu calvinista per secoli, dove carnevale era condannato e vietato, l’apparenza esteriore sempre sotto stretto controllo, nulla è più severo che un vero culto protestante calvinista, dove nessun gesto esterno o emozione sono mai espressi. Tale, invece,  non è mai stato l’ambiente cattolico, che si esprime attraverso feste gioiose, processioni, pellegrinaggi, una liturgia , quella tridentina, molto espressiva, grafica, visuale, dove le azioni del sacerdote e dei fedeli , spesso nel silenzio, esprimevano l’azione liturgica intrecciata in una coreografia levigata e precisa, con un’attenzione al dettaglio da far impallidire tutte le danzatrici rituali indiane.

Purtroppo il messale di Paolo VI, benché ottimo, è un messale che risente di un’aria calvinista: l’aspetto visuale vi è povero, la gestualità è imprecisa, l’astrattezza del rito è surrogata solo parzialmente da un’ oralità a volte eccessiva, c’è poca coreografia, l’unità di tempo e di azione è limitata essenzialmente all’aspetto di scambi verbali o all’unisono, ancora una volta alquanto astratti, non c’è più quel “balletto tridentino”di atti e di intrecci tra celebranti, accoliti e  fedeli che marcavano una actuosa partecipatio negli…. “atti concreti” anche se, forse, non abbastanza nelle parole.

Allora sì, la richiesta di P. Costa è comprensibile: egli ci dice, senza saperlo, “ma questo messale è troppo disincarnato, dateci dei gesti, ri-dateci una coreutica cattolica, fosse anche indiana!”

Lo so che l’erba del vicino pare sempre più bella, ma perché non dare un’occhiata a quel che già abbiamo e che si integrerebbe così naturalmente nel nostro rito, almeno in Occidente?

In Pace

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Categorie:Liturgia e Sacra scrittura

5 replies

  1. Simon, condivido. Ipotizzo che il deficit implicito ed esplicito di ritualità, che riscontri nell’attuale prassi liturgica, sia figlio della “rimozione del culto dal fondamento della fede” (A. Grillo), che purtroppo ha ispirato molti riformatori. Come ho accennato qui, tra i commenti: http://sacramentumfuturi.wordpress.com/2013/09/23/rivoluzionari/

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  2. figurarsi che i protestanti storici ci prendono ancora in giro per quei pochi gesti che facciamo durante la messa (NO) e dicono che balliamo e non stiamo mai calmi…

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  3. Coreutica nella liturgia
    Dal sermone di ieri di S.E. Mons. Schneider : ” Riscoprire la dignità della liturgia è fondamentale, a partire da gesti come ricevere la Comunione in bocca e in ginocchio, osservare momenti di silenzio, suonare musica appropriata, essere rivolti coram Deo . La liturgia è il volto stesso di Cristo: il vero rinnovamento ci sarà solo con una liturgia riverente e cristocentrica.

    Il corpo ha bisogno anch’esso di actuosa partecipatio : condivido la richiesta di P. Costa s.j. circa la (re-) introduzione dell’Ars Bene Movendi nella liturgia.
    In Pace

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